mercoledì, maggio 13, 2026

💛 Nuraghe Sa Jua di Aidomaggiore ( libro)

 

Il nuraghe "Sa Jua", si trova ad Aidomaggiore, in provincia di Oristano 

Il giogo dei buoi e Aidomaggiore sono legati  dal significato legato al passaggio o varco.
Nella camera principale ha tre nicchie disposte a croce.
L'Orientamento dell'ingresso è a Sud-Est.

Sa Jua  è il nome sincopato de Su Juvale.
In sardo, "Sa jua" indica la parte del collo degli animali su cui poggia "su juvale", cioè il giogo . Stessa radice abbiamo per "carro".
Aidomaggiore deriva dal latino aditus (passaggio, guado) + maggiore, perché si trovava sul principale guado del fiume Tirso .
È un luogo di passaggio.
Ma è un luogo di passaggio anche astrale, riportano poi nelle coordinate terrene, in cui l'Orsa Maggiore fa da legame astronomico.
Il nuraghe Sa Jua è famoso perché durante il solstizio d'inverno si allinea con il sorgere del Sole, evento legato al carro celeste che simbolicamente "passa" attraverso il monumento .
Il termine "Jua/Juvale" rappresenta il giogo (lo strumento di trazione), mentre "Aidomaggiore" rappresenta il guado (il punto di attraversamento).
Insieme descrivono un carro che passa, un concetto reso concreto dai fenomeni astronomici osservabili nel nuraghe.
Durante il solstizio d'inverno (21 dicembre)il sole entra nella nicchia centrale, creando uno spettacolo unico.

Un passo tratto dal mio libro "Le Dee Silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna"
"[...] L’orientamento sud-est, infatti, è la direzione che intercetta l’alba nel giorno del solstizio d’inverno, il momento della rinascita della luce, in cui il Sole, giunto al suo nadir, inverte il proprio cammino inaugurando una nuova stagione di crescita.
Questa soglia astronomica è intesa, nelle culture arcaiche, come il parto cosmico della Grande Madre, il cui grembo si riapre per generare nuovamente la vita[...]
[...] Il Nord, e in particolare il Nord-Ovest (direzione dell’Umbilicus Urbis), rappresenta il polo della luce astrale, dell’Orsa Maggiore, del giogo del bue celeste, “su juvale” in sardo, riportato anche nell’archittetura di alcuni nostri nuraghi, della stabilità immobile attorno a cui ruota il cosmo.
In altre parole, il Nord (e il Nord-Ovest) è la direzione del fondatore, del re-sacerdote che traccia il solco primigenio.
Il Sud-Est è la direzione del Mundus stesso, dell’apertura al ventre della Terra.
I due poli non sono antagonisti, bensì coessenziali, perché senza il Nord, non vi sarebbe misura né ordine, e senza il Sud-Est, non vi sarebbe contatto con la fonte oscura e fertile della vita.
Questa doppia polarità è magnificamente sintetizzata dal simbolo della croce nel cerchio, che ricorre sia nei manufatti nuragici (come i ciondoli e le rappresentazioni su pietra) sia nei tamburi sciamanici asiatici, sia ancora nel Carrasegare sardo, dove S’Urtzu di Seui in partocolare(l’Orco) porta in trionfo tale simbolo.
Ne ho parlato nel mio saggio “Il Tempo Capovolto. Maschere del Carrasegare sardo. Il Sacro che genera il Caos, il Caos che rinnova l’Ordine “, di questa straordinaria figura e di questa simbologia della croce nel cerchio.
[...] La croce rappresenta l’intersezione dei quattro punti cardinali (con particolare enfasi sull’asse nord-sud e est-ovest), mentre il cerchio è il Mundus stesso, l’omphalos, la cavità uterina che accoglie e trasforma.
[...] Questa soglia è il medesimo spazio rituale che, nel Libro di Toth (Libro della Fondazione), il faraone traccia con il merkhet (livella a piombo) e un mazzuolo ( su matzolu sardo), arando il solco del tempio come un’aratura celeste guidata dal carro dell’Orsa Maggiore (il Juvale sardo).
[...] Vedremo come la “Croce del Nord” si ritrovi incisa su menhir, domus de janas e pozzi sacri, sugli ingressi dei Nuraghi, nell'orientamento di alcuni nuraghi.
Di come la simbologia della croce del Cigno sia indissolubilmente legata a quella dell'Orsa Maggiore, attraverso la simbologia della Croce nel cerchio.
Di come la Via Lattea, che nel Cigno si divide in due rami (il “Rift oscuro”), fosse interpretata come il cammino iniziatico per eccellenza.
[...] Questo sigillo cosmico, lungi dall’essere una mera astrazione, rappresenta un potente sincretismo, una sintesi visiva e concettuale che unisce le due costellazioni polari della tradizione iniziatica sarda: la maestosa Croce del Nord (la costellazione del Cigno) e l’eterna ruota circumpolare (l’Orsa Maggiore). L’una, simbolo del volo spirituale e della rinascita, e l’altra, cardine immobile del cielo notturno, custode del tempo e del divenire[...] "

Tiziana Fenu
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Foto Viaggio Parallelo

Nuraghe Sa jua (libro)












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