Trasmutazione energetica nel solenne passaggio di Imbolc e della Candelora.
Il periodo in esame si configura come un triplice giorno di intensa trasmutazione energetica, in coincidenza con la ricorrenza sacra di Imbolc e della festività della Candelora.
L’attuale configurazione astrologica ci situa nell’influsso di un segno d’Aria, l’Acquario, la cui tendenza energetica è orientata verso processi di sublimazione e alleggerimento. Ciò assume particolare rilevanza se si considera che, nell’esegesi esoterica e nell’Opera Alchemica, il segno dell’Acquario è correlato alla fase ultima della Moltiplicazione, il momento in cui il principio di trasformazione, una volta conseguito, viene “nutrito” e amplificato.
È lo stadio in cui la cosiddetta “Pietra Filosofale”, simbolo della conoscenza e della perfezione spirituale raggiunta, moltiplica la sua potenza, permettendo di operare su tutti i piani del reale e di discernere la “pietra semplice” dalla “pietra moltiplicatrice”.
Metaforicamente, tale fase rappresenta la capacità di far fruttificare in modo indefinito la luce interiore conquistata, in piena sintonia con il tempo sacro della Celebrazione della Luce Crescente, Imbolc.
Nella giornata di sabato 31 gennaio, caratterizzata da una fase di luna crescente nel segno d’Acqua del Cancro, agisce l’energia del quindicesimo Sacro Archetipo Ebraico, Samech, la cui funzione si esprime attraverso una dinamica di pressione ma anche di protezione.
Si tratta della pressione spirituale esercitata per far emergere la nostra dimensione divina. Graficamente raffigurato da un glifo chiuso, quasi circolare, esso simboleggia altresì uno scudo luminoso che protegge e sostiene. Tale Archetipo risuona con l’Arcano Maggiore XV del Diavolo, il quale, come è noto, offre la possibilità della scelta, dimostrando che non siamo realmente incatenati: nella libertà di scegliere risiede il più alto Dono concessoci.
Domenica 1 febbraio, in corrispondenza della Luna Piena nel segno di Leone, si attiva l’energia del tredicesimo Sacro Archetipo Ebraico, Mem, associato alle Acque cosmiche e amniotiche universali e correlato all’Arcano Maggiore XIII della Morte.
La dialettica tra il Fuoco del Leone e l’Acqua della Mem, tra Opposti complementari, costituisce la condizione ideale affinché la luce emerga in modo costruttivo, attraverso una morte simbolica che si traduca in rinnovamento e impulso trasformativo.
Si tratta di un passaggio dinamico che richiede simultaneamente Presenza e Distacco, un equilibrio necessario perché la Luce possa manifestarsi nella sua piena complementarietà con l’Ombra.
Lunedì 2 febbraio, giornata dedicata alla celebrazione della Candelora con luna calante in Leone, entra in gioco l’energia del tredicesimo Archetipo, Nun, la cui funzione è propriamente quella della trasmutazione, rappresentata dalla Vesica Piscis, simbolo geometrico della sinergia degli Opposti.
Tale sinergia è ulteriormente evocata dall’Arcano Maggiore XIV della Temperanza, che invita a fluidità, equilibrio e leggerezza. Questi tre giorni di profonda trasmutazione culminano dunque, nella festività della Candelora, in una straordinaria congiunzione tra Acqua (la Nun, come evoluzione trasmutativa della Mem) e Fuoco (il Leone della luna calante), in una data tradizionalmente dedicata alla Luna e al Femminino Sacro, in complementarietà con la Luce e il Fuoco.
Imbolc si configura così come la festa del Fuoco Sacro, capace di persistere oltre la coltre nivale dell’inverno, desideroso di manifestarsi.
Particolarmente significativa è la combinazione energetica tra l’Acqua della Mem e il Fuoco del Leone che caratterizza questa celebrazione.
La divinità festeggiata è infatti la Dea del Fuoco, Brigid, figura centrale nella tradizione celtica. Dea Madre, guerriera e al contempo Sposa (dal gaelico Bride).
Ciò rimanda all’unione ierogamica tra Acqua e Fuoco che contraddistingue questa ricorrenza.
Il simbolismo del bianco vestiario deriva dall’antico animale totemico del Cigno, connesso a Brigid-Bride, le cui piume simboleggiano il collegamento con il regno divino superiore.
Tra le figure angeliche, uno sposo ideale può essere identificato nell’Arcangelo Michele, dalle ali bianche, eroe inteso nel senso etimologico di Ieros Gamos, unione degli Opposti, sintesi perfettamente rappresentata dalla dialettica energetica di questo passaggio. Michele, guerriero di luce, e Brigid, connessa fin dal Neolitico al fuoco, alla forgiatura, all’alchimia e all’arte guerriera, condividono una profonda affinità simbolica.
Dal suo nome deriva la casta dei briganti, evocando l’archetipo della donna amazzone, della valchiria. Il Monte Pirchiriano, sede della Sacra di San Michele in Piemonte, è denominato anche Braida, toponimo che richiama Brigid.
Pirchiriano significa “Fuoco Divino”, riferimento alla leggendaria sfera di luce e fiamme che, secondo la tradizione, consacrò il sito senza intervento umano.
All’interno del santuario, la presenza della sacra pietra originaria della vetta, posta ai piedi di un’enorme colonna, simboleggia l’incontro tra il Femminino Sacro (Terra) e il principio maschile (Cielo), ulteriore manifestazione dell’unione ierogamica.
La casta guerriera dei Templari, i Guerrieri della Luce, la cui origine è legata al Tempio di Salomone, è strettamente connessa alla Linea di San Michele e rappresenta una continuazione dell’antico lignaggio druidico. Il fondatore, San Bernardo di Chiaravalle, secondo la tradizione fu nutrito dal latte di una statuetta della Vergine Nera, icona riconducibile all’antica Dea Madre Brigid, associata alla Mucca Divina e all’abbondanza. La Linea di San Michele unisce simbolicamente Gerusalemme all’Irlanda, custode dell’antica sapienza celtico-druidica.
Brigid è inoltre la Tessitrice, colei che regge il fuso, simbolo insieme maschile e femminile, come le primordiali rappresentazioni delle Dee che tessono il destino dell’umanità.
I Templari erano legati al mito del Sacro Graal e alla figura di Artù (il cui nome in celtico significa “Orso”).
L'Orso, custode archetipale delle tre dimensioni, come l'Orso/Orco liminale del Mundus Patet romano, di cui ho approfondito nei miei ultimi scritti, sopravvive in questo profondo periodo di trasmutazione alchemica proprio nelle forme più arcaiche di antichi Carnevali, che incorporano questo passaggio di Imbolc/Candelora, in particolare, il Carrasegare sardo, in cui la figura dell'Orso/Urtzu, non solo è predominante, ma, come nel simbolismo de S'Urtzu di Seui, ha come simbolo centrale, la croce nel cerchio.
Croce nel Cerchio che rappresenta il convergere di due simbolismi astrali importantissimi, la costellazione del Cigno( il Cigno è simbolo di Brigid), uno dei tre Soli di Rinascita lungo la Via Lattea, è la costellazione dell'Orsa Maggiore, la circumpolare dimensione delle Mesket, le costellazioni che presiedevano alla rinascita, la cui simbologia è la Meska, la "doppia pelle", inteso come involucro placentare di rinascita, rimasto come residuo simbolico nell'usanza delle pelli/pelli rovesciate, nei Lupercalia romani di Febbraio e nel nostro Arcaico Carrasegare sardo in particolare.
Significativamente, anche la catena montuosa alle spalle del colle Braida è denominata Orsiera.
Le linee del Drago, antiche vie energetiche su cui sorgevano menhir e dolmen, riflettono questa simbologia, rappresentando gli affioramenti dell’energia vitale della Dea Madre Terra, le sue vene e arterie sacre.
Tale energia è associata al Sacro Archetipo Ebraico Teth, il Femminino, il grembo, la kundalini, dotata di una duplice polarità: la Sophia superna. Il suo Fuoco vitale si manifesta fino alla superficie terrestre. In questo periodo, la pianta sacra ai Celti è il bucaneve, fiore di Imbolc, il cui biancore ricorda la purezza della Giovane Dea e il latte che nutre gli agnelli. La sua fioritura precorre l’equinozio di primavera. Il bucaneve, emblema di purificazione per Brigid, trova un corrispettivo nel fiore sacro a Michele, il narciso bianco, entrambi appartenenti alla famiglia delle Amaryllidaceae.
La conformazione ogivale del boccio chiuso del bucaneve, in sezione, richiama proprio la Vesica Piscis, simbolo dell’unione tra Maschile e Femminile, talmente potente da permettere a questo fiore, pur nella sua apparente fragilità, di perforare il manto nevoso per dispiegarsi alla luce.
Questo primo Febbraio di Imbolc, sotto l’egida dell’Archetipo Mem, parla di memoria, di origine, di identità, della comprensione del proprio valore, dell’essere al guado e del cercare, attraverso una radicale spoliazione, nella dimensione catartica della Morte, una nuova prospettiva di rinascita. Non a caso, per la Candelora e la Presentazione del Bambino Gesù al Tempio, il 2 febbraio, siamo guidati dall’Archetipo Nun, la Sacra Trasmutazione, preceduta dalla Mem per il passaggio di Imbolc. Mem, il cui valore ghematrico è 40, corrisponde ai quaranta giorni dalla Natività, periodo che conduce alla presentazione al Tempio di Gerusalemme del Cristo-Luce e alla purificazione di Maria. Quaranta giorni per la Manifestazione, per l’esposizione alla luce.
Il 2 febbraio si realizza quindi una totale e profonda sinergia tra Acqua e Fuoco, sublimati nell’elemento Aria (siamo ancora sotto il segno dell’Acquario), attraverso la trasmutazione (Nun), l’equilibrio (Temperanza), la consapevolezza del proprio valore e la capacità di capovolgimento totale, in una spoliazione integrale (la Morte) che permette di sperimentare la profondità delle radici, le quali sono al contempo fronde protese verso l’alto, in un processo di autogenerazione continua.
È la nostra intima presentazione al nostro Tempio interiore.
Abbiamo saputo edificare, tassello dopo tassello, il nostro personale Tempio di Luce?
L’energia della Nun si manifesta già da oggi 30 gennaio, preparando questo triplice giorno di profonda trasmutazione.
Ci chiama a “uscire dal seminato”, a essere seme, a evitare l’autoreferenzialità, a non irrigidirci in un radicamento statico che impedirebbe il necessario scambio tra fronde e radici, bloccando il fluire dell’energia trasformativa e della rinascita.
Solo la sinergia dinamica delle due polarità può creare dimensioni sempre più vicine alla nostra autentica, intima essenza divina, quella in cui ci manifestiamo nella nostra più profonda Verità.
Perché solo nella complementarietà degli Opposti può dispiegarsi la nostra potenzialità e possibilità di manifestazione, la nostra occasione di “accadere” pienamente, di celebrare ciò che siamo e il nostro reale valore.
Questo intenso passaggio ci conduce verso il sacro-ficio del nostro percorso, che richiede l’abbandono di certezze, attaccamenti, legami materiali e piccolezze umane, per affrontare la prova del Fuoco e dell’Acqua, le due polarità di attivazione.
Il Fuoco di Brigid e del Leone e l’Acqua della Mem/Nun benedicono questo transito.
Sotto il segno dell’Acquario, elemento d’Aria, assistiamo alla sublimazione dell’acqua in vapore, portatrice di guarigione a ottave superiori, potenziata dall’energia del Fuoco.
Tutto è in movimento, tutto è in trasformazione. Permettiamo che accada, lasciamoci accadere, fiduciosi nella nostra Guida interiore, nel Fuoco Sacro che non si estingue, nel quale siamo già compiuti, integri, circolari e semplici come un anello.
L’anello che sigilla l’antica Sacra Alleanza con la nostra polarità complementare, con la quale dobbiamo mantenere un dialogo costante e creativo: con le nostre ombre, con le nostre parti solari, con le nostre contraddizioni, che costituiscono la nostra più alta verità, poiché testimoniano flessibilità di pensiero, trasformazione e possibilità di cambiamento.
Per manifestarci nella nostra Essenza, nel nostro Sacro Fuoco interiore, dobbiamo implementarlo in noi e lasciare che agisca, in totale resa e fiducia, come l’Appeso che, capovolgendo la prospettiva, accoglie la trasmutazione.
Come una clessidra che deve essere rovesciata perché la sabbia fluisca nuovamente. Dobbiamo accogliere questo processo, lasciare che ci forgî, come una spada rovente che si lascia plasmare e istoriare da gioie e sofferenze, per essere poi immersa nell’acqua, a cristallizzare la memoria di ciò che è stato forgiato in adesione alla nostra verità essenziale.
Perché l’acqua è Mem, è memoria, e ciò che viene benedetto nel suo grembo, se forgiato nel Fuoco, acquista una Frequenza elevatissima.
Il Fuoco è un potente elemento alchemico.
Per dominarlo, dobbiamo lasciare che esso abbia piena padronanza di noi, in fiducia, per bruciare il superfluo, per scarnificare l’inessenziale, per portare a ebollizione la nostra dimensione amniotica interiore, dove spesso ristagnano ricordi, sentimenti ed emozioni, affinché tutto si trasformi in vapore purificatore e nobilitante.
Camminare attraverso il Fuoco non è impresa agevole, ma imparare a essere noi stessi il Fuoco d’Acqua, come denominato in alchimia, è il destino a cui, ancestralmente e animicamente, siamo chiamati. Composti prevalentemente di Acqua, possiamo immaginare la potenza del nostro Fuoco interiore, dei nostri centri energetici, della Kundalini, di ogni cellula che produce ATP, energia allo stato puro, combinata con l’energia dell’acqua.
Questi antichi riti ci offrono una dimensione di trasmutazione nel grembo della Madre (la Mem), morendo a noi stessi (Arcano XIII). Sono riti che fanno di noi altari del nostro tempio interiore, dove celebriamo il nostro immortale Fuoco interiore.
Laddove esso si manifesta, si manifesta la nostra integrità, la nostra risolutezza, il nostro essere Umani, compiuti, “accaduti”, declinabili in infinite possibilità di interazione e integrazione.
Possa questo Imbolc essere di Purificazione.
Con infinita gratitudine, sempre.
Tiziana Fenu
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