lunedì, aprile 27, 2026

❤️ Non c'è molto da intendere

 

Non c'è molto da intendere,

nell'amore,

se non che esso è l'abisso che si spalanca

dove ogni parola si fa sete

e ogni pensiero si disfa in presenza.

Te ne accorgi, della Verità che abita il suo nome,

quando finalmente ti spogli di ogni difesa,

e ti offri in quella nudità che non è del corpo,

ma dell'Anima che trema

sulla soglia del suo stesso mistero.

E ti senti così piccola, così esposta al confine del respiro, che basterebbe un niente,

un istante più saldo del suo pugno

chiudo sul suo petto

per smettere di appartenere al mondo.

E invece no.

Invece ti offri ancora.

Perché nel gesto estremo di chi stringe,

tu non cerchi la fine,

ma l'ascolto.

Che senta,

attraverso la pressione,

il galoppo impazzito del tuo cuore,

la sua corsa di luce e di tenebra,

quel suo tremare in bilico,

tra l'ultimo battito e il primo,

come solo chi si consegna senza rete

sa donare.

Follia,

si direbbe.

Invece è l'unico gesto saggio.

Fidarsi ancora,

sempre,

quando il cuore non sa battere

se non nella resa,

e si offre nudo,

di quella nudità che imbarazza

perché più vera

di un corpo appena svestito

che freme nell'attesa.

L'Amore vero,

quello che non mente,

ti cinge la gola,

non per toglierti il fiato,

ma per sentire

come il tuo sangue gli scorra dentro,

come il tuo ritmo diventi  il suo,

come si possa,

in un unico battito,

morire e poi rinascere.

Poi,

nel bacio,

ti restituisce l'ossigeno,

ti riporta alla luce,

ti avvolge nel Dono supremo

di averti lasciata vincere

da quegli occhi che ti hanno guardata

e nel guardarti ti hanno resa invincibile.

Perché c'è più forza

nel cadere nelle due mani

che nello stare eretti da soli.

E chi si dona nella fragilità

vince una battaglia che i forti

non sanno nemmeno vedere.

Il dono sicuro è di tutti.

Ma il dono tremante,

il dono che si spezza e si ricompone

nel calore di uno sguardo, quello è l'Amore.

E non ha bisogno

di essere capito.

Solo vissuto.

Fino in fondo.

Fino all'ultimo tremito.

Fino al primo,

eterno,

respiro.

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com
Tratto dal mio libro
"Diamanti di Rugiada. Attimi di luce allo stato liquido"
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Non c'è molto da intendere




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