"[...] volgiamo ora lo sguardo al Nord-Est.
È questa la direzione che, come vedremo, attraverso la simbologia dell’Ofiotauro e dell’Ofiuco, rivela un’ulteriore, profonda connessione con l’energia femminile, custode della sapienza ancestrale, della guarigione e della trasmutazione.
La Costellazione dell’Ofiuco, nota anche come Serpentario, occupa una posizione singolare nel firmamento.
Si tratta di una costellazione equatoriale, a cavallo dell’equatore celeste, e la sua estensione si sviluppa lungo un asse che va dal Nord-Est al Sud-Ovest, con la testa orientata verso Sud-Ovest e i piedi verso Nord-Est.
Questa sua conformazione la rende un ponte celeste tra i due emisferi, una soglia tra le dimensioni.
La declinazione precisa dell’Ofiuco si estende da circa -30° a sud fino a +14° a nord, dimostrando uno sviluppo che, pur toccando l’asse Nord-Sud, privilegia in modo marcato l’orientamento Nord-Est/Sud-Ovest.
È precisamente questo allineamento a risultare di straordinario interesse per la nostra indagine, poiché lo ritroviamo costantemente nei luoghi sacri dell’antica Sardegna, a cominciare dai pozzi sacri, il cui orientamento si delinea come specchio terrestre dell’Ofiuco.
L’orientamento verso Nord-Est, con il suo asse complementare Sud-Ovest, caratterizza alcuni dei più importanti complessi cultuali della civiltà nuragica.
Il santuario di Santa Vittoria di Serri presenta un pozzo orientato a Sud/Sud-Ovest, mentre la fonte sacra Su Tempiesu di Orune rivela un allineamento perfetto a Nord-est. L’ingresso della scala e l’apertura della tholos, la camera a falsa cupola, sono orientati a Nord-Est, configurandosi come una proiezione terrestre della costellazione serpentaria.
A questo proposito, è necessario sottolineare come l’orientamento verso Nord-Est appaia maggiormente legato alla dimensione lunare piuttosto che a quella solare.
Mentre molti monumenti preistorici, da Stonehenge ai templi egizi, privilegiano allineamenti solari, come solstizi ed equinozi, i pozzi sacri sardi manifestano una predilezione significativa per i cicli della Luna.
Il punto di levata e tramonto dell’astro notturno oscilla in un ciclo di circa 18,6 anni, noto come ciclo dei lunistizi, che corrisponde ai punti di massima declinazione nord o sud della Luna.
Il lunistizio maggiore, in particolare, indica il punto più a Nord-Est dell’orizzonte dove la Luna sorge al suo massimo culminare.
È in questi momenti che la luce della Luna piena poteva penetrare in fondo al pozzo, illuminando le acque sacre e rivelando quella stretta connessione tra acqua, simbolo di vita e rigenerazione, e Luna, la regolatrice dei cicli naturali, del femminino, del parto.
[...] L’Ofiuco, nella sua essenza più profonda, è colui che governa il serpente.
È la dimensione dell'acqua, del Fuoco, della Sapienza ancestrale.
E il serpente, in tutte le tradizioni arcaiche, rappresenta la sapienza ancestrale, la conoscenza misterica, la padronanza delle energie ctonie di Madre Terra.
[...] Il serpente è inoltre il simbolo della tribù di Dan, la tribù dei Sacri Giudici, dei navigatori, degli Shardana, gli antichi Sardi.
È nella simbologia dell’Ofiotauro che la costellazione dell’Ofiuco, simbolo di un sincretismo epigrafico e artistico, trova la sua più compiuta trasposizione artistica e concettuale nell’ambito della civiltà sarda[...] "
Tiziana Fenu
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Tratto dal mio saggio
" Le Dee Silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna "
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