Non scegliere me
Nemmeno se fossi l' ultima Eva su questa terra
Nemmeno porca. Tra l' altro. A me piace grufolare come Babe, " maialino coraggioso". Perché ce ne vuole di coraggio a rischiare di perdere uno come te
Che può e sa scegliere
Non scegliere me.
Io sono come il cuscino della suocera.
Ma senza suocera
Che il cuscino te lo offre ad ammortizzare nelle zone basse di attrito dove non riesci tu. Tra una lasagna e un tiramisù
Di me ti accorgi quando sul cuscino ti sei già adagiato .
Troppo tardi per rialzarsi incolumi
Io sono come i frutti gustosi dei fichi d' India sardi. Li devi cogliere a distanza. Abbracciarli dolcemente con i lembi " de sa cannuga" . Staccarli piano dalle foglie carnose, che meglio si difendono con le spine bene in vista.
Le mie sono invisibili .
Ti accorgi di averle, conficcate nella pelle, solo a danno fatto.
Quanto tenti di cogliermi a piene mani.
Come se fossi un frutto qualunque da addentare
Non scegliere me
Ci perderesti la pazienza a liberare il frutto dalla mia scorza polposa e spinosa. È un lavoro che si fa in punta di coltello
Con " s'arresoja".Quella che le donne sarde hanno sempre tenuto a portata di mano. Nel reggiseno , magari. Tra quelle pieghe di un cuore plissettato come le loro vesti. La cui ampiezza la puoi vedere solo se ci soffi dentro un po di vento.
Un po di amore . Sincero
Non scegliere me. Perché io ti guardo dritto negli occhi.
Non ti do scampo. Una bugia me la racconti solo se ho voglia di farmela sentir dire.
E quando ti accorgerai che questa voglia mi è passata , rimpiangerai anche il non sapere più a chi raccontarle le tue bugie
Perché nessuna ti sarà complice come lo sono io.
Non scegliere me. Che sono quella che ti lascia la bottiglietta dell' acqua in macchina, quando ti assenti nei tuoi vagare qua e la.
Che poi ti rotola tra freno e acceleratore e le smadonnate te le devi sentire da solo.
#maiunagioiaconme
Solo freno e acceleratore
Un gioco di pedali che spesso ti fa stare in folle. Scusami per questo.
Ma non scegliermi.
Che io a volte nemmeno metto in moto.
Sto immobile. Non puoi nemmeno seguirmi.
Se non mi muovo non puoi farlo.
E se non so dove sono, non puoi raggiungermi
Lost. Persa. Andata.
E ad un tuo smarrimento iniziale seguirebbe uno stato d' animo nuovo. Quasi un moto gioioso dell' anima.
Un "trallalla'" che ti farebbe volteggiare come Cenerentola al ballo tra il mio disordine e i miei broccoli appassiti e puzzolenti in padella. Pronto con il Vaporetto in mano.
Una nube di vapore profumata dalla quale apparirei come in un fermo immagine del film "The fog"
Mentre ti dico impassibile " Ciccio ho dimenticato la scarpina"
E in quel momento esatto capirei che non puoi, non puoi scegliere me.
Lo capirei dalla tua espressione vinta. Arresa. Smarrita.
Perché io sono di quelle che non sa dove mette le cose. Non ho bisogno di saperlo
Le cose vengono a me per disperazione. Prima che le trovi io e le copra di insulti.
Così è la mia scarpina. Che mi raggiunge da sola , prima che ti obblighi a tirare giù anche il soffitto
Ma io capisco che non puoi scegliere assolutamente me, quando vedo nei tuoi occhi lo smarrimento.
Nel dirti che non ho nessuna "zucca 4x4" che mi aspetta fuori, a portarmi via, in viaggio verso la mia favola.
Non puoi scegliere me.
Io, io sono di quelle che restano
E restano, restano per sempre
E non smadonnare
Che tanto resto
Tiziana Fenu
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