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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

mercoledì, maggio 06, 2026

💛 Labirinto ( libro "Le Dee Silenziose")

 

"[...] I sette percorsi del labirinto corrispondono ai sette pianeti dell’antichità (Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno) il cui allineamento, visibile a occhio nudo all’orizzonte, si verifica in concomitanza con l’equinozio di primavera. 
Questo evento, raro e carico di potenza, era interpretato come un momento di sospensione tra i mondi, in cui il velo tra terra e cielo si assottigliava. 
In quell’istante, il Sole sorgeva idealmente sotto il segno del Toro, la costellazione che per millenni (circa 4500-1900 a.C.) ha fatto da sfondo all’alba equinoziale, segnando un’intera era precessionale.
Il Labirinto a 7 percorsi potrebbe avere una Matrice Sarda, poiché Benetutti, è sulla traiettoria del  braccio teso di Orione, manifestando un orientamento simmetrico. 
Ciò che rende il labirinto di Benetutti un unicum, una matrice archetipale, infatti, non è la sua fattura, ma la sua precisa collocazione geografica e astronomica. 
Sovrapponendo la carta celeste alla cartografia della Sardegna, emerge una corrispondenza straordinaria. 
La costellazione di Orione, con la sua inconfondibile forma di arciere, si adagia perfettamente sull’isola. 
Le Iadi (ammasso stellare della testa del Toro) cadono sull’Asinara, la Cintura di Orione si allinea sul territorio di Cabras-Oristano (cuore della civiltà arcaica sarda e sede dei Giganti di Mont’e Prama), e il braccio teso della costellazione, quello che regge la clava o l’Ankh, punta dritto verso Benetutti.
Il labirinto, inciso sulla parete sud-occidentale della Domus, presenta un orientamento speculare al Nord-est. 
Nella Geometria Sacra, questa simmetria non è un caso, ma è un'indicazione. 
È il punto di ingresso per la trasmutazione, nella dimensione del Nord-est, che trova il suo riflesso e la sua “porta di uscita” nell’orientamento sud-ovest del simbolo, suo corrispettivo simmetrico. 
Come il sole al tramonto del solstizio d’inverno (che illumina il pozzo sacro di Santa Cristina o l’ingresso del pozzo Canopoli), così il labirinto si offre come una mappa per la catabasi (discesa negli inferi) che precede l’anabasi (risalita verso la luce). 
Benetutti, “Bene-Tuth” o “Bene-Toth”, sorge quindi lungo il tracciato dello “Stargate di Orione”, il braccio teso che indica la via di ascensione, il ponte attraverso il quale l’anima iniziata può abbandonare la dimensione terrena per raggiungere la propria forma stellare.
In questa prospettiva, il ponte verso l’alto è tracciato dalle stelle circumpolari, quelle che non tramontano mai, le Mesket egizie, le “guardiane del cielo”. 
Tra queste, l’Orsa Maggiore occupa un posto preminente, identificata dagli antichi Sardi come “Su Juvale”, il giogo dei buoi. 
Non si tratta di una semplice metafora. 
Infatti la configurazione a sette stelle dell’Orsa richiama l’aratro trainato da una coppia di bovini, uno strumento sacro che solca la terra per generare la vita, così come solca il cielo per generare l’ordine cosmico.
Questa simbologia del giogo è il cardine che lega il cielo alla terra, la morte alla rinascita. 
“Su Juvale”, che si poneva sotto la nuca dei moribondi o che la Accabadora (meglio, 
Akabadora, dalla radice Ka, “doppio vitale” o spirito) utilizzava per agevolare il parto o il trapasso, è lo stesso strumento che i faraoni, coadiuvati dalla dea Seshat (dal copricapo a sette punte, simbolo dei pianeti allineati), utilizzavano per la cerimonia del “tendere la corda”, di cui ho già parlato. 
Durante l’equinozio di primavera, quando l’Orsa Maggiore è al culmine della sua visibilità e indica la Stella Polare, il sovrano tracciava il perimetro del tempio futuro, “arando” il solco sacro. 
Da questo atto rituale nasceva l’Akhet.
Nella lingua egizia, Akhet è il geroglifico del sole che sorge tra due montagne, l’orizzonte[...]
Ma in senso esoterico, Akhet non è solo l’est fisico, ma è il punto di rinascita del sole (e dell’iniziato)della sua levata eliaca, associato al solstizio d’inverno in alcune interpretazioni, quando il sole ricomincia a salire, quindi all'alba del solstizio invernale, che corrisponde al sud-est del nostro orientamento cardinale guida, maggiormente diffuso nella nostra mappa archeologica della Sardegna. 
[...] Nell’antico Egitto, Akhet è legato a Orione-Sah e Sirio-Sopdet, per la quale  la levata eliaca di Sirio segnava l’inizio dell’anno e l’inondazione del Nilo. Tuttavia, l’arco dell’orizzonte è associato alla Via Lattea come fiume celeste e al passaggio da una metà dell’anno all’altra.
Shu è l’aria, il “sollevatore” del cielo (Nut) separato dalla terra (Geb). 
Viene spesso raffigurato in piedi, con le braccia alzate a sostenere la volta celeste.
Le sue braccia descrivono un arco (la volta celeste). 
In alcuni testi tardi e interpretazioni esoteriche (Plutarco, testi ermetici), Shu è paragonato all’arcobaleno e all’arco lunare.
Nel sincretismo greco-romano, Shu fu associato ad Atlante (che regge il cielo) e alla costellazione dell’Auriga (il cocchiere che solleva un braccio). 
L’Auriga, come abbiamo visto, è stata messa in correlazione con i menhir di Pranu Mutteddu, e fa parte dell’asterismo dell’Esagono Invernale, anch'esso a sud-est, un asterismo che comprende Capella (α Aurigae), Aldebaran (α Tauri), Rigel (β Orionis) e Polluce (β Geminorum). 
Altri hanno visto in Shu una proiezione di Orione stesso. Orione è considerato  il “sollevatore” nell’emisfero sud, che sorge in direzione est-sud/est, collegato a Sah, l’anima di Osiride.
E qui ritorniamo al nostro Sud-Est cosmogonico[...]

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com
Tratto dal mio libro
"Le Dee silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna"
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Labirinto (Libro "Le Dee Silenziose")





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