Informazioni personali

La mia foto
Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

venerdì, maggio 26, 2023

💚Fibula Cerveteri

 Nell'immagine, grande fibula in oro, da parata, lunga circa 30 cm, con leoni orientalizzanti, ritrovata nella Tomba Regolini-Galassi," Cerveteri, Italia,  risalente al 650-640 a.C. ed esposta al Museo Gregoriano Etrusco dei Musei Vaticani

Una Fibula realizzata con le tecniche dello sbalzato, del punzonato e del granulato.

Tecnica del granulato, o a" pibiones", che sappiamo essere, da sempre, la tecnica principale, insieme a quella della filigrana, dei nostri manufatti sardi, come ho già approfondito in un mio precedente post( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/10/i-motivi-pibiones-nella-cultura-sarda.html?m=0) 

Definiscono questo tipo di lavorazione, come originarie del vicino Oriente, ritrovate nelle tombe di Ur in Mesopotamia nel 2500 aC.

Tecnica di granulazione attestata in Etruria dalla metà dell' VIII sec aC.

Ma sappiamo anche che molti studiosi, considerano l''Etruria come una zona abitata dagli antichi Shardana.

Sulla Fibula, nei due medaglioni, ovale superiore, e quello inferiore, a forma di goccia, inferiore, sono presenti 5 leoni, in quello ovale, e delle file alternate di pavoncelle e leoni sbalzati,  nel medaglione inferiore, e questi  sono rivolti, con lo sguardo, in direzioni opposte.

Il bordo che incornicia il disco ovale dove sono presenti i leoni, è caratterizzato dalla tecnica della granulazione, presente anche nella superficie dei due elementi tubolari.

Nel bordo del disco ovale, la granulazione è distribuita lungo degli elementi semicircolari che si intersecano, sulla cui sommità, si delineano dei moduli di granulato in conformazione di 6, più uno centrale, come se fossero degli esagoni puntati. 

Sappiamo bene quanto l'esagono, la stella a sei punte, fosse importante per l'antica Civiltà Sarda. Era proprio il simbolo degli Architetti Divini. 

Degli Orafi Divini. 

L'esagono, con i suoi perfetti angoli interni a 60°, ha una valenza anche astronomica e cosmogonica, perché era proprio legato all'angolazione dei raggi solari durante l'equinozio primaverile, periodo in cui spiccano stelle come quella del Regolo della costellazione del Leone. 

Equinozio, che traguardava anche il momento di nascita o rinascita degli esseri divini, o divinizzati, dei sovrani, dei re, o come, nel caso del Cristianesimo, segnava la resurrezione, la rinascita del Re Cristo. 

Equinozio, che vedeva nel suo cielo, anche i 7 pianeti allineati, simbolo di Ascensione divina, come i 7 chakra allineati, come i 7 elementi granulati che formano i moduli decorativi in gruppi di 7.

La stella del Regolo del  Leone, era importante, perché insieme alle altre tre stelle regali, Antares, Aldebaran e Formhault, traguardavano gli equinozi e i solstizi

Stella Regolo, del Leone, che si esprimeva in tutta la sua magnificenza durante il Solstizio estivo.

Infatti, traquarda il sud solstiziale ( non a caso si dice "il solleone" estivo).

Essendo i leoni, in numero di cinque, possono simboleggiare la vita dopo la morte, l'immortalità

D'altronde, anche gli ingressi delle Domus de Janas, qui in Sardegna, sono orientate verso i solstizi, canali alchemici del passaggio tra la dimensione terrena ( solstizio estivo ) e quella divina( solstizio invernale). 

Passaggio solstiziale, recuperato poi, in epoca romana, dal Dio Giano, custode dei solstizi, del passaggio dimensionale.

Giano/Jana.

Il numero 5, è legato anche al Sacro Femminino, al quinto Sacro Archetipo Ebraico He', con funzione "Vita". 

Il leone è riferito al Cristo, Horus, Apollo..ecc, e alla Vergine, a Maria, Iside, a tutti i Sacri Femminini. 

Ed è esotericamente, legato, alla figura del Papa, l'Arcano Maggiore V, quindi una figura importante, che detiene il potere temporale e spirituale, esattamente come doveva essere una figura elitaria importante, il detentore di questa stupenda Fibula.

Di contro, se, la figura dei leoni, è legata al solstizio estivo, contrapposti al leoni, troviamo le pavoncelle.

Pavoncelle, che, conosciamo molto bene, e di cui ho già approfondito ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/09/mi-e-sempre-piaciuta-la-pavoncella_28.html?m=0), che, nella nostra tradizione sarda, sono legate al concetto di equilibrio delle due polarità, perché sono per lo più rappresentate in modo speculare davanti all'Albero della Vita.

Un equilibrio che riflette quella simmetria "equatoriale", allegoricamente e simbolicamente, necessaria e funzionale, alla manifestazione del Divino, alla nascita e rinascita, e all'enfatizzazione del concetto di immortalità.

Tutte le iconografie importanti del passato, sono state rappresentate, in segno di potere, proprio attraverso questa simmetria di equilibrio, quasi equatoriale, come la Dea Tanit, spessissimo rappresentata con il suo lato destro leggermente più alto del Sinistro, perché è a destra, ad est, che sorge il sole, che consente la manifestazione dell'aspetto dvino, dell'immortalita, dell'equilibrio della polarità degli Opposti.

Il concetto di immortalità e divenire, il senso dell'infinito, delle due forze energetiche contrapposte, dinamiche e sinergiche, che creano, si ritrova anche in un altro simbolismo, quello della doppia spirale, con opposto senso di direzione, impressa su un vaso ritrovato proprio in questa tomba di Cerveteri.

Doppia spirale identica alla nostra, in ocra rossa, che si trova nella nostra Domus de Jana de Sa Pala Larga, a Bonorva, nella tomba VII, in provincia di Sassari.

E non solo, la conformazione del corridoio di questa tomba, penultima immagine, è uguale a quella della Tomba dei Giganti Madau di Fonni, nell'ultima immagine( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/07/il-gigante-nella-tomba-madau-di-fonni.html?m=0), di cui avevo già approfondito anche riguardo alla notevole somiglianza con il corridoio di una Tomba ittita ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/03/tomba-di-hattusa-e-tomba-di-fonni.html?m=0)

Tanti elementi, quindi, che rimandano alla nostra Antica Civiltà Sarda, per quanto riguarda questo monile, ritrovato in una terra, Cerveteri( Lazio), che era nell'antica Etruria, governata dai Sardi, per ammissione dell'autore latino Festo, del II sec dC. 

"Reges soliti sunt esse Etruscorum, qui Sardi appellantur". 

 "I re sono soliti essere tra gli Etruschi, che vengono chiamati Sardi".

E ancora ".. quia etrusca gens orta est sardibus" 

"Per cui la gente etrusca è originata dai Sardi"..

Ma oltre questa attestazione, spesso, ho trovato similitudini anche io, in svariati contesti( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/12/corrispondenze-etruschi-sardi.html?m=0)

Lo stesso bronzetto di Vulci è abbastanza eloquente, per quanto riguarda fattura, simbologia, luogo di ritrovamento ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/simbologia-delle-trecce-nel-bronzetto.html?m=0). 

"Gli Etruschi amavano ostentare la loro supremazia aristocratica anche e soprattutto attraverso questi manufatti dell'oreficeria. 

Gli orafi arrivarono da paesi orientali, dove erano bravissimi nell'arte orafa. 

Ma  Mario Pincherle, storico, ha smentito, con degli studi accurati, l'effettiva paternità della tecnica a granulazione, attribuita agli Etruschi. 

Mario Pincherle è uno scrittore noto soprattutto per le sue indagini paleotecnologiche in materia di archeologia misteriosa. 

Grande conoscitore di lingue antiche,  ha anche tradotto molti testi antichi, tra cui gli apocrifi Il Vangelo di Tommaso e Il libro di Enoch, entrambi tradotti dall'aramaico.

Una frase del libro di Osiride, il "PER-EM-RA", e un' attenta indagine storica, hanno premesso  a Pincherle di svelare il mistero di questa antica e raffinata tecnica, realizzando lui stesso, dei gioielli con  microsfere di oro perfette, con l'antico metodo di "caduta della torre", così lo chiama nel suo libro "L'oro granulato", utilizzando come ingredienti soltanto Oro, incenso e  colla di mirra( la colla arabica). 

Le microsfere d'oro vengono provvisoriamente applicate al gioiello con la mirra, subito dopo il gioiello viene parzialmente fuso dentro uno stampo di incenso che resiste ad altissime temperature, e una volta raffreddato il gioiello, rinasce dalle ceneri di incenso proprio come l'araba Fenice.

Questa tecnica scomparve del tutto nel periodo della Grecia classica e non se ne parlò più(certo che scomparve, era una tecnica che avevano "adottato". Non aveva nessun valore identitario per loro)

Tecnica nata in Mesopotamia nel 3000 a.C., si dice, ma si è attestato, dagli studi dell'archeologo, che gli Etruschi non erano assolutamente in grado di riprodurre l'oro granulato, ma che lo rubavano o strappavano ai popoli vinti. 

I gioielli infatti appartenevano all'epoca di Saragon di Accadia, il re dei 100 nomi e alla civiltà minoica, e di furto in furto sono arrivati fino a noi, chiamandoli, erroneamente " ori granulati etruschi", mentre invece risalgono ad un' epoca che precede di 3000 anni il sorgere della civiltà etrusca. 

Non paternità etrusca, comprovata anche dalla prova al carbonio c14,  ristabilendo agli Ausoni, gli Antichi Italici del Lazio centrale nell'età del Ferro, la paternalita della  civiltà  che sorse nella nostra penisola, molto prima che i popoli indoeuropei vi giungessero, a dimostrare che

gli ori granulati, precedono di 3000 anni il sorgere della civiltà etrusca, smascherando così anche il falso storico della fibula del Louvre, l'unico gioiello etrusco in oro granulato che pareva fosse la prova della fattezze di questi gioielli. 

E mia sembra anche strano, che il metodo di Pincherle sia stato chiamato il metodo della torre. 

Quale torre? Forse una torre nuragica? In Egitto non ci sono torri. 

Perché una tecnica che è sparita dal resto del mondo, sopravvive fino ai giorni nostri, diventando la tecnica, insieme alla filigrana, che contraddistingue i nostri gioielli, le nostre "prendas", raggiungendo livelli altissimi di raffinatezza, difficilmente emulabili, con granuli talmente piccoli da richiedere una tecnica che si sia affinata da secoli e da millenni? 

Inoltre,  è stato attestato che questa tecnica nasce sotto l' impero di Saragon o Sargon di Accadia( Sargon/Saragon, sempre la radice Sar-, come Sardegna), che era il re dell' impero accadico dal 2335 a. C., fino al 2279 a. C., fondatore della dinastia Akkad, primo re della storia e  creatore di un vero e proprio impero su vasto territorio. Quella civiltà si chiamò Sumer, perché gradualmente il Sud sumerico fu conquistato dagli Accadi, ed essi costituirono un impero che andava dalla Mesopotamia all’Anatolia centrale all’odierna Siria. Oggi si designa come «accadico» il ramo orientale del gruppo linguistico semitico, lo stesso dei Sardi". 

(tratto dal mio post, citato prima, suola tecnica sarda dei Pibiones)  

Superfluo sottolineare che i Sumeri potrebbero essere identificati con gli stessi Sardi. 

E direi, che ci sia molto da rivedere, e da recuperare, come storia e come dignità. 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com

Fibula Cerveteri












venerdì, maggio 19, 2023

💙Luna Nera Novilunio 19/5/2023 in Toro

 Oggi, 19/5/2023, si celebra in India, anche  Shani Jayanti, una divinità che domina il pianeta Saturno, il Signore del karma e della Giustizia.

Saturno che oggi, Luna Nuova in Toro, si trova in Pesci.

Una Luna Nuova, di cui ho già approfondito nel mio precedente scritto, e che è chiamata “Luna Nera stagionale“, in quanto sarà la 3ª Luna Nuova in una stagione con 4 Lune Nuove. È qualcosa che accade solo ogni 33 mesi circa. 

Abbiamo, oggi, 4 pianeti in Toro

Luna

Mercurio

Giove

Urano

Il Sole in Toro

Nodo Nord in Toro

Mi preme ricordare, che, della costellazione del Toro, fanno parte le Pleiadi, ma soprattutto, la stella rossa di Aldebaran.

Vi ricordate cosa ho scritto a riguardo, nel mio scritto sul Plenilunio del 5 Maggio, celebrazione anche del Wesak? 

(https://maldalchimia.blogspot.com/2023/05/wesak-2023.html?m=0) 

"Durante  la Festa del Wesak si viene a stabilire un rapporto unico che collega la terra, il Sistema  Solare, lo Zodiaco Minore e lo Zodiaco Maggiore.

In modo più preciso, le energie Cosmico-Spirituali, dallo Zodiaco Maggiore, le cui costellazioni rappresentanti sono l’Orsa Maggiore e le Pleiadi, vengono accumulate nella magnifica stella fissa di Aldebaran, cioè  “il terzo occhio” della costellazione del Toro.

Da qui le energie, vanno fino al Sole.

Quindi l'Orsa Maggiore, fa da ponte per connettersi con Aldebaran, che rappresenta il Terzo occhio, e infine al Sole, la Sorgente primaria.  

Dal Sole, l’energia, arriva a Venere e alla Luna, poi al nostro Logos Planetario, e infine da Sanat Kumara  al Buddha, il quale le passa al Cristo. 

È l'energia cristica universale, l'Amore incommensurabile dei nostri Maestri, verso gli Umani. 

[...] Quindi, per il Plenilunio di Aprile, l'Orsa interviene a bilanciare un ordine già prestabilito, che si doveva rispettare, quasi fosse un passaggio obbligato, contrassegnato, a livello comunitario, da una celebrazione di questo passaggio, con un Archetipo Tau, la fine di un percorso iniziatico ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/04/orsa.html?m=0) 

La stessa energia archetipale, la ritroviamo per Beltane, con una Luna Crescente in Vergine. 

Probabilmente, a livello spirituale, il passaggio obbligato era attraverso questi passaggi:

- l'Orsa

- Pleiadi ( 7 stelle-7 passaggi attraverso i chakra, o le stesse 7 stelle dell'Orsa) 

- Scorpione, antipode del Toro 

-Toro, con il suo fulcro Aldebaran 

 La Luna Nuova in Toro del 19 maggio, che è governata dall'Archetipo Tau, la conquista del Sigillo Divino (Aldebaran è la Luce che rivela e svela il Suono creatore, il Logos. Il Toro è sempre stato connesso alla luce e perciò  anche al Cristo, che si dichiarò quale Luce del Mondo) segna questo passaggio importante. 

Il nome  di Aldebaran, deriva dall’arabo Al Dobaran che significa colui che guida o colui che segue perché sorge dopo le Pleiadi e sembra inseguirle nel cielo. Il Toro è la costellazione che in epoche antiche, dal 4500 A.C. al 1900 A.C. era presente nel cielo al momento dell’equinozio primaverile ed era quindi il segnale cosmico dell’inizio dell’anno, del momento in cui la Terra riprendeva la sua vegetazione. 

Credo che dalla prossima Luna Nuova in Toro, che viene anticipata e preparata, perché è la celebrazione e la rinascita dell'Iniziato, dalle benedizioni di questo percorso che ultimamente si è manifestato con una straordinaria corrispondenza di numeri, Archetipi e simbolismi, si possa percepire tangibilmente una rinascita. 

Una percezione nuova. 

Più intensa, raffinata, più intima, con la dimensione spirituale universale. 

Un'espansione, in maggiore consapevolezza, in frequenza con dimensioni armoniche che dovevano solo emergere. 

Le voci che emergono dal frastuono. 

Un cambiamento profondo, che lascia poco spazio ai vecchi paradigmi, che si stanno sgretolando. 

L'Universo ci ha guidato in modo magistrale, e questo mi commuove moltissimo. 

Nei modi che conosce, che sono comprensibili agli umani, in modo diretto. 

Non c'è stato giorno, in cui non abbia emesso dei segnali inequivocabili, offrendo una visione di insieme, che era solo preparatoria a questi passaggi così importanti e radicali. 

La percezione è cambiata. 

C'è una pace di fondo, e una pienezza indescrivibile". 


Questo presenza notevole, di pianeti in Toro, era quindi, già stata pianificata, almeno, a livello astrale, per arrivare al T-Aurus, alla T del Tau, Archetipo che governa la giornata di oggi, come abbiamo visto dal mio precedente scritto, alla Tau d'Oro.

Al sigillo aureo dell'Iniziato. 

Alla sublimazione del percorso iniziatico. 

La stella più importante, della costellazione del Toro,  Aldebaran, è chiamata "α Tau". 

Non a caso.

In ogni civiltà, compresa la nostra Antica Civiltà Sarda, era la via per la rinascita. 

La Via di Ascensione, lungo la Via Lattea, attraverso i Tre Soli ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-y-taurina-di-ascensione-lungo-la-via.html?m=0) 

4 pianeti in Toro( Luna, Mercurio, Giove, Urano), elemento terra. 

Sole in Toro

Nodo Nord in Toro

Venere e Marte in Cancro, segno d'acqua. 

Nettuno e Saturno in Pesci, segno d'acqua. 

Plutone in Acquario, segno d'aria. 

Quindi, una prevalenza degli elementi terra e acqua, che proprio in questi giorni, stanno formano un connubio che sembra, al di là dei ragionevoli dubbi, segnare un po lo spartiacque, per suggellare una nuova alleanza, un nuovo inizio, così come lo segna l'Archetipo Tau di oggi, enfatizzato dalla celebrazione, se pur appartenente alla spiritualità orientale, di un Saturno che oggi si trova in Pesci, guardacaso, un segno d'acqua. 

Rinascere, significa anche recidere cordoni ombelicale karmici, che appesantiscono. 

Si richiede concretezza, risolutezza, chiarezza di pensiero, radicamento, reclamato dai quattro pianeti e dal Sole in Toro. 

Luna in Toro, stabilità, equilibrio, per quanto riguarda la sfera emotiva, intuitiva, emozionale. Radicalizzazione della dimensione emotiva. 

Mercurio in Toro, equilibrio tra le due polarità, comunicazione, interscambio, affinché si giunga a risultati concreti, in sinergia. Saggezza, frutto anche delle esperienze passate, e senso pratico. 

Giove in Toro, risolutezza e capacità di gestione delle energie, dei talenti, delle occasioni, delle possibilità. 

Urano in Toro il cambiamento, le svolte, sempre nella dimensione della materia, della concretezza, visto che il Toro è il segno che maggiormente rappresenta la dimensione materiale, con tutti i benefici di abbondanza di cui è portavoce. 

Il Nodo Nord in Toro, fa da bilanciere, in questo momento così particolare, tra terra e acqua, tra terra e cielo, tra la dimensione, molto terrena del Toro, e quella molto emotiva e spirituale degli altri quattro pianeti che sono in due segni d'acqua 

Venere in Cancro( e oggi siamo di Venerdì, dedicato a Venere, dea dell'Amore) cerca il radicamento dei sentimenti, delle emozioni, nella dimensione concreta

Marte in Cancro, fa emergere il Guerriero che cerca la dimensione del nido affettivo, da difendere e proteggere, come senso radicato di appartenenza. 

Nettuno in Pesci, è la sublimazione della dimensione spirituale, di quella più intima, portata a livelli espanso.

L'Archetipo drl "Pesce", ha in sé, il concetto della Vesica Piscis, la sublimazione dell'unità degli opposti. 

Saturno in Pesci, celebrato proprio oggi, porta rigore e struttura, alla dimensione spirituale, spesso, troppo trascendentale, dei Pesci. 

Questo significa, sempre nell'ambito della concretezza del Toro, in cui il Sole soggiorna, ridimensionare a realizzazione pratica, quella dimensione spirituale nella quale ci piace navigare, ma spesso, anche affogare. 

Logica, rigore, tagli, selettività, confini, ridimensionamenti, disciplina, senso critico. 

Tutti aspetti che vanno raffinati, per raggiungere certi livelli di integrità, con se stessi.

Tagli anche a livello karmico, portati alla luce da questi pianeti nei segni d'acqua, a livello amniotico, anche generazionale. 

Siamo in una energia archetipale del Tau. 

Tutto spinge, da tempo, verso il T-Aurus, l'Iniziato Aureo. 

E, magistralmente, come solo l'Universo sa fare, ci supporta energeticamente con i suoi pianeti e costellazioni, meravigliosamente correlati. 

E siamo anche in pieno allineamento delle Pleiadi, con il Sole, che dura una manciata di giorni, proprio a cavallo di questo novilunio in Toro, tenuto a battesimo da questo portale di guarigione delle  "Krittikas"; il nome delle Pleiadi nell'antico sanscrito, così come vengono chiamate negli antichi "Rishi", o "Saggi" indiani, le cui frequenze aiutano l'umanità, nei processi di guarigione, purificazione, per entrare, vibrazionalmente, nella "Krita Yuga", nell'Era della Correttezza e della Purezza,  nella Nuova Età dell'Oro. 

Del T-Aurus, appunto. 

Siamo sempre amati. 

Partecipi di un Disegno Divino, che ci vuole attenti e consapevoli. 

E, riconoscenti, sempre. 

Nonostante tutti i nonostante. 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com

Luna Nera in Toro



mercoledì, maggio 17, 2023

💙19/05/2023 Novilunio in Toro

 Venerdì 19/05/2023 , abbiamo una Luna Nuova in Toro, governata dall'energia del ventiduesimo Sacro Archetipo Ebraico Tau, in correlazione all'Arcano Maggiore del Matto, di valore 0, o 22.

Mi piace molto questa correlazione con questo Arcano, perché indica un potenziale energetico, libero, non costruito, molto potente, che aspetta solo di concretizzarsi.

Un po come la stessa energia delle acque primordiali creatrici.

Questo periodo è dominato dall'acqua, ma già, lo avevo anticipato, poiché abbiamo avuto delle energie molto potenti, legate all'elemento acqua, sia per la Luna Nuova in Ariete del 21 marzo, sia per la Luna Nuova, sempre in Ariete, del 21 Aprile, con eclissi solare ibrida, totale e anulare, sia per Beltane, il primo maggio, tutte tappe con Archetipo Mem, acqua, e Arcano Maggiore XIII, la Morte. 

Inoltre, la seconda eclissi, quella lunare, avvenuta per il 5 maggio, si è manifestata in  Luna Piena in un segno d'acqua, lo Scorpione, e un Archetipo Phe di espansione, un Archetipo anch'esso femminile, che abbiamo trovato in svariate tappe, compresa questa dell'ultimo plenilunio, che è stato carico di più energie combinate insieme ( plenilunio, Wesak ed eclissi lunare- https://maldalchimia.blogspot.com/2023/05/wesak-2023.html) 

"Con queste due eclissi, solare e lunare, tra luna nuova e luna piena, tra due Archetipi che manifestano, uno, l'immersione e la momentanea morte nel proprio ventre, nelle proprie origini, nella propria Essenza, e l'altro, quello della Luna Piena, l'espansione dopo la morte e la risalita, siamo dentro un corridoio energetico molto intenso, profondo, viscerale, emozionale".  

Quindi abbiamo avuto due Lune Nuove, entrambe in Ariete, 21 marzo e 20 aprile, con lo stesso Archetipo Mem, e stesso Arcano della Morte. 

Due Lune Piene, il 6 aprile in Bilancia, e il 5 Maggio in Scorpione, con lo stesso Archetipo Phe, e Arcano la Stella. 

Quindi, a partire dal 21 marzo, siamo sotto l'energia dell'elemento acqua, del Femminino. 

Acqua in espansione, per l'esattezza. Come una gestazione che arriva al culmine, a fine percorso, dopo la "bolla", anche tra le due eclissi. 

Ma lo si vede anche dal tempo. 

Non smette di piovere. 

Una pioggia incessante, senza rumore, senza fulmini, senza l'impronta dell'energia maschile, rumorosa, elettrica. 

Un'energia Yin, che si implementa bene con questo novilunio in Toro, un altro segno Femminile. 

Un segno di terra, che accoglie l'acqua, che stavolta si espande oltre i confini. 

Straripa. 

Sopravvive ciò che ha radici, ciò che è forte, ben radicato. 

Nella Madre Terra, nel cuore, nella Memoria. 

Nella memoria di noi, prima dello strappo, dell'abbandono, delle ferite, del naufragio. 

Un "diluvio" metaforico, necessario, che segna lo spartiacque tra il prima e il dopo. 

Tra il" potenzialmente salvabile", e ciò salviamo realmente, nel caos di questo naufragio. 

Eppure, mai come in questo periodo, l'acqua è stata così purificatrice. 

Ha accolto tanto. 

Lacrime impastate a gioia, a dolore, e riposte nel grembo sicuro della Madre. 

Della concretezza, della Terra. 

Abbiamo imparato ad essere Madre di noi stessi, in questo gioco di ruoli in cui si si alterna, tra Madre e Figlio. 

Ciò che è essenziale alla crescita. 

Un'energia Yin, che è materia, radicamento, complementare a quella Yang, elettrica, l'energia del cielo, che in questo periodo ha accolto il Femminino, senza fragore, con dolcezza, restituendolo in pioggia. 

Come un battesimo a nuova vita. 

L'Archetipo di questo novilunio in Toro, segno femminile, che si manifesta in un giorno di Venerdì dedicato a Venere, rappresenta, energeticamente, proprio questo raggiungimento ad un nuovo stadio 

È quello della Tau, il vendiduesimo Archetipo. 

La Tau, simbolo di scarnificazione dell'essenziale. 

Molte cose, situazioni, frequenze, hanno perso importanza. 

La Tau, il Sacro Sigillo Divino, che sancisce l'unità tra cielo e terra, al cospetto della quale, le altre cose, perdono importanza. 

Ognuno dei quattro bracci, una crocifissione metaforica, un'alleanza ritrovata tra la nostra dimensione spirituale e quella terrena. 

Un radicalizzare ciò che siamo già, e che non abbiamo mai avuto il coraggio di manifestare in modo così netto e chiaro. 

Senza sfumature, senza sbavature. 

Morti e risorti, in quella dimensione della Confusione, necessaria e funzionale, come l'entropia da cui tutto ha origine. . 

Per arrivare al salto di qualità. Di Ottava. 

La Con-fusione, che porta la "Fusione-con" noi stessi. 

Certe Frequenze, non le tolleriamo più. Certe ambiguità nemmeno. 

È una liberazione che concilia gli Opposti, restando presenti a sé stessi, in una dimensione che è solo Presenza. 

Presenza, che implica una certa integrità, una certa corresponsione armoniosa tra mente, cuore e anima. 

Come ho scritto più volte, riguardo l'antica tribù dei Dan, degli Shar -Dan, il cui simbolo erano la Nun e la Dalet insieme, che formano la Tau, che significa "Giudice", questi due Archetipi, indicano trasformazione nella concretezza. Nella materia. 

La forma archetipale, è quella di una porta, di un passaggio stretto, come le piccole porte quadrate delle Domus de Janas, attraverso il quale si passa, come in un condotto uterino, per una  continua rinascita a sé stessi. 

Si rinasce, si deve rinascere, senza pesi inutili che ostacolino o rendano difficoltoso il passaggio. 

Si deve avere discernimento, capacità di giudizio, per capire cosa va  salvato, che cosa va radicalizzato e posto a dimora per fruttificare. 

Si impara ad osservare, ad avere discernimento. 

A fare un passo indietro. 

A scendere dalla croce, in cui tutto ci sembra separato, direzionalo verso i nostri opposti, e si impara. 

Si impara a stare al centro. 

A trascendere la divisione.

La separazione.

Lo strappo. 

Il dolore. 

Si sta con la mano sul cuore, 

Dove l'azzurro del cielo si amalgama all'azzurro del mare, e dove il confine è solo un nostro parametro di riferimento. 

Si dice, del Tau, che il "Tau fa morire, il Tau fa vivere". 

Dipende da come lo viviamo. 

È un Sigillo. 

Un Sacro Sigillo. 

Da custodire, ma anche da manifestare. 

È come un seme che aspetta di germogliare. 

È come il Matto in potenza. 

Un'energia distruttiva o creativa. 

Dipende dall'uso che ne facciamo.. 

Da come intendiamo il sacrificio sotteso a questa croce, a questo stretto passaggio, che ci obbliga allo stare nel nostro nucleo pulsante, dove gli Opposti, per poter assurgere al compito di Giudici del Giusto, stanno in equilibrio, si armonizzano a vicenda, trascendendo le divisioni esterne. 

Ci si concentra. 

Si ritrova il "centro-con" sé stessi. 

Dove si ritrova il "sacri-ficio", il "sacrum facere", con sé  stessi. 

Dove ci si è altarizzati, in nome della nostra Cattedrale, della nostra verità, della nostra Essenza. 

Dove siamo vuoto, quindi, tutto possibile in potenza, come il Folle, che non ha confini, non ha bagaglio. 

Segue se stesso, perché si è armonizzato nel suo equilibrio tra i suoi squilibri. 

E riemerso dall'abisso, dalla Luna Piena in Scorpione, del 5 maggio, che è stata un concentrato di energie, dalle più basse e misteriche, alle più alte, coadiuvate dal Wesak, all'eclissi di Luna, che hanno traguardato un passaggio profondissimo, viscerale, in un mese di Maggio, legato proprio al Femminino, all'acqua. 

Come un respiro a nuova vita, dopo una lunga apnea. 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com

In sovrapposizione Matteo Arfanotti Artist

19/6/2023 Novilunio in Toro



💙La piattaforma dell'Amore

 Quale è la piattaforma sulla quale si costruisce un amore?

La progettualità o la contemporaneità', cioè viversi pienamente nel presente?

L' innamoramento esula da certe coordinate che si snodano sul radicamento nel quotidiano.. 

Ci si innamora perché succede e basta. 

Ci si piace, ci si trova parti dello stesso battito senza un perché logico.

Ma l'innamoramento può essere più forte dell'amore, che necessita di una costruzione quotidiana e ben impiantata anche nel contesto reale?

Nell'innamoramento, non esiste il "sono innamorato di te, ma..."

Nell'amore si

"ti amo, ma.." 

È quel "ma", a fare lo scarto. 

Autorizza ad amare con riserva. 

In nome di una universalizzazione che perde di vista l'altro. 

La specificità dell'altro.

L'innamoramento invece è totalitario. 

Inclusivo anche dell'amore.

Ne è la quintessenza.

È esplosivo.

L'amore no. Ha tante sfumature.. 

Mi piace molto la definizione di innamoramento in lingua inglese. 

"To fall in love".

Cadere dentro l'amore. 

Perché questo fa l'innamoramento

Ci strappa il paracadute delle nostre paure e dei nostri limiti di dosso, e ci scaraventa dentro l'amore. 

Nudi, vulnerabili.

Veri. 

L' innamoramento non trova limiti. 

Né di età, ne di sesso, né di qualsiasi catalogazione. 

L'amore si. E quando li trova , diventa altre sfumature d'amore. 

Dire "ti amo" è diverso da dire "ti voglio bene"..è sempre amore, ma con una sfumatura diversa, che include sempre quei piccoli, invisibili "ma" che nell'innamoramento non esistono. 

L'innamoramento accade. 

Succede e basta.

Già di per se, la parola "innamoramento", esclude la scelta. 

Si viene scelti dall'amore. 

Senza scegliere.


Tiziana Fenu

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com

La piattaforma dell'amore



lunedì, maggio 15, 2023

💛"La Grazia" bronzetto Sardo

 #FestadellaSacraMadre


Questo bronzetto sardo, è stato catalogato come scultura n° 123,  “La Grazia”, alta 10 cm, ritrovata a Santa Vittoria di Serri, nel sud Sardegna. 

Questo bronzetto risalente all'VIII sec aC. circa, viene definito come una madre che tiene in braccio il proprio figlio, ma la mia interpretazione se ne discosta un po, per alcuni particolari che non sono stati presi in considerazione. 

Partiamo da quello che viene considerato un bambino. Più che un bambino, è un adulto anziano. Lo si vede dai tratti del viso, dalle gambette, particolarmente "rinsecchite", come se non avessero turgore muscolare. Le gambette dei bambini, non sono così. Di solito hanno delle "coscette" belle piene. 

Secondo me si tratta della  rappresentazione della Grande Madre che accoglie nel grembo, le sue stesse creature, dopo la morte.

In effetti la figura in braccio, è una persona anziana, stanca, tipica di chi è vecchio, ed è prossimo alla morte.

Lei è sicuramente una figura simbolica archetipale. Madre e figlia al contempo. Potrebbe essere una donna Gigante di grandi dimensioni, ma sicuramente, chi invecchia si "rimpicciolisce", e questa figura in braccio, è piccola, rispetto alla figura femminile. 

Guardate il particolare della mano destra sollevata. 

Entrambi i personaggi hanno la mano destra sollevata. 

Ma mentre la figura femminile(la chiamo femminile, perché si evince dall'acconciatura, e sembra avere una veste lunga) ha la mano destra, sollevata, ma aperta, con una conformazione di 4 dita unite e il pollice separato, la piccola figura maschile, tiene invece la mano destra, chiusa a pugno. 

Questo particolare è molto importante, perché, come avevo già sottolineato in un post, tempo fa, si tratta del tipico saluto sciamanico dei Sardi, specifico degli appartenenti alla tribù dei Dan. 

Tribù dei Dan, che, come simbolo, sotto il serpente a tre anse dentro una stella a 6 punte, ha due lettere che rappresentano due Sacri Archetipi Ebraici, una Dalet e una Nun, che insieme, formano  la Tau, il Sigillo Divino, la parola "Giudice", come i nostri Giganti di Mont'e Prama, come la nostra prima Giudicessa, Eleonora d'Arborea.. 

Scrivevo, riguardo queste due lettere(https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/il-simbolo-della-tribu-di-dan.html?m=0) 

"Dalet rappresenta la porta, ed è proprio in concomitanza con la simbologia della Nun, con la quale si accorda perfettamente .  

La lettera Dalet, il Quarto Sacro Archetipo Ebraico, era rappresentata dagli egiziani, con le quattro dita unite e il pollice in alto, lo stesso simbolo della Nun, un uomo che saluta e  che irradia energia, e questa Dalet, nello specifico, indica la posizione della mano e delle dita, con pollice dalle dita . 

Quattro dita unite  come il 4 della Dalet) più una separata, il pollice, ( 4+1, cioè il 14 della Nun), che vediamo nel saluto dei Bronzetti sardi, come se fosse un simbolo distintivo proprio della tribù di Dan. 

Nell'alfabeto sinaitico, la Dalet, era rappresentata come un pesce piatto e ha come valore ghematrico il 4, cioè la terra con i quattro elementi, Aria Terra, Acqua, Fuoco, e con i suoi 4 punti cardinali nord sud est e ovest. 

Perché la Dalet è la porta di iniziazione sulla terra, nella materia, nella carne. 

La Dalet è il verbo incarnato. 

È l'energia maschile primordiale che si esprime nella forma femminile della terra. 

"Porta", in sardo si scrive "Janna", cui poi il nome "Jana", perché la Jana è un portale. 

Conduce nelle sue strette aperture uterine delle Domus de Janas, per consentire la rinascita. 

E la lettera Dalet, è un portale, un unione, tra Cielo e Terra, che rappresenta anche il tetragramma di Dio, YHWY

Quindi rappresenta la divinità sulla terra. 

E quelle quattro dita unite,  separate dal pollice, esattamente come il saluto dei nostri Bronzetti, sardi indicano le quattro lettere del tetragramma divino, che si esprimono nella terra insieme al pollice, un "4 + 1", che rappresenta la Quintessenza  dell'umano, che è unito alla divinità. 

Un uomo che si è sacralizzato con il candore di un'opera  purificatrice, che è diventato "Nun", "suora/ pesce divino", che può indossare la maschera bianca e il velo bianco, come una suora, simbolo, del Divino e della purezza raggiunta, perché è riuscito a varcare la porta, la Dalet del proprio Ego. 

Che può salutare mostrando il palmo della mano radiante di energia terapeutica,  chiropratica, pranica, ipnotica, che rappresenta la forza della divinità scesa, incarnata nell' umano 

Dalet è una porta, come un  canale uterino stretto, come le  porte delle Domus, come quei piccoli passaggi, che sono anche alla base della Esedra delle tombe dei Giganti.".


Questa figura femminile, che tiene in grembo un uomo alla fine del suo percorso sulla terra, è una rappresentazione di Madre Terra, che, così come dà la vita, ai suoi figli, così li accoglie nuovamente nel suo grembo, quando muoiono. 

Guardate la mano destra aperta. La mano destra, in pranoterapia, è la mano maschile elettrica, che guarisce, che irradia energia. Madre Terra infatti è una fonte inesauribile di energia. 

Energia orgonica ovunque. 

Mentre la mano sinistra, è il lato femminile magnetico, quella che assorbe energia, anche quella negativa, soprattutto quella, e la metabolizza e la trasforma, perché è forno, un athanor alchemico potente, come il suo grembo, dove avviene la trasformazione verso la vita. 

Ma osservate la mano destra della piccola figura in braccio. 

È serrata, è chiusa. Non può più irradiare energia, non ne ha più le forze, perché sta morendo, perché deve ritornare nel Grembo di Madre Terra, che lo tiene amorevolmente in braccio, come un bambino. 

Mi commuove profondamente questo bronzetto, adesso che, come un Dono, ne ho colto la sua intima simbologia intrinseca. 

Discreta, celata. Così come deve essere delicato e intimo, come in un abbraccio tra Madre e Figlio, il passaggio verso la morte. 

Un passaggio sottolineato da una qualche Invocazione orale, magari pronunciata da entrambi, perché sembra che anche la figura in braccio, totalmente rapita verso il volto di questa Madre Cosmica, di questa Madre Terra molto umana, con gli occhi gonfi di pianto, sia in atto oratorio, anche solo silenzioso. 

Questo aspetto è molto importante, perché crea quel ponte alchemico, quella corrispondenza, necessaria al passaggio, per una nuova rinascita, tra il chakra della gola, il quinto, chiamato Vishudda, e l'organo riproduttivo femminile, "sa udda", come avevo già approfondito (https://maldalchimia.blogspot.com/2020/04/blog-post_18.html?m=0) 

"Vishudda/udda". 

Il suono crea. E la corrispondenza anatomica ed energetica tra queste due parti del corpo femminile, consente il viaggio alchemico di rinascita. 

Con "is brebus", con le preghiere "de sa mexina de s'ogu", della medicina dell'occhio, si guarisce, si rinasce 

Il suono è verbo che si fa carne, che si fa materia nel Femminino, nella Madre Terra. Trovo tutto questo, questa rappresentazione, di una Bellezza struggente, di una tale accortezza nei particolari e nella simbologia, da lasciarmi incantata. Come sempre, da tanta intensità e profondità di contenuti e di messaggi, veicolati in modo sopraffino e discreto. 

Mai ostentati. Non ne avevano bisogno. Chi è in Frequenza, con le vibrazioni di questa Sacra Terra, riesce a cogliere. Non aspettano altro, che essere colti, e narrati, ancora una volta. 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com


Per capire meglio il simbolismo di questo "bambino/adulto" e la sua profonda simbologia, vi rimando ad un mio scritto

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/seu-sou-seu-sousono-solosono-luovo-l.html?m=0


Google translate on my blog

https://maldalchimia.blogspot.com/2022/05/la-grazia-bronzetto-sardo.html?m=0


"La Grazia" bronzetto sardo