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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

domenica, giugno 18, 2023

💛Sirena Bicauda Chiesa Verona

 Da un post in un profilo. 

Verona, Chiesa di San Zeno ( https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=24302213132710889&id=100000466229023)

È un simbolo che avevo già approfondito. 

La simbologia della Melusina è archetipale, così come lo è la croce.

La sinergia degli Opposti, la Vesica Piscis, il maschile che si interseca con il femminile..

Sono le società moderne, ad aver perso la dimensione del Sacro, del Monadico, del Simbolo  che riporta all'Archetipo. 

https://maldalchimia.blogspot.com/2023/02/sirena-bicauda.html?m=0


Tiziana Fenu

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Sirena Bicauda Chiesa Verona



💛Necropoli Su Crucifissu Mannu

 Riprendo un mio post sulla simbologia dei solchi nella necropoli ipogeica de su Crucifissu Mannu - Porto Torres( Ss), Sardegna (Gianpietro Migheli Photographer), per arricchirla di ulteriori due simboli presenti nella stessa, due protomi taurine( le ultime due foto in questione,  con le due protomi in evidenza, sono di Paolo  Lombardi - http://www.neroargento.com/page_galle/crucifissu_gallery.htm), di cui ho sempre avuto una particolare considerazione. 

Ma partiamo dalla conformazione della Domu de Jana. 

È molto curioso osservare come questa Domus de Janas abbia quasi una forma di una chiave, se pensiamo che molti pozzi, tra i quali  spicca quello di Santa Cristina, hanno una conformazione a "toppa di serratura", una Tanit, che già in se stessa, è maschile e femminile, triangolo verso l'alto( maschile) e circolarità femminile, anche se, abbiamo visto, la simbologia, va oltre la semplicistica definizione ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/il-menat-portale-alchemico-dei-pozzi.html?m=0 - con una precisa simbologia che rientra nella Geometria Sacra( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/06/simbologia-angolo-72-nel-pozzo-scristina.html?m=0). 

Ora, pensare che  la conformazione di questa Domu de Jana, possa essere la traccia di una primordiale chiave è azzardato.

Resta il fatto che nella conformazione le  somiglia, e si lega perfettamente alla planimetria dei pozzi Sacri, e alla simbologia dell'innesto simbolico "chiave/ toppa di serratura". 

Ma, essendo avanti anni luce, ed essendo molto legati al simbolismo, più che al messaggio diretto, direi che i nostri Antichi Sardi, potrebbero anche aver lasciato un messaggio del genere, scavando questa particolare forma nella pietra. 

Si potrebbe azzardare che le due simbologie siano collegate. Ipotizzare che le chiavi, o una loro sorta di forma primitiva, fossero già diffuse in quel periodo, è un po' azzardato. Ma mai sottovalutare il simbolismi di cui gli Antichi Sardi sono Portatori. 

Non esprimevano chiaramente, da iniziati quali erano,  ma lasciavano intendere. 


"Sa crai" è "la chiave" in sardo. 


E "crai" vuol dire  anche "pesante", in sardo

Cosa potrebbe essere pesante, se non la pietra?

La pietra è la chiave. 

E la chiave è collegata alla serratura. 

E quei solchi verticalizzati, lineari, ravvicinati tra loro, potrebbero indicare la simbologia della pioggia, quindi un luogo sacro benedetto dalla pioggia che tocca il terreno, la dura roccia, e che fa parte del culto dell'acqua, proprio come i Pozzi sacri, che celebrano il culto dell' acqua, il Femminino, e che hanno la giusta serratura per la chiave, simbolicamente. 

Visto in quest'ottica, il discorso ha una sua logica, un suo perché. 

La chiave, la serratura, la simbologia dell'acqua che lega Pozzo Sacro e Domus de Janas. 

Tutto collegato. 

Sono tutti grembi.. I Pozzi, i nuraghi, le Domus, le tombe dei Giganti. Tutti riportano al femminile. Il Femminile che contiene, che si fa coppa, che custodisce il segreto. 

È la pietra, a custodire il segreto. 

La pietra che è "crai". 

"Pesante", e "chiave", allo stesso tempo. 

La chiave di tutti i Misteri, specialmente in un'antica civiltà come la nostra, è nella pietra. 

Nella  terza foto , che copre un'area più vasta, si vedono due grossi solchi trasversali che attraversano i solchi paralleli della "pioggia", e potrebbero essere la rappresentazione di fulmini, a cui gli antichi Sardi erano tanto legati. 

Una simbologia bellissima. 

Fulmini e pioggia. 

Fuoco e acqua. 

I simboli della creazione. 

Come la chiave e la serratura della porta. 

Un luogo alchemico sicuramente. 

Un luogo di passaggio legato al pozzo Sacro. 

La Domu come luogo Alchemico di trasformazione e rinascita, di guarigione. 

Dove si svolgevano i riti dell'acqua e del fuoco. 

Fuoco Alchemico, Fuoco Sacro, e Fuoco Elettrico, quelli dei fulmini, dei riti ipnotici, di invocazione della forza delle due polarità, di cui il fulmine è simbolo, come il Sacro Vajra, e i riti di incubatio. 

Il Pozzo Sacro che sancisce, sigilla questa benedizione e rinascita, attraverso il battesimo nell'acqua, dove si entra da umani, scendendo quei 24 scalini, come nel Pozzo Sacro di Santa Cristina, e risalendo simbolicamente  i 12 gradini superiori da esseri divinizzati, alchemizzati. 

Perché la risalita da Anime Pure, divinizzate, più vicine alla dimensione del Divino, e dello Spirituale è più leggera, pesa la metà, lavata da ogni pesantezza. 

La pietra, che accogliendo, nel suo grembo, l'acqua, da "pesante", diventa veicolo di leggerezza, di alleggerimento, di divinizzazione, e nel contempo offre "Sa crai", la chiave, per compiere questo processo alchemico. 

Tra le linee, quelle che rappresentano la pioggia, alcune, anche se poche, si intersecano a X. 

Energie opposte che si incontrano, maschile e femminile

Luogo di creazione alchemica, sciamanica, di guarigione, possibile solo se esistono energie opposte e complementari che agiscono in sinergia.

Lo stesso nome del luogo "su crocifissu Mannu", il "crocifisso grande", ha già in sé, questo simbolismo archetipale della croce, in cui gli Opposti, si integrano e si intersecano, poiché la croce, è un simbolo antichissimo. 

Ma questo concetto, è esemplificato anche dalle due protomi taurine presenti nella Domu. 

Queste sono estremamente interessanti, perché per quanto siano una sinergia dell'elemento taurino/uterino, sono diverse tra di loro. 

È uno di quei simbolismi, che hanno, secondo me, più chiavi di lettura, oltre la semplice definizione di protomi taurine, che gli è stata data dall'archeologia ufficiale. 

Io li chiamo sempre simboli "taurini /uterini" , perché tutta la simbologia e spiritualità della nostra Antica Civiltà Sarda si snoda intorno a questa sinergia, presente ovunque, in ogni aspetto. 

Cultura Matriarcale, nel senso che è il Femminino, depositario e Custode di questa sinergia, ma che non estromette, ed è complementare, all'energia mascolina, srmpre presente. 

Avevo questi simboli da parte.

Sono stati fatti volutamente dissimili tra loro, pur se morfologicamente somiglianti. Ma differiscono.

Non so se abbiano, in questo senso, differenziato il Mascolino Taurino, nella protome a sinistra, dal Femminino uterino, nella protome a destra. 

Che poi, dalla prospettiva della parete, risultano sulla destra, quella che io considero una protome più mascolina, più taurina, con le corna ben delineate, e la parte inferiore più bombata, quindi sul lato destro, Mascolino. 

Mentre l'altra conformazione, è più morbida, è più femminile, e risulta sul lato sinistro, sempre dalla prospettiva della parete. 

Le "corna", sono molto più sottili, quasi una falce di luna, che si manifesta a ridosso, prima e dopo, dei noviluni, circa tre giorni prima e tre giorni dopo. 

Il novilunio, per definizione astronomica, si verifica quando la luna è in congiunzione con il Sole, anche se non è visibile ad occhio nudo. Non esistono eclissi, ma il cielo notturno è più scuro. 

Un potentissimo momento di nuovo inizio, prosperità e guarigione, 

E, proprio questo connubio "Sole /Luna", è stato volutamente sottolineato ed evidenziato in questi due simboli, apparentemente uguali, catalogati, indistintamente, come protomi taurine generiche. 

La protome di destra, che risulta nella sinistra dalla prospettiva della parete( o se vogliamo, per complementarietà, un simbolo Femminino sulla destra mascolina e, viceversa, un simbolo Mascolino, sulla sinistra), presenta la parte inferiore, come un triangolo rovesciato, con il vertice verso il basso, chiaro riferimento al pube femminile. 

La protome complementare, invece, nella parte inferiore, ha una forma fallica. 

Sono entrambi legati alla simbologia della fertilità, insita nella conformazione taurina /uterina delle corna/falce di luna, ma sono diversificati entrambi, in modo molto evidente. 

Non più, sovrapposti, ma diversificati come complementari, esattamente come la chiave e la propria toppa. 

Madre e Padre creatori, a custodi di un luogo sacro, e altamente simbolico. 

Adoro la simbologia misterica di cui si avvalevano gli Antichi Sardi. 

Tutto sotto i nostri occhi. 

Tutto sempre molto collegato ad un contesto più ampio, che spesso sfocia nell'universalità di cui erano Egregi Portatori e Testimoni. 

Tutto sempre molto equilibrato,  e chiaro, simbolicamente, preciso, pulito e archetipale. 

L' Origine costantemente presente. 


Tiziana Fenu

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Necropoli Su Crucifissu Mannu













💛Il Labirinto è Jana

 "La Jana è costruita a somiglianza di un labirinto cretese ma è solo una somiglianza: la Jana sarda non solo è stata inventata dai Sardi ma è strutturata con una tecnica originale che nessun popolo del mondo ha mai inventato.

Nella antica lingua sarda Jana significa porta o genna: è una parola carismatica e non esiste agro nell’isola che non abbia registrato questa definizione catastale di “ genna janna “ .

Il simbolo della Jana sarda è il simbolo della verità; guardatelo bene e vedete come è tracciato, intanto non è quadrato come sono tutti i labirinti greci e romani: il quadrato è una figura geometrica che rinchiude, fa pensare ad una casa, un tempio od una prigione e quindi cosa senza speranza; la Jana sarda invece porta come figura geometrica il cerchio, tondo è il Nuraghe, tondo è il ballo, tondo è l’universo.

La Jana sarda può essere formata da 3,7,13,17 anditi o corridoi e ciò per un significato esoterico profondo che porta fuori della conoscenza umana; la Jana sarda è tonda con 3, 7, 13, 17 aperture mentre quella straniera non ne ha e quindi il minotauro ( che rappresenta l’umanità ed il regno animale e quindi tutto il creato con un intelletto ) è prigioniero di un destino infame: ad ogni apertura corrisponde una uscita ad un’altra esistenza o stato, ad un’altra infinità, quindi un concetto infinito dell’Eterno Increato Universo Creatore.

La Jana sarda descritta in questo simbolo esoterico porta in sintesi la sapienza eterna ed in questo simbolo vi è descritta la legge cosmogonica sopra cui si fonda l’universo creato ed increato: la legge secondo cui il tempo va indietro, il tempo diventa spazio e lo spazio diventa tempo."

Dott. Raimondo Altana" Nuraghelogia "


Adiagiata sotto il Labirinto di Luzzanas, a Benettutti, labirinto a 7 percorsi, venne ritrovata una volpe morta. 

Il labirinto, e i suoi simbolismi, sono dei grandi convogliatori di energia, e la figura della volpe, compare in ambito sciamanico in tutte le antiche culture, come guardia na della soglia, come custode del Caos, come simbolo di quel Femminino, che è rappresentato proprio dal simbolismo del Femminino. 

La volpe e la sua astuzia, capace di trasmutazione, di guarigione, di ritrovare la via di casa, del ritorno anche dopo la morte, riflesso della simbologia intrinseca, delle stesse Domus de Janas. 

Presente anche in ambito Mesopotamico, come volei che consente la guarigione, che riporta l'uomo alla guarigione. 


"Prima che gli uomini venissero creati, gli dei abitavano nel paese di Dilmun, un luogo dove non esistevano morte, né malattie e che sulle mappe di oggi corrisponde al Bahrain. Solo l’acqua dolce manca, per questo Enki, dio dell’acqua, chiede a Utu, dio del sole, di farla scaturire.

Nasce un meraviglioso giardino. Qui la dea madre Ninhursag, unendosi al dio Enki, mette al mondo tre generazioni di dee. Insieme alle giovani dee nascono otto piante sacre.

Ma Enki, in questa storia è l’uomo a essere curioso, desidera assaggiarle per questo le fa cogliere dal messaggero Isimud. Ninhursag lo maledice prima di scomparire nel nulla, mentre lui, sotto lo sguardo impotente di tutti gli altri dei, conosce la malattia.

Il principio della morte inizia a devastare il suo corpo.

Sarà una volpe a riportare Ninhursag da Enki: davanti a lui la dea madre trasformerà le sue malattie in divinità, saranno loro la cura in grado di guarirlo".


Sicuramente, la volpe, ritrovata sotto il nostro labirinto, l'avrà percepito come un luogo di grande potere, di trasmutazione, di passaggio, di cui, questo magnifico animale totemico e sciamanico, è eccelso rappresentante. 

Questa Domus del Labirinto, sarà sicuramente orientata ad un solstizio, presumo, quello estivo.

Infatti, è durante la massima declinazione dei raggi solari, che nel solstizio estivo, raggiunge la sua massima manifestazione, che si manifesta la fase più potente dal punto di vista sciamanico. 

Quando il Minotauro, può assurgere, dal centro del labirinto, il centro della sacralità, da un mino-T-Aurus, ad un T-Aurus solare, divinizzato, rinato a sé stesso, per mano femminile, nel grembo di Madre Terra. 


Tiziana Fenu 

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Il Labirinto è Jana



💛Perda fitta di Serramanna

 Da un post di Fabrizio Pinna

( https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1745404402544896&id=100012260597193)

"Sa Perda fitta" di Serramanna, provincia di Cagliari. 

Questo particolare e simbolico menhir, che in sardo viene definito come una "perda fitta", cioè una "pietra conficcata" nel terreno, viene definito come una rappresentazione della Dea Madre, poiché presenta 10 coppelle, che vengono definite "mammelle concave". 

Su questa definizione, generalizzata, dissento totalmente. 

Ho abbastanza discernimento da potermi permettere di non appoggiarmi a fonti pregresse, come mi si chiede sempre, tra l'altro, inesistenti, a riguardo.

Posso esprimere liberamente la mia opinione, senza adeguarmi al "già scritto e al già detto", se lo ritengo non pertinente, argomentando con cognizione di causa, e in maniera logica. 

Opinione condivisibile o meno, ma, non perché non sia stata, in precedenza, palesata da altri, deve essere ritenuta non valida. 

Ogni possibilità è aperta, quindi, chi vuole accogliere, accolga, come sempre. 

Questo menhir è orientato verso est, a quanto pare.

Nord est, esattamente.

Il Nord è legato al mondo ultraterreno, a quello lunare, dell'ombra.

L'est, è legato al mondo terreno, alla vita, al sorgere del sole.

Quindi, luna e sole, le due polarità necessarie alla nascita, anche dopo la morte.

La sinergia dello yin e dello yang. 

Già la definizione di menhir, indica una certa energia maschile fallica che va ad ingravidare simbolicamente Madre Terra. 

Energia maschile, equilibrata dall'energia femminile, rappresentata dalle coppelle, che per antonomasia, non è che simboleggino le mammelle, ma il ricettacolo dell'elemento acqua, elemento femmineo per eccellenza. 

In questo menhir, non assolvono questa funzione, visto che non sono posizionate su un piano orizzontale, ma scosceso, verticale, quindi non possono trattenere l'acqua, ma hanno una valenza più ampia, oltre quella legata al Femminino e all'uso ritualistico delle coppelle in ambito sacrale. 

La coppella accoglie, è un grembo, è un utero, e un calice. È un Sacro Graal, attraverso il quale si sacralizza  e benedice la materia. 

Ma è particolare il numero di queste coppelle. Chiedendo, ho avuto conferma che si tratti di 10 coppelle grandi, ben definite, e altre irrilevanti, più piccole. 

La conformazione lineare, è comunque di 10 coppelle, numero che ho trovato, a conferma, anche sul web, almeno sulle informazioni tecniche. 

Il numero 10, è un numero molto particolare e simbolico, perché è legato all'energia del Sacro Archetipo Ebraico Yod, il decimo, con funzione "concentrazione", ed è rappresentato proprio da un punto, e, geometricamente, da un cerchio, perché indica la perfezione, la polarità maschile, perfettamente integrata con quella femminile. 

Cerchio e punto. 

Circolari come le dieci coppelle. 

Indica l'energia primigenia, monadica, creatrice, che ha, come impulso elettrico, la polarità maschile, ma ingloba in sé, anche la polarità magnetica femminile.

La Yod è la prima lettera del tetragramma Divino YHWH, che in Sardegna troviamo anche come Trigramma YHW, o semplicemente YH. 

Indica, appunto, il "seme" che contiene l'intera creazione, quindi la perfezione in potenza, a sommi livelli. 

Se poi consideriamo il nome del paese in cui si trova questo menhir, "Serramanna", vediamo che il concetto di seme primordiale si sposa benissimo, con quello di una "serra manna", di una "serra grande", in cui i semi, appunto, germogliano. 

La Yod  è il pensiero, l'idea creatrice, elettrica, mascolina, insita in ogni manifestazione, in ogni forma, che è magnetica, mascolina. 

Il numero dieci è associato anche alle prime Tavole della legge date agli uomini.

La prima traccia concreta di una perfezione  divina che prende forma in ambito terreno. 

Ma il dieci, molto simbolico a riguardo, lo abbiamo già visto nei 10 solchi della protezione dell'avambraccio del Gigante di Mont'e Prama, che poi ritroviamo, fino ai giorni nostri, nel costume tipico di Ittiri, di cui ho approfondito anche la simbologia del nome ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/04/costume-ittiri-e-gigante.html?m=0), che va, anch'esso, a rappresentare la sinergia primaria creatrice, tra maschile e femminile. 

E che dire della traccia delle dieci Sephiroth, della manifestazione divina, nei sigilli di Tzricotu, appartenenti ai nostri Giganti di Mont'e Prama ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/03/sephiroth-sarda-e-la-tau.html?m=0)?

Sigilli, che, tra l'altro, hanno la stessa forma della stele centrale, centinata, delle Tombe dei Giganti. La stessa forma delle Tavole della Legge. 

Come vedete, quindi, il numero dieci, legato all'Archetipo Yod e alla sua simbologia., presente in molti manufatti e incisioni, ha un alto valore simbolico ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/l-agrifoglio-il-colostru-sardo.html?m=0/), anche a livello astrale, visto che  la  Y, la troviamo come linea di rinascita dopo la morte, che passa lungo la via Lattea, unendo Orione, e la costellazione del Toro ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-y-taurina-di-ascensione-lungo-la-via.html?m=0). 

Le stesse Tombe dei Giganti, hanno una morfologia ad "Y", dove il simbolismo taurino, maschile, si sovrappone a quello uterino, femminile, creando così, una forte sinergia finalizzata alla rinascita. 

Infatti questo menhir di Serramanna, è orientato verso est, verso la nascita e rinascita del sole. 

Capite bene, che alla luce di questa simbologia, il menhir non possa rappresentare una Dea Madre, con le sue dieci mammelle verticali (senza nessuna logica), come abitualmente si legge.

L'avrebbeto potuta rappresentare benissimo con grande abilità, se avessero voluto. 

La "cerniera" delle dieci coppelle, rappresenta le due polarità, quasi a segnare anche nella pietra, le due polarità speculari, necessarie alla creazione, alla nascita e rinascita, grazie proprio a questa energia primordiale, ancestrale, della Yod, decimo Archetipo, il seme di tutta la creazione, androgino, perfetto, completo. 

Il punto da cui si snoda tutta la creazione. 

Le tradizioni popolari, i racconti di paese, attribuiscono a questa pietra, al di là delle considerazioni ufficiali, una sorta di "traccia" lasciata dal diavolo, con le sue dieci dita. 

Ma si sa, quando non si sa dare spiegazione ad una simbologia, possono nascere, in seno alle tradizioni popolari, anche racconti riguardo una certa sacralità da temere, piuttosto che da adorare.

O forse, il nostro Y/YH/YHW, ha forse un'altra valenza, rispetto al YHWH biblico? 

Noto che questa serie di coppelle è come che sia l'asse centrale di un vertice/freccia, formato da altri, quasi impercettibili segni, che formano una V, chiaro simbolo del pube femminile. 

Ancora più simbolico.

L'energia primaria, monadica, che ingravida la coppa, il ventre di Madre Terra. 

Un menhir straordinario, simbolo della Creazione primordiale, principio di tutte le cose, e, non certo, una rappresentazione di una Dea Madre con le sue dieci mammelle. 

Opinione, come sempre, personalissima, inutile persino sottolinearlo, non riscontrabile in nessun'altra fonte, ma solo frutto di logica e osservazione. 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

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Perda fitta di Serramanna


mercoledì, giugno 14, 2023

💙18/06/2023 Novilunio in Gemelli

 Domenica 18/6/2023, abbiamo una Luna Nuova in Gemelli, segno d'aria, governato da Mercurio.

Siamo sotto l'energia del ventiduesimo Sacro Archetipo Ebraico Tau, come si è manifestato anche per la Luna Nuova del 19 maggio, in Toro, in correlazione all'Arcano Maggiore del Matto, del valore zero, o ventidue.

L'Universo, sta lavorando a specchio, negli ultimi mesi, come avevo già sottolineato. 

Dopo l'intenso plenilunio del 4 giugno, in Sagittario, guidati dal diciassettesimo Archetipo Phe, di espansione, verso la nostra Stella interiore, la nostra migliore versione di noi stessi, siamo arrivati, dopo la prova del fuoco, in Sagittario, e alla sua energia alchemica purificante, con precisione di intenti, e una certa calibratura interiore necessaria a focalizzare bene, e non disperdere ulteriormente energia,  alla sublimazione di questo fuoco alchemico, all'elemento aria, alla nostra intima Essenza monadica, gemellare.

Alla nostra Fiamma Gemella interiore.

L'Archetipo Tau rappresenta molto bene questa energia gemellare.

Rappresenta quel Sigillo Divino, riflesso di una completezza e complementarietà energetica, che lo stesso glifo della Tau, rappresenta.

Una polarità femminile, la barra orizzontale, che si interseca con quella mascolina, verticale.

La fecondazione è avvenuta, energeticamente, anche con una certa velocità.

Gli elementi esterni hanno funzionato da potenti trigger, da potenti attivatori, in velocità di tempi, azioni e reazioni.

Velocità.

Una caratteristica mercuriale.

Quella velocità e corresponsione, che, venendo a mancare all'esterno( la funzionalità era proprio questa, interiorizzare questo processo così importante), ora, reclama, con grande maestria, quel dialogo intimo e interiore, quello scambio energetico, creativo, fluido, con la nostra intima Essenza.

Con il nostro Gemello interiore.

Se con il Sagittario della passata Luna Piena, ci siamo spinti, in propulsione, in una direzione dinamica verso il "lontano", verso la Stella, con questa luna Nuova in Gemelli, antipode del Sagittario, la direzione energetica, è verso il "vicino", il profondo, il rivelatore

Quale Archetipo migliore, del Folle, può rappresentare questa nuova energia, frizzantina, ribelle, creativa, che concilia, solo ed esclusivamente, i suoi opposti, il suoi due Gemelli, quello che siede "tra gli Dei", e quello terreno, in una corresponsione, che è comunque Iniziazione primaria, monadica, ancestrale. 

Quando le nostre polarità sono in comunicazione, in corresponsione, possiamo funambolare, oscillando, ma senza perdere il nostro equilibrio interiore, il nostro benessere, su ogni evento e circostanza esterna.

Perché "l'esterno", è sempre solo circostanza, occasione. 

Ciò che deve emergere, e questo novilunio ci spinge prepotentemente verso questa direzione, è la nostra verità, il nostro peculiare linguaggio.

La nostra intima Koine ', che si erge al di sopra di tutte le sfumature e i particolarismi che, appunto le circostanze, ci spingono a manifestare.

Quale è la nostra vera Essenza, quale è il  nostro unico e particolare linguaggio, che deve trascendere la frammentarieta', la dualità, e riportare tutto alla nostra integrità e origine?

A questi livelli energetici, quello della Tau, e dell'elemento Aria, dei Gemelli, si richiede fusione di questo aspetto gemellare.

Siamo anche sotto l'energia del Sole, perché questo novilunio si manifesta di Domenica, e il Sole si trova astrologicamente nel segno dei Gemelli.

Questa intima corresponsione deve emergere, deve essere solarizzata, benedetta, portata alla luce, a completo germoglio, dopo la fertile fecondazione.

A questi livelli, questa mancata corresponsione, può farci stagnare in basse energie, mentre, in sublimazione verso l'elemento Aria, dopo la purificazione, avvenuta con il plenilunio di fuoco in Sagittario, verso energie più elevate, più pulite e chiare, che ci definiscono meglio come unità Gemellare integra, si spinge verso l'evoluzione, il trascendere. 

Perché, in fondo, dobbiamo rendere conto solo a noi stessi, come fa il Folle, l'Arcano Maggiore collegato a questo Archetipo, che presiede, energeticamente, proprio l'equinozio di Primavera.

Un Sugello, un rinnovare un'antica Alleanza, con sé stessi, prima del passaggio  importante, del solstizio estivo  che si manifesta di mercoledì 21 giugno.

Un mercoledì, mercuriale, appunto, che richiede corresponsione, corrispondenza, presieduto dal sedicesimo Sacro Archetipo Ebraico Ayin, con funzione corresponsione.

"Come sopra, sotto. Come dentro, fuori", correlato all'Arcano Maggiore XVI, la Torre.

Quali fondamenta devono restare?

Deve restare la nostra armonia interiore.

La nostra base, la nostra integrità. La nostra intima piattaforma, dalla quale possiamo sempre, incessantemente, ricostruirci e rinnovarci.

Perché noi, siamo Inizio e Fine di noi stessi, Alfa e Omega, così ben rappresentato all'Archetipo del Folle.

È uno zero, che non è il nulla, ma il vuoto creativo.

Lo zero che amplifica il valore degli altri numeri.

Può fare ciò che vuole. È anche il 22, numero legato anche alla Stella di David, il simbolo dell'Unione degli Opposti.

Può stare un bilico sull'altura, scosso dal vento, ma non perde l'equilibrio, perché ha un suo equilibrio interiore.

È lui stesso il vento.

È l'elemento aria. Viaggia leggero.

Senza bagaglio.

Perché, il suo bagaglio è la sua ricchezza interiore, la sua purezza, la sua gioia, la sua unica forza.

Senza attaccamenti, senza radici.

Perché è fronda e radice allo stesso tempo, e attecchisce ovunque.

Si adatta a sé stesso, ovunque.

Perché se lo può permettere.

Perché è la Forma, il vuoto, che consente la stessa manifestazione della forma.

Perché non si identifica in essa.

Non si cristallizza in essa, e facendo ciò, ha sempre potenziali margini di crescita, di cambiamento, di velocità.

In quante forme, ci cristallizziamo, restiamo attaccati?

Nello Sciamanesimo dei nativi Americani, questa figura del Folle, è considerata Sacra.

Viene chiamata Heyoka, il contrario, il ribelle, il "diverso".

Colui che non ha barriere di ruoli, o dimensionali. Un guaritore libero, folle, che funge da specchio, al sevizio degli altri, per mostrare le potenzialità sopite, represse, che in termini fisici, si manifestano sotto forma di malattie, di patologie.

È una sorta di continua morte simbolica, per favorire quella armonizzazione interiore che può fungere da specchio anche per gli altri, oltre che, in modo primario, verso sé stesso.

È nella sua piena verità.

Non può essere che verità, anche per gli altri. 

Ci si può specchiare in uno specchio che è finzione, in primo luogo per sé stesso? No..

In questo senso, nella dimensione Sacra di questa nostra intima Essenza da Heyoka, si trascende la dualità, verso un'elaborazione superiore, attraverso un pensiero e una emozionalita' dialettica, che ci spinge molto oltre.

E, in questo, l'Archetipo Tau, e l'elemento Aria dei Gemelli, coadiuvano egregiamente, ed in modo impeccabile e perfetto, come solo l'Universo sa fare, energeticamente, questo intenso passaggio, che prepara al solstizio estivo, alla celebrazione di Litha, del Sole alla sua massima manifestazione, in tutto il suo splendore.

Siamo in po' tutti dei potenziali  Heyoka. Che non significa essere "bastian contrari" a prescindere.

Ma essere nella nostra piena e potente integrità e Pienezza, che per ossimorica corresponsione, offre la possibilità al Tutto.

Quando sei armonizzato, nella tua verità, nella tua chiarezza, non ti sposti in proiezioni esteriori.

Non ti disperdi, non ti frammenti.

Perché porti tutto nella tua dimensione, e la alchemizzi, da bravo Alchimista e Iniziato che sei diventato, capace di gestire al meglio le tue polarità opposte, e farne creazione fertile, senza proiezioni esterne, verso le quali, cercare se stessi, identificarsi.

La sacralità dell'essere dissacratori. 

Di creare squarci nel denso, nel catrame, per far entrare la luce nel catrame, e godere della vastità del cielo. 

Di avere la possibilità di muoverci, di veicolare, le nostre immense energie e potenzialità, anche in ciò che apparentemente esula dai nostri esoscheletri, e sconfinare, come i colori oltre i bordi, nell'improbabile, ma proprio per questo, svincolato da statistiche e logiche. 

Perché siamo, potenziale possibilità. 

Sempre. 


Tiziana Fenu 

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In sovrapposizione Michael Cheval Surrealist Art ( aprire l'immagine)

18/6/2023 Novilunio in Gemelli