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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

lunedì, gennaio 22, 2024

💚Larnax cretese e Pubusattile

 "Riproduzione di un larnax, che era considerata" la cassa della cenere "o dei resti umani, un tipo standard di bara a Creta dall'inizio del XIV secolo al XII secolo aC. La struttura con pannelli incassati su ciascun lato suggerisce un prototipo in legno, e recenti studi hanno identificato le casse egizie come i probabili modelli. 

La decorazione su ciascun lato è costituita da ornamenti geometrici e vegetali ben rappresentati sulla ceramica coeva. Il larnax si trova all'inizio di un'impressionante serie di monumenti funerari di grandi dimensioni della collezione greca e romana.

Datazione XIII sec. aC"


Questo dice la didascalia. 

Dice ".. recenti studi hanno identificato le casse egizie come i probabili modelli". 


Vorrei sottolineare in particolare, che questo tipo di struttura, in Sardegna è antichissima, e tutt'ora vi è la tradizione delle cassapanche sarde, finemente iintagliate e ricchissime di elementi simbolici, tra i quali spiccano spesso le pavoncelle bifronti sarde, davanti ad un albero della vita. 

Simbologia riconducibile all'azione mercuriale della sinergia delle due polarità, maschile e femminile, necessarie alla creazione della vita, alla nascita e alla rinascita. 

In tempi più recenti, "sa cascia", il nome in sardo della nostra cassapanca, è diventata elemento tipico delle unioni nuziali, la custode del prezioso corredo della sposa.

Ma la sua simbologia è antichissima, e risale ai tempi dell'Arca dell'Alleanza, che riproduce lo stesso concetto di sinergia delle due polarità , necessarie alla creazione della vita, di cui ho approfondito in un mio scritto( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/09/riflettevo-ancora-sul-nome-della.html?m=0) 

Non voglio soffermarmi sulla simbologia, che troverete nel link a riguardo, in modo approfondito e dettagliato. 

Mi preme sottolineare che questo tipo di decorazione, non è "tipica egizia", ma la troviamo nella nostra antichissima Domu de Jana di Pubusattile, a Villanova Monteleone, risalente al 5000 aC, o forse anche prima. 

Riguardo questa decorazione, a quadretti alternati, ho approfondito nei miei  scritti a riguardo. 

https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/la-scacchiera-de-sa-pala-larga-bonorva.html?m=0


https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/il-kamasutra-e-la-scacchiera-di.html?m=0


Ho sottineato anche come, in ambito egizio, questa decorazione sia stata ripresa dalla nostra antichissima Domu de Jana( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/05/vela-egiziascacchiera-pubusattile.html?m=0) 


Decorazione che simboleggia la sinergia del maschile e del femminile, rappresentata dai quadratini bianchi ( maschile) e rossi( femminile, con l'ocra che richiama la simbologia del fertile san*gue mes*truale femminile) alternati, affiancati da un modulo di tre "onde serpentine", che nella nostra Domu di Pubusattile sono in un modulo di 6, ma che richiamano la simbologia numerica del 3, della triade creativa, l'energia in espansione, radiante, che si crea dalla sinergia del maschile e del femminile, insieme, come Padre e Madre Creatori, anche per la vita dopo la morte. 

Come vedete, quindi, non è una simbologia tipica della cultura egizia o cretese, ma della nostra Antica Civiltà Sarda, ripresa chiaramente, sia da punto di vista grafico che simbolico. 

Ma naturalmente, nessuno ne parla. 

Sardegna Cultura Madre. 

Non mi stancherò mai di ripeterlo. 


Tiziana Fenu 

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Maldalchimia.blogspot.com 

Larnax cretese e Pubusattile










venerdì, gennaio 19, 2024

💙17 Gennaio. Le Mele Blu

 Questo pomeriggio pensavo come ancora dopo oltre 2000 anni ci si ostini ad avere un'unica ottusa opinione di ciò che davvero era il messaggio di Dio, attraverso il Cristo. 

Pensavo in particolare alla figura di Giuda, e alla dimensione del tradimento, in particolare verso sé stessi. 

Poi, elaborando questo scritto, si è formato un puzzle di tasselli che si sono incasellati bene tra loro, oggi che si celebra il Fuoco e l'Acqua, Sant'Antonio e, nel contempo, abbiamo abbiamo una manifestazione ierofanica molto particolare, in una Chiesa in Francia. 

"Le mele blu" 

Il Sacro Femminino. 

Fuoco e Acqua. 

Ma partiamo da Giuda. 

Il tradimento di Giuda è funzionale e necessario alla realizzazione del Piano Divino. 

Yoshua stesso lo chiama " amico", e gli dice di fare ciò che deve essere fatto al più presto, e nessuno degli apostoli capisce, tranne Maddalena, l'Apostolo che amava, il tredicesimo, che riflette la simbologia del tredicesimo Sacro Archetipo Ebraico Mem, la Madre Divina, ancestrale, cosmica, amniotica, e l'Arcano Maggiore XIII della Morte, poiché essendo Madre Divina, in essa è vita e morte contemporaneamente. 

Ma il 13 è legato anche alla dimensione ciclica, lunare, astrologica, della tredicesima Luna, di cui abbiamo un altare anche qui in Sardegna, di cui ho approfondito in passato ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/08/altare-tredicesima-luna-ampliato.html?m=0), che non è certo un altare "per partorire", ma un altare che simboleggia la perfetta coesione, tra Femminile e Maschile, tra Luna e Sole. 

Simbologia che incarna perfettamente sia il Cristo, che la Maddalena. 

La Tredicesima Luna va da un novilunio all'altro, e si verifica sette volte ogni 19 anni, e si manifesta nell'anno solare successivo  a quello in cui si sono manifestati 13 pleniluni.

È la base del calendario ebraico, e la tredicesima Luna, va a far coincidere, con il suo ciclo di 19 anni,  2 ore e 5 minuti, il ciclo solare, con quello lunare. 

Questo ciclo viene chiamato ciclo di Metone, astronomo e matematico greco, risalente al V sec. aC, già usato in Mesopotamia. 

Al termine di questi 19 anni, si otterrebbe una perfetta sincronia tra i moti della Luna e del Sole: le medesime date corrisponderebbero alle stesse fasi lunari. 

È la tredicesima iniziazione, che oggi, 17 gennaio, viene celebrata con una Epifania luminosa  molto particolare, che si manifesta nella chiesa di Rennes le Chateau di cui ho parlato in un mio precedente post, se vi ricordate( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/08/maria-maddalena.html?m=0) 

"Guardacaso( e l'Universo, quest'anno, mi emoziona tantissimo per i sincronismi e le risonanze) il 17, è proprio un numero legato a Maria Maddalena, e alla chiesa di Rennes Le Chateau, strettamente collegata al numero 17 ed ai Templari, legati alla figura del Sacro Femminino, e a Maria Maddalena, che lasciarono la loro impronta un pò ovunque.

L'abate Saunière venne nominato curato(1885) della Chiesa, e all'interno ritrovò dei misteriosi manoscritti, che lo fecero diventare ricco e famoso, tanto da fare erigere accanto alla chiesetta, la famosa “Torre di Magdala” facendo supporre che questo misterioso segreto ritrovato, fosse strettamente collegato a Maria Maddalena. 

Il 17 Gennaio di ogni anno, un raggio di sole attraversa la vetrata e provoca il fenomeno “delle mele blu”( la rifrazione delle vetrate della chiesa forma una sorta di Albero dalle mele blu, molto simbolico), e altri eventi misteriosi che ruotano intorno al numero 17.

Nell'ermetismo alchemico, con l'archetipo Phe, siamo dentro la fase chiamata Albedo.

Come il piombo è il metallo della Nigredo, l’argento è il metallo dell’Albedo, trasmutato dal piombo.

In termini alchemici, il corpo viene ridotto ad acqua “d’argento vivo”, da cui successivamente verrà prodotto “l’elisir”, ossia verrà creato lo Spirito vivificante. La seconda trasmutazione alchemica, dopo la Nigredo, e prima della Rubedo. 

La purificazione dopo la putrefazione" 


Maddalena, della quale era invidioso anche Pietro, che è il vero traditore, perche non ha fede, né in Dio né in Yeshua, che arriverà a chiamarlo sat*ana, ottuso e ingenuo, perché non pensa secondo Dio, ma secondo gli uomini, e anzi, piccola parentesi, questa avversione verso la Maddalena, che era, spiritualmente un'Iniziata, attraverso Yeshua che la prende come sua sposa, è stata ereditata dalla Chiesa romana. 

Ricordiamoci che Pietro definisce le donne iniziate " NON degne di vita". 

Ecco perche la Chiesa le ha tagliate fuori. 

La Chiesa e le religioni in genere. 

Riporto un brano di un discorso che ormai sta facendo il giro, che ormai conoscete tutti

"sceneggiatrice e regista. 

"La regina di Biancaneve è ancora più canaglia perché lei è di fatto la mandante del tentato omicidio di Biancaneve. Perché lo fa? Perché lei vuole essere la più bella del reame. Quindi anche con l’aggravante dei futili motivi… Tentato omicidio perché il cacciatore, uomo coraggioso e di buon cuore, non ce la fa. Anche perché la ragazza è troppo bella. È bella. Fosse stata una cozza, al limite l’avrebbe squartata, ma è così bella… E poi è ingenua, perché proprio è ingenua come un cucciolo di labrador. E lui la lascia andare. Allora Biancaneve incontra i Sette Nani, presso i quali si adopera per un periodo come colf. Poi, nonostante le mille raccomandazioni, anche dei Sette Nani, Biancaneve si fida di una vecchia orrenda, con l’aspetto da strega e che infatti è la strega. Morde la mela avvelenata, muore. Risorge grazie a chi? Al principe. A un bacio del principe, che se ne innamora perdutamente perché? Perché è bella. Quindi il principe la salva e la sposa. Ecco, entrambe le ragazze, bellissime - per carità - ma un po’ stralunate, trovano la loro realizzazione nel matrimonio con il principe. Un estraneo."


Vogliamo dire che anche della Maddalena, il povero Cristo di turno, mosso da pietà per tanta avvenenza, che se fosse stata cozza, non sarebbe diventata il tredicesimo Apostolo? 

Maria Maddalena, rappresenta, come tutti i Sacri Femminini, compresi quelli delle favole, come Ishtar, Inanna, Astarte, Afrodite, Venere, quella sacerdotessa-moglie, attraverso la quale avviene la trasmutazione alchemica dei primi chakra verso frequenze più alte. 

È la divina kundalini, la Shekinah incarnata. 

 Rappresenta il Mercurio, indaghiamo l'origine della parola Mercurio, la cui radice "mer-", rimanda alla parola francese Mer, che in spagnolo è Mar, e in italiano Mare.  Così, mar, mare, Mer e “Curius” o cura, "curia", che è il nunzio: messaggero.  Quindi, mer-curios o mar-curia, simboleggia il messaggero del mare.  

In effetti, Il mercurio è associato al liquido, l'acqua, poiché, tra I metalli, il mercurio è un metallo liquido che viene chiamato argento vivo.  E infatti, in alchimia, rappresenta la materia prima del grande lavoro che ognuno di noi deve compiere. 

È lo spazio della Divina Madre, che è precluso a Pietro, poiché Pietro, resta ancorato alla materia, alla pietra, appunto, alle fondamenta, ma non alla trasmutazione. 

Di cui Pietro prova invidia. 

Invidia, che, invece, non prova Giuda, che, paradossalmente, era il più illuminato di tutti gli Apostoli, e che viene sollecitato da Yeshua stesso, a "distaccarsi" dagli altri Apostoli, a prenderne le distanze, a vedere le cose da un'altra prospettiva. 

Tant'è che Yeshua ( e lo chiamo cosi perché è il suo vero nome) gli chiede se è pronto a tradirlo, e Giuda gli chiede perche ha scelto proprio lui.

Gli risponde che lui ha la forza che gli altri apostoli non hanno, perché Giuda farà in modo che venga sacrificato l'uomo ( Yeshua) dentro il quale è il Verbo stesso.

E questo è un passaggio cruciale, che si compie grazie a Giuda, il più illuminato tra gli apostoli, colui che è in grado di sostenere anche l'onta del tradimento, come la più alta forma di amore, per fare in modo che ci possa essere la trasformazione dell'uomo in Dio, la vittoria dello spirito sulla carne. Il tradimento è insito in ogni grande forma d'amore, e c' era grandissimo amore tra Yeshua e Giuda.

Viene scelto, perché aveva fiducia in lui. 

È affidarsi all'altro, sapendo anche che ciò significa il rischio del tradimento.

L' opera di Dio doveva essere compiuta, in una visione di insieme che contemplasse il tradimento e anche il sacrificio dell'Apostolo prediletto di Yeshua, che non era certo Pietro, che mancava di fede, e che non si pentì mai di questa sua mancanza. 

Cosa che non riusci a sostenere Giuda, che, dopo aver tentato di restituire i danari per il tradimento, si suicida. 

La Chiesa ha fagocitato la figura di Yeshua.

È stata la sua fortuna.. La Chiesa romana ha costruito sulla successione apostolica di Pietro " uomo di poca fede", s*atana, indegno, come Yoshua stesso lo definiva.

Colui che lo tradirà 3  volte prima che il gallo canti( " molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti" e Pietro non rispose alla chiamata, perché non era illuminato spiritualmente) piuttosto che costruire sui legittimi eredi di sangue di Y*oshua e Mad*dalena.

E c'è da sottolineare una cosa importantissima.

I primi messianici a scrivere i vangeli furono gli e*brei seguaci di Y*eshua, rivolgendosi agli altri e*brei. 

Ma poi le fazioni si divisero, e Giuda diventa il primo mattone che darà via all'antise*mitismo ( la folla insultera' Giuda, per il tradimento).

Ciò è quello che scriveranno i redattori dei vangeli per colpevolizzare gli e*brei della crocifissione. 

Ma quei vangeli, verranno scritti in greco, per un pubblico greco-romano, e questo denota la necessità dei cristiani, di essere accettati dal mondo romano per avere una sorta di leggittimazione. 

Non potevano certo accusare i romani di essere i responsabili della crocifissione di Yeshua, quindi accusano gli ebrei, e tutta la colpa ricade su Giuda, quando invece, Yoshua stesso, e lo dimostra , chiamandolo amico, e con il famoso bacio che erroneamente la chiesa ha voluto che ne sugellasse il tradimento, mentre invece ne sottolinea la grande fiducia, e il privilegio , come un vero eletto( titolo che non ha saputo portare Pietro), vero erede, insieme alla Maddalena del testamento alchemico e spirituale di Y*eshua, straordinario alleato e complice( che ha messo da parte il suo ego per realizzarlo, pagandolo con la vita) del grandioso piano divino, che solo un eletto può vedere nella sua totalità, senza soffermarsi sulle piccolezze. 

Poteva rifiutare la responsabilità del tradimento. Ma non lo fece. 

Lui. 

Giuda. 

Era il più forte. 

E Ye*shua lo sapeva. 

Sapeva che era in grado di sostenere l'impegno del tradimento.

Alla pari. Un dare e un ricevere il tradimento. Sullo stesso piano.

Per evolvere insieme.

Giuda trova corrispondenza nell'Arcano Maggiore XII dei Tarocchi, l'Appeso. 

Si autosacrifica per ritrovare la "misura di sé", la sua Lamed, il suo valore, il suo Archetipo 12, la cui somma fa 3, la somma potenza creatrice, divina. 

È l'iniziazione, la morte dell'io, la caduta delle Maschere. È il sacrificio richiesto, affinché il vero, la verità emerga. 

Ma al contempo, rappresenta anche l'ostinazione alla cristallizzazione. 

Una sorta di indolenza. 

Restare aggrappati alle proprie credenze, ai propri ruoli. 

Una personalità precaria che necessita di aggrapparsi a quel poco di precostituito e conosciuto, pur di non scoprire l'abisso che regala nuovi orizzonti. 

Adattarsi ad un cliché narrativo che ha fatto il suo tempo, e che risulta anacronistico, come il racconto della bella di turno nelle favole, che se fosse cozza, non se la filerebbe nessuno. 

Io sono continuamente Giuda di me stessa. 

Mi fido di un disegno superiore. 

Le cose non le mando a dire. 

Non mi adatto. 

Non mi conformo. 

Muoio migliaia di volte a me stessa, pur di sentire l'ebbrezza del mio stesso abisso, e provare l'emozione del battito d'Ali. 

L'Appeso, anticipa la Morte, che è la piattaforma della rinascita, e quindi, della trasformazione. 

E poi, c'è l'Archetipo 15, la Samech, con funzione "pressione", per far emergere, il Divino che è in noi, tramite la scelta, l'Arcano XV del Dia*volo. 

Perché abbiamo sempre una scelta. 

In ogni microsecondo abbiamo la possibilità di scegliere, di fidarci. 

Di noi stessi. 

Di quel che di divino, abbiamo già in noi. 

Della verità che è già in noi. 

Dobbiamo solo lasciare che emerga. 

I ruoli, le occasioni, le istituzioni, sono solo parentesi di passaggio, nei quali non possiamo riporre la nostra identità, la nostra identificazione. 

Siamo esseri in continua evoluzione e le uniche alleanze energetiche che dobbiamo creare sono quelle che ci fanno emergere. 

In questo scritto, sono partita con il parlare di Giuda, accostandolo alla figura della Maddalena, perché sono stati i due Iniziati di spicco, perché entrambi, sono stati i protagonisti della tredicesima Iniziazione. 

Tredicesima Iniziazione, legata, astrologicamente, alla costellazione dell'Ofiuco, la tredicesima, a cui sono particolarmente legata, per periodo di nascita, che rappresenta la summa della Sophia, come ho avuto già modo di approfondire. 

E Ofiuco è considerato anche il segno di Giuda, del "traditore", ma sappiamo bene che così non è. 

Un filo rosso, oggi, ha tracciato un legame tra Giuda, la Maddalena, l'Ofiuco. 

Oggi che siamo in un Archetipo 17, proprio come la data di oggi, 17, in cui si manifesta la ierofania delle mele blu, nella  chiesa di Rennes le Chateau. 

Una Chiesa dedicata al Sacro Femminino, e ai suoi Sacri Misteri, che si manifestano anche attraverso questa particolare ierofania delle "mele blu". 

Archetipo Phe, con funzione "espansione" e Arcano Maggiore XVII della Stella. 

Il Mascolino che si espande attraverso il Femminino. 

17, che come somma, mi dà un 8

E siamo in un anno 8.

Ma di questo, ho già approfondito. 

Tanta roba, anche stavolta. 

Con infinita gratitudine, sempre. 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com

17 Gennaio Le Mele Blu




💛Sa Taula

 Ho già avuto modo di scrivere riguardo le corrispondenze tra il nostro altare di Monte d'Accoddi( prima immagine) e Gobleki Tepe( seconda immagine, i pilastri). 

Per approfondire vi lascio alla lettura del mio scritto a riguardo, di cui riporto solo un breve stralcio. 

https://maldalchimia.blogspot.com/2023/07/monte-daccoddi-gobleki-tepe.html?m=0) 

"Struttura, che, vista dall'alto, sembra uno dei tanti pilastri a T, di Gobleki Tepe, lo straordinario sito archeologico turco, risalente a 12.000 anni fa, che presenta similitudini con i nostri siti( la conformazione ad utero, la H nei pilastri, gli stessi pilastri a T..) 

La  conformazione a T, di per sé, indica una zona Sacra di confine tra le due dimensioni. Indica una zona Sacra, divinizzata.

Un portale degli Dei.

Come quando la si trova anche in certe riproduzioni, come il setto nasale e l'arcata sopraciliare a "T", presente anche nei nostri Giganti di Mont'e Prama e nelle nostre dee Madri di Cuccuru S'arriu. Sono esseri divinizzati.

Ma non solo.

L'orientamento dei pilastri centrali nei recinti principali del sito di Gobleki Tepe, puntano a Nord, verso Deneb, che è la stella più luminosa della costellazione del Cigno, la parte finale, la Croce del Nord, e puntano verso la Via Lattea, che, abbiamo visto molte volte, era, per gli Antichi Sardi, la via di ritorno verso l'altra dimensione.

Il luogo delle divinità, il centro della creazione della vita, della rinascita, e dell'universo.

Ho controllato su Google Earth.

Anche l'altare di Monte d'accoddi, è perfettamente orientato verso Nord, verso Deneb, che era la stella Polare nel 10.900 a.C. ( le stelle polari cambiano ogni 2000 anni circa. Adesso siamo sotto Polaris, la stella più luminosa dell'Orsa Minore).

Una stella Polare, quindi, visibile proprio durante l'edificazione del sito di Gobleki Tepe, che ha importanza simbolica in ogni Civita e in ogni contesto, come avevo scritto tempo fa". 


Ho riportato solo un breve stralcio, perché la mia attenzione, ad ulteriore conferma, ancora un altro piccolo tassello, che la nostra Antica Civiltà Sarda, sia Cultura Madre di tutte le altre civiltà. 

La mia attenzione si vuole soffermare su una parola sarda, "sa taula", che indica, genericamente, la tavola, ma che, sicuramente, in origine, era la "tavola Sacra", l'altare per eccellenza 

L'altare di Monte d'Accoddi, è un altare sacro, è una tavola Sacra, dove si celebravano unioni ierogamiche.

"sa Taula", in sardo, significa tavolo, ma anticamente, rappresentava sicuramente quel tavolo simbolico, quell'altare, i due pilastri dell'altare sacro.

Taula

Tau-la

Il nome tradisce la radice "Tau-", Sacro ventiduesimo Archetipo Ebraico, che indica il sigillo degli Iniziati.

Sigillo che è presente anche nel solo della tribù dei Dan, poiché la Tau, è formata da una Nun, quattordicesimo archetipo/lettera, e una Dalet, quarto Archetipo /lettera, insieme, e indicano gli Iniziati, i Giudici semidivini, come ho scritto tante volte. 

I Giudicati hanno origine da questo concetto.

Dicasi lo stesso per Sa Taula, un altare divino, celebrato da pochi eletti, da iniziati.

Gli stessi Giganti di Mont'e Prama, come le Dee Madri, hanno la conformazione a T, del setto nasale e arcata sopraciliare.

Un tratto distintivo anche nella fisionomia del viso. Abbiamo tante  Conformazioni a T, e anche ad H, qui in Sardegna, come nell'ipogeo di Tissi( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/simbologia-dellh-nellipogeo-di-sas.html?m=0) 

Elementi che si trovano in siti archeologici antichissimi, come quello di Gobleki Tepe, ma che qui in Sardegna, non vengono considerati, come se fosse una civiltà fantasma, rispetto alle altre, che emergono sempre al di sopra di essa.

Ma il tempo delle rivelazioni, è vicino.

La Verità si rivela sempre, ha un'energia propria, e non tarderà a manifestarsi, come già sta succedendo, tassello dopo tassello.


Tiziana Fenu

©®Diritti intellettuali riservati

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Sa taula






lunedì, gennaio 15, 2024

💛Tanit capovolta

 Sappiamo che in Sardegna, il tetragramma divino YHWH, spesso riportato come trigramma YHW, è reso, dall'acronimo Y e con il pronome He', che indica l'Essenza androgina del "lei/lui" ( prof. Sanna). 

Graficamente, la H, è stata spesso rappresentata con una Tanit. 

Vorrei soffermarmi un attimo sulla Tanit, e sul pronome che rappresenta," he'. 

Questa parola, questa lettera, rappresenta anche il quinto Sacro archetipo Ebraico, con funzione" vita", e la lettera corrispondente, è proprio la H. 

La lettera He', era considerata la più Sacra dell'alfabeto. È senza suono, perché rappresenta il soffio Divino che viene insufflato nell'umano, per dare la vita. 

È l'energia divina, mascolina, che prende Forma nel Femminile, di manifesta attraverso il Femminino, in quella che è considerata la Matrice di connessione direttamente con il Divino: la nostra Kundalini, con le due nadi laterali di polarità energetica opposta, Ida e Pingala, Femminile e Maschile. 

La Divina Madre Shekinah. 

È considerata quindi, un principio androgino, simbolo del Fuoco divino che arde nell'Umano. 

È l'uomo all'interno del cerchio, come l'uomo vitruviano che con i suoi cinque punti, come un pentacolo, tocca il cerchio, la divinità, a sua volta, inscritto in un quadrato, la terra. 

È la quadratura del cerchio, che la nostra Tanit, rappresenta molto bene. 

Una Tanit Femminile, perché il cinque è legato a Venere e al suo percorso pentacolare nell'arco di 8 anni, nel cielo. Ma è anche legata, esotericamente al Toro, che presiede il quinto chakra, il chakra della gola, Vishudda, che trova la sua corrispondenza, come abbiamo visto altre volte, nell'apparato riproduttivo femminile. 

"Vishudda/udda( nome dell'apparato riproduttivo femminile in sardo). 

Ma troviamo corrispondenza fonetica anche nelle due parole "gutturu( gola in sardo) /uturu/ut*ero. 

Perché la gola, la laringe crea, tanto quanto l'u*tero. 

U*tero, che è indissolubilmente legato, nella sua conformazione stilizzata, al Toro. 

E sappiamo bene, come questa simbologia taurina /ute*rina, sia profondamente radicata nella nostra Antica Civiltà Sarda.  

Un'energia monadica androgina, taurina/ute*rina, che consente la creazione. 

Infatti le Tanit, iconograficamente, sono sempre rappresentate con due caducei affianco. 

Il Caduceo che simboleggia la forza trasmutante, frutto della sinergia degli Opposti, una forza di nascita, di rinascita, di traghettamento, di percorso, che poi sarà rappresentato da Mercurio, l'agente trasformante alchemico, che si presenta come la stessa testa della Tanit, con la falce lunare sulla testa. 

Falce lunare, che rappresenta anche le corna taurine. 

Perché è vero che la Tanit rappresenta il Femminino, ma ha inglobato in sé, anche il Mascolino, perché governa e domina gli opposti. 

Tutte le antiche rappresentazioni di divinità o semidivinita', o dei simboli senza nessun riferimento umano, come quelli di Gobleki Tape, risalenti al 10.000 a.C, fanno riferimento a questa H mercuriale, sinergia degli Opposti. Un grande potere, per chi riesce a gestirlo, e la Tanit, in quanto padedra del dio solare Baal Hammon, il suo volto manifesto, ne è degno veicolo. 

Una coppia "importata" da Cartagine, nel VI sec.a.C., o forse è meglio ipotizzare che qui già coesistevano, come forze sinergiche primordiali, rappresentate dalle tombe dei Giganti, con la loro conformazione taurina/uterina, con l'ingresso del pozzo Sacro di Santa Cristina, dove sole e luna agiscono in sinergia, con i pozzi sacri in generale, con i nuraghi, fallici e uterini insieme, con le Domus de Janas, istoriate di protomi taurine/uterine. 

Avevamo già, in Sardegna, da secoli, questo senso della sinergia degli Opposti che genera la vita. 

Ne avevamo colto il senso intimo, poi manifestato nelle nostre opere megalitiche. 

Senso, e concetto, presente già nelle Domus de Janas, dove la sovrapposizione delle protomi taurine, indica anche la coppa uterina che coglie, accoglie, e produce nuova vita.

Ma tutto questo, deriva da una semplice osservazione astronomica, del cielo. 

Avete notato come alcune Tanit abbiano il braccio destro leggermente più sollevato rispetto al sinistro, rispetto all'osservatore?

Il braccio leggermente sollevato indica la direzione del sole e della luna, da est, da destra verso sinistra. 

Ho immaginato la Tanit come un osservatorio astronomico, come quella "toppa di chiave" dalla quale si osserva un panorama. 

Nei tempi antichi, gli osservatori astronomici erano molto diffusi. Ci si orientava seguendo le dinamiche degli astri, dei pianeti, il percorso lunare e stellare. 

Il percorso della luna, segue la linea est-ovest, esattamente come il percorso del sole. 

Il giorno dell'equinozio di primavera e d'autunno il Sole sorge ad Est e tramonta ad Ovest Durante la primavera e l'estate il Sole sorge a Nord-Est e tramonta a Nord Ovest. Durante l'autunno e l'inverno sorge a Sud-Est e tramonta Sud-Ovest.

Quindi, la Tanit, rappresenta, in termini astronomici, il fattore equinoziale di equilibrio tra i due solstizi. Ecco perché talvolta viene rappresentata con il braccio destro un po più alto. 


(https://maldalchimia.blogspot.com/2021/11/il-menat-e-santa-cristina.html) 

"Il Menat( uguale alla conformazione della Tanit), trasposto nella conformazione architettonica dell'ingresso dei pozzi sacri, è il fattore equinoziale equilibrante tra i due solstizi. È l'alfa e l'omega astrologico, perché la Costellazione e il segno zodiacale del Toro, governano la gola, perché in principio era la Parola, e la parola, il suono[...] 

Il Menat rappresenta l'equilibrio equinoziale, il portale equilibrante, come una Tanit, il contrappeso, che consente la creazione. 

Attraverso il Menat, l'ingresso del pozzo Sacro, le acque, l'elemento femminino, vengono ingravidate dal Fuoco sacro del Logos Solare. 

Le rende Sacre. 

Questo, significa, dominare il Toro, le energie bestiali, e renderlo sacro.

Gli Antichi Egizi raffiguravano l'ingravidamento attraverso l'Ankh avvicinato alla bocca. 

Anche l'Ankh stesso, la Chiave della Vita, è una stilizzazione della Tanit. 

Perché la parola crea, ha la stessa potenza creatrice di un ut*ero. 

"Gutturu( gola in sardo)/u*tero" 

"Utturu/u*tero". Molto simili.

[...] Il Menat è il simbolo di questo sacro equilibrio, per poter accedere alla trasmutazione

[...] Il Menat, come avevo già sottolineato nei miei post, è Geometria Aurea e Sacra, legato, per proporzioni alle nostre Dee Madri, con le proporzioni auree degli angoli a 72°, le stesse del pentagono, simbolo di Venere, insieme alla stella a 8 punte, della Tanit, dell'ingresso del pozzo di Santa Cristina, e degli ingressi dei nuraghi, e della precessione degli equinozi.

La simbologia va amplificata su un significato più universale e cosmico, astronomico.

Ci sono precisi rapporti numerici e angolari aurei, che dimostrano come, attraverso essi, nel passato, non solo si cercava di manifestare il Divino nella materia , e sublimarla attraverso esso, ma l'intento era quello di sentirsi parte, anche attraverso le loro opere, di un ingranaggio universale più ampio, ciclico, perfetto, aureo. 

[...] Si cercava la proporzione aurea anche nella rappresentazione del Femminino, anche architettonica, in modo che Maschile e Femminile fossero in equilibrio sinergico e le stesse opere manifestassero, energeticamente, tutta la loro potenza, possibile solo attraverso la sinergia degli opposti.

Perché diventassero, come è nel grembo femminile, nella vulva triangolare, nell'Hator "Madre delle Madri", casa di Hator, la casa dell'Oro, del Sole, dell'energia Maschile, anche nella concretizzazione architettonica.

Inscindibili l'uno dall'altra.

Sole e Luna, come le due "oo" della parola oro.

È l'energia maschile che tiene in piedi questo legame, il centro del nostro sistema solare, gravitazionalmente parlando.

E tiene in piedi anche la precessione degli equinozi, che indica la ciclicità della vita su tempi ciclici più lunghi, cosmici, universali.

Ma, ancora più importante del Sole, è il Sole Nero, la Madre delle Madri, Hator, Iside, Lilith, e tutte le divinità femminili che verranno dopo, che ancestralmente, come tutte le divinità primordiali, avevano un'energia maschile e femminile insieme, e che poi, declasseranno ad unica energia femminile, lunare.

Sin, era infatti la divinità sumerica, babilonese, mesopotamica della luna, nonostante fosse di genere maschile.

Perché le originali energie, solari e lunari, erano androgine.

Infatti Sin-cronismo indica due cose che avvengono in contemporanea, come anche sin-cretismo, convergenza di due(o più) elementi ideologici apparentemente opposti, inconciliabili, e via dicendo con le parole che hanno come radice "Sin", che indica polarità maschile e femminile insieme, energia femminile lunare in un corpo maschile."

Io sono convinta che la Tanit  nasca qui in Sardegna, da una osservazione astronomica del percorso del sole e della luna.

È una proporzione aurea, una delle tante, della nostra Antica Civiltà. 

Che nasca nel Sinis, come divinità androgina. 

Una divinità maschile, che va in sincrono con quella femminile. 

Sinis/sin-/sincrono. 

Si-N-iS

Ta-N-iT

Tan/Tin. Una bella coppia maschile e femminile, senza considerare che originariamente, il nome della Tanit era Tinnit. 

Ancora meglio. 

Per quel gioco degli specchi, dello speculare, del gemellare, tipico della nostra Antica Civiltà, abbiamo un Tin-, speculare al -nit. 

Il gioco degli specchi, del gemellare, così diffuso nella nostra Antica Civiltà, perché avevano capito benissimo, che solo la sinergia degli opposti porta alla nascita, alla rinascita, all'immortalita'. 

Il gemellare come veicolo del divino(https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/il-concetto-di-gemellare.html) 

E la sinergia degli opposti è quel caduceo che affianca sempre le Tanit nei petroglifi. 

Ecco perché la Tanit è così importante nell'antico alfabeto sardo, e il motivo per cui si rappresenta la divinità sarda yhwh, con la he', che indica un pronome maschile e femminile, rappresentata da una Tanit androgina, Monade, potentissima, Custode delle due energie complementari. 

Colei che consente alla divinità di manifestarsi nella Forma. 

Non può che nascere qui, una divinità monadica. Ne abbiamo rappresentazione formale, in ogni nostra struttura, dove vi è sinergia degli opposti, persino nella scrittura.. 

Poi si è differenziata, a Cartagine, diventando solo femminile, e ovunque si sia diffusa. 

La Tanit era vita, era Ankh, era stella a cinque punte, era angolo a 72 °, ingresso nel grembo dei nuraghi e dei pozzi sacri. 

Era scrittura che reggeva, che veicolava messaggi sacri. 

Era osservatorio astronomico preciso, che seguiva il moto del sole e della luna in Sin-crono, nel Sinis, nella terra dei Giganti, i veri Architetti del Sator - Sinis, in specularità con quell'enorme ingranaggio dell'universo, di cui avevano capito ogni dinamica. 

E aspettavamo i Cartaginesi, per conoscere la Tanit? Aspettavamo al VII sec.a.C.? È ridicolo solo a pensarci. 

O forse è più onesto pensare che tutta l'Antica Civiltà Sarda era già da secoli, rappresentativa di quell'equilibrio equinoziale, mercuriale, di sinergia di opposti, simboleggiata dalla Tanit, al punto da inserirla come uso corrente, nella scrittura, nel nome della divinità monadica dei Sardi. 

È tempo di incominciare a pensare con logica, e a rivalutare la storia che ci hanno propinato. 

Una sola immagine, oggi, la Tanit capovolta all'interno dell'area archeologica del Monte Sirai. 

La Tanit della dimensione divina, dell'immortalita'. 


Per approfondimenti sulla precessione degli equinozi e sulla Tanit:

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/le-tre-dee-madri-cosmiche-sarde-della.html


https://maldalchimia.blogspot.com/search?q=Tanit


Tiziana Fenu 

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Tanit capovolta



venerdì, gennaio 12, 2024

💙Biancaneve

 Ho avuto modo, stamane presto, di commentare un post di un mio contatto, il quale pubblicizzava il discorso della Corte*llesi per l'inaugurazione dell'anno accademico all*università di

centrato in particolare sull'ironizzazione del Femminino nelle favole, in particolare su Biancaneve, definita, dalla stessa, come "la colf dei 7 nani".

Dicevo, che sarebbe stato auspicabile un discorso sulla simbologia esoterica sulla favola di Biancaneve, se proprio ci si vuole risvegliare da questo torpore mediatico, invece di fare una dietrologia ironica, di bassa energia, politicamente corretta, tirando fuori, ancora una volta questa becera storia di un Patriarcato castrante. 

A me, la Cortellesi piace, mi è sempre piaciuta. 

Non mi piace questo adeguamento intellettuale a degli orditi che sono fin troppo bene delineati. 

Ci posso anche ridere sopra, sulla "colf dei nani", ma il metalinguaggio che passa, mi fa passare il divertimento. 

"Non si può neanche più ridere in questo paese".. 

Ridete pure, sai che "meffrega". 

Leggerezza, è veicolare Bellezza e verità. 

Questo, mi alleggerisce il cuore. 

Rido per cose molto più sceme, che non quelle della Cortellesi. 

Per Mister Magoo. 

Giusto per dirne uno. 

Ma quando ci sono personaggi di spicco, che possono contribuire a capire meglio il senso delle cose, è giubilo orgasmico. 

Ne approfitto per esprimere la mia "noiosissima" considerazione riguardo la "Biancaneve colf", che rappresenta, nel mio mondo, la punta di Diamante di tutte le conoscenze. 

Volevo essere Biancaneve, da piccola. Volevo essere neve insieme a lei.. 

Mi sentivo già, neve e ghiaccio. 

Runa Isa, la runa del ghiaccio. 

Ghiaccio e fuoco. 

Sagittario. 

Ofiuco. 

Non posso fare a meno, di scendere in profondità. 

Non si può parlare di patriarcato( un concetto tanto Mistificano e manipolato, ultimamente), e quindi, di nani che "schiavizzano la Biancaneve", in questi tempi, perché non esiste, nel vero senso della parola. 

Esistono uomini deboli, che non sanno nemmeno dove sono messi, ed esistono donne, che svendono la loro intelligenza al sistema, pur di continuare a dissacrare quelli che sono stati i pilastri importanti delle società d'oro, il vero Mascolino e il vero Femminino. 

Ora, mi chiedo dove si voglia arrivare, con questa facile propaganda dell'ovvio, della normalizzazione di un pensiero che destruttura anche le fondamenta di quelle che dovrebbero essere le basi di apprendimento dei bambini.

Si perché, se fai un discorso di apertura in una università di un certo spessore, ci si aspetta un discorso di un certo spessore, non una dissacrazione ironica che lascia il tempo che trova, alla facile ironia, all'insinuarsi dell'idea di un Femminino, che se non è figo, non viene considerato nemmeno dal Principe Azzurro, o viene bistrattato da nanerottoli, privi di quello spessore simbolico e propedeutico all'apprendimento, quello vero, per cui sono stati ideati.

Dicasi lo stesso del suo ultimo film. Ho letto critiche feroci, su un film pieno di violenza e anafettismo quotidiano, che vogliono far passare nelle scuole, come se fosse l'ovvio, la normalità a cui dobbiamo abituarci.

Ho scritto nei miei precedenti post, che questo 2024 è un anno 8, l'anno del Femminino, che riguarda il Sacro Archetipo Heit, con funzione "riparo", e, per quanto riguarda i tarocchi, la Giustizia, l'Arcano Maggiore VIII, che ha l'energia dell'Equilibrio, dell'armonia. 

Una stella ad 8 punte, che ha rappresentato, fin dai tempi antichissimi, il Sacro Femminino, Ishtar, Astarte, Inanna, simbologia rimasta fino ai giorni nostri, nei nostri antichi rosari sardi, nelle fonti battesimali a forma di ottagono, e molto altro, come ho sempre approfondito. 

Biancaneve, esotericamente, è l'ottavo elemento, considerato punto di coesione tra i 7, rappresentati dai 7 nani, metafora del percorso di iniziazione attraverso i 7 chakra. 

Lo stesso nome, Biancaneve, rimanda alla neve, all'acqua, elemento Femminino, che si è cristallizzata in una forma pura, integra, attraverso i cristalli d'acqua. 

Cristalli d'acqua, che nella nostra dimensione terrena, nella terza dimensione, troviamo assemblati con una conformazione esagonale, ma, a frequenze più alte, si trovano con conformazioni ad ottagono, e che si avvicinano sempre piu, salendo di vibrazione, quindi avendo accesso a dimensioni più alte, di cui i cristalli d'acqua sono portali multidinensionali, secondo gli studi del prof. Masaru Emoto, alla conformazione a cerchio. 

Quindi, esotericamente, Biancaneve, come ottavo elemento, puro e candido, incontaminato come la neve, rappresenta quella "tantrica bianca", quel Sacro Femminino, capace di risvegliare i 7 chakra, attraverso un percorso di purezza e di risveglio, poiché il suo cuore è puro. 

Talmente puro da essere ambito, desiderato dalla sua controparte nera, la Strega cattiva, il suo "specchio negativo", che vuole privare Biancaneve del suo cuore, sede del Risveglio, della nostra Coscienza personale, ma, contemporaneamente legata a quella universale, come Graal di Suprema Conoscenza Divina. 

Una Biancaneve ambita, nel suo simbolico anniettamento, anche dal cacciatore, che rappresenta le basse energie che vogliono sovrastare questa Guida rappresentata da Biancaneve. 

Una Biancaneve, che come Madre Cosmica, lavora di cesellatura. 

In lei, è il potere della vita e della morte, poiché concilia gli estremi, nella dimensione dell'infinito, della Giustizia, dell'Armonia, di cui è portatrice. 

Come ottavo elemento, disintegra per ricostruire. 

È la Divina Madre Kundalini, il serpente che deve distruggere l'ego, coloro che si cristallizzano negativamente. 

La simbologia dei 7 nani che lavorano nella caverna è questa. 

Devono estrarre i diamanti dal proprio Grembo alchemico, dalla propria personale caverna. 

Sono una metafora dei 7 pianeti allineati nel periodo equinoziale, di equilibrio, di cui il Femminino, è custode, a livello astronomico, dei solstizi ( quindi degli estremi drl buio e della luce) e anche degli equinozi, dell'Armonia e ed equilibrio di cui è portatrice come Giustizia. 

È durante l'equinozio di primavera, che si nasce, si muore e si rinasce( pensate al risorgere del Cristo proprio durante l'equinozio di Primavera). 

Naturalmente, ogni Nano, è associato, come simbologia, ad ognuno di questi 7 pianeti, Mercurio, Giove, Sole, Marte, Luna, Venere, Saturno. 

Biancaneve, l'Anima collegata alla Coscienza Divina, attiva, e si attiva, insieme ai 7 nani/chakra, in uno spazio piccolo, la loro piccola casa, come a rappresentare uno spazio, troppo piccolo per la manifestazione della grandezza dell'Anima. 

Eppure, nonostante la caduta, il morso alla mela, che contiene in sé, simbolicamente, il seme della vita vera, dell'ipnosi o della disobbedienza, del risveglio o dell'oblio, dipende dall'uso che se ne fa, il risveglio può avvenire, perché come Anime Monadi, siamo intimamente connesse con il nostro Mascolino, che attraverso un bacio, mettendo in comunicazione i due organi del Logos, della Parola, ricreando la connessione divina, che è stata temporaneamente messa in oblio, "cristallizzata" da un elemento denso, quel Femminino che distrugge, dell'ottavo cerchio, dove Dante mette i fraudolenti, i mistificatori dell'Inferno. 

La Strega di Biancaneve, mistifica, opera una frode, pur di rubargli l'Anima. 

Dove si resta legati a sé stessi, al proprio ego. 

Il passaggio successivo, è, infatti, superata l'ottava sfera di disintegrazione, la nona sfera, rappresentata dal nono Archetipo Teth, la kundalini creatrice, punto di congiunzione tra Umano e divino. 

L'Archetipo 8, come Divino Femminino, manifesta bene questo concetto di completezza, di infinito, poiché è allegoria Alchemica dei processi di morte e resurrezione che inevitabilmente avvengono nella preparazione esoterica della Pietra Filosofale.

La trasmutazione dei metalii, rappresentati, esotericamente, dai 7 nani che lavorano nelle miniere, ognuno collegato, alchemicamente, ad un pianeta diverso, quindi ad un metallo diverso. 

In questa allegoria è rappresentata tutta la preparazione interna della pietra e la trasmutazione metallica. 

La morte momentanea di Biancaneve, dentro un metaforico Uovo Cosmico, la teca di cristallo, in cui le due energie, Mascolino e Femminino, si ritrovano e ristabiliscono il legame dialettico, tramite un Logos comune che funge da password di riconoscimento ( il bacio), è necessaria per la corruzione della materia, per la trasmutazione alchemica. 

La kundalini si risveglia, quando gli atomi solari e lunari, entrano in contatto, ed iniziano ad interagire in una conformazione intrecciata, ad 8.

È questo, il segreto dell'Ottavo Arcano, della Divina Madre. 

È lavoro di putrefazione, di duro lavoro, fi morte, ma anche di rinascita. 

E la Divina Madre Kundalini, aiuta, coadiuva, questo intenso lavoro. 

Alla luce di queste cose, visto in un'ottica più vasta, non credo che la scelta di questa favola, per un "monologo tutto da ridere", sia stata casuale. 

Niente, e dico niente, è casuale, a certi livelli. 

Siamo in un anno 8.

L'Archetipo Heit, è legato alla vita. 

La forza vitale dell'Ain Soph Aur, l'Uno infinito, la luce Suprema, si manifesta in due livelli: "Vita Infernale" e "Vita Superna". L'Ain Soph Aur nella sua discesa dall'Ain Soph verso il basso, dalla Nona Sfera- Yesod diventa, "Vita Infernale". 

Da Yesod, il potere creativo dell'Ain Soph Aur rifluisce continuamente verso l'alto, generando la vita superna, su Ottave alte, per ravvivare le Sephiroth dell'albero della vita.

E d'altronde, il numero 8 è legato al pianeta Saturno, che nelle antiche civiltà era considerato la Grande Madre Cosmica, il Sole Nero, la stessa Madre del Sole. 

L'Iside velata. 

Molti veli saranno disintegrati.

Biancaneve non a caso, lo ripeto. 

Ha una forte simbologia esoterica di morte, ma, nel contempo, anche di vita. 

E come sempre, la mela è simbolismo di possibilità. 

Oblio o memoria. 

La memoria è anche stirpe. 

Istinto di protezione, conservazione. 

Istinto animale. 

Puro, incontaminato. 

Il cacciatore che protegge. 

Forse abbiamo dimenticato, come Umanità, anche questo istinto di protezione, dagli stessi Umani, cristallizzati nel loro stesso oblio, nella "non-memoria" di sé. 

Sollevare il velo, può essere scomodo. Più facile ignorare, e riderci su. 

Illuderci che vada tutto bene. 

Il tempo di una risata. 

Ma non mi è risata appagante. 

La più alta forma di energia dissacrante, umoristico, nasce nel dolore. 

Il witz ebraico. 

La storia insegna sempre. 

Il numero 8.

Saturno.

La ciclicità. 

Ma siamo ancora lì. 

Nella putrefazione alchemica. Nell'involuzione. 

Finché non impareremo a diventare Cristalli d'acqua, con piena Coscienza Cristica. 

Dei Biancaneve dai cuori puri. 


Tiziana Fenu 

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