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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

lunedì, gennaio 20, 2025

💚Ciotola incantesimo Mesopotamia

 Da una pagina 

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Boccia dell'incantesimo della Mesopotamia vicino Orientale, V-VII secolo d.C. Terracotta

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Mia interpretazione 

Il cerchio.

Protezione.

Completezza.

Ma anche squilibrio, perché una circonferenza non riesce a trovare equilibrio per natura.

L'equilibrio è rappresentato dalla figura femminile, che è al centro di una spirale di simboli/scrittura, che si snodano lungo la parete interna di questo manufatto.

Come all'interno di un labirinto spiralizzato.

Come all'interno del suo stesso Omphalos, che tutto contiene, da cui tutto prende vita.

Sta in equilibrio su una decorazione concava, che ai due lati riporta la stessa simbologia dei due animali di potere come  nelle rappresentazioni delle grandi Dee del passato.

Sta in equilibrio, come su un'altalena.

Altalena, come Atlanta, che regge le colonne del mondo.

Altalena, che con la sua stessa dinamica di contrazione e rilascio, ha lo stesso ritmo di contrazione ed espansione dell'Universo.

È il ritmo orgasmico della stessa creazione della vita.

Sul capo, ai lati, ha due moduli di decorazioni che riportano le due falci di luna presenti, che, insieme al viso, formano l'aspetto trimorfo del Sacro Femminino lunare.

I moduli hanno, ciascuno, ai lati, 7 percorsi, e questo rimanda sia ai cicli lunari, sia al labirinto a 7 percorsi, al cui centro c'è il Femminino, che offre vita e trasmutazione.

Una rappresentazione potente, altamente energetica, enfatizzata dal modulo ritualistico ( non può che essere tale) scritto a spirale,, dalla forte valenza alchemica


Tiziana Fenu 

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Maldalchimia.blogspot.com

Ciotola incantesimo Mesopotamia




domenica, gennaio 19, 2025

19 gennaio 2025. Congiunzione Venere - Saturno

 Stasera verso sud ovest, poco dopo il tramonto si potrà osservare la congiunzione di Venere e Saturno. 

Entrambi i pianeti si troveranno nella costellazione dell’Acquario, una regione del cielo facilmente identificabile grazie alla presenza della brillante stella Fomalhaut, una delle stelle più luminose del cielo notturno, può essere usata come punto di riferimento per individuare la caratteristica configurazione a forma di Y che rappresenta la “brocca d’acqua” dell’Acquario.

Oggi siamo di domenica, giorno 19, che è dedicato al Sole, in luna calante in Bilancia, sotto l'energia del Sacro Archetipo Ebraico 19 Qoph, con funzione "legame", correlato all'Arcano Maggiore XIX del Sole. 

Ogni 19 anni, durante il ciclo Metonico, sole, luna e Terra, risultano perfettamente allineati

Questo numero si chiama Ciclo di Metone e sta a significare che ogni 19 anni le fasi della Luna si ripetono all’incirca alle stesse date.

Da non confondere con il ciclo di Saros, che in lingua caldea significa eclissi. 

È un ciclo infatti usato per prevedere le eclissi, dal significato molto importante, per le antiche civiltà. 

Un saros è un periodo di 223 mesi sinodici, cioè circa 18,03 anni, al termine del quale Sole Terra e Luna si trovano quasi esattamente nella stessa posizione reciproca e possono ripetersi le stesse eclissi lunari e solari. Durante un saros avvengono 29 eclissi di luna e 41 eclissi di Sole. 

È significativo che oggi si manifesti questa congiunzione. 

Saturno, o Crono,  dio del tempo, del momento giusto, della tempistica divina, del καιρός (kairos), come lo chiamavano gli antichi Greci.  

Un padre temibile che uccide i propri figli. 

Un Archetipo maschile molto forte, che chiede e non offre nulla in cambio

Figlio di Urano (il Cielo) e Gea (la terra, Cronos era un titano. Aiutò la madre a liberarsi di Urano che, giacendo costantemente su di lei, le impediva di avere i figli concepiti. 

Evirò il padre, gettò l’organo amputato nell’Egeo e prese il suo posto alla guida del mondo. Crono scacciò i fratelli Ciclopi ed Ecatonchi li confinò nel Tartaro. Sposò poi la sorella Rea.

A Cronos era stato predetto però che sarebbe stato detronizzato da uno dei suoi figli, proprio come aveva fatto lui stesso con il padre. Così cominciò a divorare i figli. La moglie Rea riuscì a sottrargli il figlio Zeus, con un escamotage: dopo aver partorito, avvolse una pietra nei panni e la mandò al marito. 

Così Zeus rimase in vita e, una volta cresciuto, somministrò a Cronos un veleno per fargli vomitare i figli cresciuti. In seguito a una guerra intrapresa con i fratelli liberati, sconfisse il padre. Liberò i Ciclopi, giganti con un occhio solo, e gli Ecatonchiri, mostri con cento braccia e cento gambe. In cambio i Ciclopi gli regalarono i fulmini. E lui si pose al comando dell’Universo, sul monte più alto della Grecia, l’Olimpo.

Cronos/ Saturno, che dopo essere stato detronizzato da Giove, si stabilì sul Campidoglio, fondandovi un villaggio che prese il nome di Saturnia. A Roma nel mese di Dicembre venivano celebrati i Saturnali,  dedicate all'insediamento nel tempio del dio Saturno e alla mitica età dell'Oro, le feste pagane che sono state di ispirazione per il Natale. 

Ma sappiamo, che Saturno, ancestralmente è legato all'archetipale Sacro Femminino, il Sole Nero che diede origine allo stesso Sole. 

Saturno è la materia prima su cui lavora pazientemente l'alchimista. 

"Sat" deriva da una radice sanscrita, che significa stabilità, pienezza (da cui il latino ‘satis’), immutabilità, mentre ‘Ur’ deriva da altra radice sanscrita che significa fuoco (da cui urna, ira, uro, purificazione) 

Lo vediamo anche nella parola nuraghe, in cui "Ur" significa proprio fuoco, inteso come Fuoco Sacro di purificazione, urne alchemiche. 

La pazienza dell'alchimista che è come un grembo alchemico che piano piano porta a maturazione. 

La trasmutazione alchemica di Saturno attraverso le tre fasi alchemiche, Nigredo, Albedo, Rubedo, fino ad arrivare alla dimensione  dell'Oro.

Saturno, chiamato anche "Oro inverso", che trasmuta dal piombo in oro.

È la densa materia. 

La Mater/Materia /Matrix

La Forma del Femminino. 

La tessitura attraverso la quale, l'Anima può manifestarsi tangibilmente, poiché, in Saturno, è il segreto della pietra filosofale, in cui l'esperienza spazio-temporale, è occasione per "accadere". 

Astrologicamente, Saturno è legato alla Vergine. Ho scritto prima, che siamo in luna calante in Bilancia, ma esattamente, tra Vergine e Bilancia, dalle 3:33 di stamane. 

3:33 > 9

Siamo in un anno 9, nel grande grembo alchemico, tutto al Femminino del Sacro Archetipo Teth, come ho già approfondito. 

Questa congiunzione di stasera, che precede quella più importante di più pianeti, dei prossimi giorni, di cui parlerò più avanti, enfatizza un radicamento nelle nostre potenzialità, nel nostro stesso grembo. 

La Vergine è un segno di terra, la Bilancia un segno d'aria. 

Sublimare, portare ad un livello superiore. 

Alleggerire. 

Un Femminino amplificato. 

Un Venere/Saturno, che cerca bilanciamento con il Sole, che rappresenta l'Archetipo guida di oggi. 

Cerca un legame, come è nella funzione dell'Archetipo Qoph 

Nelle antiche scritture, il simbolo della Qoph era rappresentato dall'ascia bipenne, simbolo, appunto, della sinergia degli Opposti e di quel luogo alchemico e trasmutante, del labirinto a 7 percorsi, di Cnosso, di cui noi in Sardegna, abbiamo l'Archetipo, antichissimo, nel petroglifo nella Domu de Jana Luzzanas, di Benetutti, molto più antico, di millenni, del labirinto cretese. 

Un labirinto alchemico, in cui il Minotauro, attraverso il simbolismo dei 7 percorsi, come i 7 chakra, come i 7 pianeti allineati nel periodo dell'equinozio di primavera, considerato Sacro, per la nascita e la rinascita ( ancora, il Cristo, viene fatto risorgere per l'equinozio di primavera), ritrova la sua integrità. 

Un'integrita che le viene offerta da un Sacro Femminino

Da un Saturno archetipale. 

Da un Sole nero, lunare, che porta in grembo il Sole di vita. 

Un'Arianna.

Un'Ariana

Una Ar/Ra Jana

Un'ariana dal cuore puro, dal cuore solare, come il nostro Archetipo Qoph, il diciannovesimo, legato alla simbologia del Sole. 

Infatti il glifo ebraico della Qoph, sarà poi una scure rivolta verso destra, dove sorge il sole, il lato del Mascolino. 

E un questa dinamica, emerge la sinergia del Femminino e del Mascolini che si implementano e integrano a vicenda.

La labrys, l'ascia bipenne. 

Labrys/labirinto.

Solo nell'integrazione delle due polarità, si può emergere, come un sole nascente, come un Sole Bambino, dal proprio buio  interiore. 

L'Archetipo Qoph, viene subito prima della Resh, ventesimo Archetipo, che rappresenta la testa, il pensiero razionale, che è l'Archetipo guida della somma dei numeri della data di oggi, ma ciò che regge la Resh, a livello alchemico, è proprio la Qoph. 

La Qoph è, a livello corporeo, nella zona occipitale della nuca, dove c'è il chakra del pensiero intuitivo, che personalmente, sento molto attivo, e si estende anche tra le due scapole, nella parte superiore, spessissimo, fino a bruciare anche a livello epidermico. 

La pratica della decapitazione, va a inficiare,  ad infrangere, a livello alchemico, questa profonda connessione della nostra parte più intuitiva, con l'Anima. 

È la dimensione del tramonto del Sole, occidentale, del Femminino, in cui si amplifica la connessione con la Grande Madre, con la nostra parte animica legata all'inconscio, a ciò che già siamo, e che spesso fatica ad emergere. 

La Qoph, in questo senso è un Archetipo che amplifica l'energia di questo legame, con la sua specifica funzione "legante". 

Un  connubio, maschile e femminile, solare e lunare, questo di oggi, che enfatizza questo connubio "mente /inconscio", maschile e femminile, sole e luna, acqua e fuoco. 

E d'altronde, anche in occasione dei Sacri Fuochi di apertura, di purificazione, del nostro Carrasegare sardo, questi ultimi due giorni, sono stati inaugurati e benedetti dalla sinergia del Fuoco e dell'Acqua, visto le abbondanti piogge. 

La Qoph, scende in profondità, nell'oscurità del terreno invernale, tenebroso, a cercare volutamente quel legame che deve "solvere e risolvere", nella sua dialettica. 

È in cerca della sintesi. 

La sintesi delle due polarità. 

Deve sublimare nell'elemento aria. 

Come la sintesi clorofilliana. 

È in cerca del suo Sole interiore, che già ha, in potenza, per poter germogliare, dopo la risoluzione della dualità, e inglobare e portare alla luce, anche la propria parte d'Ombra.. 

Ed è in questa dimensione, che la forza legante, che spinge verso l'integrità, assume notevole importanza. 

Nell’albero della vita della Cabala Saturno è associato a Binah. 

La terza Sephiroth, o emanazione, del Principio Divino, della Saggezza, della Sophia, della Grande Madre Cosmica. 

Il Principio Saturno quindi è un principio che consente la creazione, che poi si esprime nella settima Sephiroth associata a Venere, Netzach, la Vittoria, l'intelligenza occulta, il trionfo della creazione. 

Gli stessi lombi che accolgono la creazione. 

Saturno affila, spoglia e opera una spoliazione, affinché il seme arrivi a germinazione 

Venere è produttrice di Semi, e Gravida.  Dea della fertilità, morbida e accogliente, simbolo di una dimensione uterina che accoglie, custodisce e trasmuta. 

Offre la vita, ma anche la morte, perché è completa, Integra. 

Come tutti i Femminini. 

Come la Luna, nel suo periodo crescente, tutte le cose si sviluppano, e nella sua fase calante tutte le cose sono come  diminuite e rese infime, oscure, spoliate, scarnificate. 

Nel continuo ciclo di nascita, crescita, riproduzione e morte sono nascosti i segreti della dea. 

Siamo al diciannovesimo Archetipo Qoph. 

Siamo anche in un giorno 19.

Poi viene la Resh, la Testa, verso la quale, la trasmutazione deve essere razionalizzata, assimilata anche a livello conscio, per portarla al livello superiore della Shin, del Fuoco alchemico trasmutante, il Fuoco Divino, il ventunesimo Archetipo, e della Tau, l'ultima tappa, il ventiduesimo Archetipo. 

Dal 21 inizia l'allineamento straordinario dei 6 pianeti, fino al 25.

Verso il Sigillo Divino, verso la consapevolizzazione di essere dei Sacri Iniziati, che sono riusciti a passare attraverso la cruna dell'ago della Qoph, la cui simbologia grafica, indica anche l'Ankh, la Chiave della vita. 

È una rinascita a sé stessi. 

In quel crogiolo alchemico, carico di pazienza, di cui Saturno è portatore, come un grembo alchemico di trasmutazione. 

Un legame, come un cordone ombelicale, che ci lega, ad ogni nostro metaforico concepimento, alla nostra dimensione monadica, alla nostra intima integrità, 

Alla nostra Memoria di noi, prima dello stappo, della divisione, della dualità necessaria per compiere il viaggio a ritroso.

Per imparare, ancora una volta, sempre e sempre, in quel gioco meraviglioso della vita, a nascere e rinascere in continuazione. 

A creare legami energetici con la vita, con la voglia di risplendere, di sorgere, di risorgere, ancora e ancora. 

Con ciò che ci nutre e ci offre occasione di crescita. 

Che siano i nostri stessi pensieri, o occasioni esterne, è irrilevante. 

Si rinasce continuamente 

Come il Sole, che rappresenta la Qoph, nella sua trasposizione tarologica. 

Che i vostri, i nostri pensieri, siano sempre di aggregazione, di legame, di crescita, di espansione, di manifestazione, e mai di rottura, di disgregazione, che deve essere solo il passaggio energetico transitorio, propulsivo, all'espansione, all'arricchimento. 

Come Arabe Fenici, il cui volo, di fuoco, è nella forza delle due ali, nell'equilibrio delle due, del Fuoco e dell'Acqua( luna calante in Bilancia, equilibrio)  

Nel bilanciamento, tra cuore e ragione.  

In quello stacco di volo tra l'essere e il voler essere, consapevoli della meraviglia che siamo. 

Con infinita gratitudine sempre. 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

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Dipinto "Allegoria di Venere e di Crono/Saturno" di Giambattista Tiepolo, 1754, National Gallery London

Congiunzione Venere Saturno



sabato, gennaio 18, 2025

💙Cassandra

 Perché la verità è energia che tutto spazza. 

Ha una Bellezza incontaminata. 

Un'energia propria. 

È indomabile. 

La verità è di tutti, ma non per tutti. 

Per tutte le donne ridotte al silenzio, non ascoltate, punite per i loro talenti, per la loro Bellezza e Verità. 

"E questo è il mio viso stravolto.

Un viso che non sapeva di poter essere bello" .

Cassandra, principessa troiana di straordinaria bellezza, figlia di Priamo, re di Troia, ed Ecuba, scelta da Agamennone come preda di guerra, come concubina, come schiava. 

Cassandra dalle doti profetiche, sacerdotessa del tempio di Apollo, che predice la distruzione di Troia, per mano dei Greci nascosti nel cavallo di Troia. 

Secondo la versione più famosa,  Apollo le donò la dote profetica in cambio del suo amore, ma lei, una volta ricevuto il dono, rifiutò di concedersi; adirato, il dio le sputò sulle labbra e con questo gesto la condannò a restare sempre inascoltata. 

Trovo stupendo questo "Monologo per Cassandra di Wislawa Szymborska" (1967)

E ho trovato intensamente stupendo e drammatico quest'opera in cui Aiace rapisce Cassandra. 

Aiace d'Oileo fu un principe della Locride che partecipò alla guerra di Troia.

Spregiatore degli dei, durante la notte della presa di Troia non esitò a violentare la profetessa Cassandra nei pressi dell'altare di Atena. 

La stessa Cassandra cercò anche di resistere aggrappandosi al simulacro della vergine Pallade Atena, ma con violenza Aiace trascinò via la ragazza facendo cadere anche la statua. 

Per questo motivo, Atena punì tutti i combattenti greci rendendo loro difficile il ritorno in patria.

Secondo l'Odissea (libro IV), infatti, Aiace fu vittima di una tempesta sul tragitto verso casa, e la sua nave affondò. Poseidone ebbe pietà di lui e lo salvò, facendolo naufragare su un isolotto. Tuttavia l'eroe, ancora preda della propria arroganza, si convinse di essersi salvato con le sole sue forze e gridò, sfidando gli dei a cercare di ucciderlo; irato, Poseidone fece affondare lo scoglio dove l'aveva lasciato e lo fece annegare.

Secondo un'altra versione, riportata da Virgilio nell'Eneide, Aiace fu ucciso da una folgore scagliata dalla dea Atena, come vendetta della violazione compiuta 


SZYMBORSKA (1967)


Sono io, Cassandra.

E questa è la mia città sotto le ceneri.

E questi i miei nastri e la verga di profeta.

E questa è la mia testa piena di dubbi.

È vero, sto trionfando.

I miei giusti presagi hanno acceso il cielo.

Solamente i profeti inascoltati

godono di simili viste.

Solo quelli partiti con il piede sbagliato,

e tutto poté compiersi tanto in fretta

come se mai fossero esistiti.

Ora rammento con chiarezza:

la gente al vedermi si fermava a metà.

Le risate morivano.

Le mani si scioglievano.

I bambini correvano dalle madri.

Non conoscevo neppure i loro effimeri nomi.

E quella canzoncina sulla foglia verde –

nessuno la finiva in mia presenza.

Li amavo.

Ma dall’alto.

Da sopra la vita.

Dal futuro. Dove è sempre vuoto

e nulla è più facile che vedere la morte.

Mi spiace che la mia voce fosse dura.

Guardatevi dall’alto delle stelle 

– gridavo –

guardatevi dall’alto delle stelle.

Sentivano e abbassavano gli occhi.

Vivevano nella vita.

Permeati da un grande vento.

Con sorti già decise.

Fin dalla nascita in corpi da commiato.

Ma c’era in loro un’umida speranza,

una fiammella nutrita del proprio luccichio.

Loro sapevano cos’è davvero un istante,

oh, almeno uno, uno qualunque

prima di –

È andata come dicevo io.

Solo che non ne viene nulla.

E questa è la mia veste bruciacchiata.

E questo è il mio ciarpame di profeta.

E questo è il mio viso stravolto.

Un viso che non sapeva di poter essere bello.

(trad. di Pietro Marchesani, 2009)


Aiace d'Oileo porta via Cassandra, opera dell'artista Solomon Joseph Solomon, 1886.


Tiziana Fenu 

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Cassandra



venerdì, gennaio 17, 2025

💙17 gennaio Fenomeno delle Mele Blu

 Pensavo come ancora dopo oltre 2000 anni ci si ostini ad avere un'unica ottusa opinione di ciò che davvero era il messaggio di Dio, attraverso il Cristo. 

Pensavo in particolare alla figura di Giuda, e alla dimensione del tradimento, in particolare verso sé stessi. 

Poi, elaborando questo scritto, si è formato un puzzle di tasselli che si sono incasellati bene tra loro, oggi che si celebra il Fuoco e l'Acqua, Sant'Antonio e, nel contempo, abbiamo abbiamo una manifestazione ierofanica molto particolare, in una Chiesa in Francia. 

"Le mele blu" 

Il Sacro Femminino. 

Fuoco e Acqua. 

Ma partiamo da Giuda. 

Il tradimento di Giuda è funzionale e necessario alla realizzazione del Piano Divino. 

Yoshua stesso lo chiama " amico", e gli dice di fare ciò che deve essere fatto al più presto, e nessuno degli apostoli capisce, tranne Maddalena, l'Apostolo che amava, il tredicesimo, che riflette la simbologia del tredicesimo Sacro Archetipo Ebraico Mem, la Madre Divina, ancestrale, cosmica, amniotica, e l'Arcano Maggiore XIII della Morte, poiché essendo Madre Divina, in essa è vita e morte contemporaneamente. 

Ma il 13 è legato anche alla dimensione ciclica, lunare, astrologica, della tredicesima Luna, di cui abbiamo un altare anche qui in Sardegna, di cui ho approfondito in passato ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/08/altare-tredicesima-luna-ampliato.html?m=0), che non è certo un altare "per partorire", ma un altare che simboleggia la perfetta coesione, tra Femminile e Maschile, tra Luna e Sole. 

Simbologia che incarna perfettamente sia il Cristo, che la Maddalena. 

La Tredicesima Luna va da un novilunio all'altro, e si verifica sette volte ogni 19 anni, e si manifesta nell'anno solare successivo  a quello in cui si sono manifestati 13 pleniluni.

È la base del calendario ebraico, e la tredicesima Luna, va a far coincidere, con il suo ciclo di 19 anni,  2 ore e 5 minuti, il ciclo solare, con quello lunare. 

Questo ciclo viene chiamato ciclo di Metone, astronomo e matematico greco, risalente al V sec. aC, già usato in Mesopotamia. 

Al termine di questi 19 anni, si otterrebbe una perfetta sincronia tra i moti della Luna e del Sole: le medesime date corrisponderebbero alle stesse fasi lunari.

 Proprio quest'anno, dopo 18,6 anni, per l'ultimo plenilunio in Cancro, lunedì 13, in pieno lunistizio maggiore, si è manifestato il fenomeno della luna riflessa nel nostro pozzo Sacro di Santa Cristina, a Paulilatino ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/01/lunistizio-maggiore-al-santa-cristina.html?m=0) 

È la tredicesima iniziazione, che oggi, 17 gennaio, viene celebrata con una Epifania luminosa  molto particolare, che si manifesta nella chiesa di Rennes le Chateau di cui ho parlato in un mio precedente post, se vi ricordate( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/08/maria-maddalena.html?m=0) 

"Guardacaso( e l'Universo, quest'anno, mi emoziona tantissimo per i sincronismi e le risonanze) il 17, è proprio un numero legato a Maria Maddalena, e alla chiesa di Rennes Le Chateau, strettamente collegata al numero 17 ed ai Templari, legati alla figura del Sacro Femminino, e a Maria Maddalena, che lasciarono la loro impronta un pò ovunque.

L'abate Saunière venne nominato curato(1885) della Chiesa, e all'interno ritrovò dei misteriosi manoscritti, che lo fecero diventare ricco e famoso, tanto da fare erigere accanto alla chiesetta, la famosa “Torre di Magdala” facendo supporre che questo misterioso segreto ritrovato, fosse strettamente collegato a Maria Maddalena.

 Mgd, in ebraico, come ho sottolineato altre volte, significa Torre. 

Mgd

Magdalena

Molti Sacri Femminini sono stati rappresentati come Dee Turrite, simbologia legata all'amidgala del risveglio ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/08/maria-maddalena.html?m=0) 

Il 17 Gennaio di ogni anno, un raggio di sole attraversa la vetrata e provoca il fenomeno “delle mele blu”( la rifrazione delle vetrate della chiesa forma una sorta di Albero dalle mele blu, molto simbolico), e altri eventi misteriosi che ruotano intorno al numero 17.

Nell'ermetismo alchemico, con l'archetipo Phe, siamo dentro la fase chiamata Albedo.

Come il piombo è il metallo della Nigredo, l’argento è il metallo dell’Albedo, trasmutato dal piombo.

In termini alchemici, il corpo viene ridotto ad acqua “d’argento vivo”, da cui successivamente verrà prodotto “l’elisir”, ossia verrà creato lo Spirito vivificante. La seconda trasmutazione alchemica, dopo la Nigredo, e prima della Rubedo. 

La purificazione dopo la putrefazione" 


Maddalena, della quale era invidioso anche Pietro, che è il vero traditore, perche non ha fede, né in Dio né in Yeshua, che arriverà a chiamarlo satana, ottuso e ingenuo, perché non pensa secondo Dio, ma secondo gli uomini, e anzi, piccola parentesi, questa avversione verso la Maddalena, che era, spiritualmente un'Iniziata, attraverso Yeshua che la prende come sua sposa, è stata ereditata dalla Chiesa romana. 

Ricordiamoci che Pietro definisce le donne iniziate " NON degne di vita". 

Ecco perche la Chiesa le ha tagliate fuori. 

La Chiesa e le religioni in genere. 

Riporto un brano di un discorso che ormai sta facendo il giro, che ormai conoscete tutti

"sceneggiatrice e regista. 

"La regina di Biancaneve è ancora più canaglia perché lei è di fatto la mandante del tentato omicidio di Biancaneve. Perché lo fa? Perché lei vuole essere la più bella del reame. Quindi anche con l’aggravante dei futili motivi… Tentato omicidio perché il cacciatore, uomo coraggioso e di buon cuore, non ce la fa. Anche perché la ragazza è troppo bella. È bella. Fosse stata una cozza, al limite l’avrebbe squartata, ma è così bella… E poi è ingenua, perché proprio è ingenua come un cucciolo di labrador. E lui la lascia andare. Allora Biancaneve incontra i Sette Nani, presso i quali si adopera per un periodo come colf. Poi, nonostante le mille raccomandazioni, anche dei Sette Nani, Biancaneve si fida di una vecchia orrenda, con l’aspetto da strega e che infatti è la strega. Morde la mela avvelenata, muore. Risorge grazie a chi? Al principe. A un bacio del principe, che se ne innamora perdutamente perché? Perché è bella. Quindi il principe la salva e la sposa. Ecco, entrambe le ragazze, bellissime - per carità - ma un po’ stralunate, trovano la loro realizzazione nel matrimonio con il principe. Un estraneo."


Vogliamo dire che anche della Maddalena, il povero Cristo di turno, mosso da pietà per tanta avvenenza, che se fosse stata cozza, non sarebbe diventata il tredicesimo Apostolo? 

Maria Maddalena, rappresenta, come tutti i Sacri Femminini, compresi quelli delle favole, come Ishtar, Inanna, Astarte, Afrodite, Venere, quella sacerdotessa-moglie, attraverso la quale avviene la trasmutazione alchemica dei primi chakra verso frequenze più alte. 

È la divina kundalini, la Shekinah incarnata. 

 Rappresenta il Mercurio, indaghiamo l'origine della parola Mercurio, la cui radice "mer-", rimanda alla parola francese Mer, che in spagnolo è Mar, e in italiano Mare.  Così, mar, mare, Mer e “Curius” o cura, "curia", che è il nunzio: messaggero.  Quindi, mer-curios o mar-curia, simboleggia il messaggero del mare.  

In effetti, Il mercurio è associato al liquido, l'acqua, poiché, tra I metalli, il mercurio è un metallo liquido che viene chiamato argento vivo.  E infatti, in alchimia, rappresenta la materia prima del grande lavoro che ognuno di noi deve compiere. 

È lo spazio della Divina Madre, che è precluso a Pietro, poiché Pietro, resta ancorato alla materia, alla pietra, appunto, alle fondamenta, ma non alla trasmutazione. 

Di cui Pietro prova invidia. 

Invidia, che, invece, non prova Giuda, che, paradossalmente, era il più illuminato di tutti gli Apostoli, e che viene sollecitato da Yeshua stesso, a "distaccarsi" dagli altri Apostoli, a prenderne le distanze, a vedere le cose da un'altra prospettiva. 

Tant'è che Yeshua ( e lo chiamo cosi perché è il suo vero nome) gli chiede se è pronto a tradirlo, e Giuda gli chiede perche ha scelto proprio lui.

Gli risponde che lui ha la forza che gli altri apostoli non hanno, perché Giuda farà in modo che venga sacrificato l'uomo ( Yeshua) dentro il quale è il Verbo stesso.

E questo è un passaggio cruciale, che si compie grazie a Giuda, il più illuminato tra gli apostoli, colui che è in grado di sostenere anche l'onta del tradimento, come la più alta forma di amore, per fare in modo che ci possa essere la trasformazione dell'uomo in Dio, la vittoria dello spirito sulla carne. Il tradimento è insito in ogni grande forma d'amore, e c' era grandissimo amore tra Yeshua e Giuda.

Viene scelto, perché aveva fiducia in lui. 

È affidarsi all'altro, sapendo anche che ciò significa il rischio del tradimento.

L' opera di Dio doveva essere compiuta, in una visione di insieme che contemplasse il tradimento e anche il sacrificio dell'Apostolo prediletto di Yeshua, che non era certo Pietro, che mancava di fede, e che non si pentì mai di questa sua mancanza. 

Cosa che non riusci a sostenere Giuda, che, dopo aver tentato di restituire i danari per il tradimento, si suicida. 

La Chiesa ha fagocitato la figura di Yeshua.

È stata la sua fortuna.. La Chiesa romana ha costruito sulla successione apostolica di Pietro " uomo di poca fede", satana, indegno, come Yoshua stesso lo definiva.

Colui che lo tradirà 3  volte prima che il gallo canti( " molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti" e Pietro non rispose alla chiamata, perché non era illuminato spiritualmente) piuttosto che costruire sui legittimi eredi di sangue di Yoshua e Maddalena.

E c'è da sottolineare una cosa importantissima.

I primi messianici a scrivere i vangeli furono gli ebrei seguaci di Yeshua, rivolgendosi agli altri ebrei. 

Ma poi le fazioni si divisero, e Giuda diventa il primo mattone che darà via all'antisemitismo ( la folla insultera' Giuda, per il tradimento).

Ciò è quello che scriveranno i redattori dei vangeli per colpevolizzare gli ebrei della crocifissione. 

Ma quei vangeli, verranno scritti in greco, per un pubblico greco-romano, e questo denota la necessità dei cristiani, di essere accettati dal mondo romano per avere una sorta di leggittimazione. 

Non potevano certo accusare i romani di essere i responsabili della crocifissione di Yeshua, quindi accusano gli ebrei, e tutta la colpa ricade su Giuda, quando invece, Yoshua stesso, e lo dimostra , chiamandolo amico, e con il famoso bacio che erroneamente la chiesa ha voluto che ne sugellasse il tradimento, mentre invece ne sottolinea la grande fiducia, e il privilegio , come un vero eletto( titolo che non ha saputo portare Pietro), vero erede, insieme alla Maddalena del testamento alchemico e spirituale di Y*eshua, straordinario alleato e complice( che ha messo da parte il suo ego per realizzarlo, pagandolo con la vita) del grandioso piano divino, che solo un eletto può vedere nella sua totalità, senza soffermarsi sulle piccolezze. 

Poteva rifiutare la responsabilità del tradimento. Ma non lo fece. 

Lui. 

Giuda. 

Era il più forte. 

E Yeshua lo sapeva. 

Sapeva che era in grado di sostenere l'impegno del tradimento.

Alla pari. Un dare e un ricevere il tradimento. Sullo stesso piano.

Per evolvere insieme.

Giuda trova corrispondenza nell'Arcano Maggiore XII dei Tarocchi, l'Appeso. 

Si autosacrifica per ritrovare la "misura di sé", la sua Lamed, il suo valore, il suo Archetipo 12, la cui somma fa 3, la somma potenza creatrice, divina. 

È l'iniziazione, la morte dell'io, la caduta delle Maschere. È il sacrificio richiesto, affinché il vero, la verità emerga. 

Ma al contempo, rappresenta anche l'ostinazione alla cristallizzazione. 

Una sorta di indolenza. 

Restare aggrappati alle proprie credenze, ai propri ruoli. 

Una personalità precaria che necessita di aggrapparsi a quel poco di precostituito e conosciuto, pur di non scoprire l'abisso che regala nuovi orizzonti. 

Adattarsi ad un cliché narrativo che ha fatto il suo tempo, e che risulta anacronistico, come il racconto della bella di turno nelle favole, che se fosse cozza, non se la filerebbe nessuno. 

Io sono continuamente Giuda di me stessa. 

Mi fido di un disegno superiore. 

Le cose non le mando a dire. 

Non mi adatto. 

Non mi conformo. 

Muoio migliaia di volte a me stessa, pur di sentire l'ebbrezza del mio stesso abisso, e provare l'emozione del battito d'Ali. 

L'Appeso, anticipa la Morte, che è la piattaforma della rinascita, e quindi, della trasformazione. 

E poi, c'è l'Archetipo 15, la Samech, con funzione "pressione", per far emergere, il Divino che è in noi, tramite la scelta, l'Arcano XV del Diavolo. 

Perché abbiamo sempre una scelta. 

In ogni microsecondo abbiamo la possibilità di scegliere, di fidarci. 

Di noi stessi. 

Di quel che di divino, abbiamo già in noi. 

Della verità che è già in noi. 

Dobbiamo solo lasciare che emerga. 

I ruoli, le occasioni, le istituzioni, sono solo parentesi di passaggio, nei quali non possiamo riporre la nostra identità, la nostra identificazione. 

Siamo esseri in continua evoluzione e le uniche alleanze energetiche che dobbiamo creare sono quelle che ci fanno emergere. 

In questo scritto, sono partita con il parlare di Giuda, accostandolo alla figura della Maddalena, perché sono stati i due Iniziati di spicco, perché entrambi, sono stati i protagonisti della tredicesima Iniziazione. 

Tredicesima Iniziazione, legata, astrologicamente, alla costellazione dell'Ofiuco, la tredicesima, a cui sono particolarmente legata, per periodo di nascita, che rappresenta la summa della Sophia, come ho avuto già modo di approfondire. 

E Ofiuco è considerato anche il segno di Giuda, del "traditore", ma sappiamo bene che così non è. 

Un filo rosso, oggi, ha tracciato un legame tra Giuda, la Maddalena, l'Ofiuco. 

Il Sacro Archetipo Ebraico Phe, il diciassettesimo, è legato proprio a questa manifestazione  ierofanica delle mele blu, nella  chiesa di Rennes le Chateau. 

Una Chiesa dedicata al Sacro Femminino, e ai suoi Sacri Misteri, che si manifestano anche attraverso questa particolare ierofania delle "mele blu". 

Archetipo Phe, con funzione "espansione" e Arcano Maggiore XVII della Stella. 

Il Mascolino che si espande attraverso il Femminino. 

Oggi che siamo in un Archetipo 18, la Tsade, con funzione divisione apparente, per consapevolizzarci dell'essere dei Frattali Divini, e Arcano Maggiore XVIII della Luna 

18, che sommato è un 9

Sacro Archetipo Ebraico Teth, il Femminino, la Divina Madre Kundalini, la Shekinah manifestata. 

Arcano Maggiore IX dell'Eremita. 

Oggi di celebra Sant'Antonio, del quale ho appena scritto, 

Un portatore di Fuoco, un Eremita, estremamente legato alla simbologia del Sacro Femminino. 

Tanta roba, anche stavolta. 

Con infinita gratitudine, sempre. 


Tiziana Fenu 

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17 gennaio Fenomeno delle mele blu




giovedì, gennaio 16, 2025

💙Sant'Antonio 17 gennaio

 Il 17 gennaio si celebra Sant'Antonio abate, morto nel 356, il custode del fuoco.

Secondo la leggenda, Sant'Antonio rubò dagli Inferi una scintilla e la donò all'umanità sulla Terra, che all'epoca era attraversata da temperature glaciali, portando luce e calore necessari al sostentamento dei popoli. 

Per questo motivo, nella notte tra il 16 e il 17 gennaio, tantissime comunità della Sardegna e non solo, celebrano questa secolare tradizione con una festa in onore del Santo, che inaugura, qui in Sardegna, come ho approfondito nei miei scritti, il nostro Carrasegare sardo, la complessa e sfaccettata ritualistica legata alla purificazione 

Il simbolo della celebrazione è proprio il fuoco, elemento di congiuntura tra il sacro ed il profano, intorno al quale gli abitanti dei paesi si riuniscono e si scambiano il vino ed il cibo preparato per l'occasione.

Anche il tradizionale rito di compiere tre giri in senso orario ed altrettanti in senso antiorario intorno al grande falò si tramanda attraverso la notte di Sant'Antonio, e si compie dopo la processione durante la quale il parroco del paese benedice la propria comunità prima di recarsi verso i focolari preparati in ogni rione.

Il numero tre è legato alla dimensione trinitaria della creazione. 

Le tre lingue di fuoco che accompagnano il Santo, indicano questo potere creativo del Fuoco. 

E il numero 6 alla complementarietà realizzata in questa creazione, come nella Stella di David. 

S. Antonio Abate (non quello detto da Padova), è nato in Egitto, a Coma, una località sulla riva sinistra del Nilo, intorno all’anno 250, fu un eremita tra i più rigorosi nella storia del Cristianesimo antico.

Antonio Abate, come protettore del fuoco, è soprattutto legato in riferimento ad una leggenda di origine sarda: 

Antonio sarebbe sceso negli Inferi e, dopo aver acceso il suo bastone, sarebbe tornato sulla Terra per donare il fuoco agli uomini. 

Una sorta di mito di Prometeo cristianizzato, che ha larga diffusione anche in altre culture. 

Una leggenda lucana vuole che Antonio sia nato da madre sterile, la quale, per avere un figlio, strinse un patto con il diavolo. 

All’età di dodici anni, come pattuito, Antonio dovette abbandonare la madre per andare a vivere con i diavoli, e fu per questo fu nominato protettore del fuoco.

Il titolo di “protettore del fuoco” ha aperto numerose interpretazioni riguardanti la natura di Sant’Antonio Abate. 

Il fuoco rappresenta un elemento di emancipazione dell’umanità, dal momento della sua scoperta e del suo utilizzo, come il Fuoco che Prometeo rubo' agli Dei, per farne dono agli Umani. 

Il fuoco sancisce l’origine e la fine stessa dell’Universo. 

Tuttavia, questo elemento occupa un posto importante nell’ambito biblico. 

Il fuoco costituisce un simbolo di comunicazione tra l’uomo e il misterioso manifestarsi di Dio. 

Simbolicamente, il fuoco è segno premonitore di Jahvè, elemento escatologico di manifestazione divina ( vedi il roveto ardente descritto nell'Esodo, come teofania che si manifesta a Mosè sul monte Sinai),  di giudizio universale, strumento di sofferenza per i peccatori. 

Secondo alcuni studiosi, il fuoco associato a Sant’Antonio Abate può avere una relazione con il mondo degli Inferi.

Secondo la tradizione popolare, alcune persone hanno la capacità di saper  dominare ed estinguere il fuoco di S.Antonio, un herpes della pelle, molto doloroso. 

Conoscono la ritualistica per affrontare una malattia che nel nome stesso evoca le sofferenze che l’accompagnano  e l’ invocazione di esserne liberati.

Il fuoco sacro o herpes zoster è anche detta la ” Malattia degli Ardenti ” che, nel significato esoterico, voleva  indicare quelle persone che potevano “ardere” dal fuoco d’Amore Divino e che, solo dopo una purificazione spirituale molto forte, avrebbero ricevuto in dono ” il talento di guarire”.

Le parole magiche utilizzate per sconfiggere il male sono:

S. Antonio spegni il fuoco a quest’anima di Dio!"

Le segnature, fatte per lo più da donne guaritrici, venivano fatte usando dei carboni ardenti, che" segnavano " la zona da trattare, insieme all'uso del grasso del maiale. 

Il fuoco, di cui Sant'Antonio è rappresentate e testimone, come di un elemento taumaturgico di guarigione e purificazione, non ha una formula chimica.

È un Elemento altamente trasmutante.

L'INRI sopra la croce del Cristo, significa Ignis Natura Renovatur Integra, “fuoco rinnova incessantemente la natura".

Il Fohat, la potenza ardente della natura.

Il Fuoco rappresenta la Madre Kundalini Lei è il Fohat in noi, fuoco nella nostra anatomia occulta. Lei è una variante del nostro stesso Essere. 

Bisogna lavorare con il fuoco, con lei, perché Lei è la portatrice del fuoco. 

Lei, il serpente igneo, si contorce spaventosamente tra i candelabri del tempio. 

È la cobra dei grandi misteri. 

Lei è fuoco che crepita in mezzo all'aura dell'universo. 

Solo Lei può ridurre in cenere gli aggregati psichici disumani che portiamo dentro. 

Ma il Femminino, è un elemento presente, nell'iconografia e simbologia di Sant'Antonio, a cominciare dall'inseparabile maialino. 

Maiale, che è la personificazione drl Dio celtico  Lugh, che ha molto a che fare con la nostra Antica Civiltà Sarda, e in particolare con il nostro Carrasegare sardo( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/il-lugh-d-oro-di-orotelli.html?m=0

Maiale 

Maia

La Dea della fecondità, Madre di Hermes/Marcurio, il simbolo della sinergia degli Opposti. 

Maia.

Una delle 7 Pleiadi. 

7 come i 7 chakra della Kundalini

Pleiadi simbolo di rinascita dopo la morte 

Maia. 

Nome molto simile a Maria, simbolo del Sacro Femminino. 

Antonio

Atum

Atomo

Fuoco come principio creatore.

Il Fuoco che si ottiene per confricazione dai due Gemelli Divini, che contrassegnarono l'età dell'Oro dell'inizio dell'umanità

Uno dei simboli di Sant'Antonio è la Tau, ventiduesimo Sacro Archetipo Ebraico, che indica il Sacro Sigillo Divino. 

La Tau, che segue la Shin, ventunesimo Archetipo, il Fuoco Sacro. 

Un Sigillo si consacra con il Fuoco. 

Perchè “fuoco di S.Antonio”?

Nelle rappresentazioni pittoriche di Sant’Antonio Abate sono quasi sempre presenti, insieme ad altri simboli come il porcellino, simbolo del Femminino, ghettizzato ad animale infimo, sacro a molte Dee del passato, alcune lingue di fuoco ai piedi dell’eremita dalla lunga barba bianca.

Ciò alluderebbe al fatto che, secondo i biografi, il santo fu tormentato dal diavolo anche con il fuoco. 

Secondo alcuni quindi proprio per la caratteristica sensazione di bruciore doloroso che i malati accusano nelle parti del corpo colpite dal fuoco di S.Antonio.

Un Fuoco purificatore, che metaforicamente indica il viaggio iniziatico del Santo nell'oscurità degli Inferi per portare il Fuoco, la luce, agli Umani. 

È la metafora del buio inverno che deve portare alla luce il seme che germoglia. 

Infatti Sant’Antonio Abate risulta, in questa chiave di lettura, una figura sinergica, legata alla morte e alla vita, e di conseguenza alla fertilità. 

Infatti, il fuoco è il principio della vita e ha una funzione purificatrice.

Il bastone a forma di “tau”, con in cima la campanella, che vediamo impugnare da Sant’Antonio nelle iconografie più diffuse, è legato a questo principio della fertilità. 

Campanella, simbolo di fertilità, che richiama vibrazioni di creazione, con la sua forma uterina, e vediamo come il Femminino, sia presente anche in questo simbolismo. 

La Tau è l'incrocio e la sinergia delle due polarità, maschile e femminile, divina e umana. 

Il simbolo della Tau richiama la croce egizia, il Sacro Ankh, la Chiave drl la Vita, e sta ad indicare l’immortalità, ovvero la rinascita continua. 

“Il Signore disse: "Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un Tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono”

In occasione della festa di S. Antonio, quindi, ci sono riti antichissimi legati strettamente alla vita contadina e fanno di Antonio Abate un vero e proprio “santo” del popolo.

È considerato il protettore contro le epidemie di alcune malattie non solo dell’uomo, ma anche degli animali. 

E’ pertanto considerato protettore del bestiame e la sua effigie viene o meglio veniva collocata sulla porta delle stalle.

Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio, si faceva festa, bruciando grandi castagne di legna, dette, appunto, i “falò di Sant’Antonio”. 

Le ceneri, chiuse in sacchetti tenuti nelle tasche degli abiti servivano come amuleti: tenevano lontano le malattie e le persone portatrici di guai, come nelle nostre sarde "Pungas", che hanno proprietà taumaturgiche e di protezione. 

Un Santo amatissimo dal popolo ed estremamente significativo nella dimensione agricola e contadina. 


Tiziana Fenu 

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Sant'Antonio