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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

giovedì, ottobre 03, 2024

💙San Francesco

 Domani si celebra San Francesco d'Assisi ( Giovanni di Pietro di Bernardone - Assisi, 1181/1182 – Assisi, 3 ottobre 1226). 

Mi piace molto questo dipinto di Fuente de Cantos, "San Francesco in meditazione", 1660 circa, che ritrae San Francesco d'Assisi in preghiera. 

È un'immagine abbastanza particolare, che lo vede concentrato in una dimensione spirituale molto elevata, trascendentale, a livello del terzo occhio, del sesto Chakra Anja.

San Francesco non era un santo qualsiasi. Prima di diventare santo, ha fatto un percorso da grande alchimista quale era.

Si è spogliato di tutto il superfluo, tenendo con sé ciò che lo connetteva alla dimensione divina.

Si firmava, nei suoi scritti, con il simbolo della Tau, il ventiduesimo Sacro Archetipo Ebraico, che originariamente, corrispondeva al grafema della "X".

Solitamente, firmano con la X, gli analfabeti.

Come se il nome e il cognome non fossero importanti.

Lo sono, ma solo in questa dimensione.

È una connotazione umana, un segno identificativo, anagrafico, che comunque rivela una certa vibrazione e frequenza, nell'incarnazione.

La X come unione degli Opposti, come croce sulla quale si inerpicano e interagiscono in sinergia, le due polarità della Kundalini, la Ida e la Pingala, risalendo, come un serpente di bronzo mercuriale, il midollo spinale.

Risalendo dalle acque, dal Caos, e sublimandosi in aria, in vapore, più puro dell'acqua.

Domani siamo in Luna Crescente in Scorpione, segno d'acqua, e ancora sentiamo il riverbero del novilunio di ieri, in Bilancia, e dell'eclissi anulare. 

È stato un passaggio energetico molto intenso.

Estremamente squilibrate, ma finalizzato proprio al ritrovare il nostro baricentro. 

Il punto di unione, il chiasmo della X

La Bilancia è un segno speculare. 

Sollecita a trovare l'equilibrio tra due estremità. Verso ciò che ci corrisponde vibrazionalmente. 

Rimanda al nostro Gemello interiore, la nostra Fiamma, a cui San Francesco aderi, in totale verità, trasparenza e umiltà, nel corso della sua missione terrena. 

Fiamma Gemella, identificata anche con il suo corrispettivo Femminino terreno, la sua amata Chiara. 

San Francesco, che si firmava con la Tau, con il sigillo Divino, compendio di tutti gli Archetipi, tappa finale del percorso iniziatico terreno. 

Quel 22, che è il doppio di 11, il numero delle Fiamme. 

È anche correlato alla Stella di David, che è il simbolo geometrico della complementarietà degli Opposti. 

Domani saremmo sotto l'energia di una Venere che veicola questa dialettica di integrazione. 

Integrazione, che è l'ossimoro a cui San Francesco ha aderito con tutto il suo essere. 

Integrato nelle energie dell'Universo, ma non integrato nei confini imposti dalla società. 

Un ribelle Integro. 

Questo ha dato la misura della sua statura, del suo spessore, del suo messaggio energetico, sdoganato da qualsiasi fattore vettoriale decodificato dal sistema. 

E infatti, l'Archetipo di domani, è proprio il tredicesimo  Archetipo Ebraico Mem, la Sacra Madre Cosmica delle acque. 

La Madre ancestrale, amniotica. 

Saremmo anche sotto l'energia dell'Arcano XIII della Morte. 

Una morte, che è stata la compagna fedele di questa creatura straordinaria, che è morta a sé stessa, al suo ego, alle due origini terrene, al suo attaccamento ai beni terreni. 

Come un Appeso, Arcano XII,  colui che si distacca da tutti i beni materiali, proprio come San Francesco. 

Che ribalta la sua prospettiva 

Che deve percorrere la strada inversa a quella terrena. 

Che si deve sacrificare

Sacri-ficato, reso sacro, per un bene superiore, il suo

Se notate, la posizione dell'Appeso, sembra ricalcare il simbolo dello zolfo (un triangolo sormontato da una croce), ma capovolto. 

Un capovolto che sta tra due grossi rami, come tra le due colonne del Tempio di Salomone, "saggezza  e forza", Jakim( la Yod, il principio attivo maschile solare, lo zolfo) e Boas( la Beth, il principio passivo femminile lunare, il Mercurio), come tra le due nadi, Ida e Pingala, della kundalini, nella sinergia delle quali, avviene la trasmutazione. 

Solo a testa in giù, può essere come la rugiada, l'acqua più pura del mattino, che, adagiata sulla terra, sulla pietra, non può che evaporare, sotto l'azione del Fuoco. 

Metaforicamente, siamo sempre a contatto con il fuoco, con cose o persone che tendono a farci evaporare, con occasioni "zolfo". 

Ma il segreto, è ribaltarle, come fa l'Appeso, e padroneggiarle. 

Perché la pietra d'angolo, la Lamed, archetipo dodici, la misura, il parametro, ha con sé le due polarità in equilibrio.

Ha i due vettori in equilibrio. 

Come nel Pietro cristiano, che diventano fondamenta su cui costruire la nuova Chiesa.

Ho usato questa metafora, per indicare come, le fondamenta di noi stessi, di cui siamo cattedrali viventi, devono essere solide, e poggiare sulle due colonne portanti, le nostre due polarità gemellari e complementari, in equilibrio. 

E quando sei in equilibrio, nella tua Essenza, puoi essere baricentro e morire migliaia di volte a te stesso, sicuro di una rinascita. 

Perché diventi il tuo stesso Graal, il tuo stesso grembo. 

La tua stessa Mem. 

In questo, la Luna Crescente in Scorpione, segno mistico, introspettivo, segno d'acqua, e il Venerdì permeato dall'energia di Venere, convogliano verso questa sinergia, ripulita, scarnificata fino all'osso, come ci indica la dimensione della "povertà /umiltà" del nostro San Francesco. 

L'Appeso che  le due chiavi incrociate della coagulazione e della soluzione. 

Come la X con la quale si firmava 

Il chiasmo energetico, il punto di divisione/morte, e, al contempo, creazione, generazione, del ciclo riproduttivo. 

È domanda e risposta, e il tutto e il nulla. 

Si autorigenera. 

Autotrascende anche se stesso e i suoi limiti, i suoi attaccamenti. 

Rinasce da quello stesso fuoco che lo ha portato ad ebollizione, e ora rinasce come una Fenice, dal nulla delle sue stesse ceneri. 

È diventato il suo punto di Origine, il suo punto zero. 

Niente ha, e Tutto é. 

Non necessita di altro. 

Non aspetta la pioggia. 

Si fa rugiada dalla stessa terra dove lo hanno sacrificato. 

È stato talmente alchimista da ribaltare la situazione a suo favore. Da imparare a vedere e agire, in una prospettiva diversa. 

Questa Luna Crescente in Scorpione , è straordinariamente potente e vivificante, se riusciamo ad essere flessibili come l'Appeso, se tendiamo alla Vita, se sappiamo attraversare e gestire il Fuoco a nostro favore. 

Se abbiamo adattabilità, umiltà, se diventiamo occasione noi stessi, tanto da capovolgerci, da essere "sacrificati" al contrario, a testa in giù, perdendo dalle tasche, tutto ciò che non ci serve. 

Perché abbiamo già in noi, tutto il necessario. Siamo Mercurio vivente, con le polarità della kundalini attive, pronte ad esperire, a ricevere, e donare. 

Inizio e fine. Per riscrivere ogni volta una nuova versione di noi stessi. 

Con una Luna crescente che fa defluire fin nel nostro abisso ancestrale. 

Per rilasciare tutto, e ritornare alla Vita, alleggeriti. 

Che scarnifica, piano piano, fino alla luna Nera, alla Lilith della nostra intima Essenza e Verità. 

Questo, significa essere Maestri.

Lasciare che il Divino agisca proprio partendo dai nostri strati inferiori, dalle nostre debolezze, dal nostro vacillare, senza ripudiare questa nostra vulnerabile dimensione umana.

San Francesco era meravigliosamente umano e vulnerabile.

Si è fatto strumento. 

Si è lasciato "accordare" dal tocco divino, come un guerriero spirituale in perfetta padronanza del proprio Regno, interiore, soprattutto.

Quando le nostre corde interiori, le nostre contraddizioni, le nostre polarità, si accordano e si muovono sulle note di uno spartito comune, si può sentire tutta la melodia che esprimono, che si dilata verso l'esterno.

Armonia, sono gli opposti che si complementano, e che integrano e che bypassano ogni dualità. 

Allora si, che ci si sente fluire, come pioggia sul cuore, dove anche le lacrime, si amalgamano alla pioggia e diventano ristoro per una terra, per un cuore riarso, ma ancora fertile e produttivo.

Ti senti frattale di un disegno più grande.

Lascia che sia.

Lascia che Tu sia, in tutta la tua Pienezza e Verità.

Non necessiti di spiegazioni.

Sei già domanda e risposta insieme.

Semplicemente, " tu sei".

Il resto, verrà da sé.


Tiziana Fenu

©®Diritti intellettuali riservati

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San Francesco



martedì, ottobre 01, 2024

💜La magia etrusca

 La caverna come utero primordiale e specchio lunare. 


Secondo gli Etruschi la caverna era costituita da organi interni simili a quelli dell’uomo, concetto che ritroviamo all’interno della Tradizione ermetica. 

I sapienti dell’Etruria erano convinti, come i Celti che che nelle propaggini dell’abisso pulsasse una corrente vitale in cui i corsi d'acqua i crateri infuocati, il magma che ne fuoriusciva simile al sangue, i sifoni (passaggi sotterranei invasi dall'acqua), si trasmutavano, sul piano simbolico, in una copia dell'organismo umano. 

Questa relazione archetipa tra il corpo la sua interiorità e il Macrocosmo (Universo), porta alla luce una narrazione che travalica il tempo, un racconto mitico che vede l’uomo come Microcosmo. 

In questa simbolica l’Universo stesso è una copia di proporzioni infinite assimilabile al corpo umano e viceversa. 

Si tratta di un mito arcano la cui genesi è riconducibile al cammino iniziatico dei futuri Lucumoni, i sacerdoti e sapienti etruschi. Tale iniziazione era connessa, come spiegato, ai luoghi ctonii, ossia sotterranei (pensiamo alle vie cave) in cui si venerava la grande dea Uni, incarnazione della Grande Madre signora della Terra, che regnava in questi siti simboleggianti l’utero (utero primigenio) quale elemento di rinascita dalla vita profana a quella sapienziale. La dimensione parallela, ossia l’universo invisibile, è simboleggiata dalle arcane cavità terrigene. 

Tali pertugi (bui e quasi inaccessibili, in cui secondo la tradizione ermetica, dimorano gli gnomi, guardiani dei minerali e delle pietre preziose o spiriti elementali della terra), venivano considerati sacri dagli Etruschi, mostrando, in base alla loro cultualità, l’autentica natura delle terre altre, la cui simbolica è racchiusa nei depositi litici, nelle stalagmiti, nelle stalattiti, nei minerali, nelle esalazioni di zolfo, nelle fumarole e infine nei vortici d’acqua che scaturivano dalle sorgenti sotterranee, producendo un rimbombo simile al tuono che squarcia l’aria con la sua potenza, generando una eco fortissima, creando immagini cariche di fascino tipiche dei siti sotterranei, configurazioni caleidoscopiche colme di incantamento. Questi elementi naturali, dunque, davano vita sempre in maniera simbolica, a una visione magico-sacrale. Tra i luoghi più significativi legati a questa cultualità, segnaliamo la grotta carsica conosciuta come “grotta del leone” sita sui monti pisani, in località Agnano, nel comune di San Giuliano Terme. 

In questo luogo incantato, peciale, le vibrazioni del passato sono più intense e tangibili. 

La “Terra di confine”, dunque, indica la via verso il reame delle ombre, dove ogni cosa appare possibile e nulla può impedire il concretarsi di elementi misterici mossi da una forza sconosciuta che presiede al Tutto. Scriveva il sommo Lucio Apuleio, iniziato ai Misteri di Iside e a quelli etruschi-cabirici: 

“Mi accostai al consiglio della morte e battuta la soglia di Proserpina, 

passando per tutti gli elementi, feci ritorno 

e mi presentai agli Dèi superiori e inferi 

e li adorai da vicino: 

di mezzanotte io vidi il Sole”. 

Nei riti di incubazione tale connotazione occulta era diffusa, ed era riconducibile alla rinascita che seguiva alla morte dell’iniziato. Nell’antica Etruria le grotte venivano dedicate al dio Selvans (il romano Fauno o Silvano) divinità dei boschi e signore delle profezie in tali santuari sotterranei si trovavano delle are cultuali e sacre. Chi intendeva ottenere una visione soprannaturale doveva trascorrere la notte al loro interno avvolto in una pelle di pecora, attendendo la comunicazione trascendente operata dal dio. Si comprende in tal modo l’importanza che gli Etruschi riservavano ai recessi sotterranei, permeati di quella forza tellurica che scaturisce dal profondo, capace di concretare un contatto con le divinità ctonie e la sacralità che a esse si accompagna. Le fonti e le sorgenti presenti nelle propaggini della terra costituivano per gli Etruschi un elemento sacrale legato alla rigenerazione. Si spiega così il ruolo ricoperto dalle acque sacre, simboleggianti la rinascita.


Tratto da 

Stefano Mayorca "La magia etrusca" Edizione De Vecchi

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La magia etrusca




lunedì, settembre 30, 2024

💙Eclissi anulare novilunio/cometa

 Mercoledì 2 ottobre, con un novilunio in Bilancia, avremmo anche un'eclissi solare anulare

Saremmo sotto l'energia del Sacro Archetipo Kaf, l'undicesimo, con funzione "penetrazione", chiamato anche la Corona, e sotto l'energia dell'Arcano Maggiore XI della Forza.

Una corrispondenza molto intensa, perché intorno alla luna si formerà un anello di Fuoco.

Una Corona di Fuoco, per usare la stessa simbologia archetipale della nostra Kaf

Un'eclissi che non sarà visibile dall'Italia, ma solo nel Cile e Argentina Meridionale, alle 15:42, e che, corrispondera', all'orario italiano, alle 17:42, della durata di 7 minuti e 25 secondi.

Pare che la zona in cui si vedrà meglio, sia l'isola l'isola di Pasqua, o Rapa Nui, nell'Oceano Pacifico.

Questo è molto singolare, perché l'isola di Pasqua, è condiderata un residuo emerso, della civiltà di Atlantide, Mu o Lemuria, abitata dai Moai. 

Ho scritto che è singolare, perché in concomitanza di questa importante eclissi anulare, si manifesta anche l'apparizione della "cometa di Giacobbe", il cui nome esatto è C/2023 A3 Tsuchinshan-ATLAS

Atlas

Atlantide

ATL

La civiltà Atlantidea era legata alla forza delle acque, e ATL significa proprio acqua. 

Una parola che ha le sue radici nel nahua, un'antica lingua parlata in Messico tra i nativi. 

La stessa lingua che si parlava ad Atlantide. 

La lingua di Atlantide è chiamata "Watan". Quindi, da atl derivano le parole Atlantide e Atlantico, entrambe collegate alle acque, alla dimensione nettuniana delle forze superiori della Luna. 

Watan 

W come la M  rovesciata della Mem(tredicesimo archetipo, le Acque Madri Cosmiche) e la W del ventunesimo Archetipo Shin ( come il tridente di Nettuno), il Fuoco Sacro

Acqua e Fuoco, in sinergia. 

Un novilunio che si manifesta in un mercuriale mercoledì, tra l'altro. 

Il mistero del serpente di ottone di Mosè, il Nahash, del quale ho parlato altre volte, che su erge, come forza elettrica ascensionale, quando riesce ad emergere dalle acque inferiori verso quelle superiori. 

Ottone 

Rame più stagno. 

Femminile e maschile in sinergia. 

La kundalini. 

La Divina Madre Kundalini. 

La Shekinah. 

L'Albero della Vita. 

L'Oro. 

La dimensione lunare della creazione. 

Nettuno, che governa gli Oceani e la luna. 

E anche la nostra cometa, ha a che fare con Nettuno. 

Si ritiene che la cometa Tsuchinshan-ATLAS abbia origine dalla Nube di Oort, una regione teorizzata dello spazio che circonda il nostro Sistema Solare e che non è stata ancora osservata direttamente. 

Si ritiene che sia un vasto guscio sferico di corpi ghiacciati, tra cui comete, oltre l’orbita di Nettuno. 

La Sephirah Yesod, la nona, nell'Albero della Vita, è governata dalla Luna, è rappresenta il Fondamento. 

L'abisso. 

Il Grembo uterino

Abisso/bisso

Il bisso. 

Il prezioso bisso dorato, la seta del mare, che ancora viene filato da una nostra Jana sarda, la sacerdotessa del bisso, Chiara Vigo( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/04/in-sardegnanell-isola-di-santantioco.html?m=0), un filato regale antichissimo, che vestiva re e sacerdoti. 

Un giuramento, “il giuramento all'acqua”, ne impedisce la commercializzazione.

L'oro sono gli atomi solari del nostro sistema seminale; vale a dire l'oro potabile del seme, il liquido cerebrospinale. 

Ciò che è nella materia, ma può avere una vibrazione altissima, che va oltre la materia, oltre le acque inferiori. 

L'Archetipo 9, la Teth, è infatti il Femminino, il Grembo, la Sophia, la conoscenza. La stessa Kundalini Creatrice, in equilibrio con le sue due polarità. 

Le fondamenta si creano sull'equilibrio. 

Nell'eclissi anulare di dopodomani, la luna, elemento acqua, si manifesta con un anello di Fuoco solare intorno ad essa. 

Avremmo quindi un perfetto bilanciamento, anche se molto intenso, dei due elementi, Fuoco ed acqua, in perfetta corresponsione con il segno solare della Bilancia e del novilunio proprio in Bilancia. 

Tutto spinge verso il bilanciamento, perché in effetti, tutto, intorno, si sta fortemente sbilanciando.

Ed è fondamentale, in questa dimensione che ci viene indicata da queste straordinarie corrispondenze astrali, trovare la nostra Essenza Monadica, come ho scritto anche negli ultimi miei scritti. 

È un passaggio fondamentale, che deve trascendere le tante mistificazioni e distrazioni esterne. 

Nell'acqua troviamo le nostre origini ancestrali, che certamente sono amniotiche, genetiche, ma il salto si deve fare attraverso la vibrazione, di cui l'acqua è veicolo..

Acqua come veicolo della dimensione divina

"L'aleggiare sulla superficie dell'acqua" 

È una metafora costantemente presente nelle Sacre Scritture. 

Cristo che cammina sulle acque, 

Lo Spirito di Dio che, in fase di creazione "aleggia" sulle acque. 

Si parla quindi, di "acque superiori, non" fisiche" 

Nella dimensione dell'Aria, che rappresenta la sinergia dell'acqua e del fuoco. 

L'undicesimo Archetipo Kaf, con funzione "penetrazione", che rappresenta una corona, una mano aperta a ricevere il dono del compenetrare l'essenza delle cose, senza farci distrarre dall'apparenza, ci aiuta in questo passaggio baricentrico. 

L'Arcano Maggiore XI della Forza, ci offre il Dono della corresponsione, attraverso l'energia della vibrazione. 

La stessa vibrazione delle "acque superiori" che dobbiamo attraversare. 

La ragazza che apre le fauci del leone. 

Si comprendono, si prendono reciprocamente, attraverso la stessa vibrazione, e creano un legame, una creazione, un ponte tra opposti, come il simbolo dell'infinito rappresentato in questo Arcano. 

Questo , perché, sono andati oltre la stessa genesi che li legava all'acqua, come dimensione amniotica cosmogonica, nettuniana, lunare, femminea. 

Sono arrivati fino alla vibrazione. 

Abbiamo delle corrispondenze straordinarie, per questo passaggio, come avete visto, ed è tutto straordinariamente collegato. 

Tra l'altro, anche per l'importante eclissi solare dell'8 aprile, abbiamo avuto il passaggio della cometa 12P Pons Brooks, di cui ho approfondito nel mio scritto, estremamente legata alla simbologia del Serpente Piumato( e ritorniamo in ambito mesoamericano) 

-https://maldalchimia.blogspot.com/2024/03/il-serpente-piumato-ed-eclissi-842024.html?m=0

Il richiamo è verso la rinascita, dalle acque inferiori, a quelle superiori, sempre nella dimensione del Femminile, dell'accoglienza, della comprensione oltre il visibile.

Nell'athanor alchemico del nostro grembo, dove si può manifestare l'oro. 

È una dimensione vibrazionale, nella nostra stessa monade. 

Quella è la creazione del corpo astrale.

Un anello di Fuoco. 

Rinnovare l'antica Alleanza tra Umano e Divino. 

Ho trovato, anche stavolta, tantissimi rimandi e correlazioni, di cui ho fatto solo cenno, per non ingarbugliare troppo l'esposizione. 

Ma è ad una vibrazione molto alta, ed è ciò, che l'Universo ha pianificato per l'umanità. 

Perché l'Universo ci ama immensamente. 

Ciò che non possono controllare. 

Occasioni. 

Sincronismi. 

Rimandi. 

Echi della nostra vera Essenza. 

Dobbiamo ritornare a Casa. 

Alla nostra Presenza e Pienezza. 

Buon passaggio. 

Con infinita gratitudine sempre 


Tiziana Fenu e 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com 

La cometa C/2023 A3 (Tsuchinshan-ATLAS) 

 ripresa dal deserto di Atacama (Cile) da Yuri Beletsky Nightscapes: 

(Credit Passione Astronomia https://www.facebook.com/share/p/63QTojzAcHcWEQqc/) 

Eclissi anulare/novilunio /cometa



sabato, settembre 28, 2024

💙29 settembre San Michele

 


Domani 29 settembre, luna calante in Vergine, si celebra San Michele Arcangelo

San Michele, che ha un legame particolare con il numero 9, 

Domani saremmo sotto l'energia del Sacro Archetipo Ebraico Yod, il decimo, correlato all'Arcano X della Ruota della Fortuna, quasi a celebrare l'inizio di un nuovo ciclo. 

Il numero 9 è legato al nono Sacro Archetipo Ebraico Thet, con funzione "cedente",  poiché simboleggia il grembo che accoglie, il Femminino, e dall'Arcano Maggiore IX dell'Eremita, che ci manifesta quanto siamo supportati in questi importantissimi passaggi energetici tra l'equinozio d'autunno e i portali dell'eclissi ad ottobre. 

Abbiamo una corrispondenza straordinaria, in particolare con l'Arcangelo Michele, che insieme agli altri due, Raffaele e Gabriele, è onorato in questa celebrazione del 29 /9

Una trinità di energie, che si esplica, triplicata, attraverso questo Archetipo guida, la Teth del percorso iniziatico, della gestazione, della creazione, del "3", Sacro e trinitario, moltiplicato per sé stesso, in una forma tridimensionale, che è tempio sacro di creazione, grazie anche al Fuoco interiore, che sempre arde, dell'Eremita. 

L'Arcangelo Michele, come il più "Eroe" e Guerriero spirituale tra i tre Arcangeli. 

C'è una straordinaria corrispondenza con il numero 9, che riguarda proprio la Sacra di San Michele, 

La Sacra di San Michele fu fondata dall'aristocratico francese Ugo de Monvoisier, tra il 983 e il 987, sul monte Pirchiriano, nel comune di Sant'Ambrogio di Torino.

Il culto micaelico, praticato dai Longobardi, fu ereditato dall'Imperatore Federico I Barbarossa, che lo trasmise al nipote Federico II, che lo estese a sua volta nel Regno e nell'Impero. Diffusosi ampiamente, si ipotizza che il culto di San Michele Arcangelo fosse già presente in Val di Susa, a partire dal VI secolo circa periodo in cui fu presumibilmente eretta, proprio qui, una chiesetta-cappella dedicata all'Arcangelo.

Secondo una leggenda, l’ex arcivescovo ebbe la visione dello stesso Arcangelo Michele, che gli ordinò di erigere un santuario. Gli stessi angeli avrebbero infine consacrato la cappella, che di notte fu vista dalla popolazione come "avvolta" da un grande fuoco.

Per poter raggiungere la Porta dello Zodiaco alla Sacra di San Michele, il visitatore deve salire un totale di 243 scalini, chiamati lo Scalone dei Morti, quasi in una sorta di "cammino ascensionale". 

Ebbene. 

La somma delle cifre che compongono il numero 243, corrisponde proprio al numero 9, come il nostro Archetipo Teth 

Un percorso "ascensionale" che si snoda attearso lo Scalone dei Morti, perchè lungo di essa furono ricavate delle nicchie che custodivano i corpi dei monaci defunti. 

L'Eremita, l'Arcano Maggiore IX, rappresenta proprio un monaco. 

Lo Scalone come metafora del condotto uterino, che si snoda in via ascensionale come un serpente, una grotta, che accoglie come un grembo, i defunti, la chiusura di un ciclo, per offrire la possibilità di una rinascita, indicata verso il Portale dello Zodiaco, che simboleggia una completezza cosmica, un unione tra cielo e terra, un ciclo astrale che è in connessione con il ciclo terreno. 

Il rimando alla simbologia del numero 9 è straordinario, anche perché questo  antro artificiale è stato costruito proprio nel cuore del monte Pirchiriano, e sappiamo che il monte, la montagna, oltre la simbologia di elevazione spirituale, ha in sé proprio il senso del grembo uterino, veicolo di Ascensione, in questo caso, verso l'Assoluto. 

La retta di San Michele, che passa proprio attraverso la Sacra di San Michele, è formata da circa 2000 km che unisce i cinque principali luoghi di culto in Europa, dedicati all' Arcangelo Michele, e che, allungandosi di altri 2000 chilometri, arriva  a Gerusalemme. 

La Sacra di San Michele è stata edificata come luogo di controllo dell'energia del Drago. 

Sotto la crosta terrestre, nelle sue profondità, ci sono forze enormi, che sono concentrate in certi luoghi. Erano, e sono, le forze della Dea Madre , di Madre Terra, le cui raffigurazioni sacre, tra cui anche Iside e la Madonna Nera, simboleggiavano l'Antico patto tra il fuoco e l'acqua. 

Quindi grandissime forze a servizio dell'umanità, Ma anche, se usate male, al servizio dei maligno. 

Il Santuario di San Michele  rappresenta il  chakra principale, dei chakra della Terra, il quarto( corrispondente al Chakra del cuore) di tutti i 7 chakra che sono attraversati dalle principali linee del Drago. 

Forma, insieme al Monte Musinè, una concentrazione di energia che ha una fortissima forza selvaggia e che si manifesta con conformazioni rocciose insolite piene di materiali forti e nocivi, se liberati, perché sono forze  di manifestazione di forze spirituali nocive su altri piani, bilanciate però dalla potenza e forza attrattiva della Sacra di San Michele, verso le energie cosmiche, le quali si manifestano sotto forma di apparizioni continue e scie colorate, e globi luminosi. 

Persino la vegetazione che vi cresce è diversa dal  resto della zona.

Torino nome, ricorda la divinità del Toro, è  ed un grande centro energetico spirituale,  forse il principale, tenuto in equilibrio per secoli dalla spiritualità rappresentata da San Michele,  che cerca di domare e tenere nel sottosuolo queste grandissime forze energetiche in attesa del risveglio. 

Nei progetti umani vi è stata l'intenzione di sconvolgere questo chakra terrestre così importante, probabilmente per liberare queste forze Oscure dalla Profondità della terra, bilanciate dalla vicina e benefica Sacra di San Michele, tentando di scavare una normale galleria nelle viscere della montagna sacra , per distruggere le nadi sacre di questo   equilibrio energetico, e causare una interruzione nel fluire di queste energie, tenendo conto che vengono in  superficie anche elementi molto tossici come  uranio e amianto. 

Ma gli abitanti locali, depositari di antiche memorie ancestrali,  si oppongono, perché la Sacra di San Michele è il punto centrale che collega tutte e sette le Sacre dislocate in Irlanda, Cornovaglia, Normandia, Piemonte Puglia, isola di Simi in Grecia e Monte Carmelo in Galilea, la quale, quest' ultima,  ha segnato il crocevia nella  storia dell'umanità.

Un luogo sacro riconosciuto in tutto il mondo.

7 chakra come le Sette Chiese dell'apocalisse, al cui centro c'è la sagra di San Michele, che rappresenta il quarto chakra , quello del cuore, la cui Potenza e comunicazione con il divino non deve essere allentata, per il bene dell'umanità.

Ma San Michele è legato anche alla simbologia delle costellazioni. 

Aldebaran è una stella appartenente alla costellazione del Toro, e appartiene alla cintura di Orione insieme a Sirio.

La costellazione di Orione viene rappresentata come un principe delle Milizie celesti come, l'Arcangelo Michele, che ha una postura di difesa. 

Con l'armatura sembra quasi che voglia fronteggiare la costellazione del Toro.

Studi astronomici confermano che Sirio, che inizialmente si trovava sul lato sinistro della Via Lattea, lentamente  si è spostata, a cominciare da 60.000 anni fa, sulla sponda opposta della Via Lattea, nella stessa area stellare abitata dalla costellazione del Leone ( i leoni sono legati alle Pleiadi, e quindi a Sirio) e dell'Orsa Maggiore, e pare che sia avvicinata a noi , allineandosi  con la stella Righel e Saiph ( che sembra foneticamente  molto simile a Sofia), per contrastare la forza distruttiva dei Baalim.

Da Sirio e da Aldebaran, provengono le entità non terrestri maggiormente coinvolte nelle dinamiche energetiche vitali del nostro pianeta.

Sirio e' la dimora Celeste degli Elohim,  dei Dogon, invece Aldebaran, è la stella di provenienza dei Baalim degli Anunnaki, dei Sumeri ( in effetti Sumeri in sardo significa il padrone), così narra la storia "non ufficiale". 

I primi, si dice, fossero i creatori della vita sulla terra , i mentre secondi sono gli intrusi.

Sirio e' l'occhio che tutto vede. 

Sir- orus. 

Signore d' Oro, simbolo della civiltà egizia, ed è la Stella Azzurra , l'occhio che è la parte positiva del Toro. 

Sirio e Aldebaran sono due stelle di due mondi lontani e sono divisi dalla costellazione di Orione e separati sulla terra dalla linea della Sacra dell'Arcangelo Michele.

Luce ed Ombra che si contendono il destino dell'umanità in una guerra millenaria. 

Secondo molti studiosi, pare che Aldebaran si stia allontanando dalla sua posizione giorno dopo giorno.

Secondo gli ebrei lo scudo di David,  formato da 2 triangoli che si intersecano e che rappresentano il  numero sei , quindi la forza degli opposti,  auspicava la protezione delle Milizie celesti, quindi del Guerriero Michele, che come  uno scudo vivente allontana gli spiriti maligni.

Una sinergia, del Maschile e del Femminile, che si incontrano domani, con luna calante in Vergine, e sotto il segno della Bilancia, che armonizza queste energie. 

Avevo approfondito di questa straordinaria sinergia tra San Michele e il suo Femminino, identificato con la Dea del Fuoco Brigida, festeggiata per la candelora del 2 febbraio, come un "Eremita al maschile", la Dea Guerriera che porta la Luce, proprio in un mio scritto a riguardo ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/04/il-primo-febbraio-si-festeggia-da-noi.html?m=0) 

"Il primo  febbraio si festeggia( da noi si festeggia il 2, come rito della Candelora) il rito della Dea del Fuoco,  Brigid, la Dea Celtica, la dea Madre, la guerriera , ma anche la Sposa , perche Bride  vuol dire sposa. 

E il simbolismo di vestire di Bianco deriva dall' antico animale totemico Cigno connesso alla Dea - Brigid - Bride , perche le sue piume connettono al regno divino superiore

Ma tra le divinità, tra gli arcangeli, uno sposo molto probabile può essere l'arcangelo dalle ali bianche, l'arcangelo Michele.  

Guerriero di luce. 

Guardacaso anche Brigid( il cui nome da origine alle isole della Britannica),  è connessa fin dal neolitico, ai fuochi, ai fabbri, all'alchimia e  all' antica arte guerriera. E infatti dal suo nome deriva la casta fuorilegge dei briganti. Una donna amazzone, una valchiria

E guardacaso il monte Pirchiriano su cui sorge la Sacra( che era abitato dai porci- cinghiali , gli animali sacri ai Druidi e dalla casta druido guerriera ) si chiama proprio Braida. 

Pirchiniano significa anche Fuoco Divino, perché il vescovo di Torino che era salito sul monte per consacrare l'abbazia, non lo fece più perche durante la notte, sopra di essa si manifestò un globo di luce, fuoco e fiamme, in un'esplosione che "benedì'" la chiesa direttamente ad opera di Dio. 

All'interno del santuario c'è la  cima di pietra, la punta originale  del Pirchiriano ai piedi di un' enorme colonna a simboleggiare la Natura, il femminino sacro custodito in un luogo di culto dove magia femminile( Terra) e maschile( Cielo) si incontrano

La casta guerriera dei Templari( i Guerrieri della Luce,derivano il loro nome  dal Tempio di Salomone, in quanto nati a Gerusalemme nel 1118 ) strettamente legata alla Linea di San Michele, è una continuazione dell'antico lignaggio druido. 

Il fondatore dei Templari, san Bernardo di Chiaravalle , un druido, si dice che da piccolo si abbevero' di latte al seno di una statuetta della Vergine Nera, che è un icona riferita all' Antica Dea Madre Brigid  connessa alla Mucca Divina e portatrice di abbondanza, la quale , alla sommità del suo seno (il Bric , la montagna), come Dea Madre Terra,  incontra il suo maschile divino  che scende, Michele. 

Quindi i Templari guidati dal Druido San Bernardo, organizzano una spedizione a Gerusalemme nel 1118( ..strano..la somma fa 11) per disepppellire qualcosa ( l'Arca dell'Alleanza o il Santo Graal) e diventando ufficialmente i guerrieri sacri della Cristianità ( sono devoti a San Michele e alla Dea - Notre Dame indica  il nome che coniò san Bernardo riferendosi alla sua Dea che l'aveva allattato, quindi dalla quale aveva ricevuto l'iniziazione dal femminino Sacro). 

La linea di San Michele connette proprio Gerusalemme all'Irlanda( l'ultimo depositario dell'antichissima sapienza druido celtica). 

I Templari rientrarono in Francia 10 anni dopo, pesando dalla Val di Susa, quindi dalla Sacra, dove nel 1128 compare il portale dello Zodiaco, un libro su pietra scolpito da un certo Maestro Nicholaus ( una summa del pensiero esoterico pagano cristiano alchemico medioevale). 

Brigid è anche la tessitrice. 

Regge il fuso( simbolo maschile e femminile contemporaneamente)

E i templari erano connessi al Sacro Graal, a anche ad  Artù, che in celtico significa Orso. 

E la catena di monti dietro il colle Braida si chiama proprio L'Orsiera

E Artù' come si chiama di "cognome"?

Pendragon. 

E per inciso, riguardo Michele e il suo drago, le linee sincroniche di energia  dove in antichità si innalzavano menhir , dolmen,ecc,  erano chiamate le linee del Drago.. Cioè affioramenti di energia vitale della Dea. sacre Vene e arterie femminili". 

Corrispondenze e rimandi straordinari,, San Michele, il suo Sacro Femminino, la linea del Drago e luna calante in Vergine. 

Tutto ci parla di coraggio, di forza, di Amore, di Antica Alleanza che si rinnova, anche attraverso una corrispondenza numerica che si snoda, come un serpente, come una linea del Drago energetica, che attraversa anche i nostri cuori, in un'unica vibrazione. 

Niente sarà più come prima, e, mentre lo scrivo, ho i brividi. 

Siamo già molto ALTROVE.

Dove siamo sempre stati.. 


Tiziana Fenu 

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Decorazione parietale Basilica Sant'Apollinare Ravenna


29 settembre San Michele








💛Tratto da "I popoli del Mare" di Leonardo Melis

 Un interessante excursus, dal 5000 aC, fino al 215 dC, tra le dinamiche di espansione, spostamenti e precisazioni riguardo il popolo degli Shardana, realizzato da Leonardo Melis, identificato, dalla maggior parte degli studiosi, come il popolo degli antichi Sardi, che rivela quanto sia stata importante e determinante, la loro presenza nel quadro socioeconomico di svariati millenni, anche oltre il bacino del Mediterraneo. 


"Per il piacere di alcuni lettori, soprattutto Sardi, ma non solo, vogliamo al solito pubblicare una Cronologia del popolo probabilmente più documentato fra i Popoli del Mare: i Shardana; naturalmente senza trascurare i loro fratelli. 

Quindi Per aiutare i lettori a un’attenta visione di quanto scriviamo, abbiamo ripreso la cronologia già descritta in “Shardana i Popoli del Mare”, completandola con le nuove acquisizioni e i nuovi fatti riguardanti questi popoli. 

Lo facciamo a cominciare dall’età precedente il Diluvio Biblico, quello scoperto da Sir Leonard Wooley e datato intorno al 5000 a.C. 


Età prima del Diluvio. 

I dieci Patriarchi della Bibbia sono i primi dieci Re Sumeri? Esiste una tavola indicante le corrispondenze fra queste figure leggendarie. Ziusudra (Ut-Noah-Pishtim in akkadico) il decimo re sumero pronipote di Enmenduranna, era il Noah biblico pronipote di Enoch. 


Enoch il 7° Patriarca biblico risiedeva nel “Terra di Dan”. Fece un viaggio in Occidente e visitò una “Torre di Granito” accompagnato da Uriel. (Si riferisce forse a un nuraghe? O preferibilmente alle Piramidi?). 


I figli e i discendenti di Noah erano i capostipiti dei P.d.M. (Genesi, X). Nella “Tavola delle Genti” sono nominati i Pheleset, i Danai, i Libu e altri della etnia “che uscì da Ur” Etana (Edana), il primo re della prima città degli uomini: Kish. Antenato di Sargon. 


3150 a.C. circa: La “Paletta Narmer” rappresenta guerrieri con elmo cornuto. Sono Shardana? 


2800 circa: DEN, faraone della I Dinastia era Shardana? Il suo nome: Sher-Tani-Atet! Un nome troppo simile per essere casuale. Nimrud, il mitico re della torre di Babel (Babai El, Dio Padre) era Sargon di Akkad (Babai Sardan). 


2450 (2350): Sargon di Akkad fonda la dinastia Sargonide (Sardonide-Sandanide? Una dinastia con questo nome esisteva in Lydia secoli dopo). 


2300-2000: all’incirca in questo periodo, in Mesopotamia, scoppia una terribile carestia durata più di 300 anni,  che provoca l’emigrazione verso Occidente. Periodo Biblico: “In seguito a questi fatti la Tribù di Abramo esce da Ur dei Caldei e dopo un vagabondare attraverso i monti della Siria si stabilisce ad Harran, città gemella di Ur e sede del santuario del Dio Nanna Sin” 


1800: Stonehenge, tempio megalitico in Inghilterra, è costruito da popolazioni arrivate dall’Asia Minore(?). 1800 i P.d.M. si insediano nel Mediterraneo. 

In Sardinia, in Sicilia e Toscana  nascono le prime città URim. Roma sarà secoli dopo L’UR.be per eccellenza: la città eterna. 


1700: Gli Hyksos, di razza indoeuropea con mescolanze di razza semitica, invadono l’Egitto. Sono i “Capi di Terre straniere”, “Popoli del Mare”. Nello stesso periodo nelle Baleari accade una catastrofe che cancella una Civiltà ivi residente e contemporaneamente avviene la distruzione della prima Civiltà Cretese e, all’incirca nel 1800-1750, l’incendio di Troia IV (ad opera degli stessi Popoli del Mare?). 


Periodo Biblico: Carestia, Ebrei in Egitto, Giacobbe e Juseppe. 


1700 circa: Yu-Ya, (Jussuph, Giuseppe), un funzionario Abiru(?) alla corte del faraone Hyksos. 

La mummia di Yu-Ya (museo del Cairo) ha i capelli rossi (come Esaù, Akenaton, Eracle, i Shardana, gli Akey ei Danai di Omero, gli Irlandesi oggi …) 


1600: Il “Disco di Nebra”, la prima rappresentazione riferita a costellazioni e all’astronomia, ritrovato nel Centro Europa. C’entrano i Keltoi (Kaldei?), ossia i Tuatha de Dana. 


1600: Navi del tipo “shardana” o dei Popoli del Grande Verde, dipinte sulle pareti rocciose in Svezia e Norvegia. 


1600: 3 navi del tipo “shardana” di questo periodo sono emerse dal fango in località Nord Ferriby (York Shire, Inghilterra). 


1600: Hattusilis fonda l’impero Ittita. Nascita di Micene (Akwasa, Akayasa, Akey). 


1568-1545: Il faraone Amon-Mose (Amose) batte gli Hyksos e li spinge nel Basso Egitto. Essi s’insedieranno nella regione di Jessen, presso la loro capitale Tanis (Danis). Nella stessa regione sopravvivono i discendenti di Yu-Ya (Jussuf, Giuseppe), gli Habiru (Abiru, Ebrei). Qui altri faraoni successivamente ripristineranno il culto del Dio degli Hyksos: Set. 


1530-1520: Tuthmosis I (Toth-Mose) sconfigge il Mitanni e la Siria fra le cui fila militano contingenti Shardana. 


1500-1400: il bronzo è lavorato in Sardegna con tecniche già di rara bellezza e perfezione. La Corsica e le Baleari sono conquistate da un Popolo proveniente dalla Sardegna. 


1500-1470: L’isola di Thera (Santorini) sparisce in seguito a un’eruzione vulcanica, comincia la decadenza di Creta. 


1460 a.C: Tuthmose III batte i Cananei e conquista la fortezza di Megiddo (Magedon). Qui ben altre battaglie  si combatteranno nella storia dei Popoli. 


1450: gli Akayasa e i loro alleati Shardana invadono Creta e distruggono l’Impero Minoico (Plutarco). Racconta ancora Simonide di Ceo che  “I Shardana conquistano Lemno e Imbro, rapiscono le donne ateniesi, passano in Laconia e si stabiliscono a Creta. Alcuni di loro sono catturati durante il primo sbarco e vengono condotti a morire fra le braccia arroventate della statua bronzea di Talo. Essi vanno incontro alla morte ridendo” da questo episodio deriverebbe il Sardus Gelo di Omero; si, insomma, il Riso Sardonico. 


1355: ambasciatori dei Popoli del Mare portano doni al faraone Amenophe IV e alla regina Nefertiti, invitandoli a tornare al culto dell’Unico Grande Dio (della Grande Dea Aten). 


1335: una nave reale, con a bordo gli ambasciatori dei P.d.M. affonda di fronte alle coste dell’Anatolia, tra Cipro e Ugarit. A bordo vi è un carico incredibile. Armi,  9 tonnellate di rame sardo e 1 tonnellata di stagno di Simbabwe. Il quantitativo per armare un intero imponente esercito. Forse quello di Troja/Ilio o forse quello ittita. Un anello di Akenaton e il sigillo di Nefertiti. E’ il relitto di Uluburun.


1350: Morte di Akenaton. Il generale Horemheb insedia sul trono Smenkara, fratello di Akenaton. Dopo la misteriosa morte di quest’ultimo, farà regnare il figlio del faraone eretico: Tot-hank-Aton, che prederà il nome di Toth-Ank-Amon (Tutankamen). Pochi anni appresso, lo stesso Horemheb metterà sul trono il suo vice comandante dell’esercito e comandante della Guardia Reale, che prenderà il nome di Ramessu I e fonderà la XIX dinastia. 


1330 circa. Alla morte del giovane faraone Tothankamon, forse assassinato, Horemhab nominerà suo erede il generale dei mercenari Shardana e Libu Ramessu, che fonderà la XIX dinastia. 


1294: battaglia di Qadesh: Ramesse II si salva dall’attacco degli Ittiti con l’aiuto di un contingente di mercenari Shardana. Altri Shardana combattono al fianco degli Ittiti stessi, Ramesse li chiama “Shardana del mare, dal cuore ribelle, che nessuno sa come contrastare”. 


1290: un attacco micidiale è portato all’Egitto di Ramesse da parte dei Popoli del Mare. 


1278: Esodo. Un gruppo numeroso di perseguitati religiosi e alcune tribù semitiche stanziate ai confini orientali, al comando di un principe egiziano, forse condannato perché seguace del culto di Aton, lasciano l’Egitto. Con loro parte un contingente numeroso di mercenari Shardana e Tjeker (Teucri) che li difenderanno nel lungo cammino. Mosè li include nella misteriosa tribù di Dan. I Tjeker (Teucri) formeranno le tribù di Issacar e Aser. Ma anche Zabulon appartiene ai Sher-Dana. 


1250: un’incursione dei  Popoli del Mare distrugge Tirinto e un’altra  devasta l’abitato circostante Micene. 


1235: una grande carestia devasta l’Anatolia in seguito alle incursioni dei Popoli del Mare, Merneptah invia navi cariche di grano ai popoli delle provincie egizie. 


1231: Merneptah deve affrontare una guerra con i re libici spalleggiati da alcune tribù identificate nei Popoli del Mare: Akawasa (Achei), Thursha (Etruschi), Sakalasa (Siculi), Wasasha (Corsi?) e Shardana. Questi ultimi provvedono anche al vettovagliamento e al trasporto truppe via mare. Saranno “le prove generali” per la Grande Invasione del 1200 a.C. 


1210: Merneptah ottiene una decisiva vittoria nel deserto occidentale sui Libu e i loro alleati delle Isole Straniere. Ma sarà solo una vittoria momentanea. 


1150-1120 a.C. circa: Deborah e Barak sconfiggono Sisara generale shardana che comandava ben 900 carri ferrati e 5000 mercenari nella valle di Mageddo. 


1150-1120 a.C. in seguito alla sconfitta i mercenari comandati da Sisara abbandonano la loro roccaforte: Aroset Goim. Aroset Goim è la leggendaria Al Awaht. Città classificata “nuragica” dagli archeologi Italici e “città shardana” da quelli Israeliani . 


1012-1004 a.C. circa: Saul è sconfitto dai Filistei. Sempre a Megiddo. 


1250-1180: l’invasione più devastante e definitiva dei Popoli del Mare, (durerà probabilmente più di 50 anni), ai soliti Shardana, Akayasha ecc. si sono aggiunti nel frattempo Denen, Sakssar, Pheleset. Distrutte Ugarit e Corinto, gli imperi Ittita e Miceneo sono cancellati, intere città sono rase al suolo e gli abitanti passati a fil di spada (Atene sarà stranamente risparmiata). I Shardana e i loro alleati si riversano sull’Asia Minore mettendo tutto a ferro e a fuoco. Lo stesso Egitto è attaccato (1183), ma Ramesse III

trova un accordo con la mediazione dei mercenari shardana al soldo delle truppe regie. Si vanterà poi di aver sconfitto per la prima volta i più terribili e fantastici guerrieri del passato. Ma si trattava di mero patteggiamento, che porterà l’impero egizio alla fine e con questo sacrificio, Ramesse salverà il trono. 


1200 circa (1230) Jeriko è distrutta dai P.d.M. Israele entra in Palestina. 


1200-1180: ricostruzione delle città Kananee, ripopolate dai P.d.M. con esse anche città come Sardi in Lidya. 


1250-800 a.C. per i Greci, invece, questo periodo è denominato “Tempi Oscuri” o medioevo buio, quattrocento anni di Medioevo riporteranno la Grecia e l’Oriente all’Età

della Pietra. 


1180: noi preferiamo propendere per una data anteriore di circa 30 anni in cui Troia VII è distrutta da una coalizione di Popoli venuti da Occidente (Grecia e isole mediterranee), circa nel 1220-1200 a.C. Effettivamente la datazione delle varie città è piuttosto incerta, ma crediamo di poterla in parte ricostruire:  – Troia I esisteva nel bronzo antico, intorno al 2700 a.C.  – Troia II fu incendiata nel 2300 a.C.  – Troia III,  IV e V esistettero dal 2300 al 1700 a.C.  – Troia VI, ricca e potente, rinacque dalle loro rovine e venne distrutta da un terremoto intorno al 1280 a.C.  – Troia VII durò quasi un secolo ed è probabilmente la città di Priamo cantata da Omero.

Il poeta menziona nella sua opera  Teucri (Tjeker) e Lici (Liku) e i Dardani sul fronte troiano. Achei (Akayasa) e Danai (Denen, Danuna) sul fronte greco. 


Periodo Biblico: Giudici, insediamento dei Pheleset (Filistei) e Tjeker (Teucri) in Palestina. 


1100:  l’ “Onomastico di Amenemope” parla della presenza in Palestina dei Popoli del Mare e in particolare dei Pheleset (Filistei), Shardana (Tribù di Dan) e Tjeker (città di Dor) 


1100 circa: Sansone è un eroe mitico, uno Judike. Il suo nome è forse ripreso dal mitico Sandone (Sardone, Sargon…). Suo padre era della tribù di Dan, alla moglie di quest’ultimo che era sterile, apparve un angelo del Signore che le annunciò: “Avrai un figlio; egli sarà nazireo, non taglierà i capelli e non toccherà donna né bevande alcooliche” 


1080: “Il viaggio di Wenamon” definisce la città di Dor, sulla costa della Palestina, “città dei Tjekker”. 


1050: i Pheleset colonizzano il territorio che da loro prenderà il nome di Palestina (alcuni contingenti vi si trovavano già dai tempi di Ramesse I), si insediano in Gaza, Ashdod, Gath, Ekron, saccheggiano Shiloh e sconfiggono Saul, re di Israele, nel 1005. 


Periodo biblico: i Giudici. 


1050: fondazione di Sardi e ricostruzione delle città kananee, che cominceranno le loro avventure sulle antiche rotte tracciate dai Popoli del Mare, fondando nuove colonie. O preferibilmente ripopolando le antiche città da cui partirono i loro antenati nel 1200 a.C. 


945: un generale dei mercenari Libu (Libici) appartenente ai Popoli del Mare, Shesonk, si impadronisce del trono in Egitto e fonda la XXII dinastia. I mercenari Shardana sono schierati coi Libu. Nel suo tempo, a Tanis, fu ricostruito il tempio di Seth. 


940 circa. Sisak (Shesonk) entra a Jerusalem e porta via il tesoro del Tempio (compresa l’Arca?). Da una nostra ricerca, l’Arca sparisce del tutto, pur se viene spesso citata; solo però per la sua assenza. 


900: i Lidi (una parte della popolazione), governati dagli Eraclidi, sbarcano in Italia e si uniscono agli Umbri (Erodoto) - I loro lucumoni sono designati fra i dignitari Sardi (Strabone), Reges soliti sunt esse Etruscorum, qui Sardi appellantur (Festo). 


890: nell’ Urartu esisteva una dinastia con un nome a noi molto familiare: Sardur 1°, Sardur 2°, Sardur 3°.. il padre di Sardus 1° si chiamava Aramu. 


814: fondazione di Cartagine ad opera di “colonizzatori provenienti da Tyro in Fenicia”. Ma queste sono leggende e fantasie di scrittori romani. Cartagine, l’antica Karke.Dona, fu ripopolata da coloro che tornarono in Occidente dopo il “Medioevo buio”, e la provenienza da “Tyro Fenicia”, pur essendo vero che i “colonizzatori” sarebbero arrivati da Tyro, vi è da precisare che si trattava di Libu. Questo confermato anche dal Papiro Anastasi.


800 circa: La Grecia esce dal “Medioevo buio”, comincia il periodo chiamato “Tempi Arcaici”. Nella seconda metà del V sec. con l’ateniese Pericle comincia per la Grecia l’era della così detta “Cultura Classica”. 


753: Roma è fondata a opera di un gruppo di giovani pastori(?), fra cui Romolo che ne sarà il primo leggendario Re. Come Sargon di Akkad egli era “Figlio di una vergine del Tempio e di un Dio. Affidato dalla madre alla corrente del fiume, fu salvato da … etc …


” 685: Gyge si impadronisce del potere in Lydia, uccidendo Candaule l’ultimo dei re Eraclidi (Erodoto). 


616-509: Roma è sottomessa e governata da re Etruschi (Thursha, Tirreni). Ma Festo e Strabone

affermano che “Reges soliti sunt esse Etruscorum, qui Sardi appellantur”… 


600: Nekau II, faraone egizio, ordina il periplo dell’Africa a una flotta “fenicia”. Partendo dal Mar Rosso, doppiarono il Capo. “Avevano il sole alla loro destra”, racconta Erodoto. Essi rientrarono nel Mediterraneo passando le Colonne D’Eracle. Un viaggio che però compiuto secoli prima dalle bibliche Navi di Tarsis e diventato leggenda per i posteri. Il canale che collegava il Mar Rosso fu infatti costruito da Dario 80 anni dopo. 


540: Malco, generale cartaginese, sbarcato in Sardegna con un potente esercito di 80.000 uomini è sconfitto in battaglia campale da un esercito sardo (Giustino). Nello stesso periodo avviene la battaglia navale nel Mare Sardo tra gli abitanti di Aleria (Alalia), colonia greca in Corsica, e la flotta etrusca di 60 navi, rinforzata con altre 60 navi cartaginesi. I Sardi non parteciparono stranamente alla Battaglia nel loro mare. Il motivo era semplice: i Shardana/Sardi erano in quel momento alleati dei Greci e Cartaginesi ed Etruschi era in realtà Libu e Tursha, Popoli del Mare loro fratelli. 


520: I Sardi portano al Santuario di Apollo a Delfi una statua raffigurante il Babai Sardon (Sardus pater dei Romani) 


530: Tartesso è distrutta dai Cartaginesi. 


480: Asdrubale e Amilcare, figli di Magone, sbarcano in Sardegna con un potente esercito. Asdrubale

muore in combattimento (Giustino). Una ulteriore prova della “non conquista” delle Sardinia da parte di Cartagine; un’invenzione questa costruita dai Romani. Per ignoranza storica o per … cattiva pubblicità. 


480 Amilcare di Annone, nella spedizione contro Gelone raccolse a Imera una coalizione dei Popoli del Mare o, per meglio dire, dei loro discendenti: Cartaginesi, Libi, Iberi, Liguri, Sardi, Corsi ed  Elisici 


450 Himilkone, generale della flotta cartaginese intraprese un viaggio di esplorazione alla ricerca dello stagno in direzione Nord oltre le Colonne d’Eracle. Arrivò in Dan.nonia, oggi Kornovaglia 400 circa Annone, un altro ammiraglio sempre

cartaginese, cinquanta anni più tardi puntò invece a Sud delle Colonne, costeggiando il continente africano. Con sessanta navi e trentamila persone al seguito(?). Facendo tappa a Lixius, prese a bordo degli interpreti(?). Durate una notte terribile i marinai videro El Carro de Los Dioses; era il Teide che eruttava alle Canarie. 350: Saccheggio di Roma da parte dei Celti (Keltoi, Galli, Galati) di Brenno, la loro origine era, secondo Erodoto, nell’alto DANubio. 


325: Un’ambasciata dei Sardi a Babilonia fa doni ad Alessandro Magno (Giustino). E’ un segno di una sovranità dei Sardi ancora esistente in Sardegna, nonostante la presenza di Cartagine. Alessandro si considerava discendente degli eroi Akey (Akayasa) e Danai (Shardana). 


279: Sacco di Delfi da parte dei Celti (Galli) comandati da Brenno (omonimo del distruttore di Roma). 


218: Annibale attraversa la Spagna e punta verso le Alpi, obbiettivo Roma. Con lui un centinaio di elefanti 90.000 fanti e 12.000 cavalieri. L’esercito è composto dai discendenti dei P.d.M. “Sardi, Corsi, Istri e Illiri avevano provocato rivolte contro gli eserciti di Roma... con i Galli si erano avute sollevazioni...”. Questi Popoli si unirono ai Cartaginesi di Annibale, ai Baleari e ai Celtiberi della Spagna. Ma Annibale aveva stretto alleanza anche con i Macedoni e con i re dell’Epiro (Akayasa) e contava sui Galli dell’Italia del Nord che, saputo delle vittorie del Cartaginese, si erano sollevate contro Roma, mossi da elementi Etruschi (Thursa). 


215: Le città shardana, guidate da Kornus il cui “Judice” era Ampsi.Korra, attaccano le legioni romane di stanza a Karalis. Ad esse si uniscono i Sardi Pelliti, fra cui Ilienses e Balari, mentre i Gallilenses, abitatori della Marmilla-Trexenta, depredano continuamente gli eserciti inviati di rinforzo in Sardegna dal Senato romano. Era “moderna” l’Impero romano estende i suoi domini sulle terre dei Popoli del Mare e comincia l’Oblio. Stavolta per sempre.


Tratto da "I POPOLI del MARE Dal Mediterraneo all’Oriente" di Leonardo Melis. Copertina e Edizione di esclusiva proprietà di Leonardo Melis

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