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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

mercoledì, aprile 29, 2026

💙 Maggio /Maia/Mercurio (libro)

 Si schiude la porta del Mese di Maggio. 

Ecco che la Ruota celeste volge il suo raggio sul tempo delle rose, sulla stagione consacrata al Sacro Femminino. 

È il regno di Maia, la Nutrice cosmica, colei che nel suo grembo silente accolse il seme divino e generò Mercurio, il messaggero alato. 

Mercurio, ermafrodito splendente, è il Custode delle due polarità. 

In lui, il Femminino si fa architrave e scrigno della potenza trasmutante, fondamento del Tempio. 

Del nostro tempio interiore. 

Le sue ali, che solcano l’etere, non sono che l’eco visibile di una coda astrale di atomi di sodio, spazzati via dal vento del sole. Esse narrano l’elevazione dell’anima che, attraverso l’Opus, si fa leggera. E affondano le radici nel volo silenzioso delle prime Dee Uccello, le Custodi del Primordiale, Signore delle due polarità e Guardiane della Soglia, Psicopompe che guidano lo spirito oltre il velo. Per questo, ai piedi di Mercurio, giace spesso la pietra cubica, altro simbolo del Femminino, fondamento stabile su cui poggia l’instabile volo. 

Questo Femminino, in maggio, s’incarna nella forza tellurica del Toro. 

Le sue corna sono una falce di luna, un grembo che accoglie e gesta le due polarità della creazione. 

Hathor, la Vacca Sacra, porta tra le corna il disco solare, Amon-Ra, la forza ignea che feconda. 

Ed è Iside, è Maria, è Rea, è Cibele

Epifanie infinite della Forma senza forma, che può assumere ogni sembianza perché è Madre Terra, Madre Luna, l’energia divina che si manifesta nel creato. 

La Forma è messaggio. 

E il nome stesso di Hermes, da hermeneus, l’interprete, lo rivela. 

Egli è il Logos, la Parola che dà forma al pensiero divino, l’oratore che plasma i mondi col Verbo. 

A lui si deve il Fuoco, la lira dalle sette corde, scala musicale della kundalini, intreccio delle due polarità, e l’alfabeto, i numeri, la decodifica della Geometria Sacra. 

Il suo numero è il quattro, che è la croce, sono i quattro elementi, i quattro punti cardinali, il quadrato della Terra. 

Il suo sacrificio è l’ariete, l’agnello, il gallo, che nascono dalla Madre, da Maia, da Maria. 

La nostra colonna vertebrale, l’Archetipo Vav, è la colonna del Tempio. 

Non sorregge solo il corpo fisico, ma, resa eretta dalla coscienza, è il canale per le forze che ascendono. Le acque del sesso, la colonna vertebrale e la mente. 

In alchimia, tutto è governato da Mercurio. Tutto è Mercuriale.

Mercurio.

Maia.

Maggio.

Mem, la tredicesima lettera, le Sacre Acque Madri Cosmiche.

Maia.

Gaia.

Mgd.

Maddalena.

Il Sacro Femminino.

L’amigdala, che danza con la pineale.

Tutte iniziano per M, perché M è il suono dell’Acqua primordiale, il mare magnum della creazione. Sono le acque creatrici e purificatrici, il bagno di rinascita dove avviene la trasmutazione. 

La dimensione ermetica, dalla radice di Hermes, è una dimensione di custodia. 

Come il grembo femminile. 

La dimensione specifica della Madre Maia. 

“Chiuso ermeticamente” significa non disperdere il soffio vitale, conservare l’energia sacra, le forze di Yesod, il Fondamento, la Nona Sephirah. 

È la Papessa, la Luna, Iside, Maia. Preservare l’energia perché, nel silenzio del tempio interiore, essa costruisca. 

È il Verbo stesso che, custodito, svela le sue profondità, le sue verità. 

Il silenzio eloquente. 

Un portale che si schiude a nuove conoscenze per chi sa attendere e preservare. 

L’Intelletto creatore, capace di cogliere oltre il velo di Iside. 

Ecco la Papessa, l’Arcano II, seduta tra le due colonne, Jakin e Boaz, Rossa e Azzurra. 

La rossa è Zolfo, Fuoco, il Mascolino. 

L’azzurra è Aria, l’afflato divino che prende forma, è Mercurio. 

Azzurro come il manto della Papessa, come i manti delle Madonne. 

È il colore della spiritualità che lei riflette, come in uno specchio d’acqua lunare, per offrire i raggi del sole all’iniziato, attraverso l’intelletto superiore, l’intuizione. Yesod, il Fondamento, la Luna, la luce riflessa, l’energia creatrice, il doppio, i ricordi dell’Akasha. 

Maia è una delle Pleiadi, figlia di Atlante. 

E le Pleiadi dimorano nel cuore della Costellazione del Toro, il cui centro è Alcione. 

Il nostro sistema solare, settimo sole, ruota attorno ad Alcione. Ecco perché il Toro ha un significato così profondo per la Terra e per tutti i pianeti di questo sistema. 

Il toro Apis era venerato in Egitto perché da quella costellazione provengono le forze che animano il nostro mondo. 

Noi le apparteniamo. 

La tauromachia era un rito in onore di Poseidone-Nettuno. 

E nell’astrologia del corpo, la ghiandola pineale è governata da Nettuno, che controlla lo sviluppo delle gonadi, legate all’acqua, alle acque della creazione. 

Poseidone, nel microcosmo umano, governa le acque dove nuota il pesce alchemico. 

Il seme, lo sperma e l’ovulo, sintetizzati nel sangue. Nell’elemento terra del Toro. 

Il toro, ad Atlantide, era il simbolo della forza animale che l’iniziato deve controllare per risvegliare la pineale. 

Il mito narra di Minosse e del toro bianco che Poseidone fece sorgere dalla schiuma dell’oceano. 

Il toro bianco è l’uso retto dell’energia creatrice. 

Ad Atlantide, lo domavano con maestria, intrecciando corde, per poi liberarlo al termine del rito. Della corrida odierna, rimane un’eco profanata di quell’antica memoria. 

Eppure, ancor oggi, il torero s’inginocchia davanti alla Divina Madre, invocando la forza per combattere la bestia. 

Sa che quel toro scorre nel sangue di tutti i figli della Terra, e solo Lei può trasformare quel sangue venoso in sangue ossigenato, attraverso la trasmutazione. 

Ecco perché il simbolo della vacca divina assume forme molteplici. Quando il torero entra nell’arena, il mantello che sventola davanti al toro è l’emblema di Maia. 

Controlla l’animale, lo doma, perché lui è un Maestro e l’animale non lo spaventa più. 

Nella sua mano, la spada, simbolo della colonna vertebrale, l’energia del Maestro. 

La spada che potrebbe uccidere il toro. 

Ma il toro va domato, non ucciso. La sua energia è l’energia stessa della trasmutazione. 

Egli governa il mese di maggio, cedendo poi il passo ai Gemelli. 

Se l’iniziato doma l’energia del Toro, allora varca la soglia della dimensione dei Gemelli Divini. 

È l’Opus alchemico, mercuriale. Uccidere il toro era sacrilegio. 

Gli antichi lo sapevano, e per questo adoravano il toro Apis, simbolo dello Spirito Santo, sposo della Vacca Divina, la Madre. 

Il loro figlio era il vitello, il cui nome era Horus. 

Si scrive Horus, si pronuncia Aurus. 

E quando vi si aggiunge la croce del Tau, il sigillo dell’opera, il risultato è T-Aurus. 

Il Toro governa la gola, la Sephirah di Daath, la Gnosi. 

“In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio.” 

La T-Aurus, Horus con il Tau, è il Logos divino. 

La sinergia delle due polarità che divengono Oro alchemico. 

Questo è il mistero dei Misteri Taurini, oggi perduto per la maggior parte degli uomini. 

Tutto è connesso. 

Maia, il cui nome significa “madre, nutrice”, dea della fecondità, compagna di Vulcano. 

A Roma, il flamine Vulcanale, l’accenditore del fuoco sacrificale, offriva un sacrificio a Maia il primo maggio. 

Maia dea del fuoco, della fertilità e del calore vitale, annunciava la primavera. 

E il maiale, sacrificato per propiziare l’abbondanza, era simbolo di Maia-le, Maia, Mater, Maius. 

Maggio è anche l’albero che fiorisce in questo mese, l’albero di Maia, la portatrice di doni. 

È l’Albero della Cuccagna di Beltane, con i suoi nastri colorati che intrecciano il Maschile e il Femminile in una danza che emula la creazione, l’incontro sacro. 

Non si può dunque rendere omaggio a Maia, da cui maggio trae il nome, senza onorare il figlio Mercurio e la simbologia del Toro, di cui le Pleiadi sono stelle. 

Tutto è meravigliosamente connesso, e la mitologia non è mai solo favola antica, ma metallinguaggio, cifra di conoscenze gnostiche, di trasmutazione e alchimia, a cui non siamo più abituati. 

Maggio si inaugura con Beltane. Con i carri adorni per la sagra di Sant’Efisio, che sfilano solenni. Con le corna dei buoi, unite da ornamenti nuziali, quasi a simboleggiare l’unione alchemica delle due polarità, come da sempre insegna il simbolismo delle corna. 

Una simbologia taurina e uterina, veicolo di energia creatrice, di cui la Sardegna è eccelsa custode. 

E il numero cinque, che appartiene a maggio, è la vibrazione del chakra della gola, Vishudda, in misteriosa correlazione con l’apparato riproduttivo femminile. Il cinque, numero di Venere, che governa il Toro, custodisce in sé la doppia polarità. 

È il Sacro Archetipo Ebraico He’, la finestra, la funzione Vita. 

Non a caso.


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com 

Tratto dal mio libro 

"Maldalchimia. Di Ombre e Luminescenze" Volume II 

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Maggio /Maia/Mercurio ( libro)






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