Ho iniziato a parlare del Dio Shu esattamente il 20 febbraio 2021 in un mio scritto che già parlava di Archeoastronomia
https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/lo-stargate-di-orione-attraverso-sa.html?m=0)
"Questo tipo di allineamento a "7 pianeti", era considerato importantissimo, poiché era considerato come uno stargate, per l'ascensione al cielo, e il ritorno ad una forma stellare, come il nonno di Osiride, la divinità Shu, il padre degli Dei, il Dio dell'arco, il Custode dei pilastri che sostengono il cielo
Del Dio Shu, nominato anche nelle altre due mie precedenti opere, "Gli Uomini senza Ombra. Simbologie archetipali in Sardegna" e "Il Tempo Capovolto. Maschere del Carrasegare sardo. Il Sacro che genera il Caos, il Caos che rinnova l’Ordine", ne ho parlato in particolare nel mio ultimo saggio, "Le Dee Silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna", perché è stato un canovaccio astrale e archeoastronomico di straordinaria importanza, di cui avevo già rilevato tasselli importanti, anni fa. Tasselli che hanno trovato giusta collocazione, incasellati in una koinè concettuale, semantica e simbolica che è emersa in tutta la sua straordinaria potenza nella continuità e narrazione litica, nella memoria che i nostri Antichi Padri e Madri sardi, ci hanno voluto lasciare attraverso le mappe archeoastronomiche.
Dal Capitolo XVI del mio libro "Le Dee Silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna", a metà strada tra le 401 pagine esposte
[...] In questa prospettiva, il ponte verso l’alto è tracciato dalle stelle circumpolari, quelle che non tramontano mai, le Mesket egizie, le “guardiane del cielo”.
Tra queste, l’Orsa Maggiore occupa un posto preminente, identificata dagli antichi Sardi come “Su Juvale”, il giogo dei buoi.
Non si tratta di una semplice metafora.
Infatti la configurazione a sette stelle dell’Orsa richiama l’aratro trainato da una coppia di bovini, uno strumento sacro che solca la terra per generare la vita, così come solca il cielo per generare l’ordine cosmico.
[...] Durante l’equinozio di primavera, quando l’Orsa Maggiore è al culmine della sua visibilità e indica la Stella Polare, il sovrano tracciava il perimetro del tempio futuro, “arando” il solco sacro.
Da questo atto rituale nasceva l’Akhet.
Nella lingua egizia, Akhet è il geroglifico del sole che sorge tra due montagne, l’orizzonte.
Ma è anche il nome del periodo della piena del Nilo, della fertilità e, soprattutto, del tempio come “luogo di rinascita”.
L’Akhet è lo spazio consacrato dove cielo e terra si incontrano, simboleggiato dalle due torri (i due monti, i due nuraghi, i due leoni accovacciati di Sulki) che custodiscono l’ingresso.
Il giogo dell’Orsa Maggiore, “Su Juvale”, è l’archetipo celeste di questo spazio sacro, e il nuraghe Cuccurada di Mogoro( di cui ho scritto nel gennaio del 2024)
la cui pianta replica esattamente le sette stelle dell’Orsa e che un tempo aveva come stella polare non Polaris, ma Alfa Draconis (la stella del Drago/Serpente), ne è la prova tangibile e la trasposizione litica.
Questa architettura cosmica non è statica, ma dinamica, poiché, nei suoi simbolismi, manifesta una certa continuità precessionale, che comunque è di dimensione del Femminino.
[...] Il Serpente è il labirinto, il percorso tortuoso del DNA, della Kundalini che risale il canale spinale.
Il Toro ne rappresenta la forza vitale, l’energia grezza che deve essere incanalata.
La loro unione simboleggia la costellazione dell’Ofiuco, che nell’antichità si trovava proprio sotto il segno del Toro durante l’equinozio di primavera, fungendo da ponte.
Il glifo dell’Ofiuco, come il giogo (Juvale), è un’immagine di congiunzione e armonia dei contrari.
Come San Giovanni ("Juanni", in sardo, dalla stessa radice "Ju-" di Juvale) battezza Cristo nelle acque del Giordano, così l’Ofiotauro battezza l’iniziato nelle acque amniotiche del labirinto.
La sua meta è l’Akhet, l’orizzonte di luce dove Shu (il dio dell’aria e del vuoto, custode dei pilastri, il cui nome è forse alla radice di Shardana) separa il cielo dalla terra per permettere il miracolo della manifestazione.
Questo aspetto della dimensione dell'Akhet (l’orizzonte sacro) e del dio Shu (l’aria/il vuoto che separa cielo e terra) è estremamente interessante, perché hanno hanno precise corrispondenze con costellazioni, direzioni cardinali astrali e, per trasposizione simbolica, con l’arco architettonico, la "teoria dell'arco", come abbiamo già visto, in diverse civiltà antiche.
Essa obbedisce alla precessione degli equinozi, il lento movimento dell’asse terrestre che scandisce le ere.
[...] Shu è l’aria, il “sollevatore” del cielo (Nut) separato dalla terra (Geb).
Viene spesso raffigurato in piedi, con le braccia alzate a sostenere la volta celeste.
Le sue braccia descrivono un arco (la volta celeste).
In alcuni testi tardi e interpretazioni esoteriche (Plutarco, testi ermetici), Shu è paragonato all’arcobaleno e all’arco lunare.
Nel sincretismo greco-romano, Shu fu associato ad Atlante (che regge il cielo) e alla costellazione dell’Auriga (il cocchiere che solleva un braccio).
L’Auriga, come abbiamo visto, è stata messa in correlazione con i menhir di Pranu Mutteddu, e fa parte dell’asterismo dell’Esagono Invernale, anch'esso a sud-est, un asterismo che comprende Capella (α Aurigae), Aldebaran (α Tauri), Rigel (β Orionis) e Polluce (β Geminorum).
Altri hanno visto in Shu una proiezione di Orione stesso. Orione è considerato il “sollevatore” nell’emisfero sud, che sorge in direzione est-sud/est, collegato a Sah, l’anima di Osiride.
E qui ritorniamo al nostro Sud-Est cosmogonico.
La direzione cardinale astrale di Shu è piuttosto lo Zenit (il punto più alto dell’arco diurno del sole) e il passaggio meridiano del sole a mezzogiorno, perché Shu separa i due mondi in verticale.
[...] La simbologia dell’arco trasposta nell’architettura antica, come abbiamo visto, è estremamente importante.
L’arco come elemento architettonico (a tutto sesto, a sesto acuto) non è comune nell’Egitto faraonico (conoscevano la volta a botte ma non l’arco vero come chiave di volta).
Tuttavia, il simbolo dell’arco, come linea che congiunge due poli separati (terra-cielo, est-ovest, vita-morte) è trasposto in vari contesti.
[...] Colui che sostiene il cielo.
La chiave di volta è il punto di equilibrio (Shu stesso).
Quindi l'Akhet rappresenta l'orizzonte ma che migra simbolicamente verso est, con la levata eliaca di Sirio /Orione, rappresentazioni, in questo contesto, del Toro/Baal e Tanit.
Shu che regge l'arco, in direzione Sud-Est della sua levata eliaca all'alba del solstizio d'inverno, indica la trasmutazione ascensionale di Osiride /Orione
A questo riguardo è molto affascinante incrociare mitologia egizia, astronomia, religioni misteriche romane e simbolismo archetipico[...]
[...] Sia Mitra che Shu sono correlati alla volta celeste, ma in particolare all'orientamento cardinale sud-est, di domiciliazione del Toro.
L'oriente, l'est, è associato alla nascita di Horus (Horus akhet) e alla rinascita del re, e il Sud (Khenti) è la direzione di molti dei primordiali.
Come vedete, è sempre tutto estremamente collegato.
Ma infatti ho trovato estremamente interessante il Manufatto di Gezer, in correlazione con l’Archetipo di Shu.
Il reperto cananeo rinvenuto a Gezer, un medaglione d’argento figurante una stella a otto punte fiancheggiata da due elementi curvilinei interpretabili come corna lunari, costituisce un unicum tessile e votivo di straordinaria rilevanza.
[...] Ho riconosciuto, in questo manufatto non tanto una generica raffigurazione delle dee mesopotamiche Ishtar o Sin, quanto piuttosto l’incarnazione archetipale del dio egizio Shu.
[...] l'Ottava Sfera (la dimensione intermedia tra i sette cieli planetari e il nono, sede dell’Uno), incarna il principio di mediazione tra polarità opposte.
La stella a otto punte, in lungi dall’essere un mero ornamento, rivela una struttura numerologico-astronomica profonda[...]
E molto altro...
Tiziana Fenu
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Tratto dal mio saggio
"Le Dee silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna"
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Immagine
Medaglione Gezer
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/10/stella-8-punte-israele-shu.html?m=0
Shu
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Dio Shu( libro Le Dee Silenziose)




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