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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

mercoledì, maggio 13, 2026

💛 Sommo Sacerdote /Fatima (libri)

 

Ho già parlato di questa correlazione, tra il mantello del nostro bronzetto sardo, il Sommo Sacerdote, e la tessitura a griglia presente anche nel mantello della Madonna di Fatima, tempo fa, già dal settembre 2022
https://maldalchimia.blogspot.com/2022/09/sacerdote-musico-madonna-di-fatima.html?m=0, approfindinento ripreso l'anno scorso.
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/05/sommo-sacerdote-fatimaargeiargia.html?m=0
Oggi si celebra l'anniversario della prima apparizione della Madonna di Fatima, già anticipata ieri, con il nono giorno della Sacra Novena a Fatima, anche i Lemuria romani.
Immaginate quindi, quanto possano essere importanti queste due date.
Il 12/13 maggio.
Festa dei LEMURIA romana, che veniva celebrata in onore degli spiriti dei def*unti, celebrata in silenzio durante  notte, con le porte dei templi  chiuse e matrimoni  sconsigliati per tutto il mese di maggio( ( capito? Invece di incentivare l'unione, l'amore, lo disincentivavano, come stanno facendo adesso)
Lemuria collegata anche al Wesak, intesa come spiritualità degli Antenati, dei Maestri Ascesi , di una spiritualità molto elevata.
E poi abbiamo il Femminino.
Quello funzionale all'ascesa di Osiride, smembrato in 14 pezzi, che viene ricompattato da un Femminino/Scorpione come Iside, al contempo, veleno e antidoto, come è nell'immensa e misterica dimensione del Femminino.
Un Femminino funzionale, in questo caso, sempre "usato" per ritualizzare.
Proprio il 12 maggio abbiamo il nono giorno della Novena a Nostra Signora di Fatima.
In questo giorno, viene celebrata la memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Fatima, e spesso si dedica la giornata a una particolare devozione, come il cammino in ginocchio.
Il 13 maggio come celebrazione della prima apparizione della Madonna di Fatima ai tre pastorelli, nel 1917.
Non mi soffermo sui tre segreti di Fatima, altrimenti diventa complesso e fuorviante.
L'analisi ghematrica della parola Fatima è la seguente
147= 12( archetipo Lamed, prova, sacrificio, Arcano Maggiore XII dell'Appeso)
300=  valore ghematrico del ventunesimo archetipo Shin, il Fuoco Sacro. Arcano Maggiore XXI del Mondo
50= valore ghematrico del nostro quattordicesimo Archetipo Nun, guardacaso.
Teniamo presente che il 12 maggio, in epoca romana  si celebrava il TEMPLUM MARTIS ULTORIS in CAPITOLIO, l'Anniversario della dedicatio del tempio di Mars Ultor sul colle Capitolium, oltre che celebrare  le Ludi Martiales Circenses, una cerimonia che si svolgeva al tempio di Marte, nel Circo Massimo dove venivano celebrati i Ludi in onore del Dio Marte con corse di cavalli e di bighe.
Capite quindi, che nello stesso giorno del 12 maggio, si celebrava Marte, il Signore della gu*erra, a cui seguono i Lemuria, il 13, di protezione e aggancio energetico con gli antenati e il 14, proprio il 14, numero chiave, gli ARGEI
Gli Argei, ovvero 24 fantocci di legno, venivano gettati nel Tevere dal Pons Sublicius dalle vestali in un rito pubblico.
Gli Argei rappresentano i principi al  seguito di Ercole stabilitisi nel Campidoglio, nel centro del potere romano.
Gli Argei vennero cacciati, perché i riti erculei erano contrari ai riti femminili, non a caso Ercole stra*ngolò i due pitoni, simbolo della Grande Madre, le cui sacerdotesse si chiamavano appunto le pitonesse.
E poi abbiamo il 15 maggio, i Mercuralia, il TEMPLUM MERCURII in Aventino, consacrato al Dio Mercurius un tempio sul colle Aventinus, che custodisce un'acqua miracolosa capace di trasmutare "le mercanzie", che muteranno padrone, essendo Mercurio, anche protettore dei Mercanti.
Nello stesso giorno del 15 maggio, si festeggiava in onore di Mercurio e della Madre Maia, padedra del dio Vulcano, il  "Dies Mercuriae et Maiae".
Capite quindi, come il passaggio della celebrazione della Beata Vergine Maria di Fatima, a cui si aggiunge, a contraltare, la celebrazione, in periodo romano ( ma visto che tengono conto di queste celebrazioni pagane, tanto da far coincidere il capodanno romano, che enfatizzava l'occhio rosso del Toro, Aldebaran, avente proprio la simbologia massonica dell'occhio dentro il triangolo, è lecito pensare che celebrino anche loro, in Vaticano) del Dio Marte, Dio della guerra".
Gli Argei, erano quindi, chiaramente, in onore di Saturno, il Femminino.
Una purificazione che passa attraverso il Femminino.
Stranamente, la parola Argei, è similissima alla parola "argia " sarda, che indica un tipo di ragno che si trova solo in Sardegna, a cui è legata tutta una ritualistica particolare, legata al concetto dell'esor*cismo, concetto che troviamo anche nella ritualistica degli Argei, un'aspetto dei Lemuria romani.
Dal mio scritto a riguardo ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/07/s-argia-mescina_17.html?m=0"Arca)
"La parola argia è simile alla parola "argha" , termine sanscrito che significa "va*gina/ yoni" , da cui poi deriverebbe la parola Arca, concezione cosmica di una "va*gina /Arca /creatrice cosmica", traghettatrice da una dimensione all'altra ( ne ho parlato nel mio penultimo post, a proposito del labirinto)
L' argha è la Madre Matrice che tesse la terra del Creato, è essa stessa Il Filo d'Oro.
Il Filo d'Oro simbolico del labirinto che può riportare l'eroe la prima consapevolezza di se stesso.
Ma la parola "Argha" è troppo simile alla parola "Argia"(ragno in sardo) per passare inosservata".
Ragno che si trova solo in Sardegna".
Il ragno tessitore.
Il Femminino archetipale, la cui griglia di tessitura, come in una scacchiera, è simbolicamente formata da due elementi cosmogonici, la "Mem" di acqua, rappresentata dalla " M", e la Shin  di fuoco, rappresentata dall "W" , quindi Madre e Padre creatori, che Uniti in modalità speculare, formano la  griglia.
Man/Woman
M/W capovolte .
Fuoco e Acqua.
Mem Shin
Letto tutto insieme diventa Menshin
Troppo simile a "Mescina" , Medicina in sardo
"S'argia mescina".
La ritualistica guaritrice per il morso del ragno, dell'argia sarda.
Quasi a sottolineare che Padre e Madre insieme, acqua e fuoco insieme, possono essere, non solo creatori, ma anche terapeutici, guaritori".
Un Femminino archetipale, quindi, di cui abbiamo le prime tracce ancestrali nel nostro concio di Tresnuraghes( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-tanit-di-tresnuraghes-la-nostra.html?m=0), con la nostra Tanit ancestrale( di cui ho approfondito successivamente https://maldalchimia.blogspot.com/2022/06/la-tanit-di-tresnuraghes-tessitrice.html?m=0), con la sua griglia di tessitura, come un'archetipale Aracne.
"Innanzitutto anche l'anagramma di ragno in italiano, è "rango".
"Rango",  perché il ragno è l'animale cosmogonico per eccellenza.
Tesse il destino dell'uomo. Tesse e distrugge i fili della sua vita, come la Jana/Yoni,  che è "bogadora"( levatrice),  e "accabadora"( può togliere commiserevolmente la vita, se vuole)
Una Dea Ragno può essere affrontata solo da chi è del suo stesso rango
Perché lei è di un rango superiore.
È la Demiurga , la Dea Creatrice, "s'argia", "s'aranzolu", nome molto simile ad Arianna del Filo d'Oro, del labirinto.
E come Neith , la Dea Ragno  egizia, filatrice  del destino, la dea guerriera dalle frecce incrociate sopra uno scudo,  fissate ad archi , con una valenza simile a quella di Atena.
E' come una divinità che ha tessuto tutto il mondo,  e che è rappresentata da un telaio, e' la Grande Mucca che ha dato alla luce il Dio Sole Ra , in grado di partorire senza un partner, la più anziana tra le divinità.
Icona  del ragno , che si ritrova in tutte le civiltà,  in tutti i periodi storici.
Del mito di Arachne si racconta che fosse bellissima e bravissima al telaio, tanto da  sfidare Atena, la quale perdente , stracciò la  la tela di Aracne in mille pezzi,  la quale scappò via, tentando di impi*ccarsi ad un albero.
Allora Atena, non paga, decise di condannare Arachne a tessere per il resto dei suoi giorni , e a dondolare sullo sesso albero dal quale voleva uc*cidersi, ma non avrebbe mai  più filato con le mani,  ma con la bocca, poiché  fu trasformata in un gigantesco ragno.
Questo è ciò che racconta la mitologia su Arachne.
Quello che più mi colpisce di questa rappresentazione sul "concio della rete",  di questa Tanit che si intravede in questa griglia , è la forma rettangolare delle maglie che non sono quadrate".

E guardacaso, ritroviamo la stessa griglia, con maglie rettangolari, anche in una riproduzione, sotto descrizione dei pastorelli stessi, della Madonna di Fatima, il cui soprabito /mantello, è descritto con una lavorazione a maglie rettangolari.
È la stessissima descrizione e rappresentazione che ritroviamo nel nostro bronzetto sardo, il Sommo Sacerdote, del quale aspetto di correlazione con la descrizione con la Madonna di Fatima, ho parlato in questo scritto( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/09/sacerdote-musico-madonna-di-fatima.html?m=0)
Sommo Sacerdote, che personalmente, considero un essere divinizzato, di cui ho approfondito, con riferimento ai miei scritti precedenti, nel mio ultimo scritto di approfondimento ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/07/sommo-sacerdote-approfondimenti.html?m=0)
"Una struttura, quella del mantello, che ricorda la struttura di una ragnatela.
E questo rimanda alla simbologia ritualistica e guaritrice di queste alte figure sacerdotali, che sono Sciamani, guaritori.
Cerimoniale come quelli terapeutici per il morso dell'argia( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/07/s-argia-mescina_17.html), il terribile ragno sardo, che durava tre giorni e che era condotto da un musicista esperto, da un terapeuta ( forse, magari, una figura come quella del Sacerdote Musico, il cui mantello, è fatto un po come uno schema a ragnatela), che attraverso il suono, entrasse nel labirinto della follia momentanea del poss*eduto, perché questo rientrava nella prassi della individuazione dell'Argia.
Esperto suonatore e terapeuta, che, azzarderei, potrebbe anche essere individuato in quella figura del Sommo Sacerdote con le armille nei piedi e l'aulos, quello che ha al diadema con la scritta "sommo sacerdote", il Sa ' an",  il "sanatore/ suonatore", "su sanadori/ sonadori", che guarisce con il suono, con la musica, con la frequenza Sacra.
"Su sanai" ("il guarire", in sardo)
"Sanai/sanaj, parola che è speculare a Janas, sia a livello lessicale, perché magari come è nelle antiche scritture, si scriveva e leggeva da destra verso sinistra, sia a livello eso*terico, perché lo speculare, il gemellare, rappresenta la parte divina della materia ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/il-concetto-di-gemellare.html?m=0).
Le antiche Janas donne di Medicina.
Sanai, inoltre, scomposto, diventa "Sa nai", la nave, il grembo alchemico del ritorno nel Grembo della Madre, dove si guarisce, e dove si rinasce.
S'Argia  e il  Sommo Sacerdote che pratica l'esor*cismo, appartengono allo stesso rango, perché il ragno è una divinità Sacra, è creatrice, ed è lei che tiene i fili del destino degli uomini, che tesse il loro destino" .
Quindi, la tessitura, la trama particolare di questo rivestimento di questa Dea, è fatta come il mantello del nostro Sacerdote musico, a rivestimento di un collo insolitamente lungo( forse lungo, come il collo di una gazzella), ma che, nei nostri bronzetti sardi, è talvolta presente, proprio come simbolo di regalità
(https://maldalchimia.blogspot.com/2022/10/statuina-iraniana-con-anelli-al-collo.html?m=0)
Non mi dilungo nella descrizione che potete trovare nei link di riferimento.
Sottolineo il fatto che figura centrale anche dei Sacri riti dell'Argia, è proprio una figura come quella del Sommo Sacerdote, che funge anche da esor*cista oltre che da benedicente.
E questo si ricollega ai riti romani degli Argei che erano dei riti che erano in pratica degli esor*cismi.

Dei riti "de s'Argia mexina" ne ho parlato nel mio libro
"Il Tempo Capovolto. Maschere del Carrasegare sardo. Il Sacro che genera il Caos, il Caos che rinnova l’Ordine"
"[...] Sa Filonzana, che appare sempre in compagnia dei Boes, dei Merdules e de sos Issohadores, è lì a ricordare che lei può, come la Parca del Destino( in Grecia venivano chiamate le tre Moire, assimilate anche alle Norne norrene, come la Parca Lachesi, che significa “destino”) decidere in ogni momento, la sospensione del destino di ognuno, anche temporaneamente, avvolgendolo sul fuso e stabilendo quanto del filo spettasse a ogni uomo. 
Una Parca Lachesi, che mi rimanda alla simbologia dell'Arachne tessitrice, e alla ritualistica sarda de S'Argia Mexina, la ritualistica usata per il morso del ragno velenoso, la malmignatta, chiamato “s'argia”.
La Parca Lachesi e la figura di Aracne condividono una profonda affinità simbolica, radicata nell'atto del tessere, del filare, e nella sua associazione con il destino, questa connessione simbolica, esoterica, archetipale.
La Parca Lachesi, è una delle tre Moire, dette anche Parche. 
È “colei che assegna la sorte”. Misura il filo della vita determinandone la lunghezza
Il fuso e il filo che rappresentano il corso dell’esistenza umana.
Aracne, l'abile tessitrice trasformata in ragno dopo aver sfidato Atena.
E ritorna la simbologia di Atena[...] . 
[...] La tela, la ragna-tela, che è frutto della tessitura e, per estensione, la rete del destino.
La correlazione tra le due figure, è evidente, perché entrambe operano con un filo che materializza il destino[...] . 
[...] La Lachesi, come destino istituzionalizzato, Aracne come destino creativo e trasgressivo, condividendo un nucleo simbolico profondo, radicato nell’universale metafora della tessitura della vita.
L'argha( arga in sanscrito significa vagina, intesa come dimensione cosmica di creazione)  è la Madre Matrice che tesse la terra del Creato, è essa stessa Il Filo d'oro. 
Il Filo d'Oro simbolico del labirinto che può riportare l'eroe la prima consapevolezza di sé stesso. 
Ma la parola "Argha" è troppo simile alla parola "Argia"(ragno in sardo) per passare inosservata. 
Ragno che si trova solo in Sardegna
Innanzitutto anche l'anagramma di ragno in italiano, è "rango". 
"Rango",  perché il ragno è l'animale cosmogonico per eccellenza.
Tesse il destino dell'uomo. 
Tesse e distrugge i fili della sua vita, come la Jana/Yoni, che è "bogadora"(parola sarda che significa  levatrice),  e "accabadora"( altra figura sarda estremamente rispettata, colei che può togliere commiserevolmente la vita, se vuole). 
Una Dea Ragno può essere affrontata solo da chi è del suo stesso rango.
Perché lei è di un rango superiore.
È la Demiurga , la Dea Creatrice, "s'argia", il particolare tipo di ragno, la malmignatta, la vedova nera mediterranes, "s'aranzolu", nome generico del ragno in sardo, nome molto simile ad Arianna del Filo d'Oro, del labirinto[...]"

La tessitura a rete è un Archetipo.
Ne ho parlato nel mio ultimo libro
"Le Dee Silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna", di cui ho postato un breve estratto ieri
https://maldalchimia.blogspot.com/2026/05/lavorazione-retelibro-le-dee-silenziose.html?m=0

Del sommo Sacerdote ne ho parlato nel mio libro "Il Tempo Capovolto. Maschere del Carrasegare sardo. Il Sacro che genera il Caos, il Caos che rinnova l’Ordine"
"[...] La melagrana ornamentale, oltre al suo ricco simbolismo di fertilità e rinascita, presenta una microstruttura che ispira moderne ricerche su elettrodi ad alta capacità, suggerendo un’intuizione arcaica sulle proprietà di accumulo energetico di certe forme naturali.
[...] Il suono terapeutico della conchiglia crea un parallelo con altre figure sacerdotali-guaritrici della tradizione sarda. 
Come il Sacerdote Musico, il Sommo Sacerdote  dei bronzetti nuragici, che con il suono del suo strumento ("aulos") guidava rituali di guarigione e di contatto con il divino, il Cotzulado usa il suono per sanare la comunità dall'inerzia invernale e dal pericolo della sterilità[...]"

Parentesi interessante. C'è anche correlazione tra la Dea Akunet che presenta questa conformazione a griglia, come la veste del Sommo Sacerdote, e ha come simbolo proprio una conchiglia 

Ne ho parlato in un mio scritto 

https://maldalchimia.blogspot.com/2023/03/dea-akunetsacerdote-musico.html?m=0


Ma ne ho parlato, del Sommo Sacerdote, anche, sotto altri aspetti, perché presenta aspetti simbolici a più livelli di decodifica, anche nel libro "Gli Uomini senza Ombra. Simbologie archetipali in Sardegna"
[...] Due armille come due circonferenze, quindi come due 10
Rappresentano, come ho scritto all'inizio, il valore ghematrico della Sacra lettera e Archetipo Yod, prima lettera del tetragramma divino YHWH.
Funzione "concentrazione", il punto di inizio.
La lettera rappresentata da un punto, che è la base di tutte le altre lettere.
La summa.
Come il nostro Sommo Sacerdote, che è simbolo metaforico, dell'Essenza[...]
[...] Così come hanno fatto per il nostro Sommo Sacerdote, che fu fornito di una forcella semilunare, poi tolta.
Dei demiurghi, come il nostro, il Dio della frase "e luce fu".
D'altronde questo Sommo Sacerdote, ha nelle due armille, proprio la simbologia del 20( 10+10) della YOD /YHWH , perché è un emissario divino.
Un emissario divino potente, i cui paramenti, sono stati indicati, per la vestizione
[...] Ma allora, possiamo pensare che anche le armille ai piedi del Sommo Sacerdote, potessero, per contatto tra loro, generare una tale tensione elettrica da risultare pericolosa per chi ne venisse a contatto, non con quello che definiscono flauto( anche se, come ho scritto prima, il potere del suono aveva sicuramente una forte valenza sacrale, terapeutica e fisica, pensiamo anche alla levitazione tramite le frequenze del suono), ma tramite un vero e proprio "taser", ancestrale, uno strumenti che "spara" scariche elettriche a basso voltaggio, comunque sufficienti per dissuadere, o anche per portare alla morte.
[...] D'altronde, sono convinta che avessero la stessa funzione i doppi scudi rappresentati nel bronzetto di Teti.
E, sottolineo, che il guerriero di Teti, non è un demone, ma un Essere divinizzato, che corrisponde a precisi parametri della Geometria Sacra ), così come corrisponde il nostro Sacerdote, il cui fulcro, è proprio su quella mano destra che tiene in mano questo dispositivo"

Un'altra particolarità.
"Le Lemuria romane venivano celebrate il 9, l'11 e il 13 di maggio. I matrimoni erano sconsigliati sia durante i Lemuria che per tutto il mese di maggio. Gli spettri dei morti irrequieti venivano calmati con offerte di fagioli neri. In quei giorni, le Vestali preparavano la mola salsa col primo grano della stagione"
(https://www.romanoimpero.com/2018/05/lemuria-9-maggio.html?m=1).
I fagioli neri che venivano usati per questi rituali di esorcismo, di allontanamento degli spettri irrequieti, rimandano allo stesso colore del ragno sardo, che è nero con 13 macchie rosse.
Le Lemuria venivano celebrate proprio il 13 in particolare.
"S'Argia sarda, è un ragno che vive in Sardegna, che può essere molto pericoloso e mortale che, e che in altre zone viene chiamata malmignatta o vedova nera mediterranea, con corpo nero, contraddistinta da 13 macchie rosse, una delle poche specie il cui morso  può rivelarsi molto pericoloso per gli umani.
13 macchie.
Tredicesimo Sacro Archetipo Ebraico Mem, e ritorniamo alla radice della parola Mescina
Mem, l'acqua primordiale creatrice, il grembo amniotico e mnemonico.
La Grande Madre tessitrice.
Arcano Maggiore XIII, la M*orte, che ha, implementato in sé, anche il concetto di vita .
S'argia, è stata sempre rappresentata come un terribile animale, avvolto da misteri, e ispiratore di un intero apparato di riti e rimedi che riportano nella credenza Popolare  ai "riti dell'argia".
Dove gli effetti della puntura potevano essere combattuti solo esorcizzando il soggetto attraverso determinati rituali che si traducevano sempre in  balli e travestimenti, poiché chi era posseduto dal  " Nume dell'argia", doveva poi  rivelare con riti che coinvolgeranno tutta la comunità, che tipo di Argia  lo stesse possedendo.
Era la stessa Argia che si rivelava.
Se era nubile, sposata o  vedova
I sintomi della puntura dell' Argia, rimandano al concetto di "Oistros", la rappresentazione della pura follia, è la "puntura- pizzico" che  ritroviamo in un frammento di Eschilo, dove l'Oistros, è rappresentato dal pungiglione del tafano (la mosca cavallina) che costringe ad una corsa folle senza meta, con il cuore pieno di ira e di paura, la povera Io, la sacerdotessa ve*rgine che vi è vittima di un amore precluso poiché in una notte nella sua camera si concede a Zeus.
Il padre Inarco, la caccia, Zeus La trasforma in giovenca candida, per possederla come toro ed Era la moglie di Zeus, accortasi del tradimento, le mando' un tafano che la punge  incessantemente, e la costringe ad una corsa infinita, fino a che si fermerà sulle sponde del Nilo, dove Zeus, impietosito, con il tocco della mano la trasforma  in un paesaggio dominato dalla vegetazione e dal fluire delle acque risanatrici
Nella mitologia egizia fu identificata con Iside, dea della maternità e della fertilità.
Oistros che è la personificazione della frenesia, che si ritrova anche in altri miti che raccontano di donne in crisi, soprattutto prima delle nozze.
Di donne instabili, come le vergini di Mileto, in preda a un desiderio suicida di massa, oppure riporta alla dimensione org*iastica del culto dionisiaco dove le Menadi, le Baccanti, si rifugiavano in uno stato allucinato, inseguite dal "sacerdote" Dionisio.
Ma parliamo di miti all'epoca di Plutarco del 60 d. C., di un simbolismo della ver*gine errante, disorientata, ancora infantile, in preda  a disordini psichici e oscillanti, in balia del vento, come la ragnatela di un ragno".

E anche qui, troviamo un rimando al Toro, per chi sa e legge dai miei scritti, quanto la simbologia del Toro sia estremamente presente in questi passaggi degli ultimi avvenimenti.
Ma ciò su cui volevo puntare l'attenzione oggi, è questo collegamento, Sommo Sacerdote /Madonna di Fatima/ritualistica Argia sarda/Argei romani, che, come avete potuto leggere, hanno interessanti punti in comune.
Come ho scritto altre volte, ci sono similitudini tra civiltà romana e sarda, perché quella sarda, resta comunque Matrice, e nella memoria di questi bambini che videro la Madonna di Fatima, chissà che non abbia influito la memoria ancestrale, archetipale del nostro Sommo Sacerdote, che sono convinta potesse essere un Femminino, con lo stesso identico mantello a trama rettangolare.
Un Femminino che porta sul capo, come il Sacro Femminino Iside, il Sole, o forse è lo stesso specchio della Luna, che assorbe e riflette i raggi solari.
Perché la trasmutazione e la guarigione, passano sempre per il Femminino.

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com
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Sommo Sacerdote /Fatima







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