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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

lunedì, agosto 25, 2025

💚Dea Hator con le orecchie /branchie

 La Dea Hator con le "orecchie" come le branchie di un pesce

Ciò che è stato definito "civilizzatore", come gli Oannes e gli Apkalli, era un Sacro Femminino. 

Le Madri che venivano dal mare e dal cielo.

Presenza di fiori a 16 petali

Archetipo Ayin

La sorgente

Il Terzo Occhio.

Corrispondenza

Come sopra, cosi sotto.

Corrispondenza tra cielo e terra. 


Approfondimenti dettagliati nei miei scritti


-https://maldalchimia.blogspot.com/2023/08/il-sacro-femmininooannesapkallu.html?m=0


-https://maldalchimia.blogspot.com/2021/11/statuina-oannes-neo-sumera.html?m=0


-https://maldalchimia.blogspot.com/2024/03/le-dee-che-venivano-dal-mare.html?m=0

Tiziana Fenu 

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Dea Hator con orecchie / branchie



💛Pozzo Sacro di Dholavira, India

 

Altra struttura a Menat come quella del nostro pozzo Sacro di Santa Cristina, a Paulilatino, qui in Sardegna( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/il-menat-portale-alchemico-dei-pozzi.html?m=0), di altri nostri pozzi sacri ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/07/pozzo-canopolicanopi-egizi.html?m=0), ma anche nuraghi ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/09/orientamento-solstizio-invernale-pozzo.html?m=0)
e come il pozzo di Badlapur, sempre in India, di cui ho già approfondito
(https://maldalchimia.blogspot.com/2022/01/labirinto-india-benettutti.html?m=0
https://maldalchimia.blogspot.com/2024/05/pozzo-santa-cristina-pozzo-indiabadlapur.html?m=0)
Si tratta di una struttura nel sito archeologico di Dholavira, nello stato del Gujarat, in India, sull'isola di Khadir,
molto importante perché è stato uno dei siti più importanti  appartenenti alla civiltà della valle dell’Indo
risalente al III millennio a.C., che testimonia, nel complesso, una pianificazione urbanistica precoce, probabilmente basata sulle gerarchie sociali, con una sofisticata ingegneria riguardo i pozzi.
Una tecnica costruttiva forse importata dai nostri Antichi Shardana, navigatori in tutto il mondo?
Vorrei ricordare che abbiamo, in India, anche un labirinto a 7 percorsi, come quello fu Benettutti
ritrovamenti di scacchiere a torre ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/scacchiera-indiascacchiera-pubusattile.html?m=0) e il famoso Kamasutra, la dottrina delle vibrazioni indiana, prende come griglia energetica dei suoi insegnamenti, proprio una scacchiera a 64 quadrati, come la nostra antica scacchiera della Domu de Jana di Pubusattile ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/il-kamasutra-e-la-scacchiera-di.html?m=0), che c è risponde anche alla griglia energetica dell'occhio di Horus
( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/04/locchio-di-horus-e-la-scacchiera-di.html?m=0)

 Il pozzo di Dholavira non è un semplice serbatoio idrico. È un capolavoro di ingegneria e astronomia, allineato con precisione per catturare i raggi del sole durante i solstizi.

A differenza di molti altri pozzi dell'epoca, quello di Dholavira è una struttura monumentale scavata nella roccia, con scale che scendono fino al livello dell'acqua. Fa parte di un sofisticato sistema di gestione idrica che include serbatoi, canali e dighe.

Presenta un allineamento Nord-Sud: Il pozzo è orientato quasi perfettamente lungo l'asse nord-sud. Quindi è orientato ai solstizi , come i nostri pozzi sardi( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/orientamento-sud-sudest-di-alcuni-pozzi.html?m=0) 

Questo orientamento preciso al solstizio  permette un fenomeno spettacolare

Durante il Solstizio d'Estate (circa 21 giugno), i raggi del sole di mezzogiorno illuminano completamente il fondo del pozzo. Il sole è allo zenit e i suoi raggi cadono perpendicolarmente, penetrando in profondità senza essere ostacolati dalle pareti.

Durante il Solstizio d'Inverno (circa 21 dicembre), il sole è più basso sull'orizzonte. A mezzogiorno, i suoi raggi illuminano le pareti nord del pozzo in un modo particolare, sebbene non raggiungano il fondo come in estate.

Questo rivela uno scopo anche ritualistico, calendariale, non solo utilitaristico, perché il pozzo/serbatoio fingeva quindi da gigantesco gnomone e osservatorio solare. 

Il traguardare il giorno del solstizio estivo illuminando il fondo del pozzo, segnava l'inizio della stagione dei monsoni quindi delle piogge, vitali per la semina, e al contempo, la luce del sole che arriva al fondo del pozzo, indicava una fecondazione simbolica tra Sole e Acqua, così come avviene nei nostri pozzi sacri, in cui la dimensione simbolica della fecondazione è espressa in straordinarie manifestazioni, anche ierofaniche, in particolari periodi dell'anno. 

Sardegna Cultura Madre

Tiziana Fenu
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Pozzo Sacro Dholavira , India







domenica, agosto 24, 2025

💛Mundus Patet Romani 24 agosto

 Il 24 agosto, in epoca romana, si celebravano i Mundus Patet, celebrati anche  il 5 ottobre e l'8 novembre

Erano 9 giorni di celebrazioni, specialmente a Febbraio, 13 al 21 di febbraio,  e consistevano in un ciclo che iniziava con i Parentalia del giorno 13 e si concludevano con i Feralia del 21. Giorni duranti i quali si portavano offerte ai defunti. 

Ma il 24 agosto è un Giorno legato anche alla nascita di Osiride, uno dei 5 giorni epagomeni, che venivano aggiunti alla fine dell'anno civile di 360 giorni affinché il capodanno, in egizio wepet-renepet, cadesse più o meno esattamente dopo un anno solare da quello precedente

Il graffito di Esmet-Akhom (chiamato anche Philae 436) è l'ultima, cioè la più tarda, iscrizione conosciuta in geroglifici egizi. Si trova nel Tempio di Iside a File, dove fu inciso nel 394 d.C.

L'iscrizione è datata al giorno della nascita del dio Osiride, nel 110º anno dall'ascesa al trono dell'imperatore romano (e faraone) Diocleziano: il giorno in questione è quindi il 24 agosto 394 

Per i Mundus Patet veniva individuato uno spazio sacro attraverso una croce le cui assi (cardo per il Nord/Sud, e decumano per l'est-ovest) individua  il punto centrale della fossa, il luogo sacro di confine tra mondo dei vivi e mondo dei morti

La simbologia della croce nel cerchio è rimasta fino ai giorni nostri, nel nostro Carrasegare sardo, portata in processione proprio dalla figura de S'urtzu di Seui( approfondimenti nel mio scritto https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/la-simbologia-della-croce-nel-cerchio.html?m=0) 

Una figura, quella de s'Urtzu/Orco, che poi ritroviamo anche in periodo greco 

Dal mio scritto https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/il-grembo-alchemico-delle-maschere.html?m=0

"In periodo greco il rito di passaggio di iniziazione all'età adulta, avveniva da cerimonie dove le ragazze in reclusione preritualistica, indossavano pelli di orso, per poter entrare a far parte del mondo di Artemide, signora degli animali (arktos significa orso), Dea legata, per il suo legame con la caccia, alle cerimonie di Iniziazioni maschili, rituali legati al culto dell'orso, che si svolgevano in uno specifico tempio chiamato Arkeita

La Mitologia poi ne fece costellazioni importanti, l'Orsa Maggiore e l' Orsa Minore". 

E, guardacaso, l'ingresso di questo spazio sacro, chiamato "lapis manalis" era chiamato la Porta dell'orco, attraverso le quali le divinità degli Inferi, dette Mani, penetravani nel mondo dei morti. 

Da custode Sacro, come è rappresentato nel nostro Carrasegare sardo, che rappresenta una dimensione fortemente spirituale di iniziazione, a spauracchio per i bambini. 

Una sorta di Omphalos che sigillava questo "pozzo" sacro, che veniva scavato come un solco circolare tracciato intorno alla fossa con un aratro, trainato da un bue e da una vacca  aggiogati, un solco che  rappresentava il perimetro delle mura della città.

Sappiamo che anche  la nostra pietra litica nel sito del Monte d'Accoddi ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/07/monte-daccoddigobleki-tepe.html?m=0, ma ne sono state ritrovate anche in altri contesti) può essere considerata un omphalos, un axis mundi, il centro del mondo che collega cielo, terra e Inferi, punti di incontro tra l’umano e il divino, che incarnano valori religiosi universali come eternità, stabilità, rigenerazione, connessione. 

Immortalità. 


Un solco fertile, il cui albero centrale diventava l'axis Mundi della città, protetto con una cinta muraria. 

La Roma quadrata delle origini, nella cui simbologia della croce nel cerchio si intersecano le ancestrali simbologie della terra e del cielo. 

La quadratura del cerchio. 

Venivano piantati sopratutto cereali in onore di Cerere /Demetra 

Cerere. C'era un legame fra Cerere e il mondo dei morti, sia Dea della crescita, sia come Demetra.

Anche l'albero centrale ha a che fare con Cerere, ne ho parlato in un mio scritto, e il periodo di Carnevale, si chiude proprio con il mercoledì delle Ceneri 

Dal mio scritto https://maldalchimia.blogspot.com/2025/03/cenereashasherah.html?m=0

"Cenere /Cerere

Cerere era già presente nel pantheon dei popoli italici preromani, specialmente gli osco umbro sabelli e fu, in seguito, identificata con Demetra. 

Il suo nome deriva dalla radice indoeuropea *ker e significa "colei che ha in sé il principio della crescita. 

Ker/kerere/cerere/cenere

Cenere, invece, in inglese, si dice" ash", che è la radice del nome Asherah, una Dea che mi è cara, di cui ho già parlato altre volte, di cui abbiamo traccia ancestrale in un petroglifo qui in Sardegna, a Bruncu Suergiu, in provincia di Oristano. 

Vi rimando, per non dilungarmi troppo, all'approfondimento nel mio scritto, che casualmente, avevo scritto proprio per un 5 marzo, tre anni fa, e che ho ritrovato oggi tra i ricordi su fb

( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/05/statuina-dea-madre-asherah.html?m=0) 

"Il culto di Asherah prevedeva l'installazione di pali o di alberi stilizzati, chiamati anch'essi, con il nome di "asherah". 

Ha un albero sacro e uno stambecco rappresentati sulla coscia. 

[...] Asherah, consorte di Yahweh, che  ha il suo stesso rango divino, come "regina dei cieli e creatrice degli Dei",  e che porta le sue benedizioni, attraverso la sua rappresentazione iconografica di albero, di palo, perché il suo nome significa "albero consacrato

Come oggetto di culto, infatti, l'asherah può essere costruito, abbattuto, bruciato.

( *dell'asherah bruciato, resta appunto, la cenere, come le palme consacrate che vengono bruciate per il mercoledì delle Ceneri) 

[...] Asherah può essere considerata un'antecedente della dea Ishtar e Astarte e Hator, dea egizia. Una dea che piano piano è scomparsa

(*vi ricordate, nel mio scritto di ieri, quando ho scritto che la palma era il simbolo di Hator?) 

Quindi, la correlazione Cenere/Albero/fertilità /rinascita, e vista la stessa radice fonetica di Ash(inglese=cenere) con la dea Asherah, si capisce come sia una dimensione, quella del Mercoledì delle Ceneri, di cui ho già approfondito ieri( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/03/mercoledi-delle-ceneri-2025.html?m=0), che affonda le radici in tempi antichissimi, in relazione al Sacro Femminino archetipale". 

Il Mundus Patet si trovava sul Palatino, e ho già sottolineato in più scritti, il legame tra Palatino e Paulilatino( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/06/solstiziopales.html?m=0) 

il pozzo Sacro di Santa Cristina di cui hanno riportato le importanti date delle ierofanie 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/corrispondenze-celebrazioni-romane-date.html?m=0) 

Guardacaso, il Mundus Patet si celebra il 24 agosto, tre giorni dopo il 21 agosto, giorno della ierofania nel Santa Cristina 

Dal mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/corrispondenze-celebrazioni-romane-date.html?m=0) 

"Data terza ierofania sul dodicesimo anello

Nell'antica Roma si celebravano i Consualia, in onore del Dio Conso, protettore dei raccolti e del Grano, Dio delle messi, della terra. 

Divinità ctonia, quindi a cui era consacrato un tempio ipogeo, in cui si faceva entrare la luce solo in questo periodo, e nei Consualia di dicembre. 

In questo periodo avviene il ratto delle Sabine 

Le Vergini Sabine, avvolte nelle loro candide tuniche. 

Un omaggio al segno della Vergine, che subentrava in concomitanza proprio del 21 agosto. 

Tra le Vergini Sabine, era onorato infatti un Sacro Femminino, la Dea Opi o Openconsiva, l'antica Dea Madre Consiva, Dea primigenia, considerata anche moglie di Saturno ( Saturno che rappresenta proprio il Sole Nero, il Femminino primordiale, declinato a divinità mascolina). 

Dea Vergine della natura che ebbe un figlio come la Vergine Maria, che poi sposò, per riprodurre il ciclo riproduttivo della Natura. Successivamente identificata come paredra del Dio Conso. 

Nonostante fosse la divinità tutelare segreta di Roma, la figura venne completamente spodestata dal Mascolino, dal Dio Conso. 

Celebrazioni comunque, al femminile, che iniziavano subito dopo  le Feriae Augusti, di cui la celebrazione più importante era la festa di Diana del 13 agosto, di cui ho già approfondito ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/13-agosto-dea-diana.html?m=0), incorporata poi nella festa cristiana dell'Assunzione di Maria. 

Avevo già sottolineato come le Tombe di Pranu Mutteddu siano orientate alla  alla levata eliaca di Spica/Vergine, all'equinozio di Autunno, che corrisponde sempre  al Sud( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/orientamenti-tombe-e-menhir-pranu.html?m=0"

Mundus Patet, quindi che celebrano non solo il Memento Mori ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/mosaico-di-pompei-memento-mori.html?m=0), ma anche la celebrazione di una rinascita, in cui le due dimensioni, quella dei vivi e dei morti, si sovrappongononotate come il 24, corrisponda alla runa Dagaz, trasformazione 

"L'ultima Runa, la ventiquattresima( guardacaso 24, è un "2+4", quindi un 6, come la simbologia della ruota con 6 raggi.

È la runa che indica la fine di un ciclo, la rinascita.

La runa del Solstizio d'estate.

La citrinitas di Ecate, il Femminino custode dei solstizi

Da un mio scritto( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/04/ecate-signora-dei-noviluni-e-delle.html?m=0)

"La fase alchemica Citrinitas, la fase al giallo, riguarda proprio questo terzo chakra Manipura. 

È la fase di passaggio tra l'Albedo e la Rubedo, ed è legata all'elemento Aria e Oro. 

È il momento della secchezza, dell'ingiallimento dovuto alla calura estiva. Si evapora. 

Si perde vita, 

Un sacrificio necessario alla rinascita. 

Prima della cristificazione della Materia nella luce astrale. 

La citrinitas è il momento in cui l'energia del Sole, predomina, oscurando l'energia lunare( riferita invece alla fase dell'Albedo, la seconda fase alchemica dopo la Nigredo, l'opera al nero, sulla materia) 

Per questo motivo, la Dea Ecate indossa un mantello color croco. 

Perché essendo lei, lunare, solstiziale, in essa si compie l'alchimia dell'Unione degli Opposti. 

Alchimia necessaria, mercuriale, per arrivare all'ultima fase, la Rubedo, in cui viene realizzata la Pietra Filosofale, il segreto alchemico della trasmutazione della materia, dell'immortalita'. 

L'energia mascolina, solare, necessita dell'intensa, profonda e Misterica energia Femminile, per attuare, in sinergia l'opera alchemica della trasmutazione dell'Opera in Oro. 

Anche Iside e Osiride, generarono, in sinergia, Horus. 

La fase della citrinitas, è chiamata anche xanthosis, parola, che come valore ghematrico, in inglese, mi dà un 774, che nemmeno a farlo apposta, sommato è un 18.

Un 9, il Sacro Femminino, l'Archetipo Teth, la Sophia Superna.

Un 6 ripetuto 3 volte

"Nascita /morte/rinascita"

Citrinitas

La Fenice che rinasce. 

La sfida all'immortalita'. 

Una dimensione, quella della celebrazione del Mundus Parer, che rimanda alla celebrazione delle nostre de Is Animesdas, la festa dei morti

Dal mio scritto https://maldalchimia.blogspot.com/2020/10/radici-della-tradizione-de-is-animeddas.html?m=0

" A Seui, infatti, tra il 30  ottobre e il 2 novembre vi è anche " su prugadoriu", con l' esibizione di maschere locali."

Seui, la cui maschera tipica è quella de S'Urtzu/Orco" 

È ancora :

"E, legato alla simbologia della zucca come un cranio, vi era un rito, sia in Sardegna che in Corsica: cioè quello prendere i crani dal cimitero per far piovere,  e il cranio in seguito venne sostituito da una zucca intagliata. Ed è per questo motivo che la zucca, e quindi il culto dei morti, in un certo senso è legato anche al dio Maimone, al dio della pioggia". 

Questo è importantissimo perché il 

lapis manalis, la pietra di chiusura che vietava l'accesso dell'orco, era  anche una pietra posta fuori della porta Capena, presso il tempio di Marte.

In caso di siccità, la pietra veniva portata in città e immediatamente faceva piovere.

Il lapis manalis, la pietra sacra agli Dei Mani o Lari, divinità che rappresentavano anche gli spiriti degli antenati e tutelavano la città e i suoi abitanti.

Gli antenati 

La memoria 

La memoria dell'Acqua 

La Mem, tredicesimo Sacro Archetipo Ebraico 

Maimoni( vedi https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/osservavo-queste-tre-immagini-la-prima.html?m=0) 

Come vedete, anche in questa occasione, i riti romani si sovrappongono a quelli preesistente sardi, nello specifico, come ho sottolineato altre volte, in un sincretismo, che però ne tradisce le radici, le nostre radici. 


Tiziana Fenu 

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Mundus Patet romano 24 agosto








sabato, agosto 23, 2025

💛Nuraghe Sirai/scirai/capanna sudatoria

 Nuraghe Monte Sirai, Carbonia. 

È come i temazcal mesoamericani,  una capanna sudatoria cerimoniale, utilizzata per la purificazione del corpo e dello spirito. Sicuramente arroventavano le pietre al di fuori, in quella struttura quadrata, e poi le portavano dentro per generare vapore, una volta immerse in acqua. 

Lo stesso nome del nuraghe Sirai, è molto simile al verbo sardo "scirai", che significa svegliarsi. Questo tipo di ritualistica serve infatti per connettersi con la dimensione spirituale, per risvegliare sensi e coscienza, oltre che per depurare mente e corpo

L'ingresso è al sud, che rappresenta il Femminino, il lato intuitivo, spirituale

Come su sciranchizzi sardo, il sistro, simbolo del Femminino, del quale ho già parlato (https://maldalchimia.blogspot.com/2020/04/esiste-un-giochino-sardo-chiamato.html?m=0) 

Simbolo della Dea Hator

Hator/s'ator( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/08/hatorshardana.html?m=0) 

Ma visto dall'alto, il nuraghe Sirai, non srmbra un sistro? 


Avevo approfondito in un mio scritto, come in Siria, che è l'anagramma di Sirai, avessero trovato, nell'antica città di Ugarit, distrutta proprio nel 1200 a.C.,circa dal sopraggiungere dei popoli del Mare, delle iscrizioni in ugaritico, dove di trova incisa la parola "Shardana", quelli poi nominata nella stele di Tanis in Egitto, che nomina gli Shardana "che non si sapeva come contrastarli", che combattono come guardia personale del re Ramesse II (1297-1213 a.C.)

Infatti in questo stesso sito vi è una capanna, detta dello "Stregone", suddivisa in cinque ambienti, dove al centro del focolare hanno trovato un treppiedi, quasi a dimostrare che forse il sito è stato abbandonato in tutta fretta.

Approfondimenti nel mio scritto

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/tracce-shardane-in-siria.html?m=0


Tiziana Fenu ©®

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Fabrizio Bibi Pinna Artist, prima immagine 

Nuraghe Sirai






venerdì, agosto 22, 2025

💛Posada, l'antica Feronia

 Posada, l'antica Feronia

A proposito delle corrispondenze tra date delle ierofanie nel pozzo di Santa Cristina e le date delle antiche celebrazioni romane, di cui ho approfondito ieri( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/corrispondenze-celebrazioni-romane-date.html?m=0), sulla base di miei precedenti scritti, c'è una curiosa corrispondenza tra l'antico castello medioevale della Fava, di Posada, che pare fosse un antico insediamento etrusco, poi romano, risalente al IV aC, chiamato Feronia, e la Dea Feronia.
Feronia (greco: Φηρωνία (πόλις), (Phērōnía pólis)/ Feronia (oppidum), Ptol. III 3, 4), è stata un'antica città della Sardegna, situata sulla costa nord-orientale dell'isola. Il nome si riscontra nell’opera geografica di Claudio Tolomeo, il toponimo è stato identificato con un antico insediamento alla foce del rio Posada, ai piedi della collina su cui, in epoca medioevale, sarebbe poi sorto il centro omonimo (Castello della Fava).( Wikipedia)
Della Dea Feronia avevo parlato in un mio scritto
( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/01/dea-feronia.html?m=0) e avevo sottolineato come, proprio a Posada fu ritrovata una statuina in bronzo raffigurante Eracle.
Di Eracle/Ercole, ho avuto modo di parlare altre volte.
Riguardo il famoso nodo di Eracle( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/11/nodo-di-eracle.html?m=0), ho sottolineato come "il
nodo di Eracle, o nodo di Ercole, era il nodo con cui veniva fissato il "cingulum", una cintura di lana applicata alla tunica rituale usata nei matrimoni greco-romani.
Nodo, che poteva essere sciolto solo dallo sposo, richiamando così, simbolicamente a memoria, il mito di Ercole che ebbe settanta figli, augurando cosi tanta fertilità all'unione tra i due.
Sempre in ambito greco-romano, era usanza che il marito, liberasse la moglie in gravidanza, da una cintura, dopo averla cinta, al fine di agevolarne il parto.
A questo proposito, vorrei sottolineare come qui in Sardegna, si usi dire,  di una donna che è stata fecondata, che è stata "impringiada" ("pringia" significa incinta).
"impringiada", se consideriamo solo "-pringiada", vediamo che è molto simile a "pingiada", che significa "pentola, contenitore per cuocere i cibi", in senso generico.
Un chiaro riferimento simbolico al fatto che, simbolicamente il grembo materno, custodisce  come una pentola, e porti a "cottura", a termine, la gestazione.
Un manufatto molto bello, questo, arricchito dalle decorazioni a spirale che indicano il divenire nel riprodursi, poiché richiamano le spirali uterine, e dove la compenetrazione tra i due "cappi", maschile e femminile, avviene contemporaneamente sullo stesso livello, in sinergia, dove uno compenetra, e l'altro si lascia compenetrare, accogliendo a sua volta".
Un nodo collegato anche al racconto mitologico di  Ercole, che nella culla all’età di otto mesi, uccide due serpenti mandati da Hera per ucciderlo, per gelosia, perché Ercole era figlio di Zeus e Alcmena, discendente di Perseo, perché Zeus  voleva assicurare la continuità della casata di Perseo e generare un uomo tanto forte “da impedire lo sterminio degli uomini e degli Dei”.
Eracle è legato alla luna nella sua forma triforme( con la simbologia di nascita /morte/rinascita) specialmente ad Ecate, perche ci vollero tre notti per generarlo.
Tre giorni di "sonno /incubatio".
I due serpenti che Eracle neonato uccide, sono i simboli della testa e la coda del Drago, che fino ai giorni nostri, rappresentano, nell'astronomia orientale, i nodi ascendenti e discendenti della Luna.
Forze astrali e forze telluriche di madre terra
Come ho scritto in un mio post
https://maldalchimia.blogspot.com/2022/04/san-michele-arcangelo.html?m=0) "Ercole è il guerriero per eccellenza, che vestito di una pelle di leone e armato di una potente clava veniva spesso raffigurato nell'atto di uccidere un mostro, ad esempio l'Idra di Lerna (una delle sue più celebri "fatiche"). Per analogia, San Michele viene rappresentato da un ampio mantello, che armato di spada sconfigge un enorme drago. In questo la figura del santo è equivalente, dal punto di vista simbolico, a quella di San Giorgio, altro famoso "uccisore di draghi". Fin da bambino, Ercole ha dimostrato il "potere" di riuscire a soggiogare i rettili. Secondo la mitologia, infatti, fu la gelosa Era( Giunone) che inviò due grossi serpenti per soffocare il piccolo Ercole quando era ancora in fasce nella culla, ma questi con le sue poderose manine riuscì a strangolarli. Il mito deve essere letto in chiave simbolica. Ad un livello di lettura superiore, infatti, draghi e serpenti simboleggiano le correnti telluriche sotterranee"
Eracle, protetto da Atena, presentato dalla stessa Atena, al cospetto dei Dodici Dei dell’Olimpo. venne portato da Hera( o dea Uni etrusca - https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/dea-etrusca-uni.html?m=0), che lo allatto', ma con distacco, succhiandone avidamente il seno.
Quando si stacco' dal seno con impeto, nacque la Via Lattea.
Ercole, chiamato anche Ercole Astrochyton, dal manto di stelle, venne identificato anche come lo stesso Sole.
Elios.
Eracle.
Ecate.
Aspetti dell'androginismo divino.
Eracle di cui ho parlato riguardo la bussola Sardo pelasgica ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/05/bussola-sardo-pelasgica.html?m=0) presente sulle nostre navicelle Shardana.
Bussola presente anche nella nave degli Argonauti
di cui Ercole fa parte( approfondimenti https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/gli-argonauti.html?m=0), per la conquista del vello d'oro al fianco di Giasone, anche se fu costretto a ritirarsi presto dal viaggio per volere degli Dei.
E anche Eracle, come i nostri Antichi Sardi, era un Kabiro, il cui nome, Eracle, "gloria di Era", allude allo scorrere del tempo, compresa la grande ruota della precessione degli Equinozi.
Le sue dodici fatiche, straordinarie per simbolismo, sono il percorso dell'Iniziato nella ruota del tempo.
Secondo i Celti, Eracle era un Dattilo Ideo, cioè un Kabiro, che essi chiamavano Ogmio e rappresentava la prima lettera dell’alfabeto arboreo degli Iperborei, cioè la betulla.
Ogmio ha la stessa radice di Ogham, l'antico alfabeto dei Sardi.
E il Giovane Eracle era lo stesso Sansone, perché  In Palestina il personaggio che gli corrisponde, a detta della Bibbia, è Sansone, il significato del cui nome è “piccolo sole”.
( ne ho parlato in un mio scritto https://maldalchimia.blogspot.com/2022/05/simbologia-api-in-sardegna.html?m=0)
"Sansone è un Giudice, come i nostri Giganti di Mont'e Prama.
Ne ho fatto cenno nel mio post sull'analogia del pozzo di Santa Cristina con le Iadi(https://maldalchimia.blogspot.com/2022/05/le-iadi-e-santa-cristina.html?m=0).
Iadi, che, astrologicamente,  corrispondono all’arma con cui Sansone uccise i Filistei: una mascella d’asino.
Versetto di Giudici, 15: 19, («Dio aprì una cavità che era nella mascella, e ne uscì dell’acqua»
Le pluvie, acquose Iadi, identificate astrologicamente sia con la mascella della costellazione del Toro, che con le due corna.
Sansone, che nella sua impresa da giovane Eracle, facendo a pezzi un leone, si trasforma in un baleno fa nascere il mito della generazione delle api da una carogna".
Ape
Apa
L’etrusco Hercle, figlio di Uni (Era) e Tinia  (Zeus) è venerato con l’appellativo di Apa (Padre), esattamente come descritto nel XII Inno Orfico: “Padre di tutte le cose …
Quell'Eracle( che poi diverrà l'Ercole mitologico romano), figlio di Zeus, e di un'umana, Alcmena, il cui figlio, Sardus, Sardo( uno dei figli che Erache ebbe dalle Tespiadi) parti dalla Libia, spinto dal verdetto oracolare, ricevuto dal padre Eracle, dopo le sue dodici fatiche, nell'oracolo di Delfi, con dei coloni, e arrivò in Sardegna, guidato anche dal nipote di Eracle, Iolao.
La Sardegna degli "Eraclidi", dove si onorava l'Eracle/Ercole.
Come principio regolatore dell'anno, Eracle si sposò con 50 figlie di Thespio, le Thespiadi, dalle nozze con le cinquanta fanciulle o secondo un’altra versione con 49 fanciulle. Le fanciulle erano 50, ma una di loro non si sarebbe unita con Eracle, per cui ne fecondò 49 (7x7 = numero dei rinnovamenti della Fenice, numero dei 7 giorni delle fasi lunari . Dalle nozze sarebbero nati 50 o 52 figli, cioè il numero delle settimane che compongono l’anno, un ciclo di 50 settimane per l’anno lunare e di 52 settimane per l’anno solare. Le fanciulle lunari generano dei figli, delle unità di tempo minori.
50, i remi della nave Argo
Argo
Arga ( vagina in sanscrito)
Arca
50, il valore ghematrico del quattordicesimo Sacro Archetipo Ebraico Nun, la Vesica Piscis delle nostre navicelle Shardana, che solcano la ruota del Tempo, attraverso gli anni solari e lunari.
L’Eroe, l’Iniziato che ripete le gesta del modello celeste in mezzo agli uomini
La terza fatica che il re Euristeo impose ad Ercole fu la cattura della cerva di Cerinea: avrebbe dovuto portarla a Micene ancora viva. Questa era una cerva consacrata alla dea Artemide, che viveva a Enoe e aveva delle magnifiche corna d’oro massiccio.
Inizialmente Ercole non voleva ferire l’animale e la inseguì per un anno intero, cercando di acciuffarla. Infine, quando la cerva si rifugiò sul monte Artemisio, Ercole la ferì con una freccia, mentre stava attraversando un fiume; se la caricò sulle spalle e scese dal monte per tornare a Micene.
Mentre tornava a casa, la dea Artemide e il dio Apollo gli sbarrarono la strada: volevano impedirgli di tornare a Micene poiché aveva ferito un animale consacrato a una divinità. Ercole, però, si difese spiegando loro che si trattava di una fatica impostagli da Euristeo per volere di un’altra divinità e che, dunque, lui non aveva colpe. Persuasi gli dei poté fare ritorno a Micene e consegnò la cerva di Cerinea ad Euristeo.  
In realtà  Taygeta, rappresentava metaforicamente, una delle Pleiadi, trasformata da Artemide in cerva.
Questo aspetto Ercole /Taygeta, è indicativo della correlazione tra il ritrovamento del bronzetto di Ercole e Posada, che anticamente si chiamava Feronia.
Feronia infatti, come ho approfondito nel mio scritto, è una Virgo Sacra, una Dea Vergine non soggetta a vincoli.
I suoi animali sacri sono: il cervo, in particolare  la cerva bianca.
La radice "Fero-" indica la gestante. 

E ritorniamo al significato del nodo di Eracle
Taygete, dalle corna d'oro, era consacrata ad Artemide.
Le compagne di Artemide erano appunto le sette Pleiadi. Eracle inseguì la cerva per un anno intero, quando la cerva si fermò ai piedi di un albero sul monte Artemisio dove Artemide aveva il suo tempio. L’albero è simbolo assiale, l’axis mundi. Ercole ferì lievemente la cerca a un piede, la prese e se la caricò sulle spalle.
Se la quinta cerva era Taygeta, una Pleiade, le altre quattro cerve erano le sue sorelle Pleiadi.
Poiché le sette sorelle Pleiadi (Alcione, Merope, Elettra, Maia, Celeano, Taygeta e Asterope) sono le spose dei sette fratelli (Rishi secondo la tradizione indù) le stelle del Grande Carro, Orsa Maggiore, le quattro cerve o stelle che divennero parte della quadriga del carro di Artemide, sono le spose dei quattro fratelli che fanno parte del Grande Carro.
Una curiosità
Sa Idda, il nuraghe più importante di Posada, in sardo indica un paese vecchio, mentre in Siciliano indica "lei", al femminile, il vulcano Etna, che ha la stessa iniziale di Ercole, il kabiro.

Le forze telluriche di cui ho parlato all'inizio, il vulcano.
Dea Feronia, che diede il nome all'isola di Favignana, guardacaso, in Sicilia.
Altra corrispondenza particolare con la Sicilia.
Fava-Favignana.
Castello della Fava, di Posada, che era chiamata Feronia e dove è stato ritrovato il bronzetto di Eracle il kabiro.
Sorprendente.
I kabiri che erano legati alle energie telluriche del fuoco dei vulcani ( anche Efeso dio del del fuoco, inizia con la E )
Kabiri di cui ho parlato non solo riguardo la bussola pelasgica, ma anche riguardo il Dio Bes rappresentato come un kabiro, in una moneta (https://maldalchimia.blogspot.com/2024/06/moneta-dio-beskabirios.html?m=0)
E il dio Bes, di cui ho approfondito svariate volte, anche in altri miei scritti, era il protettore della gestazione, proprio come la radice "Fero-" della Dea Feronia, che significa "la gestante"
Una coincidenza straordinaria.
Inoltre, le corna capricornine della Dea Feronia, riguardano il Solstizio d'inverno, il Sol nascente, il Bambino d'Oro che deve venire alla luce, e che trova la sua massima espressione e manifestazione  nella sua controparte, il Solstizio estivo, sotto il segno del Cancro.
La Dea Feronia, si festeggiava, in periodo romano, il 13 novembre, che cade sotto il segno dello Scorpione, il segno d'acqua, abissale, torbido, trasmutativo per eccellenza, con un 13, che è l'Archetipo Mem, acqua, vita e Morte insieme(Arcano XIII, la Morte).
Nel culto etrusco era Uni, che formava la triade divina con Tinia (Giove/Zeus ) e Menrva (Minerva). Si comprende che da qui deriva la triade capitolina.
Come ho scritto sopra, l'etrusco Hercle, era figlio proprio di Uni (Era) e Tinia  (Zeus).
Aveva un culto in quasi ogni città dell'Italia centrale, protettrice delle nascite e delle città, in quest'ultima funzione chiamata "Regina" o di " Giunone Sospita".
Non poteva che essere, il Grembo di una Dea Feronia(stessa radice "fer-", di fertilità), l'athanor trasmutativo per questa elevazione spirituale, per questa "liberazione dalla schiavitù", dal buio, dall'ombra, dagli abissi, per arrivare alla pienezza dell'abbondanza spirituale e materiale".
Sono convinta che anche il nuraghe Sa Idda, possa essere orientato alle Pleiadi, così come altri nuraghi, per esempio il Santu Antine, del quale ho già approfondito, che pare possa rappresentare la stella Alcyone, così come la disposizione di altri nuraghi rappresentino le Pleiadi.
Sembrerebbe a sud est, come orientamento di ingresso, e se è così, è proprio orientato verso le Pleiadi, che comunque fanno parte della costellazione del Toro.
Ad est, partendo da Orione.
Stesso orientamento che predomina nei nostri luoghi sacri più importanti, come ho approfondito recentemente
(https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/orientamento-sud-sudest-di-alcuni-pozzi.html?m=0)

Tiziana Fenu
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Posada, l'antica Feronia