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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

sabato, settembre 27, 2025

💛Nuraghi Samatzai /Lunamatrona Costellazione Cigno /Vesica Piscis

 


Geometrie Sacre su due nuraghi

Mie trasposizione Vesica Piscis /Fiore della. Vita  

Su Nuraxi di Samatzai( Ca), nuraghe quadrilobato, prima immagine.

Nuraghe "Pitzu Cummu” di Lunamatrona( Medio Campidano),  un nuraghe complesso, terza immagine. 

Le foto  sono di Fabrizio Bibi Pinna. 

Su Nuraxi di Samatzai, forma un Fiore della Vita completo, con estensione nelle 4 torri, disposte a croce, in modo da formare un rombo, una simbologia vulvare. 

La croce, formata dalle 4 croci, ha un orientamento sulle due assi. 

Nord-est/ sud-ovest, e nord-ovest/ sud-est, con ingresso a sud-est

Importante orientamento di ingresso, presente anche al Santa Cristina e altre strutture importsnti ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/orientamento-sud-sudest-di-alcuni-pozzi.html?m=0)

Il rombo. 

La Croce 

La Croce del Cigno. 

Abbiamo un rimando di questa simbologia anche nel nuraghe di Lunamatrona, nome molto indicativo. 

Il nuraghe Pitzu Cummu  di Lunamatrona è più interessante.

Lo stesso nome "Pitzu Cummu", rimanda ad una sommità, "in Pitzu", sulla sommità, in sardo.

Non ho trovato il significato di "Cummu", ma potrebbe essere una trasposizione di "cunnu", riferito all'apparato genitale femminile, riferito alla Costellazione del Cigno. 

Siamo sempre, anche in questo nuraghe nella dimensione della metafora vaginale creatrice. 

Qui è presente una conformazione che rimanda a diverse triangolazioni. 

Ma la coda, risulta essere la torre più grande, quella cerchiata in rosso, ed  è orientata al Nord. 

Corrisponde a Deneb, la stella più importante della costellazione del Cigno. 

Poiché si tratta di una costellazione boreale, risulta visibile per lunghi periodi dell’anno: a metà marzo appare a Nord-Nord/Est, diviene alta nel cielo in estate per poi declinare, fino a tramontare, a Nord-Nord/Ovest, in novembre.

L'ingresso della torre centrale del nuraghe è orientato a Nord ovest. 

Al centro della  costellazione del Cigno, c'è la stella Sadr, che contiene le stesse lettere di Sard-egna. 

Non credo proprio sia una coincidenza. 

E il PUNTO FOCALE , di questa conformazione di questo straordinario nuraghe, è proprio nell'ingresso della torre centrale, dove si forma la VESICA PISCIS di tutta la Geometria Sacra, la vedete cerchiata  nell'ovale arancione. 

Non è la torre, ad essere centrale. 

È l'ingresso della torre centrale, ed è orientato a Nord ovest. 

Il cuneo, il condotto uterino che porta ad essa. 

Dal mio scritto 

https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/l-ingresso-triangolare-dei-nuraghi.html?m=0

"Cono /cunno/cunnus/cygnus/ signum"

Per non parlare del cuneo della scrittura cuneiforme, 3200 a. C., scrittura dei Sumeri e dell' antica Mesopotamia. 

Ma i Sumeri, molto probabile, , da recenti e approfonditi studi, pare che  siano gli stessi Sardi, gli Atlantidei che guidati dalla Costellazione del Cigno, la  protettrice dei naviganti, abbiano viaggiato in lungo e in largo, creando delle "culle", degli embrioni, in ogni angolo del mondo

Si, perché " culla" in latino, si dice " cuna", molto simile al "cunnu" sardo

"Cunnu" che significa anche "sticchiu", fatto penetrare con forza, come un cuneo. 

La vulva infatti ha la forma di V,  di un cuneo, come la prima scrittura cuneiforme dei Sumeri. Dei Padroni, dei Re. 

"Cunnus" o " cunnura", in latino, era anche il nome di un pane, che aveva la forma della vulva femminile, ed era dedicata a Demetra, la Dea Mater, come le era sacro l' orzo, il frumento e il pane 

Tutti elementi basilari nell'alimentazione dell'uomo, che gli consentono di stare eretto e non perdere l'equilibrio, come un cuneo, come ho detto prima, nella proiezione ortogonale della disposizione inginocchiata con un solo ginocchio, triangolare, delle arti marziali. 

Fermo, solido, come un cuneo irremovibile, che con potenza si può insinuare, poiché è capace di dividere due parti. 

Ma "Kunéo" in greco significa anche baciare, e la "cunnúra" era colei che baciava il pane prima di essere infornato

E le labbra, non sono solo quelle della bocca, ma anche quelle della vulva, le "grandi e piccole labbra" 

E dal Kunéo, dal bacio che unisce, o divide, secondo l' uso che se ne fa, nasce, dalle labbra, dal "bacio/Kunéo" che sigilla, la "koinè" universale,  una lingua comune riconosciuta da tutti

Ecco, io credo, che questa koinè universale, per quanto riguarda la Civiltà Sarda, sia la koinè dei Nuraghi, dei 

"coni/cunni/cygnum/signum/goni/gone" 

che come semi, come cunei, si sono insinuati in ogni civiltà, in ogni parte del mondo, diventando

"culla/cuna/cunna/cunnu"

e punto di riferimento architettonico, stella polare " cygnus/cunnus", di quel "Kunéo", di quel "bacio" (che aveva in sé il "cygnus/signus" Sardo della sinergia androgina degli opposti), che hanno voluto imprimere in ogni civiltà, in ogni angolo del mondo, creando una koinè universale, un linguaggio universalmente riconosciuto. 

Quello dei Sardi Atlantidei, culla della civiltà,  della scrittura cuneiforme, dei Nuraghi che si sono sviluppati ortogonalmente dal fiore della vita a tre punte, dal trilobato triangolare, che era la Reggia dei Re". 


Sottolineo che la costellazione del Cigno era centrale, lungo la Via Lattea, la Via di Rinascita. 

Era uno dei Tre Soli, una delle Tre Croci 

Dal mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-y-taurina-di-ascensione-lungo-la-via.html?m=0

" Infatti la via Lattea è percorsa da tre croci :

1)La X di Orione, con la sua conformazione a clessidra (clessidra che ritroviamo anche nei nostri manufatti sardi) che è una croce primaria, cardinale, identificata con Cristo, Osiride e tutti gli Avatar, intorno alla quale ruota tutto, come è sottolineato dalla centralità della cintura dei Giganti di Mont'e Prama inseriti nella quadratura del cerchio, nel pentacolo dell' uomo vitruviano, e nella geometria sacra della Vesica Piscis.

2)La Croce del Nord del Cigno, fissa(altro punto di riferimento importante per gli antichi Sardi. La croce del "cigno/cunnus", la via per la rinascita, di cui già parlai in un mio precedente post).

3)E la Croce che passa attraverso l'occhio del Toro, la stella Aldebaran. Costellazione del Toro, di cui fanno parte le Pleiadi, che si trovano sul "suo collo", nel chakra della gola, da dove si esprime  il verbo della Creazione, il Logos divino

La Via lattea che è un'archetipo, che trasporta i semi della vita". 


Da un mio scritto sul Monte d'Accodi, anch'esso orientato in correlazione alla Costellazione del Cigno e al sito di Gobleki Tepe ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/07/monte-daccoddigobleki-tepe.html?m=0) 

"L'orientamento dei pilastri centrali nei recinti principali del sito di Gobleki Tepe, puntano a Nord, verso Deneb, che è la stella più luminosa della costellazione del Cigno, la parte finale, la Croce del Nord, e puntano verso la Via Lattea, che, abbiamo visto molte volte, era, per gli Antichi Sardi, la via di ritorno verso l'altra dimensione.

Il luogo delle divinità, il centro della creazione della vita, della rinascita, e dell'universo.

Ho controllato su Google Earth.

Anche l'altare di Monte d'accoddi, è perfettamente orientato verso Nord, verso Deneb, che era la stella Polare nel 10.900 a.C. ( le stelle polari cambiano ogni 2000 anni circa. Adesso siamo sotto Polaris, la stella più luminosa dell'Orsa Minore).

Una stella polare, quindi, visibile proprio durante l'edificazione del sito di Gobleki Tepe, che ha importanza simbolica in ogni Civita e in ogni contesto, come avevo scritto tempo fa

( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/l-ingresso-triangolare-dei-nuraghi.html?m=0), un anno e mezzo fa, prima ancora di scoprire, poco dopo, che gli ingressi dei nuraghi, hanno l'angolo aureo a 72 °, come l'ingresso del pozzo di Santa Cristina. 

"E quel triangolo sagomato dell'ingresso dei nuraghi è proprio la sezione del cono. 

Cono. 

Cunnu/cuno (apparato riproduttivo femminile). 

Ma la  sezione del cono triangolare, anche come la costellazione del Cigno, per la quale si fa riferimento nella stele di Thutmose III datata più o meno 1500 a. C, nelle quale si legge delle 9 stelle della costellazione del Cigno, in riferimento  alla confederazione sarda dei "nove archi", i Pelasgici, gli Antichi Sardi

“Ho legato in fasci i Nove Archi, le Isole che sono in mezzo al mare, i popoli stranieri ribelli. Come in cielo governano 9 dei , così in terra dominano i Nove Popoli. Il mio bastone ha colpito i Nove Archi”.

Naturalmente, parlando del bastone, un bastone di potere, si riferisce a quel bastone chiamato guardacaso, come il nostro fiume sardo, il Tirso. Il bastone che aveva sulla Sommità, la rappresentazione della ghiandola pineale, la pigna, e che è spesso rappresentato come una ipsilon, spesso con due animali totemici bifrontali, poiché rappresenta la nostra Kundalini, la nostra energia vitale collegata al divino, con le sue due nadi, maschile e  femminile, unite in sinergia"

Kundalini, con i suoi 7 chakra, come i 7  gradini sull'altare del Monte d'Accoddi, un percorso iniziatico per ogni fase della Luna, per ogni quarto di luna, fino ad arrivare al 28, la completezza. 

[...] Su tutta la simbologia della costellazione del Cigno, vi rimando al link del mio post a riguardo

Era importante, sottolineare, in questo post, la sacra numerologia dei gradoni, e la conformazione a T, non solo come quella dei pilastri di Gobleki Tepe, ma anche con lo stesso orientamento a Nord, verso Deneb, stella Polare di 12.000 anni fa, e verso la via Lattea. 

Credo che questo particolare sia straordinario, da non sottovalutare. 

Perché si ha l'insana abitudine a datare cronologicamente, in tempi recenti, il nostro patrimonio archeologico? 

Questo altare, non potrebbe essere stato edificato nello stesso periodo della Stella Polare Deneb? 

Si parla di ritrovamenti di statuine che risalgono al 50.000 aC, e sulle nostre Dee Madri, e sulla Venere di Macomer, si parla di "10.000" aC. 

Poi parlano dei Giganti di Mont'e Prama, come risalenti all'800 aC. 

Io non so proprio dove vogliano arrivare, con le datazioni. 

Tutto, compresi i nuraghi, andrebbero retrodatati di millenni. Tutto. 

Una rappresentazione straordinaria"


A Lunamatrona c'è un'importante Tomba dei Giganti, nel territorio chiamato Nixias, lo stesso in cui si trova il nuraghe, di cui ho già approfondito, la tomba dei giganti di Su cuaddu'e Nixias (  https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/tomba-dei-giganti-di-nixias.html?m=0) 

La tomba dei Giganti è orientata ai solstizi.

Ha l'ngresso a Nord est ( alba del solstizio estivo) e asse Sud ovest( tramonto solstizio invernale), a differenza di molte tombe dei Giganti, che sono invece orientate  con ingresso a sud est, alba del solstizio invernale. 

Orientamento molto diffuso ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/orientamento-sud-sudest-di-alcuni-pozzi.html?

Ha lo stesso orientamento del pozzo Sacro Predio Canopoli ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/07/pozzo-canopolicanopi-egizi.html?m=0. 

Ma è simbolico che abbia l'ingresso all'alba del solstizio estivo, il perché lo spiego nel link di approfondimento. 

Questo nuraghe ha la conformazione di un rombo. 

Una vulva. 

Luna-Matrona 

Il Femminino. 

Ma anche l'unione di due triangoli uniti per la base. 

I gemelli sacri, come i Dioscuri, i figli del Cigno. 

Un luogo sacro, in cui gli Opposti celebrano il loro legame. 

In cui un nuraghe, non può che rappresentare 

La Costellazione del Cigno, importantissima per la nostra Antica Civiltà Sarda, che forma un rombo astrale, vaginale

"Cigno, che in latino si scrive "Cygnus", ma si legge "cunnus". 

Un "cunnus" triangolare, come si vede dalla disposizione della costellazione

Un triangolo anche qui, come la sezione del cono. 

Come la sezione dei nuraghi. 

Ma se i nuraghi sono "cono" , quindi sono anche "cunno"

Cono/cunno

Il grembo della vita

Il Sacro Graal

Da sempre rappresentato come un triangolo vulvare che contiene la vita" 


CDal mio scritto 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/tomba-dei-giganti-di-nixias.html?m=0) 

[...] Riti solstiziali nei quali il sole entra con i suoi raggi attraverso un foro circolare (ma anche ogivale, ad indicare la Mandorla Mistica femminile, la vagina), per inseminare e  fecondare simbolicamente il Femminino, quando il Sole culmina allo Zenith, come in questa stele centrale dell'esedra della tomba dei Giganti di Lunamatrona, per poi estendere il proprio potere fecondante e di rinascita, lungo la camera sepolcrale, lunga 10,30 metri e larga 60 cm. 

[...] Ho osservato questa stele. 

Si chiama "su cuaddu de Nixias" ("il cavallo di Nixia") 

Mettiamo definitivamente da parte l'infondata giustificazione riguardo il nome, che del foro, vorrebbe farne, secondo la leggenda, un foro che serviva per legare i cavalli.

Riguarda i cavalli, magari, ma il foro è un foro astronomico di veicolo del Divino, della potenza della manifestazione solare.

Il cavallo è da sempre considerato un simbolo solare. Nella religione vedica, i cavalli trainano il carro solare degli Aŝvin, che forse, in origine, erano essi stessi divinità-cavallo: associati alla luce e al sole Surya, che assume l’aspetto di un cavallo bianco, sono raffigurati a loro volta come aurighi dalla testa di cavallo. Nella mitologia greca, quattro bianchi cavalli trainano il carro di fuoco dell’antico dio solare Helios. Anche nella mitologia nordica le Divinità creano il Sole da una scintilla e lo depositano su un carro tirato da due cavalli, con il quale la Dea Sol attraversa il cielo. 

"Cuaddu"( cavallo), in sardo, è molto simile alla parola "cuau", che significa "nascosto, custodito, ben conservato", che si accosta molto al significato della parola "ardia", che appunto significa "bardare, custodire, proteggere". 

E, guardacaso, "S'Ardia" è legata ai cavalli. 

Teniamo presente che la razza del cavallo sarda, è la più antica in assoluto, e che forse, questa stele, questo osservatorio astronomico dei solstizi, fosse anche un punto in cui di celebrava o dei riti in proposito, di iniziazione spirituale, dove di raggiungeva la padronanza de "s'arrasoja", del Pugnaletto sardo, del Pugnale di comando e d'Arte. 

Esotericamente viene chiamata "la padronanza dell'Argento," l'opera al Rosso", quella che poi consente di arrivare all'Opera completa, all'Oro. 

Padronanza dell'Argento, fino ad arrivare all'equilibrio equinoziale, dove le due polarità in equilibrio, generano Horus, l'Oro. 

E guardacaso, ma mai per caso(mi stupisco sempre di come le cose si incastrino perfettissimamente), la zona di questa Tomba dei Giganti, che si chiama Nixias, è nel territorio di Lunamatrona(1800 a.C.circa, età del bronzo), zona del sud Sardegna. 

La luna, che è legata, esotericamente, proprio all'Argento.

Nyx era la personificazione della notte terrestre, in contrapposizione al fratello Erebo, che rappresentava la notte del mondo infernale. 

Ma c'è un'altra cosa da sottolineare. 

"Egua", il nome in sardo della cavalla femmina(che nel corso del tempo, è andato ad assumere un'accezione negativa, con il predominare del patriarcato), è molto simile al nome della runa celtica Ehwaz, che significa "unione divina", e che rappresenta l'unione mistica per eccellenza, quella rappresentata da una coppia di cavalli, animali considerati sacri, gli Dei guaritori, che proteggevano le unioni. 

I gemelli sacri, legati al mondo dello sciamanesimo, della connessione tra dimensioni, delle ierogamie, come i Dioscuri, protettori dei naviganti, i figli del Cigno di Zeus, che indossano il copricapo pileo, simile alla "berritta" sarda. "


Come vedete, ci sono sempre simbolismi che fanno riferimento alla dimensione astrale, perché ripropongono, nella dimensione terrena, le Sacre Geometrie dei cielo. 


Tiziana Fenu 

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Nuraghe Samatzai /Lunamatrona

















venerdì, settembre 26, 2025

💛Giganti di Tula/Tula Mandra Manna

 Oggi la correlazione riguarda  Tula, una città del Messico, in cui fiori' la Civiltà Tolteca, rappresentata dai giganti/Atlanti  di Tula, che si trovano in cima ad una piramide, provvisti di quella che è chiamata la "borsetta degli Dei", il Banduddu, e un nostro comune sardo, Tula, che faceva parte del Giudicato di Torres( "Torres", le torri) in provincia di Sassari, sul lago Coghinas. 

Di Tula ne avevo già parlato, e approfondito, perché è presente lo straordinario sito Sito archeologico de Sa Mandra Manna( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/07/la-costellazione-dei-pesci-nel.html?m=0). 

Tula, capitale dei Toltechi, che per circa due secoli, tra il X e il XII, dominarono la zona centrale del paese centro americano. 

Erano un popolo originariamente nomade e militare, la cui influenza si diffuse attraverso la Mesoamerica, specialmente nello Yucatan, e i cui successori furono gli Aztechi, che adottarono e svilupparono ulteriormente le loro usanze, come il sacrificio umano

Nella mitologia azteca, il dio Quetzalcoatl ( divenuto un re-sacerdote e poi un dio nel pantheon azteco) è centrale, legandosi al destino dei Toltechi. 

I Toltechi, di lingua nahuatl (la stessa degli Aztechi), provenivano dal nord del Messico e si stabilirono nella regione di Tula.

 

Correlazioni interessantissime. 

Vediamole. 

Il banduddu

La borsetta degli Dei. 

Il compianto autore e ricercatore belga  Alain Beyts, con il quale ero in contatto, aveva esternato una sua teoria che avrebbe dovuto approfondire ulteriormente con dei soggiorni in Sardegna. 

Ne ho parlato in un mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/07/il-banduddu-e-le-tombe-dei-giganti.html?m=0) 

"Secondo la sua breve interpretazione, non anticipata del tutto, in vista proprio della pubblicazione della sua opera, la stele centrale dell'esedra  delle Tombe dei Giganti in Sardegna, è un allegoria dell'Unione tra cielo e terra, di fertilità tra il maschile, e il femminile, cioè del sole che feconda  la Stele centrale dell'Esedra, la quale rappresenta la vagina, la terra, quando il sole entra dall'ingresso, nel solstizio d'inverno. 

Questa Stele viene interpretata come un utero cosmico del principio femminile. 

Una ierogamia, un'unione ciclica che si ripete, una metempsicosi che come concetto si ripete già dal Neolitico, per garantire ai defunti  l'immortalità. 

E queste borsette degli Dei, i Banduddu( che sembra un termine sardo) , rappresentano il culto simbolico del  Cielo e della Terra insieme, di Madre  e Padre, genitori Cosmici. 

La stessa struttura quadrata che fa da base, sia alla borsetta degli Dei, sia alla Stele centrale dell'esedra, rappresenterebbe la terra, e  l'arco, la volta Superiore, il Cielo". 

Da parte mia, che ho sempre totalmente sostenuto questa sua prospettiva, ho sempre approfondito a riguardo. 

Vediamo in cosa consiste la simbologia della borsetta degli Dei, descritta e presente in tutte le antiche civiltà, comprese quelle precolombiane, mesoamericane, presso gli antichi sumeri eccetera. 

Il nome esatto è banduddu, come ho già scritto, che è un termine accadico. 

In sumero è "Ba- an - dus", e indica un piccolo cestello di canne o secchiello, ma per come è descritto , sembrerebbe un secchiello in metallo, poiché probabilmente doveva contenere l'acqua sacra per il cerimoniale di purificazione e la pigna, usata come aspersorio. 

La Pigna rappresentata è tenuta in mano generalmente da due divinità antropomorfe alate, perlomeno nelle rappresentazioni sumero- mesopotamici, chiamate Apkallu, i 7 Saggi Divini, scesi sulla terra, ad insegnare agli uomini la civiltà, di cui il primo fu Oannes un essere che veniva dal mare, ma non anfibio( viene rappresentato con una testa e un corpo a forma di pesce sovrapposto al suo), e probabilmente furono creati dal Dio sumero Enki( parliamo del 3000/4000 a. C., anche se la "borsetta degli Dei" appare molto prima, in qualsiasi civilta)

Ma ogni civiltà ha la sua cosmogonia mitologica particolare. Cambiano i nomi, ma il significato è lo stesso. Hanno la stessa valenza della coppia di Dei ermafroditi egiziani, Nun e Nunet, metà anfibi, creatori delle Acque e del Caos primordiali. 

Questo  cerimoniale che gli Apkalli rivolgevano al sovrano terreno del momento, con l'acqua, il secchiello Banduddu, la pigna  Ulillu ( sembrano tutti nomi sardi), e con l' albero della vita rappresentato affianco, poteva secondo me, rappresentare certo un rito di purificazione, ma nello specifico, un cerimoniale riguardante la memoria. 

Questo perché l'acqua, rappresentata dal tredicesimo Sacro Archetipo Ebraico Mem,  è il fulcro sacrale e veicolante di purificazione. 

La lettera Mem è una delle tre Sacre Lettere Madri della Creazione. 


Da un mio scritto

https://maldalchimia.blogspot.com/2022/05/banduddu-e-cintura-di-orione.html?m=0

Il" secchiello", il BaNDuddu, ha lo stesso nome del secchio in sardo, "su bandoni". 

Se si tolgono le vocali, restano le consonanti BND, che sono le stesse di "Benedire". Infatti gli Apkulli alati, impregnano la pigna, che simboleggia la pineale, in atto di "Benedire", di trasferire la Conoscenza. 

La connessione con la cintura di Orione, è data dal fatto che si trova sulla via Lattea, via di nascita e rinascita, la via spermatica della conoscenza..

Tutto si snoda lungo la via Lattea, il ponte tra cielo e terra, quindi luogo centrale, dove dimora il Divino, la massima Conoscenza. Quella cintura in pietra mi sa tanto di una metaforica investitura regale.

Anche i Giganti di Mont'e Prama, che hanno sempre definito "sgraziati", tozzi, con le gambe corte e sproporzionate, rispettano invece  una precisa proporzione aurea, per far coincidere la cintura(quindi la cintura di Orione, metaforicamente), come baricentro del corpo. Baricentro che si manifesta sia sovrapponendoli alla Vesica Piscis, sia al centro della quadratura del cerchio, come l'uomo vitruviano di Leonardo, che invece ha il baricentro nel pene, nell'area genitale, fulcro della creazione nella dimensione terrena( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/le-tre-dee-madri-cosmiche-sarde-della.html?m=0) 

Tutti i Banduddu presentano dei soggetti con  conformazione speculare ad H, indice delle due polarità in equilibrio. Il portale, il salto di Ottava, la divinizzazione, avviene quando le due polarità, maschile e femminile, sole e luna, buio e luce, ecc si armonizzano tra loro. È una condizione necessaria richiesta proprio dalla consapevolezza pineale. È il percorso dei 7 chakra, dell'albero della vita, difronte al quale stanno sempre gli Apkulli con la pigna/pineale in mano.

Sono considerati dei portali in questo senso, da una dimensione all'altra, e hanno la stessa forma  dell'esedra centinata delle nostre Tombe dei  Giganti in Sardegna, poiché anche esse, sono come dei portali, dal mondo dei vivi, al mondo dei morti

Un'esedra che nell'antica scrittura egizia, ha la stessa forma del geroglifico che indica il numero 10 (https://maldalchimia.blogspot.com/2021/08/il-cubito-reale-sardo-simbolo-dei.html?m=0), quindi l'Archetipo 10, lo Yod, funzione concentrazione. La prima delle lettere del tetragramma divino YHWH, che in Sardegna troviamo come YHW, indice di quella divinità solare che viene catalizzata dall'esedra, per ridare nuova vita al defunto, come se contenesse l'acqua amniotica che rigenera a nuova vita.

Esattamente come nel BaNDuddu, metaforicamente". 


Da un mio scritto 

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/11/banduddu-sacred-symbologies.html?m=0

[...] Banduddu, con la sua forma, è uguale alla stele centinata centrale dell'esedra delle  Tombe dei Giganti qui in Sardegna, perché simbolicamente la stele rappresenta il potere di rinascita dopo la morte, benedetta dal sole, dall'elemento maschile e dall'acqua, dalla terra, rappresentata da quel passaggio stretto, uterino, quadrato (come i quattro punti cardinali della terra e i suoi 4 elementi), alla base della stele centinata, che viene attraversata e fertilizzata dal sole che arriva fino a tutto il corridoio.

È la sinergia del maschile e del femminile che consentono la rinascita dopo la morte.

Infatti le Tombe dei Giganti hanno una forma taurina/uterina.

"Su bandoni" è il nome in sardo, del recipiente cilindrico ermetico, usato per trasportare il latte.

Somiglia molto a "banduddu", e il latte, richiama alla Via Lattea, la via della rinascita, secondo gli Antichi, dopo la morte.

Nascita/rinascita, dopo che avviene il "battesimo e benedizione" con il banduddu.

Vedete quindi, già come nella simbologia archetipale della "borsetta degli Dei", la Matrice ritorna nella dimensione della nostra Antica Civiltà Sarda". 


Ma ci sono altre correlazioni interessanti, tra i Giganti di Tula e le nostre simbologie sarde. 

Innanzitutto sono Giganti, come i Giganti di Mont'e Prama. 

Presentano anche un copricapo come quello del nostro Sardus Pater. 

E qui c'è una corrispondenza molto interessante perché gli atlanti di Tula, alti 4,60 m rappresentano il Quetzalcòatl (il Serpente Piumato) nella sua funzione di “Stella del Domani”, cioè Venere quando appare al mattino, durante l'equinozio primaverile. 

Serpente piumato 

Copricapo piumato 

Il copricapo del Sardus Pater è piumato. 

Ne ho parlato più volte, anche in correlazione alla Dea Hakunet egizia e il Sommo Sacerdote 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/03/dea-akunetsacerdote-musico.html?m=0) 

Il Quetzalcoatl è un serpente a tre anse. 

Come quello del simbolo dell'antica Tribù dei Dan( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/il-simbolo-della-tribu-di-dan.html, come il primordiale monolite di Mamoiada (https://maldalchimia.blogspot.com/2021/10/il-monolite-di-mamoiada.html), come il serpente di Allai( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/11/il-serpente-di-allai.html) 

Un simbolo triadico di "nascita/morte/rinascita" 

Di immortalità. 

Una simbologia, quindi, che sembra avere Matrice Sarda. 


Altra correlazione. 

Si dice, degli Atlanti di Tula, che fossero talmente innamorati del Sole e della luce, da costruire una torre gigantesca, in modo da poter quasi toccare il Sole. 

I costruttori di Torri, gli antichi Sardi, che hanno la cresta solare, come i raggi solari, come Apollo. 

Abbiamo un Dio del Sole Helios( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/07/apollo.html) trovato in Siria, molto particolare, perché presenta un'energia androgina, sempre presente in ogni manifestazione, nella nostra Antica Civiltà Sarda. 

Perché mi risuona particolare questa correlazione? 

Per due motivi. 

Uno, perché proprio in Siria, abbiamo tracce Shardana molto evidenti, di cui ho già approfondito 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/tracce-shardane-in-siria.html) con chiaro riferimento ad attività sciamaniche, come quelle dei Toltechi ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/nuraghe-siraisciraicapanna-sudatoria.html) 

In secondo luogo, una lingua antichissima, adamitica, era proprio la lingua siriaca, la "loghah suryaniyah”, la lingua dell'illuminazione solare. 

Avevo già evidenziato la correlazione Siria /monte Sirai /la parola sarda "scirai" ( trovate l'argomento, approfonfito, nei miei link), che vuol dire "svegliarsi", nel senso di risveglio spirituale. 

"Surya” è il nome sanscrito del Sole, e ciò sembrerebbe indicare che la sua radice “sur”, una di quelle che designano la luce, apparteneva anch'essa a questa lingua originaria.

Sur /Sar

Sardegna, Sarcidano

La Gallura stessa, rimanda a questa immagine di Gallo solare, quale era Apollo. 

Come dice Guenon 

"Si tratta dunque di quella Siria primitiva di cui Omero parla come d'un'isola situata" al di là di Ogigia", il che la identifica con la Tula iperborea, e "dove sono le rivoluzioni del Sole" . 

Ogigia come Barbagia?

L'isola di Ogigia, secondo alcuni studi, è identificabile con la Sardegna( a riguardo due mie scritti

-https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/il-lugh-d-oro-di-orotelli.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/simbologia-del-porcospino-nei-due-stemmi.html?m=0) 

"Guardacaso, ma mai per caso, la parola" Eritaju", porcospino, ha la stessa radice di Eriu, la mitica isola di smeraldo

Er-itaju

Er-iu

Isola che ebbe svariati nomi, e il terzo nome   fu Inis Elga, «Isola Nobile». Così Ériu venne chiamata al tempo del  dominio delle Tuatha de Danaan

Si, perché le Tuatha, erano le Regine che le governavano

Una società Matriarcale, che rimane con quell'impronta, fino a che restò in vigore lo statuto di Eleonora D'Arborea. 

I greci la chiamarono Ogigia, la sede di Calipso, dove approda Ulisse per 7 anni, dal suo ritorno dalla guerra di Troia, come testimonia Plutarco, che significa l'«isola più antica», titolo assai appropriato visto che Ériu fu abitata fin dai tempi del diluvio universale.

Ogigia come Barbagia? "


Forse Heliopoli, legata al simbolismo della Fenice". 

E qui ritorniamo al simbolismo della Nun /Vesica Piscis, radicatissimo in Sardegna, perché il ciclo della Fenice( Fenice/Fenici/fenicotteri /runa Fehu del Fuoco/gli antichi Kabiri Sardi custodi del Fuoco Sacro) era un "7 x7" = 49

49+1= 50

Il simbolismo Sacro del Valore Ghematrico della Nun, intesa come acqua primordiale cosmogonica trasmutatrice ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/gli-argonauti.html?m=0) 

Apollo era un Tirano, e sui figlio Orfeo era uno degli Argonauti. 

Apollo era un Titano di seconda generazione. 


Le doppie pupille. 

L'efod sacramentale. 

Elementi in comune con i nostri Giganti di Mont'e Prama ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/01/lefod-sacerdotale-dei-giganti-di-monte.html) 


E qui arriviamo alla correlazione chiave. 

Il Serpente Piumato il Quetzalcoatl, identificato con Venere. 

Gli atlanti di Tula, rappresentano il Quetzalcòatl, nella sua funzione di “Stella del Domani”, cioè Venere quando appare al mattino, durante l'equinozio primaverile, specialmente a Marzo. 

E qui si apre la correlazione più sorprendente tra le due Tula, sarda e messicana. 

Dal mio scritto sul sito archeologico Sa Mandra Manna di Tula ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/07/la-costellazione-dei-pesci-nel.html?m=0) 

"Le incisioni sulla parete destra del grande corridoio di accesso al complesso della muraglia megalitica de Sa Mandra Manna, complesso archeologico che si trova a Tula, in provincia di Sassari, il cui nome significa "grande recinto", sono delle incisioni verticali, oblique, e sicuramente è un tipo di scrittura comunicativa, ma non credo proprio che rientri nella scrittura Ogham. 

C'è un simbolo molto evidente. 

Tre piccole coppelle disposte a triangolo. 

Corrispondono, secondo me, alla Costellazione dei Pesci. 

È un simbolo che ho già visto, nella Domu de Jana di Ossi, di cui ho già parlato, perché mi è particolarmente cara( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/12/il-nostro-presepe-sardo-domu-di-ossi.html?m=0) 

Tre elementi disposti in modo triangolare ( triade creativa), dentro due circonferenze ( maschile e femminile uniti, che creano)

L' elemento triadico centrale, che non è un "focolare" con la simbologia delle tre fiamme, racconta di una Sacra Creazione protetta dal doppio cerchio, solare e lunare, dei Genitori Cosmici Creatori"

Il glifo dei Pesci è come un Tao, con la doppia polarità, maschile e femminile, ed è proprio il simbolo dell'energia creatrice. 

Il Sole, nel corridoio della muraglia de Sa Mandra Manna, penetra attraverso una delle sue porte, e attraversa tutto il corridoio soltanto nel periodo equinoziale. 

Può essere, quindi, che le tre piccole coppelle disposte a triangolo rappresentino proprio la costellazione dei Pesci, in quanto, la sua levata eliaca avviene con l'inizio del mese di marzo, periodo che comprende anche l'equinozio di primavera, dopodiché alla costellazione occorrono quasi tre mesi per portare sopra l'orizzonte tutte le sue stelle. Sul finire di maggio sorge per la prima volta nell'anno Alpha Psc e da quel momento i Pesci divengono sempre più protagonisti della notte.

Credo che il corridoio funga da marcatore astronomico, e simbolicamente, offre la simbologia della creazione, del sole che ingravida il corridoio, come un condotto uterino, proprio nel periodo dell'equinozio di Primavera, quando vi è equilibrio tra le energie, e la terra si lascia fecondare dal calore del sole 

D'altronde anche il periodo astronomico dei Pesci, l'era dei Pesci, si inaugura con una figura, il Cristo, che è considerato un "Ichtys", una Vesica Piscis energetica, Monadica, che comprende le due polarita, altamente creativa. 

Dodicesimo e ultimo dei segni zodiacali, può anche rientrare nella simbologia del "grande recinto", come il nome de "Sa Mandra Manna", l'ultimo segno, che racchiude tutti gli altri, a completamento, come in un recinto simbolico. 

Sicuramente abbiamo la stessa simbologia nella Domu de Jana di Ossi. 

L'ingresso è orientato a sud-est, quindi all'alba del solstizio invernale, come l'ingresso del pozzo Sacro di Santa Cristina, ma proprio questa Tomba II, che comprende 12 vani, ha una pianta a T, e quindi è molto probabile che i tre elementi semisferici  interrati, con doppia circonferenza ( indicativa proprio della doppia polarità dei Pesci) siano disposti proprio ad est, il punto equinoziale in cui sorge il sole  ad indicare fertilità, nascita, rinascita"


Prof Porcheddu definisce benissimo, che il termine Atula, in sardo significa "Solco", che rappresentava il solco sacro della prima civiltà contadina.

Atlas/Atula. 

Ma quando si faceva il primo solco Sacro che delimitava le zone sacre in cui sarebbero sorti templi e il primo centro di quelle che nel tempo diventeranno le città? 

Proprio nel periodo dell'equinozio di primavera, che coincide con il segno dei Pesci, che nella sua simbologia archetipale  è sia triade creatrice, sia Vesica Piscis. 

Nel periodo dell'equinozio di primavera, era visibilissima, e fungeva da coordinata principale, per le proiezioni sacre in terra, la costellazione dell'Orsa Maggiore, punto di riferimento cardinale, importantissimo per le antiche civiltà, per quella egizia, arrivata, come ritualistica, fino all'impero Romano. 

Ho parlato del perché  dell'importanza di questa costellazione per la ritualistica della segnatura del primo solco Sacro in due miei scritti in particolare ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/orsa-maggiore-akhetjuvale.html/ 

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/romolo-e-remo-e-acca-laurentia.html) 

La Costellazione dell'Orsa Maggiore 

Su Juvale. 

Ne ho parlato più volte 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/01/mogoro-e-lorsa-maggiore.html

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/orsa-maggiore-giogo-dei-buoi.html

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/giovanni-juvaleorsa-maggiore.html) 

Muraglia 

Protonuraghe , definito il più antico ( si parla del 1800 aC, ma io direi molto prima) della Sardegna. 

Dalla perfetta pianta triangolare

( Credit foto https://www.sassarioggi.it/tula/sa-mandra-manna-nuraghe-antico-2-agosto-2021/) 

Proporzioni auree, come il Santu Antine ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/i-custodi-della-memoria-del-trilobato.html) 

Correlazioni molto  interessanti, almeno per me, a cui ne aggiungo un'altra, estemporanea, veramente particolare. 

Abbiamo l'immagine di una donna 

Mongo, della provincia del Banduddu, con un terzo occhio sulla fronte, con 3 cerchi concentrici ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/05/terzo-occhio-bandundu-banduddu.html?m=0) 

"I Mongo, sono un gruppo etnico bantu che vive nella foresta equatoriale dell'Africa centrale. Sono il secondo gruppo etnico più grande della Repubblica Democratica del Congo, molto influente nella sua regione settentrionale. Una collezione variegata di gruppi subetnici, sono per lo più residenti in una regione a nord dei fiumi Kasai e Sankuru, a sud della curva principale del fiume Congo. La loro presenza più alta è nella provincia di Équateur e nella parte settentrionale della provincia di Bandundu".

I sincretismi, le correlazioni tra le svariate civiltà, sono tanti. 

Ma forse abbiamo qui in Sardegna, gli Archetipi di questi Dei, l'abbiamo nel concio di Bosa ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/06/concio-di-bosa-apkalli.html?m=0) 

Anche se sono convinta che fosse il Femminino, il risvegliatore delle coscienze, il civilizzatore dell'umanità. 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/08/il-sacro-femmininooannesapkallu.html?m=0) 

La nostra Tula sarda, sorge sul lago Coghinas 

Is coghas 

Le mitiche creature alate, per lo più, risalenti alla Lilith mesopotamica, demonizzata, naturalmente, fino ad assumere le sembianze del Serpente. 

E ritorniamo al Serpente piumato

Simbologia del Serpente /kundalini, del Femminino

Il Serpente di Bronzo di Mosè veniva chiamato Nehushtan. 

Tra l'altro, gli Aztechi, secondo la tradizione provenivano da un luogo chiamato Aztálan, nome che rievoca Atlantide, anche se gli studiosi affermino che sia situato nel Messico settentrionale. Gli Aztechi assimilarono le credenze, i miti, i riti dei Toltechi. 

Nel linguaggio tolteco (nauhatl) si ritrova la radice atl, che significa acqua, guerra. Di qui proviene la parola atlan, che significa sulla riva o in mezzo all’acqua. 

Atz

Atza in sardo, indica un convogliamento di energie, in un unico punto, ad atza, a vertice. 

È tipico della fonetica sarda. 

A vertice, sono i copricapi dei nostri bronzetti sciamanici

( Approfondimenti https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/cappello-ad-atza.html) 


Tantissimi giri, che ritornano sempre all'unica Matrice 

Sardegna Cultura Madre 


Tiziana Fenu 

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Giganti di Tula/Tula - Mandra Manna





















giovedì, settembre 25, 2025

💛Tomba dei Giganti Tamuli /Fiore della Vita

 Macomer, tomba dei giganti di Tamuli, la tomba con i betili, nominata proprio oggi, una delle tre tombe che sembrano la proiezione delle tre stelle della cintura di Orione ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/manufatto-egizio-rana-nun.html?m=0) 

"L'orientamento delle tombe di giganti del complesso archeologico di Tamuli a Macomer è principalmente sull'asse Nord-Ovest/Sud-Est, con la fronte esedrica che si apre a Sud-Est, sebbene l'orientamento originario dei betili con le mammelle, oggi spostati e allineati con quelli lisci, fosse probabilmente diverso

La perfezione assoluta, aurea. 

Perfettamente inscrivibile nella Vesica Piscis e nel Fiore della Vita

Nello stesso complesso archeologico che comprende anche 6 betili, un nuraghe, chiamato Fiorosu.

Fiorosu come il fiore della Vita? Che corrispondenza.. 


( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/il-numero-sei.html?m=0) 


Tamuli e betili 

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/05/menhir-e-betili.html?m=0


Orientate verso la cintura di Orione. 


Dal mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-y-taurina-di-ascensione-lungo-la-via.html?m=0) 

"Orione è importantissimo per ritrovare altre stelle fondamentali, perché estendendo la sua cintura verso sud est, di trova Sirio, e verso Nord est, si trova Aldebaran. 

Orione, è la chiave per capire le altre coordinate. Da Orione parte tutto

Ecco perché la cintura dei giganti di Mont'e Prama corrisponde esattamente ad una precisa Geometria Divina, al centro dell'uomo vitruviano, della stella a cinque punte, perché da essa si arriva all'occhio centrale di Aldebaran. 

All'Anja

O alla Jana, anagrammato. 

Al portale galattico."


Tiziana Fenu 

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Credit Teravista, Andrea Alvito per Nurnet

Tomba dei Giganti Tamuli /Fiore della Vita




💛Manufatto egizio, rana /Nun

 

Prima immagine.
Manufatto egizio risalente  all'Egitto predinastico Naqada, c. 4000-3500 a.C.: questa statuetta mostra un corpo umano rannicchiato in posizione fetale, che era una posa funeraria comune nell'Egitto predinastico, ed è adagiato in un vaso che potrebbe rappresentare una barca, una fossa funeraria e/o un grembo materno.
Le rappresentazioni sulle due appendici laterali sembrano richiamare la simbologia della rana.
Simbologie interessanti, che richiamano la simbologia della rana, presente nella nostra Antica Civiltà Sarda.
Ne ho parlato in diversi contesti, fin dal giugno 2020.
C'e da notare, innanzitutto, la conformazione in questa navicella della rinascita, che è come la conformazione a Vesica Piscis delle nostre navicelle Shardana.
La conformazione della Nun, quattordicesimo Sacro Archetipo Ebraico, le acque trasmutatrici.
( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/07/navicella-e-vesica-piscis.html)
Simbologia legata anche all'archetipale e mitologica nave degli Argonauti, negli antichi Kabiri sardi ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/gli-argonauti.html)
La Nun
Le acque primordiali cosmogoniche egizie.
Nun e Nunet.
Da un mio scritto https://maldalchimia.blogspot.com/2020/05/osservavo-stamattina-lultimo-bellissimo.html?m=0
"Nella mitologia egizia Ogdoade, l'origine del mondo si esplica attraverso otto Divinità creatrici ermafrodite, accoppiate a due a due;
4 maschi  con la testa di rana e 4 femmine con la testa di serpente
La massima emissione di energia, infatti ,si ottiene con due elementi complementari
Ma a noi interessa solo la coppia Nun e Nunet, gli Dei delle Acque primordiali e del Caos creativo.
Le altre tre coppie sono: dell'oscurità, dell'illimitatezza, e dell'invisibile.
Questa coppia ermafrodita Nun e  Nunet diedero vita al Nommo, un essere quadruplo( che si poteva moltiplicare in altri 4 esseri), sommo Maestro della Parola
La Parola crea.
E' il Verbo,  di cui il Toro è simbolo( il Toro presiede al chakra della gola) come dimensione sinergica, taurina/uterina, simbolo della nostra Antica Civiltà Sarda. 
La parola  fecondante che insegnò a 8 esseri umani Dogon,  4 maschi e 4 femmine, tutto il sapere ancestrale proveniente da Sirio, così come affermano gli stessi Dogon, che sono un popolo che vive a Mali un Paese dell'Africa Occidentale.
Si definiscono diversi dagli altri popoli africani , perche' hanno conoscenze astronomiche in ogni disciplina, compresa l'anatomia umana.
Un popolo ermetico che conosce anche la scrittura, e che  attribuisce a Sirio, il principio della creazione
Il copricapo che usano i Dogon per le loro celebrazioni è uguale alla rappresentazione grafica del "capovolto" sardo, trovato in molte costruzioni funebri e a volte inciso insieme ad un pugnale sui Menhir ( come quello di Laconi)e nelle Domus de Janas.
Questa stilizzazione della Maschera Kanaga dei Dogon, rappresenta la creazione, i due elementi Cielo e Terra che si toccano attraverso le mani alzate e i piedi a terra
Forse la maschera è anche la simbologia della stella Sirio delle tre stelle di Orione, come la configurazione della Tomba dei giganti nel sito archeologico di Tamuli, in provincia di Nuoro.
[ L'orientamento delle tombe di giganti del complesso archeologico di Tamuli a Macomer è principalmente sull'asse Nord-Ovest/Sud-Est, con la fronte esedrica che si apre a Sud-Est, sebbene l'orientamento originario dei betili con le mammelle, oggi spostati e allineati con quelli lisci, fosse probabilmente diverso( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/05/menhir-e-betili.html?m=0/ https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/il-numero-sei.html?m=0)]
I Dogon, unici, insieme a noi sardi , ad avere una discendenza genetica con  predominanza femminile, attraverso i cristi mitocondriali di giunzione Cjs  ( js sembra l'acronimo di Jana)
Inoltre in Sardegna si trova antichissima razza di cane chiamata Dogo( e Sirio, della costellazione del Cane, era l' amatissimo cane di Osiride).
I Dogon hanno rappresentato le loro divinità, come anfibi, metà uomini e metà Pesce, i Nommo, custodi di antichissime e profonde conoscenze spirituali, attraverso le quali si può raggiungere la perfezione, l'integrazione degli opposti, attraverso la metamorfosi alchemica, rappresentata dall'Unione di una delle prime coppie che crearono, Osiride e Iside, principio maschile e femminile, per dar vita all'Horus, all' Oro Alchemico.
Questi antenati ermafroditi Dogon, le 8 creature che crearono le prime civiltà umane sulla terra, sono esemplificati in molti geroglifici  con la presenza di tartarughe e rane.
Su una scultura in particolare, su una  porta di un Granaio, sono raffigurati i Dogon e le Rane, derivati proprio da questa copia ermafrodita Nun e Nunet , che simboleggiano le acque primordiali( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/portoni-dogon.html?m=0).
Heqet era la dea egizia dal volto di rana che proteggeva le partorienti. Heqet era la dea levatrice, simbolo di fertilità
Nella lingua degli Egizi la parola Heka significava magia, e conteneva al suo interno il termine ka, cioè anima, energia vitale.
Heka era quindi la magia intesa come rendere attivo il proprio Ka, plasmarlo, attivare l'energia vitale .
Somiglianze così forti non possono essere casuali, così come il fatto che la rana sia un animale che dall’acqua passa alla terra, un animale quindi liminale, di confine, che ci riporta alla natura di Ecate notate la somiglianza fonetica " Heka/Ecate", ricollegandoci al tempo stesso con uno dei volti della Grande Dea neolitica, spesso rappresentata in forma di rana quando associata soprattutto al culto della fertilità e alla protezione della nascita.
Sono numerose le statuette ritrovate in vari siti archeologici neolitici in Europa e nel bacino del Mediterraneo che ci mostrano la dea con le gambe divaricate per partorire, che in effetti non sono altro che zampe di rana nella tipica posizione del nuoto.
Dea legatissima al cane (collegamento con Sirio, il fedele cane di Osiride) come suo fedele compagno protettore.
Shardana.
Popolo del mare.
Shardana.
S'arrana (rana in sardo)
Come si somigliano queste due parole.
Nu- come, nuraghe anche se ufficialmente la radice "Nur-" significa "fuoco/ fulcro".
"Nu- " come acqua e fuoco Insieme.( Nu-n  + Nu-r).
Connubio imprescindibile dalla stessa essenza del nostro popolo.
Sinergia degli opposti che ha un'importanza basilare  in ogni espressione  della loro Essenza, come ho già scritto per le janas, che sono sacra sinergia del principio maschile e femminile insieme.
La Rana quindi, il Nommo, la parte maschile della coppia di ermafroditi, insieme alla compagna ermafrodita dalla testa di Serpente, come erano rappresentate le prime divinità femminili nelle antiche civiltà , gilaniche, come quella Vinca.
Ma "Nun"  sappiamo che rappresenta anche il quattordicesimo archetipo ebraico,  organo sessuale femminile che custodisce la sinergia creatrice, l'acqua, la trasformazione della gestazione.
[...] S'arrana",  simbolo  dell'ermafrodito Nun che  ha in sé la simbologia del maschile e del femminile, visto che la rana indica anche la gestazione femminile".

Da un'altro mio scritto, riguardo un nostro bellissimo bronzetto sardo rappresentato con una testa di rana
https://maldalchimia.blogspot.com/2021/05/il-bronzetto-sardo-sarranashardana.html?m=0
"Questi creatori del cosmo erano altamente venerati, e si credeva che esistesse un "non-tempo", nei tempi e luoghi dei primordi, chiamati "Zeb Tepi", che precedettero la stessa esistenza dello spazio-tempo, quando si era immersi nelle acque caotiche dell'Oceano di Nun, apparentemente esistente in una dimensione governata da questi Dei, gli Ogdoad.
Otto Dei creatori, degli umanoidi Archetipali, anfibi e rettiliani, chiamati anche "anima di Thot".
Essi crearono la terra, al di sopra dell'Oscuro Oceano di Nun, con il potere della parola, sotto forma di cumulo di terra, di isola sacra, poi evolutasi in Pangea, mentre l'oscuro oceano Nun la stabilizzava con eruzioni vulcaniche.
L'Oceano archetipale della creazione, con le prime forme di vita( attestate anche dalla scienza, tra l'altro, che dice che le prime forme di vita si sono create in acqua come anfibi, per poi abitare sulla terra ferma ), che erano rappresentate da 4 uomini raneiformi, e 4 donne serpentiformi.
Otto come il numero dell'infinito, che unisce cielo e terra, umano e divino.
Questi otto Ogdoad erano conosciuti anche presso i Sumeri, ed erano al centro di invocazioni mistiche per iniziati.
Quattro coppie, Dio Rana e Dea Serpente.
Amon e Amaunet, il Dio e la Dea dei regni invisibili.
Nun e Nunet, Dio e Dea delle acque primordiali.
Kek e Keket, il Dio e la Dea delle tenebre.
He ed Heket, il Dio e la Dea del cosmo infinito.
Se leggete in verticale, le iniziali dei nomi  degli Dei maschi, formano insieme, la Parola Ankh, poiché sono considerati l'origine di ogni cosa, e l'inizio dell'età dell'Oro umana.
Presso i Dogon si manifestarono con il nome di "Nommos", esseri per metà pesce e metà umani.
Sono esseri androgini, gli Ogdoad, che incarnano le polarità opposte, le polarità maschile e femminile, il bene e il male, l'acqua e il fuoco.
Punto l'attenzione sulla coppia Nun e Nunet, perché già ne parlai, i creatori delle acque primordiali.
In Sardegna il culto dell'acqua è stato sempre molto sentito.
Nun infatti indica anche il quattordicesimo archetipo ebraico, che indica trasformazione, il pesce mistico trasformativo, ottenuto dalla intersecazione delle due circonferenze, delle due polarità opposte, maschile e femminile, e di tutti gli opposti in generale, della Vesica Piscis.
Se ricordate, è anche una delle due lettere ebraiche presenti nell'antico simbolo della tribù dei Dan, insieme alla Dalet, che indica la porta, la solidità del sostegno, il quarto Archetipo, e insieme formano la Tau, il Giudice Divino, l'Iniziato(  https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/il-simbolo-della-tribu-di-dan.html?m=0)
La Nun consente la trasformazione, la vagina cosmica nella quale si manifesta la Mem, l'acqua del tredicesimo archetipo, e si manifesta in modo completo, perché la Nun è pesce e Mandorla Mistica al contempo.
Gli opposti, come acqua e fuoco.
Infatti la radice Nu-, é la stessa sia per Nun( acqua), sia per Nur( fuoco), e la parola nuraghe, quindi, contiene entrambi gli elementi.
Fuoco e acqua.
Sole e luna.
Pieno e vuoto.
Luce ed ombra.
Maschile e femminile.
Il Nuraghe è androgino.
Fallico e uterino allo stesso tempo.
Punto di raccordo, di unione, tra cielo e terra. Pietra divinizzata a fare da tramite per il divino."

Ma non solo.
La rana, la rana toro, che richiama la vibrazione gutturale dei canti a Tenores sardi.
Da un'altro mio scritto
https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/due-cose-hanno-sempre-incuriosito_12.html?m=0
" Uniamo questi due archetipi
La Rana Nun e la divinità della fertilità Toro/Sole, e pensiamo alla desinenza del "nuragu",
Quel "gu" che insieme è muggito, suono e oscurità.
"Gu" come vibrazione ancestrale di creazione.
Come la vibrazione dell' Ape Regina che spinge le Api operaie a costruire l'alveare seguendo una precisissima geometria Sacra.
La conoscenza, la sophia, la Dana( DNA ) che si espande in forme geometriche perfette( pensiamo al DNA spiralizzato )  attraverso la vibrazione del Nun ( Rana/RNA ) intorno al fuoco centrale del Nur-a-gu.
Attraverso un " muggito/suono" , che ha una potenza vibratoria altissima.
Hanno studiato a lungo il gracidare vibratorio della Rana Toro, detta anche Rana Bue( toro, guardacaso).
In essa ha un ruolo importantissimo la membrana timpanica.
Sintetizzando elettronicamente i loro gracidii,  vibrazionalmente altissimi, che adottano per richiamare la femmina, hanno scoperto che adottano la strategia della separazione degli  spazi acustici per distinguersi da altri esemplari maschi o insetti
Frequenza  e metodo, che viene sfruttata anche dalle emittenti radiofoniche delle grandi città per emergere sulle altre.
Simultaneamente quindi, nelle piscine fluviali, diversi anfibi che fruiscono dello stesso  spazio acustico, usano acusticamente "canali privati",  per essere facilmente distinguibili dalle femmine.
Le frequenze dei loro gracidii sono molto alte, sui 1160 Hertz, armonizzate su delle note chiamate "Qui" , che richiamano le femmine.
I maschi si proteggono dal loro stesso frastuono in modo da comprimere i polmoni , attraverso  narici e bocca semichiusa, così l'aria è portata a passare sulle corde vocali.
Ed è esattissimamente la stessa modalità del sistema chiuso a concamerazioni, che viene utilizzato durante il canto a Tenores sardi.
La pelle al di sopra dei polmoni nelle rane , vibra in risposta al suono, in  una sensibilità uguale a quella del timpano.
Le variazioni  di pressione tra membrana della cavità boccale, tipica dei canti a Tenores con vibrante sostenuto,  con vibrazioni della membrana timpanica.
E infatti i Tenores percepiscono meglio il loro stesso canto accostando una mano all'orecchio, sentendo così meglio la risonanza, e quindi creando un canale aereo continuo tra il polmone e la membrana timpanica.
Le orecchie sono ricevitori di pressione, dove la membrana timpanica viene stimolata dai suoni provenienti dall'esterno, e quindi la parte  interna resta a pressione costante, e questo protegge dalla iperstimolazione acustica.
Nel senso che  i suoni arrivano alla membrana timpanica dopo essere stati diffusi nel sacco vocale.
E questo è proprio tipico dei canti a Tenores sardi perché questo consente alla membrana timpanica di non subire particolari variazioni e danni, nonostante la potenza del canto.
Ho scritto in un precedente post, che l'orecchio al suo interno presenta degli otoliti, che sono dei cristalli di carbonato di calcio come quelli della ghiandola pineale, e quindi sensibili alle variazioni dei campi magnetici.
Il gracidare delle rane, segue una via ascensionale verso l'alto, facilmente tracciabile con il geofono, ed è la stessa onda vibrazionale dell'espansione in verticale, dei  canti a Tenores.
La frequenza armonica dei canti a Tenores sono impostate sulle alte frequenze sacro OM.
Inoltre, mi  fanno pensare che queste  forme geometriche così perfette e spiralizzate come quelle dei nuraghe tendenti verso l'alto, verso il divino, siano state coadiuvate da queste frequenze vibratorie innate, geneticamente.
Quelle che sono passate dal DNA /Dana Dea ermafrodita, dal ventre rigonfio come quello di una rana,   fino all'RNA rana, cioè all'evoluzione terrena  di quella Dana Dea delle acque che si è  evoluta fino a diventare un animale terrestre.
Costruendo il Nuragu, gli Shardana, univano in sinergia il Nun  e il Nur, attraverso il Gu, il muggito gutturale tipico anche della rane toro, quelle rane la cui divinita è rimasta impressa a livello genetico, da ermafrodita, che sa usare in sinergia gli  elementi opposti (maschile e femminile), Acqua e fuoco (  la rana è un anfibio come la salamandra, animale simbolicamente resistente al fuoco), per  elevare verso l'alto le strutture dei Nuraghi, così geometricamente perfette nella loro costituzione a spiga di grano.
Nuraghi a forma di tronco di cono come le onde vibratorie concentriche dell'acqua stimolate dal suono, che si propagano in un modo  canalizzato verso l'interno, verso l'alto.
Una struttura architettonica dove  la "forma informa".
Dove gli Shardana, Il Popolo del mare, informano e comunicano la propria Sofia/Dana/ DNA, attraverso il veicolo che trascrive l'impronta genetica RNA /rana, attraverso la vibrazione del suono gutturale impostato sulle frequenze dell' Om, attraverso la vibrazione che si esemplifica in architettura con un'impronta di geometria sacra divinizzata.
La struttura muraria dei Nuraghi si  snoda attraverso filari ordinati di pietre disposte con un criterio molto evoluto, che ne sottolinea la forza e la sacralità.
Una struttura complessa e articolata, dove si integrano architettura e funzionalità,  che garantiscono sia bellezza estetica, che solidità,  con uno sviluppo ad anelli concentrici verso l'alto.
Dei sofisticati templi acustici.
( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/10/nuraghi-e-cimatica.html?m=0)
Dei templi di guarigione ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/06/nuraghe-suraki-antica-citta-di-neapolis.html?m=0/https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/magnetron.html?m=0) Io credo fermamente che il modo di comunicazione tra nuraghe passasse proprio attraverso questi canali "privilegiati" di frequenza , identificabili per latitudine.
Ogni " postazione con la propria peculiare frequenza".
Una sorta di geolocalizzazone vocale, gutturale, vibratoria , molto precisa, per essere identificati subito in mezzo a tanti nuraghi.
Proprio come fanno i maschi delle Rane Toro per distinguersi dagli altri maschi.
E infatti questo canto a tenores è prerogativa solo dei maschi.
La cultura Sarda fa parte di un universo più vasto ed omogeneo di quel che appare solo a livello archeologico.
L' armonico OM dei buddisti, lo ritroviamo nel canto dei "bassi" dei quartetti sardi a tenore, fin dai tempi remoti
Musica e danza unite, con i primi strumenti a fiato, fatti con la canna, infatti il primo  strumento a fiato (ma non solo sardo naturalmente) era una canna forata chiamata "s'arranixedda"( la rana piccolina)
Che poi si è evoluta nelle più complesse launeddas( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/10/simbologia-delle-launeddas.html?m=0)
Per i musici del Quartetto a tenore, la musica deve essere tassativamente assimilata, fatta  totalmente propria, vibrazionalmente, al punto da poterla modificare a piacimento con l'ornamentazione e le variazioni di tempo, con tutte le fioriture.
Chi ha studiato la musica sarda non è riuscito a districare e analizzare di vista morfologico l'organizzatissimo canto a tenore, un canto polivalente antichissimo ,il più antico e armonioso della civiltà sarda.

Sempre sui Tenores
https://maldalchimia.blogspot.com/2023/05/tenores.html
Presentano lo stesso schema
"1+4"
Che è la stessa simbologia del simbolo della tribù dei Dan.
14
1+4= simbolo del saluto tipico sardo "saludi", che significa guarigione, dato dai nostri Antichi sciamani guaritori.
4 dita unite e il pollice separato, Il Nyny, legato alla lettera Nun (https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/simbologia-delle-trecce-nel-bronzetto.html?m=0)

Inoltre, abbiamo un pozzo Sacro straordinario, a Sierra Niedda, in provincia di Sassari, a forma di girino( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/01/pozzo-sacro-di-sierra-niedda-di-sorso.html) nel suo ingresso, che presenta, guardacaso, 14 gradini, come il nostro quattordicesimo archetipo Nun, in un contesto cultuale un cui sono presenti anche un altare, un edificio isodomo, un altro, circolare e una cisterna inglobata nella roccia.
Anche l'ingresso di questo pozzo, come il Santa Cristina e altri, è orientato verso
sud/est, alba solstizio invernale( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/orientamento-sud-sudest-di-alcuni-pozzi.html?m=0)

Come vedete, andando ad indagare e approfondire, si trovano molti più elementi, riguardo la rana e la sua simbologia, nella nostra Antica Civiltà Sarda, che non nella semplici divinità egizie.
Una lettura e complessità, a più livelli, che va sempre più alle origini archetipali di certi simbolismi.
Sardegna Cultura Madre, sempre.

Tiziana Fenu
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Immagine del pozzo di Sorso, di Fabrizio Bibi Pinna.

Manufatto egizio, rana /Nun









 






mercoledì, settembre 24, 2025

💛Gonnellino a V/Costellazione Cigno. Utah/Uta

 

Prima immagine
Pittogrifi dell'Arte Rupestre
Area Primitiva di Grand Gulch
Il Canyon Inferiore risalenti, pare, al 1300 aC.
Entrambi hanno teste arrotondate con occhi spettrali e capelli a codino.
Le spalle sono ampie e squadrate.
La conformazione del corpo è triangolare,
Mi rimanda al doppio triangolo della cultura sarda di Ozieri( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/10/ballu-tundu.html?m=0), solo che in questo caso, il triangolo è unico.
Notare il "codino" triangolare tra le gambe.

Seconda immagine.
Bronzetto dell'arciere di Serri
Approfondimenti a riguardo, nel mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/06/arciere-santa-vittoria-di-serri.html?m=0
Stesso "codino" triangolare tra le gambe.
E, come ho approfondito recentemente, il Santuario di Serri, ha un'importanza straordinaria ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/santuario-santa-vittoria-di-serri-numa.html?m=0)

Terza immagine
Particolare di uno dei nostri Giganti di Mont'e Prama
Stesso gonnellino a punta
Ne ho parlato in un mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/03/orioneurina.html?m=0) poi ripreso in un altro scritto, perché sono convinta che questa conformazione, presente trasversalmente, come potete vedere in un'altra civiltà distante dalla nostra, geograficamente e cronologicamente risalga ad una correlazione con la costellazione del Cigno, alla quale l'antica Civiltà Sarda è profondamente legata.
Tra l'altro, il Grand Gulch si trova a sud-est dello Utah, negli Stati Uniti.
Abbiamo un importante centro anche noi, Uta, che sta rivelando un'importanza straordinaria, grazie alle ricerche di Alessandro Cuncu, autore del libro "I porti dell'isola di Atlante". 
Una coincidenza?
Dal mio ultimo scritto a riguardo https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/cappello-ad-atza.html?m=0
"La conformazione ad atza, a punta, è tipica delle nostre rappresentazioni, nei bronzetti, negli ingressi triangolari dei nuraghi, dei pozzi sacri.
Indica la massima sinergia convogliata dalle due polarità, e al contempo la costellazione del Cigno, con le sue 9 stelle, i 9 archi del cielo.
Shardana
Il pileo a punta, attributo specifico dei Dioscuri, i figli del Cigno, di Zeus, che si trasformò in cigno per sedurre la bellissima Leda, del quale parlai in un mio precedente post.
I Dioscuri, i gemelli Castore e Polluce, naviganti come gli Shardana, protettori dei naviganti.
Quella costellazione del Cigno, o Croce del Nord, così importante per gli Antichi Sardi, perché la sua stella più brillante Deneb, era la stella Polare 12.000 anni fa, e la cui croce astrologica, come abbiamo visto di recente, è una delle tre croci del cielo, sulla via Lattea, di Ascensione verso il Divino.
La parte finale della parte posteriore del gonnellino, come la conformazione della costellazione del Cigno, a vertice verso il basso, importantissima per la nostra antica civiltà sarda( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/l-ingresso-triangolare-dei-nuraghi.html?m=0)
La posa dell'arciere di Serri, come Orione".
La Costellazione del Cigno era importantissima
Era una delle tre Croci della Via Lattea.
Uno dei Tre Soli
( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-y-taurina-di-ascensione-lungo-la-via.html?m=0)

Corrispondenze straordinarie, che rimandano, come sempre a quella dimensione che per gli antichi, era la più importante.
L'osservazione delle Sacre Geometrie del cielo.

Tiziana Fenu
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Gonnellino a V/Cigno /Utah/Uta