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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

sabato, febbraio 07, 2026

💛Simbologia 13 giri intorno al fuoco

 "[...] Il momento culminante di questa antica e attenta ritualistica, è rappresentato dal giro rituale (“Is Inghirios”) compiuto dai fedeli, spesso guidati dal sacerdote, attorno al falò. Si compiono tipicamente tre giri in senso orario e tre in senso antiorario. 

Questo movimento circolare e inverso è carico di valenze. 

È una circumanbulazione che rappresenta il misurare e rigenerare il cosmo, visto che siamo nella dimensione concettuale della rigenerazione. 

Attraverso questa dinamica, emerge la sacralità numerologica di cui è impregnata la nostra Antica Civiltà Sarda. 

Il numero 3 richiama la Trinità cristiana ma anche, in chiave precristiana, la perfezione e la completezza del ciclo vitale (nascita/morte/rinascita). 

Troviamo questo stesso modulo simbolico nelle tre cornici che accompagnano le false porte e le coppelle delle Domus de Janas, luoghi sacri, alchemici, di rigenerazione. 

È la rappresentazione di un ciclo, una ricostruzione cosmica, collegata alla destrutturazione che è il simbolo del nostro Carrasegare. 

Il cerchio disegnato attorno al fuoco delimita e consacra uno spazio sacro ( come il temenos greco), separandolo dal caos esterno. 

Il doppio movimento simula la rotazione solare e il suo contrario, in una mimesi rituale della rigenerazione del tempo e del cosmo. 

In alcune comunità, come Ortueri, il numero dei giri può salire a tredici, compiuti da tredici uomini di nome Antonio, a rimarcare la ciclicità dell'antico anno lunare.

Questo gesto coreutico e comunitario, lontano dall’essere una semplice processione, si rivela come una mimesis rituale di quell’ordine cosmico che rivela un preciso atto di sincronizzazione tra il ciclo umano, quello terrestre e quello celeste.

Il Falò nel contesto del Carrasegare, rappresenta, simbolicamente un Altare, un Asse del Mondo. 

Il falò, centro focale del rito, non è solo fonte di luce e calore in una notte invernale. 

Esso si eleva a simbolo del sole invernale, del fuoco che resiste al buio, ma anche, in una lettura più profonda, a rappresentazione di quel fuoco alchemico di trasmutazione di cui si parla a proposito dei luoghi sacri. 

Come la “coppella grande centrale” con le tredici coppelle, nell’altare di Oschiri potrebbe indicare il sole, il falò diventa il fulcro attorno al quale si organizza il tempo e lo spazio del rito. 

È l’ombelico del mondo, il Medi-terraneum tra cielo e terra, tra l’umano e il divino.

I tredici giri intorno al fuoco sacro, rappresentano una danza dei cicli e della rigenerazione. 

I tredici giri dei partecipanti attorno alle fiamme non sono un numero casuale. 

Essi riecheggiano potentemente il ciclo della tredicesima Luna, quella “intrusa”, “senza nome” che ristabilisce l’armonia tra anno solare e anno lunare ogni circa 2,7 anni. 

Questa danza circolare è un

Calendario in movimento. 

Ogni giro può essere visto come una lunazione, un mese sinodico. 

I dodici giri rappresentano l’anno lunare compiuto, mentre il tredicesimo è il giro dell’embolismo, il momento magico e fuori dall’ordinario che riallinea i tempi, proprio come la Tredicesima Luna riallinea i cicli. 

È l’azione rituale che “rimette le cose a posto” su scala comunitaria.

Si inscena, si ritualizza un potente rito di passaggio e trasmutazione. 

Come l’iniziato scende nei 24 gradini del pozzo di Santa Cristina per purificarsi nell’acqua e risale simbolicamente trasformato, il partecipante al Carrasegare compie i suoi giri in un processo di morte simbolica e rinascita. 

I giri attorno al fuoco sono una discesa metaforica nella ciclicità del tempo (lunare, ctonio) per poi emergere, con l’ultimo giro, “rivoltato, rinnovato”, pronto per il nuovo ciclo carnascialesco. 

Si attraversa simbolicamente il “grembo buio” della comunità in cerchio per rinascere, purificati dal fuoco di Sant’Antonio (il Padre Cosmico, il Fuoco Sacro della Shin, il Sacro ventunesimo Archetipo Ebraico) dopo essersi 

idealmente immersi nelle acque della memoria (le Acque della Mem, tredicesimo Sacro Archetipo Ebraico, degli antenati,  le sacre acque cosmiche ancestrali della memoria, complementari al fuoco del falò, in totale sinergia creatrice).

Il rito collettivo dei tredici giri è un’espressione di cosmologia partecipata. 

È un Sigillo dell'intera comunità, sul Tempo. 

Mentre gli antichi osservavano il lunistizio maggiore nel pozzo di Santa Cristina o incidevano le coppelle a Oschiri, la comunità sarda, con questo rito, incide il proprio ciclo nel terreno e nel tempo, usando i propri piedi e il fuoco come strumenti di misura e consacrazione. 

È un “osservatorio” orizzontale e umano, che fa del cerchio comunitario il suo orizzonte di significato.

La scelta della vigilia di Sant’Antonio Abate per questo rito non è secondaria. 

L’eremita del deserto, tentato dai demoni, è colui che domina le forze oscure e caotiche. 

Rappresenta la Soglia tra Ordine e Caos. 

Il Carrasegare, che aprirà il periodo del caos controllato, della sospensione delle norme, viene inaugurato proprio oltrepassando simbolicamente la soglia del tredici, numero di morte( il tredicesimo archetipo Mem, è correlato infatti, all'Arcano Maggiore XIII della Morte) trasformazione e rinascita, sotto la protezione di un santo che ha già affrontato e vinto il Caos. 

Il tredicesimo giro è, in questo senso, il passaporto per il mondo alla rovescia della ritualistica del Carrasegare, un ingresso ritualizzato nel disordine fecondo, proprio come la Tredicesima Luna è collegata al mondo degli spiriti, ai reami dell’oltretomba.

Sappiamo che gli antichi Sardi erano dei grandi trasmutatori energetici, che traevano energia dalla connessione profonda che avevano con le energie dei cicli della natura e del cosmo. 

Il rito dei tredici giri intorno al falò di Sant’Antonio per l’apertura del Carrasegare si rivela essere la diretta, potente eredità di questa visione del mondo".


Tratto dal mio libro 

"Il Tempo Capovolto. 

Maschere del Carrasegare sardo:

il Sacro che genera il Caos, il Caos che rinnova l’Ordine". 

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Tiziana Fenu 

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Danza intorno al fuoco













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