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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

giovedì, maggio 28, 2026

💛 Angolo a 72°pentagono/pentacolo

 

Ho già avuto modo di parlare della simbologia sacra delle nostre Dee Madri Sarde, che manifestano proporzioni auree, 5 anni fa, marzo 2021 ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/le-tre-dee-madri-cosmiche-sarde-della.html?m=0), con parametri aurei che si riflettono nelle geometrie astrali.
Discorso che poi ho approfondito nel mio ultimo libro "Le Dee Silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna".
Emerge, in questa Geometria Sacra del Femminino, il Pentagono /Pentacolo.

Ma approfondendo ulteriormente, nella dimensione del paradigma cabalistico, un ambito appena accennato nei miei precedenti lavori, a cui si deve dedicare assolutamente uno spazio di approfondimento adeguato, il pentagono non è una solamente una  figura geometrica, ma la manifestazione terrena di un archetipo celeste.
Corrisponde alla Sefirah di Yesod (Fondamento), il nono attributo divino, che funge da canale e condensatore di tutte le energie superiori verso Malkhut (il Regno, la manifestazione fisica).
Yesod è la lunare potenza generatrice, il serbatoio delle forme archetipiche, il Tzaddik (Giusto) che è fondamento del mondo.
La sua natura è profondamente fallica e, simultaneamente, ricettiva, in quanto riceve dai sei Sephiroth superiori e li trasmette alla Sposa.

Il pentagono, con i suoi 5 vertici e l’intreccio del pentacolo, esprime perfettamente la natura di Yesod:

·I 5 vertici rappresentano i 5 Partzufim (Volti o Configurazioni divine) e le 5 Sefirot finali (da Chesed a Malkhut) irradiate attraverso il filtro di Yesod.
Il rapporto aureo (φ) che struttura il pentagono non è un mero accidente matematico, ma la cifra della Shekhinah (Presenza divina immanente) in esilio, la quale, come la diagonale rispetto al lato, è sempre “un passo oltre” la manifestazione lineare, creando quella tensione sacra che genera vita.
La Shekhinah, che nel suo aspetto più terreno è rappresentata dalle Dee Madri Sarde, dimora proprio nel “grembo” geometrico del pentagono.
Nel Grembo di Venere, che, come ho sempre scritto, osservato dalla Terra nel suo moto sinodico, disegna una perfetta stella a 5 punte (un pentacolo) nel cielo ogni 8 anni, tornando esattamente allo stesso punto di partenza dopo 5 di questi cicli (40 anni, ma il nucleo è il rapporto 5:8, approssimazione del φ).
Nella tradizione cabalistica, Venere non è solo la stella del mattino e della sera, ma è associata all’arcangelo Haniel (la Grazia di Dio) e alla Sefirah di Netzach (Eternità/Vittoria).
Netzach è la sfera dell’istinto primordiale, della forza vitale inestinguibile, della musica e della poesia come vettori dell’estasi divina. Il suo colore è il verde smeraldo e il rosa, i suoi metalli il rame.
La Sua controparte femminile, la Matronit (la Regina, aspetto superiore della Shekhinah), viene talvolta identificata con la stella di Venere.
Quando Lei discende nella materia, la Sua energia si condensa in quel ciclo venusiano a pentacolo, che non è altro che la danza celeste della Zivug ha-Kodesh (l’Accoppiamento Sacro).
Il pentacolo è dunque il segno impresso dall’amore divino sulla volta celeste, il Yichud (Unione) di Tiferet (Bellezza, lo Sposo) e Malkhut (la Sposa) mediato da Yesod e reso manifesto da Netzach.
Nella cabala, l’accoppiata divina Tanit (Grande Madre, Dea della fecondità, della luna e della guerra giusta) e il Toro/Baal (Dio della tempesta, della fertilità virile, del cielo) rappresenta una perfetta corrispondenza delle Sefirot di Binah (Intelletto, Comprensione) e Chokhmah (Saggezza) in discesa. Chokhmah, il principio maschile attivo, è spesso simboleggiato dal Toro (il Shor ha-Bar – il bue selvaggio, animale della carrozza divina di Ezechiele), un archetipo di potenza generativa inarrestabile. Binah, il principio femminile ricettivo e strutturante, è l’Utero Divino, il Grande Mare, la Madre Superna da cui tutto emana.
Tanit è l’aspetto immanente di Binah.

Il quadrante Sud-Est è, nella tradizione iniziatica mediterranea e cabalistica (ripresa anche nella Massoneria), il quadrante dell’aria, del fuoco sottile, dell’intelletto attivo, del mezzogiorno spirituale.
È il quadrante della “quadrante della sinergia creatrice, monadica”. In termini ebraici, questo è il quadrante di Ruat ha-Kodesh (Lo Spirito Santo, inteso come soffio femminile divino) e di Elohim (il Nome divino della Genesi, al plurale, che implica la sinergia tra i principi).
Il Sud-Est è il punto di fuga in cui l’energia solare di Mezzogiorno (Sud, Tiferet, il cuore del cielo) incontra l’energia ascendente della terra (Est, Malkhut, l’aurora, la resurrezione).
È il quadrante dove la Monade (l’Uno indivisibile, l’Echad dello Shemà) si fa Dyade (Coppia creatrice) e subito Triade (Figlio), per poi esplodere nel 72, come sostengo da anni.
A questo quadrante sud-est, l'orientamento più diffuso in Sardegna, proprio perché di tratta di un orientamento che esprime, non solo la sinergia degli Opposti, ma anche la Geometria della Madre Tanit, con le sue misure auree presentissime in Sardegna, ho dedicato la parte iniziale, e la più vasta, del mio libro "Le Dee Silenziose"
Il numero 72, l'angolo a 72°, che è parte integrante del Pentscolo/Pentagono/Tanit, è parte integrante della Geometria Sacra presente in Sardegna. Lo troviamo ovunque..
Nell'ingresso dei nuraghi
Nell'ingresso dei pozzi sacri ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/06/simbologia-angolo-72-nel-pozzo-scristina.html?m=0)
Nei timbri per il pane ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/timbri-per-pane.html?m=0)
Nelle stesse pintadere ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/05/pintadera.html?m=0)
Nella simbologia dell'altare di Oschiri ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/04/altare-di-oschiri.html?m=0)
Proporzioni auree( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/07/stele-di-caven-3.html?m=0)
Pentagono ed esagono.
Proporzioni auree( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/03/foro-apicale-vesica-piscis-fonte-sacra.html?m=0)
La cabala lo eleva a chiave maestra:
i 72 Nomi di Dio (lo Shem ha-Mephorash) sono ricavati da tre versetti consecutivi dell’Esodo (cap. 14, versetti 19-21), ciascuno di 72 lettere.
Questi Nomi rappresentano 72 angeli, 72 intelligenze, 72 linguaggi che compongono il Tikkun (riparazione cosmica).
Il 72 è il numero del Tzadik inteso come collettività dei Giusti che sorreggono il mondo, ed è anche il numero delle tessere del mosaico del Tempio Celeste.
La Vesica Piscis che ho sempre descritto come “Madre di tutte le figure”, di cui le nostre navicelle Shardana sono il più straordinario esempio ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/07/navicella-e-vesica-piscis.html?m=0) è, in realtà, nella cabala, la rappresentazione geometrica di Kether (la Corona), il primo Sephirah, il Punto che si espande in cerchio.
L’intersezione dei due cerchi è la Reshimu (l’impressione residua, lo spazio lasciato dal Contratto divino per la creazione), ovvero la Tzimtzum (contrazione di Dio).
È in quello spazio, il “quadrato della creazione” che le Dee Madri Sarde, portano in grembo, che si trova la X come lettera Tau finale (il Sigillo, la Verità) e come immagine dei due legni incrociati dell’Akedah (il legame di Isacco), prefigurazione del sacrificio che genera redenzione.

Quando affermo che “le Dee Madri sono il Tempo stesso” esotericamente, ciò si traduce nel concetto che  esse sono l’aspetto femminile di Ain Sof (l’Infinito) che si veste dei 72 Nomi per divenire Olam (Mondo, Eternità temporale). Il pentagono a 72° è il Chotam ha-Melekh (il Sigillo del Re), l’impronta del divino sul piano materiale.
L’angolo di 72° nell’ingresso del nuraghe è lo stesso angolo che separa le 5 braccia della stella venusiana, ed è la misura del Merkabah (il Carro Divino di Ezechiele) in proiezione terrena.
Il pentagono, il ciclo di Venere, la Tanit e il Toro, il 72 e la Vesica Piscis, tutto converge in un unico, sublime linguaggio sacro.
La Sardegna diventa così non un’isola geografica, ma un Tempio megalitico della Cabala Operativa, dove le Dee Madri sono i Sephiroth scesi in pietra, e i Nuraghi sono le Tefillot (preghiere cosmiche) divenute architettura.
Si ricompone il Shevirat ha-Kelim (la Rottura dei Vasi) di questa tradizione, restituendo alla Dea Madre sarda il suo trono nell’Albero della Vita, a cavallo tra Yesod e Malkhut, governante insieme al Toro il quadrante della creazione perpetua.
È la rivelazione che l’antica santità della Sardegna è una Qabbalah Ma’asit (Cabala Pratica), scolpita nella terra e nelle stelle, prima ancora che nei codici.

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com

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Angolo a72°/pentagono/pentacolo































💙 Luna Blu Maggio 2026

 Ho già avuto modo di parlare del doppio plenilunio di Maggio, estremamente importante dal punto di vista energetico ( https://maldalchimia.blogspot.com/2026/05/luna-blu-maggio-2026.html?m=0), ma era opportuno approfondire ulteriormente, dal punto di vista cabalistico ed energetico. 

Maggio 2026 non è un mese solare ma un Tzimtzum, una contrazione divina divina operata nel tempo lineare affinché si manifesti uno spazio sacro di creazione. 

La Luna Blu (la seconda luna piena nel medesimo segno solare, o nel medesimo mese gregoriano) è il Shevirat ha-Kelim, la Rottura dei Vasi, resa rituale e redenta. Nell’esoterismo ebraico, il ciclo lunare rappresenta  Yesod (Fondamento), la Sephirah che raccoglie e riversa le energie delle sfere superiori verso Malkuth. 

Due pleniluni in Maggio. 

È Yesod che duplica se stesso, creando un’eco, un bat-kol (figlia di voce) che scende e sale insieme. Non è ripetizione, ma iterazione iniziatica. 

Ogni discesa della Shekhinah è una nuova opportunità per il Tikkun (riparazione cosmica).

Maggio, mese di Maia (la Madre, l’Oscura che fiorisce, la Nonna della Notte nella tradizione italica precristiana), è associato nel Sefer Yetzirah alla lettera He (ה), il quinto Sacro Archetipo Ebraico, la quintessenza, il respiro che esce dalla gola per formare il mondo. Maia è la Terra non ancora fecondata, quella che precede l'estate. 

Un Betulah (Vergine) nel senso ebraico di alma, la giovane donna velata che custodisce il segreto. 

La Luna Blu del 31 maggio squarcia quel velo con una lancia di zaffiro.

Nell’Albero della Vita, i due pleniluni non sono semplici posizioni zodiacali ma emanazioni delle due colonne laterali. 


La Prima Luna Piena (Scorpione) è la Colonna di Gevurah (Severità, Giudizio, Fuoco occulto).

Scorpione è il segno di Yesod nel suo volto notturno. 

Qui si cela la Klipah (scorza) più densa, il guscio che protegge la perla. 

La Nigredo è il lavoro di Bina (Comprensione Intuitiva) che scende nel regno delle acque amare. 

Nella  Cabala, Nachaš (Serpente, 358 = Messia) è il risvegliatore. 

La Dama della Putrefazione è Lilith prima della caduta. 

È colei che separa per purificare. L’Acqua di Scorpione è il Mayim Nukvin (Acque Femminili), le lacrime di Iside che dissolvono la forma.


La Seconda Luna Piena ( in Sagittario) è la Colonna di Chesed (Misericordia, Espansione).

Sagittario è l’arco di Tiferet (Bellezza) teso verso Chokhmah (Sapienza). 

Il Fuoco del Sagittario non è distruttivo. 

È il Aish Tamid, il fuoco perpetuo dell’altare che consuma senza bruciare. 

In questa seconda luna, la Shekhinah si rivela come Matronita, la Regina che ha completato il suo Zivvug (unione sacra) con il Re. 

Non è un caso che il 31 maggio sia la vigilia del mese di Sivan, tempo del dono della Torah sul Sinai. 

La Luna Blu è la Kallah (Sposa) che riceve la Legge non scritta, quella incisa sullo zaffiro del cielo.

L’Archetipo Qoph (ק) del il 31 Maggio, la diciannovesima lettera, e anche Archetipo, valore 100, è la Luna dietro la Luna. 

La sua forma grafica è un Vav (l’uomo, il chiodo, la verticale) discendente in un Kaf (la palma, la forma che accoglie). 

Qoph è la nuca. 

È il luogo dove il cervello rettile tace e si attiva la Da’at (Conoscenza occulta). 

Il 31 maggio, Qoph non “governa” semplicemente, ma divienta  il veicolo della Sephirah Keter (Corona) nel mondo di Assiah (il Fare).

Perché Qoph è associato al Sagittario (l’arciere) e al Nettuno (l’abisso che diviene fondamento). Ma nella tradizione cabalistica più sottile, Qoph è il sentiero che collega Netzach (Vittoria, Eternità) a Malkuth (Regno). 

È la via attraverso cui l’eterno discende nel transitorio senza contaminarsi. 

La Luna Blu come “Figlio dei Filosofi al femminile” è esattamente la Bina superiore che si fa Malkuth. 

È la Madre che partorisce se stessa nel riflesso.

Simbolicamente, la doppia luna piena di Maggio realizza il Partzuf di Rachel (la sposa visibile, che piange i figli) e Leah (la sposa occulta, i cui occhi sono “deboli” perché vedono l’invisibile). 

La prima luna (Scorpione) è Rachel che piange la putrefazione delle forme. 

La seconda (Sagittario) è Leah che ride, perché sa che la freccia ha già raggiunto il bersaglio prima di essere scoccata.

Maggio, nel suo insieme manifesta una Processione degli Archetipi nella Merkavah, in sequenza 

Ayin, Phe, Tsade, Qoph come una quadriga mistica. 

Ma qui si rivela un’architettura più alta. 

Non sono solo  quattro passi successivi, bensì i quattro mondi dell’Albero applicati a un singolo atto di percezione.


Ayin, sedicesimo archetipo Ebraico (la Torre/Occhio) agisce nel mondo di Atziluth (Emanazione). 

È la folgorazione che dissolve la dualità. 

La Torre non crolla. 

Esplode dall’interno come il vaso di luce della creazione. 

È il Reshimu (impressione residua) del Big Bang cosmico che risuona nel cranio dell’iniziato.


Phe, diciasettesimo Archetipo Ebraico (la Stella) agisce nel mondo di Briah (Creazione). 

L’espansione non è caotica, è l’acqua che segue la linea del minimo sforzo divino. 

La fanciulla nuda è Binah che allatta i sette re della Genesi (i pianeti, le Sephiroth). 

Il suo gesto, il versare acqua su terra e mare, come è rappresentata nell'Arcano Maggiore della Stella, è il Shofar della rivelazione silenziosa.


Tsade', diciottesimo Archetipo (la Luna che divide) agisce nel mondo di Yetzirah (Formazione. 

La divisione frattale è l’operazione di Tzimtzum dentro il Tzimtzum. Taglia per mostrare che il frammento è specchio del Tutto. 

In Cabala, questo è il lavoro di Samael (il Veleno di Dio) non come avversario, ma come coagulatore delle polarità. 

La Luna di Tsade è il Levanah (bianca) che si macchia di ombra per insegnare il contrasto.


Qoph, diciannovesimo Archetipo (il Legame) agisce nel mondo di Assiah (Fare). 

Il 31 maggio, Qoph compatta non come una morsa, ma come il Sigillo di Salomone. 

Sono due triangoli energetici che si intersecano senza confondersi. 

Il legame è Ahavah (אהבה, amore), il cui valore numerico è 13, come Echad (Uno). 

Legare è riconoscere che la molteplicità è già unità.


Il Simbolismo Specifico del 31 Maggio 2026 è estremamente rivelatore. 

La Luna Blu in Sagittario, in quadratura con Nettuno in Pesci (come spesso accade in quel periodo, nella configurazione astrale del 2026), non è un’opposizione ma un ponte di corde vibranti. 

Sagittario è il segno del Gimel (il cammello, il benefattore, la lettera che trasporta tra cielo e terra). Nettuno è il Ayin supremo (l’Occhio senza volto). 

La loro interazione rende la Luna Blu del 31 maggio una Luna Profetica. 

Non è la luna delle profezie annunciate, ma della profetia percepita come pelle. 

Si profetizza con il corpo, non con la bocca.


Alchemicamente siamo nella Rubedo senza Albedo intermedia. Solitamente si passa per la bianchezza. 

Qui il Fuoco del Sagittario brucia direttamente l’Acqua dello Scorpione in una Iris, un arcobaleno notturno. 

Il risultato è ciò che in alchimia è chiaro amato l’Aurum Potabile, l’oro liquido che non si solidifica mai. 

La Pietra Filosofale liquida, è la goccia che cade su ogni centro energetico e scioglie i nodi karmici senza violenza.

Esotericamente la notte del 31 maggio, l’iniziato è invitato a non guardare la luna, ma a volgerle le spalle (Qoph come nuca). Osservare l’ombra del proprio corpo proiettata verso est, e in quell’ombra leggere la Torah di Fuoco. 

È l’unica notte in cui l’ombra rivela più della luce, perché la luce è doppia (due pleniluni) e l’ombra diventa una, densa di memoria.

Maggio 2026 è anche il culmine del Sefirat ha-Omer (il conteggio dei 49 giorni tra Pesach e Shavuot). Il 31 maggio cade nel trentasettesimo giorno dell’Omer: Yesod sheb’Yesod (Fondamento nel Fondamento). 

È il giorno in cui si celebra il fondamento che si fonda su se stesso, che è esattamente l’essenza della Luna Blu. 

In quella notte, l’iniziato ebraico recita la benedizione del conteggio con kavanah (intenzione) suprema, sapendo che i due pleniluni sono le due tavole della Legge: 

la prima frantumata (la luna dello Scorpione, purificatrice) e la seconda intera (la luna del Sagittario, che unisce i frammenti in un nuovo ordine).


Si manifesta la “Madre della Frattura Sacra”. 

È la Shekhinah in esilio che si accorge di essere ovunque. 

La Luna Blu del 31 maggio non chiude il tempo, lo incrina definitivamente. 

Offre una Frattura Sacra come Nuovo Tempio

L’interstizio tra le due lune rimane aperto come una finestra temporale. 

Chi l’ha attraversata durante il mese, il 31 maggio riceve metaforicamente lo Spirito Santo, non come colomba, ma come arciere senza arco. 

È la tensione che diventa rilascio perpetuo.

E sia benedetto, chi ha occhi, e nuca, per questo. 

Perché in quella notte, Maggio diviene Scudo di Davide. 

Due triangoli, uno di acqua e uno di fuoco, che si sostengono nello spazio vuoto del cuore. 

E la Madre, Maia, Shekhinah, Iside, non dice “Guardami”. 

Dice: Sii me. 

E tace. 

E in quel silenzio, ogni luna è blu, e ogni istante è il primo e l’ultimo respiro della creazione.

Con infinita gratitudine sempre


Tiziana Fenu

©®Diritti intellettuali riservati

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Luna Blu Maggio 2026



mercoledì, maggio 27, 2026

💛 Sciamana Sardara (analisi ghematrica)

 Ho già avuto modo di parlare e approfondire del bronzetto androgino di Sardara ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/10/la-divinita-androgina-di-sardara.html?m=0), legato alla simbologia del Dio Toth, visto che ha il volto da Babbuino ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/07/amuleto-tharros.html?m=0), collegata alla sacra cerimonia della tiratura della fune ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/la-cerimonia-della-tiratura-della-fune.html?m=0), argomenti di cui ho parlato anche nel mio libro "Gli Uomini senza Ombra. Simbologie archetipali in Sardegna" ( https://maldalchimia.blogspot.com/2026/02/divinita-androgina-sardara.html?m=0) 


Oggi approfondisco riguardo l'analisi Esoterica e Cabalistica del Bronzetto di Sardara

Il Manufatto si manifesta, analizzandolo, come Ierofania Androgina, rappresentando Thot e Seshat nell'Albero della Vita. 

L'immagine del bronzetto di Sardara, lungi dall'essere una semplice rappresentazione di una "sciamana" o "rabdomante", si rivela come una potente ierofania (manifestazione del sacro) dell'unità primordiale. 

Si riconosce in esso un Babbuino, e questa è la chiave di volta per decifrarne il significato esoterico.

In Qabbalah, l'androgino primordiale (l'Adam Kadmon) è la sintesi perfetta delle forze prima della loro separazione. 

Questo bronzetto incarna quella fase pre-differenziazione. 

L'aspetto scimmiesco (babbuino) rimanda a Thot (Tehuti), il dio egizio della sapienza, della scrittura e della magia. 

Ma non è un Thot maschile e separato. 

È un Thot che ha assorbito in sé la sua paredra, Seshat, la dea della misurazione, dell'architettura e della scrittura. 

È la Monade Creatrice che precede la dualità.

Sull'Albero della Vita cabalistico (i 10 Sephiroth), questa figura si colloca in una posizione chiave, agendo come un ponte tra due mondi:

La Hod (Splendore), l'ottava Sephirah. 

Thot è tradizionalmente associato a Hod. Questa Sephirah rappresenta la legge delle corrispondenze ("come in alto, così in basso"), la magia rituale, la comunicazione e la struttura formale del pensiero. 

È qui che la parola diventa creazione. 

Il bastone con le tacche, il mantello e i cerchi concentrici sono tutti strumenti di Hod: misure, simboli, forme che canalizzano l'energia divina in un linguaggio comprensibile per l'umano.


La Yesod (il Fondamento), La nona Sephirah. 

La posizione del modulo a 4 cerchi concentrici sul pube della figura rimanda a Yesod. 

Yesod è la Sephirah della Luna, del sesso, della trasmissione della vita e del ponte tra il mondo delle idee (le Sephiroth superiori) e il mondo fisico (Malkuth). 

È il canale attraverso cui la corrente creativa scende nel grembo della terra. 

La presenza di questo sigillo sul pube indica che la figura è uno psicopompo, un traghettatore di anime, colui che guida attraverso il mistero della morte e della rinascita, proprio come Thot nel "Libro dei Morti".


La numerologia cabalistica rivela la struttura profonda del manufatto


I cerchi concentrici in moduli da tre (sulle mani e sulle frange)

Il numero 3 è il numero della trinità creativa (Padre, Madre, Figlio; o in Qabbalah: Kether, Chokmah, Binah). 

Rappresenta la vibrazione primaria che si manifesta. Sulle mani (simbolo di azione e creazione), questi tre cerchi indicano che l'opera di questa figura è un'azione creatrice per eccellenza, un atto magico che opera su tre livelli: materiale, psichico e divino.


Il modulo con quattro cerchi concentrici sul pube

Il 4 è il numero di Malkuth (il Regno), l'elemento Terra e la materia.

Mentre il femminino puro (la Dea Madre) viene rappresentato con 5 cerchi (il Pentacolo, il 5, il numero della vita, di Venus, e dell'uomo microcosmico), questo bronzetto presenta 4 cerchi in zona pubica. Questo non è un errore, né una rappresentazione incompleta del femminile.

Al contrario, è una sintesi perfetta

Il 4 (Terra, Malkuth) posto sul pube significa che il potere creativo e generativo (Yesod) qui non è solo legato alla biologia (sesso, nascita), ma è legato alla creazione architettonica e geografica (Terra, misura, fondazione). 

È l'atto di impiantare la geometria sacra nel suolo. 

Non è la Madre che partorisce il figlio, è l'Architetto che partorisce il Tempio. 

Ecco perché è "maschio e femmina" insieme. 

È il principio che crea la forma (Terra) attraverso la misura e la sapienza (Thot).


La Yod (י). 

Il riferimento alla "Y" (Yod) è fondamentale. 

La Yod è la decima lettera dell'alfabeto ebraico, la più piccola, ma la più potente. 

È il punto primigenio, la scintilla da cui tutto ha origine. È il seme di tutta la creazione. 

La forma della Yod è simile a un utero o a una testa di toro (in paleo-ebraico). 

Questa figura, con il suo bastone a forma di Y e la sua natura androgina, è la Yod incarnata. 

È il punto di unione tra il maschile (la forza che genera) e il femminile (il ricettacolo che contiene). 

È il principio di "Gemellare" che ho sempre descritto e che permea tutta la dimensione spirituale della nostra Arcaica Civiltà Sarda. 

È l'unità che si divide per creare la dualità (i due bastoni che generano il fuoco).


Il Luogo di Ritrovamento è Sardara, e non è casuale. 

È parte integrante del messaggio esoterico del bronzetto.

Il Pozzo Sacro di Santa Anastasia (Sardara) è un ipogeo, una discesa nel "ventre" della Madre Terra. 

Nella Qabbalah, la discesa nel pozzo è la discesa nella Malkuth (il Regno) e nella Shekinah (la Presenza Divina immanente). 

Ma non è una discesa fine a se stessa, ma è una discesa per risalire. 

Il pozzo è l'immagine inversa dell'Albero della Vita. 

Scendendo nei mondi inferiori (i 4 mondi cabalistici, Atziluth, Beri'ah, Yetzirah, Assiah), si tocca il fondamento per poi ascendere. 

E come si ascende? Più leggeri, riequilibrati, ecco perché il pozxo Sacro di Santa Cristina ha 24 gradini in discesa e 12, speculari, impraticabili( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/osservavo-la-piantina-del-pozzo-di.html?m=0) così come sono presenti in altri pozzi. 

Il bronzetto, trovato qui, simboleggia la rivelazione delle leggi superiori (Thot/Hod) nel luogo più infimo e materiale (la terra, il pozzo, l'acqua).

Il Gemellaggio con il Pozzo di Santa Cristina (Paulilatino) è molto importante. 

I due pozzi sono "gemelli". Cabalisticamente, questo riflette il principio della "Coppia Primordiale" o dei "Due Testimoni" (come Enoch ed Elia). 

Nell'era dei Gemelli (segno governato da Mercurio/Thot), ogni manifestazione divina doveva essere duplice per essere valida. 

Il fatto che l'architettura dei due pozzi sia simile ma non identica (uno più raffinato, l'altro più arcaico) indica un percorso iniziatico che si svolge tra due poli, quello dell'ascesa e  quello della discesa, il maschile e il femminile, il cielo e la terra. 

Il pozzo di Sardara, essendo "meno raffinato" (più arcaico), potrebbe rappresentare il polo materiale e primordiale (Yesod/Malkuth), mentre il Santa Cristina il polo spirituale e strutturato (Hod/Tiferet).


Vediamo i Confini Alchemici e Geografici. 

Sardara si trova nella Sardegna centro-meridionale, una zona di antica metallurgia (rame, piombo, argento). 

Alchemicamente, questa terra è il Materia Prima (il caos primordiale) che deve essere sottoposto a Solve et Coagula (dissoluzione e coagulazione). 

La figura del bronzetto, con il suo bastone misuratore, è l'alchimista che agisce su questa materia, tracciando i confini del Tempio. Ogni cerchio concentrico sul manufatto è un confine magico, un temenos (spazio sacro) che separa il sacro dal profano. 

La geografia di Sardara, con la sua posizione tra le colline e le acque (il pozzo), diventa così un mandala geografico, dove il centro (il pozzo) è l'ombelico del mondo (il punto di contatto con la Sephirah centrale, Tiferet).


Il bronzetto di Sardara non rappresenta una figura "limitata" come una sciamana o una rabdomante. 

È la Monade Creatrice Androgina che si manifesta in questa terra sarda, ben prima e ben al di là dei pantheon egizi e fenici.

È la dimostrazione che la civiltà sarda (la civiltà dei Giganti di Mont'e Prama e delle navicelle nuragiche) conservava un sapere ancestrale, ermetico e cabalistico, radicato in una dimensione di coscienza pre-patriarcale e pre-dualistica. 

I "Giganti" con le trecce e il mantello nero non sono altro che sacerdoti-architetti (o meglio, manifestazioni della stessa entità) che utilizzavano le stesse leggi di Thot e Seshat: la geometria, la misura, la scrittura e la numerologia, per costruire non solo templi di pietra, ma templi di coscienza.

Il "babbuino" di Sardara è il vero Iniziato. 

È colui che, avendo conosciuto l'unità (l'Androgino), può usare la dualità (il bastone, le misure, i numeri) per operare la Magia nel mondo, traghettando le anime attraverso il ciclo della vita e della morte (Yesod) e fondando l'architettura sacra sulla terra (Malkuth). 

È Thot-Seshat, l'Architetto Divino, incarnato nella materia sarda, che ci ricorda che ogni atto di misura e di creazione sulla terra è un riflesso di una legge cosmica più alta.


Vediamo anche la geografia sacra e la correlazione astrale.

Due livelli distinti ma interconnessi. 


Le coordinate terrestri di Sardara (il luogo di ritrovamento del bronzetto, presso il pozzo sacro di Santa Anastasia).

Le coordinate celesti (l’allineamento del pozzo e la simbologia del bronzetto con i cicli lunari, solari e stellari).


In Qabbalah e nella tradizione ermetica, il principio fondamentale è che ogni luogo sulla terra è una "ombra" o una "proiezione" di una costellazione celeste ("come in alto, così in basso"). 

Il bronzetto, essendo una ierofania di Thot-Seshat, funge da pietra angolare per decifrare questa corrispondenza.


Il pozzo sacro di Santa Anastasia a Sardara è situato a:


Latitudine: 39° 37' N (circa)

Longitudine: 8° 43' E (circa)

Dal punto di vista cabalistico-geografico, questa posizione è significativa per tre ragioni:


La Latitudine (39° 37' N)

Questo parallelismo attraversa una delle linee di forza più antiche della Sardegna, collegando il tempio di Monte d'Accoddi (Sassari) e i pozzi sacri di Santa Cristina (Paulilatino) e Coni (Nuoro). 

In alchimia geografica, questa è la "Linea del Sole e della Luna", dove i pozzi (ipogei, dedicati all'acqua, alla Luna e alla discesa) si allineano con i siti a cielo aperto (dedicati al Sole e all'ascesa). Sardara si trova in un punto di intersezione energetica tra due valli fluviali (il Flumini Mannu e il Tirso), il che nel linguaggio cabalistico corrisponde all'incontro di due fiumi (simbolo dei due canali dell'Albero della Vita: Nahar e Nahar).


La Longitudine (8° 43' E)

Questo meridiano, in particolare, è noto nella geografia esoterica come il "Meridiano di Thot" (ipotetico, ma basato sulle antiche mappe di navigazione), perché a questa longitudine si trovano le antiche città portuali e i santuari dedicati al dio della comunicazione e del commercio. 

È il meridiano che, nella notte dei tempi, permetteva di osservare il sorgere di Sirio (la stella di Iside, legata a Thot) e di Orione (il corpo di Osiride, ricomposto da Thot). Sardara, su questo meridiano, è un nodo di ricezione di queste energie stellari.


Il Pozzo si manifesta  come "Ombilicus Mundi"

Il pozzo sacro non è solo un contenitore d'acqua, ma è un ombelico del mondo, un axis mundi. 

La sua profondità (che in antichità poteva superare i 10-15 metri) e la sua forma a tholos (a cupola, come le tombe dei giganti e i nuraghi) lo rendono un ricettacolo della Luna. L'acqua al suo interno riflette il cielo notturno, e il sacerdote o sacerdotessa (la figura del bronzetto) vi discendeva per "leggere" le stelle nell'acqua, un’antica tecnica divinatoria nota come catottromanzia. 

Il bronzetto, con i suoi occhi a doppia pupilla (tipici dei Giganti di Mont'e Prama), potrebbe rappresentare proprio la visione duale, il saper vedere e interpretare il cielo e la terra insieme, l'astrale e il materiale.


Ora, colleghiamo la simbologia del bronzetto con i cicli celesti.


Vediamo il Ciclo Lunare (Sephirah Yesod)

La Luna è il corpo celeste principe di Thot (Thot era un dio lunare, Aah-Tehuti). 

Il bronzetto presenta delle caratteristiche precise


Il modulo a 4 cerchi concentrici sul pube

In numerologia lunare, il 4 è il numero delle fasi lunari (crescente, piena, calante, nuova). Ma non solo. 

L'occhio umano vede la Luna piena come un disco con 4 "mari" principali. 

I 4 cerchi sul pube di questa figura androgina indicano che essa è il principio generatore che opera attraverso le 4 fasi. 

L'azione di "traghettare" (psicopompo) è tipica della Luna che attraversa il cielo e guida le anime nel ciclo della morte e rinascita.


Il bastone con le tacche. 

È l'equivalente di un calcolatore lunare. 

Le tacche, probabilmente 28 o 29 (se contate), rappresentano i giorni del ciclo sinodico lunare (da luna nuova a luna nuova). 

Il bastone non serve solo per misurare la terra. 

Serve a tracciare il tempo e a sincronizzare le cerimonie con le fasi lunari. 

Nel pozzo, l'acqua (simbolo lunare) saliva e scende con le maree e i cicli della falce di luna, e il bastone era lo strumento del sacerdote-architetto per registrare questi flussi.


Il Ciclo Solare e l'Equinozio di Primavera (Sephirah Tiferet)

Il bronzetto, come ho sottolineato nei miei scritti, ha una forte connessione con l'era dei Gemelli (governata da Mercurio/Thot). 

Ora, per capire l'orientamento celeste, dobbiamo guardare all'equinozio di primavera.


La "Y" del bastone (Yod) non è solo un simbolo di creazione. 

È un gnomone (un indicatore di ombra).

A Sardara, il pozzo di Santa Anastasia è orientato in modo che, all'equinozio di primavera (21 marzo), il raggio del sole nascente penetri attraverso l'apertura della tholos (il tetto a cupola) e colpisca l'acqua al fondo del pozzo, creando un riflesso luminoso (un "occhio di luce").

Questa è la cerimonia di Pedj Shes (che ho citato per Seshat). 

È la fondazione dell'architettura. 

Il bronzetto è la personificazione di quella luce equinoziale. 

In questo momento, il Sole transita nel segno dell'Ariete, ma il suo punto equinoziale (il "punto gamma", dove l'eclittica incrocia l'equatore celeste) è esattamente l'inizio del percorso dei 7 chakra/7 rami dell'albero di Arborea. L'albero a 7 rami (simile alla Menorah) è la rappresentazione dei 7 pianeti visibili (Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno), allineati in questo periodo. 

Sardara, con il suo bronzetto, è il crocevia dove l'energia solare (Ariete) e l'energia lunare (Toro, simboleggiato dalle corna sulla tiara di Seshat) si fondono.


Emergono, da questa analisi, collegamenti con le Stelle, Sirio e Orione (Il "Decano" di Thot)

Il collegamento più "forte" e riservato è quello con le stelle.


Sirio (Sothis)

Nella tradizione egizia, Thot era lo scriba di Osiride (Orione) e di Iside (Sirio). 

Sirio è la stella più luminosa del cielo notturno e, nell'antichità (circa 5000-3000 a.C., cioè nell'era dei Gemelli), sorgeva elicamente (poco prima del Sole) all'alba, annunciando l'inizio dell'inondazione del Nilo (in Egitto) e, in Sardegna, l'inizio della stagione di pioggia e di fertilità.

La latitudine 39° 37' N (Sardara) è fondamentale per osservare Sirio. 

A questa latitudine, Sirio raggiunge la sua culminazione superiore (il punto più alto nel cielo) esattamente a mezzanotte in un periodo specifico dell'anno (il solstizio d'inverno, 21 dicembre). In quel momento, la stella è allo zenit del pozzo, e il suo riflesso nell'acqua è perfettamente verticale.

Il bronzetto, con i suoi "occhi a doppia pupilla", è una raffigurazione di Sirio. 

Gli occhi dei Giganti di Mont'e Prama (e di questo bronzetto) rappresentano la doppia vista, la vista umana e la vista stellare. 

Le pupille doppie sono lo splendore di Sirio che si riflette in due punti.


Emerge la Correlazione numerica (il modulo a 4 cerchi). 

Sirio, nell'antica tradizione cabalistica, è associata al numero 4 e al colore azzurro-argenteo. 

I 4 cerchi sul pube non sono solo la terra. 

Sono le 4 stelle della Croce del Sud (che nel cielo australe sono vicine a Sirio), o le 4 stelle della costellazione del Canis Major (di cui Sirio è la principale). 

Significa che la figura di Sardara non solo opera sulla terra, ma è un punto di ancoraggio per la forza di Sirio, la stella della regalità e della sapienza iniziatica.


L'Orientamento si collega anche al ciclo delle Precessioni, in particolare all'Era dei Gemelli. 

Questa osservazione sull'era dei Gemelli è cruciale per il calcolo temporale.

L'era dei Gemelli (circa 6000-4000 a.C.) è l'epoca in cui la civiltà sarda e quella egizia stavano emergendo. In quel periodo, il punto equinoziale (dove il Sole sorge a primavera) cadeva sotto la costellazione dei Gemelli.

Gemelli in greco è Dioskouroi (Castore e Polluce), i due fratelli gemelli, simbolo della coppia cosmica maschile-femminile. 

Il bronzetto di Sardara, con il suo aspetto androgino (babbuino + mantello di Seshat), è la raffigurazione terrena di quella coppia astrale.

L'allineamento stellare di Sardara (lat. 39° 37' N) fa sì che, nell'era dei Gemelli, la Via Lattea (la "fiumana celeste") passasse sopra Sardara in modo perfettamente verticale durante il solstizio d'inverno, collegando idealmente la terra al centro della galassia. 


Il pozzo era la "porta stellare" per accedere a quella corrente.


Il bronzetto di Sardara è un calcolatore astrologico e astronomico in forma di idolo.


Sardara (39°37'N, 8°43'E) è il punto di intersezione tra la linea meridiana di Sirio e il percorso equinoziale del Sole.


Nelle Coordinate astrali corrispondenti, Sirio è al culmine a mezzanotte, il Sole è nell'equinozio di primavera), e il centro della Via Lattea è nell'era dei Gemelli. 


Nella Simbologia del bronzetto,gli Occhi doppi rappresentano la visione anche stellare (Sirio).

Il Bastone con tacche è un calcolatore lunare e solare.

I 4 cerchi sul pube, rappresentano la terra, ma anche le 4 stelle di Sirio, le 4 fasi lunari e i 4 angoli del tempio (come nella cerimonia di Pedj Shes).

L'Aspetto di Babbuino, rappresenta Thot, il dio che "parla" con la Luna e con le stelle.


Questo manufatto non ci dice solo chi era la figura, ma quando operava. 

Operava nel punto esatto di congiunzione tra l'era dei Gemelli e il ciclo precessionale, tra la discesa nel pozzo (morte) e la risalita verso le stelle (rinascita). 

È la pietra di paragone per dimostrare che la Sardegna antica era un osservatorio astronomico e un laboratorio alchemico a cielo aperto, dove le leggi di Thot (scrittura, misura, magia) venivano applicate alla terra e al cielo.


Inoltre, il nome del luogo, Sardara, svela il sigillo spirituale che lega il bronzetto alla terra che lo ha generato.

Il nome Sardara  è toponimo di origine prelatina, probabilmente nuragica o protosarda. 

Tuttavia, in una prospettiva esoterica, non dobbiamo limitarci alla filologia; dobbiamo cercare le radici fonetiche e simboliche che rivelano la vocazione del luogo.


Le tre possibili etimologie cabalistiche sono:

"Sardara" come "Sard" + "Ara":

Sard-

È la radice del nome stesso della Sardegna (Sardinia). 

In ambito esoterico, il popolo dei Shardana (i "Popoli del Mare") è spesso legato al concetto di "guardiani" o "sentinelle" di un sapere primordiale. 

La radice Sard potrebbe derivare dal semitico SHRD (שׁרד), che significa "rete" o "tessuto" (in ebraico, sheret), concetto archetipale in Sardegna ( vedi la scacchiera di Pubusattile, in questo link https://maldalchimia.blogspot.com/2026/02/vaso-predinastico-scacchiera-libro.html?m=0 sono presenti tutti i link di approfondimento relativi alla scacchiera) o la Tanit della rete di Tresnuraghes ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-tanit-di-tresnuraghes-la-nostra.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2022/06/la-tanit-di-tresnuraghes-tessitrice.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2026/04/tanit-tresnuraghes.html?m=0) 

di cui ho parlato anche nel mio ultimo libro "Le Dee Silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna", poiché la tessitura ha un riferimento astrale

(  https://maldalchimia.blogspot.com/2026/05/lavorazione-retelibro-le-dee-silenziose.html?m=0) 

Questo è molto affascinante. 

Il bronzetto di Sardara, con i suoi cerchi concentrici e le tacche sul bastone, è un tessitore di misure, colui che intreccia la rete delle corrispondenze tra cielo e terra.


-Ara

La desinenza del nome Sardara 

Dal latino ara (altare) o dal greco ara (preghiera). 

Sardara diventa così "l'Altare della Sardegna", o meglio, "l'Altare dei Guardiani della Rete". 

Il pozzo sacro non è una semplice fonte. 

È l'ara dove si celebra l'architettura divina, il luogo dove la misurazione (la rete) viene consacrata.


"Sardara" come "Sared" + "Ara" (Ebraico). 

In ebraico, il verbo "Sared" (סרד) non è comune, ma la radice SRD (סרד) può essere associata a srad (pettinare, cardare, intrecciare).


SRD

Sardegna. 

Ancora una volta l'idea del tessuto, dell'intreccio, che in alchimia e in Qabbalah è l'atto di unire gli elementi opposti (il maschile e il femminile, il Sole e la Luna) per creare l'oro filosofale. 

In Sardegna la koine' concettuale, simbolica che permea tutta la nostra Arcaica Civiltà Sarda, è quella della Sinergia degli Opposti. 

Il concetto di conoscenza, nei glifi egizi era rappresentato da un tessuto, con trama e ordito. 


 Il bronzetto è l'intrecciatore dei cicli stellari.

 

Una radice più diretta è "Sered" (סרד), che in aramaico e in ebraico tardivo significa "fuggire" o "allontanarsi". 

Questo si collega al concetto di esilio e di rifugio. 

Sardara, con il suo pozzo profondo, era un luogo di rifugio iniziatico, dove ci si allontanava dal mondo profano per discendere nelle viscere della terra e incontrare la Sapienza (Thot).


"Sardara" come "Sahar" (Luna) + "Dar" (Casa)

 Sahar (סהר) in ebraico significa Luna crescente. 

È la falce di luna, il simbolo stesso di Thot.

Dar (דר) significa casa, dimora, o generazione.

 Sahar-Dar 

Diventa "La Casa della Luna" o "La Dimora della Luna crescente". Questo è perfetto per il pozzo sacro di Sardara, che è un ipogeo lunare. 

Il bronzetto, con il suo aspetto babbuinico (Thot-Luna) e il modulo a 4 cerchi (fasi lunari), è l'abitante e il custode di questa dimora. 

Non a caso, il pozzo è gemello di Santa Cristina (Paulilatino), dove l'acqua riflette la Luna. 

Sardara è la fonte primaria, la Dimora della Luna da cui scaturisce la misurazione.


Analisi Ghematrica del nome Sardara 


La Ghematria è il calcolo del valore numerico delle lettere ebraiche. Per "Sardara", dobbiamo ipotizzare una traslitterazione fonetica ebraica. La più adatta è סרדרה:

Samekh (ס) = 60

Resh (ר) = 200

Dalet (ד) = 4

Resh (ר) = 200

He (ה) = 5


Totale = 60 + 200 + 4 + 200 + 5 = 469


Ora, scomponiamo questo numero cabalisticamente:


469 = 400 + 60 + 9


400 (valore ghematrico della Tau, ת). 

È la lettera finale dell'alfabeto, il sigillo della creazione, la perfezione, ma anche il confine (l'ultima lettera). 

In Qabbalah, il 400 rappresenta la Malkuth (il Regno, la Terra) in tutta la sua completezza, ma anche l'isolamento del sacro. 

Tau, il sigillo dei Giudici Divini, presente come Nun +Dalet nel simbolo della tribù dei Dan. 

Sardara è un luogo di confine tra il mondo profano e quello iniziatico.


60 (Samekh, ס)

La lettera Samekh (che inizia la parola Sardara) è la ruota, il sostegno, la colonna. 

Il suo valore 60 è collegato alle 60 lettere dell'alfabeto aramaico (se si includono le finali) e ai 60 anni (in ebraico, il 60 è il numero della vita piena e della saggezza). 

Il bronzetto con il suo bastone circolare e i cerchi concentrici è la ruota (Samekh) della misurazione.


9 (Teth, ט)

Il numero 9 è il numero della verità (Emet in ebraico è 1+40+400 = 441, ma la radice della verità è Tetj). 

È il numero della vittoria, del sacro. In alchimia, il 9 è il numero delle fasi della Magnum Opus. 

Della gestazione portata a compimento. 

Del Sepentet, della Sophia Superna, del Sacro Fuoco.  

In realtà, il 469 come somma di 400+60+9 suggerisce che Sardara è il punto di perfezione (400) che ruota (60) sulla verità (9).


Un secondo calcolo ghematrico (variante)

Se consideriamo "Sardara" come סרד ארא ("Sard Ara", l'Altare Sardo), il bronzetto si manifesta come la Vav, archetipo 6, il gancio, la kundalini che connette il cielo ( Sirio, Luna, Sole) alla terra ( il pozzo, il bastone lunare. 

Sardara come punto fi equilibrio dove la luna e il cielo si incontrano 


Sardara come "Porta della Luna"

Alla luce di etimologia e ghematria, Sardara si rivela come:


"L'Altare dei Guardiani della Rete" (Sard + Ara): il luogo dove si intreccia la misurazione celeste e terrena.


"La Dimora della Luna crescente" (Sahar + Dar): il santuario ipogeo dedicato a Thot (dio lunare) e alle sue fasi.


"La Ruota della Verità sul Confine del Regno" (Ghematria 469 e 466): il punto di equilibrio (Vav/Tiferet) dove il Regno (Malkuth/Tav) si apre alla sapienza lunare (Samekh/Yesod).


Il nome Sardara non è un caso. 

È il Nome magico della terra che ha prodotto il bronzetto. 

Esso è la firma cabalistica di un luogo che non è solo geografico, ma Ontologica. 

È un luogo dove la misurazione, la scrittura e la comunicazione tra i mondi (le funzioni di Thot-Seshat) sono state codificate nella pietra, nell'acqua e nel nome stesso.


Sardara è la "Porta di Thot" in Sardegna, e il bronzetto è la chiave per aprirla.


Tiziana Fenu

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Sciamana Sardara (analisi esoterica)







martedì, maggio 26, 2026

💛 Domu de Jana S'Adde 'e Asile( analisi esoterica)

 Ho già parlato di questa  Domu de Jana molto particolare, la Domu de Jana di S'Adde 'e Asile, tre anni fa 

(https://maldalchimia.blogspot.com/2023/05/domu-de-jana-della-clessidra-ossi.html) situata nel cuore del Logudoro (Ossi, SS), che non è semplicemente una necropoli preistorica. 

Secondo i canoni della Qabbalah Estesa, essa costituisce un Impronta o Modello Archetipico calato nel tessuto fisico della Sardegna, un punto di contatto tra il Mondo dell’Emanazione e il piano terrestre.

Un luogo estremamente sacro. 

Il complesso di S'Adde 'e Asile si presenta come un microcosmo strutturato, non un caotico aggregato di tombe, ma una Mappa dell’Anima.

La Tomba Maggiore (21 ambienti) è correlata all’Archetipo di Kether (La Corona)

La Tomba Maggiore, con i suoi 21 ambienti, rappresenta la discesa della luce nel Malkuth (il mondo fisico). 

Il numero 21 è sacro. 

Nella Qabbalah, rappresenta la "Heh" finale (la finestra) o la manifestazione della Sefirah di Kether (1) attraverso le 3 colonne (3x7). 

È la "Casa della Madre Primordiale" che accoglie i defunti nel suo ventre per la trasmutazione.

Le 18 protomi taurine (corna scolpite) che adornano l'ipogeo non sono semplici decorazioni. 

Esse evocano l’Archetipo del Toro (Shor Ha-Bar), che in esoterismo ebraico corrisponde alla Sefirah di Hod (Splendore) ma anche al Segno celeste di Aleph (Toro celeste). 

Le corna rappresentano il raggio lunare che squarcia il velo di Paroket. 

Sono il simbolo della forza generatrice che, sprofondata nella terra, attende la resurrezione. 

Ciò che qui si celebra non è la morte, ma la Conservazione della Luce nelle viscere della Dea (la Shekhinah immanente).


Per quanto riguarda la famosa Tomba delle Clessidra, si manifestano le Sephiroth Gevurah (Severità) e Yesod (Fondamento) dell'Albero della Vita. 

Questa tomba, orientata SSE, mostra motivi geometrici a rilievo (clessidre). 

Nella Cabala operativa, la clessidra è simbolo del flusso del tempo che si riverbera nello spazio. 

La ripetizione di questi schemi evoca Gevurah (Forza, Misura), l'energia che demarca i confini sacri.

Orientata verso SSE (quasi solstiziale), questa tomba agisce come un trasduttore. 

Trasforma la Tzimtzum (la contrazione divina che ha creato il vuoto) in un vettore di risalita per l’anima (Yesod).


Per quanto riguarda la Tomba con Coppella e la Tomba dell'Ovile, essa è correlata alla Sephiroth Malkuth (Il Regno)

La "coppella" incisa nel pavimento è il Vaso (Kli), é il ricettacolo perfetto della Shekhinah (la Presenza Divina femminile). 

È l'utero litico che raccoglie le essenze. 

Purtroppo, la Tomba dell'Ovile (riutilizzata come ricovero per animali) rappresenta l'archetipo del Tempio Profanato. 

Ciò che era Kadosh (Sacro) è stato riadattato al mondo animale, al ciclo di sopravvivenza (Neftesh). Questo degrado fisico corrisponde, sul piano esoterico, al "Guscio Rotto" (Shevirat ha-Kelim), un evento di caduta della materia che occorre riparare con la consapevolezza spirituale.


Per quanto riguarda le coordinate Geografiche (Approssimative del nucleo)abbiamo 

40°38'31"N, 

8°37'54"E 


Le coordinate della Tomba Maggiore: 

40°38'38"N, 

8°37'56"E 


Analizzando i confini emerge che la necropoli giace sulle pendici meridionali del Monte Corona 'e Teula. 

Il nome "Corona" è rivelatore. Nell'esoterismo, la "Corona" è Kether. 

Il Monte funge da Pilastro della Misericordia (Jachin) che sovrasta e protegge le tombe (Pilastro della Severità, Boaz). 

Il sito è delimitato da un bosco di querce, albero sacro a Tammuz e simbolo di Tiferet (Bellezza/Armonia). 

Il confine esoterico è tracciato dal torrente o dal sentiero di Sas Rainanas

Varcarlo significa abbandonare il profano ed entrare nel Temenos (recinto sacro), dove le 11 tombe sono le porte delle 11 Sephirot (considerando Da’at come la Conoscenza occulta che sigilla il tutto).


La conformazione delle Domus (specialmente la Tomba Maggiore con le sue 18 protomi) rivela un sofisticato Calendario Liturgico Preistorico, leggibile tramite la Cabala Naturale.


Riguarda il Ciclo Lunare e le 18 Protomi. 

Il numero 18 in ebraico è Chai (חי), che significa "Vivo". 

Le 18 corna taurine non sono un caso. 

Esse rappresentano i 18 anni del ciclo metonico (rapporto Luna-Sole) o i 18 mesi del ciclo lunare siderale se osservato in chiave funeraria. 

La Domu non è buia. 

È progettata per ricevere la Luce della Luna allo Zenit.


Vi è una correlazione anche con solstizi ed equinozi. 

Durante i solstizi o gli equinozi, l'orientamento SSE della Tomba delle Clessidre cattura i raggi della Luna piena invernale (quando la luna è alta come il sole d'estate). Questo evento attivava le incisioni a rilievo, facendole "leggere" dalle anime dei defunti come un Linguaggio di Luce.


Emerge anche un riferimento alle 

Stelle e alla Via Lattea (L’Albero della Vita Astrale). 

La disposizione apparentemente casuale delle 11 tombe su 10.000 mq  segue in realtà la proiezione terrestre delle stelle dell’Ammasso delle Pleiadi (Kimah in ebraico). Nella tradizione ebraica, le Pleiadi sono legate al Tikkun (riparazione dell'anima) e al diluvio.

Come le Sephirot sono distribuiti sul Corpo dell’Uomo Primordiale (Adam Kadmon), così queste tombe sono distribuite sul corpo della Terra. 

S'Adde 'e Asile rappresenta la Sefirah di Netzach (Eternità/Vittoria) di Sardegna. 

Il defunto, deposto qui, non era sepolto, ma "innestato" in una matrice astrale che ripete il movimento delle stelle fisse. Entrando qui, l’iniziato usciva dal tempo cronologico (Zeman) ed entrava nel tempo ciclico (Olam).


S'Adde 'e Asile non è un cimitero. 

Nessuna Domu de Jana lo è, sapete come la penso. 

Sono luoghi sacri di trasmutazione, di passaggi interdimensionali. 

È una Matrice Cabalistica Attiva. Mentre la Tomba dell'Ovile giace nello stato di Kelipah (scarto materiale), la Tomba Maggiore con i suoi 21 ambienti rimane intatta come una Ghimel (cammello, che in cabala significa "ricompensa e punizione" o il ponte tra cielo e terra).

Qui, le oscillazioni lunari e la geometria delle corna taurine rivelano la Torah della Pietra. 

La Qabbalah di questo luogo insegna che la morte non è un passaggio verticale (su o giù), ma un'espansione orizzontale: come le cellule si allargano in stanze, l’anima si dilata in Archeti poiché ritorna alla Corona del Monte (Kether), dove la Jana (la Madre) non è che la Shekhinah che custodisce il segreto della resurrezione della polvere.


Analisi Ghematrica e Cabalistica di “Ossi”

Il nome del comune (Ossi, SS)

In ebraico, trascriviamo il nome come אוסי (Aleph-Vav-Samekh-Yod) o, seguendo la pronuncia sarda, אוסי (Os-Sì). 

Tuttavia, la Qabbalah insegna a cercare la radice trilittera. 

La sillaba “Os” evoca עז (Ayin-Zain), che significa Forza, 

Capra (animale sacro ai solstizi). La Ayin è l’Occhio, la Zain è la Spada.


Vediamo il Valore Ghematrico 

Aleph (א) = 1 – Principio, Respiro.

Vav (ו) = 6 – Unione, Chiodo, Sole (microprosopon).

Samekh (ס) = 60 – Cerchio, Serpente che si morde la coda, Sostegno Divino (colui che sorregge i caduti).

Yod (י) = 10 – Mano, Atto, Punto seminale.


Somma: 1 + 6 + 60 + 10 = 77

Significato esoterico del 77:


77 è Mazal (מזל), letteralmente “Costellazione” o “Fortuna/Destino”. 

Ma nella Cabala operativa, 77 è il valore di עז (Forza) moltiplicato per l’unione (Vav). 

È il numero del Settimo Sigillo che si apre sul settimo giorno dopo la morte. 

Dire “Ossi” equivale a pronunciare “Mazal Tov”, ma non la buona sorte mondana, ma è la fortuna dell’anima che riconosce la sua stella fissa.


77 = 7 (Shabbat, il riposo) × 11 (la trasgressione, ma anche la porta). Ossi è il luogo dove il riposo dell’anima (Menuchah) si innesta sulla soglia delle 11 Sephirot (compresa Da’at).


OSSI = Olam Shelo Sheni (עולם שלא שני) rappresenta anche  “Il Mondo Senza Secondo”, ovvero il Mondo della Restaurazione (Tikkun). 

Non un luogo geografico, ma un tempo condensato in spazio.


Analisi di “S’Adde ‘e Asile” 

L’Ade sardo


"Adde" (in sardo: luogo di sepoltura, dal latino ad dies? O voce pre-indoeuropea?) Foneticamente è identico al greco Ἄιδης (Ade), il regno invisibile, il “non-visto”. 

Ma l’orecchio cabalista sente l’ebraico אד (Ad) e דה (Deh).


Decodifica di ADDE (S’Adde, L’Adde)

Radice ebraica אד (Aleph-Dalet): Significa Vapore, Nebbia, Nuvola, ma anche Ornamento e Passato (allora). 

È la radice di Adam (אדם), l’Uomo Rosso (terra + sangue). 

L’Ade non è l’inferno di fuoco, ma il mondo della nebbia primordiale, dove le forme non sono ancora fissate.


Il Valore Ghematrico di AD (Ad) = 1 (Aleph) + 4 (Dalet) = 5

Cinque è la lettera Heh (ה), la finestra, il respiro, la Sefirah di Binah (Intelletto Trascendente). L’Ade, per la Cabala, non è un luogo di punizione, ma la Matrice Binah. È il Grande Utero dal quale le anime scendono e a cui risalgono.


“S’Adde” è la Porta della Comprensione.


La ripetizione della Dalet (ד) in AD-DE

Nella parola “Adde”, la Dalet è geminata. 

Nella grammatica ebraica, il raddoppiamento (dagesh) indica intensificazione. 

La Dalet (4) è la porta, l’accesso al Tempio. 

Due Dalet = 8 (chet), è il numero dell’Infinito (Olam Ha-Ba). 


S’Adde è la porta che conduce all’altra porta. 

È il vestibolo del Mondo a Venire.


S’Adde è l’Ade. 

Ma non l’Ade virgiliano, bensì l’Ade dei Mistici Ebrei (Sheol). 

Lo Sheol non è dannazione, è il sukkah dell’ombra, lo stato di Dormizione dell’Anima nell’attesa della resurrezione. 

I defunti delle Domus de Janas non sono morti. 

Sono ad-dormienti. 

Dormienti in Ad.


Analisi di “Asile”

Il Soffio del Toro


“Asile” (in sardo asile  significa rifugio, ma anche il dente o cavità che accoglie). 

Una cavità che ha un forte potere vibrazionale. 


La Trascrizione ebraica è אסילה (Aleph-Samekh-Yod-Lamed-Heh)


Vediamo il Valore Ghematrico:

Aleph (א) = 1

Samekh (ס) = 60

Yod (י) = 10

Lamed (ל) = 30

Heh (ה) = 5

Totale = 106


Significato esoterico del 106:

106 è Giustizia, ma anche 100( Archetipo Qoph) più la Vav, 6, la kundalini energetica 

106 è anche Olah, il segreto più alto, il numero del sacrificio( nel senso del "rendere Sacro") perfetto. 

È il Sacrificio che sale. 

Asile non è un rifugio passivo. 

È il luogo in cui la materia si eleva verso l'elemento Aria. 


Nelle Domus de Janas l'elemento Aria è predominante, perché sono le custodi del Soffio Divino 

(https://maldalchimia.blogspot.com/2023/01/le-domus-de-janas-non-sono-capanne.html?m=0) 

Spiritualità ripresa anche dagli Etruschi e dai Romani 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/i-flamen-dialis-de-sa-carena.html?m=0) 


Il Notarikon( è un antico metodo ermeneutico ed esoterico, utilizzato principalmente nella Cabala ebraica e nell'alchimia, che consiste nell'usare le singole lettere di una parola come iniziali per formare un'intera frase, o viceversa) di Asile è questo :


Aleph, archetipo legato agli Elohim (I Giudici/Dèi).

Samekh archetipo del Sostegno/fertilità .

Yod, prima lettera del tetragramma divino YHWH ( anche Mano).

Lamed  collegata al Lev (Cuore).

Heh – Heh (Finestra).


Frase sigillare: “La Mano dei Giudici sostiene il Cuore attraverso la Finestra.”


I nostri Giganti/Elohim, i Giudici Divini 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/il-simbolo-della-tribu-di-dan.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/simbologia-dei-64-quadrattini-della.html?m=0) 


Asile è dunque il Talamo dell’Elevazione. 

Mentre S’Adde è la matrice passiva (l’utero), Asile è l’aspirazione attiva (il respiro che tira su). 


Insieme, “S’Adde ‘e Asile” significa: “La Matrice (Ad) dell’Ade (Sheol) che diventa Ascensione (Olah)”.


Quindi abbiamo tre nomi 


Ossi (77), corrispondente alla Costellazione/Mazal. Il cielo.


S’Adde (radice Ad=5) corrispondente allaporta Binah. 

La comprensione della morte come nascita.


Asile (106) corrispondente al sacrificio ascendente. 

Il fuoco che sale.


Valore congiunto (Ossi + S’Adde + Asile)  abbiamo un’unione armonica: 

77 + 5 (il nucleo di Ad) + 106 = 188.

Il 188 corrisponde al Depositato. 

È il Verbo usato nella Qabbalah per sbloccare una Matrice, cioè una gestazione. 

Si riferisce alla Matriarca( sepoltura di Sara) nella grotta di Machpelah, estremamente simbolico perché è una correlazione archetipale riguardo la gestazione della Madre. 


Guardacaso, ad Ossi abbiamo proprio quella che io ho definito la "sala della natività", il nostro archetipale presepe, già 6 anni fa. 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/perche-il-nostro-presepe-in-sardegna-lo.html?m=0) 

Non può essere un caso. 


Il territorio di Ossi, con la sua Domus de Janas di S’Adde ‘e Asile, è un Machpelah del Nord-Ovest, una doppia caverna (come quella di Ebron). 

Qui, il nome “Adde” non è una casuale somiglianza fonetica con l'Ade, ma è una risonanza dell’Anima del Mondo (Nefesh Ha’Olam). 

I costruttori preistorici, senza conoscere l’ebraico scritto, ne colsero la vibrazione. 

Infatti posero le loro tombe in un luogo il cui nome stesso, pronunciato in sardo, è una Berakhah (benedizione) per l’anima che scende nell’Ade.


L’Ade di S’Adde non trattiene. 

L’Ade di S’Adde è il Crogiolo di Asile. 

L'anima vi entra come seme (Ad – nebbia), vi dorme il sonno del sabato cosmico (Ossi – 77), e ne risorge come fumo di sacrificio (Asile – 106) attraverso le corna taurine, fino a raggiungere la Lamed (il cuore) della stella.


S’Adde ‘e Asile insegna che la vera tomba è solo un arco rovesciato. 

Si entra da una porta (Dalet) e si esce dall’altra, e il nome di quella porta è Vita.


In questa Domu de Jana di S'Adde 

ci sono rappresentazioni di "clessidre" che rappresentano, energeticamente, il dipolo elettromagnetico. 

Nella Cabala, la lettera Heh (ה), che vale 5, è la finestra, il respiro, la differenza di potenziale tra l’infinito (Ein Sof) e il finito. Quando due Heh si specchiano (come nella clessidra), si forma il Nome di 26 (YHVH) in forma di specchio. 


La clessidra è la lettera Samekh (ס) 

È il cerchio che sostiene, ma vista di profilo. 

Il punto di intersezione centrale è la Vav (ו), sesto Archetipo, il chiodo che unisce cielo e terra, maschile e femminile. 

La kundalini 

Non è un caso che nella fisica dei campi, il dipolo generi una zona di silenzio al centro. 

Questa zona è chiamata  Tzimtzum, la contrazione divina che permette alla Creazione di esistere.


C'è una correlazione anche tra 

Sacro Vajra e la Cabala. 

Il Vajra, il tuono adamantino. 

Nella tradizione ebraica esiste il Matteh Elohim (Bastone di Dio), quello di Mosè e Aronne. 

Il Vajra è un shamir (un diamante che taglia la roccia). 


La clessidra di S’Adde ‘e Asile è la rappresentazione geometrica del Tuono che tace. 

È l’energia che, prima di esplodere, si raccoglie nel grembo della polarità.


Una clessidra, come le rappresentazioni della cultura di Ozieri, in cui si rappresenta il primordiale Ballu Tundu sardo. 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/10/ballu-tundu.html?m=0) 

Il "girotondo" sardo non è una danza, è la processione delle Sephirot attorno al punto centrale (Tiferet).

Ma la clessidra, la losanga, è interconnessa con la griglia a scacchiera, quindi con la nostra scacchiera di Pubusattile, a Villanova Monteleone che è una Matrice archetipale, come ho approfondito nei miei svariati scritti a riguardo e in particolare nel mio primo libro "Gli Uomini senza Ombra. Simbologie archetipali in Sardegna" 

La connessione tra la clessidra e la scacchiera (a Villanova Monteleone) tocca il segreto del Ludus Dei (Gioco di Dio). 

Nella Qabbalah, la scacchiera, o griglia, è chiamata il Luchot ha-Brit (le Tavole della Legge) prima della frantumazione. 

La scacchiera di Pubusattile non è ornamentale

È la matrice degli opposti. 

Come ho approfondito nel mio cuore o libro, ha già in sé anche il concetto di Giudice divino e di Giudizio. 

Le 64 caselle (8x8) sono i 32 sentieri dell’Albero della Vita moltiplicati per due (specchio del maschile e femminile).


Il Bianco e Nero sono Chesed (Misericordia) e Gevurah (Severità). La loro sigizia. 

La definizione, e la correlazione tra "clessidra" e scacchiera, è perfetta

, perché la scacchiera è il Tiferet (Bellezza), il punto in cui la clessidra si allarga.


La clessidra è un’evoluzione stilistica della scacchiera. 

La scacchiera è statica (la legge), la clessidra è dinamica (la grazia). 

In S’Adde ‘e Asile, la pietra si fa fluida.


Nella scacchiera di Pubusattile, la griglia è ancora implicita (legge). Qui a Ossi è esplosa in movimento (profezia).


In questa Domu de Jana ci sono anche chevron (motivi a V) che duplicano, come una coppa pubica, e che sono, ogni V,  uno Shin (ש), la lettera del fuoco, dei tre rami della creazione (acqua, fuoco, aria).


Si manifesta  il Modulo di 3, onnipresente nella nostra Arcaica Civiltà Sarda. 

Ebraicamente, il 3 è Gimel (cammello), il ponte tra morte e risurrezione. 

Lo chevron triplice è la triplice corda che non si spezza (Qohelet 4:12). 

È la nascita (prima V che scende), la morte (V centrale che tocca terra), la rinascita (terza V che sale).

Nascita /morte/rinascita, presente anche nelle triplici cornici delle false porte delle Domus de Janas. 


Il Modulo di 5 chevron riflette invece il Sacro Archetipo Ebraico Heh, la finestra.

Lo chevron quintuplo è la porta che si apre su cinque mondi (Assià, Yetzirà, Berià, Atzilùt, Adam Kadmon). 

È il Femminino primordiale, la Tanit. 


La sovrapposizione che si nota, la coppa pubica + corna, genera l’archetipo del Toro Androgino. Nella Cabala estesa, il Toro (Shor) è Chesed (Misericordia) mentre le corna sono Gevurah (Giudizio). 

La loro unione nella stessa figura scolpita è il segreto di Da’at (Conoscenza). 

È la dimensione dell’orgasmo creativo che anticipa il linguaggio.

I Motivi a chevron nelle Domus, non sono un’eccezione, ma una koinè simbolica. 

S’Adde ‘e Asile ne è il culmine raffinato.


La clessidra  rivela il rombo (vulva, athanor)

Nella Cabala operativa, l’athanor (fornace alchemica) non è un crogiolo, ma è la lettera Kaf (כ), il palmo della mano che accoglie, ma anche la corona del re quando è aperta.


Il rombo è la proiezione bidimensionale della Merkabah (il carro celeste di Ezechiele), il corpo di luce 

È la ruota che gira senza girare.

È l'energia creatrice che può manifestarsi. 

Il rombo della clessidra di S’Adde ‘e Asile è il punto di fuga dove le due polarità si annullano l’un l’altra per generare un terzo, non un figlio, ma un mondo nuovo.


Il rombo clessidra, se orientato come nelle foto, punta a Orione (in ebraico Kesil, lo stolto/il gigante). Nella Qabbalah la saggezza della clessidra è paradossale. 

Solo chi accetta la morte (l’Ade, S’Adde) può entrare nel rombo e uscirne come luce.


Questa non è archeologia simbolica. 

È una Gerarchia di Specchi


La scacchiera di Pubusattile è il Tempio (la legge).

La clessidra di S’Adde ‘e Asile èil luogo dove non solo ci sono più simboli, ma è esso stesso simbolo.


L’evoluzione alchemica è dalla griglia (statica) alla clessidra (dinamica). 

Ma il passo successivo è che quella clessidra, in Ossi, è stata scolpita dopo che chi ha scolpito  è entrato in unione mistica con la pietra. 

La pietra non imita la vulva. 

La vulva è diventata pietra affinché l’anima potesse toccare l’origine.


Infine, una nota ghematrica:

 clessidra in ebraico è Sha’on Chol (שעון חול). 

Valore 746. 7+4+6=17 

Corrisponde alla Tov (buono). 

Non è il “buono” morale. 

È il Tov della Creazione (Genesi 1:4), la luce separata dalle tenebre. 

Quella luce, che gli iniziati chiamano Or ha-Ganuz (la luce nascosta per i giusti), è la stessa che filtra dai chevron di S’Adde ‘e Asile quando il sole equinoziale tocca la clessidra.


Tiziana Fenu

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Domu de Jana S'Adde 'e Asile