Ho già avuto modo di analizzare questa straordinaria padella cicladica( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/padella-cicladica-con-spirali.html?m=0), ma approfondendo ulteriormente, questo oggetto si profila come il geroglifico di una cosmogonia.
La padella cicladica, un manufatto dell’età del bronzo (circa 3200-2000 a.C.) rinvenuto nelle isole Cicladi, non è un semplice utensile domestico, bensì un dispositivo iniziatico la cui forma e decorazione trascrivono, in un linguaggio geometrico e astratto, i fondamenti della creazione. Si presenta come un disco ceramico a superficie piana o leggermente concava, munito di un manico sporgente, e inciso con motivi ricorrenti, che possono essere spirali, barche, stelle, cerchi concentrici, linee radiali.
Ogni elemento, se letto attraverso le lenti della numerologia sacra, della cabala ebraica, dell’alchimia e dell’astronomia antica, rivela una mappa iniziatica del cosmo e dell’anima.
La padella si presta a una lettura numerica a più livelli.
Inanzittutto la forma circolare. Il cerchio rappresenta la cifra 0, quindi l’assenza di un inizio e una fine e insieme, (l’unità primordiale, il punto indifferenziato). Questa padella ha un diametro di circa 29 cm, quanto un ciclo lunare/femminile.
Va notato che non esiste una sola misura per tutte le padelle cicladiche, il diametro di questi oggetti può variare generalmente dai 15 cm fino ai 30 cm, con lunghezze totali (incluso il manico) che arrivano anche a 35-40 cm.
Il suo perimetro, se misurato in proporzioni canoniche, tende al rapporto 3,14 (π), che rimanda al mistero della quadratura del cerchio, cioè dell’incarnazione dello spirito nella materia.
Non è la sua misura specifica a "tendere" a π, ma la sua forma.
È una proprietà matematica universale.
Per qualsiasi cerchio perfetto, il rapporto tra il suo perimetro (circonferenza) e il suo diametro è sempre π (circa 3,14). Che la padella abbia un diametro di 29 cm (come quella nella foto) o di 15 cm, questo rapporto rimane invariato. Quindi, non c'è nulla di mistico o di "casuale" nella sua misura fisica.
L'associazione che si può farr con la quadratura del cerchio (e quindi con l'incarnazione dello spirito nella materia) è simbolica.
Il cerchio rappresenta l'infinito, il divino, lo spirito puro e l'eterno (non ha inizio né fine).
Il quadrato rappresenta la terra, la materia e la finitezza.
Il fatto che gli artigiani cicladici, nell'antica età del bronzo, abbiano creato queste "padelle" perfettamente rotonde e le abbiano decorate con spirali (simbolo di movimento perpetuo e vita cosmica) rende l'oggetto stesso una perfetta rappresentazione visiva di questo concetto, indipendentemente dalla misura precisa del suo diametro.
Le spirali sono spesso disposte in coppie o in triple. Due spirali contrapposte evocano il 2 (dualità, polarità, principio maschile e femminile)
Le tre spirali (come nel triskelion) rimandano al 3 (la triade, creazione, conservazione, distruzione, o nascita /morte /rinascita) o i tre mondi cabalistici, Beri’ah, Yetzirah, Assiah).
Qui abbiamo 14 spirali "esterne", 7 nel secondo giro e una grande interna.
La stella centrale di ingresso, in basso, nel manico, è a 8 punte (come nelle decorazioni cicladiche di Syros) simbolo di rigenerazione, di infinito orizzontale, e di ottava musicale.
Di Sacro Femminino anche astrale, gli 8 anni di tragitto di Venere attraverso il suo pentacolo.
Se consideriamo la padella come un mandala dell’Albero della Vita, ogni sua componente si allinea a una Sephirah
Il manico rappresenta Malkuth (il Regno).
Esso è l’impugnatura che consente all’essere umano di afferrare il trascendente. Il manico, solitamente forato (per appendere la padella), allude a Yesod (Fondamento) e Malkuth insieme.
È il punto di contatto tra il cielo e la terra, la base materiale su cui si compie il rito.
Le spirali incise rappresentano le Sephiroth inferiori.
Ogni spirale è un vascello che trasporta una scintilla divina lungo i sentieri dell’Albero.
La stella a otto punte si allinea con la Sephirah di Yesod, che è la porta dei sogni e delle visioni.
L’otto, nell’ebraismo, è il numero della circoncisione (l’ottavo giorno), dell’alleanza, del patto tra Dio e l’uomo.
Il messaggio cabalistico della padella è che l’intero Universo, dall’infinito (Keter) fino alla terra (Malkuth), si riflette in questo strumento rituale. La padella è una Shekhinah, un Femminino che si manifesta nella Forma, in miniatura.
È Presenza divina che abita nel mondo, pronta a essere “impugnata” dall’iniziato per operare la trasmutazione.
Diventa, alchemicamente il crogiolo della trasmutazione, e funge anche da specchio.
La conca circolare è il vaso alchemico, l'utero simbolico della Materia Prima, in cui si compiono le tre fasi, la Nigredo (la putrefazione), l'Albedo ( la purificazione), la Rubedo ( la trasformazione).
La superficie piana o leggermente concava permette al fuoco (spirituale) di distribuirsi uniformemente, come nella cottura uniforme a bagnomaria ermetica.
Le spirali incise corrispondono al serpente Ouroboros e al movimento del Mercurio, che dissolve e coagula.
La spirale, nella Grande Opera, è la traiettoria dell’anima che sale e scende attraverso i pianeti.
I numeri 1, 7, 14, delle spirsli, distribuite a cerchio intorno a quella centrale, piu grande, trovano corrispondenza con i cicli Solare, Lunare e Planetario, nell'Alchimia, nella dimensione della Grande Opera e nella cosmologia antica.
Il Centro, la spirale centrale è l'Unità, il Principio Primo, l'Azoth, l'Uovo Cosmico, la Materia Prima ancora indifferenziata.
Il 7, l'Anello interno delle 7 spirali è il numero sacro per eccellenza.
Corrisponde ai 7 metalli tradizionali (Oro, Argento, Rame, Ferro, Stagno, Piombo, Mercurio) e ai loro reggenti planetari (Sole, Luna, Venere, Marte, Giove, Saturno, Mercurio).
Nella Grande Opera, le 7 operazioni classiche (Calcina, Soluzione, Coagulazione, ecc.) e i 7 colori dell'evoluzione della materia si ritrovano proprio qui.
Il 14 l'Anello esterno, è il doppio del 7 (2×7). Rappresenta la ciclicità e il completamento, l'intero ciclo delle influenze planetarie che si manifesta nel mondo sublunare.
Una delle fasi più importanti dell'Alchimia è la Circulatio, dove la materia viene fatta "salire e scendere" attraverso le sfere planetarie per purificarsi, e questo moto è spesso rappresentato da spirali concentriche.
La stella a 8 punte incisa nel manico è molto importante.
Archeologicamente, le incisioni sotto il manico delle padelle cicladiche sono spesso interpretate come rappresentazioni stilizzate di una vulva (simbolo di fertilità, della Dea, della materia primigenia e del vaso alchemico).
Se la interpretiamo come una stella a 8 punte (Ottagramma), essa ha un altissimo valore iniziatico.
In alchimia, l'8 (l'Ogdoade) è il numero dell'equilibrio e della "Materia" già perfezionata e in equilibrio, cioè il Cubo di Metatron o il sale dei saggi.
In cosmologia, rappresenta le 8 direzioni dello spazio (i 4 punti cardinali + i 4 intermedi) e le 8 fasi lunari.
È il sigillo che lega il tempo lunare allo spazio cosmico.
Riguardo la correlazione con gli archetipi ebraici e le Sephiroth, qui tocchiamo un punto estremamente interessante.
Mentre storicamente le Sephiroth vennero codificate (nella Cabala ebraica) molti secoli dopo gli oggetti cicladici, a livello simbolico e immaginativo, c'è una corrispondenza perfetta
Il Centro della padella, con la spirale grande, corrisponde a Kether (la Corona), il punto primordiale infinito, la causa delle cause.
Le 7 spirali interne, corrispondono ai 7 Sephiroth inferiori della "Costruzione" (da Chesed a Malkuth). Nella Cabala, la Creazione si sviluppa attraverso queste 7 manifestazioni e voci che portano la luce di Kether nel mondo materiale.
Nella Grande Opera, le 7 operazioni alchemiche sono una discesa della Luce attraverso i pianeti.
Le 14 spirali esterne, nella Ghematria ebraica, corrispondono al quattordicesimo Archetipo Ebraico Nun.
il 14 è associato a David (nome legato all'unione, alla discendenza e alla manifestazione del regno) e alla struttura super-sensoriale che sostiene il mondo. Simbolicamente, è la manifestazione duplice (Materia e Spirito, Macrocosmo e Microcosmo) dell'azione dei 7 Sephiroth inferiori.
La stella a 8 punte, nell'ambito cabalistico rappresenta l'ottagramma che è talvolta utilizzato nell'esoterismo per rappresentare l'equilibrio tra Chesed (Amore/Misericordia) e Gevurah (Giudizio/Forza) e le loro combinazioni intermedie. È il sigillo di Solomone, ma in alcune scuole esoteriche simboleggia l'armonia finale delle Sephiroth, il passaggio dal piano astrale al piano divino.
L'associazione con l'Ouroboros è potentissima.
La spirale continua, in cui ogni anello si ricollega idealmente all'altro, è la rappresentazione fisica del Serpente che si morde la coda, che nel Mercurio (Hermes Trismegisto) dissolve e coagula.
È proprio questo il moto che viene descritto.
L'Anima che sale (coagula) e scende (dissolve) attraverso i pianeti.
La Grande Opera è questo esatto "moto a spirale". L'anima lascia il corpo, ascende fino all'Uno (la spirale centrale), si impregna della Luce divina e dei colori planetari (le spirali intermedie), e poi ridiscende nel mondo materiale, portando con sé la conoscenza e l'oro interiore.
Il manico rappresenta lo strumento con cui l’alchimista manipola la materia.
Esso rappresenta l’Ars, l’abilità umana di dirigere il processo. Senza il manico, il vaso sarebbe inaccessibile.
Nonostante la "Padella Cicladica" sia un manufatto della preistoria egea, l'interpretazione che ne sto facendo è assolutamente coerente con il linguaggio della Sapienza Iniziatica.
Nella tradizione ermetica, tutti questi simboli (la spirale, i numeri 1-7-14, la stella a 8 punte e l'occhio centrale) sono manifestazioni di un'unica Legge Cosmica, e la loro comparsa in un oggetto così arcaico non fa che dimostrare la profondità e l'antichità della conoscenza iniziatica umana.
Il messaggio alchemico è chiaro.
La padella è un microcosmo che contiene tutti gli elementi, la terra ( la ceramica), l'acqua (nel processo di cottura o di lustratura), il fuoco (della fornace), l'aria (le linee incise che canalizzano il soffio)
L'iniziato, impugnandola, divienta il Demiurgo che trasforma la materia grezza in spirito.
La padella cicladica veicola un insegnamento esoterico triplice, poiché sul piano cosmologico, è una mappa del cielo notturno.
Le spirali sono le rivoluzioni stellari, il centro, potrebbe essere la costellazione di Argo o dell’Orsa Maggiore, con 7 stelle, le cui punte rappresentano le direzioni dell’Eclittica.
La padella in sé, come disco, richiama la Luna Piena.
Le spirali incise, se disposte in gruppi di 7, corrispondono alle 7 fasi della Luna (nuova, crescente, primo quarto, gibbosa, piena, calante, ultimo quarto).
Alcuni esemplari presentano 27 o 28 punti lungo il bordo, esattamente i giorni del ciclo lunare siderale.
La spirale è simbolo della Luna che naviga nel cielo, il veicolo di Iside o di Ecate, dee lunari per eccellenza.
È presente anche il Ciclo solare.
Le stelle a otto punte sono spesso associate al Solstizio d’inverno e d’estate, quando il Sole raggiunge il punto più basso o più alto.
Il manico orientato a est, l'orientamento piu diffuso per il posizionamento di queste padelle, punto dove sorge il Sole, indica che la padella è un gnomone per misurare le ore.
La spirale destrorsa (in senso orario) segue il movimento apparente del Sole nell’emisfero boreale.
La decorazione nel manico con la stella a 8 punte (la più brillante) potrebbe essere associata al Femminino astrale per eccellenza, Sirio, che nell’antico Egitto segnava l’inizio dell’inondazione del Nilo.
Nelle Cicladi, Sirio era la stella della Dea Artemide o Enyo.
La padella potrebbe essere un disco siriano per captare la luce di questa stella durante i riti notturni.
Si manifesta anche una correlazione con le Pleiadi.
I sette punti, o cerchi concentrici (spesso sulle padelle di Keros), o spirali, rappresentano le sette sorelle delle Pleiadi.
Queste stelle segnavano l’inizio della stagione di navigazione (primavera) e il ritorno delle anime.
Metaforicamente, la padella allude alla nave che trasporta le anime verso il cielo delle Pleiadi, considerato nell’antica Grecia come l’ingresso dell’Olimpo.
La spirale centrale, se osservata dall’alto, richiama la coda dell’Orsa.
Il manico potrebbe essere l’asse polare, con la stella Polare al termine.
Alcune padelle hanno un foro nel manico che, se allineato con la Polare, permetteva di tracciare la meridiana notturna.
Le Cicladi, popolo di navigatori, veneravano la Nave come simbolo di viaggio tra la vita e la morte.
La padella cicladica, in questa prospettiva, si rivela un axis mundi, un perno che collega i tre livelli dell'esistenza.
Quello sotterraneo ( la terra, il manico), quello terrestre ( disco, il fuoco), quello celeste (le stelle e spirali).
È come se fosse un gong cosmico, un specchio di Luna, un crogiolo solare.
Il suo messaggio esoterico è che l’uomo, impugnandola, diviene il Trasmutatore che fonde in sé le opposte polarità (maschile/femminile, luce/ombra, cielo/terra) per realizzare l’ Unione Suprema.
L’uomo che la impugna diventa il nocchiero che orienta il proprio destino secondo le leggi celesti.
La padella è come uno specchio dell’anima.
La sua superficie liscia riflette, come anticipazione della specchio magico, la verità interiore.
Guardarvi dentro significa confrontarsi con i propri archetipi
Le spirali sono i viaggi della coscienza, le cui volute sono i giri della psiche che si avvicina all’Unita' del Mondo.
A livello ritualistico, la padella era probabilmente usata nei culti ctoni e solari.
Posta sull’altare, serviva magari a offrire cibi (simbolo di materia da consumare) o a bruciare incenso.
Tiziana Fenu
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