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20 agosto 2025
Credit: Israel Antiquities Authority
Rara moneta d’oro della regina Berenice II d’Egitto, coniata 2.200 anni fa, scoperta nella Città di David a Gerusalemme. Perché la regina tolemaica appare con il titolo sul conio e cosa rivela della città antica
Una scoperta archeologica avvenuta nel cuore di Gerusalemme porta nuova luce sul ruolo della città nel III secolo a.C. Durante gli scavi nel Parcheggio Givati, all’interno del Parco Nazionale della Città di David, gli archeologi dell’Israel Antiquities Authority hanno rinvenuto una moneta d’oro di eccezionale rarità, raffigurante la regina egizia Berenice II, moglie del faraone tolemaico Tolomeo III Evergete.
Il ritrovamento è avvenuto per caso, quando la giovane archeologa Rivka Langler, setacciando la terra di scavo, ha notato un riflesso insolito: «Stavo setacciando il terreno quando ho visto qualcosa brillare. Non potevo crederci, ma poi ho capito che era una moneta d’oro. Dopo due anni di scavi, finalmente avevo trovato l’oro!».
Un conio eccezionale e quasi unico
Solo venti esemplari noti al mondo, il primo in contesto archeologico
Si tratta di una quarter-drachma in oro purissimo (99,3%), datata tra il 241 e il 246 a.C. Sul dritto appare il ritratto di Berenice, con diadema, velo e collana, raffigurata come una regina ellenistica a pieno titolo. Sul rovescio compare una cornucopia, simbolo di prosperità e fertilità, affiancata da due stelle, con la scritta in greco «della regina Berenice».
Secondo gli studiosi Robert Kool (IAA) e Haim Gitler (Israel Museum), il valore storico è notevole: «La moneta non mostra Berenice solo come consorte, ma forse come sovrana a pieno titolo. È tra i primi casi in cui una regina tolemaica viene raffigurata su una moneta con il suo titolo, durante la sua vita».
Ad oggi sono noti appena una ventina di esemplari di questo conio, nessuno dei quali era mai stato ritrovato in scavo stratigrafico fuori dall’Egitto
Gerusalemme nel III secolo a.C.
Un centro urbano in ripresa e connesso al Mediterraneo
Il rinvenimento contribuisce a chiarire l’immagine della Gerusalemme ellenistica, a lungo ritenuta un insediamento minore e povero dopo la distruzione babilonese del 586 a.C.
Gli archeologi Yiftah Shalev ed Efrat Bocher, direttori dello scavo, sottolineano come la moneta, insieme ad altri reperti coevi, dimostri che la città, nel III secolo a.C., stava ricostruendo relazioni politiche, economiche e culturali con i grandi centri mediterranei. Non più un villaggio marginale, dunque, ma una realtà capace di inserirsi nelle dinamiche del potere tolemaico che dominava il Levante.
Tra storia e simbolo
Il ruolo delle regine tolemaiche e la propaganda numismatica
La scelta di raffigurare Berenice su un conio non è casuale. Le regine tolemaiche avevano un ruolo centrale nella legittimazione del potere: il loro volto non rappresentava solo una figura dinastica, ma un messaggio politico e simbolico di fertilità, prosperità e continuità regale.
Il conio di Gerusalemme appare così come un tassello prezioso della propaganda dinastica tolemaica, che utilizzava la moneta come strumento di comunicazione capace di attraversare i confini e i popoli dell’impero.
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Mie personali considerazioni
Nel conio appare la stessa stella a 8 punte del nostro Antico conio del Sardus Pater, terza immagine, che ho citato in un mio scritto( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/la-geometria-del-6-nel-mento-del.html?m=0)
Un Toro, con la stella a 8 punte sul dorso, molto particolare, proprio come queste due rappresentate in questa moneta.
La chioma di Berenice, che veniva considerata la parte finale della coda della costellazione del Leone, si trova tra il Leone e la costellazione Boote
Il termine "Boote" ha radici greche e può essere tradotto come "guardiano dei buoi" o "pastore", facendo riferimento alla sua posizione accanto all'Orsa Maggiore, spesso associata a un carro trainato da buoi. Colui che guida il Grande Carro.
Sull'importante costellazione del Boote, per la nostra civiltà sarda in particolare, e strettamente legata alla Costellazione dell'Orsa Maggiore, "su juvale" astronomico, approfondimenti nei miei scritti
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/santa-vittoria-di-serri-e-il-dragoboote.html
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/culto-delle-acque-iniziatiche.html
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/orsa-maggiore-akhetjuvale.html
Quindi è possibile che Berenice, che prende il nome dalla regina Berenice II, che offrì i suoi capelli a Venere per il ritorno vittorioso del marito dalla guerra, sia simboleggiata proprio dalla stella ad 8 punte, simbolo di Venere, che nell'arco di 8 anni traccia un percorso pentacolare nel cielo, simbolo, comunque del Femminino, in ogni civiltà.
La relazione tra la principessa Berenice e la Civiltà Sarda si potrebbe identificare ad una tradizione locale.
Secondo questa tradizione, Berenice avrebbe trasmesso alle donne di Sant'Antioco la tecnica per lavorare il bisso, un antico e prezioso filato marino.
La figura citata nelle fonti è Berenice di Caldea (o Cilicia). La leggenda narra che fosse una principessa esiliata a Sant'Antioco nell'isola del Sulcis, in Sardegna, per essersi innamorata dell'imperatore romano Tito.
Non ci sono evidenze storiche o archeologiche che la colleghino direttamente alla nostra civiltà sarda, che fiorì millenni prima dell'età romana. La sua storia è tramandata come un racconto legato a una tradizione artigianale specifica.
Il legame tra Berenice e Sant'Antioco si basa sull'arte della lavorazione del bisso, la cosiddetta "seta di mare", antica tradizione arrivata fino ai giorni nostri, grazie alla sacra Custode del Bisso, Chiara Vigo, di Sant'Antioco
(Approfondimenti
https://maldalchimia.blogspot.com/2020/04/in-sardegnanell-isola-di-santantioco.html?m=0
https://maldalchimia.blogspot.com/2024/02/chiara-vigo-1-febbraio-compleanno.html?m=0)
Si racconta che fu la principessa Berenice in esilio a insegnare la tessitura del bisso alle donne di Sant'Antioco.
Questa arte antichissima, menzionata anche nella Bibbia e praticata da Caldei, Ebrei ed Egizi, sarebbe stata tramandata ininterrottamente di generazione in generazione fino ai giorni nostri.
L'epoca di Berenice (I secolo d.C., età romana) è successiva di secoli al periodo di massimo splendore della civiltà sarda
La cornucopia è simbolo di Venere, simbolo della dimensione di fertilità, dell'unione ierogamica e di fedeltà, ancora oggi, viene donata agli sposi, simbolo antichissimo ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/04/inanna-e-domuzi.html?m=0) le cui origini potrebbero risalire anche ad un periodo più tardo, alla Venere di Laussel che ha in mano proprio un corno ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/03/la-venere-di-laussel.html?m=0)
Tiziana Fenu
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