Venerdì 17 aprile abbiamo una Luna nuova in Ariete, segno di Fuoco, sotto il segno dell'Ariete. Per questo passaggio si manifesta anche un Archetipo importante, la Tau correlata all'Arcano Maggiore del Folle
Nel giorno dedicato a Venerdì 17 aprile, mentre il Sole e la Luna si stringono nell’amplesso oscuro della medesima longitudine, la loro unione accade sotto il primo segno dello Zodiaco, l’Ariete, il Montone dal Vello d’Oro, il Fuoco che non brucia ma genera.
Questa non è una semplice Luna Nuova, anche se sembra manifestarsi sottotono, ma traguarda un passaggio importantissimo.
È al contempo, sia il punto di innesco dell’intero meccanismo zodiacale, l’Uovo Cosmico che si schiude nel cuore dell’Equinozio di primavera, sia il punto di arrivo, quindi di chiusura del percorso iniziatico, rappresentato dalla Tau.
Questa sovrapposizione importantissima cade di Venerdì, giorno sacro a Venere (e, per traslazione iniziatica, alla "Venere che guida il Carro dei Misteri"), e questo evento quindi assume una doppia natura.
Si manifesta l’impeto maschile del Fuoco che si fonde con la ricezione silente della Dea.
È la dimensione androgina perfetta.
Due simboli dominano questo passaggio.
La Tau (Τ, la lettera-architrave, il sigillo dell’iniziazione) e l’Arcano Maggiore del Folle, che in alcune interpretazioni è una dimensione dello zero, quindi delle infinite possibilità esponenzialmente maggiorate, duplicate, proprio dallo zero, che, nella sua estrema potenza, può anche annientare.
La Tau, nell’alchimia, è il segno della rinascita, il marchio lasciato sugli eletti che hanno attraversato la Nigredo(la putrefazione della vecchia identità).
Essa rappresenta l’incrocio tra la materia (il braccio orizzontale) e lo spirito (il braccio verticale). Durante questo novilunio, la Tau si imprime nel cielo invisibile.
Ogni anima che osa ascoltare il silenzio lunare riceve il “martello dei Filosofi” come viene anche chiamata la Tau, vista la sua potenza, sul cranio dell’anima, frantumando gli involucri karmici del passato.
L’Arcano Maggiore che governa questa congiunzione è, infatti, il Matto, il Folle (numero 0).
E qui si innesca una corrispondenza straordinaria.
Il Matto è l’Ariete, l’impulso senza memoria, il viandante che danza sull’orlo del precipizio credendolo un prato fiorito.
Il suo numero è lo zero, il grembo di tutte le potenze.
Come il novilunio è l’assenza di luce visibile ma la massima potenza latente, così il Folle è l’assenza di giudizio ma la massima potenza di salto nel vuoto.
La sua borsa sul bastone contiene gli Arcani minori.
Non sa di possederli, e per questo li usa in modo perfetto.
L’Ariete non è solo coraggio impulsivo.
È il Sacerdote del Fuoco Sacro.
È la Fiamma che divora il legno umido dell'inerzia.
Nel suo domicilio notturno, con questa Luna in Ariete, si apre e di amplifica una dimensione iniziatica.
La Coscienza lunare viene costretta a partorire senza rete, nel vuoto del Folle, nel fuoco dell'Ariete .
Il simbolo dell’Ariete riproduce le corna del montone, ma in alchimia sono le due punte della spada del discernimento che squarcia il velo della materia.
I reticoli di questo segno governano la testa, la ghiandola pineale, l’occhio di Horus interno. In questo novilunio, la ghiandola calcificata si scioglie nel balsamo di mirra, ridiventando organo di visione diretta.
Il Venerdì è il giorno di Freia, di Afrodite, ma anche di Venere Lubentina, la liberatrice.
In questo novilunio, Venere non è nel suo aspetto di tenerezza.
Si manifesta piuttosto come Venere armata, quella che accompagna il Matto.
Quella che deve discendere nell'Ade.
Essa governa tradizionalmente l’Arcano VI, gli Amanti, che non è scelta amorosa umana, ma la scelta tra il Cammino della Mano Destra e quello della Mano Sinistra.
Ma l’Ariete risponde solo a se stesso.
Viaggia in solitaria, come il Folle.
Dunque il Venerdì 17 aprile non è giorno di legami, ma di scioglimento dei legami distorti. La Dea taglia il nodo ingarbugliato con la spada del Sacro Montone.
Ma è interessante soprattutto, la dimensione del Folle, che, paradossalmente non sa dove va, e quindi non può sbagliare strada.
Questo novilunio di Venerdì, sotto il sigillo della Tau e l’egida del Folle, è una forza occulta di iniziazione fulminea.
Non sentite l'accelerazione?
Non per chiedere stabilità.
Ma per chiedere di diventare instabile abbastanza da spezzare la crosta.
Non per chiedere pace.
Ma per chiedere la guerra giusta contro il sonno dell’anima.
Perché quando il Montone tocca la cervice del cielo( e vedete come il glifo stesso dell'Ariete rimandi anche ad un utero), e la Luna è nera come il corvo della Nigredo, allora si compie l’invocazione segreta.
La vera Rivelazione.
Io sono il nulla che precede ogni numero.
Io sono il corno che squarcia l’utero del tempo.
Lascio cadere l’impiccato dalla sua croce.
E incomincio.
Si chiama Potenzialità.
Il Venerdì 17 era anche un numero associato alla morte del Cristo e di Osiride.
E il 17 è correlato al l'Archetipo Phe, con funzione espansione.
È la dimensione dell'Albedo, dell'Anima, di Venere, dell'argento vivo.
Della manifestazione.
Della liberazione.
Venere che nasce dal mare.
Acqua e Fuoco, per questo intenso passaggio.
Quando il Femminino, che viene rappresentato dalla bocca, che rappresenta l'archetipo Phe, decreta, e si ricorda di essere anche un Sole.
La bocca.
La Dea silente, ma che agisce, conscia del suo Fuoco.
Un novilunio ricchissimo di potenzialità.
Con infinita gratitudine sempre
Tiziana Fenu
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Novilunio in Ariete