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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

venerdì, aprile 10, 2026

❤️ Adornata di fuoco (libro)

 

Adornata di fuoco.

Ebbra di colore.

Come vestale innocente

denudata al tramonto.

Vesti impregnate di sangue.

Lavate con le lacrime.

È tempo di andare.

Di esporre

queste vesti al sole.

Di posarle

su un campo di papaveri

e assorbirne tutto il colore.

E rivestirmi di porpora

scaglia dopo scaglia.

Di questo cuore

tagliato a lamine

così trasparenti

da vederci

il sole attraverso.

Come una preziosa

porcellana cinese.

E farne nuova pelle.

Cangiante.

Di Immortale Bellezza.

Sinuosa come

la morbidezza della vita

che si insinua

di nuovo tra le costole.

Tra un respiro e l'altro.

Arrendevole.

Come quei papaveri

derubati del colore

ma fiduciosi

di nuovi pigmenti.

Ad onorare il passaggio

di quella Dea senza nome.

di lamine rosso papavero

adornata

Come una guerriera

con un' armatura

di fuoco e di sangue

E lamine iridescenti di Cuore

A rivestirle l' Anima

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com

Adornata di fuoco  



 
Tratto dal mio libro
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💙 Il limite fu valicato

 

E il limite fu valicato, non già come atto di trasgressione, ma come naturale compimento di un ciclo. In quel varco, si svelò la grande illusione.
Nulla ti fu donato in quel regno di parvenze, così come nulla ti fu mai tolto.
Perché l’Essenza, la tua Essenza, non è cosa che si riceva o si perda. Essa è il pane di cui sei stato impastato, la creta amorosa con cui una mano divina ti ha forgiato, cesellando in te i lineamenti dell’eterno.
Sei energia, pura e dinamica, priva di catene e di vincoli.
Tu non sei un riflesso.
Tu sei l’Origine stessa.
Hai contemplato, nel tuo peregrinare, miriadi di sepolcri imbiancati, simulacri di purezza che custodivano il vuoto.
Come globi oculari orfani dell’iride, spenti, privi di quell’anima che è il vero sguardo.
A che ti sono mai serviti quegli occhi?
Se non per essere soglie, portali di accoglienza per chiunque varcasse la soglia del tuo sacro tempio. Perché tu ti sei fatto tempio, in mezzo a lande infuocate, nel deserto arido e bruciante della tua stessa consapevolezza.
Ti sei fatto tempio tra le labbra di chi ha raccolto le tue parole, lievi come ovatta, e ne ha tratto un rifugio, un'oasi di ristoro per l’anima stanca.
Il tempo segnato dagli uomini si è compiuto.
Molto fu loro concesso, e molto essi dissiparono.
Ora si schiude il tempo delle Anime, il tempo della Frequenza.
È l’era di templi eretti non sulla pietra, ma sul nostro sentire più profondo, sulle nostre emozioni, sul sacro focolare del Cuore.
È il tempo di scendere nell’intimo, di interiorizzare, per poi ascendere e imperiorizzare, innalzando nuovi templi e nuovi imperi.
Costruzioni che sfidano il tempo, perché sono esse stesse tempo.
Non cronos che scorre, ma kairos che crea occasioni, portali, dimensioni.
Si rinnovano a ogni nostro gesto, ovunque posiamo la pietra angolare di un Intento.
Un intento germinato da un pensiero di Bellezza, da una scheggia d’Infinito, da una stilla di rugiada divina, da una scintilla di primigenia Innocenza.
Un intento forgiato dall’Amore, scavato come un tunnel segreto nelle profondità più remote dell’Anima.
Un amore intriso di struggente nostalgia per quelle mani che si unirono davanti alla promessa di una Fiamma Eterna.
La promessa solenne di essere, nel mondo, portatori della nostra più autentica Essenza.
Di non dimenticare chi siamo stati in quel tempo senza tempo in cui ancora non eravamo.
Di essere un centro, una coordinata in un mondo scoordinato, e di divenire Silenzio eloquente nel frastuono di mille voci.
Chi ascolta con il cuore, ritrova se stesso.
Chi sente, compie un passo indietro, si ritrae dal chiasso del mondo e fa ritorno a Sé.
In quel "Sì" primordiale, silenzioso e profondo, che ci ha uniti nell’Essenza, prima ancora che il "Noi" potesse manifestarsi nel tempo.

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati

Il limite fu valicato  
Maldalchimia.blogspot.com
Tratto dal mio libro
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💛 Tanit Tresnuraghes

 "[...]Per questo motivo la nostra Tanit tessitrice sta dietro un "primordiale" tessuto, con queste braccia ad angolo che ritroviamo anche in altri contesti. 

È la rappresentazione del primo demiurgo

Le braccia ad angolo retto, in questa rappresentazione nel tempio di Khnum e della Dea Neith, come la nostra Tanit di Tresnuraghes. 

Sono ad angolo retto, perché la dea Neith è la dea tessitrice. 

Infatti la nostra Tanit di Tresnuraghes, la nostra primordiale dea Tessitrice, ancor prima della Dea Neith, è rappresentata non solo con le braccia, stilizzate, ad angolo retto, ma anche con un fuso sul capo, come la Dea Neith. 

Che sia una rappresentazione della tessitrice demiurga, come la Dea Neith egizia, me lo fa pensare sia il fuso sulla testa, un tronco cono, che sembra un nuraghe( la prima tessitrice demiurga della civiltà sarda ).

La Nether della tessitura.

La parola "conoscenza", nei geroglifici Egizi, era indicata con un tessuto, il quale indica la facoltà di accedere alla conoscenza, è un comparare fra due nozioni, agire in sinergia tra due polarità. L'intreccio dei fili forma un tessuto. E Neith è chiamata la Neter della tessitura.

Infatti il geroglifico che indicava la vera conoscenza, era indicato con un tessuto, come ho scritto. 

Tessuto che custodisce anche dopo morti. Infatti Neth sovraintendeva anche alla Mummificazione. 

Quel tessuto griglia dove si incontrano gli opposti, necessari alla creazione.

Ed è per questo che abbiamo una griglia a quadretti, come la Scacchiera di Pubusattile, come il concio della rete di Tresnuraghes, come il quadrato di Sator/Sinis, che è l'incontro creativo della M della Mem, e della W della Shin, acqua e fuoco che si incontrano e creano la Griglia dove tutto è possibile".

La Madre/Matrix (nell'accezione più pura del termine) della possibilità, dove tutto è celato e si rivela solo a chi ha raggiunto un certo grado di consapevolezza. 

Di equilibrio. 

È vuoto cosmico dove tutto è possibile. 

La Forma senza Forma. 

Il Femminile è Occasione. 

È lo zero che dà un senso, un potere ai numeri. 

Griglia di coordinate che creano nuovi Templi. 

Anche alcune Madonne del passato sono rappresentate con una "scacchiera/griglia" alle spalle o sotto i piedi. 

È la griglia della tessitura. Come un quadrante di ascisse e ordinate[...]"


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com 

"Gli Uomini senza Ombra. Simbologie archetipali in Sardegna" 

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Tanit di Tresnuraghes




💛 Orotelli (libro)

 

"[...] Al centro di questo sistema sta il tema della purificazione intesa come necessaria premessa alla rigenerazione. 
Attraverso il fuoco, la parola rituale ( is brebus), il gesto ieratico delle maschere e la sacralizzazione degli elementi naturali, la comunità sarda tradizionale operava una vera e propria renovatio, espellendo il caos e le impurità per accogliere, in uno stato di grazia e ordine rinnovati, i “germogli” della nuova stagione. 
Lo studio di queste pratiche non illumina solo un aspetto del folklore sardo, ma offre una chiave di lettura profonda per comprendere i meccanismi psico-sociali e cosmologici attraverso i quali le culture agrarie mediterranee hanno storicamente affrontato la ciclicità del tempo e l’eterna dialettica tra morte e rinascita.
La dimensione della rinascita è espressa in modo molto eloquente attraverso due simboli di fertilità e trasmutazione, che fanno parte della tradizione tipica del Carnevale di Orotelli. 
La dimensione della fertilità è espressa dalla maschera de "S’eritaju" (il porcospino, in sardo), che, col suo saio bianco e volto rosso, punge ritualmente il seno delle giovani per assicurarne la fecondità. 
Il porcospino, animale di terra dagli aculei, combina in sé le dimensioni tellurica e marina (richiamata dal riccio di mare fossile, Mammosa Pseudocidaris), divenendo simbolo di una fertilità primordiale. 
La radice "Er-" di Eritaju, come ho scritto sopra, viene associata a Ériu, antico nome dell’Irlanda, terra governata dalle Tuatha de Danann, popolo divino di cui Lugh era re. 
Questo crea un ponte mitico tra le due isole, suggerendo antiche rotte culturali.
La fertilità e la trasmutazione trovano un’ulteriore, raffinata codifica nel dolce rituale de "su pistiddu". 
Questo dolce di pasta frolla ripieno di sapa o miele, benedetto durante la cerimonia, presenta una decorazione a rilievo che riproduce il riccio di mare fossile, simbolo del sacro femminino e della connessione tra gli elementi. Il termine "pistiddu" rimanda a "pistiddare" (ridurre in poltiglia) e anatomicamente alla prominenza mastoidea, punto vulnerabile dietro l’orecchio. 
È il luogo in cui, secondo la tradizione, s’Accabadora infliggeva il colpo misericordioso, pratica sacra legata a una profonda simbologia di passaggio e liberazione. 
Ma la forma, ricorda chiaramente anche ad una mammella. 
Il dolce, quindi, diventa una sorta di ierofania alimentare, in quanto la sua forma richiama la vulnerabilità e la transizione mortale, mentre il ripieno dorato (miele) allude alla trasmutazione alchemica, alla trasformazione della morte in rinascita, operata in un luogo, Orotelli (Oro-tellus, "terra dell’oro"), già nominato per questa vocazione trasformativa[...]"

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com

Tratto dal mio libro
"Il Tempo Capovolto. Maschere del Carrasegare sardo. Il Sacro che genera Caos, il Caos che rinnova l'Ordine"
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Orotelli (libro)




mercoledì, aprile 08, 2026

💛 Campanacci (libro "Il Tempo Capovolto")

 

"[...] La maschera dei Mamuthones rappresenta la più pura manifestazione dell'opera al nero (Nigredo), la fase iniziale dell'alchimia caratterizzata dalla putrefazione e dallo sconvolgimento. 
La pesante veste di vello nero e i campanacci che risuonano con ritmi ipnotici costituiscono una sinestesia rituale voluta a destrutturare la percezione ordinaria. 
Ogni colpo del campanaccio corrisponde a una percussione alchemicamente calcolata per frantumare le scorie dell'anno trascorso, mentre le corna del volto lignei rimandano non semplicemente a un'iconografia bovina, ma al toro alchemico, simbolo della materia prima ancora caotica e informe, la materia prima su cui lavorare e destrutturare. 
Sconvolgere l'ordinamento prestabilito. 
Il loro andamento processionale, tra alterne accelerazioni e rallentamenti, mima il movimento di retrogradazione planetaria necessario, secondo l'astrologia ermetica, a invertire i cicli naturali e rigenerare il tempo. 
Si perde la nozione del tempo, così come è generalmente percepito, quando si co-partecipa a queste ancestrali ritualistiche. 
Il ritmare dei passi cadenzati e dei campanacci, fanno vibrare la terra sotto i piedi  
Restituiscono voce alla frequenza di Madre Terra.
Ristabiliscono la connessione con il battito ancestrale da cui siamo nati. 
Il tempo si ferma. 
Si vorrebbe che non finisse mai. 
È oblio. 
È perdita di identità e al contempo un riconoscimento viscerale, ancestrale, di appartenenza[...]"

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
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Campanacci