#lamiafestadellaliberazione
#pernondimenticarechisiamo
Quando non sei facilmente corruttibile, quando hai acquisito nel corso dei tuoi stessi sbagli, delle tue tante esistenze, quel senso di verità, di giusto, rifuggi dalle tue stesse incongruenze come ci si ritrae dall'orlo di un abisso che conosciamo bene per averlo già abitato. È una saggezza antica, scolpita non nei marmi del tempo, ma nella sostanza eterica del tuo spirito, nel palinsesto delle tue innumerevoli vite.
Ogni errore è stato un martello, ogni caduta un'incudine: insieme hanno forgiato in te un nucleo adamantino che la fiamma delle lusinghe mondane non può più scalfire. Hai imparato a riconoscere il sapore amaro della menzogna anche quando è ricoperta del miele più dolce, e il tuo intimo, come un tempio con le colonne salde, rifiuta di inchinarsi a idoli di cartapesta.
Ti sintonizzi su uniche frequenze, che talvolta, non sono sempre come spartiti musicali fluidi, caldi e dorati. Esse sono la lingua arcana con cui l'Universo comunica con chi ha orecchi per intendere. A volte sono un sussurro che culla, un'armonia che avvolge i sensi in una coltre di velluto. Altre volte, invece, squarciano il velo della tua quiete come un tuono improvviso.
Talvolta ti oltrepassano come filo spinato, ma sul quale ti inerpichi, per vedere al di là del guado, della costrizione, dondolando in equilibrio sul cuore che sanguina, ma lenito da ciò che appaga gli occhi e l'Anima. Ecco il mistero della via iniziatica.
Salire sulla lama del rasoio, accettare la ferita come prezzo della visione. Ogni lacerazione è una porta che si apre su un paesaggio interiore più vasto, ogni stilla di sangue è il sigillo di un patto stipulato con la propria parte più alta. Sospeso tra il dolore del limite e l'estasi dell'illimitato, impari la ginnastica sacra dell'equilibrio.
Il verde della libertà, amalgamato all'azzurro del cielo impresso nella retina.
Un fiore per ogni goccia di sangue.
E impari che il sacrificio non è privazione, ma è rendere sacro ogni tuo passo, ogni tuo pensiero, che prende forma anche con il sangue, con la tua dimensione umana. Scopri che la tua carne non è un carcere, ma un crogiolo; che il limite non è una condanna, ma la sponda entro cui la luce può raccogliersi per brillare più intensa. Sacrificio deriva da “sacrum facere”, fare sacro. Ed è questo che accade.
Ogni passo pesato, ogni pensiero cesellato, ogni emozione trascesa diventa un'offerta sull'altare del divenire. La tua stessa umanità, con le sue fragilità, è la terra fertile dove il divino pianta i suoi semi.
Quando senti che è per un Bene più sommo, che trascende ogni tua piccolezza, percepisci cosa è profondamente giusto e cosa, invece, è profondamente sbagliato.
Cosa è verità e cosa non lo è.
Impari a filtrare, come una cellula che necessita di sopravvivere per testimoniare qualcosa che la trascende, come se fosse un passaggio di testimone di un qualcosa di troppo prezioso, per non rendersi degni di averlo ricevuto in Dono.
E lì capisci. Quale è il valore dell'essere degno.
Il valore della tua Dignità.
Perché quando ti ledono nella Dignità, nell'Intelligenza, nella Sensibilità, nella Verità e nell'Integrità, non puoi che restare nella tua Fermezza, nella tua lucidità e trasparenza d'Anima. È a quel punto che il mondo estero perde ogni presa su di te. I giudizi scivolano via come pioggia su roccia, le offese si infrangono come onde contro un faro. Colui che ha toccato il fondo della propria essenza e ne ha riportato la perla della consapevolezza, diventa inattaccabile. La sua corazza non è fatta di difese, ma di una tale presenza a sé stesso che nulla di estraneo può penetrarla.
Niente ti può toccare. Niente ti può essere tolto. Sei pregno di te stesso.
Sei nella tua Pienezza, nella tua piena Manifestazione.
Senza timori.
Senza proiezioni.
Senza illusionismi.
Non temi che ti limitino il volo.
Hai imparato a volare anche senza ali. Perché hai imparato la libertà di essere te stesso, di non dipendere da nessuno che non sia la tua Anima, e ciò che ha predisposto per noi, in questo viaggio.
Quando il centro di gravità si sposta dal mondo esterno al sacrario dell'Anima, avviene la Grande Trasformazione. Le ali non sono più necessarie perché si diventa l'aria stessa che sostiene il volo. La libertà non è più una condizione da conquistare fuori, ma uno stato dell'essere che emana da dentro. È la sovranità dell'Essere sul fare, del nucleo sulla periferia. E in questa regalità interiore, lo specchio diventa l'alleato più prezioso.
Hai imparato a guardarti allo specchio.
L'onestà con te stesso. Con gli altri.
A non restare dove non vibri.
A non voler vivere dove nemmeno riesci a sopravvivere.
Hai imparato, che meglio sgangherata, che perfetta ma artefatta.
Perché la verità dell'Anima ama le crepe, le imperfezioni, le asimmetrie. Esse sono le unghie della roccia su cui la luce può aggrapparsi per danzare. Meglio una cattedrale incompiuta ma vibrante di preghiere, che un mausoleo perfetto ma senza respiro. Meglio la vita che pulsa irregolare, che la morte geometrica. E in questa autenticità, in questa nuda verità accettata e amata, si spalanca l'orizzonte della Fede cosmica.
E impari ad avere fede. A fidarti dell'Universo. Hai già visto tutto. In altre vite, in altre occasioni. In altre morti e Rinascite.
Ciò che rimane è il tuo afflato, il tuo imprinting energetico. Non è ciò che succede. È come reagisci a ciò che succede, a fare la differenza.
Il respiro del cosmo ti culla, perché sai di essere un eterno viaggiatore. Hai già calcato mille scene, indossato mille maschere, danzato mille danze. Ogni morte è stata una rinascita, ogni fine un nuovo inizio. E in questo fluire, l'unica costante, l'unico filo d'oro che cuce insieme le tue innumerevoli esistenze, è la qualità della tua risposta, la vibrazione che emani di fronte all'evento. Non sei più la foglia sbattuta dal vento, ma il vento stesso che muove le foglie.
E chi fa la differenza, lo riconosci.
È in un mondo a parte.
Un magnifico, incantato, mondo a parte.
È la voliera illimitata degli uccelli, senza confini.
È la nota oltre lo spartito.
La pennellata oltre la cornice.
I folli, i ribelli, gli skizzati.
Gli assenti. Presenti solo a sé stessi. Fanno l'amore continuamente, con le parole, le immagini, la fantasia. Disobbedienti per natura. Credono in sé stessi, nel loro intuito. Anarchici.
Fluidi e leggeri. Inafferrabili.
Ci si deve togliere le scarpe, per entrare nei loro spazi. La sporcizia del mondo non è concessa. L'hanno vista tante volte, non merita la loro energia, la loro attenzione.
Sono altrove.
Sono i visionari, i poeti dell'invisibile, gli architetti di mondi possibili. Abitano la soglia, il confine sottile tra il visibile e l'invisibile, e da lì tessono trame di luce. Non appartengono al mondo così com'è, perché sono già proiettati in ciò che il mondo può diventare. Sono le sentinelle dell'alba, coloro che annunciano una luce che ancora non sorge, ma che loro già vedono.
E in questa loro follia, in questa loro sacra assenza, risiede la più potente delle presenze.
Non sono del mondo, ma il futuro del mondo è nelle loro mani. I grandi Visionari.
Io sogno. E sogno in grande. E sogno un'Umanità migliore di questa. E io ne faccio parte, come milioni di altre Anime straordinarie, e il mio volo è oltre.
È Frequenza che raggiunge. È abbraccio che cinge. È Presenza per abbellire.
È verità che smantella menzogna. Per un Bene Supremo. Per tutti noi. È Scintilla Divina che crea reticoli luminosi, coordinate d'Amore.
Questo sognare non è evasione, ma la più concreta delle azioni. È gettare ponti tra il possibile e l'attuale. Ogni pensiero d'amore è una pietra angolare, ogni slancio di verità è una colonna, ogni visione di bellezza è una vetrata colorata nella futura cattedrale dell'umanità. Siamo semi sparsi nel vento del tempo, portatori di una fiamma che non ci appartiene ma che siamo chiamati a custodire. E in questo ardere silenzioso, in questa testimonianza luminosa, si compie il nostro destino.
La mia libertà non inizia dove finisce la tua, ma dove io le concedo di manifestarsi, al di là di ogni possibilità.
Ecco l'ultimo sigillo, la rivelazione finale: la vera libertà è un atto creativo, non un confine difeso. È uno spazio che si apre nell'essere, un permesso che l'Anima dà a sé stessa di espandersi oltre ogni mappa conosciuta, oltre ogni limite prestabilito. Non è un territorio strappato, ma un regno che si istituisce con la potenza del verbo interiore. È l'eco del “Fiat lux” originario, ripetuto in ogni istante da chi ha scelto di essere, pienamente e senza riserve, la propria scintilla divina. È il volo dell'Angelo che non ha bisogno di ali perché è già puro movimento nell'infinito.
Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com
Tratto dal mio libro
"Maldalchimia. Di Ombre e Luminescenze" Volume I
https://amzn.eu/d/03zwlfsK
https://amzn.eu/d/0jeoyASF
Tim Cantor Visionary Art










