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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,
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martedì, maggio 12, 2026

❤️ Sentirti dentro ( libro "Diamanti di Rugiada")

 

Sentirti dentro,

come se tu avessi attraversato mille lande infuocate per trovarmi.

Sento la tua pelle riarsa dal sole.

Quel sole che ti nutre e che ti indica la via. Come le api in cerca dei raggi di luce che baciano i fiori più nascosti.

Tu sei quel sole che irradia calore preso in prestito alla Sorgente.

Ti sento avanzare mentre ti fai strada tra le mie lande lunari ed argenteee.

Petali di campanule diamantine adornano il tuo passaggio verso me.

Sento il tuo respiro.

Mi sincronizzo ad esso.

Mi entra dentro.

Si espande come una squizzata di panna spray sparata dentro i polmoni.

Mi si espande dentro. In ogni spazio intercellulare.

Il contatto con il tuo respiro, con il tuo ossigeno, mi stordisce un po, come essere in alta montagna.

Non sono abituata ad un ossigeno così puro. Mi manca il respiro.

Poi piano piano mi lascio permeare.

E inizia il vortice.

Plesso solare.

Cuore.

Lo sento in vortice.

È tutto verde. Pieno di stralci di edera annodati tra loro. Edera usata per protezione.

Per stabilire i confini del mio giardino segreto

E mentre ti avvicini sento che con te non ho segreti. I nodi si sciolgono.

Sento che ne prendi un'estremità. E dalla radianza solare delle tue braccia forti,  sento il tuo profumo che di mi inonda di gioia e di gratitudine.

Gli stralci di edera tra le tue mani iniziano a fiorire dei fiori più belli mai conosciuti a vista umana.

Il loro profumo inebria come in una danza di dervishi in gratitudine e gioia per l'universo.

Ti avvicini sempre più .

E il mio cuore pulsa in espansione fino ad amalgamarsi al tuo.

Ad ogni passo che fai è un fiore in più che ti lascia nettare e profumo tra le mani

Che mi posi sul viso, prima di entrarmi dentro attraverso i tuoi occhi e creare insieme il cielo costellato sopra le nostre teste.

Costellazioni note solo a noi.

Nuove stelle polari. Nuove traiettorie.

Tredici lune e tredici morti e rinascite per essere miele.

Fronte contro fronte.

Spazio tempo annullato e ricreato in vortice intorno a noi.

La morte del Fiore.

La nascita del Miele.

Miele che sgorga dai Cuori in unione. Nutriente. Cauterizzante.

Il dolore per la separazione da noi stessi è lenito.

Nessun dolore. Nessuna distanza. Nessuna partenza . Nessun ritorno.

Siamo sempre stati qui.

In un istante di infinito.

A creare coordinate dimensionali ad ogni passo che abbiamo fatto.

Eri la longitudine di ogni mia latitudine. Mi creavi l'infinito ad ogni passo.

Ad ogni respiro.

Ad ogni battito di cuore eri li.

Ad amplificarlo in Presenza per ogni occasione di Vita e di Amore che mi è stata data.

Eri lì quando sono morta a me stessa.

E quando rinascevo tra le tue braccia profumate di vita. Eri mia casa e mio rifugio per ogni volta che il vento della vita me l'ha spazzata via.

Eri caramello mou quando ci saltavo sopra, ad ammortizzare ogni mia caduta sotto i miei piedi.

E la gratitudine, l'amore che sento adesso, morendo ad ogni mio limite umano mentre ci triangoliamo in mente cuore e anima, ci sgorga dal cuore come miele puro.

Nutrimento per noi e per gli altri.

Palmo contro palmo. Sprigiona profumo di fiori esotici di Terre Nuove. Ancora da esplorare. O da ricordare.

E su questi tracciamo nuovi sentieri d'Amore. In nuova consapevolezza.

L'alba dei nuovi giorni si tinge di miele

Il fiele è morto.

Il Miele è Vita.

M. Undicesima lettera dell'alfabeto.

Undici. Il numero delle Fiamme.

Le due colonne portanti della Mater Divina. Creatrice e Nutritiva.

M capovolta, come due coppe che di lasciano riempire  di Amore Divino.

Non sei mai andato via.

Eri qui.

Tu eri me ed io ero te.

La Terra ci ha divisi.

E la terra ci ha riportato al ricordo.

All'Origine. Ognuno con i suoi passi.

Per portare nuovi cieli ad ogni sguardo che incontriamo e che incontreremo.

Ti amo, Anima.

Anima Sacra Mia

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Tratto dal mio libro
"Diamanti di Rugiada. Attimi di luce allo stato liquido"
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Sentirti dentro ( libro "Diamanti di Rugiada"




mercoledì, maggio 06, 2026

❤️ La lentezza (libro Diamanti di Rugiada (

 

#giornatamondialedellalentezza

La lentezza è osservazione.

È respirare.

È sentire il battito d'ali di una farfalla

nel frastuono del mondo.

Percepire un accordo.

Un'inflessione di melodia

che si increspa

sui macigni che ci pesano sul cuore.

La lentezza è moviola

che fa di ogni istante

dimensione.

Capsula fuori dal tempio e dentro il tempio.

Il nostro.

Quello Sacro.

Che non è di tutti.

Che non è per tutti.

Bisogna onorare queste Anime,

questi Antichi Custodi.

Chi si sofferma nei nostri occhi.

Chi non ci scrolla velocemente,

alla velocità di un display.

Perché ogni momento

creato insieme,

di profonda connessione,

di profondo rispetto e riconoscimento,

crea ponti che bypassano

distanze, miserie, solitudini,

che non ci fanno percepire gli abissi,

né gioire delle vette,

e tutto ciò che di mozzafiato

il panorama ci può offrire,

nell'ebbrezza del volo

di cui ci fa partecipe.

Su quel crinale,

che può essere

perdizione o libertà.

Ma pur sempre verità,

la cui Bellezza

può far male da morire.

Da morirne.

La Bellezza non è per tutti.

È un Dono.

C’è chi la continua a custodire altrove.

Nella dimensione “altra”.

E il suo riverbero

è Bellezza di un dolore struggente

che spacca il cuore.

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
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Tratto dal mio libro
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La lentezza( libro Diamanti di Rugiada)







lunedì, maggio 04, 2026

❤️ Ti aspetto ( libro Diamanti di Rugiada)

 

Ti aspetto.

Non nel rumore del mondo,

ma nel centro esatto del silenzio,

dove la luce impara a piegarsi

sul mistero del tuo nome.

Indomita è la mia anima che veglia,

una sentinella di respiri trattenuti,

mentre il mio sguardo, affamato e immobile,

scavalca l’orizzonte delle tue ciglia,

naufragando nell'infinito che custodisci.

Voglio quel bacio.

Lo voglio come si vuole l'alba dopo una veglia interminabile.

Sulla fronte, per suggellare ogni pensiero che mi offri.

Sulle guance, per assaporare il sale della tua assenza.

Sulle mie palpebre, per battezzare i sogni che ho fatto di te.

Sulle labbra,

infine,

per dissigillare il verbo del nostro amore.

Solo quel bacio potrà far sorgere nei miei occhi

un sole che non conosce tramonto,

un astro nuovo,

nato dalla tua bocca,

che incendierà di luce anche le mie ombre.

Ma prima di quel sole,

voglio essere tramonto.

Voglio scivolare, lento e inarrestabile come il crepuscolo su una valle,

e perdermi in quel luogo sacro, assoluto,

nell'incavo misterioso tra il tuo collo e la tua spalla.

Li è il mio tempio.

Li è il mio altare.

Perché è li che ti respiro,

che il tuo profumo diventa il mio respiro,

una preghiera sussurrata che mi lega alla vita.

È li, che ogni sera muoio dolcemente,

abbandonandomi nel grembo dei tuoi sogni,

cenere calda pronta a rinascere.

È li, che ogni mattina,

prima ancora che la luce sfiori i tetti,

il pensiero del tuo bacio mi squarcia il petto

e mi fa sorgere,

sole affamato ed eterno,

assetato della sua unica valle,

l'unica valle che voglia scaldare

Tiziana Fenu
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Ti aspetto (libro Diamanti di Rugiada)






sabato, maggio 02, 2026

❤️ Il Sigillo ( libro Diamanti di Rugiada)

 

Il Sigillo era sulle labbra.

Ne sento il calore.

Come ceralacca bollente

sulla quale

imprimevi con impeto

il mio nome.

Un Sigillo

che ci univa nella nebbia

di serate intorno

a falò improvvisati.

Su quel Sigillo

mi davi un'identità.

Quando mi sussurravi

"Sei mia".

Due parole.

Come punteruoli 

che mi entravano fino alle viscere.

e mi spaccavano in due. 

Come una melagrana succosa. 

Mentre tu,

mi sgranavi tra le mani calde. 

Con lentezza.

Con impeto.

Con morsi

che mi sparpagliavano intorno.

Come chicchi che esplodono

dal frutto.

Mi stringevi a te.

Stretta in una morsa

che tirava fuori

tutto il mio succo

E piano piano

mi srotolavi

come pergamena preziosa.

E mi scrivevi addosso

parole che non ricordo. 

Forti. 

Ebbre di passione. 

Febbricitante. 

Parole dolorose.

Perché sempre affamate.

Mai paghe.

Solitarie come lupi nei boschi.

Finché non trovavano

le mie labbra

per riecheggiare nella notte

a fendere l'aria densa

di questo amore

che tutto permeava.

Parole che non ricordo.

Ma che mi esplodono dentro

al solo sentire i tuoi passi

sulla mia anima.

Come un guerriero

in cerca della sua vestale.

Mentre io trattengo il fiato

in attesa del tuo

dentro i miei polmoni.

Altro nome non ebbi.

Sapevo solo di essere Tua.

Quel "Mia"

Mi dava una patria.

Una terra sotto i piedi.

Sulla quale camminare scalza.

Sicura.

Un cielo sopra il capo

nel quale sognare di te

per i momenti

in cui saresti stato via.

Quel "Mia"

è un sigillo di Fuoco

che ancora mi brucia tra le labbra.

E ogni volta che mi baci

si scioglie.

Come ceralacca al calore

della fiamma

di un fuoco ardente.

E rivela ancora una volta,

tutte le parole custodite

protette

amate

che attendevano Te

per essere pronunciate.

Tiziana Fenu
®®Diritti intellettuali riservati
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Tratto dal mio libro
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Il Sigillo (libro)




giovedì, aprile 30, 2026

❤️ Il peso dell'Amore

 Il peso dell’Amore

vale per quanto

ti trascina

o devi trascinarlo.

Vale per quanti giri di corda

per tenerlo insieme.

O per quanti

petali sparpagliati

nel vento.

Che pure, ancora,

ti profumano le mani

di rugiada. 

Rugiada che stilla da un’altra luna,

da un tempo che non ricorda il suo nome,

da una ferita che impara a fiorire.

Con quelle mani,

puoi ancora accarezzare.

E tenerle insieme, a coppa. 

Come si raccoglie l’acqua chiara

dal fondo di un pozzo dimenticato,

dove specchiarsi 

è già un’antica preghiera.

A custodire

un altro cuore.

A profumare di bello

un’altra pelle.

In questa notte di Incanto,

che siano i giri di corda sul cuore

a tenere stretti i ricordi. 

Non per paura che cadano,

ma perché ogni nodo canti

con la voce di chi 

ha scelto di restare.

Come le corde 

che tengono insieme

le brocche d’acqua, 

fragili, gravide di sete,

purificati da ogni istante

in cui non abbiamo sentito il Noi.

Istanti scuri 

come caverne senza eco,

giorni trascinati come cenci sull’asfalto.

Che tutto ritorni alla Madre,

in questa notte di vento. 

Vento che non sradica, 

ma impollina. 

Vento che non urla, 

ma sussurra i nomi veri,

quelli che solo il silenzio riconosce.

Che ciò che era sparpagliato

si ricompatti a nuovo impasto, 

come argilla ancora tiepida

sotto le dita della prima alba.

Come un’offertorio di pane azzimo

profumato 

di erbe appena raccolte. 

Essenziale.

Semplice. 

Benedetto dall’Acqua e dal Fuoco, 

i due occhi della Notte,

i due polsi del Giorno.

Unito dalle mani che hanno creato,

che hanno accolto a coppa. 

Quelle stesse mani che un tempo

si chiusero a pugno sulla paura,

e ora si aprono come corolle

sul bordo di un abisso fiorito.

Unite in cerchio, 

non per chiudere, 

ma per generare un centro,

un ombelico di luce silenziosa,

dove ogni ferita depone le armi

e ogni lacrima diventa gemma.

A sacralizzare, onorare e benedire

ogni passo su Madre Terra. 

Ogni passo zoppo, 

ogni passo danzante,

ogni passo che ancora 

non sa dove andare

ma che va lo stesso,

fidando nel muschio e nella radice.

In punta di cuore. 

Come di spighe di grano dorate

incastonate sul grembo vellutato

della Sacra Madre.

Come un Sole notturno

in cui l’Amore si compie. 

Non esplodendo, 

ma germinando dal buio,

non vincendo, 

ma tessendo,

non possedendo, 

ma riconoscendosi

in ogni volto che ha imparato

a piegarsi verso l’altro. 

Come un ramo che offre 

il suo ultimo frutto

alla mano che non chiede nulla

se non di esserci.

E in quel compiersi silenzioso,

il peso dell’Amore, 

così a lungo portato, 

temuto, 

misurato, 

si fa lieve come un’ala spezzata

che impara di nuovo a volare

senza uscire dal petto.


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com 

Il peso dell'Amore





lunedì, aprile 27, 2026

❤️ Non c'è molto da intendere

 

Non c'è molto da intendere,

nell'amore,

se non che esso è l'abisso che si spalanca

dove ogni parola si fa sete

e ogni pensiero si disfa in presenza.

Te ne accorgi, della Verità che abita il suo nome,

quando finalmente ti spogli di ogni difesa,

e ti offri in quella nudità che non è del corpo,

ma dell'Anima che trema

sulla soglia del suo stesso mistero.

E ti senti così piccola, così esposta al confine del respiro, che basterebbe un niente,

un istante più saldo del suo pugno

chiudo sul suo petto

per smettere di appartenere al mondo.

E invece no.

Invece ti offri ancora.

Perché nel gesto estremo di chi stringe,

tu non cerchi la fine,

ma l'ascolto.

Che senta,

attraverso la pressione,

il galoppo impazzito del tuo cuore,

la sua corsa di luce e di tenebra,

quel suo tremare in bilico,

tra l'ultimo battito e il primo,

come solo chi si consegna senza rete

sa donare.

Follia,

si direbbe.

Invece è l'unico gesto saggio.

Fidarsi ancora,

sempre,

quando il cuore non sa battere

se non nella resa,

e si offre nudo,

di quella nudità che imbarazza

perché più vera

di un corpo appena svestito

che freme nell'attesa.

L'Amore vero,

quello che non mente,

ti cinge la gola,

non per toglierti il fiato,

ma per sentire

come il tuo sangue gli scorra dentro,

come il tuo ritmo diventi  il suo,

come si possa,

in un unico battito,

morire e poi rinascere.

Poi,

nel bacio,

ti restituisce l'ossigeno,

ti riporta alla luce,

ti avvolge nel Dono supremo

di averti lasciata vincere

da quegli occhi che ti hanno guardata

e nel guardarti ti hanno resa invincibile.

Perché c'è più forza

nel cadere nelle due mani

che nello stare eretti da soli.

E chi si dona nella fragilità

vince una battaglia che i forti

non sanno nemmeno vedere.

Il dono sicuro è di tutti.

Ma il dono tremante,

il dono che si spezza e si ricompone

nel calore di uno sguardo, quello è l'Amore.

E non ha bisogno

di essere capito.

Solo vissuto.

Fino in fondo.

Fino all'ultimo tremito.

Fino al primo,

eterno,

respiro.

Tiziana Fenu
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Non c'è molto da intendere




domenica, aprile 26, 2026

❤️ Non inseguo. ( libro Diamanti di Rugiada)

 

Non inseguo.

Non rincorro.

Disposta

a morire mille e più volte.

Dalle vette agli abissi.

Senza identificazione.

Non mi sono mai

abituata a me stessa.

Figuriamoci agli altri.

Come un cuore

che si svuota ogni volta.

Finché l'ultima goccia di sangue

ne è stata distillata.

Come capinera selvatica

al suo ultimo Canto d'Amore

su crinali di corallo

affilati di vento e di estasi.

Senza più chiedere

a chi non può

e non vuole dare risposte.

Non ho mai bevuto

la mia stessa acqua avvelenata.

Ho imparato a scorrere.

A lasciar fluire.

Fino a dissanguarmi.

I Doni

riescono ad essere anche severi.

Ma solo perché

ne valgono sempre il prezzo.

L'ovvio, la certezza,

anestetizzano il pathos.

Gestire il Fuoco

non è per tutti.

Non deve far danni.

Non si deve esaurire

in una Fiammata.

Deve ardere.

Rinnovandosi e rinnovando.

Continuamente.

Non deve bruciare

tutto l'ossigeno.

Ho imparato

ad andare a ritroso

sui miei stessi passi.

Come orme sulla neve

sulle quali nevica

dal mio stesso cuore.

Fino a smarrirmi.

A diventare invisibile.

Invivibile.

A non avere più certezze.

Se non l'esatto punto in cui ero.

Si impara a stare.

Il punto di massima tensione

nello squilibrio dell'oscillare.

Del non essere.

Un cuore aggrovigliato

come un pesce

nella sua stessa lenza.

Finché non riemerge e respira.

Finché non scopre

una nuova luna.

Un nuovo grembo.

Come una lente di rugiada.

Una distesa di cenere iridescente

nella quale incastonarmi

e d'Incanto adornarmi.

Tiziana Fenu
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Non inseguo ( libro)





venerdì, aprile 17, 2026

❤️ Gioca con me ( libro Diamanti di Rugiada)

 

Gioca con me.

Facciamo

che non mi nascondo

e tu non mi cerchi.

Facciamo un gioco al contrario.

Dove nessuno dei due vince.

Dove nessuno insegue

e nessuno scappa.

Non saltare la corda.

Tienila saldamente.

Come ci si aggrappa

ad un bucaneve

che viola la neve

per cercare il tepore.

Stringilo.

Come se fosse

il tuo ultimo anelito di vita.

E lascia

che i suoi tepali smarginati

ti profumino di miele

la presa sul palmo

che non riesci

più a sostenere.

Lasciati cadere nel vuoto.

Come in un calice profumato

che oblia nel ricordo perduto.

Di quando mi cercavi

e mi facevo trovare.

Di risate cristalline

che rimbalzavano sul cuore.

Una Regina senza scacchiera.

Un'impronta senza passo

Una mossa senza azione

Con un castello di sabbia

da creare ogni giorno.

Orme sbavate

da onde

inerpicate sul cuore.

Gioca a non giocare.

E io gioco

a farmi trovare.

Tiziana Fenu
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Gioca con me (libro Diamanti di Rugiada







mercoledì, aprile 15, 2026

❤️ Imparare a ricordare (libro)

 

Imparare a ricordare.

Non la prima cosa che ho visto

aprendo gli occhi.

Ricordare l'emozione

del nascere dal mio stesso respiro.

Creare il pensiero

prima della Forma.

Come la forma più alta

della mia Essenza.

Dove sono ancora plasma

che squarcia i cieli.

Prima di toccare terra

e ramificare nelle mie vene.

Come radici di un albero al contrario

che anelano ad una zolla di cielo.

Sentire l'ebbrezza del non essere,

prima che il pensiero sia,

e senta il contraccolpo dell'approdo.

Della divisione.

Del viaggio che diventa meta.

Sentire che non ho meta.

Ne' inizio né fine.

Come una transumanza continua.

Senza agnelli sacrificali al seguito.

Come una nomade

le cui impronte nella sabbia

Vanno a ritroso.

A cercare lo slancio.

L'emozione del primo passo.

La vertigine del barcollare.

E oscillare in equilibrio.

Tra le mie contraddizioni.

Tra emozioni contrastanti

che fanno da collante.

Come una pozzanghera da fumetto.

Tra sole e acqua.

E saltarci sopra come una bimba.

Senza paura di affogare.

Legare un raggio di sole al mio polso.

Come una Sposa

che offre la sua mano

alla sua prima danza d'Amore.

Alla sua prima vertigine orgasmica.

Così inebriante, così intensa,

da ricordarne solo il profumo.

Perché il resto sarebbe eccessivo.

Perché l'emozione è un profumo.

È ciò che resta di ciò

che non serve più, del denso.

Nascere e rinascere.

Nel tuo stesso profumo.

E cominciare ogni volta dal punto zero.

Dalla tua Essenza.

Dalla tua forma archetipale.

Non da ciò che ti rappresenta.

Non dai tuoi simboli.

Da ciò che sei,

prima ancora che si manifesti.

È ciò che unisce le trame dell'Universo.

Le vibrazioni del Pensiero

che attraversano continenti.

Dimensioni.

Esseri umani.

Ricordi.

Ciò che resta è l'emozione

È come un diapason sottopelle.

Come un radar negli abissi.

Come una frequenza intergalattica.

Come il primo fremito alla vita.

La Mia.

Tiziana Fenu
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Imparare a ricordare( libro)




venerdì, aprile 10, 2026

❤️ Adornata di fuoco (libro)

 

Adornata di fuoco.

Ebbra di colore.

Come vestale innocente

denudata al tramonto.

Vesti impregnate di sangue.

Lavate con le lacrime.

È tempo di andare.

Di esporre

queste vesti al sole.

Di posarle

su un campo di papaveri

e assorbirne tutto il colore.

E rivestirmi di porpora

scaglia dopo scaglia.

Di questo cuore

tagliato a lamine

così trasparenti

da vederci

il sole attraverso.

Come una preziosa

porcellana cinese.

E farne nuova pelle.

Cangiante.

Di Immortale Bellezza.

Sinuosa come

la morbidezza della vita

che si insinua

di nuovo tra le costole.

Tra un respiro e l'altro.

Arrendevole.

Come quei papaveri

derubati del colore

ma fiduciosi

di nuovi pigmenti.

Ad onorare il passaggio

di quella Dea senza nome.

di lamine rosso papavero

adornata

Come una guerriera

con un' armatura

di fuoco e di sangue

E lamine iridescenti di Cuore

A rivestirle l' Anima

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
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Adornata di fuoco  



 
Tratto dal mio libro
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lunedì, marzo 30, 2026

❤️ Sono stata in un angolo

 

Sono stata

in un angolo del cuore

per tante vite.

Rannicchiata

sotto il  grembo muschiato

di Madre Terra.

Sentivo i tuoi passi lievi

rimbalzarmi sul cuore.

Ma ancora troppo distanti.

Come orme

che non toccano il terreno.

Un cuore

senza il peso della gravità.

Eppure ne sentivo la presenza.

Quel richiamo

che mi ancorava alla terra.

Nel cercarti

tra i gusci delle ghiande vuote.

Negli squarci dei fulmini

nel terreno.

Nelle fenditure delle assi di legno

raggrinzite dal sole

ma che ancora reggevano

la carezza dei tramonti

e la maestosità delle albe.

Sono stata appollaiata

lungo le recinzioni del mio cuore

sperando che tu

per un qualsiasi banale motivo

ti ricordassi la via di casa.

La via del ritorno.

Fino a quando

non ho smesso di aspettare.

E mi sono fatta cerchio

di vibrazioni che mi arrivavano

dai tuoi passi ovattati.

Sempre più piccoli.

Sempre più vicini.

Sempre più stretti al mio cuore.

Come un lazo del quale tu

tenevi l'estremità.

Ho arrotolato quel lazo

tra le dita.

Ne ho fatto promessa

sigillata da un bacio.

E l'ho lasciato andare.

Come aquilone che vibra

prima di prendere il volo.

È stato fermo.

Come un coriandolo

incastonato nel cielo.

Invece il volo l'ho preso io.

Era il ricordo di te,

che mi teneva

Imprigionata a te.

Mi teneva bassa.

Dove potevo percepire solo

il tuo riverbero.

Raggiungerti è stato come

salire a propulsione.

Come un palloncino

che svuotandosi

si libera dalla forma.

Ti ho raggiunto nel cuore.

Nella Fiamma che mai

ha smesso di ardere.

Ti ho raggiunto

in quell'energia

che ci ha dato forma

nel primo vagito d'amore

su questa terra.

Ti ho raggiunto.

E ti ho baciato.

E due universi

hanno creato

una nuova costellazione d'Amore.

Tiziana Fenu
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Sono stata in un angolo ( libro)







domenica, marzo 29, 2026

❤️ Permetto a me stessa ( libro)

 Permetto a me stessa


di essere libera


dalle mie stesse paure. 


Il dolore che sento


è il dolore


del Mio Primo Parto. 


Quello che ha dato alla Luce


Me Stessa. 


Come se volessi esplodere


come una Supernova


attraverso la mia stessa pelle. 


Fanno male persino le vene. 


Abituate a far fluire solo sangue. 


Mentre la densità della mia Anima


acquisisce spessore


anche nella Materia. 


Mi pulsa dentro. 


Prepotente. 


Batte sulle pareti. 


Come una noce


dentro un gheriglio


che non può più fermarla. 


Una noce come


l'Essenza del mio Intelletto. 


Quello di Corpo, Cuore, Anima e Mente. 


Le mie nuove coordinate


del mio nuovo Tempio in terra. 


A cui nessuno può imporre


altre direzioni. 


Un'Essenza oleosa


che lubrifica ogni mia resistenza. 


Che si miscela al miele


della mia produttività. 


Del mio manifestarmi in Essenza. 


Nulla era andato perduto. 


Prendeva solo nuove Forme. 


Che non ho riconosciuto


finché non mi hanno lacerato la carne. 


Lenita oggi 


da quella miscela 


di olio di noce e miele


che cauterizza 


dove ho sempre aspettato altre mani


che sentissero. 


Altri occhi che vedessero. 


Ora mi vedo. 


Non ero persa. 


Mi preparavo a rinascere 


a me stessa. 



Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com 

Tratto dal mio libro 

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Permetto a me stessa ( libro)





sabato, marzo 28, 2026

❤️ E questo vento (libro)

 E questo vento


che mi turbina dentro.


Come tra le pareti


di un'insenatura.


Schiuma di mare


mista a parole custodite


tra le valve delle conchiglie.


Parole sussurrate.


Invocate.


Inginocchiate tra i coralli


nei fondali marini.


Quando soffia forte il vento


le sento agitarsi.


Schiantarsi sulle scogliere


dalle mille attese.


Dove l'orizzonte


si fonde con la speranza.


Dove i desideri


stillano rugiada


alle prime luci dell'alba.


Ignari di un' altro giorno


senza sole.


Eppure


il vento vale più di mille soli.


Piu' di mille lune.


Non tramonta.


Non sorge.


Fluisce e disordina.


Arriva a scompigliare


ciò che programmiamo.


L'ovvio.


La certezza.


L' aspettativa.


La staticità


dall' apparente sicurezza.


Ed è così bello


lasciarsi squilibrare.


Assecondare l'oscillare


fino a perdere l'equilibrio


e cadere tra le sue braccia


e tra quelle di chi


nel vento si è perso.


E sentire tante voci e nessuna.


Canti antichi


di appartenenza


A chi,


non importa.


Ne senti il dondolio.


La nenia ipnotica e dolce.


E in questo oscillare


allenti le braccia


chiuse a protezione intorno a te.


E impari ad allargarle.


Distese.


Con i palmi rivolti verso l' alto.


E impari a ricevere.


A farti voce tra le voci.


A non sentirti esule


Nella terra dell'inespresso.


Impari la Presenza


nel non essere di niente e di nessuno


E di essere nel contempo


tutto e niente.


Presenza impalpabile


ma tangibile.


Ossimorica come il vento.


Quando non mi vedi


io sono lì.


Ad agitarti i pensieri.


A farti vacillare


dall' alto delle tue certezze.


A strappare i tuoi candidi panni


esposti al sole.


E a rotolarli nel fango


dei tuoi dubbi.


Vengo a strapparti le vesti


e a vestirti di verità.


Vengo a riportarti


la voce che hai smarrito tra le tante.


A riportarti i tuoi occhi


volati via.


A cercare orizzonti mai esistiti.


Vengo ad amarti.


E a farti perdere


per farti ritrovare.


Tiziana Fenu

©®Diritti intellettuali riservati

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Tratto dal mio libro

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E questo vento (libro)





giovedì, marzo 26, 2026

❤️ Ne ho avuto sempre paura ( libro)

 Ne ho avuto sempre paura


Di quel gioco da piccoli. 


Naso contro naso, mani a cappannella sulla fronte, a guardarsi negli occhi, senza far filtrare un minimo di luce tra le mani che sigillano i due volti. 


Così vicini. 


Da sentirne l'alito caldo che ti riscalda l’anima. 


Così ravvicinati, che gli occhi si seguono a vicenda, cercando quell'unico punto di fuga prospettico, che si schianti tra queste pareti che ci perimetrano. 


Come autostrade di colore liquido che virano lungo le pareti e il soffitto, per pioverci addosso lacrime di pigmenti d'aurora che non riusciamo a vedere. 


Sguardi distorti. 


Come una lente di ingrandimento al contrario. 


Se ci guardi per una frazione in più ne vedi ogni piccolezza di queste fragilità sghembie indossate in una passerella di un abisso senza fondo. 


Così vicini da essere troppo preoccupati dalla luce che filtra. 


In un gioco che ci vuole uniti, in una paura che sfida la luce, per stare nel buio, con le dita serrate come una saracinesca nei giorni di festa


quando hai voglia di vita e trovi tutto chiuso.


Che basterebbe allentare le dita, e fare un passo indietro.


Aprirle e intrecciarle a vicenda. Come rampicanti che si sostengono a vicenda. 


Fino a dondolarsi tra le ciglia, senza più lenti, senza più paura. 


Senza sforzarsi di voler tenere gli occhi aperti e guardarsi fisso negli occhi. 


Sentendo che l'altro c'è.


Attraverso le palpebre, tenute socchiuse da baci lievi, a suggellarne le lacrime custodite nei bordi. 


Quelle che nessuno conosce. 


Quelle che la vita ti ha fatto ricacciare in gola. 


Delle quali ora, senti il salato . 


In quel bacio di seta, che non brucia più


Perché è un bacio che resta. 


Che non vola più via. 


Non devi più cercarlo nel baratro di quel buio ravvicinato.


Ma in quella traiettoria luminosa tra mie e le tue labbra, che fende l'aria.


Che si fa largo tra mille ostacoli. 


Perché adesso ti vedo. 


Un passo indietro è bastato per farmi riavvicinare. 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

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Tratto dal mio libro 

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Ne ho avuto sempre paura









lunedì, marzo 23, 2026

❤️Non sono innamorata di te ( libro)

 Non sono innamorata di te.


Lo sono stata


quando ancora non ti vedevo.


Quando non sapevo di Te.


Seppi di Te


tra le lacrime e le risa.


Tra notte e giorno.


Quando persi


i contorni della tua forma.


Ed imparai ad annusarti.


Come una lupa nell'oscurità.


Allora sentii


il dolore dell'appartenenza.


Nella separazione.


Il ricordo delle tue carezze.


Che ripercorrevo con le dita


A sentirne ogni protuberanza


a fior di pelle.


Scarificata a sangue e amore.


Incisa come papiro di seta


dal pennino delle tue parole.


Conficcate sotto pelle


come una ghirlanda di un sacro mala


del quale sottovoce


mi sgranavi ogni segreto.


Ogni ardore.


Ogni paura.


Facendomi complice.


E muta testimone


di un patto ancestrale


che ancora mi lega a te.


Quando mi inchiodavi a te.


Altare e confessionale


del tuo celebrarmi


a tua creatura


adornata di baci e respiri.


Nata dalle tue mani calde


a nuova vita.


Ogni volta che mi sfioravi.


Ogni volta che mi violavi.


In lande che non sapevo di avere.


Sulle quali


indomita


ti attendevo.


Con lo sguardo lontano.


E il vento tra i capelli.


A cercare Te


In orizzonti infiniti.


Che si rincorrevano con la stesso impeto del mare sulle scogliere.


Fino a che


sei venuto a me.


E sei ritornato ad essere


tutto il mio orizzonte.


Nei tuoi occhi


di galassia infinita.


Che mi hanno ricompattato in Te.


Ero un soffione


sparpagliato dal vento.


Tu mi hai presa


tra le tue mani calde


e ti sei fatto vento per me.


Soffiandomi addosso la Vita.


Con un filo di fiato.


che ancora mi turbina dentro


e mi agita nelle notti senza Te.


Mentre con la mano sul collo


mi blocchi a Te.


Per sentire


come mi fai pulsare il cuore.


Tu che mi fai tuo segreto.


Senza nome e senza passato.


Perché in te rinasco.


Come una vergine


a nuova vita.


Ogni volta che mi guardi.


Che mi sfiori.


Che mi battezzi a nuovo nome.


Fammi dimenticare sempre chi sono. 


E fammi ritrovare me stessa,


ogni volta


tra le fiamme ardenti dei tuoi occhi. 


Che sia Fuoco


che mai si estingue.


Di vita in vita.


Finché sarà di noi.



Tiziana Fenu

©®Diritti intellettuali riservati

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Tratto dalla mia raccolta di poesie 

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Non sono innamorata di te







giovedì, marzo 05, 2026

❤️L'Amore è cieco ( Diamanti di Rugiada)

 

L'Amore è cieco.
Sbaglia mira.
Non punta alla persona.
Punta all'essenza.
A ciò che potrebbe non piacerci.
A ciò che non vogliamo vedere.
Ma che riconosciamo
come ferita
i cui lembi non combaciano.
L'Amore arriva senza pietà.
Non chiede permesso.
Scuote il terreno sotto i piedi.
Ci fa perdere l'equilibrio
sopra un cielo senza orizzonte.
L'Amore scortica a nuova linfa.
Sinche' non trova
il morbido mallo
da cui estrarre l'ambrosia.
Amore è odiare il riflesso
nell'occhio dell'altro.
E amare invece ciò che vede in noi.
Amore è riconoscere
ciò che di noi
non abbiamo mai amato
e non sapere cosa farne.
Amore significa aprire
quel pugno stretto
con le nocche scorticate dalla vita.
E offrire all'altro
ciò che non sappiamo
nemmeno a noi stessi.
Fidarci dell'altro.
Come cadere nel vuoto.
Di schiena.
Senza sapere se davvero
c'è un braccio forte
ad attutire la presa.
Un cuore morbido.
Come una caramella mou
che non teme le tue asperità.
Che non si sgonfia.
Che non perde pressione.
Che ti riempie la bocca di dolcezza.
Di parole
che ti si strozzano in gola.
Come uno straccio
che ha assorbito tutte le lacrime.
Che ti sei tenuto dentro.
Come un oceano infinito
di burrasca
sotto il battito d'ali
di ciò che non è mai stato
e che ora
distendi al sole.
Con un colpo di magia.
Come fanno i prestigiatori
con i loro teli di incanto.
E chiudi gli occhi.
E quando li riapri
è una distesa di fiori.
È il profumo
delle tue labbra
sul mio cuore di neve.

Tratto dal mio libro
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Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
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L'amore è cieco ( Diamanti di Rugiada)





venerdì, febbraio 27, 2026

❤️Si deve amare sempre( libro)

 "Si deve amare sempre. 


Di pancia. 


Di viscere. 


Ti ho amato


anche quando


mi faceva fatica raggiungerti.


Ma restavo ai crocevia


di qualche tua distrazione.


Di qualche passo falso


dalle tue granitiche certezze.


Ero la variabile


che non ti aspettavi. 


I conti che non tornano. 


Lo sfregio sghembio


nella perfezione


delle tue coordinate. 


Quel guizzo al cuore. 


Come un pesce rosso


che salta fuori


dalla palla di vetro


in cerca d'acqua. 


Ero i piedi bagnati di neve


nonostante il deserto


del tuo cuore. 


Il passo felpato


dietro la porta socchiusa. 


Il cuore segnato in punta di dita


alitato sui vetri


che riflettevano


solo la mia immagine.


Ma ora che sei qui, 


che ti respiro tra le mani


come fossero coppa


dalla quale


mi sono sempre dissetata, 


sento che non eri tu


a non aspettarmi. 


Ero io. 


A non sapere come incontrarti. 


Ho imparato a raggiungerti


stando ferma. 


Nel ricamare intorno a me


i miei colori. 


Il mio profumo. 


La mia Essenza. 


Per farti venire il desiderio


di fermarti. 


Di guardarmi. 


Di riconoscermi. 


Di riconoscere la stessa ambra


che cercavi nei tramonti


senza di me


e dai quali ti allontanavi


ancora affamato


di quell'Oro liquido


che ora ti scivola sulla pelle. 


Mentre ti guardo 


e ti rivesto di lamine d'Oro. 


Come sottili pergamene 


sulle quali ho impresso 


con il mio caldo sangue


tutte le parole 


che ho custodito per te


e che non hanno 


ancora  forma


da labbra che le pronuncino. 


Prenderanno forma


quando racconteranno di noi. 


Ed io starò ad ascoltare. 


Facendo finta 


di non averti 


mai incontrato prima. 


Farò finta di non conoscerti. 


Per imparare ad amarti. 


Ancora e ancora una volta. 


In mille modi diversi. 


Per imparare a dimenticarti. 


A odiare la tua assenza


E su quella edificare me stessa. 


Ogni volta. 


A nuova vita. 


Ti Amo. 


Perché non mi ricordo ti te. 


Ma di noi. 


Ed eravamo l'Incanto"



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Tiziana Fenu 

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venerdì, febbraio 20, 2026

❤️ Romantica

 Romantica.

Si.

Di parole non dette.

Taci.

Voglio sentire il tuo

sguardo addosso

come una lama affilata

che incide la scorza

di una melagrana matura.

E poi voglio sentire

le tue mani calde.

Che mi prendono per i fianchi

mentre mi apri l'Anima.

E quei rubini succosi d'amore

ti esplodono sul petto.

Uno per ogni parola

che non riesco a dirti.

Ma non fermarti lì.

Ora che la buccia è rossa e lucente,

ora che il frutto è vivo e pulsante,

scava ancora più a fondo con quelle mani,

oltre la polpa, 

oltre il succo che stilla.

Raggiungi il seme, il nocciolo segreto,

il punto esatto dove il desiderio si fa buio

e la luce trema, incerta.

Estrailo da me, 

come una promessa antica.

E poi, piano, 

riponilo dentro di te.

Nel punto dove le tue ossa trattengono il calore,

dove il tuo sangue 

canta il mio nome in silenzio.

Così, quando te ne andrai,

quando la distanza tornerà a essere un coltello,

io sarò parte del tuo incedere,

un'eco nel tuo passo,

un'ombra familiare nell'angolo del tuo sguardo.

Voglio solo passarti tra le labbra

E sentire tutto il tuo sapore. 

Che mi riempie i sensi

di un rosario di parole

sussurrate senza voce.

E mentre la tua bocca recita questo rito,

lascia che le tue dita si facciano strada

tra i sentieri dei miei capelli.

Dipanane i nodi, 

sciogli i ricordi,

lenisci il riverbero di quando era solo il vento,

un messaggero invisibile e freddo,

a portarmi il tuo respiro, 

a scompigliare l'attesa.

Addormenta quella bambina che ti aspettava

a occhi chiusi,

in bilico sul ciglio di un sogno,

e ridesta la donna che ora sente,

sulla pelle sottile delle palpebre,

la dolcezza tremante dei tuoi piccoli baci.

Come ali di farfalla posate su un vetro appannato.

E ora, quando l'ultima parola sarà stata mangiata,

quando il nostro rosario tacerà,

prendi il mio respiro stanco, sazio.

Fammi riposare sul tuo petto.

Che io possa sentire, 

nel legno e nella terra del tuo corpo,

dove era il mio cuore tutto questo tempo,

in tutte quelle notti vuote

mentre, ostinata, ti aspettavo.

Non chiedo altro.

Solo questo silenzio colmo.

Questa melagrana intera, da cui siamo nati


Tiziana Fenu 

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Romantica




martedì, giugno 03, 2025

❤️Amore è il non detto

 


Amore è il non detto, il non manifestato. 

Ciò che esula 

dalle coordinate spazio-temporali, 

dal nostro ruolo in queste incastonature. 

L'Amore non è un "fare". 

Non è un "avere" 

L'Amore è Anima. 

È "Essere", 

con tutta la sua ancestrale potenzialità, 

che solo nell'incontro con l'altro, 

nella sua pienezza, 

si può manifestare. 

E, "l'essere", si percepisce. 

È una frequenza. 

È volo estatico oltre le vette. 

È planare tra le intercapedini del respiro. 

Tra le proprie costole, 

tra le proprie pelvi, 

e sentirne il battito,

senza nemmeno sfiorarsi. 

L'ebbrezza del volo. 

Il timore del ramo spezzato, 

e, al contempo, 

il fidarsi delle proprie ali. 

Del proprio sentire. 

Del non aver mai cercato

"rami sicuri", 

ma ali, per volare insieme. 


Tiziana Fenu ©®

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Julius Kronberg "Romeo e Giulietta" (1886)

Amore è il non detto




lunedì, maggio 12, 2025

❤️Wesak

 Buon Sacro Wesak


Che possa essere Vuoto
per accogliere
la Saggezza e la Forza
nel Sacro Creare, 
nutrimento per l'Anima. 
Che i miei occhi possano vedere. 
Nel percepire Bellezza
oltre il Visibile. 
Che abbia sempre Discernimento. 
Per cogliere l'Inganno
e le Illusioni. 
Percepire oltre il Buio. 
Essere Punto di Luce Radiante. 
Nel Pieno Potere
che all'Origine
ci è stato conferito. 
Il potere dell'Integrità. 
Dell'interazione e integrazione 
con le Sacre Frequenze dell'Universo. 
Docile e malleabile alla forgiatura. 
Tagliente al Sacro Fuoco. 
Riflesso di purezza 
e forza che cesella la dura pietra, 
nella sacralizzazione nell'Acqua. 
In una Sacra Danza di polarità
che accoglie e crea. 
Per restituire in Amore
ciò che in Dono fu elargito. 
Per non scordare. 
Ma soprattutto
per ricordare chi Siamo
Eterno Istante d'Amore
che si rinnova ad ogni respiro

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati