Ti aspetto.
Non nel rumore del mondo,
ma nel centro esatto del silenzio,
dove la luce impara a piegarsi
sul mistero del tuo nome.
Indomita è la mia anima che veglia,
una sentinella di respiri trattenuti,
mentre il mio sguardo, affamato e immobile,
scavalca l’orizzonte delle tue ciglia,
naufragando nell'infinito che custodisci.
Voglio quel bacio.
Lo voglio come si vuole l'alba dopo una veglia interminabile.
Sulla fronte, per suggellare ogni pensiero che mi offri.
Sulle guance, per assaporare il sale della tua assenza.
Sulle mie palpebre, per battezzare i sogni che ho fatto di te.
Sulle labbra,
infine,
per dissigillare il verbo del nostro amore.
Solo quel bacio potrà far sorgere nei miei occhi
un sole che non conosce tramonto,
un astro nuovo,
nato dalla tua bocca,
che incendierà di luce anche le mie ombre.
Ma prima di quel sole,
voglio essere tramonto.
Voglio scivolare, lento e inarrestabile come il crepuscolo su una valle,
e perdermi in quel luogo sacro, assoluto,
nell'incavo misterioso tra il tuo collo e la tua spalla.
Li è il mio tempio.
Li è il mio altare.
Perché è li che ti respiro,
che il tuo profumo diventa il mio respiro,
una preghiera sussurrata che mi lega alla vita.
È li, che ogni sera muoio dolcemente,
abbandonandomi nel grembo dei tuoi sogni,
cenere calda pronta a rinascere.
È li, che ogni mattina,
prima ancora che la luce sfiori i tetti,
il pensiero del tuo bacio mi squarcia il petto
e mi fa sorgere,
sole affamato ed eterno,
assetato della sua unica valle,
l'unica valle che voglia scaldare
Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com
Tratto dal mio libro
"Diamanti di Rugiada. Attimi di luce allo stato liquido"
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Ti aspetto (libro Diamanti di Rugiada)


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