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sabato, maggio 02, 2026

💛 Altare Monte D'Accoddi( libro "Le Dee silenziose"

 Capitolo XIX

Il Solco dell’Ascensione. L'altare di Monte d’Accoddi e il Cigno come Portale Cosmico


"[...]L’altare di Monte d’Accoddi non è soltanto un unicum architettonico nel panorama arcaico del Mediterraneo. 

Esso si configura come una soglia, un limen scolpito nella pietra e nel cielo, un dispositivo liturgico e astronomico destinato a mediare il passaggio tra la terra e il cosmo, tra il visibile e il numinoso. 

La sua natura non è statica, ma dinamica, poiché si manifesta come punto di trasmutazione, crocevia di energie telluriche e celesti, luogo dove l’orientamento diventa rito e l’architettura si fa calendario.

L’orientamento dei due altari sovrapposti, sia il più antico “Tempio Rosso” (27,40 m x 23,80 m) sia la struttura più recente (37,50 m x 30,50 m), è rigorosamente definito lungo l’asse nord-est / sud-ovest. 

Non si tratta di una scelta casuale, bensì di una deliberata corrispondenza con il moto di alcune tra le costellazioni più cariche di significato iniziatico per le civiltà arcaiche.

Nel contesto del mio libro di Archeoastronomia in Sardegna, questo orientamento Nord-est, come abbiamo visto, è messo in relazione con la sezione dedicata alla complessa figura della costellazione dell’Ofiuco / Toro / Serpente, un’entità stellare che trova un riverbero nel simbolismo dell'Ofiotauro. 

Una fusione simbolica tra il portatore del serpente (Ofiuco), la forza generatrice (Toro) e il rettile ctonio (Serpente), emblema del ciclo di morte e rinascita. 

Questo orientamento nord-est non è altro che la direzione verso cui, in determinati periodi dell’anno, sorge questa costellazione ibrida, annunciando un tempo di passaggio, di guarigione e di trasformazione.

Ma l’asse nord-est/sud-ovest possiede una duplice valenza. 

Esso è infatti lo stesso lungo il quale sorge e tramonta un’altra costellazione di capitale importanza per la nostra Antica Civiltà Sarda, la costellazione del Cigno (Cygnus). 

Questa sovrapposizione di direzioni, quella dell'Ofiuco/Ofiotauro e Cigno, che condividono lo stesso "solco" celeste, non è contraddittoria, ma complementare. 

L’altare di Monte d'Accodi, dunque, si pone come punto di congiunzione tra due diversi linguaggi del Sacro. 

Da un lato, abbiamo il ciclo terrestre e lunare del Toro/Serpente (legato alla fertilità, al sangue mestruale, all’omphalos). 

Dall’altro lato, l’ascesa celeste e polare del Cigno, con la sua croce luminosa proiettata verso la Via Lattea.

Nel suo moto apparente alle medie latitudini dell’emisfero boreale, la costellazione del Cigno sorge a est, ma con una precisa inclinazione. 

Infatti la testa dell’uccello celeste è rivolta a sud-ovest, mentre la sua lunga coda, dove brilla la stella Deneb (alfa Cygni), punta inesorabilmente a nord-est. 

Ecco, a questo punto, il dettaglio decisivo. 

L'altare di Monte d’Accoddi, con la sua rampa d’accesso che sale dal lato meridionale, presenta la medesima direzionalità. 

Il fedele che saliva la rampa non si muoveva a caso. 

Procedeva idealmente dalla testa verso la coda del Cigno, o viceversa, ripercorrendo a terra l’anatomia della costellazione.

Deneb, stella di prima grandezza, non era un semplice ornamento notturno. 

In epoche remote (intorno al 10.900 a.C., in piena epoca di Göbekli Tepe), Deneb ricopriva il ruolo di stella polare, il perno attorno al quale ruotava l’intera volta celeste. 

Essere orientati verso nord-est significava, per gli antichi sardi, essere allineati con l’asse stesso del mondo, con il cardine cosmico. Monte d’Accoddi diventa così un polo terrestre che rispecchia il polo celeste, un omphalos architettonico che replica l’ombelico del cielo.

La Struttura dell’Altare, in questa prospettiva, si delinea come Specchio del Cigno[...]"


Nel mio disegno la Dea Madre ritrovata a Monte d'Accoddi, con la stessa conformazione del Sacro Altare 



Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com 

Tratto dal mio libro 

"Le Dee silenziose. Archeoastronomia del Sacro Femminino in Sardegna" 

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Nel mio disegno la Dea Madre ritrovata a Monte d'Accoddi, con la stessa conformazione del Sacro Altare 

Altare Monte D'Accoddi (libro)










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