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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

giovedì, aprile 30, 2026

❤️ Il peso dell'Amore

 Il peso dell’Amore

vale per quanto

ti trascina

o devi trascinarlo.

Vale per quanti giri di corda

per tenerlo insieme.

O per quanti

petali sparpagliati

nel vento.

Che pure, ancora,

ti profumano le mani

di rugiada. 

Rugiada che stilla da un’altra luna,

da un tempo che non ricorda il suo nome,

da una ferita che impara a fiorire.

Con quelle mani,

puoi ancora accarezzare.

E tenerle insieme, a coppa. 

Come si raccoglie l’acqua chiara

dal fondo di un pozzo dimenticato,

dove specchiarsi 

è già un’antica preghiera.

A custodire

un altro cuore.

A profumare di bello

un’altra pelle.

In questa notte di Incanto,

che siano i giri di corda sul cuore

a tenere stretti i ricordi. 

Non per paura che cadano,

ma perché ogni nodo canti

con la voce di chi 

ha scelto di restare.

Come le corde 

che tengono insieme

le brocche d’acqua, 

fragili, gravide di sete,

purificati da ogni istante

in cui non abbiamo sentito il Noi.

Istanti scuri 

come caverne senza eco,

giorni trascinati come cenci sull’asfalto.

Che tutto ritorni alla Madre,

in questa notte di vento. 

Vento che non sradica, 

ma impollina. 

Vento che non urla, 

ma sussurra i nomi veri,

quelli che solo il silenzio riconosce.

Che ciò che era sparpagliato

si ricompatti a nuovo impasto, 

come argilla ancora tiepida

sotto le dita della prima alba.

Come un’offertorio di pane azzimo

profumato 

di erbe appena raccolte. 

Essenziale.

Semplice. 

Benedetto dall’Acqua e dal Fuoco, 

i due occhi della Notte,

i due polsi del Giorno.

Unito dalle mani che hanno creato,

che hanno accolto a coppa. 

Quelle stesse mani che un tempo

si chiusero a pugno sulla paura,

e ora si aprono come corolle

sul bordo di un abisso fiorito.

Unite in cerchio, 

non per chiudere, 

ma per generare un centro,

un ombelico di luce silenziosa,

dove ogni ferita depone le armi

e ogni lacrima diventa gemma.

A sacralizzare, onorare e benedire

ogni passo su Madre Terra. 

Ogni passo zoppo, 

ogni passo danzante,

ogni passo che ancora 

non sa dove andare

ma che va lo stesso,

fidando nel muschio e nella radice.

In punta di cuore. 

Come di spighe di grano dorate

incastonate sul grembo vellutato

della Sacra Madre.

Come un Sole notturno

in cui l’Amore si compie. 

Non esplodendo, 

ma germinando dal buio,

non vincendo, 

ma tessendo,

non possedendo, 

ma riconoscendosi

in ogni volto che ha imparato

a piegarsi verso l’altro. 

Come un ramo che offre 

il suo ultimo frutto

alla mano che non chiede nulla

se non di esserci.

E in quel compiersi silenzioso,

il peso dell’Amore, 

così a lungo portato, 

temuto, 

misurato, 

si fa lieve come un’ala spezzata

che impara di nuovo a volare

senza uscire dal petto.


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

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Il peso dell'Amore





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