E il limite fu valicato, non già come atto di trasgressione, ma come naturale compimento di un ciclo. In quel varco, si svelò la grande illusione.
Nulla ti fu donato in quel regno di parvenze, così come nulla ti fu mai tolto.
Perché l’Essenza, la tua Essenza, non è cosa che si riceva o si perda. Essa è il pane di cui sei stato impastato, la creta amorosa con cui una mano divina ti ha forgiato, cesellando in te i lineamenti dell’eterno.
Sei energia, pura e dinamica, priva di catene e di vincoli.
Tu non sei un riflesso.
Tu sei l’Origine stessa.
Hai contemplato, nel tuo peregrinare, miriadi di sepolcri imbiancati, simulacri di purezza che custodivano il vuoto.
Come globi oculari orfani dell’iride, spenti, privi di quell’anima che è il vero sguardo.
A che ti sono mai serviti quegli occhi?
Se non per essere soglie, portali di accoglienza per chiunque varcasse la soglia del tuo sacro tempio. Perché tu ti sei fatto tempio, in mezzo a lande infuocate, nel deserto arido e bruciante della tua stessa consapevolezza.
Ti sei fatto tempio tra le labbra di chi ha raccolto le tue parole, lievi come ovatta, e ne ha tratto un rifugio, un'oasi di ristoro per l’anima stanca.
Il tempo segnato dagli uomini si è compiuto.
Molto fu loro concesso, e molto essi dissiparono.
Ora si schiude il tempo delle Anime, il tempo della Frequenza.
È l’era di templi eretti non sulla pietra, ma sul nostro sentire più profondo, sulle nostre emozioni, sul sacro focolare del Cuore.
È il tempo di scendere nell’intimo, di interiorizzare, per poi ascendere e imperiorizzare, innalzando nuovi templi e nuovi imperi.
Costruzioni che sfidano il tempo, perché sono esse stesse tempo.
Non cronos che scorre, ma kairos che crea occasioni, portali, dimensioni.
Si rinnovano a ogni nostro gesto, ovunque posiamo la pietra angolare di un Intento.
Un intento germinato da un pensiero di Bellezza, da una scheggia d’Infinito, da una stilla di rugiada divina, da una scintilla di primigenia Innocenza.
Un intento forgiato dall’Amore, scavato come un tunnel segreto nelle profondità più remote dell’Anima.
Un amore intriso di struggente nostalgia per quelle mani che si unirono davanti alla promessa di una Fiamma Eterna.
La promessa solenne di essere, nel mondo, portatori della nostra più autentica Essenza.
Di non dimenticare chi siamo stati in quel tempo senza tempo in cui ancora non eravamo.
Di essere un centro, una coordinata in un mondo scoordinato, e di divenire Silenzio eloquente nel frastuono di mille voci.
Chi ascolta con il cuore, ritrova se stesso.
Chi sente, compie un passo indietro, si ritrae dal chiasso del mondo e fa ritorno a Sé.
In quel "Sì" primordiale, silenzioso e profondo, che ci ha uniti nell’Essenza, prima ancora che il "Noi" potesse manifestarsi nel tempo.
Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Il limite fu valicato
Maldalchimia.blogspot.com
Tratto dal mio libro
"Maldalchimia. Di Ombre e Luminescenze" Volume I
https://amzn.eu/d/03zwlfsK
https://amzn.eu/d/0jeoyASF



Nessun commento:
Posta un commento