"[...] Sono sempre più convinta che i nostri Antichi Sardi fossero esperti insufflatori di Prana, maestri nel catalizzare l'energia naturale dell'universo.
Le prove? I nostri bronzetti, le strutture architettoniche come nuraghi e Tombe dei Giganti, e la forma delle nostre navicelle nuragiche, che riproduce la Vesica Piscis, una figura fondamentale della Geometria Sacra presente ovunque nella nostra antica civiltà.
Ma le scoperte più entusiasmanti riguardano proprio la nave Argo e l'ipotesi che gli Argonauti potessero essere gli Antichi Sardi. La simbologia è straordinaria.
La forma della nave Argo è essa stessa una Vesica Piscis, come le nostre navicelle Shardana.
La sua costruzione, con 50 remi, fu voluta dalla dea Atena, che tessé personalmente le vele e fece inserire a prua un legno parlante e profetico tratto dalle querce di Dodona.
Il numero 50 non è casuale: è il valore ghematrico della Nun ebraica, l'archetipo delle "acque trasmutatrici", simbolo di un viaggio iniziatico nel grembo di Madre Terra.
Questo numero ricorre in molti miti: 50 Argonauti, 50 figlie di Thespio fecondate da Eracle, 50 figlie di Danao (con la radice Dan/Shar-Dan) che portarono l'abbondanza d'acqua.
L'Arca, l'Argha, la Madre, la Matrice. Tutto riconduce a questo simbolismo.
La nave Argo era considerata così avanzata da essere chiamata "la Rapida".
Omero, nell'Odissea, fa dire al re Alcinoo che essa non aveva bisogno di timoniere, ma si muoveva col pensiero dell'uomo. Questo mi ha fatto riflettere: abbiamo mai visto un timoniere sulle nostre navicelle nuragiche? No.
Forse si avvalevano di energie naturali, come i Fuochi di Sant'Elmo.
I 50 remi potrebbero simboleggiare i 50 mesi lunari di un Grande Anno ciclico, al termine del quale si verificava un cataclisma o un diluvio.
Approfondendo, ho trovato legami con Atlantide.
Le 50 figlie di Danao erano sacerdotesse della luna, legate all'acqua e a Poseidone, lo stesso dio i cui discendenti, come Forco (in sardo "Urcheddu" o "Furcheddu"), governavano Atlantide.
Anche Medusa, spesso dipinta come un mostro, per me fu una grande regina sarda che lottò per il suo popolo, e le fonti, come lo storico Fara, collocano il suo regno iperboreo proprio in Sardegna, identificata con la mitica Tartesso, la terra dei metalli.
Gli Argonauti approdarono anche a Magnesia, nota per il magnete, la "pietra di Ercole".
E qui il collegamento è immediato: il magnete è il componente centrale delle bussole presenti sulle nostre navicelle sarde.
[...] Anche il Vello d'Oro ha riscontri sardi.
I cosiddetti "pettorali di Tartesso", ritrovati in Spagna, sono identici a quelli del nuraghe Antigori di Sarroch e ricordano proprio un manto dorato.
Il viaggio per recuperarlo fu un'opera di trasmutazione, come quella di Giona nel ventre della balena (balena in arabo è "Nun", lo stesso archetipo delle acque). Giona significa "colomba", e la colomba è l'animale che, liberata da Noè (che per me è il nostro sardo Ziusudra) e da Giasone, guidò verso la salvezza.
Sono sempre più convinta che i nostri Antichi Sardi fossero i Kabiri, gli iniziati ai misteri.
Gli Argonauti stessi furono iniziati da Orfeo a Samotracia, dove sconfissero giganti a sei braccia.
Il numero 6 è fondamentale per la nostra civiltà: è il numero del Fiore della Vita, dell'esagono, simbolo degli Architetti Divini, rappresentati dai Giganti di Mont'e Prama.
Rappresenta anche le sei direzioni dello spazio e le forze elettriche donate dai Ciclopi a Zeus e a Poseidone (il cui tridente ha una simbologia a sei punte).
Questa simbologia del plasma elettrico mi ricorda le figure dei nostri "capovolti", spesso chiamati Squatter Man, che rappresentano proprio il plasma, un'energia con cui la nostra civiltà aveva grande confidenza.
Un ultimo, personalissimo collegamento: Giasone, come Dioniso, viaggiava senza il sandalo sinistro, perso aiutando la dea Era ad attraversare un fiume.
Il piede scalzo sinistro rappresenta il Femminino, il rapporto intimo con Madre Terra. Calzare un sandalo simboleggia l'inizio di un viaggio iniziatico.
E questo dà un senso profondo a uno dei nomi antichi della Sardegna, "Sandalia", per la sua forma che ricorda un'impronta di sandalo. "Ichnusa", dal greco "impronta".
Le correlazioni sono infinite e questo mio viaggio tra gli Argonauti non fa che confermare, con meraviglia sempre nuova, la profondità e la grandezza della nostra Antica Civiltà Sarda[...]
Tiziana Fenu
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Tratto dal mio libro
"Gli Uomini senza Ombra. Simbologie archetipali in Sardegna"
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