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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

mercoledì, aprile 15, 2026

💛 Trasmutazione Carrasegare (libro)

 

"[...] Il suono dei pesanti campanacci come vibrazioni creatrici che riportano alla vita, alterando e spezzando il rumore chiassoso del quotidiano. 
Sono frequenze necessarie per destrutturare la materia. 
Per ricomporla in una dimensione superiore, come nelle frequenze delle campane tibetane. 
Ad ogni paese, ad ogni comunità, una sequenza ritmica specifica, accordata con il numero dei saltelli, codificata,  tramandata segretamente, come un DNA sonoro, vibrazionale, che attiva il battito stesso di Madre Terra, nel richiamarci a sé. 
Si sublimano le essenze degli animali, si implementano a sé, per integrarli in questa profondissima ritualistica alchemica, attraverso una netta prevalenza di pelli nere, simbolo della fase della Nigredo. 
Le corna presenti su molte maschere rimandano al cornucopia nuziale, all'abbondanza, al grembo della falce lunare, alla sinergia creatrice degli opposti, data dalle due stesse corna.
Sono connessione con il Divino, in una dimensione "altra", altamente catarchica. 
Anche il legno delle maschere, dei bastoni, degli strumenti, rappresenta la materia viva, la memoria delle radici. 
Dell'Origine. 
Ci si riconnette, attraverso esso, alle mille sfumature che Madre Terra offre alle sue creature. 
La malleabilita' e morbidezza del pero, l'ontano che è connesso con la dimensione dell'acqua, quindi del Femminino, il corbezzolo per le bacche rosse come il fertile sangue. 
Si incide su di essi, la propria storia, con simboli antichi che diventano immortali. 
Si entra in scena, dissolvendo i propri ruoli sociali, abbandonando ogni tipo di gerarchizzazione, entrando nel caos del labirinto inverso. 
Si sublima la materia. 
Inizia la divinizzazione. 
Emerge l'Anima. 
È la seconda fase dell'Opera Alchemica, che invece, è rappresentata dall'Albedo o Opera al Bianco. 
Segue alla Nigredo, ed è la fase della purificazione, abluzione e distillazione della materia disciolta. 
Simboleggiata dal cigno, dalla luna, dalla colomba o dalla rosa bianca, essa rappresenta il lavacro delle impurità, l'emersione della luce dalle tenebre, la spiritualizzazione della materia. 
È la fase della separazione (la "separatio") del sottile dallo spesso, dello spirito dal corpo. 
Psichicamente, corrisponde all'emergere dell'archetipo dell'Anima, alla chiarificazione della coscienza dopo il buio.
La manifestazione di questa fase alchemica, nel Carrasegare, può essere rappresentata spesso attraverso figure di mediazione, di controllo o attraverso il simbolismo dell'acqua/vino.
La figura degli Issohadores di Mamoiada sono in netto contrasto con i tenebrosi Mamuthones, perché gli Issohadores incarnano l'elemento chiarificatore e ordinatore. 
Vestiti con camicia bianca, calzoni bianchi e un corpetto rosso (detto "curittu"), il loro volto è coperto da una maschera bianca e levigata. 
Il loro ruolo è attivo, propulsivo, creatore, perché con la fune intrecciata, sa soha, che ricorda un lazo/Ankh, quindi dalla conformazione uterina, catturano e guidano i Mamuthones, simbolicamente "domando" il caos della Nigredo e indirizzandolo verso una forma. 
Sono i distillatori del rituale, coloro che estraggono l'ordine dal disordine.
Quelli che riordinano una nuova dimensione di rinascita. 
Ci si organizza in forme rituali precise.
Ci si aggrega in cortei strutturati secondo geometrie simboliche. 
Ci si "coagula" in nuove forme di energia 
Mi vengono in mente anche i 
Sos Merdules di Ottana. 
Pur vestendo pelli animali, le loro maschere lignee (chiamate "caratzas" ) hanno fattezze umane, spesso grottesche ma chiaramente antropomorfe. 
Impugnano un bastone ("su mazzuccu" ) e una fune, strumenti di dominio. 
Nel rituale, essi inseguono e sottomettono i Boes (i buoi), rappresentando l'istanza razionale e culturale che tenta di "fissare" (il "coagula" alchemico, successivo al "solve" della Nigredo) la furia animalesca e istintuale in una forma controllabile. 
La loro azione è una "coagulatio" dopo la "solutio" della furia dei Boes.
"Sos Merdules" di Ottana: La Congiunzione degli Opposti
Accompagnando i Mamuthones appaiono le figure dei Merdules, il cui volto distorto in una smorfia grottesca e il bastone pastorale spezzato rappresentano l'androginia alchemica (rebis), l'unione degli opposti che precede la rigenerazione. 
La loro maschera in legno di pero o ontano, scolpita con tratti umani e animaleschi fusi insieme, costituisce un geroglifico vivente della congiunzione tra cielo e terra, spirito e materia. 
Il loro ruolo di "conduttori" dei Mamuthones attraverso la folla non è funzionale ma filosofico. 
Essi rappresentano l'intelletto attivo che guida la materia passiva attraverso le fasi della Grande Opera. Il loro bastone non è un semplice appoggio, ma la verghetta del mago, strumento di direzione delle energie caotiche scatenate dal corteo.
In questa dimensione assume un'importante valenza alchemica la simbologia del vino, che viene ritualizzato come sostituto del sangue. In molti rituali, il vino offerto pubblicamente (come nei Thurpos o alla Filonzana) o trasportato dagli stessi attori rituali (es. l'otre di s'Omadore a Samugheo) funge da simbolo ambivalente. 
È allo stesso tempo sangue del sacrificio dionisiaco (con chiaro richiamo alla prima fase alchemica della Nigredo) e liquido di purificazione e di vita ( con richiamo alla fase alchemica dell'Albedo), un "elisir" che scalda e unisce la comunità, sublimando la violenza primordiale in convivialità.
In questa fase di purificazione vi è una scrematura. 
Ora emergono chiaramente le maschere in opposizione[...]"

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com
Tratto dal mio saggio
"Il Tempo Capovolto. Maschere del Carrasegare sardo. Il Sacro che genera Caos, il Caos che rinnova l'Ordine"
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Trasmutazione Carrasegare (libro)






 

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