"[...] La maschera dei Mamuthones rappresenta la più pura manifestazione dell'opera al nero (Nigredo), la fase iniziale dell'alchimia caratterizzata dalla putrefazione e dallo sconvolgimento.
La pesante veste di vello nero e i campanacci che risuonano con ritmi ipnotici costituiscono una sinestesia rituale voluta a destrutturare la percezione ordinaria.
Ogni colpo del campanaccio corrisponde a una percussione alchemicamente calcolata per frantumare le scorie dell'anno trascorso, mentre le corna del volto lignei rimandano non semplicemente a un'iconografia bovina, ma al toro alchemico, simbolo della materia prima ancora caotica e informe, la materia prima su cui lavorare e destrutturare.
Sconvolgere l'ordinamento prestabilito.
Il loro andamento processionale, tra alterne accelerazioni e rallentamenti, mima il movimento di retrogradazione planetaria necessario, secondo l'astrologia ermetica, a invertire i cicli naturali e rigenerare il tempo.
Si perde la nozione del tempo, così come è generalmente percepito, quando si co-partecipa a queste ancestrali ritualistiche.
Il ritmare dei passi cadenzati e dei campanacci, fanno vibrare la terra sotto i piedi
Restituiscono voce alla frequenza di Madre Terra.
Ristabiliscono la connessione con il battito ancestrale da cui siamo nati.
Il tempo si ferma.
Si vorrebbe che non finisse mai.
È oblio.
È perdita di identità e al contempo un riconoscimento viscerale, ancestrale, di appartenenza[...]"
Tiziana Fenu
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Maldalchimia.blogspot.com
Tratto dal mio libro
"Il Tempo Capovolto. Maschere del Carrasegare sardo. Il Sacro che genera Caos, il Caos che rinnova l'Ordine"
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