Questa notte, si manifesta, oltre che il plenilunio in Cancro, di cui ho già parlato(https://maldalchimia.blogspot.com/2025/12/cavallo-di-fuoco-2026.html?m=0), traguardato dal Sacro Archetipo Ebraico Nun di trasmutazione e dall'Arcano Maggiore XIV della Temperanza, anche il picco di pioggia di Quadrantidi, dette anche Bootidi, in questa notte di passaggio tra il 3 e il 4 gennaio.
Le Quadrantidi sono uno degli sciami meteorici migliori dell’anno e non derivano da una cometa ma da un asteroide, chiamato 2003 EH1, ma si ipotizza possano provenire da una cometa identificata 500 anni fa in territorio cinese.
Le si possono vedere con orientamento nord est.
Verso est, prima dell'alba si possono notare anche Venere e Mercurio.
Plenilunio in Cancro
Segno d'acqua.
Il Cancro ha la Luna dominante e Giove in esaltazione.
Femminile e Maschile, come la stessa simbologia della Nun, che rappresenta la Vesica Piscis dell'integrazione degli Opposti.
Siamo anche di sabato, governato da Saturno
La luna, il Cancro, l' acqua, Saturno.
Le Quadrantidi sono lo sciame meteorico che si trova vicino alla Costellazione del Boote, il guardiano dell'Orsa Maggiore.
Sono quelle costellazioni circumpolari che sono considerate le sacre Guardiane delle nascite.
Ne ho parlato più volte ultimamente, perche l'Orsa Maggiore è importantissima in ogni civiltà, soprattutto in quella sarda, alcuni dei nostri nuraghi ne sono orientati ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/01/mogoro-e-lorsa-maggiore.html?m=0
Così importante da essere correlata anche all'importsnte costellazione del Cigno, nella simbologia della Croce nel cerchio, un simbolo archetipale simbolo di connessione tra i tre mondi, presente ancora nel nostro Carrasegare sardo
( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/croce-nel-cerchioshamain-mundus-patet.html?m=0)
È la dimensione del Meska
Dal mio scritto
( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/giovanni-juvaleorsa-maggiore.html?m=0)
" Il Meska, durante i riti Iniziatici, misterici, di rinascita, di incubatio, era la pelle sotto la quale si poneva l’iniziando, la pelle che simboleggiava l‘amnios o il chorion, la placenta, la membrana che avvolge il feto.
Meska, da "mes" che significa “nascita” e ka, “doppio”.
Il passaggio per la pelle, che era simbolo anche dei riti di mummificazione, attraverso la pelle di leopardo, agnello o cervo.
Le Mesket, le guardiane del cielo, sempre vigili, quelle fanno girare il mondo ( come il giogo, il carro, che gira sempre su se stesso) e rendono immortali), che offrono vita, ma anche morte.
[...] Forza distruttiva, quindi, ma anche rigenerante, in connessione con Anubi, tanto che Set( che rappresenta la coscia del Toro) e Anubi, spesso vengono sovrapposti, nella dimensione misterica della rinascita.
La relazione peculiare mostrata tra la Zampa Anteriore del Toro e l'ippopotamo, è menzionata in parecchi testi mitologici.
Iside, sotto le sembianze di ippopotamo, sorveglia questo legame della zampa anteriore del Toro, legata con una catena d'oro a due pali.
Simbologia del giogo, de su Juvale.
Il Toro domato, tenuto al giogo da Femminino.
D'altronde, la dimensione della gestione della vita e della morte, è sempre stata di competenza del Femminino, ma lo vediamo anche dalle nostre archetipali icone sarde femminili, della Filonzana, la filatrice, con i due fusi, della quale ho approfondito la simbologia, perché è l'archetipale Fanes, la portatrice di luce( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/la-be-fana-jana-fanes-sa-filonzana-e-la.html?m=0), fino ad arrivare a figure importantissime, fino ai nostri giorni, come quella de S'Accabbadora ( approfondimenti https://maldalchimia.blogspot.com/2023/08/dea-acca-laurentiaaccabadorasan-lorenzo.html?m=0)
Figure femminili legate alla nascita /rinascita, alla luce, in questa o nell'altra dimensione.
Resta il fatto che la costellazione della Zampa Anteriore del Toro, associata a quella dell’Ippopotamo, è di origine antichissima, indissolubile.
Gli umani divinizzati, sempre a riflesso delle costellazioni.
Se Set, Paredro della Dea ippopotamo Tueret, rappresentava il Solstizio invernale, la nascita di Horus, la dea Tueret, rappresentava il Solstizio estivo.
Solstizio estivo che celebra la luce, e la Dea Tueret, celebrava il parto, il venire alla luce, nel cielo del Nord, di Mesket, dell'immortalita, l'Eden, l'albero della vita difeso dai due cherubini.
Asino e bue si sovrappongono, come simbologia ( il bue e l'asinello a difesa della mangiatoia, è un'iconografia arrivata fino ai giorni nostri, come i due cherubini a difesa dell'Arca dell'Alleanza ).
La Zampa Anteriore di Set incatenata ai due pali d’ormeggio di pietra, affidata a Iside, che sotto le sembianze di un Ippopotamo, “il bue delle acque” come lo chiamavano gli Egiziani, la custodisce e la sorveglia.
Tutte costellazioni che trovano risonanza nella simbologia della nostra Antica Civiltà Sarda perché davanti al toro si trova anche la dea Serket( anche questo, molto interessante, la Dea Scorpione, simbolismo legato alle acque, ai Giganti di Mont'e Prama - https://maldalchimia.blogspot.com/2024/05/simbolismo-zig-zag-guanto-gigante-di.html?m=0).
Le Mesket, le guardiane del cielo, sempre vigili, quelle fanno girare il mondo ( come il giogo, il carro, che gira sempre su se stesso) e rendono immortali, con un Focus, in particolare, per queste costellazioni tra Sagittario e Capricorno. "
E ancora, sulla simbologia del Boote/Bovaro, guardiano dell'Orsa Maggiore
Dal mio scritto
( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/santa-vittoria-di-serri-e-il-dragoboote.html?m=0)
"E a SUD-EST , la stella più brillante della COSTELLAZIONE del BOVARO /BOOTE , la stella ARTURO , brillava a INIZIO PRIMAVERA
ARTURO (Arcturus in latino) deriva dal greco "Arktouros" (Ἀρκτοῦρος), che significa "GUARDIANO DELL'ORSA ", questo perché sembra seguire da vicino le due Orse, attorno al polo nord celeste.
Un protettore, un custode.
Ma anche colui che assicura FECONDITÀ alla terra.
Infatti, Arturo, la sua gigante rossa più brillante si posiziona proprio in concomitanza dei genitali, che il Bovaro rappresenta nella costellazione, nel secondo chakra Svadhisthana o Sacrale.
Boote è un agricoltore/custode.
La sua forza vitale (genitali) è simboleggiata dalla stella più luminosa e prospera del suo corpo. Questo collega direttamente la fecondità della terra con la fecondità umana.
Per le civiltà antiche, Arturo era un importante indicatore stagionale.
Il suo SORGERE ELIACO (cioè la sua prima apparizione nel cielo poco prima dell'alba) coincideva, nel Mediterraneo, con l'inizio della primavera, un momento cruciale per l'agricoltura.
Quindi l'orientamento verso Arturo, stella legata al ciclo delle stagioni e alla rinascita della natura (primavera), potrebbe simboleggiare un forte legame tra il CULTO dei MORTI ( Tombe dei Giganti) e i CICLI di RIGENERAZIONE ( la rinascita primaverile di Arturo) della vita.
I defunti, deposti in un monumento "allineato con il cielo", potevano essere visti come parte integrante di questo ciclo cosmico
[...] Ma il nome ARTURO , mi rimanda direttamente al nome del padre di RE ARTÙ , legato alla simbologia de
nome del PADRE di Artù, che mi ritorna con la simbologia del DRAGO e Santa Vittoria.
PEN-DRAGON , significa letteralmente “TESTA di DRAGO ”
Mente il nome della madre di Artù, è YGRAINE o Yg(u)erne, che significa oca selvatica, CIGNO .
In India Brahma fu chiamato Kalahansa, il Cigno dell’Eternità rappresentato mentre cova “L'UOVO COSMICO ” sulle Acque primordiali
Il mito indù del cigno Hamsa ”l’oca selvatica”, sembra dare significato fin nei particolari alla leggenda medievale dell’Oca-cigno che dà alla luce Arthur.
Guardacaso, la conformazione esterna del pozzo di Santa Vittoria di Serri, è come un UOVO , come la conformazione del Pozzo di Santa Cristina
L'uovo cosmico primordiale
( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/11/simbologia-uovo-cosmico.html?m=0)
Nella mitologia greca, LEDA , FECONDATA dal CIGNO (Giove), partorisce un uovo dal quale nascono i due DIOSCURI , uno immortale e l’altro mortale.
I Dioscuri, gli antichi SARDI PELASGICI
Dal mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/simbologia-delle-trecce-nel-bronzetto.html?m=0)
"In Grecia era considerato un cappello da viaggio, e attributo specifico dei Dioscuri, i figli del Cigno, di Zeus, che si trasformò in cigno per sedurre la bellissima Leda, del quale parlai in un mio precedente post.
I Dioscuri, i gemelli Castore e Polluce, naviganti come gli Shardana, protettori dei naviganti.
Quella COSTELLAZIONE del CIGNO , o CROCE del NORD , così importante per gli Antichi Sardi, perché la sua stella più brillante Deneb, era la stella Polare 12.000 anni fa, e la cui croce astrologica, come abbiamo visto di recente, è una delle tre croci del cielo, sulla via Lattea, di Ascensione verso il Divino.
[...] Nel mito, non è Artù ad essere trasformato nella stella rossa di Arturo, della costellazione del Boote, ma ARCADE , re dell'Arcadia, figlio di Callisto, amica di Diana, trasformata in Orsa.
In pratica, ARCTURUS era il GUARDIANO della stessa MADRE CALLISTO , trasformata in costellazione che capeggia il Nord, l'Orsa Maggiore.
Così come, Arturo è succeduto a Pendragon, Il Drago Polare , suo padre, l'Orsa è succeduta alla Costellazione del Dragone, il quale Dragone, in epoche antichissime, aveva una posizione (rispetto al Nord) analoga a quella attuale di Boote.
Nel 3000 a.C. la posizione polare era occupata da Alfa Draconis, all’epoca degli antichi greci la costellazione che occupava il posto di polare era Beta Ursus Minoris e nel 14000 d.C. sarà Vega.
Artù corrisponde all’attuale stella polare, l’Orsa Maggiore, mentre prima la stessa posizione era occupata dalla costellazione del Dragone. Alla sua morte Artù venne trasportato nella costellazione del Carro, l’Orsa, o nell’isola di Avalon."
Vedete quindi, come la simbologia del Boote, delle stelle circumpolari, della costellazione del Cigno, della dimensione della nascita e rinascita, siano legati all'elemento amniotico dell'acqua.
Tutti fattori che si accordano, armoniosamente, a questo passaggio di Plenilunio in Cancro, costellato dallo sciame meteorico delle Quadrantidi, che nascono proprio in quella dimensione circumpolare delle Mesket, le guardiane dei cicli di nascita.
Un passaggio tutto al femminile, quindi, in una dimensione amniotica profonda, di ascolto e osservazione.
Non poteva esserci inizio migliore, per questo anno 10, che è un anno Yod, il punto di concentrazione, propedeutico all'espansione.
Un passaggio forse un po' malinconico e introspettivo, silenzioso, ma sicuramente funzionale ad una maggiore dialettica con la nostra dimensione più intima, ricettiva, e spesso più vulnerabile, come è anche nello stesso segno del Cancro.
Vulnerabilità, che è sensibilità.
Comunque sia, sempre.
Tiziana Fenu
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Foto di Stefano Maraggi per Passione Astronomia
Passaggio Quadrantidi Plenilunio in Cancro


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