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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

martedì, dicembre 30, 2025

💛Capodanno etrusco e romano

 Ho già parlato riguardo l'antico capodanno sardo e l'antico capodanno babilonese, e per quanto riguarda la differanza tra il Capodanno in ambito etrusco e in ambito romano, la differenza sostanziale è proprio nel concetto stesso di anno. 

Gli Etruschi infatti, avevano un inizio di anno legato ai cicli agricoli, molto simile a quello sardo, mentre i Romani, con il calendario di Numa Pompilio, che comunque era un sardo Cabiro etrusco, fissarono il Capodanno a marzo, per poi spostarlo a gennaio con Giulio Cesare.

Per entrambe le culture, era comunque un momento di rinnovamento e di attenzione verso il divino, contrassegnato da cerimonie ritualistiche. 

Gli Etruschi, sostanzialmente, non hanno lasciato testi storici o calendari completi, e ciò che sappiamo si ricava da iscrizioni, resti archeologici e riferimenti di autori latini.

Ciò che comunque emerge è che il calendario etrusco era probabilmente lunare, con un forte carattere religioso, e per quanto non risulti una data fissa di inizio anno, è probabile che coincidesse con equinozi o feste di rinascita primaverili.

Alcuni studiosi ipotizzano l'inizio dell'anno in marzo (come nel primo calendario romano), collegato al risveglio della natura.

Un momento importante potrebbe essere stata la celebrazione del Favonio, il vento di primavera, un momento di passaggio, forse legato a Tinia (Giove) come dio del cielo.

È importante sottolineare che gli Etruschi erano molto legati alle  Cerimonie di fondazione e rinnovamento della città, correlate alla ritualistica della cosiddetta Etrusca Disciplina. 

Quindi l'inizio dell'anno poteva essere legato a riti di purificazione e augurio per la comunità.

Gli Auguria e gli auspicì, in particolare, praticavano, in questi contesti rituslistici, l'osservazione del volo degli uccelli e dei fulmini (nella cosiddetta arte aruspicina) per decifrare la volontà divina per l'anno nuovo.

Gli Etruschi avevano una concezione del tempo ciclica e limitata, che chiamavano "Saecula", per cui ogni fine/inizio ciclo richiedeva cerimonie di rigenerazione.

Invece per gli Antichi romani, nell'età arcaica, il nuovo anno iniziava a Marzo, chiamato Martius, nel mese dedicato a Marte, dio della guerra e della rigenerazione primaverile. 

Ma come ho scritto nei miei precedenti scritti, la figura centrale di Marte, viene vista non tanto come Dio della guerra, ma come Dio dell'Abbondanza, della pioggia, correlato alla simbologia del doppio scudo ancilia, donato proprio a Numa Pompilio, da Marte, di derivazione sarda, che abbiamo, come iconografia nel nostro Guerriero di Teti, che indica la dimensione creatrice della fertilità. 

Dal II sec. a.C., con la riforma del calendario (prima Numa, poi Giulio Cesare), l'inizio si sposta al 1° gennaio (Ianuarius), dedicato a Giano, dio degli inizi e dei passaggi.

La celebrazione del primo Gennaio non era una festa pubblica di grande solennità religiosa inizialmente, ma era un giorno di scambi augurali e piccoli riti domestici.

Il primo gennaio in particolare era dedicato al dio Esculapio della medicina, che dal 291 a.c. aveva un  tempio sull'isola Tiberina. 

Dio della medicina, Esculapio era il nome latino del Dio greco Asclepio, figlio di Apollo e di Coronide, e allevato dal centauro Chirone. 

Esculapio aveva anche il dono di riportare in vita i morti. 

A Roma, in seguito ad una epidemia nel 293 aC, si dedicò un santuario ad Asclepio, per il quale chiesero una statua del Dio, da portare a Roma, che era presente nel tempio di Epidauro, in Grecia. 

Ma durante i riti propiziatori, uscì dalla statua un serpente colubro, che si nascose nella nave romana. 

La delegazione romana non ottenne la statua, ma seguirono le indicazioni del colubro, che nell'isola Tiberina, indicò il luogo dell'edificazione del santuario. 

Appena venne edificato, cessò l'epidemia. 

L'isola, per onorare il viaggio di questo sacro colubro, venne rimodellata come un'imbarcazione. 

Il tempio venne distrutto nell'anno 1000, per costruirvi sopra, la Basilica di San Bartolomeo. 

Il simbolo del serpente comunque era l'antico simbolo della Grande Madre, simbolo in parte terrestre perchè striscia sulla terra, e in parte ctonio, perchè scava le sue tane sottoterra.

"Su coloru" reale, il nostro Wadjet sardo https://maldalchimia.blogspot.com/2021/05/su-col-oru-reale-il-nostro-wadjet.html?m=0

Durante la festa del primo gennaio, veniva sacrificato un bue, animale a lui sacro e venissero portati in processione i serpenti. 

La carne del bue veniva poi cotta e distribuita tra i sacerdoti, gli ammalati che sostavano presso il tempio e il popolo che assisteva. Insieme alla carne veniva distribuito il vino annacquato recato dai fedeli in omaggio al Dio.

Della simbologia del Toro e del Serpente, in correlazione con Roma e con la conformazione ad imbarcazione, dell'isola Tiberina, ne ho già parlato, in un mio scritto sui Fassones sardi 

Dal mio scritto 

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/is-fassones.html?m=0

"A fine agosto, il 25, nell'antica Roma, si celebravano gli Opiconsivia, per la dea dell'abbondanza agricola Opis, il cui simbolo era una cornucopia. In effetti la conformazione del fassones, è come una cornucopia in sezione. 

Era usanza, per le celebrazioni della Dea Opi e anche per la dea Cerere, gettare dei fasci di grano nel Tevere, per ingraziarsi la divinità fluviale. 

Fiume Tevere, in cui sorgeva l'isola Tiberina, nata, si narrava, proprio da fasci di grano assemblati, un'isola Sacra a forma di imbarcazione, con molti templi poi trasformati in chiese. 

Della forma di nave, resta ancora visibile la prua, con blocchi di travertino che rivestono l'interno in peperino, e decorazioni raffiguranti Esculapio con il suo serpente e una testa di toro per gli ormeggi.

Toro e serpente. 

Il simbolo della nostra Antica Civiltà Sarda, "condensati" nel simbolo dell'Ofiotauro. 

Guardacaso, un toro e un serpente, si trovano rappresentati in un pozzo  di  Marina di Torregrande, sempre ad Oristano

( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/10/ofiotauro-simbolo-del-toro-e-del.html?m=0) 

Il tempio di Esculapio fu sostituito dalla chiesa di San Bartolomeo, che si celebra il 24 agosto, antica celebrazione del Mundus Patet romano, che, come ho approfondito, affonda le radici nella nostra Antica tradizione sarda ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/mundus-patet-romani-24-agosto.html?m=0)"

Toro e serpente, l'Ofiotauro sardo, rappresentato dal bronzetto di Nule( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/04/bronzetto-di-nule-ofiotauro.html?m=0), che ritroviamo anche in altri bronzetti ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/bronzetto-ofiotauro.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/palo-asherahofiotauro-vacca-rossa.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/bronzetto-tetiofiotauro-vesica-piscis.html?m=0), la cui simbologia ha una corrispondenza astrale nel segno dell'Ofiuco ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/ofiuco-toroserpente.html?m=0). 

Tenendo presente che anche l'isola Tiberina, con la sua conformazione a Vascello, è orientata, con asse sud ovest, nella prua, e nord-est, bella poppa. 

A nord est è orientato Ofiuco, che rimanda alla simbologia sincretica del Toro e del Serpente

( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/10/ofiuco-e-il-nord-est.html?m=0) 

Simbologia solstiziale, perché a nord est, alba del solstizio estivo, a cui è orientato, tra gli altri, il nostro pozzo straordinario di Predio Canopoli, estremamente simbolico( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/07/pozzo-canopolicanopi-egizi.html?m=0) 

Una celebrazione, quella del primo gennaio, dedicata anche a Giano, la Ianus Dies, che veniva celebrata anche il 17 agosto (insieme ai Portunalia ) e l'11 dicembre. 

Giano era considerata una divinità antichissima, più antica tra gli Dei nazionali, non per nulla venne chiamato Ianus Pater anche in epoca classica.

Era anche chiamato Consivio, cioè seminatore (creatore) del genere umano, era preposto alle porte (ianuae), ai passaggi (iani) e ai ponti, poiché ne custodiva l'entrata e l'uscita e portava in mano, come i portinai, gli ianitores (da cui il termine genitori, coloro che creano), una chiave e un bastone, mentre le due facce vegliavano nelle due direzioni, entrata e uscita.

Giano non aveva un flamen specifico, ma il Rex Sacrorum, che apriva per primo le processioni e le cerimonie religiose, precedendo lo stesso flamen Dialis, sacerdote di Giove.

Sui Flamen Dialis ho già scritto, perché erano i sacerdoti del Sacro Soffio Divino, voluti da Numa Pompilio ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/i-flamen-dialis-de-sa-carena.html?m=0) 

Quel Soffio Divino, presente nelle nostre Domus de Janas, le "grotte", dove i Flamen, celebravano. 

Domus de Janas che rappresentano lo sterno, nella conformazione del soffitto, "Sa carena" in sardo, che custodisce l'afflato divino. 

La carena, il fondo dell'imbarcazione, e ritorna la simbologia dell'imbarcazione. 

Una celebrazione, quella del primo gennaio, che vedeva onorato anche il Tempio di Giove Capitolino, con tre celle dedicate rispettivamente a Giove Capitolino, Giunone e Minerva

Era la festa più importante di Roma, in cui si snodava una lunga e ricca processione, in cui si immolavano buoi, giovenche e capre, dove il popolo mangiava e beveva a spese dello stato, dove il colle del Campidoglio si riempiva di bancarelle piene di merci e souvenir, ma soprattutto di statuette delle tre divinità, un po' come noi teniamo in casa il quadretto della Madonna.

Ci si chiede come mai questo Giove adorato in precedenza da solo venisse poi posto su un unico trono insieme a due Dee, ma la risposta è semplice, nel IV sec. a.c. a Roma regnavano gli etruschi, soprattutto Servio Tullio, cioè l'etrusco Mastarna. Gli etruschi avevano grande rispetto per le donne e per le Dee, per cui appare logico che il padre degli Dei fosse sostenuto da due divinità femminili.

Ma ciò che colpisce di più è che Giunone, sposa di Giove, non siede alla sua destra, ma alla sua sinistra, alla sua destra invece c'è Minerva. Ciò dipende dal fatto che gli etruschi, come gli antichi egizi ed altri popoli, prediligeva la sinistra alla destra, per cui Giove tiene i fulmini con la sinistra, Minerva tiene la lancia con la sinistra e Giunone tiene lo scettro con la sinistra. 

Particolarità del primo gennaio, è che era onorata anche la divinità Vediovis, a cui erano sacri i armi avvolti da baccello, che rimandano alla simbologia dell'imbarcazione, come le nostre navicelle Shardana, la cui simbologia è la Nun, la Vesica Piscis, che è la sinergia degli Opposti, che porta equilibrio e Guarigione. 

La stessa simbologia del viaggio iniziatico degli Argonauti ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/gli-argonauti.html?m=08

Esculapio era rappresentato con una statua in oro e avorio con l’aspetto di un uomo dalla lunga barba, che reggeva in mano un bastone intorno al quale era attorcigliato un serpente.

Quello che poi diventerà il simbolo del bastone di Asclepio, simbolo della medicina. 

Essendo Gennaio, il mese che era  sotto gli auspici di Giano bifronte (passato e futuro) e di Giunone (Iuno), era dedicato alla riflessione, alla riconciliazione, agli inizi.

Naturalmente, i Romani adottarono molte pratiche religiose etrusche, tra cui auspici, divinazione, rituali di fondazione.

Ritualistiche riprese, come matrice, dalla nostra Antica Civiltà Sarda e ritualuzzate poi, con specifiche convenzioni Ritualistiche, presso gli Etruschi e i Romani. 

La figura dell'augure e il concetto di delimitare il tempo e lo spazio sacro derivano in parte dagli Etruschi.

Giano stesso, pur di origini latine, ha tratti che ricordano divinità etrusche del passaggio e delle porte (forse collegato a Ani, dio del cielo etrusco?)

AN. Nella nostra tradizione, sappiamo che fulmini e temporali, sono legati anche alla figura de "su carru de Nannai", di cui ho approfondito in un mio post 

Riporto un breve passo che rimanda ad una corrispondenza in ambito sumero, con la Ninḫursaĝ. 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/10/la-simbologia-del-tuono-e-del-fulmine.html) 

"Dea Nunhsarg, chiamata anche Ninmah, Mami, Mama, la signora del cielo . Il cielo, che era di dominio del fratello AN. 

Essendo la padrona del cielo insieme al fratello AN, viene spontaneo l'accostamento con il modo di dire sardo " su carr'e nannai", nel quale la parola "nannai", sembra una ripetizione del blocco sillabico "AN", un modo di dire sardo per indicare il temporale  e  i fulmini. 

Un riferimento all' antica figura mitologica della tempesta, dei temporali, che correva con un carro trainato dai cavalli neri e che trasportava dei massi, che sbattendo tra di loro  facevano scintille e  rumore. 

Il riferimento al nome "nannai", può essere collegato al signore dei cieli sumero An, che viveva nelle Ennai, "la  Casa dei cieli", un dio dei temporali e dei fulmini. 

Una sorta di Dio primordiale. 

Un Dio "nonno", più importante del padre stesso. 

Questo potrebbe essere l'interpretazione più immediata, accostando "nannai", alla parola "nonno", in senso di importanza genealogica come capostipite. Interpretazione che è anche la più diffusa. 

Ma c'è anche un'altra interpretazione da considerare. 

"Nannai" potrebbe essere riferito anche ad una dimensione femminile lunare. 

"Nannai", come "sa Nai", la nave. 

Nave intesa come utero primordiale, traghettatrice tra le  dimensioni. 

Sappiamo bene come la falce di luna taurina, simile alle corna del toro, sia anche rappresentativa dell'utero". 

E ancora, da un mio scritto
( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/santuario-santa-vittoria-di-serri-numa.html?m=0)

"In Sardegna abbiamo già notato che i Capidanno erano tre, a Gennaio, a Pasqua, a Settembre.

[...] ANNU ‘anno’ (cfr. lat. annus) < bab. Annum ‘dio An, il Cielo’, reso poi in lat. Janus, al quale fu intitolato il mese iniziale di Gennaio"

Infatti anche gli antichi romani si consideravano discendenti dell'accadico dio del Cielo, NU, con la desinenza di Annu. 

Dal mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/dea-baubo-e-flora.html?m=0) 

Numa Pompilio, il sabino, l'etrusco, per i romani, che amavano definirsi "Numani", per indicare la discendenza dal Dio NU, nella doppia valenza  di “dono di NU (del dio RA o del dio Sole) ma anche “la protezione del nume, della divinità. 

Nu/Nun 

Sole/Acqua, la sinergia delle due polarità, anche questa ripresa dalla nostra Antica Civiltà Sarda. 

Nu, desinenza di Nuraghe, dello stesso Numa Pompilio, che, da antico Kabiro, ha aspetti che richiamano la nostra Antica Civiltà Sarda". 

Per questo motivo, Numa, aveva chiesto al cielo, ad AN/Giove, un segno potente per la legittimazione del suo regno, e gli arrivò lo scudo di Marte, l'ancilia, che, come ho scritto, è un'evoluzione dei nostri doppi scudi sardi, rappresentati nel nostro guerriero di Teti( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/geometria-sacra-guerriero-teti.html?m=0

Scudi legati all'arte dei fulguratores, dell'evocare fulmini e temporali e creare scosse elettriche ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/osservavo-queste-tre-immagini-la-prima.html?m=0) 

[...] Sottolineo che Numa, appena divenne re di Roma, nominò tre sacerdoti, dediti  a 3 culti diversi, Giove, Marte e dio Quirino, nome diffusissimo in Sardegna,, il cui nome deriva da Curia ( lancia ) e corrisponde proprio a Marte. 
Era il collegio sacerdotale dei sacerdoti. 

Poi nell'ottavo anno del suo regno( 8, come la conformazione del suo scudo ancilia) istituì il collegio dei Salii, istituiti per custodire l’Ancilia, lo scudo  di Marte caduto dal cielo inviatogli da Giove, già preesistente presso gli Etruschi, e ancor prima presso i Sardi( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/il-pane-cabude-e-gli-ancilia-etruschi.html?m=0) 

Era consuetudine, oracolare con il Lapis Manalis, con la pietra che suda, all'interno del tempio. 

Un monolite che si faceva anche rotolare per mimare il rumore dei tuoni per sollecitare la pioggia. 

Il Lapis manalis era dunque un monolite apportatore d’acqua e d’abbondanza, 

Era chiamato il rito dell’aquaelicium, impiegato per ottenere la pioggia in periodi di siccità. 

Una ritualistica della capanna sudatoria, dove si prendono decisioni importanti su ispirazione divina, che comunque  ha sempre origini in Sardegna ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/nuraghe-siraisciraicapanna-sudatoria.html?m=0) 

Questa pietra, dal tempio di Giove Capitolino, Dio delle Folgori,  veniva fatta rotolare verso il Foro affinché potesse sprigionare le forze naturali.

E forse, la via Sacra, del Santuario di Santa Vittoria, che unisce il pozzo e il tempio, serviva proprio a questa ritualistica, che poi è stata emulata in periodo romano. 

In pratica ci sono tre templi, la capanna del Capo, del Sacerdote, e delle riunioni, detta la Curia. 

Il pozzo del santuario, ha orientamento Nord est/Sud ovest, con ingresso a sud ovest, che è lo stesso orientamento del pozzo Sacro Canopoli ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/07/pozzo-canopolicanopi-egizi.html) 

"Il pozzo ha orientamento sull'asse sud-ovest / Nord-est, con ingresso a sud-ovest( ovest è la direzione del vento Zefiro, tra l'altro) quindi perfettamente orientato ai solstizi. 

Al tramonto del solstizio d'inverno( sud-ovest) e all'alba del solstizio estivo ( nord-est) . 

L'ascia bipenne è stata ritrovata in una posizione, affiancata ad un altare. 

Guardacaso l'altare della Curia Romana era chiamato l'Altare della Vittoria (in latino, "Ara Victoriae" ), al quale sacrificavano e presso il quale prestavano giuramento i membri del Senato romano.

L'Altare della Vittoria, insieme alla statua dedicata alla Vittoria, furono poste al centro della nuova Curia il 28 agosto 29 a.C. per celebrare la vittoria ottenuta nel 31 a.C. ad Azio da Ottaviano Augusto su Marco Antonio e Cleopatra.

Sull'ascia bipenne ho già scritto in passato, "Ascia bipenne come le due penne della Dea Alata primordiale, come le ali dei due Cherubini sul coperchio dell'Arca.

Come molte immagini della Tanit Dea Alata che rimanda alle immagini della Jana, della Barba- jana/ barbagianna/ B-aba-Jana, quella dei doppi occhi, rappresentata nelle Domus de Janas"

La Nike greca, alata, che presso i romani diventa la Dea Vittoria che era anche la dei giochi, quei giochi che si svolgevano al circo Massimo. 

Nike, figlia di Stige ( figlia di Oceano - il cui figlio Forco, figlio di Oceano e Teti, era re della Sardegna, ne ho parlato, tra i tanti, in un mio scritto https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/bronzetti-ofiotauro-serpente.html?m=0) e Pallante, protetta da Giove, con i suoi fulmini. 

Invece Ares/Marte, era il padre di Nike gloriosa. 

Nike la vincitrice che depone una corona di alloro sul capo dei suoi vincitori. 

Questa ritualistica del capo cinto d'alloro, potrebbe avere un'ancestrale simbologia nella rappresentazione del capo cinto da una corda, tipico dei nostri bronzetti sardi, tra cui spiccano anche rappresentati di potere. 

Argomento e simbologia che ho approfondito e ampliato anche recentemente ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/antico-stemma-4-mori-mongkol.html?m=0) 

La Nike con un ramo di palma sulla mano sinistra, la mano del Femminino, e nella destra, una melagrana, simbologia che rimanda Demetra /Baubo/Flora, sposa di Zafiro dio del Vento e ministra di Cerere/Demetra ( è sempre tutto collegato) 

In età classica viene identificata con Atena/Nike. 

L'Atena che tiene a battesimo e protegge la nave Argo degli Argonauti.

Una Dea che è guidata dal Vento dal Soffio divino, anche per il viaggio degli Argonauti, e questo si ricollega al Collegio del Soffio divino voluto da Numa Pompilio, e che ha come Matrice la simbologia delle nostre antiche Domus de Janas, come ho spiegato approfonditamente nel mio scritto.

Da notare, la conformazione del pozzo di Santa Vittoria di Serri, a Menat e a goccia/Vulva, come il nostro pozzo Sacro di Santa ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/il-menat-portale-alchemico-dei-pozzi.html?m=0), la cui conformazione non solo è legata alla Dea Baubo, approfondito più volte, ma essa stessa è correlata alla Dea Flora, sposa di Zefiro dio del Vento ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/dea-baubo-e-flora.html?m=0), presente anche in Nike, con le vesti svolazzanti. 

Una simbologia legata al Soffio Divino, a cui Numa Pompilio dette estrema importanza".


Come vedete, le simbologie etrusche e romane, anche in questo caso, si intrecciano a quelle della nostra Antica Civiltà Sarda, la quale si pone come Matrice. 

Sardegna Cultura Madre, sempre. 


Tiziana Fenu 

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Capodanno etrusco /romano










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