Un passaggio importante per questo penultimo fine settimana di dicembre.
Sabato 20 abbiamo un Novilunio in Sagittario.
Domenica 21 alle 16:03 subentra il solstizio invernale, in concomitanza con l'ingresso del segno del Capricorno
Un passaggio importante, traguardato da due Archetipi altrettanto importanti.
Per il 20, per il Novilunio sotto un segno di Fuoco, il Sagittario, anche nella dimensione solare, abbiamo il quattordicesimo Sacro Archetipo Nun, la trasmutazione amniotica, legata all'elemento acqua e alla sinergia delle due polarità, perché la Nun è una Vesica Piscis.
Per il passaggio del solstizio, abbiamo il quindicesimo Sacro Archetipo Samech, con funzione "pressione".
E l'energia che fa pressione affinché la nostra dimensione divina, spirituale, si manifesti. Essendo nella dimensione terrena, per questo passaggio, del Capricorno, segno di terra, si parla di talenti, di doni, di attitudini.
Il sole solstizia, si ferma per un attimo, e ciò che può rilucere, in questo lungo percorso invernale, è la luminosità dei nostri talenti, della nostra Essenza.
Niente altro può farci da guida.
Lo Yule celtico.
Profondamente sentito.
Perché è una dimensione di raccoglimento, identitaria, di profonda connessione con le parti più autentiche di noi stessi.
La parola "solstitium" arriva da latino “sol” che vuol dire sole e “sistere” che significa stare fermo.
Rappresenta dunque una fermata obbligata del Sole lungo il suo cammino attraverso la volta celeste. Durante questa giornata infatti smette di discendere rispetto all’equatore celeste, facendo una pausa e invertendo, in seguito, il suo cammino, iniziando un modo di avvicinamento.
Metaforicamente, è un momento altamente trasmutativo, di profonda riflessione, e la Nun trasmutativa del novilunio di sabato, anticipa e prepara il terreno per la fertile Samech del solstizio.
I due Arcani Maggiori correlati a questi due Archetipi, sono la Temperanza, Arcano IX, che ci guida verso un'integrazione delle nostra profonde contraddizioni, nel cercare il punto di equilibrio, e l'Arcano XV del Diavolo, perché sinergia delle due polarità, che dovrebbero essere integrate, significa anche dualità, che ha in sé, connaturata, anche la dimensione della divisione.
Nella dimensione del solstizio invernale, è un inabissarsi, che precede il rinascere.
Il significato sta proprio qui: il Sole sembra stia tramontando, in seguito risorge tornando alla stessa posizione.
Quasi come se di colpo precipitasse nella buia oscurità per poi tornare ad essere più forte, invincibile e vitale.
Non a caso gli Antichi Romani parlavano di festa del Sol invictus, in cui si celebrava la rinascita.
La specularita' della data 21/12, si riflette nella simbologia del dodicesimo Sacro Archetipo Lamed, la misura, la prova, correlato all'Arcano Maggiore XII dell'Appeso
Di propongono, numericamente, in questo doppio modulo speculare, il 21/12, in cui il Sacro Archetipo Shin( 21), il nostro Fuoco interiore, e Arcano Maggiore XXI del Mondo, si specchiano, dialetticamente in comunicazione, con lo stesso Archetipo Lamed 12, e Arcano XII dell'Appeso.
Tutto propedeutico e in preparazione a questo passaggio importante del solstizio invernale, traguardato dalla Nun del Novilunio, una potente dimensione uterina gestazionale di trasmutazione e da un Arcano Maggiore XIV della Temperanza.
Perché ci vuole equilibrio, per raggiungere quel salto di Ottava che consenta il rilascio, la leggerezza, l'abbandono.
Ed è nella specularita di questo 21/12, che scopriamo quanta bellezza ci può essere nel nostro ardere interiormente.
In quel 21 Shin/Sacro Fuoco interiore, che ci pone come cardine del nostro mondo ( Arcano XXI del Mondo), in verità, in trasparenza, in semplicità.
Lo specchio che funge da rivelatore, è quel 12.
Le prove, la misura.
La Lamed, che eppure, a livello grafico, punta verso l'alto.
Il sopravvivere a sé stessi, nonostante, e, grazie, all'essere capovolti, ribaltati, come l'Appeso.
Non è facile.
Ma sicuramente molto interessante ed evolutivo.
Lasciarci ribaltare dalla vita, dai nostri stessi pensieri, dalle nostre certezze, come una clessidra che si ribalta ad ogni ciclo, un cui niente è reiterazione.
In cui, i granelli di sabbia, non scendono mai con lo stesso ordine.
La Nun, ha in sé, tutto il dolore della trasmutazione.
Eppure, abbiamo una successione, un potenziamento energetico importante, in questi passaggi.
È un dolore che porta fertilità, alla Samech che incastona di fertili semi, il passaggio del solstizio.
Abbiamo avuto la possibilità di scendere a fondo nel nostro grembo, coadiuvati anche dall'energia nel nostro personale Ade, nel grembo della Madre, attivando il nostro percepire, le nostre piccole morti, funzionali alla rinascita, e la spinta propulsiva del Sagittario, ci ha potenziato in quella dimensione alchemica della trasformazione, che deve radicarsi nell'elemento terra.
Il passaggio del Solstizio invernale di quest'anno, traguardato dall'ingresso del segno zodiacale del Capricorno, ci riporta alla concretezza, alla semplicità del grembo di Madre Terra.
Delle coordinate energetiche importanti, che ci aiutano a radicalizzare nella materia, ciò che è già, continuamente "in essere", "in fieri", a livello animico.
Il Capricorno offre questa spinta propulsiva verso l'alto, verso le vette, ed è interessante notare, come anche in esso, come nel Sagittario, siano manifeste due nature.
Nel Sagittario, essendo un Centauro, la natura animale e umana.
Nel Capricorno, è presente sia la dimensione marina, perché la parte inferiore del suo corpo, è una coda di pesce, sia la parte terrena, poiché la parte superiore è una capra.
Quindi il Capricorno, alchemicamente, affonda le radici in quella dimensione archetipale della Nun, del grembo amnionitico cosmico, e nel contempo, si aggancia perfettamente a quella dimensione terrena, in cui porre a dimora le nostre intenzioni, le nostre potenzialità, nella dimensione della creazione, in un Tempio intimo, ctonio, discreto, lontano dal frastuono della superficie, in cui la nostra voce interiore è Guida Suprema.
Essendo, il Solstizio invernale, il giorno più corto dell'anno, nell'emisfero settentrionale, il sole appare nella sua posizione più meridionale ed è direttamente sopra di noi, proprio al tropico del Capricorno
La terra degli Iperborei.
Gli Iniziati.
Ed è proprio questa dimensione misterica di oscurità, in cui il solstizio d'inverno celebra le sue ore più lunghe, la rinascita del sole, contiene un'energia potente, un'energia per la rigenerazione, il rinnovamento e l'autoriflessione.
Un'energia che porta all'equilibrio.
Alla Temperanza, che presuppone equilibrio tra le due parti, attenti a non scivolare nella divisione del Diavolo, Arcano XV, correlato alla Samech di fertilità, del solstizio, in un travaso continuo, in una dialettica costruttiva, che è abbondanza, accrescimento.
Ed è a ciò a cui ci spinge questo importante passaggio solstiziale.
È tempo di intimità, di raccoglimento, di preservare per il raccolto futuro.
È importante, dare energia a ciò che nutre questo letargo necessario di custodia, di intima dialettica con ciò che ci nutre, oltre il gelo e la coltre invernale, per la manifestazione prossima, per il raccolto futuro.
La Nun del novilunio, è il simbolo della trasformazione, ma anche il simbolo archetipale e alchemico, di quella Vesica Piscis che presuppone questa dialettica intima tra Opposti e complementari.
Lo Yule, assimila in sé, queste due dimensioni, dell'oscurità e della luce, della morte e della rinascita.
Enfatizzata dalla nascita del Sole Bambino, proprio per l'occasione del Natale, proprio in seno alla Grande Madre, alla Grande Dea, alla Mem che precede la Nun, che accoglie, alchemizza e trasforma, a nuova vita, a nuova luce, custode di quel Fuoco Sacro interiore che apporta vita in ogni contesto.
Perché questo è l'aspetto principale di questo solstizio d'Inverno, che come sapete è l'inizio del Capricorno
Il Capricorno è governato da Saturno.
Saturno è il Femminino.
La Madre Divina.
Vita, ma soprattutto morte
Se si vuole vivere il mistero iperboreo, iniziatico, si deve morire, alchemicamente.
La Madre Morte Divina fa parte del nostro intimo essere interiore; lei fa parte dell'ordine cosmico di ogni cosa.
La Madre Divina ci porta nel mondo della vita, ci nutre e ci porta nel mondo successivo. La Madre Divina è la forza ardente della trasformazione.
Rappresenta la forza degli elettroni che spostano la materia da una forma all'altra, e il suo amore è tale che la morte non la esaurisce, anzi, la vivifica ad ogni passaggio.
Ogni cosa, in natura, infatti si trasforma.
Questa è la forza dell'Amore della Madre Divina.
La Forza della Nun
La Forza di trasformazione di cui siamo stati permeati.
In epoca pagana il solstizio d'inverno veniva chiamato Yule ed era una celebrazione dell'energia lunare della dea, quindi, si lavora con la Madre Divina, ma ancora più importante è la sinergia del Femminino con il Sole, con il Mascolino.
Il Natale non è una festa inventata dalla Chiesa cattolica, come molti pensano; questo solstizio d'inverno è una festa degli Iperborei, ben oltre tutte le razze perché è una festa legata al Sole.
Infatti dopo l'equinozio di autunno, del 22 settembre, la Dea lunare ha raggiunto il suo Dio solare, come nel mito di Persefone, regina degli Inferi e sposa di Ade, dio degli Inferi, e insieme hanno trascorso l'inverno abbracciati, con l'energia a riposo.
Ogni anno la Dea, va e viene dal mondo di sotto, al mondo di sopra, generando così le stagioni, poiché la dea lunare è immortale.
Invece il dio solare, il suo amore, ogni anno si deve sacrificare per portare la luce in un continuo ciclo di nascita, morte e rinascita, in una traiettoria dell'anno solare ciclica
Ma senza l'aspetto femminile della divinità, non possiamo entrare nei misteri del solstizio.
È inverno, quando Giuseppe e Maria lasciano l'Egitto, e c'è una ragione esoterica per questo.
I solstizi, di cui parlo spesso, perché sono intimamente legati alla mia Terra, alla Sardegna, e alla loro importantissima simbologia, fin dagli albori della nostra antichissima civiltà sarda, rappresentano gli estremi, quindi, esotericamente, sono come delle iniziazioni( nei nostri nuraghi, durante i solstizio estivo, si manifesta la trasmutazione in Corpo di luce), in cui attraverso il passaggio nei quattro elementi( e per questo solstizio li abbiamo tutti: la terra del Capricorno , l'acqua della Nun, il fuoco, simbolo dell'Angelo della Temperanza, l'aria della spinta propulsiva verso le vette, verso la dimensione spirituale, tipico del Capricorno nelle sue Ottave alte), per ritrovare la nostra Essenza Monadica ( la Vesica Piscis della Nun) e portarla a trasformazione( la funzione propria della Nun), per poter manifestare la nostra luce interiore.
Questa festa di Yule, è un Dio bambino che si evolverà, da amore individuale a quello universale, attivo nel raccolto del seme che riposa nel grembo della sua Sposa .
È un Dio bambino che si lascia le spalle, con questa festa, il dio morente, il vecchio sole, e contemporaneamente, nasce come Dio bambino, guidato da lei, la dea lunare, che lo esorta a festeggiare la festa della morte, necessaria, perché lei sa porta in grembo, come Madre Terra, il suo seme, che nascerà con il raccolto della Primavera e dell'estate.
Durante lo Samhain, e fino allo Yule, si vive il "tempo del sogno", una sorta di "incubatio", dove si affronta se stessi, nella propria profondità, come il Minotauro al centro del labirinto, nel cordone ombelicale, da ripercorrere a ritroso, nel grembo uterino di una nuova rinascita.
Il toro, simbolicamente, non può ancora manifestarsi perché deve morire a se stesso .
Lo Samhain viene considerata come una dea addormentata.
Come le nostre Dee Madri sarde che venivano riposte nelle mani dei defunti, le Dee addormentate.
Si dorme, per poter ricordare la propria origine Divina e solare, e rinascere a sé stessi.
La m*orte è necessaria alla vita.
La polarità genera la vita.
Questa notte di Yule, segna un passaggio, la promessa di portare a maturazione la nostra potenzialità.
La nascita del Sole Bambino.
Il nostro Sacro Fuoco interiore.
Le nostre ali
La nostra rinascita
Buon passaggio solstiziale
Con infinita gratitudine sempre.
Tiziana Fenu
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Novilunio /Solstizio invernale


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