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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

venerdì, gennaio 23, 2026

💛I Colonganos di Austis

 Piccolissima anticipazione, un breve estratto dalla mia prossimissima pubblicazione editoriale, del mio prossimo saggio, a breve, sempre sulla straordinaria dimensione della nostra Antica Civiltà Sarda, indagato su una nuova prospettiva. 


Nel cuore dell’inverno barbaricino, quando le ombre si allungano sui nuraghi e il ciclo agrario sembra sospeso, un suono cupo e arcaico si sovrappone al consueto frastuono di campanacci e grida del carnevale sardo. 

È il rumor d’ossa di animali, una percussione secca e primordiale che distingue la maschera di Sos Colonganos di Austis da tutte le altre figure del ricco pantheon carnevalesco isolano. 

Mentre i più noti Mamuthones di Mamoiada o Sos Merdules di Ottana brandiscono il suono metallico e ammonitore dei campanacci, i Colonganos avanzano con un carico simbolico ancor più tetro e profondo: ossa di animali, probabilmente ovini o caprini, appese al corpo e fatte risuonare dal movimento cadenzato. 

Questa pratica non è un mero vezzo folklorico, ma il segno tangibile di una cosmologia complessa, dove la morte non è il termine ultimo, ma un passaggio obbligato, una materia prima rituale. 

[...] Decostruendone  la simbologia di queste ossa esposte, indagandone le stratificazioni attraverso una triplice lente, antropologica, esoterica e alchemica, si arriva a dimostrare come esse costituiscano il nucleo di una complessa visione del mondo che trova nel Carrasegare sardo la sua espressione rituale più compiuta.

[...] Per comprendere appieno il significato delle ossa nei Colonganos, è necessario inquadrare il carnevale sardo, o  meglio, il Carrasegare, come amo chiamarlo, nella sua autentica natura di cosmogramma. 

L’etimo stesso, secondo interpretazioni più arcaiche, da espressioni sarde che evocano la “carne da lacerare” ( "carre de secare" ), lo colloca immediatamente in una sfera sacrificale e di passaggio. 

[...] Il Carrasegare si configura così come un rito di passaggio collettivo, una psicostasia (pesatura dell’anima) comunitaria dove la società si purifica attraverso la simbolica eliminazione del vecchio e del marcio, per prepararsi al nuovo ciclo produttivo.

In questo quadro, la maschera non è un travestimento, ma una metessi, una partecipazione ontologica all’essenza di ciò che rappresenta. L’indossatore cessa di essere sé stesso per divenire il nume, l’antenato, la forza naturale o animale che la maschera incarna. È in questo stato di “possessione rituale” che il Colonganu, carico di ossa, agisce la sua parte nel grande dramma cosmico.

[...] L’uso rituale delle ossa presso i Colonganos di Austis affonda in un immaginario universale, ma declinato in modo peculiare dalla cultura agro-pastorale sarda. 

[...] In molte culture arcaiche, l’osso è considerato il nucleo indistruttibile dell’essere, il deposito dell’essenza vitale e della forza (menos in greco). Mentre la carne è corruttibile e mortale, l’osso resiste al tempo. Portare le ossa degli animali significa dunque esibire e maneggiare la potenza ancestrale della specie. 

[...] I Colonganos, danzando, scuotono e riattivano simbolicamente questa forza, richiamandola a beneficio della comunità.

[...] Il processo di scarnificazione, che lascia l’osso bianco e pulito, è una potente metafora di purificazione.  

[...] Nel contesto del Carrasegare, questo simbolismo si interseca con il tema del fuoco purificatore di Sant’Antonio e con la necessità di “bruciare” il vecchio anno per rigenerarsi

[...] Le ossa esibite sono probabilmente di animali domestici, forse consumati in pasti collettivi durante le feste. Mostrarle ritualmente è un atto di riconoscimento e di ringraziamento verso l’animale sacrificato, un modo per onorarne lo spirito e propiziarsene la perpetuazione nel gregge. 

Il suono sordo e “cupo” che producono è un linguaggio pre-verbale, un richiamo alla sfera selvatica e al patto ancestrale tra l’uomo e la natura da cui dipende la sopravvivenza.

[...] La maschera dei Colonganos di Austis, con la sua sconcertante esibizione di ossa, non è dunque una curiosità folklorica marginale, ma una chiave di lettura privilegiata dell’intero universo simbolico del Carrasegare sardo. In essa convergono la profondità antropologica del rapporto con la morte, la sottigliezza esoterica della simbologia alchemica e la forza primordiale di un rito che, attraverso il corpo, il suono e il simbolo, tenta ancora oggi di governare i grandi cicli del cosmo e dell’anima.[...]


Tiziana Fenu

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I Colonganos di Austis



domenica, gennaio 18, 2026

💙Cassandra

 Perché la verità è energia che tutto spazza. 

Ha una Bellezza incontaminata. 

Un'energia propria. 

È indomabile. 

La verità è di tutti, ma non per tutti. 

Per tutte le donne ridotte al silenzio, non ascoltate, punite per i loro talenti, per la loro Bellezza e Verità

"E questo è il mio viso stravolto.

Un viso che non sapeva di poter essere bello" .


Cassandra, principessa troiana di straordinaria bellezza, figlia di Priamo, re di Tro*ia, ed Ecuba, scelta da Agamennone come preda di guerra, come con*cubina, come sch*iava. 

Cassandra dalle doti profetiche, sacerdotessa del tempio di Apollo, che predice la distruzione di Tro*ia, per mano dei Greci nascosti nel cavallo di Tro*ia. 

Secondo la versione più famosa,  Apollo le donò la dote profetica in cambio del suo amore, ma lei, una volta ricevuto il dono, rifiutò di concedersi; adirato, il dio le sputò sulle labbra e con questo gesto la condan*nò a restare sempre inascoltata. 

Trovo stupendo questo "Monologo per Cassandra di Wislawa Szymborska" (1967)

E ho trovato intensamente stupendo e drammatico questo dipinto in cui Aiace rapisce Cassandra. 

Aiace d'Oileo fu un principe della Locride che partecipò alla guerra di Tro*ia.

Spregiatore degli dei, durante la notte della presa di Tro*ia non esitò a violen*tare la profetessa Cassandra nei pressi dell'altare di Atena. 

La stessa Cassandra cercò anche di resistere aggrappandosi al simulacro della vergine Pallade Atena, ma con violenza Aiace trascinò via la ragazza facendo cadere anche la statua. 

Per questo motivo, Atena punì tutti i combattenti greci rendendo loro difficile il ritorno in patria.

Secondo l'Odissea (libro IV), infatti, Aiace fu vittima di una tempesta sul tragitto verso casa, e la sua nave affondò. Poseidone ebbe pietà di lui e lo salvò, facendolo naufragare su un isolotto. Tuttavia l'eroe, ancora preda della propria arroganza, si convinse di essersi salvato con le sole sue forze e gridò, sfidando gli dei a cercare di ucciderlo; irato, Poseidone fece affondare lo scoglio dove l'aveva lasciato e lo fece annegare.

Secondo un'altra versione, riportata da Virgilio nell'Eneide, Aiace fu ucciso da una folgore scagliata dalla dea Atena, come vendetta della violazione compiuta 


SZYMBORSKA (1967)


Sono io, Cassandra.

E questa è la mia città sotto le ceneri.

E questi i miei nastri e la v*erga di profeta.

E questa è la mia testa piena di dubbi.

È vero, sto trionfando.

I miei giusti presagi hanno acceso il cielo.

Solamente i profeti inascoltati

godono di simili viste.

Solo quelli partiti con il piede sbagliato,

e tutto poté compiersi tanto in fretta

come se mai fossero esistiti.

Ora rammento con chiarezza:

la gente al vedermi si fermava a metà.

Le risate morivano.

Le mani si scioglievano.

I bambini correvano dalle madri.

Non conoscevo neppure i loro effimeri nomi.

E quella canzoncina sulla foglia verde –

nessuno la finiva in mia presenza.

Li amavo.

Ma dall’alto.

Da sopra la vita.

Dal futuro. Dove è sempre vuoto

e nulla è più facile che vedere la morte.

Mi spiace che la mia voce fosse dura.

Guardatevi dall’alto delle stelle 

– gridavo –

guardatevi dall’alto delle stelle.

Sentivano e abbassavano gli occhi.

Vivevano nella vita.

Permeati da un grande vento.

Con sorti già decise.

Fin dalla nascita in corpi da commiato.

Ma c’era in loro un’umida speranza,

una fiammella nutrita del proprio luccichio.

Loro sapevano cos’è davvero un istante,

oh, almeno uno, uno qualunque

prima di –

È andata come dicevo io.

Solo che non ne viene nulla.

E questa è la mia veste bruciacchiata.

E questo è il mio ciarpame di profeta.

E questo è il mio viso stravolto.

Un viso che non sapeva di poter essere bello.

(trad. di Pietro Marchesani, 2009)


"I miei giusti presagi hanno acceso il cielo.

Solamente i profeti inascoltati

godono di simili viste." 

Oggi siamo in novilunio in Capricorno, sotto il segno del Capricorno. 

Terra e ancora . 

Ma che anela alla vetta. 

Al panorama. 

All'orizzonte. 

A nuovi orizzonti 

Alla Porta degli Dei. 

La sublimazione dell'elemento Terra. 

Andare oltre. 

Siamo dentro la straordinaria energia del Sacro Archetipo Ebraico Resh, il ventesimo. 

La Testa, la sublimazione del mentale ad un livello superiore, prima degli ultimi due passaggi, la Shin, il Sacro Fuoco alchemico e la Tau, il Sigillo degli Iniziati. 

Tutto ciò che non arriva alla testa, sublimato, epurato, cesellato dal superfluo, resta in bassa energia e stagna. 

La  disidentificazione, porta al livello della chiaroveggenza, che è, letteralmente, "vedere chiaro". 

Come nella dimensione dell'Arcano Maggiore XX, il Giudizio, la rinascita, la trasmutazione che prelude alla completezza del Mondo, Arcano XXI, in cui si è al centro della propria galassia, in verità, nudi, senza sovrastrutture. 

Senza identificazioni, che ci allontanano da noi stessi. 

"Li amavo.

Ma dall’alto.

Da sopra la vita.

Dal futuro. Dove è sempre vuoto" 

Il vuoto è grembo. 

È possibilità. 

È potenziale. 

Saper stare nel proprio Grembo, è vita. 

È Manifestazione. 

È ricchezza e Abbondanza. 

Con infinita gratitudine sempre. 


"Aiace d'Oileo porta via Cassandra" , opera dell'artista Solomon Joseph Solomon, 1886.


Tiziana Fenu 

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Cassandra



sabato, gennaio 17, 2026

💙17 Gennaio. Il fenomeno delle mele blu.

 

17 Gennaio.
Il fenomeno delle Mele Blu

Pensavo come ancora dopo oltre 2000 anni ci si ostini ad avere un'unica ottusa opinione di ciò che davvero era il messaggio di Dio, attraverso il Cristo.
Pensavo in particolare alla figura di Giuda, e alla dimensione del tradimento, in particolare verso sé stessi.
Poi, elaborando questo scritto, si è formato un puzzle di tasselli che si sono incasellati bene tra loro, oggi che si celebra il Fuoco e l'Acqua, Sant'Antonio e, nel contempo, abbiamo abbiamo una manifestazione ierofanica molto particolare, in una Chiesa in Francia.
"Le mele blu"
Il Sacro Femminino.
Fuoco e Acqua.
Ma partiamo da Giuda.
Il tradimento di Giuda è funzionale e necessario alla realizzazione del Piano Divino.
Yoshua stesso lo chiama " amico", e gli dice di fare ciò che deve essere fatto al più presto, e nessuno degli apostoli capisce, tranne Maddalena, l'Apostolo che amava, il tredicesimo, che riflette la simbologia del tredicesimo Sacro Archetipo Ebraico Mem, la Madre Divina, ancestrale, cosmica, amniotica, e l'Arcano Maggiore XIII della Morte, poiché essendo Madre Divina, in essa è vita e morte contemporaneamente.
Ma il 13 è legato anche alla dimensione ciclica, lunare, astrologica, della tredicesima Luna, di cui abbiamo un altare anche qui in Sardegna, di cui ho approfondito in passato ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/08/altare-tredicesima-luna-ampliato.html?m=0), che non è certo un altare "per partorire", ma un altare che simboleggia la perfetta coesione, tra Femminile e Maschile, tra Luna e Sole.
Simbologia che incarna perfettamente sia il Cristo, che la Maddalena.
La Tredicesima Luna va da un novilunio all'altro, e si verifica sette volte ogni 19 anni, e si manifesta nell'anno solare successivo  a quello in cui si sono manifestati 13 pleniluni.
È la base del calendario ebraico, e la tredicesima Luna, va a far coincidere, con il suo ciclo di 19 anni,  2 ore e 5 minuti, il ciclo solare, con quello lunare.
Questo ciclo viene chiamato ciclo di Metone, astronomo e matematico greco, risalente al V sec. aC, già usato in Mesopotamia.
Al termine di questi 19 anni, si otterrebbe una perfetta sincronia tra i moti della Luna e del Sole: le medesime date corrisponderebbero alle stesse fasi lunari.
Proprio lo scorso anno, dopo 18,6 anni, per l'ultimo plenilunio in Cancro, lunedì 13 gennaio, in pieno lunistizio maggiore, si è manifestato il fenomeno della luna riflessa nel nostro pozzo Sacro di Santa Cristina, a Paulilatino ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/01/lunistizio-maggiore-al-santa-cristina.html?m=0)
È la tredicesima iniziazione, che oggi, 17 gennaio, viene celebrata con una manifestazione ierofanica luminosa  molto particolare, che si manifesta nella chiesa di Rennes le Chateau di cui ho parlato in un mio precedente post, se vi ricordate( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/08/maria-maddalena.html?m=0)
"Guardacaso( e l'Universo, quest'anno, mi emoziona tantissimo per i sincronismi e le risonanze) il 17, è proprio un numero legato a Maria Maddalena, e alla chiesa di Rennes Le Chateau, strettamente collegata al numero 17 ed ai Templari, legati alla figura del Sacro Femminino, e a Maria Maddalena, che lasciarono la loro impronta un pò ovunque.
L'abate Saunière venne nominato curato(1885) della Chiesa, e all'interno ritrovò dei misteriosi manoscritti, che lo fecero diventare ricco e famoso, tanto da fare erigere accanto alla chiesetta, la famosa “Torre di Magdala” facendo supporre che questo misterioso segreto ritrovato, fosse strettamente collegato a Maria Maddalena.
Mgd, in ebraico, come ho sottolineato altre volte, significa Torre.
Mgd
Magdalena
Molti Sacri Femminini sono stati rappresentati come Dee Turrite, simbologia legata all'amidgala del risveglio ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/08/maria-maddalena.html?m=0)
Il 17 Gennaio di ogni anno, un raggio di sole attraversa la vetrata e provoca il fenomeno “delle mele blu”( la rifrazione delle vetrate della chiesa forma una sorta di Albero dalle mele blu, molto simbolico), e altri eventi misteriosi che ruotano intorno al numero 17.
Nell'ermetismo alchemico, con l'archetipo Phe, siamo dentro la fase chiamata Albedo.
Come il piombo è il metallo della Nigredo, l’argento è il metallo dell’Albedo, trasmutato dal piombo.
In termini alchemici, il corpo viene ridotto ad acqua “d’argento vivo”, da cui successivamente verrà prodotto “l’elisir”, ossia verrà creato lo Spirito vivificante. La seconda trasmutazione alchemica, dopo la Nigredo, e prima della Rubedo.
La purificazione dopo la putrefazione"
Maddalena, della quale era invidioso anche Pietro, che è il vero traditore, perche non ha fede, né in Dio né in Yeshua, che arriverà a chiamarlo Satana, ottuso e ingenuo, perché non pensa secondo Dio, ma secondo gli uomini, e anzi, piccola parentesi, questa avversione verso la Maddalena, che era, spiritualmente un'Iniziata, attraverso Yeshua che la prende come sua sposa, è stata ereditata dalla Chiesa romana.
Ricordiamoci che Pietro definisce le donne iniziate " NON degne di vita".
Ecco perche la Chiesa le ha tagliate fuori.
La Chiesa e le religioni in genere.
Riporto un brano di un discorso che ormai sta facendo il giro, che ormai conoscete tutti
"sceneggiatrice e regista.
"La regina di Biancaneve è ancora più canaglia perché lei è di fatto la mandante del tentato omicidio di Biancaneve. Perché lo fa? Perché lei vuole essere la più bella del reame. Quindi anche con l’aggravante dei futili motivi.
Tentato omicidio perché il cacciatore, uomo coraggioso e di buon cuore, non ce la fa. Anche perché la ragazza è troppo bella. È bella.
Fosse stata una cozza, al limite l’avrebbe squartata, ma è così bella.
E poi è ingenua, perché proprio è ingenua come un cucciolo di labrador. E lui la lascia andare. Allora Biancaneve incontra i Sette Nani, presso i quali si adopera per un periodo come colf. Poi, nonostante le mille raccomandazioni, anche dei Sette Nani, Biancaneve si fida di una vecchia orrenda, con l’aspetto da strega e che infatti è la strega. Morde la mela avvelenata, muore. Risorge grazie a chi? Al principe. A un bacio del principe, che se ne innamora perdutamente perché? Perché è bella. Quindi il principe la salva e la sposa. Ecco, entrambe le ragazze, bellissime - per carità - ma un po’ stralunate, trovano la loro realizzazione nel matrimonio con il principe. Un estraneo."

Vogliamo dire che anche della Maddalena, il povero Cristo di turno, mosso da pietà per tanta avvenenza, che se fosse stata cozza, non sarebbe diventata il tredicesimo Apostolo?
Maria Maddalena, rappresenta, come tutti i Sacri Femminini, compresi quelli delle favole, come Ishtar, Inanna, Astarte, Afrodite, Venere, quella sacerdotessa-moglie, attraverso la quale avviene la trasmutazione alchemica dei primi chakra verso frequenze più alte.
È la divina kundalini, la Shekinah incarnata.
Rappresenta il Mercurio, indaghiamo l'origine della parola Mercurio, la cui radice "mer-", rimanda alla parola francese Mer, che in spagnolo è Mar, e in italiano Mare.  Così, mar, mare, Mer e “Curius” o cura, "curia", che è il nunzio: messaggero.  Quindi, mer-curios o mar-curia, simboleggia il messaggero del mare. 
In effetti, Il mercurio è associato al liquido, l'acqua, poiché, tra I metalli, il mercurio è un metallo liquido che viene chiamato argento vivo.  E infatti, in alchimia, rappresenta la materia prima del grande lavoro che ognuno di noi deve compiere.
È lo spazio della Divina Madre, che è precluso a Pietro, poiché Pietro, resta ancorato alla materia, alla pietra, appunto, alle fondamenta, ma non alla trasmutazione.
Di cui Pietro prova invidia.
Invidia, che, invece, non prova Giuda, che, paradossalmente, era il più illuminato di tutti gli Apostoli, e che viene sollecitato da Yeshua stesso, a "distaccarsi" dagli altri Apostoli, a prenderne le distanze, a vedere le cose da un'altra prospettiva.
Tant'è che Yeshua ( e lo chiamo cosi perché è il suo vero nome) gli chiede se è pronto a tradirlo, e Giuda gli chiede perche ha scelto proprio lui.
Gli risponde che lui ha la forza che gli altri apostoli non hanno, perché Giuda farà in modo che venga sacrificato l'uomo ( Yeshua) dentro il quale è il Verbo stesso.
E questo è un passaggio cruciale, che si compie grazie a Giuda, il più illuminato tra gli apostoli, colui che è in grado di sostenere anche l'onta del tradimento, come la più alta forma di amore, per fare in modo che ci possa essere la trasformazione dell'uomo in Dio, la vittoria dello spirito sulla carne. Il tradimento è insito in ogni grande forma d'amore, e c' era grandissimo amore tra Yeshua e Giuda.
Viene scelto, perché aveva fiducia in lui.
È affidarsi all'altro, sapendo anche che ciò significa il rischio del tradimento.
L'opera di Dio doveva essere compiuta, in una visione di insieme che contemplasse il tradimento e anche il sacrificio dell'Apostolo prediletto di Yeshua, che non era certo Pietro, che mancava di fede, e che non si pentì mai di questa sua mancanza.
Cosa che non riusci a sostenere Giuda, che, dopo aver tentato di restituire i danari per il tradimento, si suicida.
La Chiesa ha fagocitato la figura di Yeshua.
È stata la sua fortuna.. La Chiesa romana ha costruito sulla successione apostolica di Pietro " uomo di poca fede", satana, indegno, come Yoshua stesso lo definiva.
Colui che lo tradirà 3  volte prima che il gallo canti( " molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti" e Pietro non rispose alla chiamata, perché non era illuminato spiritualmente) piuttosto che costruire sui legittimi eredi di sangue di Y*oshua e Mad*dalena.
E c'è da sottolineare una cosa importantissima.
I primi messianici a scrivere i vangeli furono gli e*brei seguaci di Y*eshua, rivolgendosi agli altri e*brei.
Ma poi le fazioni si divisero, e Giuda diventa il primo mattone che darà via all'antise*mitismo ( la folla insultera' Giuda, per il tradimento).
Ciò è quello che scriveranno i redattori dei vangeli per colpevolizzare gli e*brei della croci*fissione.
Ma quei vangeli, verranno scritti in greco, per un pubblico greco-romano, e questo denota la necessità dei cristiani, di essere accettati dal mondo romano per avere una sorta di leggittimazione.
Non potevano certo accusare i romani di essere i responsabili della crocifissione di Yeshua, quindi accusano gli ebrei, e tutta la colpa ricade su Giuda, quando invece, Yoshua stesso, e lo dimostra , chiamandolo amico, e con il famoso bacio che erroneamente la chiesa ha voluto che ne sugellasse il tradimento, mentre invece ne sottolinea la grande fiducia, e il privilegio , come un vero eletto( titolo che non ha saputo portare Pietro), vero erede, insieme alla Maddalena del testamento alchemico e spirituale di Y*eshua, straordinario alleato e complice( che ha messo da parte il suo ego per realizzarlo, pagandolo con la vita) del grandioso piano divino, che solo un eletto può vedere nella sua totalità, senza soffermarsi sulle piccolezze.
Poteva rifiutare la responsabilità del tradimento. Ma non lo fece.
Lui.
Giuda.
Era il più forte.
E Ye*shua lo sapeva.
Sapeva che era in grado di sostenere l'impegno del tradimento.
Alla pari. Un dare e un ricevere il tradimento. Sullo stesso piano.
Per evolvere insieme.
Giuda trova corrispondenza nell'Arcano Maggiore XII dei Tarocchi, l'Appeso.
Si autosacrifica per ritrovare la "misura di sé", la sua Lamed, il suo valore, il suo Archetipo 12, la cui somma fa 3, la somma potenza creatrice, divina.
È l'iniziazione, la morte dell'io, la caduta delle Maschere. È il sacrificio richiesto, affinché il vero, la verità emerga.
Ma al contempo, rappresenta anche l'ostinazione alla cristallizzazione.
Una sorta di indolenza.
Restare aggrappati alle proprie credenze, ai propri ruoli.
Una personalità precaria che necessita di aggrapparsi a quel poco di precostituito e conosciuto, pur di non scoprire l'abisso che regala nuovi orizzonti.
Adattarsi ad un cliché narrativo che ha fatto il suo tempo, e che risulta anacronistico, come il racconto della bella di turno nelle favole, che se fosse cozza, non se la filerebbe nessuno.
Io sono continuamente Giuda di me stessa.
Mi fido di un disegno superiore.
Le cose non le mando a dire.
Non mi adatto.
Non mi conformo.
Muoio migliaia di volte a me stessa, pur di sentire l'ebbrezza del mio stesso abisso, e provare l'emozione del battito d'Ali.
L'Appeso, anticipa la Mo*rte, che è la piattaforma della rinascita, e quindi, della trasformazione.
E poi, c'è l'Archetipo 15, la Samech, con funzione "pressione", per far emergere, il Divino che è in noi, tramite la scelta, l'Arcano XV del Dia*volo.
Perché abbiamo sempre una scelta.
In ogni microsecondo abbiamo la possibilità di scegliere, di fidarci.
Di noi stessi.
Di quel che di divino, abbiamo già in noi.
Della verità che è già in noi.
Dobbiamo solo lasciare che emerga.
I ruoli, le occasioni, le istituzioni, sono solo parentesi di passaggio, nei quali non possiamo riporre la nostra identità, la nostra identificazione.
Siamo esseri in continua evoluzione e le uniche alleanze energetiche che dobbiamo creare sono quelle che ci fanno emergere.
In questo scritto, sono partita con il parlare di Giuda, accostandolo alla figura della Maddalena, perché sono stati i due Iniziati di spicco, perché entrambi, sono stati i protagonisti della tredicesima Iniziazione.
Tredicesima Iniziazione, legata, astrologicamente, alla costellazione dell'Ofiuco, la tredicesima, a cui sono particolarmente legata, per periodo di nascita, che rappresenta la summa della Sophia, come ho avuto già modo di approfondire.
E Ofiuco è considerato anche il segno di Giuda, del "traditore", ma sappiamo bene che così non è.
Un filo rosso, oggi, ha tracciato un legame tra Giuda, la Maddalena, l'Ofiuco.
Il Sacro Archetipo Ebraico Phe, il diciassettesimo, è legato proprio a questa manifestazione  ierofanica delle mele blu, nella  chiesa di Rennes le Chateau.
Una Chiesa dedicata al Sacro Femminino, e ai suoi Sacri Misteri, che si manifestano anche attraverso questa particolare ierofania delle "mele blu".
Archetipo Phe, con funzione "espansione" e Arcano Maggiore XVII della Stella.
Il Mascolino che si espande attraverso il Femminino.
Oggi che siamo in un Archetipo 19, la Qoph, con funzione legame, correlato all'Arcano Maggiore del Sole.
Oggi si celebra Sant'Antonio.
Un portatore di Fuoco, un Eremita, estremamente legato alla simbologia del Sacro Femminino.
Tanta roba, anche stavolta.
Con infinita gratitudine, sempre.

Tiziana Fenu
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17 Gennaio. Fenomeno mele blu




💛Sant'Antonio

 Il 17 gennaio si celebra Sant'Antonio abate, morto nel 356, il custode del fuoco.

Secondo la leggenda, Sant'Antonio rubò dagli Inferi una scintilla e la donò all'umanità sulla Terra, che all'epoca era attraversata da temperature glaciali, portando luce e calore necessari al sostentamento dei popoli. 

Per questo motivo, nella notte tra il 16 e il 17 gennaio, tantissime comunità della Sardegna e non solo, celebrano questa secolare tradizione con una festa in onore del Santo, che inaugura, qui in Sardegna, come ho approfondito nei miei scritti, il nostro Carrasegare sardo, la complessa e sfaccettata ritualistica legata alla purificazione 

Il simbolo della celebrazione è proprio il fuoco, elemento di congiuntura tra il sacro ed il profano, intorno al quale gli abitanti dei paesi si riuniscono e si scambiano il vino ed il cibo preparato per l'occasione.

Anche il tradizionale rito di compiere tre giri in senso orario ed altrettanti in senso antiorario intorno al grande falò si tramanda attraverso la notte di Sant'Antonio, e si compie dopo la processione durante la quale il parroco del paese benedice la propria comunità prima di recarsi verso i focolari preparati in ogni rione.

Il numero tre è legato alla dimensione trinitaria della creazione. 

Le tre lingue di fuoco che accompagnano il Santo, indicano questo potere creativo del Fuoco. 

E il numero 6 alla complementarietà realizzata in questa creazione, come nella Stella di David. 

S. Antonio Abate (non quello detto da Padova), è nato in Egitto, a Coma, una località sulla riva sinistra del Nilo, intorno all’anno 250, fu un eremita tra i più rigorosi nella storia del Cristianesimo antico.

Antonio Abate, come protettore del fuoco, è soprattutto legato in riferimento ad una leggenda di origine sarda: 

Antonio sarebbe sceso negli Inferi e, dopo aver acceso il suo bastone, sarebbe tornato sulla Terra per donare il fuoco agli uomini. 

Una sorta di mito di Prometeo cristianizzato, che ha larga diffusione anche in altre culture. 

Una leggenda lucana vuole che Antonio sia nato da madre sterile, la quale, per avere un figlio, strinse un patto con il diavolo. 

All’età di dodici anni, come pattuito, Antonio dovette abbandonare la madre per andare a vivere con i diavoli, e fu per questo fu nominato protettore del fuoco.

Il titolo di “protettore del fuoco” ha aperto numerose interpretazioni riguardanti la natura di Sant’Antonio Abate. 

Il fuoco rappresenta un elemento di emancipazione dell’umanità, dal momento della sua scoperta e del suo utilizzo, come il Fuoco che Prometeo rubo' agli Dei, per farne dono agli Umani. 

Il fuoco sancisce l’origine e la fine stessa dell’Universo. 

Tuttavia, questo elemento occupa un posto importante nell’ambito biblico. 

Il fuoco costituisce un simbolo di comunicazione tra l’uomo e il misterioso manifestarsi di Dio. 

Simbolicamente, il fuoco è segno premonitore di Jahvè, elemento escatologico di manifestazione divina ( vedi il roveto ardente descritto nell'Esodo, come teofania che si manifesta a Mosè sul monte Sinai),  di giudizio universale, strumento di soffe*renza per i pecc*atori. 

Secondo alcuni studiosi, il fuoco associato a Sant’Antonio Abate può avere una relazione con il mondo degli In*feri.

Secondo la tradizione popolare, alcune persone hanno la capacità di saper  dominare ed estinguere il fuoco di S.Antonio, un herpes della pelle, molto doloroso. 

Conoscono la ritualistica per affrontare una malattia che nel nome stesso evoca le sofferenze che l’accompagnano  e l’ invocazione di esserne liberati.

Il fuoco sacro o herpes zoster è anche detta la ” Malattia degli Ardenti ” che, nel significato esoterico, voleva  indicare quelle persone che potevano “ardere” dal fuoco d’Amore Divino e che, solo dopo una purificazione spirituale molto forte, avrebbero ricevuto in dono ” il talento di guarire”.

Le parole magiche utilizzate per sconfiggere il male sono:

S. Antonio spegni il fuoco a quest’anima di Dio!"

Le segnature, fatte per lo più da donne guaritrici, venivano fatte usando dei carboni ardenti, che" segnavano " la zona da trattare, insieme all'uso del grasso del maiale. 

Il fuoco, di cui Sant'Antonio è rappresentate e testimone, come di un elemento taumaturgico di guarigione e purificazione, non ha una formula chimica.

È un Elemento altamente trasmutante.

L'INRI sopra la croce del Cristo, significa Ignis Natura Renovatur Integra, “fuoco rinnova incessantemente la natura".

Il Fohat, la potenza ardente della natura.

Il Fuoco rappresenta la Madre Kundalini Lei è il Fohat in noi, fuoco nella nostra anatomia occulta. Lei è una variante del nostro stesso Essere. 

Bisogna lavorare con il fuoco, con lei, perché Lei è la portatrice del fuoco. 

Lei, il serpente igneo, si contorce spaventosamente tra i candelabri del tempio. 

È la cobra dei grandi misteri. 

Lei è fuoco che crepita in mezzo all'aura dell'universo. 

Solo Lei può ridurre in cenere gli aggregati psichici disumani che portiamo dentro. 

Ma il Femminino, è un elemento presente, nell'iconografia e simbologia di Sant'Antonio, a cominciare dall'inseparabile maialino.

Maiale, che è la personificazione drl Dio celtico  Lugh, che ha molto a che fare con la nostra Antica Civiltà Sarda, e in particolare con il nostro Carrasegare sardo( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/il-lugh-d-oro-di-orotelli.html?m=0

Maiale 

Maia

La Dea della feco*ndità, Madre di Hermes/Marcurio, il simbolo della sinergia degli Opposti. 

Maia.

Una delle 7 Pleiadi. 

7 come i 7 chakra della Kundalini

Pleiadi simbolo di rinascita dopo la morte 

Maia. 

Nome molto simile a Maria, simbolo del Sacro Femminino.

Antonio

Atum

Atomo

Fuoco come principio creatore.

Il Fuoco che si ottiene per confricazione dai due Gemelli Divini, che contrassegnarono l'età dell'Oro dell'inizio dell'umanità 

Uno dei simboli di Sant'Antonio è la Tau, ventiduesimo Sacro Archetipo Ebraico, che indica il Sacro Sigillo Divino. 

La Tau, che segue la Shin, ventunesimo Archetipo, il Fuoco Sacro. 

Un Sigillo si consacra con il Fuoco. 

Perchè “fuoco di S.Antonio”?

Nelle rappresentazioni pittoriche di Sant’Antonio Abate sono quasi sempre presenti, insieme ad altri simboli come il porcellino, simbolo del Femminino, ghettizzato ad animale infimo, sacro a molte Dee del passato, alcune lingue di fuoco ai piedi dell’eremita dalla lunga barba bianca.

Ciò alluderebbe al fatto che, secondo i biografi, il santo fu tormentato dal dia*volo anche con il fuoco. 

Secondo alcuni quindi proprio per la caratteristica sensazione di bruciore doloroso che i malati accusano nelle parti del corpo colpite dal fuoco di S.Antonio.

Un Fuoco purificatore, che metaforicamente indica il viaggio iniziatico del Santo nell'oscurità degli Inferi per portare il Fuoco, la luce, agli Umani. 

È la metafora del buio inverno che deve portare alla luce il seme che germoglia. 

Infatti Sant’Antonio Abate risulta, in questa chiave di lettura, una figura sinergica, legata alla morte e alla vita, e di conseguenza alla ferti*lità. 

Infatti, il fuoco è il principio della vita e ha una funzione purific*atrice.

Il bastone a forma di “tau”, con in cima la campanella, che vediamo impugnare da Sant’Antonio nelle iconografie più diffuse, è legato a questo principio della fer*tilità. 

Campanella, simbolo di fertilità, che richiama vibrazioni di creazione, con la sua forma ute*rina, e vediamo come il Femminino, sia presente anche in questo simbolismo. 

La Tau è l'incrocio e la sinergia delle due polarità, maschile e femminile, divina e umana. 

Il simbolo della Tau richiama la croce egizia, il Sacro Ankh, la Chiave drl la Vita, e sta ad indicare l’im*mortalità, ovvero la rinascita continua. 

“Il Signore disse: "Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un Tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono”

In occasione della festa di S. Antonio, quindi, ci sono riti antichissimi legati strettamente alla vita contadina e fanno di Antonio Abate un vero e proprio “santo” del popolo.

È considerato il protettore contro le epidemie di alcune malattie non solo dell’uomo, ma anche degli animali. 

E’ pertanto considerato protettore del bestiame e la sua effigie viene o meglio veniva collocata sulla porta delle stalle.

Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio, si faceva festa, bruciando grandi castagne di legna, dette, appunto, i “falò di Sant’Antonio”. 

Le ceneri, chiuse in sacchetti tenuti nelle tasche degli abiti servivano come amuleti: tenevano lontano le malattie e le persone portatrici di guai, come nelle nostre sarde "Pungas", che hanno proprietà taumaturgiche e di protezione. 

Un Santo amatissimo dal popolo ed estremamente significativo nella dimensione agricola e contadina. 


Tiziana Fenu

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Sant'Antonio




venerdì, gennaio 09, 2026

💙9 Gennaio Selene

 

Oggi 9 gennaio si celebra Selene, la Dea Lunare.

Ho sempre amato i versi di John Keats, che in questo poema in particolare l'Endimione, celebra l'amore divino e impossibile tra Selene, Dea Greca della Luna, e un giovane pastore, Endimione, bellissimo, rassegnato e condannato da Zeus, impietosito da questo amore, a ricevere in dono, in un sonno perenne, la bellissima Selene, che lo andrà a trovare ogni sera nella stessa grotta, dove lo sfiorerà, l’osserverà, lo bacerà. Endimione, per contro, diverrà l’oggetto eterno di un amore divino, un amore immobile, inerte, ma sempre giovane e bello. Dormirà con gli occhi aperti, in modo che il mondo possa ammirare in eterno la meraviglia del suo volto.
Trovo, di questi versi, dedicati a Selene, che questo verso in particolare "Una cosa bella è una gioia per sempre", sia di una Bellezza indescrivibile
Un sentimento che trascende la dimensione spazio - tempo, che non è collegata alla caducità del tempo
Ho scritto sentimento, perché la Bellezza, sotto qualsiasi forma, mi emoziona sempre.
Provoca gioia.
È nutrimento per l'Anima.
Non vado mai a dormire, se prima non ho contribuito, anche solo con un'immagine, ad incrementare la Bellezza nel mondo.
In me stessa.
Bellezza, come la luna in cielo.
Non esiste spettacolo più bello.
Il luogo della sospensione dei nostri sogni, dei nostri desideri, accolti dal grembo della luna.
Si dovrebbe sempre custodire questo Sacro Spazio Lunare in noi.
Quella "fiorita collana che ci leghi alla terra, nonostante la disperazione".
Selene rappresenta la Luna Piena, gravida di stelle, di progettualità, di desideri, il potere autoriproduttivo di rigenerarsi continuamente, spinta dalla Bellezza, dal desiderio.
Da una Speranza che non muore mai, perché, attraverso la Luna, è Bellezza eterna, è una gioia per sempre.
Alimentare questi sentimenti in noi, significa andare al di là delle emozioni, della circostanza momentanea, effimera e illusoria, poiché contestualizzata ad un momento, che è già "passato", e nobilitarli a quella dimensione dell'eterno, che è continuo nutrimento, nonostante l'avvicendarsi delle situazioni contingenti.
Selene è il nostro Tempio Sacro di Bellezza, che dobbiamo custodire e alimentare gelosamente. Poiché nessuno, può oscurare la Bellezza di una Luna Piena nel cielo incastonata come un Diamante. 

Libro I

Una cosa bella è una gioia per sempre :
la sua grazia cresce ;
mai scomparirà
nel nulla ;
ma sembra in eterno
per noi un silente riparo e sonno
carico di dolci sogni e vigore e quieto respiro.
Ogni giorno intessiamo allora
una fiorita collana che ci leghi alla terra,
nonostante la disperazione,
l’inesorabile assenza di nobili spiriti, nonostante gli oscuri giorni
e tutte le malsane,
annebbiate vie
create per la nostra ricerca :
sì, nonostante tutto,
incantevoli forme fugano il manto funebre
dai nostri spiriti tetri.
Così fa il sole, la luna
gli alberi antichi e i giovani,
fiorenti di ombrose grazie
per l’umile gregge.
Così i narcisi
con tutto il loro mondo verdeggiante ;
e i chiari rivi
fresco albergo a se stesii
nella calda stagione ;
e il rovo, nel cuore del bosco,
cosparso dalle tenere gemme della rosa muschiata :
e così anche i grandi destini
che immaginammo per i celebri scomparsi ;
tutte le belle storie che udimmo o leggemmo :
sorgente infinita di fluido immortale
versato su di noi dal ciglio del cielo.
E neppure tali essenza sentiamo
per un’unica breve ora ;
no, come gli alberi
fruscianti attorno al tempio che diventano presto
cari quanto il tempio stesso, così la luna,
l’ardente poesia, le glorie infinite
ci inseguono finché non diventino luce gioiosa
per la nostra anima e a noi repentinamente legate,
nella luce o nella tetra oscurità,
per sempre resteranno, pena la morte.
(…)

Selene, si celebra in un giorno 9, che corrisponde al Sacro Archetipo Ebraico Teth, con funzione "cedente".
Il Sacro Femminino che accoglie, la gestazione, la kundalini, il serpente, la Sapienza ancestrale e archetipale di cui, per natura, è portatrice la Donna, Eremita, come l'Arcano Maggiore IX, per percorso, anche quando affronta una gestazione, il parto.
Ha in sé i dolori del mondo, che pure riesce ad alchemizzare nel più puro degli atti d'Amore, la nascita.
Non teme la solitudine, il freddo, l'isolamento, il buio.
Runa Isa. Il ghiaccio che preserva, che ferma il tempo.
La primavera in potenza, custodita, protetta, preservata, per esplodere, nella sua magnificenza, al giusto momento.
Oggi, venerdì, 09/01/2026, luna calante in Bilancia, siamo sotto l'energia del Sacro Archetipo Ebraico Kaf, se consideriamo il 9/1/1, l'undicesimo, con funzione "penetrazione", correlato all'Arcano Maggiore XI della Forza.
L'energia della Bilancia rappresenta benissimo questo Archetipo.
Andare oltre le cose, per arrivare ad una profonda integrazione e bilanciamento degli Opposti, nelle proprie virtù o debolezze.
Integrazione significa accogliere, ed è la dimensione della Teth, il grembo, il Femminino.
Ma anche la Sophia Superna.
Se poi vogliamo leggere la data come un 9/1/10, è ancora più interessante, perché rappresenta la Resh, ventesimo Sacro Archetipo Ebraico, la testa.
La sublimazione del mentale, del razionale.
Ciò che è necessario affinché l'integrazione sia profonda, nella totale correspinsione e simmetria, affinché l'energia circoli, fluisca, si arricchisca, si potenzi.
L'Arcano Maggiore corrispondente è quello del Giudizio.
Un Giudizio che è rinascita, con parametri che trascendono il mentale, il razionale, per una profonda comprensione, che è un "prendere con", quindi, integrazione e accoglienza, di ciò con cui ci relazioniamo.
Il segno della Bilancia è governato proprio dal pianeta Venere, che governa anche questo venerdì dedicato a Selene, dea lunare e accogliente.
Siamo ancora sotto il segno del Capricorno, segno di Terra, ma anche di acqua, considerando la coda di pesce rappresentata nel segno.
Acqua e terra, ancora Femminino
Oggi  si manifesta una bella armonizzazione tra sole e luna
Ma questa energia fertile, è già in noi, come Essenza monadica potenziale, pronta per essere trasmutata in "Essere"
Due polarità, luna e sole, acqua e fuoco, che si intrecciano in una danza d'Amore, per festeggiare la Dea.
La Dea Selene.
Madre di tutte le Madri.
Nell'immagine, "Il Dono di Luna", di Matteo Arfanotti, magnifico visionario dell'Oltre.
Porta in Dono, i tesori per noi.

Tiziana Fenu
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9 gennaio Selene