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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

sabato, novembre 01, 2025

💛Ciondolo Nurdole /Nuraghe Sa Domu Beccia Uras

 Simbologie archetipali 

Prima foto

Pendente  dal sito nuragico di Albucciu Arzachena, di cui ho approfondito ad agosto

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/pintadere-pendente-nurdole.html?m=0

Simbologia archetipale, Quella della croce nel cerchio presente anche nella tradizione del nostro Carrasegare sardo, specialmente nella figura de S'Urtzu di Seui.

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/la-simbologia-della-croce-nel-cerchio.html?m=0

S'Urtzu, l'Orco.

Orco custode del Mundus Patet, il portale tra le tre dimensioni.

La simbologia della croce nel cerchio è un sincretismo tra il simbolismo di due costellazioni.

La croce del Nord, o croce del Cigno e l'Orsa Maggiore, con il suo percorso circumpolare, circolare, entrambe legate al Mundus Patet e all'edificazione dello spazio sacro, come i nuraghi.

La tracciatura del solco circolare e due assi interni a croce.

Molto prima dei romani. 

Approfondimenti nel mio scritto 

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/croce-nel-cerchioshamain-mundus-patet.html?m=0


Tiziana Fenu 

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Seconda foto

Nuraghe sa Domu Beccia, Uras. 

Unico nuraghe con tre scale 


Bibi Pinna Artist

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https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/ciondolo-nurdole-nuraghe-sa-domu-beccia.html?m=0


Ciondolo Nurdole /Nuraghe Sa Domu Beccia




, 💛Croce nel Cerchio/Shamain /Mundus Patet

 


Ma quali erano le costellazioni di riferimento durante lo Shamain in periodo celtico, quindi, 500 aC e nel 2000 aC? 

Riflettevo sulla simbologia della croce nel cerchio, nella rappresentazione di Ade, che ho postato in relazione al mio scritto sulla simbologia e correlazione "zucca/Mundus Patet" ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/10/simbolismo-zuccamundus-patet.html?m=0) e a questa stessa simbologia, presente da sempre nella nostra Antica Civiltà Sarda, ancora presente nella simbologia de S'Urtzu, che la porta in processione per il nostro Carrasegare sardo ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/la-simbologia-della-croce-nel-cerchio.html?m=0), legata alla simbologia del Mundus Patet romano, che metteva in comunicazione il mondo dei vivi con quello dei morti, che veniva rinchiusa proprio dalla pietra dell'orco.


Simbologia della croce nel cerchio presente anche in un nostro straordinario reperto, il pendente di Nurdole, di cui ho approfondito ad agosto, pochi mesi fa https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/pintadere-pendente-nurdole.html?m=0

Mundus Patet che era identificabile anche con lo spazio sacro della fondazione della città Sacra, così in epoca romana che in epoche precedenti, come quella egizia e come come la nostra sarda

La cerimonia ancestrale della quadratura del cerchio, di cui noi sardi, nella Domus de Janas della scacchiera, di Pubusattile, ne abbiamo scoperto le coordinate algebriche e geometriche( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/la-scacchiera-di-pubusattile-e-la.html?m=0) 


Ma mi chiedevo, visto che il nuraghe Losa, un perfetto triangolo equilatero, una porzione di quella Sacra quadratura che è il tempio delimitato dalla cerimonia del Solco, che ha lo stesso nome della Dea Tacita, chiamata anche Losa, la dea dei Defunti, se questa simbologia, della CROCE nel CERCHIO , così importante per la nostra Civiltà Sarda, fosse un simbolo, o un SINCRETISMO di PIÙ SIMBOLI , LEGATI alle COSTELLAZIONI.


In particolare alle costellazioni che circa 2000 anni fa erano presenti nell'attuale periodo dello Shamain.

La civiltà celtica, come la conosciamo dalla storia e dall'archeologia, inizia a svilupparsi in modo significativo nell'Età del Ferro, a partire circa dal 800 a.C.. 

Il 2000 a.C. è un'epoca molto precedente, corrispondente all'Età del Bronzo in Europa. 

A quell'epoca, i popoli che abitavano quelle regioni erano sicuramente gli ANTICHI SARDI, non ancora definiti come Celti, ed erano i grandi osservatori del cielo.

 

Le COSTELLAZIONI che avevano una LEVATA ELIACA per il celtico Shamain erano alcune. 

Sappiamo che l'aspetto del cielo cambia nel corso dei millenni e che la  posizione delle stelle rispetto alle stagioni si sposta di circa 1° ogni 72 anni, per via delle precessione degli equinozi. 

2000 anni fa, quindi, il cielo alle diverse stagioni era spostato di circa 28 gradi rispetto a oggi. 

Ciò che si osservava nel periodo dello Shamain era la levata eliaca  dell'asterismo detto "La CORNA del CAPRICORNO ", formato dalle stelle Algedi (α Capricorni) e Dabih (β Capricorni).

Sempre verso est, la levata eliaca di REGOLO , la stella più brillante del LEONE , l'ultimo, potente saluto della forza estiva prima dell'oscurità e del freddo dell'inverno, concetto che si adatta perfettamente al significato di Shamain come confine tra la luce e l'oscurità. 


Più significativa per Samhain, ma nell'Età del Ferro (circa 500 a.C. - 100 d.C.) era sicuramente la COSTELLAZIONE del CIGNO, che sorgeva a est proprio in quel periodo, oppure di DENEB (la stella più luminosa del Cigno). 

Il Cigno, con la sua forma a croce, volava via verso l'oscurità invernale, un potente simbolo della fine della stagione luminosa.


Curiosamente, per i Celti (e per molte altre culture) un evento astronomico ancora più importante del sorgere, era il TRAMONTO ELIACO, ovvero l'ultima visibilità di una stella all'orizzonte occidentale dopo il tramonto del sole.

La stella chiave in questo contesto è Antares, il cuore rosso dello Scorpione.

Il TRAMONTO ELIACO di Antares avveniva proprio intorno a Samhain. 

Antares, una gigante rossa luminosa e dal colore inconfondibile, era associata alla divinità guerriera celtica Cernunnos o a uno spirito di caccia.

Il suo tramonto definitivo dal cielo notturno significava che il "re dello Scorpione" o "lo spirito della caccia" lasciava il mondo, segnando simbolicamente la morte dell'anno vecchio e l'inizio della stagione oscura. 

Questo evento era probabilmente un marcatore  celeste più importante e immediato per la festa di Samhain rispetto alla levata eliaca di altre stelle.


Teniamo presente che anche in epoca romana si fa riferimento, per la FONDAZIONE di ROMA , ad ANTARES , ma non al suo tramonto eliaco, ma alla sua LEVATA ELIACA che avveniva, non a novembre, ma ad aprile. 

Lo SCORPIONE , è un simbolismo importante della Nostra Civilta Sarda, teniamolo presente ( 

https://maldalchimia.blogspot.com/2024/05/simbolismo-zig-zag-guanto-gigante-di.html?m=0) e rappresenta l'unione tra i due mondi, tra il mondo di Ade/Plutone e il mondo dei Vivi ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/04/scorpione-unione-tra-i-due-mondi.html?m=0) e la simbologia de

E qui ritorna la simbologia della croce nel Cerchio 

dell'alba di quella data.


Si poteva osservare anche la LEVATA ELIACA delle PLEIADI , che fanno parte della costellazione del TORO,simbolo portante della nostra Antica Civiltà Sarda. 

A SUD EST, stesso orientamento dell'ingresso del NURAGHE LOSA e del SANTU ANTINE, i nostri due perfetti nuraghi triangolari, una porzione dello spazio sacro della croce nel cerchio. 

Si manifestava anche la levata eliaca della COSTELLAZIONE del BOOTES, il BOVARO , con la sua brillante stella Arturo, vicinissima all'ORSA MAGGIORE. 

Orsa Maggiore, che vorrei ricordare, era importantissima per nostra Antica Civiltà Sarda 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/orsa-maggiore-akhetjuvale.html?m=0) 

Si manifestava anche la levata eliaca della VERGINE , del Corvo, della Bilancia, e delle importanti SERPENS CAPUT (La Testa del Serpente) e OFIUCO (Il Serpentario). 

Di Ofiuco, lo sapete, quanto sia importante, come simbologia, per la nostra Civiltà, ne ho parlato tante volte. 


E poi abbiamo la COSTELLAZIONE del CIGNO , che però non sorgeva ad est nel 2000 aC, ma solo più tardi, nel 500-100 aC

2000 anni fa, la Costellazione del Cigno, durante Shamain, dominava il cielo serale, con il suo TRAMONTO ELIACO, molto simbolico. 

Perché il Cigno, è animale psicopompo, legato alla dimensione dei morti, con la sua forma a croce, volava via verso l'oscurità invernale, un potente simbolo della fine della stagione luminosa.

Il Cigno come Uccello Migratore, come le oche. La loro partenza in autunno era un chiaro segnale dell'arrivo dell'inverno.

Appartengono ad un Simbolismo di Morte e Rinascita, ed essendo Samhain era la festa dei morti, il momento in cui il velo tra i mondi si assottigliava, la  "scomparsa" del Cigno (l'Uccello Celeste), con il suo tramonto eliaco, nel fuoco del Sole coincidente con la festa dei morti è un'analogia astronomica potentissima. 

La costellazione "moriva" nel Sole per poi "rinascere" (levata eliaca) un mese dopo, simboleggiando un ciclo di morte e rinascita.

Segnava la transizione verso la stagione oscura dell'anno.


Possiamo immaginare quale grandissima importanza potesse avere la SIMBOLOGIA della COSTELLAZIONE del CIGNO per i nostri ANTICHI SARDI, proprio nel periodo di quello che diventerà il futuro Shamain, già decodificato nella conformazione a Croce, dai nostri Antichi Padri. 

Sull'importanza della costellazione del Cigno, ho scritto svariate volte, dal primo scritto (https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/simbologia-delle-trecce-nel-bronzetto.html?m=0)  ad uno degli ultimi ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/nuraghi-samatzai-lunamatrona.html?m=0/) 

"I Dioscuri, gli antichi Sardi naviganti, figli di Leda e Zeus, sotto le vesti di Cigno, per potersi unire a lei. 

Ne portano il simbolismo i Giganti di Mont'e Prama, con il gonnellino a punta  e anche l'arciere di Santa Vittoria di Serri ( ultimo mio scritto riassuntivo https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/gonnellino-vcostellazione-cigno-utahuta.html?m=0) 

La simbologia della Croce del Nord, la Croce del Cigno, legata ai Gemelli Castore e Polluce, ha in sé la simbologia cosmogonica dei creatori demiurghi dell'umanità. 


Sottolineo che la costellazione del Cigno era centrale, lungo la Via Lattea, la Via di Rinascita. 

Era uno dei Tre Soli, una delle Tre Croci  ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-y-taurina-di-ascensione-lungo-la-via.html?m=0) 


E la COSTELLAZIONE del CIGNO è legata alla FONDAZIONE di ROMA , perché GIOVE è il NUME tutelare di Roma, e la costellazione del Cigno è una rappresentazione celeste di Giove.

Quindi ritorniamo al discirso iniziale del Mundus Patet/connessione con i morti/antenati/creazione dello spazio sacro. 

Come ho avuto già modo di approfondire, la data tradizionale della fondazione di  Roma del 21 aprile, non solo coincide con una delle tre date della ierofania nel pozzo Sacro di Santa Cristina di Paulilatino, con la festa di Palilia (o Parilia), dedicata alla dea Pales, protettrice del bestiame, ma anche con la LEVATA ELIACA di ANTARES, la stella più brillante del TORO , l'occhio rosso del Toro, la cui levata eliaca nel periodo dello Shamain, 2000 anni fa, era visibile 

Dal mio  scritto 

https://maldalchimia.blogspot.com/2022/06/solstiziopales.html?m="Questo manifestazione ierofanica, nel pozzo di Santa Cristina, si verifica il 21 aprile, il 21 giugno e il 21 agosto. 

Ora, nel 753 aC, proprio il 21 aprile, Romolo scelse il colle Palatino per la fondazione di Roma. 

Colle Palatino sul quale edificarono il Pantheon, che una stessa cupola ogivale con oculo, come il nostro pozzo Sacro di Santa Cristina a Paulilatino. 

Scelse quella data, perché avveniva la congiunzione del Sole con Palilicium, che era il nome latino di Aldebaran. 

Il nome Palatino, da cui deriva Palatium e Palazzo, discende da Pales, antica divinità agropastorale, celebrata proprio sul colle, il 21 aprile(Sigismondi Costantino). 

Quindi, il 21 aprile, traguardava la levata eliaca, di Palilicium, il nome latino di Aldebaran, e l'intero colle Palatino, e il Palazzo imperiale, sede dell'imperatore Augusto,  era dedicato a Pales e a Palilicium. 

Quindi la fondazione di Roma è legata a questa congiunzione, alla Dea Pales, e alla celebrazione del Natale romano. 

 [...] Ma ciò che mi preme sottolineare è la corrispondenza fonetica tra Palatino/Pales, e Paulilatino"


Il giorno della FONDAZIONE di ROMA , all'alba, la COSTELLAZIONE del CIGNO sorgeva in una posizione molto bassa sull'orizzonte, quasi a "tuffarsi" nella Via Lattea.

Il mito di Leda e il Cigno (Giove) è legato alla nascita di Elena, causa della guerra di Troia( 

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/elena-e-il-cigno.html?m=0) 

Enea, l'eroe troiano da cui discendono i romani, è quindi una conseguenza indiretta di quella storia.

Gli antichi romani hanno sicuramente proiettato nel cielo il mito delle loro origini, con un Tevere, riflesso della Via Lattea, e un Cigno, lo stesso Zeus, nume protettore di Roma, che all'alba del 21 aprile tocca la Via Lattea/Tevere e benedice la fondazione di Roma


Quindi il SIMBOLISMO della CROCE , è ben identificato con la costellazione del CIGNO, o CROCE DEL NORD che si staglia, con la sua sua corrispondente Croce del Sud, nell'arco del Cielo della Via Lattea. 


Ma la SIMBOLOGIA del CERCHIO , a cui si sovrappone quella della Croce , la vedo legata alla COSTELLAZIONE DELL'ORSA MAGGIORE, che, come ho approfondito, era il punto di riferimento per la delimitazione dello spazio sacro della fondazione della città e del Mundus Patet, perché si dovevano tracciare nei 4 punti cardinali, gli assi Cardo e Decumano.

Sappiamo che l'Orsa Maggiore, essendo costellazione circumpolare indica il Nord, e che sia stata sempre importantissima per indicare lo spazio sacro dei templi/città, anche in epoca egizia. I romani hanno solo copiato qua e la, attingendo sopratutto dalla nostra Antica Civiltà Sarda, è Numa Pompilio, da antico Kabiro sardo /etrusco, quale era, ha importato molto, dalla nostra civiltà. 

Dal mio scritto 

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/orsa-maggiore-akhetjuvale.html?m=0

"C'era una ritualistica molto precisa, in ambito egizio, descritta nel Libro di Toth, esattamente, nel libro della Fondazione, per la quale, il Re, capo dei Maestri Costruttori, il Faraone, per individuare meglio l'Orsa Maggiore, e quindi, la Stella Polare, si serviva di uno strumento, detto Merkhet( una sorta di livella alla cui estremità e collegato un filo a piombo), è individuava i 4  vertici del luogo sacro.

Con un mazzuolo ( stesso nome de su matzolu de S'Accabbadora), solcava per 4 volte, il solco del perimetro, come se fosse un'aratura.

L'aratura del carro dell'Orsa Maggiore, che sacralizzava, in questo modo, le fondamenta del tempio, della piramide.

In questo spazio, nasce l'Akhet,

Dell'Akhet ne ho parlato in un altro mio scritto( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/lo-stargate-di-orione-attraverso-sa.html) "

L'ORSA MAGGIORE quindi, insieme alle costellazioni circumpolari, traccia un CERCHIO iIntorno alla stella polare, che fa parte dell'Orsa Minore, in un movimento circolare perpetuo, completando un giro in 24 ore. 

Per questo gli antichi la chiamavano "Il Carro" che ruota intorno al polo. Il suo moto non tramontante ne fa un simbolo dell'infinito scorrere del tempo e dell'immutabilità nell'apparente mutamento.

Il cerchio è il ciclo annuale, mentre la croce al suo interno segna i quattro punti cardinali o i due solstizi e i due equinozi. 


Se questa simbologia della CROCE nel CERCHIO, è rimasta fino ad epoche recenti, fino ad essere rappresentata anche come simbolo di Ade/Plutone, signore del regno dei Morti, è ancora, come simbolo del nostro Urtzu sardo vuol dire che era un parametro importantissimo che traguardava la sacralità della connessione con le tre dimensioni. 

Il nostro ORCO di SEUI porta in processione, durante il Carrasegare sardo, la croce nel cerchio ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/la-simbologia-della-croce-nel-cerchio.html?m=0) 

L'orco, custode del Mundus Patet. 

E notate la corrispondenza fonetica tra Orco/Orso /Orsa. 

Come l'Orsa Maggiore fa parte delle custodi della dimensione della nascita e rinascita astrale del Mesket, la dimensione circumpolare, quindi circolare, nella dimensione astrale, così, nella dimensione terrena, l'Orco custodisce la dimensione tra la vita e la morte, il Mundus Patet. 

Dal mio scritto 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/giovanni-juvaleorsa-maggiore.html?m=0

"E, come San Giovanni, fa nascere il Cristo dalle acque, lo battezza, così le costellazioni del Mesket,  le guardiane del cielo, riguardavano i misteri della nascita e rinascita, poiché il  Meska, durante i riti Iniziatici, misterici, di rinascita, di incubatio, era la pelle sotto la quale si poneva l’iniziando, la pelle che simboleggiava l‘amnios o il chorion, la placenta, la membrana che avvolge il feto. 

Meska, da "mes" che significa “nascita” e ka, “doppio”.

Il passaggio per la pelle, che era simbolo anche dei riti di mummificazione, attraverso la pelle di leopardo, agnello o cervo. 

Mentre scrivo, penso a "su juvale", che veniva posto anche sotto la nuca dei faraoni, o sotto la nuca di chi guidava verso la fine delle sofferenze, su Juvale usato dalla nostra Accabadora, o forse, sarebbe meglio scrivere Akabadora, con la Ka, perché guidava verso la rinascita. 

Le Mesket, le guardiane del cielo, sempre vigili, quelle fanno girare il mondo ( come il giogo, il carro, che gira sempre su se stesso) e rendono immortali), che offrono vita, ma anche morte. 

"Bogadoras" ( coloro che fanno nascere, che portano/bogano, in sardo, fuori) e "Accabadoras" ( coloro che mettono fine alla vita). "


CROCE nel CERCHIO . 

Il simbolismo sovrapposto, perché legati alla stessa ritualizzazione della connessione tra mondo astrale, mondo dei vivi e mondo dei morti, della COSTELLAZIONE del CIGNO e dell'Orsa Maggiore, entrambe indicanti il Nord. 

Croce del Cigno, il cui tramonto eliaco, 2000 anni fa, corrispondeva al periodo non ancora istituzionalizzato formalmente dai Celti, ma ben radicato nella nostra tradizione sarda, entrambe parametri  per tracciare quello che sarà, in periodo romano, il Mundus Patet e lo spazio sacro del tempio, della città, è chiaro che questa simbologia nasce nella nostra Antica Civiltà Sarda, 2000 e oltre anni fa.. 

È stata fatta una sovrapposizione dei due simbolismi, croce e cerchio. 

Una legata alla Costellazione del Cigno, una legata all'Orsa Maggiore. 

Non è una coincidenza che il tramonto eliaco della costellazione del Cigno si manifestasse  nel periodo di Shamain. 

Gli antichi romani hanno sfruttato queste due simbologie, per istituzionalizzarle nei riti della fondazione di Roma e del Mundus Patet, che si celebrava proprio in questo periodo. 

Le due celebrazioni vengono a sovrapporsi, perché la fondazione di Roma, esigeva anche la benedizione dei defunti, degli Antenati. 

Dei Mani, dei Mannus, gli anziani, in sardo. 

Chi chi contava, nella nostra società sarda. 

Tra l'altro,  la svastica astrale che delineano l'Orsa Maggiore e Minore, riflettono esattamente ciò che era la visione cosmogonica delle antiche civiltà: sinergie sia maschili che femminili, complementari. Quindi non solamente svastica solare, con il suo verso destroso o sinistroso che indica il percorso del sole da est a ovest, e viceversa( indicando così, implicitamente anche il percorso lunare), riferita ad un percorso terreno, ma anche svastica stellare, riferita al percorso del carro dell'Orsa Maggiore, intorno alla stella polare. 

Una specularità molto importante, perché univa cielo e terra, attraverso l'asse del mondo estesa sino alle stelle, sino al divino Anche il pugnaletto sardo( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/il-pugnaletto-sardo-e-il-solstizio.html?m=0) simbolo regale, riflette queste due polarità yin e yang, terrena e divina. 

Mascolino e Femminino. 

Una sinergia sempre presente nella nostra società sarda, che rappresenta le radici di questo simbolismo arcaico. 


Tiziana Fenu 

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Croce nel cerchio /Shamain /Mundus Patet

















venerdì, ottobre 31, 2025

💛Dea Tacita/Losa

 La protettrice (o una figura associata) dei morti, in ambito romano  è la DEA TACITA , la dea del silenzio funebre, quindi legata alla dimensione dei defunti. 

Era la divinità del silenzio e dell'oblio. 

Colei che non parla. 

La silenziosa. 

Era una dea che "tacitava" i morti, assicurando che riposassero in pace senza tornare a disturbare i vivi. 

Una dimensione assolutamente Sacra, quindi, quella del silenzio. 

Una dimensione fortemente voluta, come istituzione, da Numa Pompilio, ma che era già preesistente, fortemente radicata, nella nostra Antica Civiltà Sarda 

Dal mio scritto

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/santuario-santa-vittoria-di-serri-numa.html?m=0

"Narra la leggenda che Numa Pompilio fosse stato partorito nel tempio di CERERE /Demetra. 

[*come ho già approfondito, Cerere/Demetra era collegata al MUNDUS PATET , l'apertura del varco che connetteva con la dimensione dei morti, che era chiamato anche MUNDUS CERERIS , perché si davano offerte dei doni di Cerere, di Madre Terra, in onore dei defunti, degli antenati, dei Mani, che proteggevano anche la città

"Un solco fertile, il cui albero centrale diventava l'axis Mundi della città, protetto con una cinta muraria. 

La Roma quadrata delle origini, nella cui simbologia della croce nel cerchio si intersecano le ancestrali simbologie della terra e del cielo. 

La quadratura del cerchio. 

Venivano piantati sopratutto cereali in onore di Cerere/Demetra . 

C'era un legame fra Cerere e il mondo dei morti, sia come Dea della crescita, sia come Demetra.

Anche l'albero centrale ha a che fare con Cerere, ne ho parlato in un mio scritto, e il periodo di Carnevale, si chiude proprio con il mercoledì delle Ceneri 

Dal mio scritto https://maldalchimia.blogspot.com/2025/03/cenereashasherah.html?m=0

"Cenere /Cerere

Cerere era già presente nel pantheon dei popoli italici preromani, specialmente gli osco umbro sabelli e fu, in seguito, identificata con Demetra- https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/mundus-patet-romani-24-agosto.html?m=0) 

Numa Pompilio instaurò per ispirazione della Ninfa Egeria il culto di Tacita, Dea del silenzio iniziatico, equiparata ad Iside, colei che richiede il silenzio nei Sacri Misteri.

Questa dimensione del silenzio è molto interessante, perché si ricollega al bronzetto ritrovato proprio a Santa Vittoria di Serri, di cui ho approfondito in un mio scritto del 2021, e indagando ulteriormente, ho trovato questa straordinaria correlazione, tra il nostro Numa Kabiro sardo, che istituisce il culto di Tacita e questo bronzetto che rappresenta il silenzio iniziatico di ARPOCRATE , proprio a SANTA VITTORIA di SERRI, dove si crearono le prime fondamenta delle istituzioni che verranno gerarchizzate nell'impero romano, nella stanza dell'ancilia /labrys, che era la stanza del capo, della curia. Dello scudo di Marte, che era considerato anche il Signore della pioggia 

Lo straordinario BRONZETTO n° 124,  “MADRE con bimbo in grembo”,  alto 12 cm, conservato al museo di Cagliari, risalente forse al IX sec. a.C( sempre a questo santuario, appartiene l'altro bronzetto, la Grazia ") 

Dal  mio scritto :

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/seu-sou-seu-sousono-solosono-luovo-l.html," rappresenta molto bene quella dimensione iniziatica del silenzio 

"questo Horus, è rappresentato in un'immagine iconografica che nell’arte egizia (anche geroglifica) è chiamato il "signum arpocraticum", che indica l’età infantile, ma già nella consapevolezza dell' età adulta, di chi porta l’indice destro alla bocca. 

Così fa Arpocrate, figlio di Iside e Osiride. 

Plutarco ne rilegge il gesto a comando del tacere, inaugurando un simbolismo che sarà universale. Nei templi antichi, per poter accedere ai Misteri Iniziatici e stare nei templi, bisognava osservare un anno di assoluto silenzio. 

Era il silenzio del segreto, dell'abbondanza , della conoscenza segreta. 

Arpocrate che era spesso interscambiato con Horus, poiché rappresenta Horus non più bambino, ma evoluto, cresciuto, consapevole. 

Arpocrate fanciullo, quindi già uomo, quello che Iside tiene in braccio, Horo il fanciullo, che punto da uno scorpione guarì grazie alla magia della madre. 

Rappresentazione di cui abbiamo un bronzetto in particolare, quello di Santa Vittoria di Serri che ha il bambino/adulto  con l'indice della mano destra sollevato, in gesto che sembra indicare il fare silenzio. Un bronzetto che risale al 1500 a.C, come minimo. 

Che anticipa l'Arpocrate /Horo egizio. 

La cosa strana è che anche Arpocrate, era rappresentato con il fiore di loto( come nella  maschera Ghignante sarda ) e il corno dell'abbondanza.

Quindi, visto che le ierofanie di questo torello, all'interno dei nuraghi, o la Y rappresentata monca del lato sinistro, o più corto, pare allora che rappresentasse proprio questo figlio di Osiride e Iside, questo Arpocrate, grande iniziato ai Misteri, che incentiva al silenzio, alla meditazione, alla sacralità dell'essere soli con sé stessi in queste dimensioni sacre. 

Una sorta di silenzio riservato agli eletti. 

Il viaggio iniziatico per la resurrezione a se stessi, si fa da soli". 

Il bambino è rappresentato come un adulto. Rappresenta il ciclo della vita. 

In questo mi ricorda la rappresentazione presente in uno specchio etrusco, con la Dea che tiene in braccio un bambino, Ercole da adulto, quasi calvo, come un vecchio. 

Sottolineo che Numa, appena divenne re di Roma, nominò tre sacerdoti, dediti  a 3 culti diversi, Giove, Marte e dio Quirino, nome diffusissimo in Sardegna,, il cui nome deriva da Curia ( lancia ) e corrisponde proprio a Marte. 

Era il collegio sacerdotale dei sacerdoti". 


Già si delineano, come vedete, come sempre, straordinarie correlazioni tra la dimensione dell'antica Roma, che ha attinto, come ho sempre sottolineato, dalla nostra Civiltà Sarda, e le nostre più radicate simbologie. 


Di questa Dea Tacita, è straordinario l'altro nome, 

Losa o DEA LOSA . 


Questo è un nome più arcaico e forse il suo originario, che sembra essere di origine etrusca e potrebbe essere collegato a concetti di "sorti" o "destino" (dal latino losa o lusa, forse correlato a sors, "sorte").


È il nome del nostro  straordinario NURAGHE LOSA , il nostro tempio, un perfetto triangolo equilatero

 Il nuraghe Santu Antine di Torralba e il nuraghe Losa di Abbasanta hanno entrambi una planimetria triangolare. 

Entrambi i nuraghi hanno un orientamento, per l'ingresso, a sud-est, stesso orientamento del pozzo Sacro di Santa Cristina e di altri pozzi e nuraghi importanti, come è importante la sua simbologia

( Approfondimenti https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/orientamento-sud-sudest-di-alcuni-pozzi.html?m=0)

Dal mio scritto

https://maldalchimia.blogspot.com/2024/03/abbasanta-sacro-nuraghe-losa.html?m=0

"Come avevo già approfondito, ad Abbasanta abbiamo degli esempi di Fiori della Vita, molto antichi.

Il nome, Abbasanta, in sardo, significa "acqua santa", con un chiaro riferimento all'acqua divinizzata, cristallizzata( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/fiore-della-vita-abbasanta.html?m=0) 

Ad Abbasanta e a Torralba, abbiamo due splendidi esempi di questa Geometria Sacra perfetta, due nuraghi, due tempi, trilobati, dei perfetti triangoli equilateri, di cui avevo già approfondito ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/i-custodi-della-memoria-del-trilobato.html?m=0) 

Cristalli d'acqua, che nella loro perfetta conformazione esagonale, con triangoli a 60°, indicano, sia lo stesso simbolo esagonale nel mento del Gigante di Mont'e Prama ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/la-geometria-del-6-nel-mento-del.html?m=0), sia la loro Matrice architettonica, il cubito reale( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/08/il-cubito-reale-sardo-simbolo-dei.html?m=0), sia la grande capacità che hanno avuto, nella nostra Antica Civiltà, di ricreare la Merkabah, la dimensione del Corpo di Luce eterico, la cui base, è proprio il triangolo equilatero, la stella a sei punte, l'esagono, che si espandono tridimensionalmente, nella dimensione eterica, a creare la Merkabah 

È proprio in un Nuraghe di Abbasanta, nel Nuraghe Aiga, come in altri nuraghi, che durante il Solstizio estivo, quando il sole è nel suo punto più altro, nel solstizio estivo di massima espressione e potenza solare, che si verifica il fenomeno della trasfigurazione iin Corpo di Luce, la Merkabah, la nostra dimensione eterica

( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/06/trasfigurazione-solstizio-estivo-2023.html?m=0) 

Due tetraedri interconnessi, la cui base, e proprio il triangolo equilatero, la stella a sei punte, l'esagono. 

La base triadica della creazione, divinizzata, amplificata in struttura tridimensionale, come un cristallo d'acqua. 

Acqua santa 

"Abba santa". 

Acqua santificata, cristallizzata. 

In una società Matriarcale, con il culto dell'acqua, in tutte le sue forme, veicolo anche di ierofanie divinizzanti, un nuraghe sacro, dalla perfetta forma di una Sacra Geometria, non poteva che nascere in un luogo chiamato Abbasanta. 

Il fenomeno della trasfigurazione in corpo di luce,  in Merkaba, avviene durante il Solstizio estivo. 

I solstizi, alchemicamente, sono governati dal Femminino, quindi, dall'elemento acqua, che durante il Solstizio estivo, sancisce la sua unione Sacra con il Mascolino, con il Fuoco. 

Una perfetta ierogamia, sacralizzata anche dall'orientamento, verso i solstizi, delle nostre stesse Domus de Janas, luoghi alchemici di trasmutazione 

Così come, sono orientati a sud - sud est.( alba del solstizio invernale) , gli ingressi dei nuraghi

Dicasi lo stesso per l'orientamento delle gradinate dei nostri pozzi Sacri, su un'asse orientata ai solstizi. 

Solstizi, come Femminino, custode della vita.

Femminino che è acqua, è Mem, è memoria ancestrale e amniotica, che, nella sua forma più alta e sublime, si cristallizza, si divinizza in Cristallo d'acqua, una forma purissima, le cui basi, sono proprio il triangolo equilatero e la sinergia tra le due polarità, la stella di David, l'esagono. 

Come se fossimo, anche in queste strutture architettoniche, come ho sottolineato piu volte, Frattali di una perfetta Geometria Divina, in cui siamo presenti anche con il parametro, non solo, degli angoli a 60°, ma anche con quelli a 72 °, come ho approfondito tante volte, negli ingressi dei nuraghi e nei nostri pozzi Sacri( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/06/simbologia-angolo-72-nel-pozzo-scristina.html?m=0) "


E la dimensione dell'acqua è estremamente presente per questa celebrazione dei morti, perché come ho già scritto, la stessa tradizione della zucca deriva dai crani capovolti, colmi di acqua, offerti a Madre Terra per l'abbondanza e ai defunti /antenati, per la protezione. 


Molto interessante, perché la dea Tacita /LOSA , è il risultato della trasmutazione della ninfa Lara (o Lala), una NAIDE figlia del fiume Almo, un affluente del Tevere.

Quindi siamo ancora nell'ambito dell'acqua. 

Lara si rifiuto' di sottostare alle attenzioni di Giove, ma non solo si rifiuto', ma avviso' anche Giunone e le altre ninfe. 

In sintesi, parlò troppo e tradì il segreto del re degli dèi.

Giove, infuriato, le strappò la lingua. Poi, ordinò al dio messaggero Mercurio (Ermes) di condurla negli Inferi, rendendola una divinità infera.

Durante il viaggio verso il regno di Dite (Plutone), Mercurio, affascinato dalla bellezza della mutilata ninfa, la violentò. Da questa unione nacquero i due LARI COMPITALI (Lares Compitales), gli dèi protettori degli INCROCI . Lara/Lara divenne così la DEA TACITA MUTA , una divinità silenziosa e infera, associata al mondo dei morti e all'oblio.


Guardacaso, i LARI COMPITALI sono proprio gli Dei che presiedono all'incrocio che si forma  dai due assi di cardine della città  di Roma ( il decumanus e il cardo) 

Come ho già approfondito, quando Romolo fondò Roma, tracciò un solco sacro (sulcus primigenius) con un aratro per delineare il perimetro della città (il pomerium).


Questo rito era di origine etrusca.

Etrusca, significa sardo 

Tant'è che la CROCE nel CERCHIO è un simbolo ancestrale sardo presente ancora nella nostra tradizione del Carrasegare sardo ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/la-simbologia-della-croce-nel-cerchio.html?m=0) 

Presente, come simbologia anche in un antico MANUFATTO di cui ho approfondito due mesi fa

( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/pintadere-pendente-nurdole.html?m=0) 

Cardo Asse nord-sud.

Decumanus: Asse est-ovest.

Il punto d'incrocio del cardo e del decumanus definiva il centro fisico e organizzativo della città. In quel preciso centro, si collocava il MUNDUS PATET . 

Non è un caso che il Mundus fosse tradizionalmente localizzato nel Comizio, l'area del Foro Romano dove si riuniva il popolo in assemblea, proprio ai piedi del Campidoglio.

Quindi sono strettamente collegati 

Il cardo e il decumanus tracciano una croce cosmica sul piano orizzontale, ordinando lo spazio umano secondo i quattro punti cardinali.


Il Mundus introduce un asse verticale: unendo la Terra (il mondo dei vivi) con gli Inferi (sotto) e, per estensione, con il Cielo (sopra).

L'incrocio dei due assi diventa così il punto di incontro di queste tre dimensioni, un centro del mondo in senso assoluto.

Cardo e Decumanus definiscono l'ordine spaziale orizzontale della città.

Il Mundus definisce l'ordine spirituale verticale e il centro cosmico.

L'incrocio degli assi è la locazione naturale e simbolica del Mundus

Ecco perché questa simbologia, della CROCE nel CERCHIO è così importante, nella nostra civiltà sarda. 


Tanto da essere STRUTTURA ARCHITETTONICA portante anche nei nostri NURAGHI 

Perché unisce le tre dimensioni, ma già lo avevo sottolineato in altri miei scritti, in particolare questo 

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/romolo-e-remo-e-acca-laurentia.html?m=0


D'altronde, la fondazione di Roma, si celebra il 21 aprile, data della ierofania nel pozzo Sacro di Santa Cristina ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/06/solstiziopales.html?m=0) 

Ma è importante sottolineare un aspetto. 


Come la croce nel cerchio indica l'omphalos che unisce le tre dimensioni, e il Mundus è ciò che si colloca nel punto cruciale generato dall'incrocio di quegli assi, le SEZIONI SACRE, come il TRIANGOLO EQUILATERO che fanno parte di questa ripartizione, sono il riflesso di questo microcosmo ordinato e sacro, che va oltre la semplice delimitazione del territorio, ma che diventa centro di un punto di comunicazione con le forze divine ancestrali, comprese le forze degli antenati, dei Defunti, dei Mani/Mannus, di cui si richiedeva benevolenza e protezione. 


Avevo già parlato del NURAGHE LOSA , in relazione al CUBITO REALE sardo, essendo un perfetto triangolo equilatero, ma oggi trovo questa correlazione straordinaria tra la simbologia della croce nel Cerchio, nel Mundus Patet, nel triangolo equilatero, in cui si suddividono le 4 porzioni della croce nel Cerchio, e nel nome Losa, legato alla Dea Tacita /Losa, correlata ai defunti e quindi allo stesso Mundus Patet. 

Dal mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/08/il-cubito-reale-sardo-simbolo-dei.html?m=0) 

"Il cubito reale, in relazione alle lunghezze, che universalmente  è calcolato in 52,36 cm, si otteneva tracciando un esagono regolare all'interno di un cerchio di diametro di un metro. La lunghezza del suo lato ne determinava il cubito reale, che a sua volta, era diviso in 7 palmi.

Avevo già indicato l'importanza del simbolo esagonale nel mento del Gigante di Mont'e Prama. 

Lo avevo fatto sottolineando l'angolo a 60°di ognuno dei 6 triangoli all'interno dell'esagono

( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/la-geometria-del-6-nel-mento-del.html), scoperta mia, ci tengo a sottolinearlo. 

Angolo a 60° che indica l'inclinazione dei raggi solari nel periodo equinoziale.

Oggi ne sottolineo la valenza come parametro Sacro di lunghezza, adottato anche dagli antichi Sardi, al punto da usarlo come simbolo distintivo nel mento del Gigante di Mont'e Prama. 

Un esagono perfettamente inscrivibile in un cerchio, come dentro un nuraghe, il primogenito, la collina creatrice, il Verbo del Divino, manifestato sulla terra. 

Il cubito è la sesta parte di questa circonferenza, che individua un perfetto triangolo equilatero,  simbolo di equilibrio e di armonia. 

Il cubito rappresenta la sesta parte di una circonferenza che ha per diametro un metro. 

Questo metro, a sua volta è suddiviso in 7 parti, cioè in 7 palmi, che imposta una suddivisione del tempo e dello spazio, settenaria. 

Ogni palmo è suddiviso in 4 pollici. 

Un cubito corrisponde a 28 pollici".


Il NURAGHE LOSA, come il SANTU ANTINE è una porzione di questo spazio divino, perfetta, individuato dalla croce nel Cerchio e dal Mundus Patet 

Lo stesso nome, Losa, tradisce questa connessione ancestrale con la dea Tacita/Losa della dimensione dei morti, con i due figli avuti da Mercurio, i due dei, i Lari Compitali dei due assi cardini, Cardo e Decumano, della fondazione dello SPAZIO SACRO che unisce le tre dimensioni. 

Un  aspetto che è stato preso, ancora una volta, dalla nostra Antica Civiltà Sarda, perché proprio nei nuraghi abbiamo spesso questa conformazione, sia interna che esterna, dove il Cerchio, rappresenta la camera centrale, mentre la Croce è formata dall'asse ideale che collega le tre o quattro nicchie che si aprono sulla camera centrale, più l'ingresso. Questo crea uno schema a croce, dove i "bracci" sono i corridoi di accesso alle nicchie e all'ingresso.

Uno schema che troviamo per esempio nel Nuraxi di Barumini. Nella torre centrale e in alcune torri secondarie, la disposizione delle nicchie rispetto alla camera crea proprio questo schema cruciforme all'interno dello spazio circolare.

E soprattutto nel Santu Antine di Torralba, che è un perfetto triangolo equilatero come il Losa. 

Entrambi presentano la croce nel cerchio interna. 

Anche qui, nella maestosa camera centrale, le tre nicchie e il corridoio d'ingresso disegnano una croce.

Ma è una conformazione che ritroviamo anche nelle Domus de Janas, sia come struttura interna, come per esempio nelle planimetrie di Sant'Andrea Priu a Bonorva o quelle de S'Incantu a Putifigari. 

Simbolismo presente anche in altorilievo sulle  architravi delle celle, dove la falsa porta  è spesso sormontata da un architrave semicircolare, creando ancora una volta l'immagine di una croce (l'architrave rettangolare) inscritta in un semicerchio.

Oppure in alcune tombe, come quelle di Montessu (Villaperuccio), si trovano motivi circolari con una croce incisa all'interno, realizzati con la tecnica della puntinatura.

Il cerchio, nelle Domus potrebbe rappresentare il sole, con la sua forza fecondante e rigenerante, mentre la croce al suo interno potrebbe rappresentare i punti cardinali o i solstizi. È un simbolo di vita, di rinascita e di ciclo perpetuo. 

Così come rappresenta il mondo nelle sue 4 direzioni spaziali, quindi i tre regni connessi tra loro

Ovviamente, la croce nel cerchio è una conformazione che troviamo anche nelle tombe dei Giganti, anche se non in tutte, 

L'esedra semicircolare, il corpo tombale che forma una linea retta, chiude il cerchio e forma  una croce che divide il cerchio i 4 parti. 

Si può vedere bene nella tomba dei Giganti di Coddu Vecchio a Sassari e in quella di Li Lolghi, ad Arzachena, Sassari 


Come sempre, le radici, si trovano nella nostra Antica Civiltà Sarda. 

Potente potente simbolo cosmologico-religioso della nostra Antica Civiltà Sarda, legato ai cicli di vita, morte e rigenerazione,  all'orientamento astronomico, ripreso dai romani come simbolo sacro delle fondamenta delle città, in stretta connessione con il mondo dei Defunti

Sardegna Cultura Madre, sempre 


Tiziana Fenu 

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Maldalchimia.blogspot.com 

Dea Tacita /Losa

































giovedì, ottobre 30, 2025

💛Sa Concordia /Arca Alleanza

 Non tutti sanno che in Sardegna esiste una figura specifica, che rappresenta la personificazione delle anime defunte.

Una figura mitica presente soprattutto in Ogliastra.
Sto parlando "de Sa Concordia", chiamata anche "S'Aconcordia", un essere femminile, uno spirito ancestrale che si manifesta come ierofania luminosa, come uno stuolo di luci, tra cui traspaiono le donne velate, le persinificazioni delle Anime delle  Antenate, in particolare, che ritornano a visitare i luoghi in cui vissero, per portare protezione e vegliare, con giustizia ed equilibrio, sulla comunità, dispensando consigli o punizioni, a seconda del comportamento dei singoli individui.
Questo è molto interessante, perché a livello comunitario, sociologico, S'Aconcordia si sviluppa anche, con lo stesso nome, come strumento equilibrante dell'intera comunità.
Rappresenta un'alleanza, una Concordia, appunto, un concordare, attraverso un vero e proprio contratto sociale e morale, dal forte valore giuridico e comunitario, che sanciva la fine di una faida, una lite o un grave torto tra famiglie o individui.
In una società agro-pastorale come quella sarda, l'onore e la reputazione  erano importantissimi ed era importante mantenere l'equilibrio. 
Un equilibrio che si veicola a attraverso figure importanti come i mediatori, chiamati Coadiadores, il prete, il sindaco (su maiore), gli anziani (sos mannos) o parenti comuni.
La Stesura dell'Accordo (Sa Carta de S'Aconcordia) avveniva  vero e proprio atto scritto, spesso da un notaio o da una persona colta.

Notare come gli anziani della comunità, "Sos Mannos", hanno lo stesso nome dei Mani  celebrati in ambito romano, gli spiriti dei defunti, estremamente rispettati, di cui ho parlato nei miei recenti scritti, le anime collettive degli antenati defunti, considerate come un'unica entità divina e protettiva, gli antenati, la stirpe, divinizzats come collettività
Erano forze benevole, ma che andavano costantemente placate e onorate, quindi molto rispettate.
Esattamente come Is Mannus delle comunità sarde.
I Mani venivano celebrati per  l'apertura del Mundus Patet, che avveniva in 3 date, 24 agosto, 5 ottobre e 8, novembre.
Dal mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/mundus-patet-romani-24-agosto.html?m=0)
"Il Mundus Patet si trovava sul Palatino, e ho già sottolineato in più scritti, il legame tra Palatino e Paulilatino( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/06/solstiziopales.html?m=0) 

il pozzo Sacro di Santa Cristina di cui hanno riportato le importanti date delle ierofanie 
Guardacaso, il Mundus Patet si celebra il 24 agosto, tre giorni dopo il 21 agosto, giorno della ierofania nel Santa Cristina 
( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/corrispondenze-celebrazioni-romane-date.html?m=0)
[...] I Mundus Patet, quindi che celebrano non solo il Memento Mori ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/mosaico-di-pompei-memento-mori.html?m=0), ma anche la celebrazione di una rinascita, in cui le due dimensioni, quella dei vivi e dei morti
[...] Una dimensione, quella della celebrazione del Mundus Parer, che rimanda alla celebrazione delle nostre de Is Animesdas, la festa dei morti
Dal mio scritto https://maldalchimia.blogspot.com/2020/10/radici-della-tradizione-de-is-animeddas.html?m=0
" A Seui, infatti, tra il 30  ottobre e il 2 novembre vi è anche " su prugadoriu", con l' esibizione di maschere locali."
Seui, la cui maschera tipica è quella de S'Urtzu/Orco" 
E ancora :
"E, legato alla simbologia della zucca come un cranio, vi era un rito, sia in Sardegna che in Corsica: cioè quello prendere i crani dal cimitero per far piovere,  e il cranio in seguito venne sostituito da una zucca intagliata. Ed è per questo motivo che la zucca, e quindi il culto dei morti, in un certo senso è legato anche al dio Maimone, al dio della pioggia". 
Questo è importantissimo perché il lapis manalis, la pietra di chiusura che vietava l'accesso dell'orco, era  anche una pietra posta fuori della porta Capena, presso il tempio di Marte.
In caso di siccità, la pietra veniva portata in città e immediatamente faceva piovere.
Il lapis manalis, la pietra sacra agli Dei Mani o Lari, divinità che rappresentavano anche gli spiriti degli antenati e tutelavano la città e i suoi abitanti.
Gli antenati 
La memoria 
La memoria dell'Acqua 
La Mem, tredicesimo Sacro Archetipo Ebraico 
Maimoni( vedi https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/osservavo-queste-tre-immagini-la-prima.html?m=0) 
Come vedete, anche in questa occasione, i riti romani si sovrappongono a quelli preesistente sardi, nello specifico, come ho sottolineato altre volte, in un sincretismo, che però ne tradisce le radici, le nostre radici". 


Sa Concordia.
S'Aconcordia.
Non è solo il nome di questa figura delle nostre tradizioni sarde, che onora i defunti.
Concordare un patto.
Un'alleanza.
La figura del Femminino, custode di questa Alleanza tra mondo dei vivi e mondo dei morti, si traduce in una figura di rispetto e di Arco simbolico di luce tra queste due dimensioni.
Lo stesso nome "Aconcordia", mi rimanda alle parole concordia e accordo.
L'arco di luce, l'archetipale rappresentazione dell'Arca dell'Alleanza, di cui ho approfondito svariate volte, a partire dal luglio 2020
Dal mio scritto, di cui riporto alcuni passi.
https://maldalchimia.blogspot.com/2020/07/s-arca-sacra.html?m=0
"Riflettevo ancora sul nome della cassapanca sarda. 
Cassapanca. 
Cassa. 
Cascia. 
C'ascia. 
Ascia. 
S' archedda
S'arca
Arca
Arco
Tutte queste parole hanno poi portato ad un percorso che ritorna sempre all'Origine. 
Partiamo dall'aspetto esteriore della cassapanca sarda. 
Ricorda quello dell'arca dell'Alleanza.
Arca /archedda. "Arca piccolina" ( un cofanetto di bronzo risalente all'età nuragica, è stato ritrovato presso il Nuraghe Lungheria di Oschiri, molto simile all' Arca dell'Alleanza). 
Ma c'è anche molto di più oltre questo diminutivo. 
L'Arca dell'Alleanza era stata realizzata in legno di acacia per volontà di Mosè per contenere le tavole della legge che gli erano state dettate da Dio. 
Non aveva potuto vedere Dio in volto, identificato con Yhawn/ Amon /Min, il dio nascosto. 
Di Amon ho già parlato nel mio precedente post, il Dio  nascosto e ingenerato, il Dio della luce, della fertilità dell'elettricità, la cui parte femminile è rappresentata da Min, la parte  che crea nella Forma, il Dio manifestato.
[...] Anche molte dee guerriere egizie venivano rappresentate con il corpo itifallico di Amon - Min, con la testa  di ariete con le corna ricurve che rappresentavano sia la virilità sessuale, ma anche la spirale femminile.
Nella versione Amon-Min, il Dio Amon era a considerato " Toro della stessa sua madre"
Il termine Mimose, con la quale sono celebrate le donne, probabilmente risale a  questa versione femminile di Amon-Min, un Yhawn/ Amon /Min, che chiede di poter realizzare un contenitore che potesse contenere  e custodire la sua Parola, il suo Verbo, specificando che forse in legno di acacia, cioè di Mimosa, in onore alla sua parte femminile, che dà la Forma alle sue parole e che funge da contenitore, da grembo creatore. 
Sì perché l'Arca dell'Alleanza, fu costruita in  preziosa acacia  rivestita di oro, prodotto di un' antica tecnologia, della quale gli antichi egizi erano a conoscenza, e questo antico sapere iniziatico venne trasmesso solo agli iniziati, dei quali Mosè avrebbe fatto parte" 

[ Per la simbologia e correlazione Mimosa/ Dea  Madre Sarda, approfondimenti nel mio scritto
https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-dea-madre-di-cabras-mimosa-solare.html]
Proprio l'acacia è il simbolo arboreo maggiormente correlato alla  celebrazione di Tutti i Morti, perché è considerato l'albero della resurrezione, simbolo di immortalità
Secondo la leggenda, un rametto di acacia fu trovato sul sepolcro di Hiram Abif, il mitico architetto del Tempio di Salomone, segno della resurrezione.
Ancora oggi portare un rametto d'acacia in cimitero, ad onorare i defunti, significa onorarli nella dimensione dell'immortalità.

Un altro tipo di Archedda è stata ritrovata a Tadasuni, provincia di Oristano, di cui ho già approfondito(  https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/arca-di-tadasuni-con-zampe-di-toro.html), molto particolare perché ha la simbologia delle zampe del Toro come supporto.
L'Arca dell'Alleanza che rappresenta il potere creativo del Femminino, la nascita, la rigenerazione e la rinascita.
Che ne custodisce il segreto.
Il segreto di questo ancestrale accordo, tra umano e divino, tra le due stesse polarità, che si deve rispettare.
Un'alleanza che va onorata, per non disonorare gli spiriti dei defunti, della memoria ancestrale degli Antenati che sancirono questo Sacro Patto.
La manipolazione impropria fa adirare gli stessi antenati, e porta alla morte
I Filistei catturarono L'Arca, che guidava gli Israeliti, ma essa portò loro solo sciagure e malattie, tanto che dopo sette mesi la rispedirono in Israele.
Nel passo di di Samuele 1, 4-6, si racconta di quando l'Arca fu catturata, e i due figli del sacerdote Eli, Ofni e Fineas, che erano sacerdoti corrotti, morirono in battaglia. Alla notizia della loro morte e della cattura dell'Arca, il loro padre Eli cadde all'indietro dalla sedia, si ruppe la nuca e morì. Poco dopo, la nuora di Eli, mentre dava alla luce un figlio, morì a sua volta. Prima di morire, chiamò il bambino Icabod, che significa "La gloria si è allontanata da Israele", riferendosi alla perdita dell'Arca.
Nel "Testo della piramide", un antico documento, si parla di una scatola d'oro nella quale Ra, il primo re egiziano ripose un certo numero di oggetti  egiziani molto preziosi, così come "s' Archedda" Sarda, custodisce il prezioso corredo della sposa. 
Sull'Arca dell'Alleanza, vi erano due Cherubini d'oro a protezione del coperchio, tutto in oro, le cui ali quasi si sfiorano. 
L'Arca era la manifestazione vivente del potere divino. 
Il potere che scaturiva dall'Arca in oro, deriva da quell'arco di luce che si creava dall'estremità di un ala all'altra, dei due Cherubini che stavano accoccolati sul coperchio  dal vano contenitore.
Una specie di luce ed energia, un arcobaleno, un arco elettrico, che distoglieva qualsiasi inconsapevole ad accostarsi all'Arca, senza prima aver fatto un percorso iniziatico, senza essere meritevole  di conoscerne il contenuto prezioso. 
Si narra che chiunque tentasse di forzarlo morisse bruciato e folgorato. 
[...] Grande potere quindi, della simbologia dell' Arca dell'Alleanza, che è rimasta anche nella simbologia rappresentata nella cassapanca sarda.
La pavoncella guardiane della cassapanca come due i Cherubini, l'ariete simbolo di investitura ai percorsi iniziatici sin da tempi di Mosè. 
Perché l'Arca è come un grembo.
L' Antico sapere. La Sophia. 
Sapere che si tramanda attraverso l'Acqua, il liquido amniotico della memoria.

Abbiamo detto  che l'Arca dell'Alleanza, era considerata come un contenitore di un sapere, di un percorso iniziatico che segue una precisa  traiettoria, un preciso percorso. 
[...] La forma concava delle due  Lame unite, sembra un contenitore ma anche un arco, e se unita ad un' altra contrapposta, come in uno specchio, descrive perfettamente  un'ogiva, quello che si crea nella perfezione  della Vesica Piscis. 
Quell'ogiva che rappresenta la Vesica Piscis delle due polarità.
In alcune rappresentazioni, come questa che ho scelto, l'Arca dell'Alleanza sembra una navicella Shardana, con la sua forma a Vesica Piscis.
La  Dea Alata primordiale, come le ali dei due Cherubini sul coperchio dell'Arca.
Le due polarità mercuriali.
Mercurio, che è l'elemento trasformante per eccellenza, ma non solo. 
Mercurio è lo Psicopompo, colui che può passare dal Regno dei vivi al Regno dei morti,  colui che accompagna i defunti nel regno dei morti. 
Il Mercurio, energia del Femminino.
Come fanno la Janas nelle loro Domus de Janas
Le Janas traghettano in un'altra dimensione.
S' Archedda che custodisce un percorso di vita sulla terra. 
Ma anche quella che custodiva gli antichi tesori segreti e preziosi delle Janas, si narra, i loro preziosi manufatti dai fili d' Oro. 
Arca dell'Alleanza che custodisce i segreti di un percorso iniziatico, ai quali pochi possono accedere, altrimenti si resta folgoranti, ustionati, accecati. 
Perche ci vuole maestria per saper gestire il Sacro Fuoco della Conoscenza. 
Se usato male, può bruciare, o può accecare
"S'arca", che  in sé acquisisce la presenza del Sacro, perché è un mezzo simbolico, "s'arca/sacra", un'imbarcazione che porta in un'altra dimensione, che porta ad una conoscenza Superiore spirituale. 
E in questa ottica si capisce allora come  in molte Domus de Janas, abbiamo come soffitto il fondo di una barca, come uno sterno "carena/" sa carena", sterno in sardo( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/01/le-domus-de-janas-non-sono-capanne.html)
Sterno che ospita e genera il Soffio Divino della rinascita, talmente importante, da essere istituzionalizzato da Numa Pompilio ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/i-flamen-dialis-de-sa-carena.html)
Arca dell'Alleanza e celebrazione dei Defunti, rappresentano un ponte, un arco, tra i due ordini della realtà.
Un ponte tra Divino e Umano, per L'Arca, e un ponte tra Vita e morte per la celebrazione dei defunti, che sono invece, abitualmente separati da un confine invalicabile e a tratti pericoloso, che esige rispetto e onore, in quanto dimensioni, entrambe, che contengono un potere sacro.
In entrambe viene offerto il grande potere, relazionandosi con esse, del negoziare la relazione, lo scambio tra i viventi e la forza trascendente di Dio e degli Antenati, stabilendo, sancendo ancora una volta quell'alleanza, quell'accordo, quella concordia primordiale.
Sono Archetipi universali, impiantati in forme strutturali diverse, ma semanticamente analoghe.
Inoltre veicolano il doppio potere della vittoria, o della distruzione, per chi onora o disonora queste due dimensioni sacre.
La celebrazione di entrambe, tiene in piedi l'arco dell'Alleanza, dell'armonia
La celebrazione gestisce questo potere duale, placando gli spiriti pericolosi e onorando quelli benevoli.
La simbologia dell'acacia, lega entrambe, attraverso quella figura del Femminino di cui l'acacia è custode, e che si manifesta, nella nostra tradizione sarda, attraverso questa figura particolare "de S'Aconcordia, che onora i suoi antenati defunti, apportando protezione, giustizia, verità.
Concordia, appunto.

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
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Nell'immagine
L'Arca dell'Alleanza sostenuta dai Cherubini, dalla semi-cupola dell'abside orientale dell'Oratorio di Teodulfo, Germigny-Des-Prés, Francia.



 Sa Concordia /Arca Alleanza





💙Cometa 31/Atlas

 Mi hanno chiesto in privato di parlare della cometa di cui tanto si parla.

3I/ATLAS, nota anche come C/2025 N1
Non ne parlo, perché energeticamente non mi trasmette niente
Posso solo fare una mia interpretazione in termini archetipali e numerologici, ma non trovo nessun trasporto nell'indagare ulteriormente.
Non si aggancia proprio alle mie frequenze.
Quando sentivo risonanza, lo sapete, ho sempre approfondito nei miei scritti.
A livello ghematrico, abbiamo tre analisi
Ghematria ebraica /inglese /semplice
Atlas
212 = 5
318 = 12= 3
53= 8

Tot. 8/8= 16
Sacro Archetipo Ebraico Ayin, funzione corrispondenza.
L'occhio divino, la Sorgente.
Arcano Maggiore XVI della Torre.
Un grande occhio obliquo, come se osservasse ad occhio socchiuso.
Siamo sotto osservazione anche attraverso e soprattutto questo evento, mistificato e spacciato per naturale.
La Torre.
Ormai va a fuoco tutto il costrutto.
Non si salva niente.
È tutto e il contrario di tutto.
Restano le fondamenta.
Le radici.
Noi.
Ciò che è ancora intonso e può riprendere a nuova vita.
Ciò che non si vede all'esterno, ma che sta radicalizzando sempre più in profondità.
Come ho sempre detto, il volo non è nel ramo da cui si spicca il volo, ma dalla forza delle ali.
E quando sono interiorizzate, possono anche capitozzare tutto.
La nostra Dimora è con Noi.
In Noi.

31 = 4
La dimensione terrena
Archetipo Dalet, la porta, il passaggio.
Un passaggio stretto, uterino, come la stessa conformazione di questa strana cometa.
Arcano Maggiore IV Imperatore
Come ho già scritto stamane, imperiorizzare corrisponde a interiorizzare.
Tu sei il tuo Regno.
Tu sei il tuo Branco.
Tu sei il tuo stesso ramo di volo.
E puoi volare anche dalle Radici, capovolgendo.
Facendone Fronde.

E infine, cometa.
189= 9/9= 18= 9
342= 9
57= 12= 3
Tot 21= 3

9, anno 9
Sacro Archetipo Teth, la Sophia Superna.
La gestazione a termine
12, trovato anche prima.
Lamed, la prova, la misura. Il parametro.
È una prova.
L'ennesima.
Arcano Maggiore XII dell'Appeso
Cambiare prospettiva, aiuta a VEDERE.
Il totale è un 3.
La creazione.
Dimensione della Partenogenesi.
Autoricrearsi continuamente
La Ghimel, funzione rotazione.
Si ruota, si solca in creazione.
Ma il perno è il nostro baricentro, sempre.
Arcano Maggiore III dell'Imperatrice, che, energeticamente, ha più valore dell'Imperatore, gli sta un passo davanti, perché le è già connaturata in sé, in modo naturale, la dimensione della Creazione.
Come ho già scritto in un altro mio approfondimento, è stata ingannevole anche la storiella dei tre Re Magi che seguirono la stella cometa
Dal mio scritto
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/10/costellazione-dei-pesci.html?m=0

"Siamo nel VII sec. aC. 

I re Magi, che erano Astronomi, seguirono la stella che indicava loro la nascita del re dei Giudei, il Cristo. 
Alcune fonti parlano della morte di Erode in concomitanza con con un'eclissi totale di luna, avvenuta nella notte del 12 marzo del 4 aC, a cui segue la Pasqua, l'11 aprile. 
A Erode fu ordinata una strage di bambini sotto i due anni, per sventare il pericolo del "nuovo re dei Giudei". 
Quindi Cristo, sarebbe nato tra il VII e V sec aC, non nell'anno 0.
E anche la rappresentazione della cometa, è tardiva, risale al XII secolo dC, in periodo pre-rinascimentale. 
Si accosto' la figura della cometa, alla stella che i Re Magi, dall'Oriente, l'avevano seguita fino a Betlemme, solo perché le comete erano associate alle forze distruttrici e portatrici di sventure. 
Una cometa ben visibile, la cometa di Haley, risulto' visibile, in perielio, quindi molto vicino alla terra, soltanto nel 12 aC, quindi si esclude che possa essersi trattato della stella cometa di Betlemme. 
Quello che i re Magi avevano visto, molti studiosi, sostengono sia stata una straordinaria  congiunzione tra Giove e Saturno, sotto il segno dei Pesci, nel 7 aC. 
Astrologicamente, il segno dei Pesci, è proprio associato alla Palestina. 
Ciò che viene festeggiato come la nascita del Cristo, il 25 dicembre, ha la sua radice negli antichi festeggiamenti del calendario romano, tre giorni dopo il solstizio d'inverno. 
Era la celebrazione del 
Dies Solis invicti Natalis, che celebrava la nascita del Sole, che solo nel 336 d.C. fu trasformata nella festa cristiana con l'attuale significato del Natale. 
Nel fine maggio del 7 aC, abbiamo, da un lato, Giuseppe e Maria in viaggio verso Betlemme, e, dall'altro lato i re Magi, che si spostano verso ovest, guidati da questa straordinaria congiunzione Giove-Saturno, nella costellazione dei Pesci, e arrivano a Gerusalemme quando la costellazione dei Pesci è alta nel cielo, quindi verso settembre"
Mistificazioni.
Servite poi, ad impianto in registri già programmati entro certe variabili già decise.
Finche non ci renderemo conto, che siamo Noi, la Variabile.

Con infinita gratitudine sempre
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