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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

martedì, novembre 04, 2025

💙Plenilunio in Toro

 Domani Mercoledì  5 novembre, luna piena in Toro, segno di terra

Siamo sotto il segno dello Scorpione, segno d'acqua.
E siamo di mercoledì, il Mercurio trasmutante.
Tutto altamente simbolico.
Proprio stamane sono stata guidata da questa simbologia per un mio scritto, sull'altra mia pagina, JanaSophia.
Mi rendo conto adesso, di quanto questa simbologia sia veramente profonda per questo passaggio di plenilunio.
Vediamo un attimo l'Archetipo guida.
Sarà il Sacro Archetipo Ebraico Ayin, il sedicesimo, con funzione corrispondenza tra le dimensioni.
Tra l'umano e il divino, tra il visibile e l'invisibile.
È la Sorgente
L'occhio divino.
L'intuizione.
Il terzo occhio.
Arcano Maggiore XVI della Torre.
Torre, che è un Femminino, nonostante la forma fallica
Ma è una torre, un condotto uterino, una via iniziatica.
Un percorso da percorrere per conquistare un qualcosa.
Come la principessa rinchiusa nella torre del Castello, sorvegliata dal Drago.
Tutto altamente simbolico, perché anche il Drago, di sinergia androgina, è comunque legato al Femminino, ne ho parlato altre volte
La Torre
Mgd in ebraico.
Amigdala
Pineale
Magdalena.
Le torri vanno a fuoco.
Devono, andare a fuoco.
Simbolico, proprio di ieri, 3 novembre per questo passaggio, a
Roma vicino ai Fori Imperiali. Intorno alle 11.20. è crollata una parte della Torre dei Conti in largo Corrado Ricci
Il Foro imperiale.
Come ho scritto recentemente, il Foro imperiale era il punto di connessione, l'Axis Mundi del Mundus Patet, la soglia liminale tra il mondo terreno e il mondo dell'oltretomba.
La zona Sacra che veniva delimitata per la fondazione della città.
Il foro, il Mundus Patet, detto anche Mundus Cereris, dedicato alla Dea Cerere /Demetra, veniva omaggiato di prodotti di Madre Terra, soprattutto cereali.
(https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/mundus-patet-romani-24-agosto.html?m=0
Cereri
Cerere
Cenere
Il Sacro palo centrale del Mundus Patet ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/03/cenereashasherah.html?m=0), che in periodo romano si celebrava l'8 novembre, attualmente, il primo novembre)
Il Femminino
Le cui ceneri sono sacre, benedette.
Indicano la trasmutazione prima della rinascita.
Il mercoledì delle ceneri è legato a questa simbologia
Il crollo della Torre dei Conti, nel Foro imperiale, è estremamente simbolico.
Crolla il 3
In un giorno di Archetipo 14, la Sacra Nun di trasmutazione
Arcano Maggiore XIV della Temperanza
H 11.20
Archetipo Dalet, elemento terra.
La porta, il passaggio uterino.
Sono quadrati anche gli ingressi delle nostre Domus de Janas
Guardacaso, Nun e Dalet insieme, formano la Tau, il Sigillo Divino
I Sacri Giudici
Fine del percorso iniziatico.
Torre dei Conti
Analisi ghematria
535= 13 archetipo Mem, le acque ancestrali, Arcano Maggiore della Morte
930= 12 la Lamed, la misura, il parametro. Arcano Maggiore dell'Appeso
155= 11 Archetipo Kaf, il penetrsre oltre il visibile, vedere oltre.
Arcano Maggiore della Forza.
Compenetrazione.
Integrazione.
Implementare in sé questo tipo di prospettiva.
Il totale dell'analisi ghematrica è un 9 finale
Fine del ciclo, archetipo Teth, la Sophia Superna, la gestazione a termine.

I conti.
Titolo nobiliare
Ma siamo anche alla resa dei conti.
I conti non reggono più.
Sono talmente sfasati e falsati che crollano, si riducono in polvere
In Cenere.
La simbologia del Mundus Patet che si è riaperto.
Del Foro custodito dal Sacro Orco /Orsa, che è stella Polare che indica la direzione 
La connessione tra le tre dimensioni si è riaperta, fagocitando il simbolo di questa usurpazione illecita, edificata in nome di una dimensione che non ha rispettato, come avveniva in passato, la Sacra connessione tra le tre dimensioni.
Gli Inferi che fagocitano ciò che ha offeso il Sacro Nome degli Antenati, visto che è successo a ridosso della celebrazione dei morti, legata al Mundus Patet.
Largo Corrado Ricci.
È morto anche Octav Stroici, operaio di 66 anni, rimasto intrappolato nel crollo.
Il numero 66 è già indicativo per sé.
Per farvela breve, secondo i calcoli ghematrici
1195= 16=7
924= 15= 6
154=10=1
Tot 14
L'operaio è un 14, l'elemento chiave della trasmutazione   proprio come il giorno 14 del crollo
Tutto estremamente simbolico. Tutto.

Per assurdità il cognome Ricci, della via, Corrado Ricci, è connesso alla simbologia del riccio.
Riccio che nel nostro ancestrale e archetipale Carrasegare sardo ha la stessa simbologia del Toro e dello scorpione esplicata in particolare nel mito di Mitra che uccide il Toro.
In questa simbologia della quale ho parlato più volte
Dal mio scritto
https://maldalchimia.blogspot.com/2021/11/mitra-che-uccide-il-toro.html?m=0
"in questa scena si vede chiaramente dove sono le Pleiadi : è dove Mitra affonda il coltello.
Le Pleiadi sono la ferita sanguinante del Toro celeste, proprio tra "collo, corna e nuca" nel punto in cui la costellazione del Toro ospita le Pleiadi.
La nascita di questo asterismo è molto antica, risale ai Sumeri che l’associavano al grande eroe Gilgamesh, e chiamavano la costellazione GUD.AN.NA (toro del cielo).
In svariate culture è rimasta la traduzione di versare 7 gocce di sangue con valore ritualistico, prima della macellazione di grossi animali e della pratica della circoncisione sia maschile che femminile( infibulazione, in questo caso), questo perché, il sangue è necessario per fertilizzare la terra, così come, simbolicamente, le Pleiadi di trovano sulla "spermatica" e feconda Via Lattea, la via della rinascita.
Mitra che nasce dalla pietra. Mitra rinnovatore del cosmo.
Ma questa rappresentazione ha un valore simbolico molto più alto, poiché rappresenta i 7 gradi di iniziazione, le 7 porte da attraversare 
attraverso la gerarchia di pianeti e di metalli, oltre al settenario musicale.
E  sette  sono le purificazioni del Mercurio Filosofale:”Bisogna purificare il Mercurio almeno sette volte", attraverso il passaggio nei 7 chakra.
Il primo passaggio è quello del corvo, il chakra della Kundalini dormiente
Il secondo della Crisalide, governato da Venere, le acque sessuali.
Il terzo è quello dello scorpione, del Fuoco purificatore, nel plesso solare, il Marte guerriero.
Il quarto passaggio riguarda il chakra del cuore, il Leone, l'Apollo solare, guidato da Giove, ed è il Fuoco interiore che si manifesta.
Al quinto chakra Vishudda vi è un'iniziazione lunare, con il Sacro Femminino, la Grande Madre.
L'argento, che poi, al sesto chakra Anja, diverrà Oro, l'androgino, il Rebis, l'androgino, dove maschile e femminile formano un'unica Essenza.
Al settimo chakra è legato il mito della tauromachia.
Mithra nato dalla roccia il giorno del Solstizio d’Inverno è uscito dalla caverna perché  di dover immolare il toro, per ordine degli Dei su mandato del loro messaggero, il corvo Hermes-Mercurio. Egli salta sul dorso del toro, ma non lo uccide subito, resiste attendendo che il toro si stanchi e lo immola, dolorosamente, solo quando questo sarà entrato nella grotta.
Il significato macrocosmico del rito è di rinnovamento del cosmo, della sua manifestazione: il sangue che sgorga dalla ferita dell’animale è la linfa che fa rinascere la vita:  passaggio necessario per una trasformazione alchemica verso l'oro.
È la divinizzazione di Mitra stesso
Le 7 gocce alchemiche per la rinascita spirituale. 
Le "gallinelle" delle Pleiadi, che rappresentano astronomicamente il rito della fertilità, come farina) erano chiamate anche il "setaccio" che sparge dai propri chicchi di grano fertile, una scia di fertilità.
[...] Il passaggio alchemico attraverso i 7 stadi Iniziatici, cominciano simbolicamente con il nero del sangue mestruale (il corvo del primo chakra), per arrivare allo sperma bianco delle gallinelle/colomba, l'essenza Mascolina, lungo una Via Lattea che sulla sua via, ha proprio la costellazione del Corvo, della Vergine con la spiga in mano, del Cratere(simbolo uterino) e della nave Argo(ricordo che "arga" in sanscrito significa vagina, che ha la forma di un'arca, di una Vesica Piscis, delle nostre navicelle nuragiche)
E il corvo e la colomba accompagnano il viaggio di Noè, nell'arca. Il Femminino e il Mascolino, il sangue e lo sperma.
Mitra che nasce dalla pietra.
Ne avevo già parlato e approfondito, un anno fa, in un post (https://maldalchimia.blogspot.com/2020/10/il-toro-come-simbologia-nellantica.html?m=0), ma oggi si aggiungono nuovi elementi che lo legano alla Sardegna. 
[...] Il sangue del Toro è come l'acqua che feconda la terra.
Sono le Pleiadi, figlie di Oceano, acqua e fuoco insieme"

La simbologia del riccio è parallela alla simbologia dello scorpione che punge i testicoli del Toro, per fare in modo che le gocce spermatiche fecondino la terra.
Un sacrificio necessario.
Così come, nel nostro antico Carrasegare sardo, nel Carnevale di Orotelli, una figura specifica, S'eritaju, che rappresenta il riccio, punge simbolicamente, il seno delle ragazze per assicurare fecondità a madre terra
Ne ho parlato la prima volta in un mio scritto, nel 2021( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/il-lugh-d-oro-di-orotelli.html?m=0
https://maldalchimia.blogspot.com/2024/02/thurposlugh-di-orotelli.html) sul carnevale di Orotelli, legato alla simbologia del luminoso Lugh, che si lega al nostro Logudoro sardo, luogo d'oro sardo.
Perché il luogo d'oro, come l'Horus, nasce dalla dimensione del Sacrificio, del quattordicesimo ( e ritorna l'archetipo Nun della trasmutazione) pezzo di Osiride, il fallo, finito in Sacrificio nell'ossirinco
Ossirinco, che è una Vesica Piscis, quindi una Nun di trasmutazione  ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/ossirinco.html?m=0)

Il riccio , che ha una profonda simbologia legata anche alla precessione degli equinozi, come ho approfondito riguardo due  stemmi nobiliari, dei "conti", proprio romano ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/simbologia-del-porcospino-nei-due-stemmi.html?m=0)
"Stemma della Famiglia Ricci Empoli Musei.
Cinque ricci andanti volti a sinistra, disposti in due file si alternano a tre file orizzontali di stelle a otto punte.
I Ricci erano titolari della cappella del Crocifisso delle Grazie in Collegiata. Pietro di Ugucciozzo de’ Ricci (1389-1404), pievano, curò importanti modifiche alla navata e al colonnato della Collegiata, lavori che si conclusero nel 1394.
Periodo, fine del secolo XIV
[...] Nella prima il porcospino è in una posizione simmetrica rispetto al sole, in una posizione di equilibrio.
Come la simbologia del nostro Erjtaiu sardo, che funge da fattore equilibrante.
Nel mezzo del solstizio invernale, fertilizzando simbolicamente la terra pungendo, con i suoi aculei, il seno alle ragazze, consente che la terra venga fertilzzata.
È la stessa simbologia equilibrante della Dea Baubo, del Lugh/Laugh il luminoso, il trasmutante.
Della risata che riporta equilibrio.
Della stessa conformazione equilibrante a Menat/Dea Baubo, del nostro pozzo Sacro di Santa Cristina ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/04/dea-baubopozzo-s-cristina.html?m=0), la cui forma, a goccia/vulva, ritroviamo in questa seconda immagine, dello stemma della famiglia Ricci.
Una simbologia che si lega al Sacro Femminino
5 ricci
9 stelle ad 8 punte
Per chi guarda, sono rivolti a sinistra, verso il Femminino.
Il 5 è Sacro Archetipo Ebraico He', con funzione "vita"
La stella a 5 punte, la Tanit.
Chakra Vishudda della gola, collegato al Toro, quindi alla dimensione della fertilità terrena.
Stella a 5 punte, che in sé, ha tutti angoli aurei a 36°/72°/108°
Sono angoli la cui somma, mi da sempre un 9
Un 9/9/9
Un 27, quindi ancora un 9".

La ferita
Il sacrificio
La ferita è una Vesica Piscis
È una vulva
È una Nun
"La simbologia del sangue necessario alla dimensione della fecondità, del raccolto.
Una simbologia archetipale, veicolata da numerosi, importanti simbolismi, compreso il simbolismo mitraico e la stessa simbologia della ferita al costato, del Cristo, dalla conformazione vaginale, di Vesica Piscis( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/04/la-ferita-del-cristo.html?m=0"

Trovo che questo passaggio di plenilunio in Toro/Scorpione, abbia profondamente in sé la simbologia archetipale del Sacrificio nella sua accezione ancestrale.
Il fare Sacro, offrendo qualcosa di sé, di prezioso.
Altarizzando le nostre ferite, consapevoli che sono squarci al servizio di una semina che ci prescinde.
Il momento è questo.
Profonda trasmutazione, proprio quando non si hanno più punti di riferimento, come possono essere le torri, che sono protettive, ma anche di prigionia.
Da ogni nostra ferita, nasce un seme, uno squarcio di luce.
È necessario.
Come lo strappo alla placenta.
È un plenilunio potentissimo, che va a toccare le corde più profonde di questa trasmutazione, profondissima, negli abissi della profondità dello scorpione.
Portata in superficie, nel grembo di Madre Terra, nella dimensione del Toro, di Madre Terra.
Affinché il sacrificio non resti vano e infecondo.
Ogni Ferita è Seme.
Hanno la stessa conformazione.
Così è.
Con infinita gratitudine sempre

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
Maldalchimia.blogspot.com

Plenilunio in Toro






💛Gli uomini scorpione

 Rappresentazioni mesopotamiche degli uomini scorpione, tema affascinante, che ho avuto modo di approfondire perché è una simbologia strettamente legata ai Giganti di Mont'e Prama, e alla stessa simbologia del pozzo di Santa Cristina. 

Per quanto riguarda l'ambito mesopotamico se ne parla nell'epopea di Gilgamesh, in cui l'eroe Utnapishtim intraprende Dilmun (o "l'Oltretomba" in alcune versioni) per raggiungere l'eroe Utnapishtim e ottenere l'immortalit

Uomini scorpione nell'antica Mesopotamia. 

Gilgamesh deve attraversare una lunga e oscura galleria sotto le montagne di Mashu.

Gli uomini scorpione in questo ambito sono considerati i 

Guardiani del Sole, e Il loro compito primario è custodire i cancelli della montagna di Mashu, da cui il dio Sole Shamash (Utu in sumero) entra e esce ogni giorno, viaggiando dall'alba al tramonto attraverso il cielo e poi ritornando attraverso gli inferi.

Vengono descritti come creature maestose e temibili. 

La tavoletta IX dell'epopea recita: "La cui aura terrorizzante copre le montagne, che ogni giorno custodiscono il sole, la cui parte superiore è come quella di un uomo, e la cui parte inferiore è come quella di uno scorpione."

Hanno forte, il senso della Giustizia, e non sono mostri malvagi, anzi, all'arrivo di Gilgamesh, sono sbalorditi dalla sua apparizione, riconoscendo in lui un essere "per metà divino". Dopo un interrogatorio, riconoscono il suo coraggio e il suo scopo divino e gli permettono di passare, avvisandolo dei pericoli del percorso oscuro.

Rappresentano la soglia tra il mondo conosciuto e l'ignoto, tra la vita e la morte, tra la luce del giorno e le tenebre dell'oltretomba. 

Sono custodi di un confine sacro e inviolabile.


Questo li accomuna alla simbologia dei nostri Giganti di Mont'e, che sono dei Giudici divini, veicolo proprio della simbologia dello scorpione. 

Dal mio scritto 

https://maldalchimia.blogspot.com/2024/05/simbolismo-zig-zag-guanto-gigante-di.html?m=0

"Credo che l'elemento a zig zag, che indicava il glifo del geroglifico dell'acqua, in epoca egizia, sia stato ripreso dalla conformazione delle zampe dello scorpione, segno d'acqua, delle acque profonde, misteriche, amniotiche, mnemoniche.

Una simbologia dell'acqua, di potente trasmutazione.

Tre file di zampe..

Nascita, morte, rinascita.

È per opera dello scorpione, anche in epoca più tarda, mitraica, che si compie il sacrificio della Fertilità

Scorpione, antidoto e veleno..

Rinascita, immortalità.

Lo Scorpione è l'ottavo segno dello zodiaco fisso, e i segni fissi sono caratterizzati ad avere il sole nella massima espansione. 

Nel caso dello Scorpione, cadendo nell'autunno già inoltrato, è il simbolo per eccellenza, della morte e della rinascita. 

È un passaggio obbligato, per un nuovo ciclo, che indica una rigenerazione continua. 

Una sorta di immortalità, di cui i nostri Giganti di Mont'e Prama, di cui ho parlato tante volte, sono eccelsi testimoni. 

Essendo l'ottavo segno, anche il numero 8 indica l'infinito, la corrispondenza tra le due dimensioni, terrena e spirituale. 

Il dinamismo energetico tra contrazione, morte, ed espansione, la vita stessa. 

La stessa simbologia dello scorpione, ha questa dualità /complementarietà, il veleno e l'antidoto. 

Nella Cabala  lo Scorpione è collegato al tredicesimo Sacro Archetipo Ebraico Mem, le Acque Madri Cosmiche, primordiali, e al quattordicesimo Archetipo Ebraico Nun, le acque della trasformazione, e quindi, all'Arcano Maggiore XIII della Morte, e all'Arcano XIV della Temperanza. 

La Temperanza indica equilibrio tra le due polarità, tra Femminile e Maschile( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/la-regalita-dell-ur.html?m=0), tra Umano e Divino, e i nostri Giganti di Mont'e Prama, essendo esseri divinizzati, hanno già, implementati in sé, questo equilibrio tra gli Opposti, condizione necessaria per accedere alla dimensione divina. 

Infatti la simbologia a zig zag, è riconducibile  alle acque primordiali, elemento caratteristico del Femminino. 

Alchemicamente è il "solve et coagula", lo sciogliere e il coagulare in nuova forma. 

Tra l'altro, la lettera e Archetipo Ebraico Nun, è presente nel simbolo dell'Antica tribù dei Dan( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/il-simbolo-della-tribu-di-dan.html?m=0), insieme alla lettera e Archetipo Dalet, il quarto, con funzione solidità, che indica la Madre Terra, e, insieme, le due lettere, formano una Tau, il ventiduesimo Archetipo, che indica il Sacro Sigillo degli Iniziati, facilmente identificabile, nei Giganti di Mont'e Prama, anche dalla conformazione a T, dell'arcata sopraciliare e del setto nasale. 

Sono degli Iniziati, sono i Giudici Divini terreni, emissari della volontà divina. 

In questo senso, la simbologia dello Scorpione, si lega anche al Giudizio, che rappresenta la resurrezione dei morti e la rinascita delle anime. 

A livello astrale, la rinascita avviene lungo la Via Lattea, nella quale "Madre Scorpione" che si dice dimori in fondo alla Via Lattea, raccoglie le anime dei morti, ma invia anche i neonati sulla terra.

Via Lattea, importantissima nella nostra Antica Civiltà Sarda( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-y-taurina-di-ascensione-lungo-la-via.html?m=0), la via di rinascita attraverso i tre Soli( le tre cornici sempre presenti, nelle nostre Domus de Janas) 

Una via di rinascita, attraverso "l'arco del cielo". 

Infatti la simbologia acqua /Scorpione, è incisa sulla mano destra di un arciere, di cui è rimasto soltanto il frammento, nel pugno chiuso, ma che ha gli stessi elementi identificativi, dell'altro arciere con le trecce, più completo, stesso efford sul plesso solare, o forse, come credo, personalmente, era un primordiale quadrato di Sator, un Quadrato del Sinis( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/il-progenitore-del-quadrato-di-sator-il.html?m=0), contraddistintivo di questi Sacri Architetti, custodi anche della ruota del tempo. 

Scorpione, identificato più precisamente con una nepeta, lo scorpione d'acqua. 

[...] Una Nepeta o nepida( casualmente, abbiamo una località, qui in Sardegna, che si chiama proprio Nebida, nel comune di Iglesias), quindi, che è legata anche ad Orione, fulcro importantissimo della spiritualità della nostra Antica Civiltà Sarda. 

Gli inumati di Mont'e Prama sono infatti orientati verso Orione. 

Abbiamo sempre tante tracce egizie, qui in Sardegna.

Una nepeta rappresentata sulla schiena, perché  funge, come il Menat, da fattore sinergico, ibrido, equinoziale tra i due solstizi. 

La nepeta ha la stessa funzione del Menat, la cui forma la si ritrova nei nostri pozzi Sacri e in particolare nel nostro pozzo di Santa Cristina, come ho approfondito tante volte 

[...] Nella mitologia, Orione, che sta vicinissimo al Toro,  morì a causa della puntura di uno scorpione che Artemide fece uscire dal terreno per aver attentato all'onore delle Pleiadi. 

Ma grazie a questa puntura può attivare la metamorfosi verso un essere spirituale più elevato, come già avevo sottolineato in un mio post, parlando dell'ascensore di Osiride nel mosaico di Pompei(https://maldalchimia.blogspot.com/2021/05/ascensione-osiride-mosaico-pompei.html?m=0) "


Il simbolismo dello Scorpione è strettamente legato a quello del Toro, ampiamente diffuso, in più varianti e chiavi di lettura, ma sempre con una valenza sinergica delle due polarità in dialettica creatrice, e che quindi, implicitamente, in questo simbolismo di acque creatrici e di trasmutazione scorpioniche, presente in questo Gigante arciere, è implementata anche la simbologia del Toro, nella dimensione di esseri divinizzati,  androgini, portatori di entrambe le polarità, che si manifestano in sinergia creativa

Simbologia dello scorpione come unione tra i due mondi 

https://maldalchimia.blogspot.com/2024/05/simbolismo-zig-zag-guanto-gigante-di.html?m=0

"Lo scorpione rappresenta l'energia del Femminino, implementata, in sinergia, negli esseri divinizzati 

Della Dea scorpione, epifania della Iside, avevo già parlato, così come dei Giudici Giganti" 


Da un altro mio scritto

https://maldalchimia.blogspot.com/2022/05/la-dea-scorpione.html?m=0

"La dea Selkis (Serket) egizia era una dea-protettrice raffigurata come una donna con uno scorpione sul capo. Era una guardiana magica del faraone e protettrice dai veleni e dai morsi di animali pericolosi.

In Mesopotamia era conosciuta come Ishhara (o Ishkhara o Ishara). 

Era la dea dell’amore e madre dei sette Sebettu, paragonabile, come importanza, alla Dea Inanna, dea della fertilità, talmente importante che esisteva un verbo "isharis,", che la riguardava, e significava  “essere colpito dalla malattia di Ishkhara

Dea dell'amore, della guerra e dei giuramenti, ma anche associata al parto e alla medicina. Il suo animale simbolo era lo scorpione. A volte viene rappresentata con uno scorpione sul capo o come una figura con attributi di scorpione. In questo caso, lo scorpione rappresenta sia il suo lato pericoloso (veleno/morte) che quello curativo (antidoto/vita), una dualità comune nelle divinità mesopotamiche

[...] Antares, la stella rossa della costellazione dello Scorpione 

Si parla, nei miti Babilonesi, anche di uomini scorpione, gli Aqrabuamelu, dei "giudici", Custodi e protettori di Shamash, il dio solare della verità, della giustizia e della guarigione, guardiani delle porte del dio solare, che usciva durante il giorno,  nella terra di Kurnugi, la terra dell'oscurita, rappresentati già nel 55 aC, come dei precursori del dio Mitra, che sacrifico' il Toro, per garantire la vita sulla terra, del quale avevo già parlato in un mio post, a novembre(https://maldalchimia.blogspot.com/2021/11/mitra-che-uccide-il-toro.html?m=0) 

Rappresentazione simbolica dell'offrire alla terra 7 gocce di Sangue, come le 7 Pleiadi, localizzate tra nuca e collo del Toro. Un sacrificio necessario perché le Pleiadi si trovano lungo la via "spermatica" della Via Lattea, la via della nascita e della rinascita.

La Figura di Mithra di può simbolicamente associata ai 7 gradi di iniziazione, ai 7 chakra che portano alla creazione dell'opera alchemica, l'uccisione del Toro.

Lo scorpione va ad aggredire il toro nei suoi testicoli, che rappresentano il potere di affermazione, la fertilità, il terzo chakra, il plesso solare, il Fuoco interiore. 

Pungere i testicoli del Toro, significa andare ad inficiare la struttura genetica, il liquido seminale, il DNA, per un cambiamento". 

La parola Giudice, vorrei ricordare, è chiaramente espressa dai due archetipi/lettere ebraiche, la Nun e la Dalet, quattordicesimo e quarto archetipo, che insieme formano la Tau, il "Giudice divino", presenti nel simbolo della tribù dei Dan( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/il-simbolo-della-tribu-di-dan.html?m=0). 


Il motivo a zig zag, legato alla simbologia dello scorpione è tipico dei nostri manufatti sardi. 

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/simbologia-manufatti-museo-tessile.html?m=0


E vorrei sottolineare che lo scorpione, era il simbolo, guardacaso, delle Guardie Pretoriane romane, come ho già approfondito https://maldalchimia.blogspot.com/2025/10/guardie-pretoriane-romane.html?m=0, una delle innumerevoli corresponsioni tra la nostra Antica Civiltà Sarda e gli antichi romani, di cui spesso approfondisco. 


Le figure di scorpioni o uomini-scorpione erano spesso usate su sigilli cilindrici, amuleti e figure apotropaiche (cioè per scacciare il male). Poste agli ingressi delle case o dei templi, avevano la funzione di proteggere dagli spiriti maligni e dalle malattie.

Perché la simbologia dello scorpione riflette la Dualità Vita/Morte

Lo scorpione possiede un veleno che può uccidere, ma nella farmacopea antica poteva anche essere usato (in minime dosi) come antidoto o medicina. Questo lo rende un simbolo perfetto del potere ambivalente delle divinità.

Inoltre, essendo Guardiane delle Soglie, rappresentano la dimensione ctonia delle trasmutazioni. 

Gli scorpioni sono creature che vivono in luoghi nascosti, ai margini, nelle fessure e sottoterra. Sono quindi ideali come guardiani delle porte dell'oltretomba e dei passaggi segreti del sole.

La loro pericolosità innata incuteva timore e rispetto, qualità essenziali per degli esseri posti a guardia di un luogo proibito agli umani.


Anche la  cacciatrice Artemide a volte era associata allo scorpione, e il mito dello Scorpione che uccide Orione ha delle somiglianze con la natura mortale dell'animale.

Artemide, strettamente legata alla nostra Antica Civiltà Sarda 

Da un mio scritto 

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/10/artemidezeus-polimasti.html?m=0

Nella Lidia dell' Asia minore, forse  terra di origine dei Sardi dalla cui capitale Sardis, derivarono forse  il loro nome, era venerata come divinità nazionale, la Dea Artemide alla quale era dedicato il famoso santuario nella capitale Sardis, chiamata Artemide Sardiana e vi era anche quello più famoso  di Artemide Efesia, del quale ho già parlato in un mio precedente post,  da cui forse deriva il nome Efisio, che è considerata una delle sette meraviglie del mondo.

[...] Ci sono svariati riscontri toponomastici che ci fanno capire che il culto di Artemide , o Diana o la Dea Ape, era conosciuto e praticato in Sardegna.

Per esempio il villaggio di Assemini che nel Medioevo era chiamato Arsemine, che è situato nella zona occidentale della laguna di Santa Gilla di Cagliari,  che era un centro marittimo molto importante

Nella lingua lidia, del I sec.a.C.( la Lidia, era nella parte occidentale dell' Anatolia, e in assiro era chiamata Luddu, che sembra sardo) Artemide si diceva "Artimus".

Parola che poi si è trasformata nella parola sardo-meridionale "Arsemine"

Il quale presuppone un latino precedente "Artemide".

Quindi è molto probabile che "Arsemine >Assemini", sia stato il principale di  punto di approdo dei Sardiani/Shardani, provenienti dalla Lidia, che poi , successivamente, è diventato il loro centro più importante, e che questo sia stato consacrato alla Dea della madrepatria anatolica Artemide.

Probabilmente anche il villaggio di Serdiana, vicino ad Assemini trae la sua denominazione da Artemide Serdiana. 

Quindi vi è una distinzione di origine rituale, tra Assemini, che era dedicata ad Artemide Efesa, e Serdiana, che era dedicata ad Artemide Sardiana, quella venerata a Sardis. 

Connessa al culto della Artemide anatolica e a quella lidia, era l'usanza della prostituzione sacra, diffusissima anche in Sardegna, specie a metà dell'Ottocento, e pare che le prostitute che esercitavano  fossero delle "Maghiarjas", delle Janas. 

Artemide appare già nel XIII secolo, come la signora della fauna e degli animali, nonché della fertilità .

I romani, come ho già scritto in precedenza, la identificarono con Diana .

Da qui è molto facile dedurne, la parola Diana, come  derivazione di Jana >Diana> DNA,  visto che la discendenza tra le api avviene per via  matriarcale.

Artemide era invocata dalle donne al momento del parto e a lei si sacrificavano le fanciulle prima del matrimonio. 

In Sardegna sono state ritrovate centinaia di statuine, per lo più funerarie, della Dea Artemide.

Divinità che si creava per partenogenesi, nata da "se stessa", dispensatrice di vita, ma anche di morte. 

Le erano sacri  i fiumi e le fonti. 

Infatti come ho scritto prima, "ape" è molto simile alla parola sanscrita "Apa",che significa acqua , "abba" in sardo"

Su Aristeo, nominato in un mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/05/bussola-sardo-pelasgica.html?m=0) 

Tra parentesi, Aristanis era l'antico nome di Oristano, molto simile ad Aristeo 

" Dedalo che, sempre secondo la mitologia, porto' Aristeo, figlio di Apollo e di Cirene,  nell'Isola rendendola fertile e riappacificando le popolazioni in guerra fra loro. Fondò Karalis e ne divenne re, insegnando agli abitanti l'arte della caccia e dell'agricoltura.

La Statuina di Eracle, che è custodita nel Museo Archeologico di Cagliari e risalirebbe presumibilmente al V-VII secolo a.C., raffigurante un giovane nudo con cinque api disposte sul corpo, e che è stata ritrovata a Oliena, in provincia di Nuoro.

Eracle è collegato anche alla nostra Posada, che era chiamata Feronia. Dea Feronia che si festeggiava, in epoca romana, proprio il 13 novembre, sotto l'egidia dello scorpione 

Approfondimenti nel mio scritto 

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/posada-lantica-feronia.html?m=0


Come sempre, i giri, riportano in Sardegna.

Sardegna Cultura Madre, sempre. 


Tiziana Fenu 

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Immagine del particolare del gigante di Mont'e Prama, Nicola Castangia Artist. 

Gli uomini scorpione












domenica, novembre 02, 2025

💛Corrispondenze Mundus Patet /chakana Domus Noeddale

 

Corrispondenze tra il Mundus Patet e la chakana presente nella necropoli di Noeddale

Avendo, questi ultimi giorni riproposto la simbologia del Mundus Patet legato alla simbologia del mondo dell'oltre e dei defunti, nonché Axis Mundi della connessione tra le tre dimensioni, astrale, materiale e sotterranea, come potevo trascurare la simbologia importantissima di una nostra Domus de Jana, la chakana, un mio approfondimento riproposto proprio pochi giorni fa, il 24 ottobre, risalente al 7 giugno del 2022
Dal mio scritto
https://maldalchimia.blogspot.com/2022/06/chakana-domus-di-ossi.html?m=0

Nella necropoli di Noeddale, nella "Domus de Jana di Ossi, in provincia di Sassari, vi sono simbologie interessanti, e tra esse, ha attirato la mia attenzione questa, rappresentata  nella pagina Nero Argento

http://www.neroargento.com/page_galle/noeddale_gallery.htm
Avevo già avuto modo di parlare della Domus di Mes'e Montes, sempre nella stessa zona, indicandola come una vera e propria "sala della Natività", con una primordiale Sheela Na Gig
(https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/perche-il-nostro-presepe-in-sardegna-lo.html?m=0), e un primo nucleo triadico simbolico della creazione, oltre che presentare due arche sovrapposte che trasportano un tronco cono

[...] In questa Domus di Noeddale, spicca un simbolo antichissimo, probabilmente la versione primordiale di quella che in ambito peruviano, viene definita la Chakana, di cui, la forma più antica, è stata individuata  nel tempio pre-Inca nel nord del Perù, nel complesso archeologico di Ventarrón , appartenente al sito archeologico omonimo,  risalente al 2000 aC
La nostra Domus de Jana risale ad un periodo risalente al neolitico recente, dicono, quindi siamo intorno al 3400 circa, se non molto prima. 
Quindi una primordiale Chakana, così come il primordiale serpente piumato di Mamoiada, del quale ho già parlato(https://maldalchimia.blogspot.com/2021/10/il-monolite-di-mamoiada.html?m=0), non si trova in Perù, ma qui in Sardegna. 
La Chakana, così come si è evoluta, evidentemente, rappresenta la “Costellazione Madre dei Popoli Originari Andini”. Nelle lingue locali il verbo “chakay” indica “attraversare” e “na” è un suffisso che indica “che si deve” e quindi “chacana” diventa: “ciò che si deve attraversare”, ovvero il ponte.
Secondo un’altra interpretazione, “chaka” = attraversamento, “hanaq” = superiore e quindi chacana = attraversamento verso il mondo superiore, che corrisponde proprio al significato simbolico delle nostre Domus de Janas, che non erano propriamente tombe, in senso stretto, ma luoghi alchemici di passaggi multidimensionali e luoghi di guarigione. 
In lingua aymara viene definita “Pusi Wara”, ovvero “quattro stelle” e corrisponde a quella che ora è stata ribatezzata “Cruz del Sur”. Per estensione, vengono denominati “chacana” anche i segni scalonati, a partire dalla “Croce Scalonata Andina”. 
Qui in Sardegna, abbiamo un'intera ziggurat, l'altare di Monte d'Accoddi, nella Nurra, risalente a 5000 anni fa, che riproduce la costellazione della Croce del Nord, la costellazione del Cigno, che in quel periodo( oggi non è più visibile per via della precessione degli equinozi) era in direzione nord .

[Costellazione del Cigno, come ho approfondito tante volte, importantissima per la nostra Civiltà, e collegata proprio alla simbologia del Mundus Patet - https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/croce-nel-cerchioshamain-mundus-patet.html?m=0]
La Chakana è interessante, perché vi è una proporzione Sacra tra i bracci della stessa croce, che adesso non mi dilungo a spiegare, ma che hanno avuto la funzione di coordinate, attraverso studi geodesici, di importanti centri rituali e cerimoniali nei punti di intersezione delle rette del quadrato, con le rispettive circonferenze. 
Nella Chakana, la croce è formata da 4 scaloni, con tre gradini superiori ed esterni e due inferiori ed interni. 
Quelli superiori esterni, rappresentano  il mondo ideale. 
Gli scaloni inferiori ed interni, rappresentano il mondo reale
Nel primo scalone vi è il creatore del cielo e della terra, nel secondo, la divinità solare nel terzo, le divinità protettrici. 
C'è tutta una simbologia precisa e approfondita riguardo questi scaloni e gradini, che adesso sorvolo, perché ciò che mi interessa è la rappresentazione, la prima rappresentazione "base" della Chakana, perché questa nella Domus lo è a tutti gli effetti. 
Tre gradoni, la metà di quella che poi si è evoluta come Chakana, e che rappresenta il mondo ideale, per usare un termine usato per questo simbolo. Il mondo ultraterreno. 
La Chakana, rappresenta, come vedete dalle immagini, nella sua direzione Nord Ovest, una via di mezzo tra luna e sole, Madre e Padre celesti, i due poli energetici nell'elemento trasmutante fuoco, sulla destra, che si affianca, sulla sinistra, all'elemento Terra. 
L'ovest è traguardato dall'elemento Sole, all'apice della gradinata, come si vede dal disegno. Ed è proprio l'elemento Sole, ad essere così importante, nella nostra Antica Civiltà Sarda, quello che consente, fertilizzando e ingravidando la terra e l'acqua, la rinascita. Avevo già sottolineato come le nostre Domus de Janas, siano per lo più orientate a nord-ovest/ovest, verso il tramonto del  solstizio estivo, e a sud-est/est, alba del  solstizio invernale. 
Guardate come il rettangolo al di sotto della  nostra chakana  nella Domus, sia perfettamente allineato con il quadrato, con l'ingresso che rappresenta Madre Terra, perché il sole, quando entra, nel suo solstizio invernale, entra nel passaggio uterino della terra( infatti la parte superiore della Chakana è rappresentata dalla terra e dal fuoco, con il Sole all'apice, al solstizio invernale, e poi oltrepassa il rettangolo, che indica le due polarità in sinergia. 
La parte inferiore della Chakana non è rappresentata, quella che rappresenta l'acqua e l'aria, perché rappresenta il liquido amniotico sotterraneo, lunare, dove avviene la trasmutazione in aria, in spirito. 
E la linea energetica che funge da vettore, passa, dall'elemento fuoco(nord-ovest), all'elemento acqua, che lavorano sempre in sinergia. 
Sono sicura, che andando a verificare l'orientamento dell'ingresso,, allineato alla chakana sulla parete, su questa linea, nord-ovest, sud-est, si possono trovare altre coordinate interessanti. 
La Sardegna, con i suoi oltre gli 8000 nuraghi, le Domus, le tombe dei Giganti, forma un fitto reticolo di energia orgonica, elettromagnetica. Sono tutti luoghi catalizzatori di energia 
È ovvio, che il Sole, qui, come è rappresentato nella Chakana, sia all'apice dei gradini. Perché è una rinascita dopo la morte, non una nascita ad est, ma una rinascita nell'altra dimensione, dove sulla dimensione terra, si muore, si tramonta."

E riflettendo,  pur se in culture diverse, è chiaro che vi è una forte  corrispondenza simbolica e concettuale, nonostante le due tradizioni si siano sviluppate in continenti e culture completamente separate, tra il Mundus Patet e la simbologia della Chakana.
Già il fatto, che uno sia correlato alla Croce del Nord, la costellazione del Cigno, il Mundus Patet, e la Chakana al suo corrispettivo, la Croce del Sud, crea già la prima corrispondenza.
Ma alla base ci sta un'archetipale visione tripartita dell'universo, come era nelle culture più antiche
Questa corrispondenza si basa su un'archetipica visione "tripartita" dell'universo comune a molte culture antiche.
Così come, nella dimensione cosmologica romana, e ancora prima, come ho approfondito, sarda, vi era una ripartizione in tre regni, di cui il Mundus Patet era l'asse di congiunzione, così la chakana è strutturata su tre piani, come ho già approfondito.
Il mondo di sopra, l'Hanan Pacha ("Mondo di Sopra"): Il mondo superiore, celeste. Dimora degli dèi creatori (come Viracocha Inti, il Sole), delle forze maschili, della luce, del futuro e del mondo spirituale superiore.
Il Kay Pacha ("Questo Mondo"), Il mondo del presente, della vita terrena. È il regno della natura, degli esseri umani, delle comunità, del lavoro e dell'esperienza quotidiana. Rappresenta il "qui e ora".
L' Uku Pacha ("Mondo Interiore"): Il mondo interiore o sotterraneo. Non è un luogo negativo, ma la fonte della vita, della fertilità, degli antenati (mallquis), delle acque primordiali e delle forze femminili. È il regno del passato, del subconscio e del potenziale non manifestato.

Il foro centrale della Chakana rappresenta il Punto di Incontro e di Equilibrio tra questi tre mondi, il luogo da cui tutto ha origine e dove tutto ritorna (spesso associato al Cusco, l'ombelico del mondo Inca, o al cuore dell'individuo).

Teniamo presente che il Foro romano, cuore pulsante della fondazione di Roma, nasce proprio dalla simbologia del Foro centrale del Mundus Patet, che come ho già sondato, va ad identificarsi con l'axis Mundi delle fondamenta di Roma e della connessione tra le tre dimensioni.
Quindi, tra le due simbologie, il Mundus Patet e la chakana, trovo una corrispondenza quasi perfetta, perché nel mondo superiore abbiamo gli Dei romani, l'Olimpo e Dei celesti come come Inti e
Viracocha.
Sono per lo più di dominio delle energie mascoline
L'ordine cosmico mandino, detto Fas
Nella dimensione terrena, abbiamo gli Umani e la natura, con le relative leggi
Nel mondo inferiore del sottosuolo, nella dimensione ctonia di Madre Terra, abbiamo Plutone, gli Antenati, i Ma es romani e i Mallquis andini, il regno delle acque e del fuoco  primordiali e la dimensione della rigenerazione.
Il punto di congiunzione, il Mundus Patet, la fossa rituale, è nella chakana, il foro  centrale, chiamato Taypi, è il punto di equilibrio, l'ombelico del mondo (Cusco), il cuore dell'essere umano, da cui si può accedere a tutti e tre i mondi e dove essi si armonizzano.
In entrambi quindi, abbiamo un Axis Mundi, un omphalos, che funge da ponte.
Tre dimensioni connesse, in costante relazione attraverso un centro sacro.
E questo è straordinario, se pensiamo che ciò che cercavano costantemente gli antichi era il saper vivere in equilibrio tra queste dimensioni, che non sono solo esterne, ma sono proprio interiorizzate in noi, trovando il nostro centro interiore per navigare attraverso esse.

Ma la cosa più straordinaria è che c'è una straordinaria corresponsione tra il Dio Andino Viracocha e una nostra Antica tradizione sarda, il pane ritualistico del Càbude
Avevo già parlato del Dio Viracocha Inca( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/11/dio-inca-viracocha.html?m=0)
Ma poi ho approfondito ulteriormente
Da un mio scritto
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/incaetruschisardidio-viracocha.html?m=0, in cui sottolineo che delle prime rappresentazioni di questo Umano divinizzato, solarizzato, risale alla rappresentazione del dio Inca Viracocha, splendore originario, creatore della razza umana e dello stesso Sole, forse collegato ad un polo immutabile, come la croce del Sud astrale, di cui la Chakana, la croce inca, ne è una rappresentazione".
E ancora
La sua figura è legata alla creazione del mondo dal Lago Titicaca e alla successiva creazione degli uomini da pietra, che poi furono dispersi ai quattro angoli del mondo.
Da un mio scritto(  https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/is-fassones.html?m=0)
" Una raffigurazione simile ad un fassones si trova  nel tempio ipogeo di San Salvatore di Sinis (IV sec. d.C.) attesta l’antichita' del fassone, nella sua struttura originaria: composto da giunchi intrecciati nella prua e distesi nella poppa, molto simile alla balsa peruviana, costruita con la totora (Schoenoplectus californicus), il giunco che cresce abbondante lungo le sponde e nelle lagune meno profonde del Titicaca. Essiccata al sole la totora viene poi lavorata a mano creando strutture cilindriche o cubiche per la costruzione di imbarcazioni, case, nonché delle isole galleggianti su cui un tempo si rifugiavano gli Uros.
Questo è molto curioso, perché qui in Sardegna, abbiamo Uras, sempre in provincia di Oristano che dista  circa 17 km dal mare"

Non solo

Non solo.
Da un mio scritto( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/04/etruschiinca.html?m=0) 
"Questa visione collega direttamente il mondo etrusco alla singolare similitudine con la civiltà peruviana degli Inca, secondo un’ipotesi che continua ad affascinare i cultori e gli appassionati di misteri. Anche gli Inca avevano il culto del sottosuolo ed un sistema di valori incredibilmente simile a quello etrusco.


Nella mitologia di questa civiltà precolombiana, il mondo sotterraneo era denominato Uku Pacha ed era il regno dei morti; ad esso corrispondevano il mondo terreno dove vivevano gli uomini e il “mondo disseminate sopra” dove risiedevano le divinità.


L’altra singolare somiglianza è rappresentata dal fatto che anche gli Inca avevano il loro lago sacro che era al contempo il centro spirituale di quella civiltà.


Si tratta del lago Titicaca, il più vasto lago vulcanico del mondo, incastrato tra il Perù e la Bolivia, in cui affiorano due isole considerate sacre, la isla del Sol e la isla de la Luna.


La mitologia Inca racconta dei due figli del dio Inti (il dio Sole), Manco Cápac e Mama Ocllo, che vennero inviati dal padre sulla terra per portare la civiltà quando gli uomini vivevano al pari delle bestie.


Manco Cápac e Mama Ocllo arrivarono sulla terra fuoriuscendo dal lago Titicaca e si diressero alla ricerca della valle ideale dove costruire una nuova civiltà.


Per individuare senza errori questa terra fertile ed ideale, la leggenda racconta che il dio Inti avesse consegnato al figlio un bastone d’oro che si sarebbe conficcato con grande facilità nel terreno una volta individuata la zona adatta. I due fratelli tentarono di far entrare il bastone nel terreno in ogni zona, ma ci riuscirono solo quando raggiunsero quella che è attualmente conosciuta come la valle del Cuzco.


Gli Inca adoravano inoltre il dio Waskar Inka, abitante di un mondo sotterraneo molto simile a quello immaginato dagli Etruschi.


Waskar Inka veniva evocato dai sacerdoti per dispensare insegnamenti sacri direttamente dalle profondità della terra, esattamente come Tages con Tarkun e i primi lucumoni.


L’elemento di congiunzione tra queste due antichissime civiltà, che spiegherebbe molti elementi di similitudine tra culture disseminate


ai lati opposti della terra, è rappresentato dalla leggenda di Atlantide.


Gli enigmatici Etruschi, che nessuno ha mai saputo dire con precisione da dove fossero venuti e gli altrettanto misteriosi Inca sarebbero in realtà i depositari di una conoscenza antichissima, risalente ai sacerdoti di Atlantide.


La leggenda vuole che questi ultimi avrebbero affidato le proprie cognizioni ad altri sacerdoti i quali, successivamente, divennero i fondatori delle maggiori civiltà. Questa trasmissione del sapere sarebbe avvenuta quando i sacerdoti di Atlantide lasciarono il proprio continente, distrutto dal cataclisma che lo fece scomparire. Il loro compito sarebbe stato quello di irraggiare questa cultura in varie zone del globo e tali leggende evidenziano le similitudini con il popolo etrusco. Anche gli Inca avevano molte leggende sul lago sacro Titicaca.


La più importante di queste vuole che il lago fosse abitato dai figli del dio Sole: si tratterebbe di una reminiscenza arcaica della popolazione di Atlantide che sarebbe stata sommersa dal gigantesco specchio lacustre che copre un’area di ottomila chilometri quadrati con una profondità di quasi trecento metri. Sarebbe stato un enorme travaso delle acque del lago a provocare la scomparsa del continente favoloso citato da Platone di cui l’arcaica città di Tiahuanaco (considerata una delle città più antiche del mondo, risalente al 10 mila avanti Cristo) avrebbe rappresentato il porto di quello che era un impero molto vasto, appunto Atlantide.


A Tianhuanaco sono stati infatti trovati i resti di banchine e moli per l’attracco delle navi, il che rappresenta un bel rompicapo sia dal punto di vista archeologico che logico, visto e considerato che la città sorge a ben 4600 metri sul livello del mare. Le stesse leggende andine riferiscono di un lunghissimo tunnel sotterraneo che unisce un luogo in prossimità del lago Titicaca con una delle montagne più alte del Cile, il Descabezado Grande, cosi come sotto al lago si estenderebbero enormi sale costruite artificialmente.


E ancora, straordinarie corrispondenze

Il pane sacro, ritualistico sardo, il Càbude, correlato, per simbologia, agli Ancilia Etruschi( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/il-pane-cabude-e-gli-ancilia-etruschi.html?m=0) che derivano dai doppi scudi sardi, come nel nostro guerriero di Teti ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/geometria-sacra-guerriero-teti.html?m=0), simbolo sacro di Numa Pompilio, il Sommo Sacerdote, nonché secondo re di Roma, un Sardo Kabiro, che istituzionalizzo', tra le altre cose, riprese dalla nostra civiltà sarda, la ritualistica del Soffio Divino, nel mondo sotterraneo, come era sacralizzata nelle nostre antichissime Domus de Janas, molto prima dei cosiddetti "etruschi" ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/i-flamen-dialis-de-sa-carena.html?m=0).
Pane ritualistico la cui conformazione è la stessa del dio Virac nella sua forma votiva.

[*guardacaso, il bronzetto dell'arciere ritrovato nel Santuario di Santa Vittoria di Serri, che porta la simbologia proprio della Croce del Nord, della costellazione del Cigno - https://maldalchimia.blogspot.com/2023/06/arciere-santa-vittoria-di-serri.html?m=0-è stato ritrovato proprio nel luogo dove vi era una Sacra ascia bipenne, la cui conformazione è un ancilia etrusco.
Un doppio scudo sardo ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/geometria-sacra-guerriero-teti.html?m=0)
Un Càbude ritualistico
Un Viracocha
Stessa conformazione
( Approfondimenti nel mio scritto
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/santuario-santa-vittoria-di-serri-numa.html?m=0


Una mummia peruviana ( il lago Titicaca è proprio tra Perù e Bolivia) era stata ritrovata, e presenta caratteristiche simili ai nostri Giganti di Mont'e Prama ( approfondimenti nel mio scritto

https://maldalchimia.blogspot.com/2023/02/mummia-peruvianagigante-monte-prama.html?m=0) 


In Perù abbiamo anche la simbologia del "coniglio nel pozzo", un pozzo a forma di Menat, come il nostro di Santa Cristina ( approfondimenti nel mio scritto https://maldalchimia.blogspot.com/2022/12/il-coniglio-nel-pozzo.html?m=0) 


E, per finire, elemento importantissimo

La chakana è strettamente collegata con la griglia dei 64 quadratini della nostra scacchiera di Pubusattile, di cui ho approfondito molte volte. 

La nostra formula algebrica della quadratura nel cerchio, come la simbologia cosmica della stessa chakana e del Mundus Patet (approfondimenti nel mio scritto https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/la-scacchiera-di-pubusattile-e-la.html?m=0


La Chakana è una croce quadrata. Se si disegna una griglia sottostante, la classica Chakana a 12 punti per lato (compresi gli angoli) può essere inscritta in un quadrato.

Un quadrato con 12 punti per lato ha un'area totale di 12 x 12 = 144 punti (o piccoli quadrati).

La Chakana stessa, con i suoi bracci, occupa una certa area. L'area "vuota" o negativa che essa crea (i quattro quadrati negli angoli e i rettangoli laterali) può essere calcolata.

Il numero 64 emerge come l'area "piena" o "attiva" della Chakana. In alcune interpretazioni geometriche, l'area centrale (il "cuore" della croce) e i quattro bracci sommati insieme danno un'area di 64 unità. Questo la collega a un quadrato 8x8, che è una figura potentemente simbolica, come ho approfondito, legata anche alla simbologia dell'occhio di Horus ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/04/locchio-di-horus-e-la-scacchiera-di.html?m=0) 


Come vedete, anche stavolta, straordinarie correlazioni che rimandano sempre ad un unica dimensione.
Sardegna Cultura Madre

Tiziana Fenu
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Correlazione Mundus Patet /chakana Noeddale





























💛Commemorazione morti etruschi/sardi

 Interessanti correlazioni con la DIMENSIONE ETRUSCA della COMMEMORAZIONE dei MORTI

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Dai miei precedenti scritti a riguardo sapete bene che molte delle tradizioni etrusche affondano le radici nella nostra Antica Civiltà Sarda.
Lo stesso re di Roma, Numa Pompilio, definito etrusco, era un antico Cabiro Sardo, che ha importato nel romano impero le simbologie fortemente radicate in Sardegna da secoli e millenni, istituzionalizzandole con precisi e severi precetti religiosi e sociali.
Parlare di Etruschi, significa parlare degli antichi Sardi che abitavano l'Etruria.
I primi re etruschi erano sardi, infatti.
Così, gli Etruschi, hanno "assorbito" la profonda spiritualità legata alla dimensione dei morti e dell'oltre che ha sempre permeato la nostra Civiltà Sarda.
Anche per gli Etruschi, la morte non era la fine, ma rappresentava un passaggio per l'altra dimensione.
La dimensione dell'oltre era chiamata AITA o ADE , un nome, quest'ultimo, di influenza greca, e le sepolture etrusche ripropongono gli "arredi" della dimensione terrena, con manufatti di uso quotidiano.
La ritualizzaziome era precisa, devozionale e rispettosa degli spiriti dei morti, chiamati Manes /MANI o Lari, identificati anche con gli spiriti degli Antenati.
Mani, come ho già scritto nei miei approfondimenti precedenti, è un nome simile a MANNUS, che in sardo rappresenta la categoria nobile e rispettata degli Anziani della comunità.
Erano gli spiriti convocati e onorati per l'apertura del Mundus Patet, che coincideva anche con le celebrazioni dello spazio sacro delle fondamenta delle città.

Tipico dei funerali etruschi, era, non solo il corteo funebre, detto "pompa", ma anche l'elegia funebre, in cui si esaltavano le virtù del defunto.
Tradizione che lo accosta alla tradizione de S'ATTITTU sardo, di cui ho già approfondito(  https://maldalchimia.blogspot.com/2020/10/radici-della-tradizione-de-is-animeddas.html?m=0)
In onore del defunto venivano celebrati anche dei giochi di intrattenimento pubblici.
Era usanza, dopo il funerale, continuare ad onorare il defunto, con dei banchetti, chiamati REFRIGERIUM , in cui il defunto, presenziava spiritualmente tra i partecipanti.

Un esempio di queste celebrazioni di trova nella TOMBA del LETTO FUNEBRE , detta anche Tomba del Sarcofago, a Banditaccia, Cerveteri, l'antica Caere, nel Lazio
Notare come Caere sia similissimo a Cerere, perché il Mundus Patet che metteva in comunicazione con il mondo dei morti, e univa i tre regni, materiale, spirituale e sotterraneo era, come ho già sottolineato nei miei precedenti scritti, chiamato anche MUNDUS CERERIS, per via delle offerte legate a madre Terra, Demetra /Cerere, che venivano lasciate, specialmente cereali ( cerere/cereali) che auguravano abbondanza nelle mense e nei raccolti.
La Tomba risale al VI sec aC, e non è una tomba a fossa, ma a camera, di chiara appartenenza aristocratica.
Al suo interno è stata ritrovata una lettiga rettangolare in pietra tenera, utilizzata durante il corteo funebre (il convivium) per esporre il corpo del defunto prima della sepoltura, che presenta anche un "cuscino" affossato dall'impronta della testa.
Scudo, carro, sgabello pieghevole, vasellame, strumenti per la filatura, sono stati al suo interno.
Il periodo che abitualmente gli antichi romani  associavano alla celebrazione dei defunti, i Parentalia (13-21 febbraio) per gli antichi Etruschi, era considerato nefasto, o perlomeno, estremamente rispettoso.
Venivano chiusi i templi degli Dei e ogni attività pubblica veniva sospesa, omaggiando i defunti per ingraziarseli, a protezione e custodia.
Aita o Ade, era per gli Etruschi il re dell'oltretomba, dei defunti, come il Plutone romano, rappresentato spesso con una corona e talvolta con la testa o le spalle coperte da una pelle di lupo o di cane, un chiaro richiamo al suo ruolo ctonio (sotterraneo), e alla divinità Anubi egizia, rappresentata con una testa di sciacallo, che presiede il Mondo dei Morti.

Poi abbiamo la sposa di Aita, PHERSIPNEI (l'equivalente della Persefone greca e della Proserpina romana), la Regina degli Inferi, che ha una simbologia ciclica  di morte e rinascita, come quella di Persefone

VANTH è interessante.
È un Demone femminile psicopompo, ovvero una guida per le anime dei defunti verso l'aldilà.
Non ha equivalenti in ambito greco romano, ma essendo una rappresentazione alata, che ha in mano una torcia, una chiave è un rotolo, rappresentata anche nella TOMBA degli AUGURI, di cui avevo già approfondito, è una figura che associo al nostro archetipale simbolo alato del CONCIO di BOSA.
Concio di cui ho parlato più volte
( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/05/concio-di-orani.html?m=0 https://maldalchimia.blogspot.com/2023/06/concio-di-bosa-apkalli.html?m=0) e che associo alla simbologia del Femminino.

Della simbologia della tomba degli Auguri avevo sottolineato una netta presenza di una simbologia archetipale legata al numero 9, al Femminino( approfondimenti mio scritto https://maldalchimia.blogspot.com/2023/11/tomba-etrusca-degli-auguri.html?m=0)

Di VANTH avevo parlato riguardo la TOMBA dei 5 SEDILI , sempre a Cerveteri ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/12/soffitti-etruschi-domus-de-janas.html?m=0), che presenta un  grande sepolcro costruito da una nobile famiglia, a ricordo di una coppia marito/moglie che vollero essere accompagnati da 5 antenati, patriarca e coppie di genitori, nel buio mondo ctonio di Charun e Vanth.
Ma personalmente, associo il numero 5, dei 5 sedili /troni, ad un'altra simbologia.
Il numero 5 è legato sia a Venere, che percorre un percorso pentacolare nel cielo, nell'arco di 8 anni, sia al Toro, segno governato da Venere.
Il segno del Toro presiede il quinto chakra della gola, il chakra Vishudda, che è intimamente correlato al chakra della creazione, uterina ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/04/blog-post_18.html?m=0)
Un condotto laringeo/uterino.
Talmente importante, questa simbologia , che proprio gli Etruschi, tramite i Flamen Dialis di Numa Pompilio, istituzionalizzarono quelli che in Sardegna, esisteva da anni
Il Soffio Divino delle Domus de Janas, che sono, sia carene di imbarcazioni rovesciate, per l'altra dimensione, sia carene, esterni, in sardo, che emettono il Sacro Soffio Divino della rinascita ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/i-flamen-dialis-de-sa-carena.html?m=0)
Il numero 5 è il Femminino, il pentacolo, la Tanit primordiale, la connessione con il Divino.
Ovviamente, il simbolo alato del Concio di Bosa, rimanda al Femminino, un Femminino primordiale che riporta alla vita.

Abbiamo, tra gli Dei etruschi dell'oltretomba, anche CHARUN , l'equivalente del Caronte greco, ma molto diverso, un vero e proprio Demone mostruoso, guardiano dell'aldilà, non un semplice traghettatore. Il suo compito era accogliere l'anima e condurla al cospetto di Aita.
Ha la pelle blu-verde, ali, capelli serpentini e brandisce un pesante martello (o un'ascia) con cui presumibilmente finiva i morenti o impediva ai vivi di accedere all'aldilà.
Questa figura è estremamente interessante, poiche' è stata ripresa dalla nostra archetipale figura de S'ACCABBADORA .
Ho approfondito la simbologia a riguardo, in un mio scritto
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/01/charun-accabbadora.html?m=0

Abbiamo anche TUCHULCHA, un altro
demone infernale minore, dalla natura terrificante.
Anche questo è molto interessante, perché, come gli altri, presenta delle correlazioni con la nostra Civiltà sarda.
Inanzittutto si presenta con un volto mostruoso, ORECCHIE D'ASINO e serpenti attorcigliati tra i capelli o tra le mani.
La simbologia dell'asino  terrificante è un'iconografia presente nel nostro antico Carrasegare sardo
Dal mio scritto
https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/simbologia-della-maschera-sarda-de.html?m=0
"Maschera sarda de “ S’AIUNU ORRIADORI ” di Scano Montiferro(Or).
La maschera è costituita dall’osso del bacino di un bovino o di un asino, mentre il corpo del personaggio mitico è rivestito con la “Zimarra” o mastrucca, la pelle di ovino.
Si narra che questo essere demoniaco si aggirasse la notte, per le vie del paese , in cerca di persone prossime alla morte, emettendo un ragliare demoniaco, da qui, il nome "s'ainu orriadore", l' asino ragliante".
L' asino, alchemicamente, rappresenta il denso, la materia, il duro lavoro manuale, ciò su cui, di "materico" si deve lavorare , per percorrere un certo percorso alchemico di consapevolezza , di trasformazione e purificazione
Nelle "Metamorfosi " di Apuleio, che nel Medioevo verranno chiamate "L' asino d'oro", il protagonista, dovrà affrontare svariate prove, proprio con le sembianze di asino, per giungere alla riconquista di se stesso e trasmutarsi.
Nel presepe compaiono due soli animali : il bue e l'asinello, entrambi ( il bue è considerato alla stregua del toro) legati al culto del sole.
E Cristo viene rappresentato, nel suo ingresso a Gerusalemme, in groppa ad un asinello
Gli asini infatti erano considerati i custodi della tradizione esoterica
In Sardo, asino, si dice  "burriccu"
Parola, che contiene in sé, quella particella "UR" ( b-UR-riccu), che abbiamo visto che appartiene anche alla parola N-UR-aghe , e che significa "Fuoco Sacro"
Ur. 
Il Fuoco Sacro della trasmutazione, come ho sempre scritto, in particolare nel mio post "La regalità dell'Ur"
Il Fuoco Sacro della trasmutazione, necessario per arrivare all' Oro
Da Ur a Or
Il nostro potenziale divino che si deve manifestare
Perché il Carnevale celebra la rinascita, la 
P-UR-ificazione 
La possibilità di elevarsi spiritualmente, come si lasciano fare i Mamuthones presi la lazo/ Ankh della vita, come se fosse, come ho già scritto,un utero dal quale rinascono una seconda volta, per mano di un essere divinizzato, androgino, come su Isshoadore( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/08/sa-soha-il-nostro-ankh-sardo.html?m=0)

Questa divinità terrificante, Tuchulcha, dalle orecchie d'asino e i capelli da Medusa, appare, ad esempio, nella TOMBA DELL'ORCO a Tarquinia, dove minaccia Teseo e Piritoo, un Gioiello nella Necropoli dei Monterozzi, datata IV secolo a.C
Il nome "Tomba dell'Orco" deriva dalla figura mostruosa dipinta in una delle camere, che i primi scopritori identificarono con l'Orco della mitologia romana (l'equivalente del dio greco Ade/Plutone, signore degli Inferi.
Ma non dimentichiamo che L'ORCO era il CUSTODE del MUNDUS PATET che connetteva con la dimensione dei morti e che quindi presiedeva anche al Sacro recinto delle fondamenta della città, della quadratura del Cerchio, della CROCE nel CERCHIO , come ho ribadito nel mio ultimo scritto di ieri, sulla simbologia della Croce nel cerchio ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/11/croce-nel-cerchioshamain-mundus-patet.html?m=0)
Orco, figura archetipale, custode della Croce nel cerchio, della connessione tra le tre dimensioni, che abbiamo da tempi immemori, come figura centrale del nostro CARRASEGARE sardo, rappresentato da S'URTZU di SEUI , che porta in processione proprio il simbolo potentissimo  della Croce nel Cerchio( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/la-simbologia-della-croce-nel-cerchio.html?m=0)
E questo si ricollega, visto che il Carrasegare sardo si sviluppa specialmente a febbraio, con la dimensione romana della celebrazione dei defunti proprio a febbraio.
Le scene principali sono infatti  distribuite in tre camere, dette "dell'Alcova", in cui c'è il ritratto di Velcha, "dei Due Letti" e "dei Tifoni"

Altro aspetto interessante di questa tomba dell'Orco, è che, rappresentando la transizione dal mondo dei vivi all'altra dimensione, accanto alla coppia, Aita (Ade/Plutone) e Phersipnei (Persefone), della seconda camera, è rappresentato un demone con tre teste, il GIGANTE GERIONE .

Di GERIONE ho avuto modo di parlare altre volte, in particolare proprio riguardo questa sua particolare rappresentazione trimorfa
Gerione è una figura Importantissima nella nostra Antica Civiltà Sarda
Dal mio scritto
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/gerione-trimorfo.html?m=0

"GERIONE , RE di TARTESSO, figlio di Calliroe e CRISAORE , uno dei due figli di MEDUSA , figlia di Forco-Poseidone, ANTICA REGINA della SARDEGNA , Amazzone( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/09/basilisco-e-il-mito-di-medusa-in.html?m=0) 

[*Gerione, quindi è nipote di Medusa, che  è la madre di Crisaore, che a sua volta è il padre di Gerione.
Tuchulcha, nella tomba dell'orco, appare con  orecchie d'asino e i capelli da Medusa, un sicretismo, "asino/Medusa", tipico della iconografia della nostra tradizione sarda]

GERIONE , identificato anche con il mostro gigante a tre teste, quindi è il NIPOTE di MEDUSA e PADRE di ERITHEIA , la rossa che sposò Hermes, fratello di Eracle, da cui generò Norax (Norace).


Eracle, che nella sua decima fatica portò via il bestiame di Gerione, 10 buoi rossi, usando il suo arco e le frecce intrise del sangue velenoso dell'Idra di Lerna per abbattere il gigante, colpendo ognuno dei suoi tre corpi e garantendosi così la vittoria( la simbologia della decima giovenca rossa-la vacca rossa è legata al Femminino https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/palo-asherahofiotauro-vacca-rossa.html?m=0-c-ome simbolo di rinnovamento, senza giogo, merita un discorso a parte, che rimanda alla Costellazione dell'Orsa Maggiore e ai cicli precessionali, cicli precessionali ben conosciuti dai nostri costruttori sardi, tanto da rappresentare su Juvale, il giogo dei buoi, in alcune strutture, come quella di Mogoro, per esempio, e in altre( Approfondimenti https://maldalchimia.blogspot.com/2024/01/mogoro-e-lorsa-maggiore.html?m=0/ https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/orsa-maggiore-giogo-dei-buoi.html?m=0) consacrati ad Apollo, che pascolavano al tramonto proprio dall'isola Eritheia, l'attuale Erizia, per poi riconsegnarli, a Euristeo, re di Micene insieme al carro del Sole, di Hekios/Apollo. 

Il guardiano dei buoi di Gerione era Euritione, che Eracle non uccide, poiché arciere, che riconosce come complementare,  figlio di Marte assieme al cane Otro, fratello del più noto Cerbero messo a guardiano dell’Ade.
I buoi al tramonto, infatti simboleggiano il segno dei Gemelli, posizione del Sole al tramonto, il cui complementare è l'arciere Sagittario.
Dante pone Gerione a custode dell'VIII girone dell'Inferno, quello delle Malebolge, i fraudolenti
Era una figura negativa, che nutriva i suoi buoi di carne umana e che per questo fu ucciso dall'eroe Ercole; era incluso tra le divinità dell'Oltretomba e lo stesso Virgilio lo pone tra i custodi dell'Averno, indicandolo come forma "tricorporis umbrae "
Custode dell'oltretomba.
Nelle Domus de Janas, ci sono sempre le triple cornici, come il Gerione tricorporis
Coda  di scorpione, per colpire a tradimento, nodi e rotelle, a simboleggiare gli intrecci dell'inganno.
Ma lo scorpione è attributo femminile, non solo di un Sacro Femminino come Iside, ma anche degli antichi uomini Giudice in Mesopotamia"
Da un mio scritto 
https://maldalchimia.blogspot.com/2022/05/la-dea-scorpione.html?m=0
"Si parla, nei miti Babilonesi, anche di uomini scorpione, gli Aqrabuamelu, dei "giudici", Custodi e protettori di Shamash, il dio solare della verità, della giustizia e della guarigione, guardiani delle porte del dio solare, che usciva durante il giorno,  nella terra di Kurnugi, la terra dell'oscurita, rappresentati già nel 55 aC, come un precursori del dio Mitra, che sacrifico' il Toro, per garantire la vita sulla terra,

[...] Gerione trimorfo, manifesta, in questa eloquente rappresentazione, un'energia femminile, come da società matriarcale, quindi di Tartesso, Irlanda e Sardegna, sono designate. 
Il trimorfismo, la simbologia onnipresente delle tre cornici, delle tre coppelle, sempre presenti nelle nostre Domus de Janas, il ciclo della vita / morte/rinascita, si legano al Sacro Femminino di ogni civiltà. 
La simbologia esoterica del 10 buoi rossi, "s'erchidu" ( una tipica espressione sarda di aizzamento verso il bestiame, e anche questo, inizia con Er, legato alla simbologia del Femminino, dell'acqua /Eridano) di Gerione nel tentativo di spaventare Ercole ( altra Er/ legata ad Era, madre di Ercole, alla ruota del tempo dei cicli precessionali) 
Gerione è il custode dei cicli del Tempo del Femminino, che ne custodisce la completezza (9+1), consacrati ad Apollo/Sole
Ercole li deve riportare al custode Mascolino, ad Euristeo re di Micene. 
Può farlo solo Ercole, che ha con sé l'arco, la simbologia dell'arco del Tempo, dei dodici segni/fatiche. Infatti in questa decima fatica, si muove tra il Gemelli e il Sagittario, sorretto da Mercurio che governa i Gemelli. 
Mercurio, dall'energia femminile"

Mercurio.
Trasmutazione.
Anche le Tombe etrusche, hanno quindi questo imprinting energetico di trasmutazione, come nelle nostre Domus de Janas, che non sono prettamente tombe, ma luoghi energetici, sacri di trasmutazione e guarigione.
La presenza massiccia di simbolismi che rimandano alla nostra Antica Civiltà Sarda, ai nostri simbolismi e dimensioni archetipali, indica una profonda correlazione tra le due dimensioni, di cui una è Matrice, quella sarda è l'altra, quella etrusca, si è poi sviluppata seguendone la Matrice.
Ho già avuto molto di parlare, specialmente ultimamente, della correlazione Sardi /Etruschi, e anche in questo specifico aspetto delle Tombe etrusche, come avete visto, ci sono correlazioni che rimandano alla Matrice Sarda.
Sardegna Cultura Madre, sempre.

Tiziana Fenu
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Commemorazione morti etruschi/sardi























💛Le 13 lune

 Simbologie a confronto 

Prima immagine altare delle 13 lune ad Oschiri, di cui ho approfondito in un mio scritto, la cui simbologia è collegata anche al pozzo Sacro di Santa Cristina 

Dal mio scritto 

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/la-tredicesima-luna.html?m=0

"Il calendario attualmente vigente, è quello gregoriano. Un calendario solare entrato in vigore nel 1582.

Ma, ancora maggiormente preciso del calendario solare gregoriano, è quello tropico, che è sempre un calendario solare, ma che va dal solstizio di inverno, in un anno, fino a quello dell'anno successivo. 

Questo calendario conta fino a 12 lune piene in un anno (3 per ogni stagione), e ogni volta ogni tre anni circa, il calendario tropico conta 13 lune piene in un anno, cosicché una stagione può avere anche 4 lune piene invece che tre. 

Ma non sono esattamente 13 lune in un anno. 

Sono esattamente 12,268.

Questo scarto di 0,268 lunazioni porta al fenomeno della tredicesima luna solo 7 volte ogni 19 anni, cioè quando la somma delle frazioni di lunazione annuale, diventa un' intero, circa ogni 2,7 anni.

Questo fenomeno viene ancora calcolato come la terza luna di una stragione che ne conta quattro. 

Un fatto che viene ritenuto altamente propiziatorio. 

I mesi sinodici non si riferiscono  alle lune piene, ma alle lune nuove, perché una lunazione comprende il periodo da una luna piena all'altra.

Quindi abbiamo un anno lunare, distribuito in 12 lunazioni e un terzo(1/3), che è un fenomeno ciclico, e inizia dalla prima luna nuova del mese di marzo, dalla Primavera

Si continua per 12 lunazioni di 29 giorni ciascuno, fino ad arrivare alla luna nuova dell'anno successivo, sempre a marzo.

Il tutto, discostato dall'anno solare calendariale, ma allineato invece con le stagioni

Quindi 12 lunazioni certe in un anno, e una volta ogni due anni e 7 mesi, una tredicesima lunazione, la luna detta "Intrusa", che rimette le cose a posto.

Le lunazioni cadono sempre a cavallo di due mesi, come i segni zodiacali

Quindi con due lune nuove (di cui la seconda, la tredicesima, sarà la luna dello scrigno) o due lune piene(di cui la seconda, sarà la luna intrusa), possiamo avere certezza della tredicesima luna

E, cosa assolutamente straordinaria,  anche il pozzo di Santa Cristina a Paulilatino, racconta di questa straordinaria geometria lunare legata alla Tredicesima Luna. 

Poiché quasi ogni 19 anni, anche qui, si osserva una precisa astronomia lunare. 

Cioè, si osserva che la linea passante tra il nord della base della cupola e il foro apicale (l’oculus) risulta inclinata rispetto alla verticale, secondo un angolo che caratterizza il punto in cui la luna stessa attraversa il meridiano durante il cosiddetto lunistizio maggiore settentrionale.

Che è il momento astronomico in cui la luna raggiunge il punto più alto del suo ciclo (la massima declinazione, in termini tecnici), che dura circa 18,6 anni.


Oltre all'altro fenomeno per il quale, nei mesi di settembre (dal 21 al 23 alle ore 12.00) e di marzo (dal 18 al 21 alle ore 11.00), in occasione degli equinozi, il sole illumina perfettamente il fondo del pozzo di Santa Cristina, penetrando attraverso il vano scale e riflettendosi poi sull’acqua.

Il sole, con i suoi raggi, si riflette sull’acqua del pozzo. In questa circostanza l’osservatore, negli ultimi 6 scalini interni, può vedere la propria ombra riflessa sull’acqua e proiettata capovolta sulla parete della camera a tholos di fronte. 

Cioè, praticamente, sia le tredici coppelle dell'altare di Santo Stefano a Oschiri, considerando quella doppia, sulla prima della serie, intorno a quella più grande centrale, che  la disposizione del pozzo di Santa Cristina, da (osservatorio lunare), rilevano lo stesso periodo di tempo, il periodo della tredicesima Luna. 

Uno, inciso sulla pietra, nell'altare di Oschiri. 

Uno, "inciso" nell'acqua, nel pozzo di Santa Cristina. 

Infatti ogni 18 anni e 6 mesi, quando la luna raggiunge la sua altezza massima, la sua luce attraversa l’apertura sulla sommità del pozzo, riflettendosi sull'acqua. 

Questo fenomeno ha un' alto valore sacrale, poiché stiamo parlando dei Riti Sacri di Esbat, quelli legati alla tredicesima luna, poiché l'acqua di luna, benedetta da queste lunazioni, durante questi Esbat, sono estremamente carichi energeticamente, sia per le divinazione, che per gli incantesimi. 

La Tredicesima luna è collegata al mondo degli spiriti, ai reami dell'oltretomba, agli antenati. 

È una luna oscura, che porta in sé estrema energia alchemica, trasformativa.

Vengono richiamate, in queste lune, gli spiriti delle Antiche Madri, come le banshees, in alcune culture, quelle che sono in contatto con il mondo dei morti, e la pietra più usata in genere, è l'ossidiana.

Mi viene in mente il rito dello specchio di ossidiana presso la cultura tolteca. 

Il rito di iniziazione, di divinazione per le curandere, alle quali viene fatto il Dono di vedere attraverso lo specchio di Ossidiana, attraverso l'oscurità della sua pietra, e di poter fare delle divinazioni, o riuscire vedere il passato attraverso esso."

Ossidiana, di cui è ricchissima la Sardegna. 

Civiltà tolteca con la quale abbiamo in comune 

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/giganti-di-tulatula-mandra-manna.html?m=0

Anche con  l'India abbiamo molto in comune 

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/pozzo-sacro-di-dholavira-india.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/scacchiera-indiascacchiera-pubusattile.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2022/01/labirinto-india-benettutti.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2024/05/pozzo-santa-cristina-pozzo-indiabadlapur.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/10/archetipo-16-gonicimatica-dilwara.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/bundu-bindubindi.html?m=0


Tiziana Fenu 

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