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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

giovedì, dicembre 03, 2020

💜Non mi pare ci sia molto spazio..

 Non mi pare che ci sia molto spazio per la fantasia: gli yogin (femmina e maschio) dello Haṭhayogapradīpikā non fanno l’amore per procreare, passare il tempo o sperimentare nuovi metodi per godere: il loro fine è l’identificazione con la divinità e con l’Universo.

Per loro l’erotismo è Arte e Scienza insieme.

È un libro pazzesco lo Haṭhayogapradipika, le sue parole hanno il potere di disciogliere come neve al sole molti luoghi comuni sul Sesso, sullo Yoga e sulla Filosofia indiana, e leggerlo con attenzione significa entrare in un mondo per noi alieno, privo di tutti riferimenti ideologici e culturali su cui si fonda la società odierna, il Mondo del Tantra.

Dice il primo sutra del III capitolo: "Le teste dei nāga sono il pilastro del Mondo, con le sue montagne e foreste. Allo stesso modo kuṇḍalinī è il pilastro del Tantra Yoga"

I nāga sono esseri semidivini, metà serpenti e metà uomini, che nei miti indiani interagiscono sia con gli Dei che con l’umanità, a volte come alleati altre come nemici.

Che si tratti di una stirpe (i “Rettiliani”), come sostengono alcuni, o di una rappresentazione delle energie vitali, quel che emerge dal sutra è che sono loro, con la loro natura serpentina il pilastro del Mondo.

La Terra, per il Tantra, è un organismo vivente animato dal vario combinarsi di energie né positive né negative, simili, nella forma e nella qualità,al serpente, anzi al Cobra che dei serpenti è considerato il Re.

A sua volta il Tantra Yoga non è una disciplina, ma un territorio, un mondo sostenuto da kuṇḍalinī la Dea in forma di serpente.


 Tratto da Paolo Proietti "IL FUOCO E LA LUNA Le pratiche erotiche nello Yoga tradizionale"


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Non mi pare ci sia molto spazio..




💛Pranu Mutteḍḍu

 Dopo il post che ho scritto ieri, proprio su Goni e Pranu Mutteḍḍu, ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/goni-il-gone-della-vita.html?m=0) e aver percepito chiaramente l'importanza sacrale di questo sito, e ciò che in parte, mi ha voluto generosamente rivelare, che ho vissuto come un Dono, direi che questo sincronismo, con la pubblicazione, mezz'ora fa, di prof. Dedola, che definisce questa Sacra Zona come la "Piana dei Principi", non fa che confermare ciò che ho scritto ieri.

È una zona altamente Sacra, dove la scrittura primaria è la stessa disposizione  delle pietre

Come se fossero un' RNA nelle quali è stato impresso un codice DNA antichissimo

Una Sacra Trascrittasi che abbiamo sempre avuto sotto gli occhi, e che aspetta soltanto di prendere vita, di venire alla luce

Memore di tutto ciò che è stato

Di una memoria della stessa pietra che l'ha portata in grembo


Aggiungerei una piccola cosa estemporanea

La parola "Mutteddu" è molto simile alla parola "muttettu"

" Su muttettu" sardo che prevede tutta una serie di " torradas", che corrispondono alle rime, sempre presenti nel "muttetto", anche se modulate in diversi modi

I muttettus dei canti a tenores( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/due-cose-hanno-sempre-incuriosito_12.html?m=0) 

Ma cosa è una rima,, se non la ripetizione della stessa desinenza di due parole? "

È una duplicazione che si ripete, proprio come la duplicazione della cellula, di quel" gone/Goni", di quel seme, rappresentato con la disposizione delle pietre della tomba n. 2, come ho spiegato nel post di ieri

Pranu Mutteddu è come un DNA trascritto nella pietra

Anche le tante perdas fittas nel terreno sembrano un DNA che si snoda

Su Muttettu è una duplicazione cellulare in forma linguistica.

Una mitosi

Mito

Mitosi

Il mito non è mai stato separato dalla storia

È l'umano che si duplica attraverso la divinità, per trovare se stesso

Nella duplicazione si riconosce

Riconosce la divinità che è in sé, e attraverso essa, esplica la sua continuazione, inglobandola in quel contesto di "storia dell'umanità", che porta in sé memorie animiche, genetiche e cellulari

Perpetuando la mitosi, la duplicazione nei "muttetti", perpetua l'identità della "sua gente"

Perpetuando la sua continuità attraverso la pietra, e le forme con le quali la organizza, la struttura e la incide, perpetua con rime che si corrispondono, in un continuo rimando, la memoria di ciò che è stato fin dall'origine, quando gli Uomini non avevano bisogno di ricordare

Perché erano essi stessi Origine di ogni Conoscenza. 


Tiziana Fenu


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"MUTTEḌḌU.


Pranu Mutteḍḍu o Muttédu, in agro di Goni, è un sito pianeggiante coperto da un bosco di sughere, dove c’è un insediamento prenuragico tra i più belli e interessanti della Sardegna, caratterizzato da una grande cista interamente scavata nella roccia attraverso il foro originario costituente la porticina.

La cista, alta circa 1.5 m, sta al centro di un grande circolo solare delimitato da ortostati, accanto al quale si dipana una lunga fila di menhirs aniconici, sagomati a martellina ed orientati in linea est-ovest.

Si è sempre interpretato Pranu Mutteddu come ‘il piano del mirteto’, dal camp. mutta ‘mirto’. Ma a parte il fatto che in tutta la contrada non si rintraccia il mirto, questo sito è uno dei pochi dell’area dove la foresta originaria si è conservata pressoché intatta.

Esso dunque si sarebbe dovuto nominare Pranu Suérgiu ‘piana delle sughere’. Mutteḍḍu ha base etimologica nel bab. mu(t)tellu ‘nobile, principesco’ e Pranu Mutteḍḍu significa ‘Piana dei principi’.

Che lo si voglia o no, questa traduzione inconfutabile dà agli archeologi un ottimo strumento per interpretare al meglio il grande mistero che ancora avviluppa l’antichissimo sito funerario. "


Prof. Salvatore Dedola, linguista e glottologo


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Pranu Mutteḍḍu




mercoledì, dicembre 02, 2020

..perché io sono il Fiore tra i fiori...(scritto mio)

 #25novembrenoviolenzasulledonne ❤️


..perché io sono il Fiore tra i fiori...


Tiziana Fenu


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..perché io sono il Fiore tra i fiori...




💜Quando Śiva e Śakti fanno l'amore...

 Quando Śiva e Śakti fanno l’amore, sono in un luogo fuori dal tempo, l’Isola delle Gemme, dove le spiagge sono bagnate da un “Oceano senza sponde” e il cielo è uno “Spazio Infinito”.

Il Mondo come lo conosciamo noi, con uomini, piante, animali, montagne e fiumi, non c’è ancora, non si è ancora manifestato.

Nel momento dell’orgasmo i fluidi genitali dei due amanti “discendono”, trasportando a valle i mattoni della creazione, simboleggiati, nel tantra, dalle lettere dell’alfabeto sanscrito (logos spermatikos), che unendosi tra loro, formano, più o meno casualmente, delle parole e queste parole diventano emozioni, pensieri, corpi. Mentre il mondo si sta creano, Lui si addormenta e Lei, la Dea scivola a valle per donare la vita attraverso i vayu (le energie sottili) a corpi, pensieri, emozioni.

In altre parole quando Śiva dorme (dopo la eiaculazione) noi siamo svegli, o meglio abbiamo la coscienza di esistere, quando Śiva è sveglio (prima della eiaculazione) noi dormiamo, cioè non abbiamo coscienza di esistere.

Lo yogin tantrico vuole risvegliare Śiva perché tende a ricreare coscientemente il processo della creazione. Vuole esserne “Testimone”, per potersi identificare nel Dio e nella Dea, per viverne l’amplesso.

È così che si ristabilisce l’unità fondamentale di Fuoco, Sole e Luna, ovvero Soggetto di Conoscenza, Conoscenza ed Oggetto di Conoscenza.

Poiché l’unica in grado di risvegliare il Dio è la sua Sposa (Kuṇḍalinī, la Vedova), lo yogin dovrà convincerla a risalire sul letto dal quale è discesa per ri-celebrare il rito della creazione: è questo ciò che si definisce risveglio o risalita di Kuṇḍalinī.

Kuṇḍalinī è la madre dei venti.

L'esistenza umana, per il Tantra è una danza senza fine.

Le energie vitali si rincorrono, si abbracciano, si sfuggono l'un l'altra.

Come serpenti innamorati. In sanscrito prendono il nome di vāyu, come il Dio vedico dell'Aria.

Ce ne sono cinque e cinque sono i corpi dell'uomo, uno dentro l'altro, come una matrioska.


Tratto da Paolo Proietti "IL FUOCO E LA LUNA Le pratiche erotiche nello Yoga tradizionale"


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Quando Śiva e Śakti fanno l’amore




💜Si, esiste un dogma unico..

 Sì, esiste un dogma unico, universale, imperituro, forte come la ragione suprema, semplice come tutto ciò che è grande, intelligibile, come ciò che è universalmente e assolutamente vero, e questo dogma è stato padre di tutti gli altri.

Sì, esiste una scienza che dà all’uomo prerogative quasi sovrumane: eccole quali le trovo elencate in un manoscritto ebraico del secolo XVI: «Ecco ora quali sono i privilegi ed i poteri di colui che tiene nella destra la clavicola di Schlomoh e nella sinistra il ramo di mandorlo fiorito:


Alef. - Vede Dio faccia a faccia senza morirne e parla famigliarmente coi sette geni che comandano alla milizia celeste.


Beth. - È superiore ad ogni afflizione e ad ogni timore.


Ghimel. - Regna con tutto il cielo e si fa servire da tutto.


Daleth.  - Dispone della salute e della vita propria e così di quella altrui.


He. - Non può essere sorpreso dalla disgrazia, né abbattuto dalla sventura né vinto dai suoi nemici.


Vau. - Conosce la causa del passato, del presente e dell’avvenire.


Zain. - Ha il segreto della resurrezione dei morti e la chiave dell’immortalità.


Sono questi i sette grandi privilegi; vediamo quelli che seguono.


Khet. - Trovare la pietra filosofale.


Teth. - Avere la medicina universale.


Jod. - Conoscere le leggi del moto perpetuo e poter dimostrare la quadratura del circolo.


Caf. - Cambiare in oro non solo i metalli; ma anche la terra stessa e le immondizie.


Lamed.  - Domare gli animali più feroci e saper dire le parole che intorpidiscono e incantano i serpenti.


Mem.- Possedere l’arte notoria che dà la scienza universale.


Nun. - Parlare con competenza di ogni argomento senza preparazione e senza studio.


Ecco infine i sette poteri minori del mago:


Samech. - Conoscere a prima vista il fondo dell’animo degli uomini e i misteri del cuore delle donne.


Ain. - Forzare, quando a lui piaccia, la natura a obbedirgli.


Fhe. - Prevedere tutti quegli avvenimenti futuri che non dipendono da un libero arbitrio superiore, o da una causa imponderabile.


Tsade.   - Dare subito ad ognuno le consolazioni più efficaci ed i migliori consigli.


Cof. - Trionfare della avversità.


Resch. - Domare l’amore e l’odio.


Scin.      - Avere il segreto delle ricchezze, esserne sempre il padrone e mai lo schiavo, saper godere anche della povertà e non cadere mai nell’abiezione né nella miseria.


Thau.     - A questi tre settenarii aggiungeremo che il saggio comanda agli elementi, che calma le tempeste, guarisce, toccandoli, gli ammalati e risuscita i morti.


Vi sono poi le cose che Salomone ha sigillato col suo triplice suggello.


Gli iniziati sanno: basta


Tratto da " Il Dogma dell'alta magia. Opera tratta dai Sacri Libri della Kabbala e dalle Tradizioni della Sapienza Antica" di Elifas Levi


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Si, esiste un dogma unico..