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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

lunedì, ottobre 06, 2025

💙7 ottobre Superluna in Ariete

 Domani, Martedì 7 ottobre si manifesta una Superluna in Ariete, sotto il segno solare della Bilancia.

Fuoco e Aria, quindi. 

Siamo per questo passaggio, sotto l'energia del Sacro Archetipo Ebraico Phe, con funzione espansione, correlato all'Arcano Maggiore XVII della Stella.

È una Superluna, perché si manifesta in perigeo, con una distanza minima dalla terra, e questo, ha notevoli implicazioni dal punto di vista energetico ed emotivo. 

L'Archetipo Phe, esotericamente, riguarda il karma,

È  una dinamica di espansione, quindi, che ricercando, in modo ancestrale e innato le proprie frequenze corrispondenti e gemellari, consente di ritrovare la Frequenza di origine, bypassando le spirali esperienziali karmiche, o perlomeno, aiutandoci a riconoscerle, e quindi, a governarle.

L'Archetipo Phe, spinge verso l'alto, verso la dimensione della Stella, regalandoci l'investitura regale del riuscire a creare come Verbo. 

È come la dinamica ascensionale del Fuoco, che spinto verso l'alto, dalla stessa Aria, divampa. 

Considerando che siamo, non solo in plenilunio in Ariete, segno di Fuoco, governato da Marte, e siamo anche di Martedì, collegato alla dimensione del Fuoco, quindi dell'intensità, dell'agire, dell'ardere, c'è un bel movimento dinamico di attivazione, sollecitato dall'Aria della Bilancia 

Ardere, ma non bruciare. 

Non ridurre tutto in cenere. 

Non vanificare. 

Bilanciare. 

Focalizzare in contrazione. 

Espandere in manifestazione. 

Contrazione ed espansione  

È il respiro dell'universo. 

Allinearci a questa frequenza, significa saper distribuire bene le energie. 

Dedicarle a ciò che è veramente importante. 

Più si toglie, più si vede. 

Il Fuoco cesella. 

È un Dono prezioso. 

Il glifo della Phe era rappresentato, nella sua forma archetipale, da una bocca, semiaperta. 

Attraverso la bocca, la parola, è l'espressione di noi stessi. 

In ogni sua sfumatura. 

Scritta

Orale 

Semplicemente digitata. 

O messa nero su bianco, su un foglio. 

La parola, e l'uso che ne facciamo, definisce chi siamo. 

Se la usiamo con scorrettezza, in modo vile, crea un riverbero. 

È come un seme, che prima o poi germoglia di sterpaglie. 

Il glifo originario, affonda le radici in quell'Ankh egizio, il cerchio allungato a goccia, sopra una Tau. 

Questo geroglifico della goccia allungata, è il Ru. 

Ru significa “ porta, cancello, bocca, ingresso", che guardacaso, è lo stesso archetipo primordiale che è alla base del nostro Archetipo Phe di questo Plenilunio in Ariete. 

Che è Chiave che apre dimensioni. 

Teniamo presente che  Marte governa anche lo Scorpione, segno d'acqua, non solo l'Ariete. 

Ru è il Femminino, Ru è il simbolo della porta, della porta, della bocca in cui il sole entra ed esce. 

Venere che anticipa e accompagna il Sole, all'alba e al tramonto. 

L'Archetipo Phe, è espansione proprio attraverso questa bocca simbolica, l'antico geroglifico Ru. 

Una bocca che pronuncia il Verbo. 

Che è Essenza. 

Essenza, nella cui sinergia, non vi è separazione tra sole e luna, tra Fuoco e Acqua, perché l'uno fa parte dell'altro. 

Ma anche una Stella, Arcano Maggiore XVII, che esalta la sua origina divina. 

La lama della Stella è rappresentata da una giovane fanciulla, che versa la sua stessa Essenza al mondo, rappresentato dall'acqua stagnante, che lo nutre. 

Si è purificata, ha compiuto il suo viaggio alchemico, è risalita dalle sue stesse acque stagnanti, e ora può manifestare la sua Purezza interiore. 

Si è fatta Verbo di sé stessa attraverso il rumore di tante voci, in armonia con i cicli dell'universo, con la sua origine stellare, divina, come dimostra la stella a 8 punte, simbolo del Femminino e di Venere, che sta sopra di lei, a protezione.

Ed essere, finalmente capaci, di creare, e non solo di cercare, quelle corrispondenze dialettiche, mercuriali, con ciò che ci corrisponde in frequenza. 

Non abbiamo bisogno di creare Karma altrove, con altre situazioni esperenziali.

Stiamo imparando a riconoscerle, a farne a meno. 

A fare un passo indietro. A chiederci se ne abbiamo davvero bisogno. 

Perché non siamo più nel bisogno. 

Se le persone, le cose, le occasioni, non ci cercano, è perché  già intimamente sappiamo, che non abbiamo bisogno di esse. 

Perché già sappiamo, che adesso, anche qualora dovessero cercarci, non ci troverebbero.

Siamo già totalmente in Noi. 

Nella nostra Pienezza. 

Siamo nella dimensione della Stella, dove riversiamo, la nostra Essenza, la nostra acqua, nella stessa acqua. 

Dove si brilla di luce propria, non di luce riflessa. 

Dove si creano costellazioni, in sinergia con altre stelle. 

Dove il Cielo, appunta le sue parole, incastonate di una Bellezza, che non ha eguali. 

Con infinita gratitudine sempre. 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com 

7ottobre Superluna in Ariete




 

domenica, ottobre 05, 2025

💛Vaso siriano/scacchiera Pubusattile

 Arte orientale: Vaso con decorazione geometrica nello stile di Halaf (terracotta, circa 4500 a.C.) Mesopotamia o Siria settentrionale. Parigi, Museo del Louvre

Lo stile Halaf è uno stile artistico neolitico caratterizzato da ceramiche finemente dipinte, principalmente con motivi geometrici e animali, risalente al periodo tra il VI e il V millennio a.C. in Alta Mesopotamia. Il nome deriva dal sito di Tell Halaf in Siria, da cui questo stile ceramico e la cultura associata hanno preso il nome.

Straordinaria decorazione a quadretti, che ha la stessa Matrice della nostra Scacchiera di Pubusattile a Villanova Monteleone, che è sicuramente antecedente a queste produzioni siriane

Siria, ci sono evidentissime tracce sarde, come ho approfondito in alcuni miei scritti 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/tracce-shardane-in-siria.html

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/nuraghe-siraisciraicapanna-sudatoria.html



Persino gli idoli siriani di Tell Brak,  di cui ho già approfondito( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/06/dea-madre-tell-brak.html) riprendono la simbologia delle Bithie dalle doppie pupille ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/04/le-bithie-dalle-doppie-pupille.html) di esclusiva della nostra Antica Civiltà Sarda, presente anche nei Giganti di Mont'e Prama e nei bronzetti sardi. 

La prima  costruzione circolare a tholos, nasce  nell’ambito mesopotamico di Arpashya Tell Halaf, importata dagli antichi Sardi.

Ma l'aspetto straordinario di questo reperto è che la decorazione quadrettata riprende la stessa Matrice numerica della nostra scacchiera di Pubusattile, di cui ho sempre scritto e approfondito, fin dal 2020( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/la-scacchiera-de-sa-pala-larga-bonorva.html). 

Ritrovata, come Matrice, in ambito indiano, nella dottrina delle vibrazioni ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/il-kamasutra-e-la-scacchiera-di.html) come scacchiera arrivata poi fino ai giorni nostri ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/scacchiera-indiascacchiera-pubusattile.html), in ambito egizio come vela delle imbarcazioni egizie, simbolo di metempsicosi nella dimensione dell'oltre ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/05/la-vela-egiziascacchiera-pubusattile.html), nella melagrana delle decorazioni greche( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/la-melagrana-e-la-scacchiera.html) legato alla dimensione ctonia dell'Ade, è quindi, ancora ultraterrena. 

Fino ad arrivare alle mie recenti, personali ed esclusive considerazioni e deduzioni riguardo la correlazione tra la scacchiera e il frazionamento dell'occhio di Horus ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/04/locchio-di-horus-e-la-scacchiera-di.html) e la strettissima correlazione tra la scacchiera e la formula algebrica e geometrica della quadratura del cerchio ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/la-scacchiera-di-pubusattile-e-la.html) 

Capite bene, come una Matrice del genere, Sacra, poi la ritroviamo anche nelle altre civiltà, nelle quali il passaggio dei nostri Antichi Sardi, che si spostavano ovunque, è evidente. 

L decorazione quadrettata grande, di questo vaso siriano sono un "8 ( quadretti) x 16", il doppio della nostra scacchiera, che è un "8 x 8"

L'altra, più piccola, è un "6 x 12", ma anche questa riprende la simbologia del 6, come i 6 serpenti energetici al lato destro della scacchiera e del 12,  "su Santu Doxi", numero sacro per gli antichi Sardi, ne ho parlato più volte, presentissimo in ogni ambito, estremamente simbolico per la ierofania che si manifesta nel dodicesimo gradino del pozzo Sacro di Santa Cristina 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/osservavo-la-piantina-del-pozzo-di.html) 

Manifestazione ierofanica che traguarda il 21 aprile( con altre due date), data significativa per la fondazione di Roma( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/06/solstiziopales.html), che, come ho sempre sottolineato, ha ripreso molti aspetti della nostra civiltà sarda. 

Tra l'altro, se moltiplichiamo "6 X 12" quadratini della griglia piccola di questa decorazione, abbiamo un 72.

Come l'angolo aureo a 72° del nostro pozzo Sacro di Santa Cristina e dell'ingresso di molti nostri nuraghi, legato alla dimensione ultraterrena dei cicli morte/rinascita (https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/osservavo-la-piantina-del-pozzo-di.html), e quindi anche a quella dimensione della frammentazione, del frazionamento, insito nella simbologia della melagrana, che riporta la stessa decorazione della nostra scacchiera di Pubusattile, correlata a Demetra, Persefone, Ade, melagrana, Baubo, strettamente interconnessa alla simbologia del nostro pozzo Sacro di Santa ( della quale ho sempre parlato e approfondito, fin dal 2020 https://maldalchimia.blogspot.com/2020/08/le-dee-silenziose.html

https://maldalchimia.blogspot.com/2023/04/dea-baubopozzo-s-cristina.html

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/la-risata-degli-dei-bauboabba.html

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/lammas.html

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/dea-baubo-e-vesica-piscis.html

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/vesica-piscis-dea-baubodea-madre-sarda.html) fino ad arrivare al punto di correlazione tra Baubo/Sardegna /antica Roma ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/dea-baubo-e-flora.html) 

72=9

Archetipo Teth 

La creazione, il Grembo 

Melagrana, 613 arilli = 9

La simbologia di questo vaso è eloquente 

Creazione e rinascita. 

Creazione di un tempio sacro, per il passaggio nella dimensione ultraterrena. 

La griglia grande è un "8 x 16".

Un "8 X 8", come la griglia della scacchiera della nostra Domu, con tutte le implicazioni simboliche che ho dettagliatamente approfondito nel corso di questi 5 anni. 

Il tempio sacro formato da Padre e Madre creatori, in sinergia, così nell'altra dimensione, così in terra, visto che questa Matrice verrà utilizzata, come ho spiegato nei miri scritti, per la quadratura del cerchio, per creare, nella dimensione terrena, il primo nucleo portante di ogni civiltà, la zona sacra, fulcro della comunità, su su mettere le basi delle future città. 

16, archetipi Ayin, corrispondenza. 

Così in cielo come in terra. 

La sinergia che crea l'Horus, la perfezione, data dalla trasmutazione e integrazione degli Opposti. 

L'occhio di Horus, rappresentato dalla scacchiera. 

Tutto estremamente simbolico. 

Tutto strettamente interconnesso. 

Come era nelle antiche civiltà come la nostra, Matrice di molte altre. 

Sardegna Cultura Madre 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com 

Foto scacchiera Sergio Melis 

Vaso siriano/scacchiera Pubusattile







venerdì, ottobre 03, 2025

💛Potnia Theron

Stupendo vaso greco che rappresenta la Dea Madre Potnia Theron, proveniente da Tebe, datato al 700 aC circa Museo Archeologico Nazionale, Atene, Grecia.
Una Dea Madre che manifesta tutta la sua completezza energetica delle due polarità, maschile e femminile.
Le braccia come una M, piegate a 90°, angoli della Geometria Sacra.
Come il tredicesimo Sacro Archetipo Mem,  le acque cosmiche primordiali.
Ma anche, se vogliamo, come una Shin, ventunesimo Archetipo, rappresentata da una W, il Fuoco Sacro, primordiale.
Sono le due trame archetipali che formano l'ancestrale ordito della Creazione,
Acqua e Fuoco al contempo.
Come quella Vesica Piscis, quel pesce rappresentato nella parte inferiore del corpo, che include anche il centro della creazione, con una gonna decorata a trama nei due sensi, a creare un reticolo energetico, in cui si manifesta l'energia della Vesica Piscis, che implementa in sé, le due polarità.
Stesso discorso per i due animali in basso, ai lati, i lupi, che rappresentano la dimensione più misterica, lunare, femminile, in equilibrio con le svastiche solari rappresentate, e che, eppure, hanno le due code a spirale, esattamente nei due sensi, ad indicare, anch'esse le due polarità.
La  coda a spirale del lupo alla sua sinistra, va verso il basso.
Perché è un'energia femminile, ctonia, che scende in profondità, nella dimensione oscura e misterica della creazione.
La coda del lupo alla sua destra è orientata verso l'alto, verso l'aria, verso l'energia del Fuoco Mascolino, che punta ad una direzione ascensionale.
Le due spirali delle due code, ruotano in senso destrorso, in espansione, contrapposta alla contrazione.
Anche le svastiche sono tutte destrorse, orientate in senso orario, e rappresentano l'energia solare, mascolina.
Mi ha colpito molto che le proporzioni della Vesica Piscis, del pesce centrale rappresentato in verticale, rapportate poi ad una ulteriore espansione del Fiore della Vita, sul lato sinistro della Potnia, sul lato del Femminino, vadano ad intersecare esattamente il centro delle due svastiche solari.
Come se fosse l'energia femminile, ad alimentare il fulcro, il nucleo energetico delle svastiche mascoline.
Sul suo lato destro, invece, sul lato del Mascolino, le circonferenze della Vesica Piscis, non intersecano nessuna svastica.
Mi ha incuriosito molto, non può essere una semplice coincidenza.
Dal punto vita della Potnia, partono, lateralmente, due moduli per parte, delle decorazioni a zig zag, presenti anche lungo tutto il bordo del vaso, in un solo modulo, e  anche nella conformazione dei capelli, 3 moduli per parte.
10 sulla Potnia e una di decorazione lungo il vaso.
Il simbolismo del tratto a zig zag è correlato alla dimensione dell'acqua, alla dimensione amniotica della potenza creatrice.
Il 10 è la completezza.
1 + 9
Aleph, il Mascolino, più la Teth, il Grembo, il Sacro Femminino.
Un toro è rappresentato anche sulla destra della Potnia.
Ma sulla sua sinistra, notiamo la "zampa anteriore del Toro", e questo è molto simbolico.
Ne ho parlato, a riguardo in svariati miei scritti sulla simbologia e importanza dell'Orsa Maggiore, "su juvale sardo".
Da un mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/giovanni-juvaleorsa-maggiore.html?m=0)
"La zampa anteriore  del Toro( le 7 stelle dell'Orsa Maggiore) che rappresentano Set, paredro di Tueret, la dea ippopotamo.
Taweret potrebbe essere associata all'occhio di Ra, con  Iside che, in versione di Tuaret, causa le esondazioni del Nilo, fertilizzando la terra, durante il periodo chiamato Akhet, che andava da metà luglio a metà novembre, che quindi iniziava in pieno solstizio estivo.
[...] La relazione peculiare mostrata tra la Zampa Anteriore del Toro  e l'ippopotamo, è menzionata in parecchi testi mitologici.
Iside, sotto le  sembianze di ippopotamo, sorveglia questo legame della zampa anteriore del Toro, legata con una catena d'oro a due pali.
Simbologia del giogo, de su Juvale.
Il Toro domato, tenuto al giogo da Femminino.
D'altronde, la dimensione della gestione della vita e della morte, è sempre stata di competenza del Femminino, ma lo vediamo anche dalle nostre archetipali icone sarde femminili, della Filonzana, la filatrice, con i due fusi, della quale ho approfondito la simbologia, perché è l'archetipale Fanes, la portatrice di luce( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/la-be-fana-jana-fanes-sa-filonzana-e-la.html?m=0)
E qui mi si apre il collegamento con la Tanit tessitrice.
La nostra, sarda.
Il volto a "cuore", di questa Potnia, come le primordiali Tanit, come la nostra Tanit di Tresnuraghes, a cui vi rimando l'approfondimento nel mio blog( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/06/la-tanit-di-tresnuraghes-tessitrice.html?m=0
https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-tanit-di-tresnuraghes-la-nostra.html?m=0)
Artemide
Aracne
Ar-
Madre Arc
E ancora, sempre dal mio scritto.
"fino ad arrivare a figure importantissime, fino ai nostri giorni, come quella de S'Accabbadora ( approfondimenti https://maldalchimia.blogspot.com/2023/08/dea-acca-laurentiaaccabadorasan-lorenzo.html?m=0)
Figure femminili legate alla nascita /rinascita, alla luce, in questa o nell'altra dimensione.
Resta il fatto che la costellazione della Zampa Anteriore del Toro, associata a quella dell’Ippopotamo, è di origine antichissima, indissolubile.
Gli umani divinizzati, sempre a riflesso delle costellazioni.
Se Set, Paredro della Dea  ippopotamo Tueret, rappresentava il Solstizio invernale,  la nascita di Horus, la dea Tueret,  rappresentava il Solstizio estivo.
Solstizio estivo che celebra la luce, e la Dea Tueret, celebrava il parto, il venire alla luce, nel  cielo del Nord, di Mesket,  dell'immortalita, l'Eden, l'albero della vita difeso dai due cherubini.
Asino e bue si sovrappongono, come simbologia ( il bue e l'asinello a difesa della mangiatoia, è un'iconografia arrivata fino ai giorni nostri, come i due cherubini a difesa dell'Arca dell'Alleanza ).
La  Zampa Anteriore di Set incatenata ai due pali d’ormeggio di pietra, affidata a Iside, che sotto le sembianze di un Ippopotamo, “il bue delle acque” come lo chiamavano gli Egiziani, la custodisce e la sorveglia.
Tutte costellazioni che trovano risonanza nella simbologia della nostra Antica Civiltà Sarda perché davanti al toro si trova anche  la dea Serket( anche questo, molto interessante, la Dea Scorpione, simbolismo legato alle acque, ai Giganti di Mont'e Prama - https://maldalchimia.blogspot.com/2024/05/simbolismo-zig-zag-guanto-gigante-di.html?m=0).
Le Mesket, le guardiane del cielo, sempre vigili, quelle fanno girare il mondo ( come il giogo, il carro, che gira sempre su se stesso) e rendono immortali, con un Focus, in particolare, per queste costellazioni tra Sagittario e Capricorno.
Parentesi. Tra Sagittario e Capricorno, si trova Ofiuco, che è strettamente legato alla nostra Antica Civiltà Sarda ( approfondimenti https://maldalchimia.blogspot.com/2023/10/ofiotauro-simbolo-del-toro-e-del.html?m=0) di cui ho parlato anche recentemente, riguardo un bronzetto,
[...] Iside, sotto le  sembianze di ippopotamo, sorveglia questo legame della zampa anteriore del Toro, legata con una catena d'oro a due pali.
Interessante notare che la dea ippopotamo è spesso rappresentata in piedi con una mano sul segno Sa, che significa protezione e sulla schiena ha spesso le zampe del dio coccodrillo Sobek, rappresentante delle forze disgregatrici.
Un amuleto usualmente rinvenuto è un coltello sacro, o un bastone da lancio, ricavato da una zanna in avorio d’ippopotamo, recante immagini di molte divinità armate di coltelli e/o del geroglifico “sa” ( ), ovvero “protezione”, che veniva poggiato sul ventre della partoriente per allontanare il pericolo..
"Sa" è l'articolo determinativo usato nella lingua sarda, "la".
"Sa" è anche la radice di Sardegna.
Coincidenze? "

Quindi la simbologia riguarda i due solstizi.
Simbologia che è arrivata fino ai giorni nostri, nella simbologia del presepe, con le due figure del bue e dell'asinello.
Asino, che era Sacro a Seth, e che trova straordinaria corrispondenza con la nostra figura de su Ainu Arriadori( "l'asino ragliante") una figura straordinaria del nostro Carnevale Sardo, di cui ho già approfondito a gennaio 2021(  https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/simbologia-della-maschera-sarda-de.html?m=0 su cui ritornerò a breve per alcuni approfondimenti
Seth, legato al caos, allo scompiglio, alla morte, come la figura del nostro Aiunu Arriadori, anche se la simbologia è molto più profonda.
D'altronde, il Femminino, è custode delle due polarità, dei due solstizi, e questa straordinaria Potnia, ne è un eccelso esempio.
Sono presenti anche le cicogne dardaniche, collegate alla simbologia della costellazione del Cigno, di cui ho parlato svariate volte( il mio ultimo scritto a riguardo, con, all'interno, le referenze dei precedenti https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/nuraghi-samatzai-lunamatrona.html?m=0)
simbolo del Femminino, il Sole centrale lungo la Via Lattea.
Talmente simboleggiante il Sacro Femminino, che anche la nascita di Elena di Troia, estremamente simbolica, perché sarà la "miccia" che scatenerà la guerra di Troia e la fine dell'era del Bronzo, è attraverso un uovo di Cigno ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/08/elena-e-il-cigno.html?m=0)
"Elena, quindi, strettamente legata alla simbologia del Cigno, poiché nata da un uovo di Cigno, vede questo stesso, come "uovo cosmico", vagina astrale, grembo, Teth, 9.
In entrambe le versioni Elena nacque da un uovo di Cigno nella città di Sparta,
Indipendentemente da chi fosse la madre, tra i fratelli di Elena vi erano i gemelli eroi Castore e Polluce( Simbologia cosmogonica) e Clitennestra, futura moglie di Agamennone, re di Micene.
Elena "responsabile" della guerra di Troia.
Sulla sua figura ci sarebbe molto da dire, perché si tratta di uno di quei Sacri Femminini offuscati dal Patriarcato, come sempre.
Un piccolo particolare, però
Era conosciuta anche come Elena "dendrite”, o dendresis, l’arborea.
Correlata all'ambito vegetativo.
Ma io ci vedo una correlazione linguistica e simbolica tra la radice "Den- in comune.
La stessa Den di Deneb, la stella più luminosa della costellazione del Cigno.
E, se vogliamo, la stirpe dei Den/Dan
Sharden/Shardan
E la stella doppia della costellazione del Cigno è Sadr
Sadr come Sard..
Sardi.
E ritorniamo ai 9 archi della costellazione del Cigno, designati come gli Antichi Shardana( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/08/1982024-superluna-blu.html?m=0)"
Quindi, vedete quanti livelli di lettura sono stati manifestarsi in questa straordinaria rappresentazione, con rimandi anche alla nostra Antica Civiltà Sarda, che essendo Cultura Madre, Matrice, riannoda i fili della narrazione ad un unica Matrice archetipale.

Tiziana Fenu
©®Diritti intellettuali riservati
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Potnia Theron

 






giovedì, ottobre 02, 2025

💛Stella a 8 punte Israele /Shu

 Dai miei scritti, sapete bene che altre volte ho approfondito sulle correlazioni Israele/Antica Civiltà Sarda.

Stavolta la correlazione riguarda anche il già approfondito simbolismo del dio Shu/l'akhet/su juvale 

Prima immagine

Antico manufatto  ritrovato a Gezer, città di re Saul, era una delle città più importanti della Terra d'Israele durante il periodo cananeo, a 30 km a ovest di Israele, punto strategico di controllo per la costa.
Manufatto che risale al periodo cananeo, probabilmente parte di un'offerta cerimoniale, ritrovato  all'interno di un vaso, avvolto in un tessuto, il che è significativo, perché in Israele, sono stati ritrovati solo due tessuti risalenti al periodo cananeo.
Questo medaglione è costituito da un disco d'argento su cui è incisa una stella a otto punte.
Il disco è fiancheggiato da due sottili "corna" e si ritiene che fosse collegato a una corda o a una catena.
Probabilmente i simboli sul disco rappresentano divinità cananee simili alle divinità mesopotamiche Ishtar e Sin.

A me, a primo impatto è sembrata l'archetipale rappresentazione del Dio Shu, seconda e terza immagine.
Sulla simbologia  stella ad 8 punte, ho già approfondito, simbolo, insieme alla stella a 6 punte, dell'antica civiltà sarda, talmente importante, da essere non solo simbolo della Sartiglia di Oristano, ma da restare fino ai giorni nostri nei nostri bellissimi rosari sardi ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/la-simbologia-della-stella-otto-punte.html)
L'archetipale simbolo del Femminino, ma anche il traguardare, sulla ruota del tempo, gli 8 passaggi solstiziali ed equinoziali, rimasti, fortemente sentiti, nelle celebrazioni pagane degli 8 Sabba.
"La stella a otto punte era importante, perché rappresentava il Sacro Femminino, la Dea Ishtar mesopotamica, e tutte le Dee che poi si sono susseguite, Astarte, Iside, Afrodite, Venere...
Questo perché queste Dee erano associate al pianeta Venere, la "stella del mattino e della sera", che segue un ciclo di fasi che corrispondono agli otto anni terresti. 
Già gli Antichi Sumeri avevano osservato che ogni 1,6 anni, Sole/Venere/Terra si trovano allineati, con Venere a minima distanza dalla terra. 
Questo periodo di 1,6 anni è chiamato periodo Sinodico, e solamente attraverso 5 congiunzioni inferiori ogni volta, dopo 8 anni,  Venere e Terra ritornano esattamente alle stesse posizioni iniziali. 
Ecco perché anche il 5, il pentacolo regolare stellato, è legato a Venere, oltre che il numero 8. 
L'otto indica l'infinito, la connessione tra umano e divino, che passa per il Sacro Femminino, ed è simbolo di equilibrio cosmico. 
[...] In epoche lontane, Sirio, rappresentata da una stella a otto punte, era considerata più importante del Sole. In effetti è 20 volte più luminosa e due volte più grande del nostro sole, e con il suo bagliore bianco-bluastro è stata sempre venerata in ogni civiltà. 
Venerata, ma anche di grandissima importanza a livello gnostico ed esoterico, poiché era considerata "il Sole dietro il Sole", colei che manteneva in vita il Sole e il mondo spirituale, tanto da essere considerata la casa dei Grandi Maestri dell'umanità. 
In ambito egizio, era così importante, da essere considerata il fondamento dell'intero sistema religioso, associata a Iside e venerata come Sothis. 
La triade Sacra, che ha anticipato di secoli quella cattolica, era composta da Iside, Osiride e il loro figlio Horus. 


Nella piramide di Giza, Orione( l'Osiride divino ) è allineato con la Camera del Re, mentre Sirio (la Dea Iside), è allineata con la Camera della Regina. 

Viene accostata in ogni civiltà ad una figura dalle sembianze canine.

Nella mitologia egizia Ogdoade, l'origine del mondo si esplica attraverso otto Divinità creatrici ermafrodite, accoppiate a due a due;

4 maschi  con la testa di rana e 4 femmine con la testa di serpente. 

La massima emissione di energia, infatti, si ottiene con due elementi complementari". 
[...] È simbolo anche riconducibile agli analemmi, i percorsi che gli astri descrivono nel cielo, nel loro movimento intorno alla terra".

Ogdoade
8, come la stella a 8 punte.
Ma è un 8 legato anche all'antica simbologia della nostra scacchiera della Domu de Jana di Pubusattile a Villanova Monteleone,, un "8 x 8", di cui ho iniziato ad approfondire nel 2020( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/la-scacchiera-de-sa-pala-larga-bonorva.html), per poi arrivare ai miei ultimi importanti approfondimenti, che si correlano perfettamente alla simbologia egizia dell'occhio di Horus ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/04/locchio-di-horus-e-la-scacchiera-di.html) e ai parametri astronomici della quadratura del cerchio, per ricreare le coordinate divine in terra ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/la-scacchiera-di-pubusattile-e-la.html).
 
Del Dio Shu ne ho parlato svariate volte, a partire dal febbraio 2021.
Dal mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/lo-stargate-di-orione-attraverso-sa.html)

"E questa Ascensione, da terrena a celeste, poteva avvenire soltanto con una particolare congiunzione di questi pianeti, quando, tutti, tranne il sole, si trovano allineati sopra l'orizzonte, visibili ad occhio nudo.

E questa posizione, è indicata esattamente dalla Costellazione di Orione, quando il Sole si trova nella posizione chiamata "stretta di mano", sopra il braccio teso di Orione, che essendo identificato anche  con Osiride, veniva rappresentato tenendo stretto tra le mani un'Ankh, la chiave della vita.
Questo tipo di allineamento a "7 pianeti", era considerato importantissimo, poiché era considerato come uno stargate, per l'ascensione al cielo, e il ritorno ad una forma stellare, come il nonno di Osiride, la divinità Shu, il padre degli Dei, il Dio dell'arco, il Custode dei pilastri che sostengono il cielo, il cui corpo era composto da luce, come le stelle.
Il dio Shu egizio rappresenta la simbologia dell'Akhet. 
Akhet, dal geroglifico "akht", che significa orizzonte, indica quel "luogo nel cielo dove sorge il sole" e là, in quella parte misteriosa del cosmo, dove si compie il miracolo della rinascita solare. 
È la dimensione della rinascita. 
Il luogo alchemico tra i due poli della dualità, delle due montagne, delle due torri, del passato e del futuro, in cui avviene la rinascita ciclica del percorso solare e individuale, 
Della manifestazione solare, del proprio sé. 
In alcune rappresentazioni la simbologia dell'Akhet è rappresentata da  due leoni che custodisco  l'orizzonte. 
Sono i leoni del Dwaw (domani) e Sf (ieri) e tra loro si trova il destino, personale e cosmico.
Shu, che stava nell'ottava sfera, quella poco prima della sfera, la nona, dove sta Dio, il punto di riunione tra l'anima dell' individuo e Dio.
Ottava sfera.
Otto, come la stella a otto punte, che abbiamo visto sopra il Toro, rappresentata nella moneta del Sardus Pater, descritta dal Pittau.
Nome, Shu, che potrebbe essere benissimo lo stesso Shu. dell'iniziale della parola Shardana.
Shu/Sha.
Le vocali spesso traslitterano quando di tratta di parole composte.
Il Dio Shu aveva il corpo composto da luce come le stelle ed era il Custode dei pilastri che sostengono il cielo. 
"luce come le stelle". 
"pilastri che sostengono il cielo". 
Sono mesi, che sostengo che i Giganti di Mont'e Prama, sono come Titani che sostengono il cielo, e che quello che hanno in mano, non è uno scudo da pugilatore, ma una protezione simbolica  riferita al sole all'azimuth, loro che al sole riluciccano di arenaria lucente sotto i raggi del sole. 
[...]
E la massima espressività solare, e quindi, la massima espressione della divinità nella materia, si aveva con il Sole all'equinozio nel segno del Toro, tra il 4.150 e il 1.850 a.C".
Equinozio
Equilibrio
Le due polarità.
Quindi, il Dio Shu, governa l'Ottava Sfera, la cui simbologia archetipale, è riflessa nella stella a 8 punte.

Discorso sul Dio Shu, poi approfondito in altri miei  scritti più recenti 

 Su Juvale, conformazione astronomica dell'Orsa Maggiore che troviamo anche nei nostri nuraghi

( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/01/mogoro-e-lorsa-maggiore.html), perché comunque Shu, è legato al Femminino, all'Ottava Sfera. 

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/giovanni-juvaleorsa-maggiore.html?m=0
Dal mio scritto
https://maldalchimia.blogspot.com/2025/09/orsa-maggiore-akhetjuvale.html)

"C'e da sottolineare che l'Akhet indica anche un  geroglifico che rappresenta il sole che sorge tra due montagne, spesso tradotto come "orizzonte"  associato al concetto di rinascita e ri-creazione. 
Il sole che sorge tra due montagne, tra due torri. 
Le due torri collegate da una retta, l'orizzonte, proprio come le due torri/nuraghi in molti nostri nuraghi.
Avete notato come Juvale sia anche la radice di Juanni, il Giovanni, il San Giovanni che segna l'inizio del solstizio estivo, di cui ho già approfondito( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/san-giovanni-in-sardegna.html?m=0)? 
Come ho scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/salome-e-il-giovanni-battista.html?m=0) la decapitazione di San Giovanni è simbolica.
Deve perdere potenza, come uno spermatozoo che per perde la testa, per donare la vita, affinché l'Horus del solstizio invernale possa nascere 
Un sacri-ficio necessario, per mano di un Femminino. 
E, come San Giovanni, fa nascere il Cristo dalle acque, lo battezza, così le costellazioni del Mesket,  le guardiane del cielo, riguardavano i misteri della nascita e rinascita, poiché il  Meska, durante i riti Iniziatici, misterici, di rinascita, di incubatio, era la pelle sotto la quale si poneva l’iniziando, la pelle che simboleggiava l‘amnios o il chorion, la placenta, la membrana che avvolge il feto. 
Meska, da "mes" che significa “nascita” e ka, “doppio”.
Il passaggio per la pelle, che era simbolo anche dei riti di mummificazione, attraverso la pelle di leopardo, agnello o cervo. 
Mentre scrivo, penso a "su juvale", che veniva posto anche sotto la nuca dei faraoni, o sotto la nuca di chi guidava verso la fine delle sofferenze, su Juvale usato dalla nostra Accabadora, o forse, sarebbe meglio scrivere Akabadora, con la Ka, perché guidava verso la rinascita. 
Le Mesket, le guardiane del cielo, sempre vigili, quelle fanno girare il mondo ( come il giogo, il carro, che gira sempre su se stesso) e rendono immortali), che offrono vita, ma anche morte. 
"Bogadoras" ( coloro che fanno nascere, che portano/bogano, in sardo, fuori) e "Accabadoras" ( coloro che mettono fine alla vita)". 
C'era una ritualistica molto precisa, in ambito egizio, descritta nel Libro di Toth, esattamente, nel libro della Fondazione, per la quale, il Re, capo dei Maestri Costruttori, il Faraone, per individuare meglio l'Orsa Maggiore, e quindi, la Stella Polare, si serviva di uno strumento, detto Merkhet( una sorta di livella alla cui estremità e collegato un filo a piombo), è individuava i 4  vertici del luogo sacro.

Con un mazzuolo ( stesso nome de su matzolu de S'Accabbadora), solcava per 4 volte, il solco del perimetro, come se fosse un'aratura.
L'aratura del carro dell'Orsa Maggiore, che sacralizzava, in questo modo, le fondamenta del tempio, della piramide.
In questo spazio, nasce l'Akhet".

Il Dio Shu, regge i confini, le due polarità tra le quali vi è lo spazio sacro della creazione.
La luce della creazione.
L'archetipale "E luce fu".

La terra d’Egitto, fin dal tempo degli Dei, è l’unica figlia della Luce, il cui figlio è colui che siede sul trono del Dio Shu.
In una stele di Israele, si parla di  Shu, il padre di Geb e di Nut, l’energia solare.
È la Stele di Merenptah o Stele d'Israele, una stele di granito nero fatta erigere dal sovrano egizio Amenhotep III (regno circa 1387 a.C.-1348 a.C)
Un dio Shu, che quindi, non regge una sfera, ma le sue rappresentazioni creano una Vesica Piscis dalle due polarità che si complementano.

Anche la dea Nut, non è rappresentata con una volta di cielo circolare

Nelle rappresentazioni del Dio Shu, come queste che ho scelto, vedete che le proporzioni si corrispondono tra loro.
Nella prima immagine di Shu, abbiamo l'altezza di Shu, di diametro uguale alle due circonferenze, che formano una Vesica Piscis, uguale, alla distanza di Shu dai due leoni, uguale, infine, alla stessa lunghezza dei due leoni.
Shu, regge le due polarità, un occhio, la Vesica Piscis, rappresentate dai due estremi.
Separa il cielo dalla terra, sollevando Nut, affinché formasse l'arco del firmamento, con Geb, disteso, a formare la terra  
Nut e Geb, poi crearono Osiride e iside e Seth e Nefti.
È la stessa simbologia dei poggiatesta  faraonici, come questo, di Tutankhamon, la cui colonna è stata sostituita da una raffigurazione del dio Shu, che solleva la testa.
Ai suoi lati si trovano due leoni, identificati con Aker o con la coppia di leoni Ruty, personificazione di ieri e domani, oppure con Shu e Tefnut.
La testa, simbolo di rinascita, sollevata rispetto al corpo.
La dualità, anima, immortale, e corpo mortale.
Shu è il dio dell'aria, sorella e compagna, Tefnet è stata interpretata come fuoco, da alcuni validi testi.
Aria e fuoco, grandissima luce.
Primo stadio cosmogonico.
Il caldo vento creatore.
Il primo levare del Sole.
Shu, il fiato caldo di Atum, figlio del creatore, che appartiene, un un bellissimo gioco di parole, a questa dimensione detta cratogonica, cioè di creazione dei primi cratoni, le zone stabili della crosta terrestre.
Shu, che dispensa aria e vita, e che ha implementata in sé, anche la polarità femminile, essendo un Dio creatore, demiurgo.
Come la simbologia della stella a 8 punte del manufatto israeliano.
Come il tempio sacro, creatore, della nostra Scacchiera di Pubusattile, un "8 x 8", che et Matrice di creazione


Approfondimenti sulle correlazioni con Isra*ele

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/05/porta-di-tel-dan.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2022/06/stele-israele-con-capovolto.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2022/07/stele-di-chemosh.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/04/capitello-motzacoppella-sincantu.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2022/07/arpa-di-ur_19.html?m=0


Tiziana Fenu
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Seconda immagine
Manufatto Nuovo Regno, fine XVIII dinastia, regno di Tutankhamon, ca. 1332-1323 a.C. Dalla Tomba di Tutankhamon (KV62), Valle dei Re, Tebe Ovest. Ora al Museo Egizio del Cairo

Stella 8 punte Israele /Shu












mercoledì, ottobre 01, 2025

💛Vaso Danimarca/S'arcu e Forros di Villagrande Strisaili

 

Prima immagine, vaso scoperto durante uno scavo nel 1908 in un sito chiamato Månehøj, o "Tumulo di Luna", nella grotta dei Giganti.
Il vaso raffigurante un volto proveniente da Månehøj, vicino a Svinø, nella Selandia meridionale, una regione amministrativa della Danimarca, è uno dei vasi raffiguranti un volto dei più noti dell'antica Danimarca.

Il "Vaso a Volto" è un vaso in ceramica che contraddistingue i manufatti tipici della Cultura del Bicchiere Imbutiforme.
Due occhi spalancati, circolari, con due simboli centrali, non identificabili, con intorno, 21 raggi ( 3 cicli lunari sa 7 giorni l'uno. Il quarto ciclo è forse quello interno, con una rappresentazione differente?) Sopracciglia arcuate, a T, tutt'uno con il setto nasale. 

La Tau. Simbolo degli Antichi Iniziati.
Espressione enigmatica e quasi ultraterrena.
La cultura del bicchiere imbutiforme segna la comparsa delle tombe megalitiche lungo le coste del Baltico e del mare del Nord
prosperò nell'Europa settentrionale da circa il 4300 a.C. al 2800 a.C. Questa cultura del periodo neolitico segnò una fase significativa nell'era preistorica, diffondendosi in quella che oggi è Danmark, Germania, Polonia e parti dei Paesi Bassi e della Svezia.
Uno dei momenti più importanti nella storia della cultura dell'imbuto è stata la costruzione di tombe megalitiche, che sono tra le più antiche in Europa.
Per esempio L'Hulbjerg Jættestue è un luogo di sepoltura neolitico situato sull'isola di Langeland in Danimarca.
Questa tomba megalitica, risalente al 3000 a.C. circa, è un notevole esempio di ingegneria umana e di credenze spirituali.
Si tratta di una grande tomba a corridoio, che è un tipo di luogo di sepoltura collettivo che si trova comunemente in Scandinavia.
In Sardegna, la cultura
"bicchiere imbutiforme" è in realtà rappresentata dal caratteristico vaso a forma di campana rovesciata della Cultura del Vaso Campaniforme, detta anche "Bell-Beaker", che fiorì tra il 2400 e il 2100 a.C. circa.
Una cultura con importanti legami con altre regioni europee, che è caratterizzata da ceramiche con decorazioni impresse a pettine o a incisione.
Come il vaso campaniforme, proveniente  da Locci Santus, Collections of the Museo archeologico Villa Sulcis (Carbonia)
La presenza di oggetti cerimoniali, in queste tombe megalitiche danesi, dette tombe dei Giganti, come le nostre in Sardegna, come ceramiche, utensili in selce e ornamenti, suggerisce che avessero credenze spirituali complesse, forse incentrate sul culto degli antenati e sui cicli della natura.
Il vaso è alto circa 11 centimetri e ha un diametro di 15,5 centimetri.
Il vaso a forma di volto di Svinø appartiene a un gruppo di oltre 100 altri vasi a forma di volto, rinvenuti in tombe megalitiche (tombe megalitiche e dolmen), in particolare in tombe megalitiche, e risalgono a circa il 3000 a.C.
Vengono chiamate le "Tombe di luna".
In alcune di queste tombe, gli archeologi hanno rinvenuto piccole lastre di pietra e ossa, anch'esse decorate con il motivo dell'occhio.
I ritrovamenti in Spagna e nella Francia meridionale hanno alimentato teorie secondo cui il motivo facciale sarebbe giunto in Danimarca attraverso migrazioni o la diffusione di idee religiose.
Altri sostengono, al contrario, che i vasi facciali, come le tombe megalitiche, siano espressione di sviluppi locali avvenuti in aree limitate d'Europa.
I vasi sono stati ritrovati per lo più in tombe megalitiche, e di pensa che questi vasi fossero utilizzati nei riti funebri.
Quindi si parla anche di migrazioni.
Potrebbero essere stati "importati" proprio dalla Sardegna.
La conformazione somiglia moltissimi a quella  dei due simboli, dei due Custodi, come li chiamo io, del sito nuragico S'arcu e Forros di Villagrande Strisaili, in provincia di Nuoro, dell'altare di uno dei due templi a megaron, dove si praticava il culto delle acque e della fertilità( vedi seconda immagine), i due volti di cui ho avuto modo di parlare in un mio scritto
( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/08/idolo-di-pomos.html?m=0)
Nella stessa zona archeologica  si trovano il nuraghe Arcu’e Sforru e il nuraghe Lotzoracesus e l’omonima Tomba dei Giganti
Interrabbas, naturalmente delimitato da due corsi d’acqua( "Inter abbas", tra le due acque. "Abba", acqua in sardo).
Il sito nuragico de S'arcu e Forros (" l'arco dei Forni") è caratterizzato dalla presenza di templi, fornaci per la metallurgia ed è un'importante testimonianza di scambi commerciali e culturali con civiltà extra-insulari come Etruria e il Mediterraneo orientale.
Sorge su un rilievo non lontano dal passo di Corr’e Boi( "corno del Bue") e dall’invaso dell’alto Flumendosa.
Il complesso, del XV sec aC è costituito da un tempio a megaron, due templi a pozzo, un nuraghe a pianta trilobata e altri edifici abitativi e di culto.
Il  tempio a megaron, è l’unico presente in Ogliastra oltre che uno dei maggiori dell’isola. Lungo 17 metri, è racchiuso da un recinto, ‘temenos’, sulle cui pareti è disposta una serie di banconi-sedile che servivano anche per la deposizione delle offerte.

Sul numero 17 vorrei sottolineare che corrisponde al diciassettesimo Sacro Archetipo Ebraico Phe, con funzione "espansione", correlato all'Arcano Maggiore XVII della Stella. 

È un Archetipo che crea corresponsine, espansione, nella dimensione astrale, divina. 

Corrisponde al segno del Capricorno, che non solo rappresenta il Solstizio invernale, ma è considerata la porta degli Dei, in corrispondenza con la porta degli Umani, rappresentata dal segno del Cancro, che governa il Solstizio estivo. 

Tutte le nostre manifestazioni megalitiche sono orientate ai solstizi, e la maggior parte proprio all'alba del solstizio invernale, come a sottendere che sono portali dimensionali per una dimensione "altra", più elevata, spirituale, riservata agli Dei. 

Un monumento megalitico che sorge a Newgrange, in Irlanda, dove internamente ed esternamente sono celati complessi disegni, in prevalenza geometrici, con riferimenti astronomici, legati a solstizi ed equinozi, rivelano solo una volta l'anno, a metà inverno, sotto i raggi solari. 

costruttori delle tombe a corridoio erano gli stessi sardi, poiché qui in Sardegna, quasi tutte le Tombe sono a corridoio. 

Nella pietra di Newgrange è indicata la posizione del Sole durante il Solstizio invernale, e le doppie  spirali, l'equinozio. 

Tutte le Domus de Janas, in cui sono presenti moltissime spirali, sono orientate ai solstizi, specialmente a quelli invernale. 

Rappresentare le doppie spirali equinoziali, era un modo per accedere, ad una dimensione cosmogonica di rinascita, che contemplasse la dimensione solstiziale, equinoziale e precessionale, immortale, nello spazio e nel tempo. 

Argomenti di cui ho già trattato svariate volte e di cui gli antichi Sardi, conoscevano bene tutte le dinamiche. 

In fondo alla costruzione, infatti, trovano posto un certo numero di motivi ornamentali che si possono osservare solamente una volta l’anno, quando per il solstizio invernale, attraverso delle fenditure sul soffitto, vengono illuminati dalla luce del Sole, per 17 minuti. 
Un numero importantissimo, in ambito celtico 
Questo numero riveste enorme importanza nella mitologia celtica ed è riconducibile, per esempio, all’aimisir il concetto di tempo, e ai 17 anni in cui si diventa adulti . 

L'ingresso del tempio è rivolto a est, destinato sicuramente  alla celebrazione di riti legati al culto delle acque, così come dimostra anche la canaletta che dal secondo vano portava l’acqua all’esterno.

La forma degli occhi e l'arcata sopraciliare del vaso , ricordano moltissimo i simboli incisi nei due conci delle due file di conci basaltici, nel villaggio-santuario de S'arcu e Forros di Villagrande Strisaili, in provincia di Nuoro, dell'altare di uno dei due templi a megaron, grande centro metallurgico della Sardegna, probabilmente, risalente al 1200 a.C. circa, e dove si praticava il culto delle acque e della fertilità.
I simboli sui conci dell'altare, rappresentano una protome taurina/uterina, con una perfetta sovrapposizione del simbolismo del Mascolino e del Femminino,
[...] Sono rappresentati due simboli, nei  conci, il Maschile e Femminile, che, nella statuina, si sovrappongono, a formare un profilo androgino, un'arcata sopraciliare, unita al naso, che forma nel complesso, quel tratto distintivo di androginia, necessario a veicolare il concetto di creazione, di fertilità.
Concetto, che nei Giganti di Mont'e Prama, è enfatizzato da una doppia pupilla, Sole e Luna insieme, maschile e femminile insieme, che, in sinergia, manifestano la loro massima potenza
[...] sinergia degli opposti energeticamente molto creativa, alchemica, lì dove, maschile e femminile insieme, "vedono e creano Oltre".
Perché è anche la T, la Tau, degli Iniziati. Ventiduesimo Sacro Archetipo Ebraico. Il completamento dell'Opera.
L'integrazione degli Opposti.
Usavano una Tau di legno, ricordo, per le pratiche di Iniziazione, dove l'Iniziato giaceva per tre giorni, in profonda connessione con il Divino.
È presente anche la doppia pupilla, come nei Giganti di Mont'e Prama.
Per non parlare della tecnica del puntinato, tipica della Cultura di Bonu Ighinu( V millennio aC)
Ritrovato in Dan-imarca
Dove c'erano gli Shar-Dan
Gli elmi cornuti trovati in Danimarca, a Viksø, 80 anni fa,
non sono vichinghi, appartengono agli antichi Shardana, e risalirebbero al 900 aC circa, quindi originari dell’età del Bronzo (quasi 2.000 anni prima dei Vichinghi), e la loro provenienza sarebbe la Sardegna.
mentre la società  vichinga, si è sviluppata solo nel IX secolo d.C.

Con oltre 10.000 nuraghi perfettamente costruiti,  oltre 1000 Tombe dei Giganti, un centinaio di pozzi sacri  e  oltre 2500 Domus de Janas solo in terra sarda,  abbiamo dubbi, sul fatto che il Megalitismo abbia avuto la sua massima espressione in terra sarda, e poi si sia manifestata anche in altri territori che hanno ospitato gli antichi Sardi? 

Le affinità, tra Celti e Sardi, sono innumerevoli. 

Celti, che non hanno fatto altro che raccogliere l'eredità dei fitti interscambi tra i paesi del Nord, specialmente Scozia Irlanda e Danimarca, e i nostri Sardi, e adottare come loro, usi, tradizioni, architteture e simbolismi, di chiara Matrice Sarda. 

Non furono certo i Celti a edificare nuraghi, Dun, pozzi sacri, e ad istoriare di simbologie, come i cerchi concentrici, le spirali, per esempio, ben presenti come simbologia della nostra società matriarcale. 

Se ne parla sempre in questi termini, superficiali e generici, dimenticando che il background culturale e antropologico di queste civiltà, è da ricercare nella Matrice Sarda. 

Tiziana Fenu
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Vaso Danimarca/:S'Arcu e Forros










Foto area del sito di S’Arcu ’e Is Forros (foto di Unicity S.p.A.)
Foto area del nuraghe Arcu ’e Sforru (foto di Unicity S.p.A.)
https://virtualarchaeology.sardegnacultura.it/index.php/it/siti-archeologici/periodo-nuragico/complesso-nuragico-di-s-arcu-e-is-forros
Foto aerea www.sardegnacultura.it