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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

domenica, gennaio 02, 2022

💙8 dicembre l'Immacolata

 Otto dicembre.

Si celebra l'Immacolata Concezione. Tralasciando le interpretazioni puramente religiose, che limitano questo concetto, ho sempre pensato che la verginità, la purezza, siano una condizione dell'Anima, e, traslato in questa Dimensione densa e terrena, uno stato mentale.

Vergini, si diventa, in questa Dimensione.

Lo si diventa quando si implementa quello stato di unità primigenia e originaria, prima della divisione, di cui il Femminino è portatore e custode per natura, poiché crea uno spazio di accoglienza in cui Idea e Forma, maschile e femminile, trovano una dimensione di manifestazione, di sinergia senza separazione, almeno per quell'attimo creativo che li vede uniti.

Un atto creativo che non dovrebbe essere inficiato dal proprio percorso storico ed esperienziale, che non influenzi "l'idea", ma che consenta ad essa di manifestarsi facendo tabula rasa di questo background lineare, storico, consequenziale.

Dove l'idea non è conseguenza di un qualcosa che abbiamo già esperito, ma sia Matrice di un qualcosa di totalmente nuovo, innocente, immacolato, virginale.

Come se fosse la prima volta che venisse concepito.

Che sia Causa, e, non effetto della nostra manifestazione creativa.

Dove si è solo Presenza.

Pre-senza.

Senza un "pre".

Senza un antecedente, senza un prima, senza bagaglio, senza un dietrologia concettuale.

Senza un prima. Semplicemente "nell'adesso".

E se si è nell'adesso, nella Presenza, significa che si sono implementate nell'unica dimensione senza spazio-tempo, le coordinate del prima e del dopo, della causa e dell'effetto.

Dove si è nella dimensione dell'Origine, dove Maschile e Femminile, continuamente creano e si manifestano, in una continua partenogenesi di sé stessi.

In modo virginale e innocente, prima ancora della stessa idea di Idea, che presuppone già la separazione dalla Forma, del Maschile dal Femminile.

La separazione è geneticamente inizio della vita, ma è la Conoscenza ad esserne la sua finalità, che va oltre lo stesso principio di separazione insito nello stesso concetto di vita.

Per venire alla luce, ci si deve separare dalla madre, dalla matrice. 

Per avere invece, consapevolezza dell'altro, conoscenza dell'altro, si deve bypassare il concetto stesso di vita, che ha in sé, la dimensione della divisione, ed entrare in quell'ancestrale Mistero Femmineo che è collante tra le parti, perché è Conoscenza, è Sophia. 

Che si fa "coppa", che si fa isola, per attraversare mille oceani, le stesse acque del Caos primordiale, ed essere Fiore della Vita, ovunque ci si posi.

Come una Sacra Semenza che può germogliare a prescindere dalle circostanze esterne.

Che può manifestarsi anche nel deserto, nel pertugio di una roccia.

Nell'inaspettato.

Nell'imprevedibile.

Quando si è im-plementato in sé il prevedibile, ciò che si "vede prima"

Il "prima, prima del prima".

Nei Sacri Archetipi Ebraici, la "funzione  Vita" è rappresentata dalla lettera He', quinto Sacro Archetipo.

Il numero cinque, collegato sia al Toro che a Venere, ai due opposti. 

La H che funge tra collante tra le due parti, tra Maschile e Femminile.

Ma questa Unione non è possibile, se non si trascende la Vita stessa, se non si entra nella dimensione della Conoscenza, della Sophia. 

Io so di te, ancora prima di sapere di me. 

Io ero te, e tu eri me, ancora prima del nostro concepimento in Idea.

Perché siamo già, l'uno nel cuore dell'altro, oltre la stessa vita, oltre la divisione.

Siamo in quell'Oltre che si rinnova continuamente, perché nasce in sinergia.

Nella sinergia del Sapersi. Con occhi e cuore incontaminati, unico accesso alla vera Conoscenza.

Far l'amore con la Vita, e non solo con l'altro, è questo. Una Co-creazione continua, oltre.

Nella dimensione del non-tempo. Come la dimensione di Bellezza, di Immacolata Purezza di questa "Madonna del Magnificat" del Botticelli, 1483, per la storia. 

Senza tempo, per chi si lascia virginalmente ingravidare dalla sua Bellezza, oltre la Forma, oltre il concetto stesso di Idea che l'ha concepita. 

Rinasce continuamente da sé stessa. Non ha bisogno di un creatore, di una Forma. È Origine. È Monade di Bellezza, che incanta e ingravida i cuori e le Anime, in una partenogenesi continua.

Come quando due Cuori Puri si incastrano in sinergia. Oltre la vita stessa.

Oltre le vite. 


Tiziana Fenu

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8 dicembre Immacolata




sabato, gennaio 01, 2022

💛Labirinto India-Benettutti

 .. India, 12.000 anni fa..

Maharashtra


L'arte rupestre nella regione di Konkan. La regione di Konkan si estende dalla fascia costiera del Maharashtra, attraverso Goa, fino a Mangalore nel Karnataka. I geoglifi di Konkan risalgono al Mesolitico e al primo periodo storico


https://www.facebook.com/groups/264889801646746/permalink/475189967283394/

Un labirinto a 7 percorsi come il nostro della Domus de Janas a Benettutti, e un petroglifo che riproduce la stessa forma "Menat/Tanit" del pozzo di Santa Cristina a Paulilatino.. Sembrano gli stessi..

Non solo, in India abbiamo anche, a Badlapur, un pozzo Sacro che sembra l'esatta copia del nostro pozzo Sacro di Santa Cristina ( terza immagine) 

Si trova a nord-est della città di Mumbai, in India, lungo le sponde settentrionali del fiume Ulhas. 

Ma non è solo la conformazione, ad accomunarli.

Hanno lo stesso orientamento

Sono orientati entrambi, su un'asse sud-est( per  l'ingresso), nord-ovest. 

Orientamento che avevo riscontrato anche per il pozzo Is Piriois e il nuraghe Sisini( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/09/orientamento-solstizio-invernale-pozzo.html?m=0) 

"Le due morfologie, sono speculari. 

Il Pozzo di Is Piriois, ha l'ingresso orientato a nord-ovest, verso il tramonto del solstizio estivo. 

Il nord ovest, esotericamente, è legato all'elemento acqua ( il nord) e all'elemento terra( l'ovest) 

Mentre il nuraghe Sisini, ha l'ingresso orientato verso sud est, all'alba del solstizio invernale. 

Esotericamente, il sud est  è legato all'elemento fuoco( sud) e, anch'esso, all'elemento aria (est) 

Una straordinaria simbologia e corrispondenza,  tra il pozzo e il nuraghe, in cui avviene la fecondazione metaforica, simbolica, tra l'elemento acqua del pozzo e l'elemento fuoco del nuraghe, che coinvolge anche gli altri due elementi"


Quindi anche questo pozzo, a Badlapur,  ha l'ingresso orientato a sud-est, all'alba del solstizio invernale, come i nostri pozzi Sacri. 

Ho trovato una breve descrizione del pozzo, molto sommaria e turistica. 

Il pozzo si trova in un campo aperto accanto a un gruppo di case dietro il Tempio Hanuman a Devaloli

Il pozzo ha una stretta fascia di gradini che conducono al livello dell'acqua

Ci sono due scomparti su ciascuna parete dei gradini per contenere le luci

Un pannello di figure squisitamente scolpite adorna la parte superiore dell'arco all'estremità

Al centro del pannello c'è l'immagine del Signore Ganesha, il Dio dalla testa di elefante preferito nel Maharashtra

Alla destra del Signore Ganesha c'è una figura che sembra un prete o un bramino

Alla sinistra del Signore Ganesha, il la seconda figura con spada e scudo sembra un guerriero.

Motivo floreale sull'arco. Questo ricorda il fiore di colore giallo che cresce selvatico in queste zone

Un altro fiore in questo intaglio decorativo sull'arco

Su entrambi i lati dei gradini ci sono due animali scolpiti le cui teste si sono disintegrate ma le code indicano che potrebbero essere state scimmie. 

Il livello dell'acqua era comunque abbastanza buono considerando che era marzo

Il livello dell'acqua era comunque abbastanza buono considerando che era marzo

( fonte https://bijoor-me.translate.goog/2016/06/25/badlapur-step-well-a-rare-historical-site/?_x_tr_sl=auto&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it)

Non ho trovato da nessuna parte la datazione di questo pozzo, ma è comunque impressionante la morfologia con il nostro pozzo di Santa Cristina, e ci sono alcune simbologie interessanti

C'è il fiore a 8 petali, e sappiamo che qui in Sardegna, la stella a 8 punte, è presente nelle nostre antiche tradizioni, arrivate fino ai giorni nostri, presente nei nostri stupendi e antichissimi rosari e anche nella stella a 8 punte della ritualistica della Sartiglia di Oristano ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/la-simbologia-della-stella-otto-punte.html?m=0)

Abbiamo poi la simbologia delle scimmie

La nostra sciamana androgina di Sardara, ha il volto di scimmia, che fa riferimento ad una manifestazione epifanica del dio Toth( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/10/la-divinita-androgina-di-sardara.html?m=0

Ci sono altri elementi interessanti, che vedrò di approfondire 

Due domande me le farei...

Unica cultura Madre? Atlantidea? Lemuriana?

O gli antichi Shardana Atlantidei sono arrivati in ogni parte del mondo?


Tiziana Fenu

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Aggiornamenti a riguardo, tra questo pozzo e il nostro pozzo Sacro di Santa Cristina 

https://maldalchimia.blogspot.com/2024/05/pozzo-santa-cristina-pozzo-indiabadlapur.html?m=0

Sul labirinto di Benettutti, uno scritto indicativo

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/08/il-labirinto-e-jana.html?m=0

Sul pozzo di Santa Cristina, uno scritto indicativo, fra i tanti che ho scritto 

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/il-menat-portale-alchemico-dei-pozzi.html?m=0



Labirinto India






💛Santo Stefano 2021

 Oggi si festeggia Santo Stefano, e per augurarvi Buon Santo Stefano, ho scelto l'immagine del Presepe in pietra scolpita, del nostro amatissimo Maestro Pinuccio Sciola.

Non credo che tutti sappiano, però, che Santo Stefano è legato alle pietre, e sarà forse per questo, che in prossimità del nostro altare più grande, l'altare di Santo Stefano a Oschiri, è stata edificata una chiesa  dedicata a questo Santo, ed è stato dato all'altare questo nome, anche se arbitrariamente, poiché è un altare con simboli antichissimi, che poco ha a che fare con il racconto che spiega perché oggi si celebra Santo Stefano. 

(sui simboli dell'altare di Oschiri, vi indico questo mio approfondimento

https://maldalchimia.blogspot.com/2022/04/altare-di-oschiri.html?m=0) 

Leggiamo perché, dalle parole di Annamaria Persico, autrice. 

"Il 26 dicembre, giorno successivo al Natale, la Chiesa celebra Santo Stefano protomartire, primo cristiano che ha professato la parola di Gesù in modo tanto coerente ed estremo da subire il martirio. Questo spiega l’importanza di questo Santo al quale è dedicata una giornata di festa segnata in rosso dal calendario e che nel tempo è stato fatto oggetto di fede popolare e significati antichi e profondi. Forse non tutti sanno però che Santo Stefano è presente anche nel presepe e ora vi spieghiamo perchè.

Un’antica leggenda narra che quando nacque Gesù Bambino era davvero tanta la gente che accorreva verso la grotta per adorarlo. Vecchi, giovani e tante donne che portavano con sè i propri bambini affinché Gesù li benedicesse. Tra queste donne c’era anche Tecla, una giovane sposa che non aveva figli ma desiderava tanto averne uno. Un po’ si vergognava del fatto che non avesse bambini e, per non essere da meno delle altre, prese una grossa pietra, l’avvolse in uno scialle, pose sulla sommità una cuffietta e si recò verso la grotta portandola tra le braccia, proprio come se fosse stato un neonato.

Tecla, quando fu vicino a Gesù e lo vide così bello e sorridente, si inginocchiò e dall’emozione scoppiò in un pianto dirotto. Maria notò la scena e, quando la ragazza si alzò per ritornare a casa, si avvicinò e le chiese: «Tecla, che cosa porti in braccio?». E lei rispose: «Allatto un figlio maschio».

Allora la Madonna, che aveva letto il suo grande desiderio, le disse: «Avvicina al seno tuo figlio e allattalo». Tecla si sentì scoperta ma obbedì e tanto fu lo stupore quando sentì agitarsi il suo fagotto. Maria commossa le disse ancora: «Da questo momento il tuo desiderio é stato esaudito e la tua pietra é diventata un bel bambino». Tecla scostò lo scialle che avvolgeva la pietra e con meraviglia vide il miracolo che era stato compiuto per lei: tra le braccia aveva il suo primo figlio.

«Ricordati però», le disse ancora Maria, «che egli é nato da una pietra e morirà a colpi di pietra». Quel bambino fu chiamato Stefano, divenne discepolo di Gesù e fu il primo ad affrontare il martirio.

E’ per questo che nel presepe la donna col bambino in braccio, posizionata nelle vicinanze della grotta, è una figura molto importante. Viene chiamata Tecla, ma anche Stefania o Anastasia, e rappresenta tutte le donne che con la forza del loro amore riescono a smuovere il mondo così come lei riuscì a dare vita alla pietra". 


Ho scelto questo Presepe di Pinuccio Sciola, perché amava definire se stesso, come "figlio della Pietra", e credo che nessuno ne abbia colto l'Essenza, fino a manifestarla in canto, in melodia, in vibrazione, in richiamo d'Amore, fino alle profondità della stessa terra, come ha fatto lui, con la magia e la passione per le sue amate pietre sonore.

Questo Presepe è Essenzialità, è radicamento, è forza granitica, è immortalità che sfida il tempo.

È Amore.

Che sia radicato in voi, come il Canto silenzioso e maestoso di queste Pietre.

Un caro Augurio di Cuore❤️


Tiziana Fenu©®

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Santo Stefano





💛Auguri Natale 2021

 Un caro augurio di cuore a tutti, in particolare a chi, con il suo interesse e partecipazione, condivide questo percorso insieme a me.

Ho scelto questa immagine, che immortala il fulcro creativo della nostra Domus de Janas Mesu'e Montes di Ossi(Sassari), immortalata da Paolo Lombardi, perché per me rappresenta il senso della Natività, della Creazione per eccellenza, come ho già avuto modo di spiegare. 

Natale significa Natività, e non è un concetto legato in modo specifico al Cristianesimo, ma è stato adottato da esso.

E Betlemme, nel suo intimo significato, significa "casa del pane". 

Il pane, che è frutto della terra, dell'acqua e del grano, l'oro della terra, del nostro Logu/d'oro.

Oro come Horus, il figlio di Osiride e Iside.

Due nomi, come ho scritto altre volte, che contengono l'SDR della Sardegna.

Il Sacro Pane, che qui in Sardegna ha raggiunto livelli di altissima maestria estetica.

E, Sacra Custode di questa "casa del Pane", di questa Betlemme, non può che essere lei, la nostra Dea Madre, nelle sue proporzioni perfette, riflesso di una Sacra Geometria, che è l'estensione di quella Forma Base, da cui parte tutto, che è la Sacra Triade creativa, che si forma nel suo grembo, quando si incontrano le due polarità, e, insieme, creano la terza, l'Oro, l'Horus.

Ma è lei ad essere la Magia Vivente di Alchimia che prende Forma.

Con la sua purezza, con il suo equilibrio, con la sua perfezione di forme e proporzioni.

Con la sua semplicità e umiltà.

Perché tutto ciò che può offrire, sono quelle sue piccole mani sul chakra del cuore, pronte a ricevere e ad attivare ciò che mette in moto il processo creativo di Creazione: l'Amore.

Che in questo Natale di incertezze e smarrimento, l'energia della nostra Sacra Madre, l'Abbondanza del suo Cuore, del suo donarsi ad essere Custode e depositaria di ogni nostro intento creativo, possa attivare ogni cuore, ogni nostro desiderio, ogni nostro anelito nel portare Bellezza, come ha fatto lei, nel mondo, nel nostro piccolo.

Che possa sempre farci da guida, lei, traghettatrice tra le dimensioni.

Lei che brilla di luce propria anche nel buio.

Lei, la Dea Madre di Cuccuru S'Arriu.

Perché lei è Sorgente, e può trovarsi solo nel punto più alto, "in su cuccuru", del fiume.

Perché non è solo acqua, non è solo fiume.

È Sorgente, è purezza.

È il punto zero da cui nasce tutto.

È l'Uovo Cosmico che rende possibile ogni nascita, ogni rinascita, ogni creazione.

Perché é lei, l'unica vera Betlemme, la casa del pane, cibo per l'Anima.

Acqua e pane insieme.

Le basi del sostentamento, come solo una Madre che trasuda abbondanza e amore, sa fare.

Vi auguro che questo momento di celebrazione, sia di Natività produttiva, di manifestazione di intenti, anche lì dove la sofferenza e la delusione continua a rosicchiare gli ultimi fili di una speranza sfilacciata.

Che serva anche questo, a credere che ancora l'Abbondanza sia possibile.

Semplicemente tenendo le mani sul cuore e fidandoci di ciò che arriverà e che abbiamo custodito come il nostro intimo, Sacro Presepe di Intenti e di Speranza.


Un caro Augurio di Cuore a tutti voi, sempre presenti.


Tiziana Fenu

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Auguri Natale 2021




💛31/12 /2021 solstizio d'inverno. Toro Bonorva

 21/12/2021

Solstizio d'inverno. 

Sole in Capricorno

Luna in Cancro

Cancro e Capricorno.

Uno, il Cancro, la "porta degli Umani", l'altro, il Capricorno, la "porta degli Dei".

Il Cancro e il Capricorno sono i due segni che simboleggiano i due solstizi, estivo e invernale. L'antico culto dei due solstizi era rappresentato dalla figura di Giano bifronte, il Custode delle due porte. 

In seguito, verso l'850, venne cristianizzato attraverso le due figure di Giovanni Evangelista, celebrato il 27 dicembre, e Giovanni Battista, celebrato il 24 giugno, legate, simbolicamente al concetto di Fuoco, per il Solstizio invernale, con il sole nascente, e al concetto di acqua per il Solstizio estivo, legato al segno del Cancro, un segno femminile di acqua. 

Fuoco e Acqua purificatori, simbolo dei due passaggi solstiziali e alchemici, di purificazione, che si celebra appunto, con il Fuoco e con l'acqua. 

Il Cristianesimo ha adattato i suoi dogmi a questi riti ancestrali, facendo anche del Cristo, il portatore del Fuoco purificato "Io sono venuto a gettare il fuoco sulla terra " Lc 12, 49-53), sublimato poi, e purificato per mano di Giovanni, che lo battezza con un simbolico ritorno alla Madre, all'acqua ancestrale della memoria. 

Il culto solare, base di tutte le teogonie, che piano piano si sostituì al culto lunare della Dea Madre  nelle società matriarcali, era un culto che veniva praticato in segreto, e, come ho scritto ieri nel mio post su "Sacred Symbologies"(https://www.facebook.com/104545201465861/posts/395851709001874/), dove la divinità solare maschile Shamash, accoltella la divinità solare femminile Shapash, per prendere il suo posto, era severamente vietato, al punto da essere punito con la lapidazione, secondo i precetti della Bibbia ebraica. 

Così, si integro' questo concetto solstiziale delle due porte, con quello del Giano bifronte, e del Giovanni  dei due solstizi, enfatizzando così, la dualità della divinità primordiale androgina originaria, che prevedeva le due polarità, maschile e femminile, integrate in un unica Essenza, con un Femminino veicolo e Custode del Mascolino. 

Si è giocato su quel concetto di specularità e di gemellaggio che rappresenta la Monade originaria, che, in una dimensione terrena, per poter sopravvivere, si deve scindere in due polarità contrapposte e complementari, come maschile e Femminile, come Fuoco e Acqua, come inverno ed estate. 

Inscindibili l'uno dall'altra, perché insieme, arrivano alla Quintessenza, all'elemento spirituale e purificato, dopo che il Fuoco porta ad ebollizione l'acqua. Si arriva all'elemento etere Cristico, all'acqua di Fuoco, al vapore, più forte della stessa acqua e fuoco insieme(il vapore, infatti, anche in ambito pratico è più efficace della stessa acqua, nelle pulizie per esempio, o dello stesso calore, come nel ferro da stiro, dove il vapore, appiana ogni increspatura). 

Qui in Sardegna, la figura ancestrale che rappresenta i due momenti solstiziali, è rappresentato simbolicamente dalla Jana, il cui nome deriva da Janna, "porta", in sardo. 

Una porta alchemica, rappresentata nelle Domus de Janas come passaggio nell'altra dimensione. 

Pare che le Domus de Janas meridionali, che stanno al Sud della Sardegna, siano orientate per lo più verso il Solstizio invernale, mentre quelle settentrionali, sono per lo più orientate verso il Solstizio estivo. 

Quasi nessuna è orientata a Nord, dove il sole non sorge, né tramonta. 

La maggior parte sono orientate ad est, verso le Pleiadi, verso la costellazione del Toro, che ingloba in sé anche le Iadi, e che, come abbiamo visto  dal mio scritto sulla simbologia delle ierofanie nei nuraghi, quindi sono legate al concetto di rinascita legato alla costellazione del Toro, rappresentata con il corno sinistro più corto. 

Ora, visto che all'epoca delle Domus de Janas con protomi taurine siamo in piena "era del Toro", dal 4000 al 2000 A.C, rappresentative della cultura di Ozieri, con un Toro che campeggia proprio difronte ad una di queste Domus, a Sant'Andrea Priu, orientato verso le Iadi della costellazione del Toro, proprio quelle della Fronte, del terzo occhio Anja, appare evidente come le Domus, orientate verso la costellazuone del Toro, tra Ariete (a ovest) e Gemelli (est), rappresenti il cardine delle due porte solstiziali insieme. 

Queste stelle erano comunque venerate perché segnavano il luogo del Sole all' equinozio di primavera, all'incirca 5000 anni fa. 

Le Domus erano Janna, "porta"(in sardo) per eccellenza. 

La Domu è Janna e Jana. 

Come Jano/Giano bifronte, porta dei due solstizi, con un anticipo, in termini cronologici, di quasi quattro millenni. 

E se fosse Giano, a derivare da Jana, come porta alchemica dei due solstizi, del percorso iniziatico dalla dimensione umana a quella divina, come le due porte solstiziali del Cancro e del Capricorno? 

D'altronde anche nei pozzi sacri, vi è la simbologia di questa trasmutazione solstiziale, acqua, fuoco(sole), terra, discesa e salita con i doppi gradini alchemici e trasmutanti. 

Ieri ho approfondito i nuraghi, come esempio di osservatori e marcatori astronomici per i solstizi. 

Oggi, il mio sentire, mi ha portato ancora più indietro nel tempo, nel cercare l'orientamento cardinale delle Domus de Janas, perché è lì che nasce il concetto di passaggio alchemico solstiziale. 

Di nascita e di rinascita, che troverà il suo apice e completamento nei pozzi sacri, specialmente in quello di Santa Cristina, dove, per gli equinozi, il sole illumina perfettamente il fondo del pozzo passando per il vano scale.

Il sole, con i suoi raggi, si riflette dentro il pozzo sino a toccare l’acqua, quando si verifica il fenomeno dell'ombra capovolta. 

Il gemello spirituale che rinasce a nuova vita, come i capovolti delle Domus de Janas di Oniferi. 

Perché i due gemelli simbolici, dei solstizi, del Giano bifronte, sono il Cancro(legato all'acqua e al sole nella sua pienezza estiva) e il Capricorno, elemento di terra, agile nell'arrampicarsi sulle pareti, come le capre, legato al Sole Bambino nascente. 

Quindi, l'acqua del pozzo (Cancro) e il suo speculare "ombra capovolta", arrampicato nella parete della tholos del pozzo, come un vero Capricorno

Nel pozzo di Santa Cristina si compie la Completezza e perfetta integrazione dei solstizi e degli equinozi. 

Ma è nelle Domus de Janas, che nasce il concetto di Solstizio come delle due porte di passaggio alchemico per la nascita/rinascita. 

Solstizio invernale come luogo del buio e del silenzio ma anche di preparazione alla rinascita. Le principali religioni fanno coincidere, in quel periodo, la nascita delle loro divinità: Horus, Attis, Krishna, Dioniso, Mithra, Gesù, Tammuz, Odino... 

E, come abbiamo visto, nella nostra Domus de Jana Mesu'e Montes ( Ossi-Sassari), datazione 3500/4.000 a.C. circa, vi era una "Sala della Sacra Natività" (https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/perche-il-nostro-presepe-in-sardegna-lo.html) 

Le Domus de Janas traguardano i due solstizi alchemici e astrali, come perfetti centri di osservazione astronomica, millenni prima dello speculare Giano bifronte. 

Dove Jana/Janna, è porta alchemica 

Dove Jana è speculare ad Anaj, come "s-anaj", "sanaj", guarire, anche nel senso di trasmutazione alchemica, spirituale, da una dimensione all'altra o da una consapevolezza all'altra. 

E, dove Jana, è l'anagramma di Anja, guardacaso il nome del sesto chakra,, sede del terzo occhio che è collegato al divino, delle Iadi, che stanno al centro della fronte della costellazione del Toro, che presenta il lato sinistro del corno più corto. 

Il toro della necropoli di Sant'Andrea Priu, a Bonorva(Sassari), adiacedente alle Domus de Janas, risulta essere senza testa, e come ho scritto prima, è orientato verso la costellazione del Toro, che simboleggiava la via per la rinascita, solstiziale, nel quale maschile e femminile, si fondono nell'unico simbolo taurino/uterino, veicolo di trasformazione nel grembo della Jana/Janna porta alchemica solstiziale. 

Forse, volutamente senza testa, per veicolare il messaggio che non era prettamente legato al Toro "animale", ma ad un portale(in effetti sembra un passaggio, un portone) alchemico astronomico tra i due solstizi(e di riflesso, anche degli equinozi) di pari importanza.

Nei solstizi il sole "solstiziava", si fermava.

A creare una dimensione senza tempo, d'Oro e di consapevolezza. Come nelle Domus de Janas.


Tiziana Fenu 

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Solstizio d'inverno, toro