Informazioni personali

La mia foto
Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

sabato, marzo 20, 2021

💛La barca di pietra di Seth

 La barca di pietra di Seth


Articolo di Gustavo Bernardino, ricercatore. 


In un vecchio articolo del febbraio 2018, tra i vari argomenti trattati, in una postilla a pag. 2, avanzavo l'ipotesi che la stele centrale dell'esedra delle domus de janas per esempio quella di “Coddu Vecchiu” di Arzachena, poteva intendersi come una barca. La mia interpretazione si basava sulla conoscenza delle usanze in materia funeraria in capo agli egizi e a noi pervenute attraverso i vari documenti ritrovati. Per esempio, nei “Testi religiosi egizi “ curati da Sergio Donadoni e pubblicati da Garzanti nel 1997 su licenza della UTET, ho trovato una possibile  conferma della mia tesi, in un racconto intitolato “Il giudizio di Horo e Seth” a pag. 246, di cui ho trattato nell'ultimo articolo del 8 marzo. Ad un certo


punto del racconto, si dice “....Ma Seth si adirò assai, e levò un grande grido, quando dissero: ”Ha ragione Horo, ha torto Seth”. E Seth fece un grande giuramento a dio dicendo:” Non gli si darà l'ufficio, prima che non sia stato messo fuori con me”, e che ci costruiamo qualche barca di pietra e facciamo una gara di corsa tutti e due. Quegli che vincerà sul suo compagno, a lui si darà l'ufficio di Principe,”.

Allora Horo si costruì una sua barca di cedro, la stuccò di gesso, e la varò in acqua al momento della sera, senza che la vedesse nessun uomo che sia sulla terra intera.


Quando Seth vide la barca di Horo, e si disse che era di pietra, andò sulla montagna e tagliò un cocuzzolo di roccia, e si costruì una barca di pietra di 138 cubiti. Quindi essi scesero nelle loro barche in cospetto dell'Enneade. Ed ecco, la barca di Seth sprofondò nell'acqua. Ma Seth si trasformò in un ippopotamo, e danneggiò la barca di Horo...”


La mia interpretazione, supportata da questo documento, potrebbe pertanto essere corretta posto che vi sono anche altre ragioni per far ritenere valida la tesi.


Una di queste riguarda l'arco temporale in cui si può inserire il cambiamento tipologico realizzativo dei sepolcri nuragici. Il passaggio cioè dalle prime versioni di “Tomba di Giganti” (vedi per esempio “Is Concias” di Quartucciu) che non avevano nell'esedra la stele centrale, a quella successiva con la stele centrale (a forma di barca?) come quella di “Coddu Vecchiu” di Arzachena. Tale elemento decorativo entra in uso in un periodo che ritengo compatibile con il documento egizio che risale alla XX dinastia (1185 a.C-1078 a.C.).


A questo riguardo c'è da aggiungere una ulteriore considerazione che ritengo utile per la validazione della tesi.


Il nuraghe di Ilbono ha lo stesso nome di un “Gran Sacerdote” egiziano della IV dinastia, Shery.


Nella tomba di Shery a Saqqara, sono state trovate delle iscrizioni in cui viene detto che il personaggio è stato Soprintendente dei Sacerdoti del faraone Peribsen fondatore del culto di Seth ad Abido. Non è improbabile pertanto che il sacerdote o capo spirituale che soprintendeva al culto che si svolgeva nel nuraghe di Ilbono, possa essere stato un seguace di tale corrente religiosa ed anche l'iniziatore del nuovo corso teologico che imponeva la costruzione delle tombe collettive con la caratteristica della stele centrale a forma di barca, come quella costruita da Seth con una pietra di 138 cubiti, come riportato nel racconto.


https://pierluigimontalbano.blogspot.com/2021/03/archeologia-della-sardegna-la-barca-di.html?spref=fb&m=1


Nelle immagini (da internet):


Tomba di giganti Coddu Vecchiu di Arzachena


Tomba di Giganti Is Concias di Quartucciu


Maldalchimia.blogspot.com


La barca di pietra di Seth





mercoledì, marzo 17, 2021

💛 La Y taurina di Ascensione lungo la via Lattea attraverso i "tre Soli".

 La Y taurina di Ascensione lungo la via Lattea attraverso i "tre Soli". 


Sulla scia dei miei precedenti post, e rivedendo alcune cose in chiave archeoastronomica, oggi tracciamo insieme quel che erano le linee guida del cielo, delle costellazioni, in un periodo astrologico particolare.

Quello che riguarda la cosidetta "era del Toro", che è stata così tanto influente nella nostra Antica civiltà sarda. 

Ogni età prende il nome dalla costellazione che ospita l'equinozio di Primavera. Il ciclo completo dura 25.920 anni e comincia sempre dall'Acquario. 


"Era del Toro", preceduta da quella dei Gemelli, e prima ancora da quella del Cancro, fino ad arrivare  all'era del Leone, (dal 10000 all'8000 a. C.), governata dall'elemento Fuoco, e dall'elemento Sole, con i suoi eroi Ercole, Gilgamesh, Enki, e che fu il periodo della costruzione delle Sfingi, come quella Egizia, e probabilmente anche quella del nostro Sinis.

L'era del Cancro(8000-6000 a.C.) era governata dall'acqua e dalla Luna. Diluvi e maremoti distrussero le antiche civiltà, probabilmente anche Atlantide. 

Successivamente, l'era dei Gemelli(6000-4000 a.C.) fu governata dall'elemento aria e da Mercurio, e vide contatti tra popoli, spostamenti, e nella luna nuova di primavera, nel cielo si potevano vedere le due Stelle gemelle, Castore e Polluce. 

È il periodo a cui risalgono le nostre Domus de Janas, il cui nome riporta a quel Giano bifronte, custode dei due portali, della vita e della morte. 

Lo stesso nome Jana, è una forma contratta di "janna", che significa porta. 


Poi, dal 4000 al 2000 a.C. circa, abbiamo l'età del Toro, governata da Venere e dall'energia di Madre Terra, della fertilità. 

Una figura estramente predominante nella nostra antica civiltà sarda, come ben sappiamo.

È un'energia, quella del. Toro, che sentono in ogni civiltà. 

In India il dio Shiva è sul dorso di un toro e porta tra le corna una mezzaluna. 

Il Toro è l’energia forte che procrea e corrisponde, nell’Egeo, alla Civiltà Minoica o della "Grande Madre", in India ad Agni (fuoco) e Shiva.

La simbologia del Toro riporta all’elemento Terra, ad un'epoca pacifica, fondata sull’agricoltura, l’armonia con la natura e il culto della Grande Madre. Il Minotauro, i Tori celesti babilonesi, il Dio Api agizio. 

L’epoca del Toro è connessa alle civiltà matriarcali, i cui simboli sono l’acqua, la mucca, il serpente, le corna di toro, la falce lunata o mezzaluna, che diventano simbolo di molti popoli, come quello islamico.

Ne abbiamo prova qui in Sardegna, dove tutto ha un'impronta "taurina/uterina" e infine, abbiamo l'era dell'Ariete, che va dal 2000 a.C.,all'anno zero, che comincia come "era dei Pesci"(quella del Pesce Cristico, il Salvatore). 

Era dell'Ariete dominata dal fuoco, dal Vulcano, dalla metallurgia. Il periodo in cui sicuramente la nostra Tharros /Tartesso, ha avuto il suo maggiore fasto. 


Ma è su questa era del Toro, che voglio soffermarmi, poiché tutte le civiltà antiche del grande inizio erano ossessionate dal Toro Cosmico. 

In tutte le grandi civiltà megalitiche, compresa la nostra, adorano, hanno come punto di riferimento della loro spiritualità, un toro cosmico, un sole, una falce a mezzaluna.

Ma non era il sole normale, come lo vediamo noi, ad essere adorato, come punto di riferimento.

Il sole, dettava semplicemente un'orientamento terreno, come molti nuraghi rivolti ai solstizi, o gli ingressi delle Domus rivolti ad est, alla rinascita.

Ma quel che veramente interessava ai nostri Antichi Sardi, era arrivare al Divino anche a livello astrale, per ascendere e accedere al divino. Anche e soprattutto dopo la morte. 


Solo un'accurata osservazione del cielo, e di tutta la mappatura stellare ha consentito agli antichi Sardi (ma anche alle altre civiltà), di individuare questi precisi punti, di Ascensione, e li avevano individuati già 17.000 anni fa nelle costellazioni delle Pleiadi, del Toro e di Sirio, tutte sulla stessa linea. 

Ci sono pitture rupestri che 17.000 anni fa rappresentavano il Toro dalle lunga corna, pur non essendo presente come animale, in quanto arriverà 10.000 anni dopo. 

Le stelle più luminose del cielo erano Sirio, con le sue 3 stelle più luminose, l'occhio luminosissimo del Toro, Aldebaran,  le tre stelle della cintura di Orione e le Pleiadi. 

Erano i "tre Soli", di cui Sirio era il primo sole, la Madre Divina creatrice, Iside. 

Abbiamo disposizioni triangolari anche qui in Sardegna. Come i nuraghi trilobati, specie il Santu Antine e il Nuraghe Losa, e di triangoli raffigurati, ne abbiamo ovunque, anche nelle Domus de Janas. 

Centri di creazione. 

Nascita, morte e rinascita, ma intesi ad un livello superiore, nei loro stargate stellari, che avevano individuato in questa conformazione stellare triadica. 


Le antiche mappe di Orione e delle Pleiadi, in ogni civiltà antica, mostrano tre "stelle solari", ma è come se fosse una mappa del paradiso dei loro antichi antenati. 

I "tre Soli" sono spesso rappresentati anche nelle pitture, e rappresentavano questo che è chiamato Il "Triratna" , il simbolo tibetano dei Tre Gioielli, una pietra meteorica Chintamani, che si presume che sia un pezzo di moldavite, scura, e di dice che venga da Orione. 

E queste mappe stellari hanno tutte la X che  segna il punto con tre stelle simili al sole, molto luminose, sia nelle Pleiadi, sia nella costellazione  del Toro sia nella cintura di Orione

La croce di Orione che poi diventa il Chi-Rho identificativo di Cristo, come lo furono le tre stelle della cintura di Orione per identificare, dai tre "astronomi - Magi", dove fosse il Messia, e prima di lui, Osiride, e tutti gli avatar che lo hanno preceduto. 


Ho sempre sostenuto che questo simbolismo del tre volesse indicare "nascita/morte/rinascita".

Pensavo giusto.

Ora ho capito, che nello specifico si riferisce a queste tre costellazioni così importanti, che per brillantezza equiparavano il Sole, ed erano considerate delle conformazioni sacre per l'ascensione al Divino dopo la morte. 

Del sole ne tenevano conto per "fertilizzare' di vita gli ingressi delle Domus, delle tombe dei Giganti, dei nuraghi, ma" l'ossessione " era ascendere al divino.

Una frenesia costruttiva di migliaia di nuraghi che puntano al cielo. 

Penso ai doppi gradini speculari scendendo nei pozzi Sacri, di cui quelli superiori, impraticabili, servono per l'ascensione. 

Penso alle precise angolazioni osservate anche di giorno, per poter scoprire quell'angolazione perfetta di 60°, che potessero ricreare in terra, attraverso quella Geometria Sacra, che portasse il Divino anche nella Materia, nella pietra, nelle piramidi, nei nuraghi, nei pozzi Sacri.

I nostri Giganti ne hanno il marchio addosso. Esagono con angoli interni a 60° e quadrato divino delle possibilità costruttive, addosso.


Abbiamo visto, come nelle tholos dei nuraghi, a chiusura della stessa, abbiano lasciato una pietra esagonale, ma grazie alla segnalazione di un mio contatto, il sign.Pino Fiore, admin di un gruppo di archeologia, attraverso una sua foto, che vi posto, scattata all'interno di un  Nuraghe nell'alta Nurra, si vede chiaramente una pietra di chiusura di una ghiera circolare, a forma pentagonale, a 250 cm da terra. 

Ho scritto "sembrava" poiché il riconoscimento di un fossile di riccio risalente a 18 milioni di anni fa, da parte del geologo Luigi Sanciu, non ha più lasciato dubbi in proposito. 

Quindi potrebbero aver scelto di proposito questo elemento decorativo "pentagonale" dentro il quale si inscrive benissimo un pentacolo, una stella a cinque punte, che simboleggia Venere, e che soprattutto indica quella porzione di cielo, proprio a forma di Pentagono, che vi ho evidenziato nelle immagini, che sta alla base della "V" delle corna della costellazione del Toro, perfettamente in mezzo alla fronte, e che ha come vertice la stella Aldebaran, l'occhio del Toro, il terzo occhio necessario ad acquisire la consapevolezza utile all'ascensione. 

Terzo occhio che viene chiamato Anja, che vuol dire "conoscenza", che corrisponde al sesto chakra e che è rappresentato da un fiore di loto blu con due petali, il perfetto equilibrio tra maschile e femminile. 

Anja, che guardacaso, è l'anagramma di "Jana". 

E, guardacaso, come ho già spiegato, nella maschera Ghignante di San Sperate, sono stati rappresentati i fiori di loto, con l'occhio di Aldebaran al centro e cinque diramazioni per lato che partono dal terzo occhio centrale. 

Perché quella è la porticina, il portale, la janna/Jana/Anja, che fa accedere all' Ascensione Divina, rappresentata globalmente dall'asse 

"Sirio/cintura di Orione/pentagono-pentacolo della stella Aldebaran e Pleiadi", con uno snodo a Y che si dirama esattamente tra la traiettoria sulle Pleiadi, e il corno superiore del Toro (passando per la sua stella beta Tauri, chiamata anche Elnath) tracciando un Y che risulta avente il corno sinistro più corto. 


Ecco rivelato il mistero sulla Y, sempre così presente, nella nostra Antica civiltà sarda, come scrittura e simbologia, rappresentata sempre con la stanghetta sinistra più corta. Così come è rappresentata anche la protome taurina, il torello, sempre con il corno sinistro un po più corto. 

Perché riproduce fedelmente, la via astrale, la Y dell' Ascensione divina, attraverso il portale Aldebaran del terzo occhio. 

Esattamente quel Pentagono rappresentato sulla tholos del Nuraghe dell'alta Nurra. 


Il pianeta Venere tracciava un pentacolo perfetto sull'eclittica ogni otto anni. Gli antichi che avevano osservato quel fenomeno erano rimasti talmente stupefatti che Venere e il suo pentacolo erano divenuti i simboli della perfezione, della bellezza e degli aspetti ciclici dell'amore sessuale.

La correlazione tra questo simbolo e il femminino sacro è ben nota agli storici dell'arte e agli studiosi di simbologia.

E Venere è il pianeta che domina la costellazione del Toro.

Il pentacolo, sovrapposto alla Dea Tanit, simbolo equinoziale antichissimo del sole in equilibrio tra gli equinozi, di perfetta armonia tra maschile e femminile, da cui trasse ispirazione anche Leonardo da Vinci per il suo Uomo vitruviano, rappresenta, anche come simbologia di Toro e Venere(la stella del mattino, l'Omega, l'inizio del tutto) uno Stargate stellare. 

Ecco perché Osiride è rappresentato sulla barca stellare, con la chiave di Ankh in mano, e circondato da stelle a  5 punte. 

È il portale magico di Aldebaran. 

Ed ecco perché la dea Nut, la dea egizia che rappresenta l'arco del cielo, la via Lattea, ha il corpo ricoperto da stelle a cinque punte. 

Così come erano rappresentati i sacerdoti egizi, gli Iniziati, con una veste con stelle a cinque punte. 

Questa Omega pentacolare, che simboleggia Toro e Venere si può vedere anche dalla forma della testa della Tanit con le braccia aperte.


Avevo già scritto come l'Omega fosse il simbolo della Sacra Metallurgia di Tartesso, identificabile nella nostra Tharros, anch'essa nella zona della cintura di Orione in terra, Oristano, e di come siano state trovate delle "T", di cui i Giganti hanno la stessa conformazione "sopracciglia naso". 

È la T di questa triade "solare", la "Y" considerata l'Omega, l'inizio del tutto, che troviamo anche nei trilobati, nella conformazione delle Tombe dei Giganti, nelle protomi taurine all' interno delle Domus de Janas, nella stessa scrittura, sempre presente. 

Non, una divinità solare, ma una vera e propria traccia astronomica di via ben precisa di Ascensione al Divino, a  cui i Nuraghi, nella loro struttura che punta verso l'alto, sono i rappresentanti più esemplificativi. 


Un'asse Sirio(l'Iside cosmica), Orione, Aldebaran(la stella piu luminosa di Taurus) e le Pleiadi, tutte lungo la via Lattea, considerata l'equatore galattico(mentre la cintura di Orione è considerato il piano dell'equatore terrestre). 

Iside, Osiride e Horus, cioè Aldebaran, il terzo occhio celeste, proprio quello che abbiamo visto nella maschera ghignante, Sole, tra due soli, da cui si diramano cinque linee simboleggianti i cinque vertici della conformazione della costellazione

Questa conformazione in cielo, con Iside/Sirio, e Osiride/Orione con la piattaforma(come il quadrato di Sator/Sinis) delle tre stelle della cintura, e Aldebaran al lato opposto, formano una conformazione di due piramidi  unite per  il vertice. 

Questa intersezione, forma una quadratura del cerchio tra equatore terrestre ed ecclittica, creando la via più diretta per raggiungere la via dello spirito. 


Orione è considerato il grande uomo cosmico, il cacciatore della Luce. 

Infatti cerca di prendere Taurus, per arrivare a quel suo terzo occhio della rivelazione, quale è Aldebaran, intimamente connesso alle Pleiadi. 

Orione è considerato il nostro centro super cosmico del plesso solare, la consapevolezza, prima di arrivare alla rivelazione del terzo occhio Aldebaran, verso la quale sono orientate le Tombe dei Giganti di Dorgali, Paulilatino e Thiesi, così come sono orientate verso Orione e le Pleiadi, altre strutture megalitiche, come le tombe dei Giganti di Tamuli. 

E questo centro cosmico di rotazione, è indicato con quella X(la conformazione di Orione è una clessidra) e Rho(che rappresenta la via retta che arriva sino ad Aldebaran, la consapevolezza). 

La Cruz Christi, il monogramma di Cristo Chi Rho, il Chhrismon, che non è un simbolo solare, ma la via Lattea, via retta per l'Ascensione percorsa attraverso queste X,  queste croci. 

Infatti la via Lattea è percorsa da tre croci :


1)La X di Orione, con la sua conformazione a clessidra (clessidra che ritroviamo anche nei nostri manufatti sardi) che è una croce primaria, cardinale, identificata con Cristo, Osiride e tutti gli Avatar, intorno alla quale ruota tutto, come è sottolineato dalla centralità della cintura dei Giganti di Mont'e Prama inseriti nella quadratura del cerchio, nel pentacolo dell' uomo vitruviano, e nella geometria sacra della Vesica Piscis.


2)La Croce del Nord del Cigno, fissa(altro punto di riferimento importante per gli antichi Sardi. La croce del "cigno/cunnus", la via per la rinascita, di cui già parlai in un mio precedente post).


3)E la Croce che passa attraverso l'occhio del Toro, la stella Aldebaran. Costellazione del Toro, di cui fanno parte le Pleiadi, che si trovano sul "suo collo", nel chakra della gola, da dove si esprime  il verbo della Creazione, il Logos divino


Il grande uomo cosmico Orione/Osiride, produce la sua manifestazione divina, solare(il suo nome è luce, è Aur, Or, come Oristano), dà la caccia al "Toro materia", con la complicità di sua moglie Sirio/Iside attraverso le Orse, maggiore e minore, attraverso le quali passa la costellazione del Drago(di cui la sua stella Thibau era la stella Polare 2700 anni fa, che ha in sé, anche la costellazione del Cigno). 

Sirio che era chiamata "dente di serpente" o "arco" che scaglia la triplice freccia, le tre stelle della cintura di Orione, verso l'occhio centrale Aldebaran del  Toro/Apis, porta e perno(con l'opposto Antares-scorpione) verso il cuore solare. 

Orione è come Atlante che sorregge il mondo. Come i Giganti di Mont'e Prama, che reggono l'arco della via Lattea dell'Ascensione. 

La X di Orione, la doppia piramide, il Vajra degli opposti dinamici, la croce ad elica, ed è il motore della vita cosmica. 

Orione è come un Fuoco solare dinamico che consente l'ascensione. 

È una svastica con i rebbi, che gli consentono il movimento dinamico. 


E una rappresentazione di questo movimento primario di uno di questi tre soli, che per gli antichi eran più importanti del sole stesso, l'abbiamo in quei pugnali ad elsa gammata, che contraddistinguono i guerrieri sardi. 

Sembrano delle svastiche, ma anche questo l'avevo già scritto tempo fa. 

Svastiche stellari. Non propriamente solari. 

Perché l'ascensione per il divino avveniva attraverso questi "soli/stelle". 


Attraverso queste costellazioni equatoriale, Sirio, Orione, Toro, Pleiadi, per arrivare, attraverso questo percorso nella via lattea, dove queste costellazioni sono allineate, al portale della consapevolezza, l'Aldebaran del terzo occhio. 

L'occhio divino, l'Horus, che tutto vede. 

Sirio, Orione, Drago, Cigno, Toro, Pleiadi. Le Iadi del Toro. Sono tutte Costellazioni importanti per i sardi. 

Sono sulla via dell'Arca che porta ai loro portali, quelli che avevano individuato per l'ascensione. 

La Via lattea che è un'archetipo, che trasporta i semi della vita. 

Arca è  anche "Argha" , ma ne avevo già parlato in un mio precedente post sulla simbologia del labirinto in Sardegna. 

"Arca che protegge e porta in Salvo come un grembo, il puntino, il sole. 

Come l' Arca solare egiziana a Mezzaluna. 

" Arca/Arga/ Argha" che indica la matrice, l'utero. 

" Argha" è un termine sanscrito, e secondo il glossario della dottrina segreta della società teosofica significa "vagina/yoni" 

Quindi l'arca è una vagina cosmica. 

L' Arca come una vagina cosmica, un'imbarcazione, una traghettatrice come lo è la "Jana/Yoni", una traghettatrice tra due dimensioni poiché Iana e anche "janna" cioè porta. 

La Vesica Piscis, nell' intersecazione dei due cerchi, forma un pesce, una vagina ma anche straordinariamente, ha la stessa forma delle imbarcazioni degli Shardana, del popolo del mare

Guardando la forma della navicella nuragica, si può notare come sia assolutamente identica vista dall'alto  alla forma ogivale del "pesce/ vagina/ogiva" della Vesica Piscis, ottenuta dai due cerchi, maschile e femminile che si intersecano"


L' Arca, la via Lattea, è un portale, dove si incontrano gli opposti, e la rinascita si compie capovolti, stavolta, come il riflesso capovolto nel pozzo di Santa Cristina, benedetto dal fuoco(Sole) e dall'acqua. 

Non per niente la dea della via Lattea, si chiama Nut, con la stessa radice di Nuraghe, di Nur(fuoco) e Nun(acqua). 

Perché l' Ascensione può avvenire solo dove si incontrano gli opposti, dove agiscono in sinergia maschile e femminile, e solo in una linea equatoriale celeste, poteva avvenire. Quella che poi verrà riflessa in terra, cercando la stessa perfezione del divino celeste, attraverso la Geometria Sacra ottenuta dai calcoli a 60° dei raggi solari agli equinozi, come indice di perfezione Divina e marchio, come abbiamo visto, nel mento dei Giganti, dei Sacri Architetti Divini. 


È un portale che culmina con l'attraversamento del terzo occhio del Toro, di Aldebaran, dello Anja, o della Jana. 

Ne parlerà anche la Bibbia : "la lucerna del tuo corpo è il tuo occhio" (Matteo 6,22)

La Via Lattea per i celti era un arco, chiamato Iris, e apparteneva al Dio Lugh, si, lo stesso dio Lugh ridente della maschera Ghignante. 

E l'Iris era sacro agli Egizi. Estraevano l'olio profumato di Iris per preparare i corpi per l'imbalsamazione. 


Ecco perché i antichi sardi  fecero le  piccole  dee madri di Cuccuru s' arriu di Cabras,  4.500 anni prima degli Egizi, a forma di scarabeo. 

Perché lo scarabeo è l' unico animale che si orienta seguendo la via Lattea, e quindi animale sacro che conosce  la via per il Divino

Orione è importantissimo per ritrovare queste altre stelle fondamentali, perché estendendo la sua cintura verso sud est, di trova Sirio, e verso Nord est, si trova Aldebaran. 

Anche Shiva è portatore del tamburo di Orione, a forma di clessidra, come il Sacro Vayra, e grazie ad Orione, può cavalcare il Toro bianco. 

Lo stana, come fece Ercole nel catturarlo. 

Ne fa strumento di ascensione, lo divinizza, perché è lungo l'equatore celeste, esattamente in equilibrio, come le braccia della Tanit che tengono il sole in equilibrio , durante gli equinozi di primavera. 


Soltanto l'equilibrio e la sinergia delle forze opposte consente l'ascesa. 

Orione/Osiride è insieme maschile e femminile, per questo indica la via, perché ha inglobato in sé anche il Femminino, Iside/Sirio. 

Non c'è da distinguere tra maschile e femminile. 

Non c'è un prima e non c'è un dopo. 


Orione è un Eroe

"Eroe" da "ierogamos", nozze mistiche tra maschile e femminile.

Come sono Eroi, i Giganti di Mont'e Prama 

Eroi androgini divinizzati, che mostrano la parte femminile, inglobata, attraverso l'uretra/Ureo, la via dell' Urina, dell'Oro, che conoscevano la via per l' Ascensione, che arriva a Horus, ad Aldebaran, il portale di trasmutazione, che ha come perno la cintura di Orione, con le sue tre stelle, l'elemento triadico, sempre presente nell'antica civiltà Sarda. 


Orione, è la chiave per capire le altre coordinate. Da Orione parte tutto

Ecco perché la cintura dei giganti di Mont'e Prama corrisponde esattamente ad una precisa Geometria Divina, al centro dell'uomo vitruviano, della stella a cinque punte, perché da essa si arriva all'occhio centrale di Aldebaran. 

All'Anja

O alla Jana, anagrammato. 

Al portale galattico. 

Come sempre tutto torna, con una precisione millimetrica. 

I nostri Antichi Sardi erano degli astronomi straordinari. 

Puntavano in alto. 

I nuraghi lo dimostrano. 

Puntavano ad essere eroi in terra, figli di quella ierogamia Monadica di cui avevano memoria, ai tempi dell'Oro. 

Ai tempi di Atlantide. 

Costruttori Divini, grazie alle coordinate di Orione, Monade di per sé. 

Costruttori sempre attenti all'equilibrio tra gli opposti. 

Sardegna/Osiride/Iside

SRD. 

Sardi.


Tiziana Fenu


©®Diritti intellettuali riservati


Maldalchimia.blogspot.com

La Y taurina di Ascensione lungo la via Lattea attraverso i "tre Soli".


https://antichecuriosita.co.uk/blogs/







Dea Nut  del Cielo con stelle a cinque punte

Foto Nuraghe alta Nurra con ghiera con Pentagono centrale



Asse Orione/Aldebaran /Pleiadi/beta Taurus

Pentagono al centro della fronte della costellazione del Toro

Triratna tibetano. I tre Soli. 

Sempre particolare della ghiera con Pentagono centrale. 

Pitture rupestri di 17.000 anni fa con Orione, Taurus e Pleiadi


Tanit e Stella a cinque punte, si corrispondono

Antica scrittura sarda

Ierofania della protome bovina Nuraghe Santa Barbara Villanova Truscheddu

Pugnaletti ad elsa gammata. Nuraghe Albicciu di Arzachena. XI sec.a.C.
Svastica stellare 

Sempre nuraghe santa Barbara 

Nuraghe zuras Abbasanta 

Protome taurina

Protome taurina Domus  de Janas

Gigante di Mont'e Prama 

Dea Madre Di Cabras-Oristano 4500/5000 a.C.


Chrismon, monogramma di Cristo, o Chi Rho

Maschera Ghignante di San Sperate (Cagliari), VI sec.a.C.

Antica scrittura Sarda 

Sacerdote egizio con la veste decorata con stelle a cinque punte

Sovrapposizione Gigante Mont'e Prama e uomo Vitruviano di Leonardo da vinci 

Sovrapposizione Gigante di Mont'e Prama e uomo vitruviano di Leonardo da vinci 



💛 La Maschera dell'Aldebaran Solare di San Sperate.

 La Maschera dell'Aldebaran Solare di San Sperate. 


Sulla Maschera Ghignante di San Sperate, provincia di Cagliari, risalente al VI sec.a.C., si è detto di tutto un po' e non voglio essere ripetitiva su cose già approfondite.

Vorrei sottolinearne la peculiarità, le caratteristiche, che non sono state trovate in maschere nelle terre fenice di occidente, visto che viene considerata una maschera fenicio-punica, quindi è su questi aspetti che la contraddistinguono, che voglio soffermarmi. 

Il fatto che questa maschera sia stata ritrovata a San Sperate, non è un caso. 

San Sperate si trova nel Campidano. 

Campi-Dan-o. 

"Campi di Dan".

"Shar-Dan-a" sicuramente. Un marchio inequivocabile. 

Sottolineo che il re dei Tuatha de Daanan, era "Lugh il luminoso", il Dio della fertilità, del Sole e della Luce, abile in molte tecniche, che gli valsero il nome di Salmidanach, il "multiforme artigiano", come scrissi in un mio precedente post. ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/il-lugh-d-oro-di-orotelli.html?m=0) 

Il "Mercurio Lugh", esattamente, per la sua capacità alchemica di trasformare le cose in oro.

"Lugh" , che assomiglia tantissimo al verbo inglese "laugh", "ridere" 

Questa maschera ghignante rappresenta una risata di gioia, in onore della divinità solare. 

Ne porta i segni. 


Ha il fiore di loto impresso. 

Presso gli Egizi(ormai conosciamo benissimo quale stretto legame leghi la nostra civiltà alla loro, e di come io consideri la civiltà egizia una derivazione di quella sarda) il fiore di loto era sacro. 

Era chiamato "Seshen", emblema di rinascita, per la sua caratteristica di chiudere la propria corolla, sprofondando nell'acqua la sera e di schiuderla riemergendo all'alba, orientandola verso la luce del sole. 

Il "loto primordiale" o "grande loto", il bocciolo dell'inizio dei tempi, quello che sboccio' sul grande stagno di Ermopoli, fecondato dagli Dei dell'Ogdoade, e che genero' il dio Solare Atum Ra. 

O era il grande stagno di Cabras? Il "Cabras/Cobras", il femminile acquifero della divinità solare Ra? 

Cab-Ra-s. 


Il suo bocciolo semiaperto, simbolo araldico dell'Alto Egitto, con i sepali stilizzato e arrotondati, sono rappresentati specie nella I dinastia, all'epoca del sovrano Den. 

Le stele funerarie in cui viene rappresentato, hanno la forma delle Tavolette, dei Sigilli di Trzicotu, ritrovate a Cabras. 

Il sovrano Den, fu incoronato nel 3050 a.C, faraone della I Dinastia. 

Il suo nome significa "colui che colpisce( Horo). 

Ma anche" le due signore, in riferimento alla doppia corona dell'alto e del basso Egitto(Nebti). 

E ancora, "Horo d'oro", è colui che regna sul giunco e sull'ape.

"Is fassones" di Oristano, fatti di giunchi, ancora vivono nella tradizione, e sembrano le imbarcazioni solari egizie. 


Un sovrano che si chiama Den, della I Dinastia. 

Uno Sher-Den. 

Un Sardo. 

Una maschera, unica nel suo genere (non ne sono state ritrovate altre così riccamente decorate) ritrovata nel 1876, in un paese, San Sperate, i cui i primi insediamenti umani, secondo i reperti archeologici ritrovati, compreso anche il ritrovamento di un nuraghe fortificato, risalgono al XVIII a.C, e che era comunque un punto di passaggio per la via che da Kalaris, portava a Tharros. 

Tharros, Tartesso. Città dell'alchimia dei metalli in oro. 

Come il dio Solare della risata, il Re Lugh, della gioia Solare, dell'abbondanza, dell'alchimia. 


Abbiamo una maschera totalmente solare, divinizzata. 

Ha il doppio simbolo del sole, sulla fronte e sul mento, due fiori di loto, e un simbolo centrale che non si vede bene, e che quindi, non riesco a decodificare, ma che mi sembra un occhio. 

Cinque linee orizzontali che solcano la fronte. Cinque per lato. Che si diramano da quel simbolo che sembrerebbe un Occhio di Ra. 

E cinque linee orizzontali che solcano le guance, cinque per lato, anche qui. 

Il cinque è la somma di un numero maschile (il 3), e un numero femminile, (il due). 

Indica anche il 4( terra) + 1( lo spirito). 

E rappresenta la stella a cinque punte, la perfezione del pentacolo, dell'uomo vitruviano  divinizzato che può essere inscritto perfettamente in un quadrato, e nel cerchio. 

La Perfezione. 

La Quadratura del Cerchio. 

Come i cinque punti della Dea Tanit, che come ho già spiegato, indica la perfezione ed equilibrio equinoziale, da cui poi, si esplica tutta la Sacra Geometria, di cui i nostri Architetti Divini, i Giganti di Mont'e Prama, sono la massima espressione, con le loro proporzioni auree, e custodi del Sacro Quadrato creativo del Sator/Sinis. 


Gli Iniziati. 

E anche questa Maschera, parla di Iniziati solari, poiché l'anello al naso, era spesso indossato nei rituali di iniziazione (lo vediamo anche in altre zone, come in America del Sud e del Nord, portato anche sotto forma di legnetti o ossa dagli uomini di medicina). 

Ma in questo contesto in particolare, può essere anche un chiaro riferimento al Toro, poiché il numero 5, esotericamente, è legato al Toro e al pianeta Venere e alla conformazione astrologica dei 5 pianeti disposti come una stella a 5 punte, con Venere sulla Sommità che indicava una conformazione particolare che rappresentava la manifestazione del Verbo creativo. 

Infatti, il Toro, era astrologica di quel periodo, tra il 4000 e il 1800 a.C.,è legato al chakra della laringe. 

Laringe/utero, visto che rappresenta anche la fertilità. 

Quindi un cinque di perfetto equilibrio di maschile e femminile, in cui, dal punto di vista astronomico, si esplica al meglio la piena manifestazione solare equinoziale

Il sole in perfetto equilibrio tra le due braccia/orizzonte della Tanit. 

La Tanit come una stella a cinque punte, come ho già avuto modo di spiegare. 


Questa maschera è altamente simbolica.

Indica potenza solare.

Indica il potere della parola, della laringe, di governo del Toro, perché il connubio sessuale della Parola, rende fecondo il grande Ventre del Caos, da cui nasce l'universo. 

Si crea con il 5, con il potere della Parola.

Anche il quadrato di "Sator/Sinis", ha una N centrale, che ha valore numerico 5, in entrambi. 

Poiché la laringe, è un utero dove si crea la Parola, che è Verbo. 

Laringe creatrice.

Magari si officiava cantando, sotto gli effetti allucinogeni del fiore di loto blu, in particolare, per ascendere alla consapevolezza dell'occhio Sacro di Aldebaran, portale astronomico per l'ascensione divina. 


Mercurio, il nostro re Lugh, re dei Tuatha de Danaan, divinità solare, rubo' le vacche del sole, Iside, la Divina Madre. 

L' occhio centrale della maschera, può rappresentare l'Occhio rossiccio del Toro, la stella Aldebaran, perché, se capovolgiamo la stella a cinque punte, abbiamo la simbologia di un toro con corna e orecchie. 


Identificazione Venere /Toro,/numero cinque dei solchi, nella Maschera Ghignante, confermato anche dalla presenza, nell'altra maschera ghignante ritrovata a Tharros (pur se esteticamente molto meno bella e meno decorata di quella di San Sperate), di un glifo astrologico e astronomico, che rappresenta Venere, composto dalla Croce e il Cerchio, che rappresenta la materia (la croce, Mercurio, unità degli opposti, Logos, Verbo creatore ) che viene purificata dallo Spirito (il cerchio). 

Due simboli, croce e cerchio, che si sono poi sviluppati in croce ansata del Sacro Ankh, simbolo di Vita, e simbolo di Venere, nonché della Tanit stilizzata

Venere, il cui animale Sacro è il cigno

Costellazione del Cigno, che abbiamo visto, essere legata agli antichi sardi, come riportato nella stele di Thutmose III datata più o meno 1500 a. C, nelle quale si legge delle 9 stelle della costellazione del Cigno, in riferimento  alla confederazione sarda dei "nove archi", i Pelasgici, gli Antichi Sardi

“Ho legato in fasci i Nove Archi, le Isole che sono in mezzo al mare, i popoli stranieri ribelli. Come in cielo governano 9 dei , così in terra dominano i Nove Popoli. Il mio bastone ha colpito i Nove Archi”.


Cerchio e croce sono inseparabili.

La Croce indica il ciclo dell'anno, con i suoi equinozi e solstizio. 

Per gli equinozi passa l'equilibrio. 

L'equinozio di Primavera rappresenta l'est, l'alba, il sorgere del sole, il momento più importante. 

L'equinozio d'autunno, il tramonto, l'ovest. 

Il solstizio estivo il mezzogiorno, il sud. 

Il solstizio invernale la mezzanotte, il Nord

Al centro, l'eterno presente, il quinto punto, simboleggiato dall'occhio Udjat, l'occhio del Cuore, che simboleggia tutte le divinità Creatrici, assemblando in sé anche la simbologia del sole(occhio destro) e della Luna(occhio sinistro).

È l'ayn ebraico, simbolo della contemplazione divina, della fonte divina, del sole primigenio, in perfetto equilibrio, in questo caso, tra i due moduli di 5 solchi ciascuno.


Siamo in un periodo, dal terzo millennio in poi, in cui avviene un capovolgimento cosmogonico, e si assiste al progressivo passaggio dai culti stellari ai culti solari. 

Di conseguenza, cambia anche la forma dei complessi megalitici, che assumono un andamento circolare, come i nostri complessi nuragici, come stonehenge. 

In particolare si sviluppa, in perfetto accordo con l'era astrologica di quel periodo, il "culto della costellazione del Toro". 


Si ipotizza che nel 2002 a.C., esistesse un culto di Maggio legato al primo maggio, quindi ad Aldebaran, considerata l'occhio del Toro, associato all'egizio Horus, il cui sacro Occhio, sarebbe proprio la rossa stella Aldebaran, la stella più luminosa della costellazione del Toro. 

Horus "il lontano", non è il sole. 

È la sua forma giovanile, figlio di Iside e Osiride. 

Il nome antico di Aldebaran è Sar. 

Straordinario. 

"Sar" come Sardegna. 

"Ar" è il verbo che significa ascendere e la "S" , quella stessa S così importante anche in Sinis, ne determina una coniugazione causativa. 

"Ar" è ascendere. 

"S-Ar" significa "causare l'ascensione". 

Quindi Aldebaran è la stella che causa l'ascensione, l'occhio del Toro, l' Udjat, l'occhio di Horus. 

"As Ar" è il nome egizio di Osiride, divinità associata ad Orione, come abbiamo visto ultimamente. 

Quindi, l'insieme delle due costellazioni, del Toro(Horus) e di Orione(Osiride) si riferiscono ad una regalità condivisa. 

"Sar" (Aldebaran-Horus) e "Asar" (Osiride) 

Infatti i faraoni egizi si ritenevano i legittimi successori di Horus, cioè dell'occhio del Toro, la stella Aldebaran, in riferimento ad una regalità divina, e diventavano, dopo la morte fisica, Osiride/Orione, ossia ancora Re divini. 


Ricordo, come scrissi in un mio post, che le tombe dei Giganti di Dorgali, Paulilatino e Thiesi, sono orientate verso la stella Aldebaran della costellazione del Toro, in una conformazione a triangolo, che indicherebbe la A di Aldebaran. 

Aldebaran è il Tau, ventiduesimo Sacro Archetipo Ebraico, colui che guida, la sentinella delle stelle a est, contrapposta ad Antares, la sentinella delle stelle a ovest. 

È l'inizio e la fine delle cose, la nuova vita dopo la morte, come un portale. 

É il femminile da dove nasce il sole. 

E si trova sulla stessa linea, prolungata, della cintura di Orione. 


Quindi, alla luce fu queste cose, possiamo capire, quanto Orione, perfettamente sovrapponibile alla cartina della Sardegna, con cintura su Oristano - Sinis, e rappresentata dal baricentro della cintura dei Giganti di Mont'e Prama, e Aldebaran, che ha la A di Atlantide, e la Aleph, come prima lettera, del Toro, siano due chiavi di lettura astronomiche che ci indicano come la Sardegna, in quella zona mediana che attraversa il Sinis fosse veramente importante. 

Come una maschera così importante e simbolica, sia stata ritrovata proprio a San Sperate, in perfette condizioni e totalmente diversa dalle altre, per ricchezza di simbolismi è un mistero. 

Certo, in una zona che fa parte di quel "Campi-Dan-o" forse regnato da un Dan, o un Den, il faraone egizio, in periodi passati. 

Certo è che rappresenta la centralità di  questo culto solare taurino/uterino, in cui Toro e Venere sono indissolubilmente legati. 

Questa maschera rappresenta dei precisi riferimenti astronomici. 

Nulla a che vedere con le altre maschere puniche ritrovate nel bacino del mediterraneo in quel periodo. 


È una maschera Regale, che parla di divinizzazione solare, di ascesa, attraverso il portale di Aldebaran. 

Maschere divinizzanti, così come è rimasta nella tradizione sui nostri Giganti divinizzati, e con le maschere, in particolare in quella de "su componidori" e "su Isshuadore". 

Non sono semplici decorazioni, e men che meno indicano lo sberleffo della vita alla morte. 

Potrebbe essere una maschera regale

Di certo simbolica di un regno terreno, che si è manifestato qui in terra. 

Magari la stessa maschera di un sovrano egizio. 

E il che, sinceramente, mi stupisce sempre meno. 

Il cerchio si stringe, e la storia si ribalta. 

Nel verso giusto, finalmente.


Tiziana Fenu 


©®Diritti intellettuali riservati 


Maldalchimia.blogspot.com 


https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/il-lugh-d-oro-di-orotelli.html


https://maldalchimia.blogspot.com/2020/05/osservavo-la-conformazione-triangolo.html


La Maschera dell'Aldebaran Solare di San Sperate.


Mi trovate anche in questo sito inglese

https://antichecuriosita.co.uk/blogs/








lunedì, marzo 15, 2021

💛Il fenicottero di Thoth.

Il fenicottero di Thoth. 


E poi trovi queste immagini

E pensi che piuttosto che all'Ibis, come rappresentante della divinità Thot( dio della Luna e dio della saggezza, della matematica, della geometria, della magia, della misura del tempo e della medicina, nonché il protettore degli scribi in quanto inventore della scrittura), potesse essere maggiormente rappresentato da un fenicottero.

Non fosse altro, per alcuni evidenti motivi.

Il becco che finisce ad angolo, come nella statuina.

Il colore della corniola, perfettamente identico al colore dei nostri fenicotteri.

Il colore rosso che era rappresentato dal geroglifico del fenicottero, così come rossa è spesso rappresentata la pelle degli egizi.

A tal proposito, ricordo che in alcune parti della Sardegna, i fenicotteri sono chiamati "genti arrubia".

Non, "pillonisi arrubiusu" ( "uccelli rossi"), ma proprio "gente rossa", così come gli antichi egizi.

O forse sarebbe meglio chiamarli gli antichi Sardi.

Gli Shardana Egizi. I Faraoni della I Dinastia.


E poi, c'è da dire che...


"Cabras come luogo di Ascensione del Re, della manifestazione divina in terra, come poteva essere il faraone, che continua a vivere nella dimensione del cielo, tra le stelle, come Akh- Akhs. 


La parola Akh, è in realtà un suono onomatopeico, che indica il verso degli uccelli trampolieri quando si riuniscono nelle acque fangose. 


Ma non abbiamo bisogno di scomodare l'ibis egizio, per immaginarlo, perché lo stagno di Cabras è il regno dei fenicotteri trampolieri. 


Fenicottero


Fenucottero 


Fehu-cottero


Fehu, fuoco ( la Runa Fehu è la Runa del fuoco). 


Fenu-come l'Araba Fenice, così simile al Sacro Ibis/Bennu egizio. 


Il depositario dell'uovo primordiale. 


Bennu. 


Sembra una parola sarda, con quella desinenza "-nu", tipicamente Sarda, che è la sillaba iniziale di Nu-raghe, e che significa "fuoco" (Nur) e "acqua" (nun) insieme. 

E la parola Bennu, la fenice di Eliopoli che nidifica in un isola, e porta l' uovo primordiale, (che contiene il corpo imbalsamato di Osiride) figlia di Nu, Dio delle acque primordiali, ha come radice "Ben-" 

"Ben-" è anche la radice della parola sarda "benniu", che significa "venuto", participio passato del verbo "venire", che si usa, metaforicamente parlando, anche per indicare l'energia primordiale dell'orgasmo*, dell'eiaculazione*, di quella forza primigenia creatrice, che è all'origine del tutto. 

Il Ben ben, era praticamente considerata la parte superiore del primo obelisco candelario/orologio di Atum Re, che simbolicamente rappresentava il fallo generatore con il suo seme sulla Sommità, il Ben ben, pietra, che si dice, contiene il segreto delle  stesse piramidi, la sommità di esse. 

E un "Ben" , origine della vita, lo abbiamo anche noi, con un Ben-etutti segnato da un labirinto misterioso, che è come un cordone ombelicale, nella Domus de Janas di Luzzanas, del 6.000 a.C., il simbolo dei 7 pianeti allineati sul braccio teso di Orione/Osiride, con corrispondenza  Oristano/cintura di Orione".

E c'è da dire anche un'altra cosa, riguardo i fenicotteri. Il loro nido è come un nuraghe, e non è un caso che gli Antichi Sardi, gli Antichi Egizi e i fenicotteri, venissero chiamati "gente arrubia", perché anche gli antichi Egizi delle prime dinastie, pare avessero pelle e capelli rossi. 



Direi che molto sia da rivedere, e molto sia stato per troppo tempo occultato.

Una statuina di questo tipo rivela molto, e troppe cose, in questo contesto, si adagiano meglio alla figura del fenicottero, piuttosto che dell' ibis, un uccello bianco e nero, tra l'altro, che mal si adatta a tutta la simbologia del "Bennu egizio".

Che poi gli antichi Egizi, lo abbiano assimilato e fatto loro, sostituendolo con l'immagine dell'ibis, ciò non cambia di una virgola il fatto tutta la simbologia si adatti molto meglio al fenicottero.

E direi che è ora di riprenderci la nostra storia.


Tiziana Fenu


©®Diritti intellettuali riservati


Maldalchimia.blogspot.com


https://antichecuriosita.co.uk/blogs/


Il fenicottero di Thoth.













venerdì, marzo 12, 2021

💛 Lo scarabeo umanoide egizio Khepri e la Dea Madre Sarda, di Cabras, di 4.500 anni prima.

 Lo scarabeo umanoide egizio  Khepri e la Dea Madre Sarda, di Cabras, di 4.500 anni prima.


Propongo questa riflessione, mettendo a confronto due immagini di due periodi storici diversi, ma che rivelano quanto l'Antica Civiltà Sarda su molte cose, c'era arrivata secoli, millenni prima di altre.

Abbiamo a confronto, la piccola dea Madre di Cuccuru s'Arriu, Cabras(provincia di Oristano ) datazione 5000 a.C., circa, e uno scarabeo umanoide che rappresenta il Dio egizio creatore Khepri, che risale al 664-332 a.C., esposto al Museo Egizio di Berlino

Una dea Madre che veniva depositata nella mano sinistra dei defunti, la "mano del cuore", e che fungeva da psicopompo, ed è esattamente ciò che simboleggiava lo scarabeo egizio. 

Khepri, creatore dell' Universo, il Sole che sorge. 

Il sole del mattino. 

Ogni mattina spinge Ra al di fuori dell'oltretomba, facendolo rotolare. 

Khepri, sotto forma di scarabeo, è il Sole come generatore del mondo. 

"Scarabeo", un nome che significa "divenire e trasformazione", che tiene in gestazione il proprio germe nel buio fecondo della palla di sterco. 

Uno scarabeo che ponevano sulla mummia all'altezza del cuore. 

La stessa altezza e punto, in cui la nostra Dea Madre, tiene le mani sul petto. 


Un animale, lo scarabeo, definito "luni-solare" , che si autopartorisce, completo, Monade, ma dove è la femmina che dà forma alla palla di sterco, che sotterra per 28 giorni(il numero dei giorni in cui la Luna fa il giro dei dodici segni zodiacali). 

Il ventinovesimo giorno, getta lo scarabeo nell'acqua, poiché è nell'acqua che Luna e Sole si congiungono per creare il mondo. 

È la femmina che "lavora" l'uovo, nella prima quindicina di Maggio, lo ripulisce e lo prepara per ricevere l'uovo unico che poi si schiudera' tutto solo, per trasformarsi da verme a linfa e nascere come Ra, come Toum, nelle acque primordiali. 

Khepri è lo scarabeo solare che rinasce ogni giorno a nuova vita. 


Era chiamato lo "scarabeo del Cuore", perché veniva posto sulla mummia in corrispondenza del cuore. 

Così come anche la nostra Dea Madre di Cabras, ha le mani proprio all'altezza del cuore, sul petto. 

Molte nostre Tanit, le Dee Madri, sono state rappresentate, nell'antica Civiltà Sarda, con la testa a forma di cuore, come la Dea Tanit del "concio della rete di Tresnuraghes", che ha la testolina insolitamente a forma di cuore. 

Perché Khepri è l'intelligenza del cuore, l'Intelletto, l'intuito. 

Un tipo di intelligenza chiamata "la Rosa del cuore", unica via per scoprire, per riscoprire il Divino in sé stessi. 

E il Femminile, è il "luogo adatto", nel quale questa via del Cuore, base di tutte le dottrine iniziatiche, può manifestarsi. 

È in quella Dea Madre, perfetta, dalle proporzioni auree, ricavate da una Sacra Geometria, perfetta come una calotta cranica, che tiene sul petto la geometrizzazione del Tempio divino in terra, è lei la Custode.


Ed essendo Custode dell'Intelletto, segue d'Istinto, le coordinate dell' Intelletto astrale. 

Infatti lo scarabeo, durante il tragitto dal luogo di raccolta fino al nascondiglio, segue l'orientamento della Via Lattea, seguendo appunto uno schema simmetrico di Luce polarizzata, che noi umani non possiamo vedere, ma gli insetti si, grazie a speciali fotorecettori di cui sono dotati i loro occhi.

E questo è straordinario, se pensiamo che la via Lattea, la nostra galassia di appartenenza, come sistema solare, è attraversata proprio dal braccio di Orione(il più importante, oltre quello di Perseo, e del Sagittario). 

Orione che ricalca esattamente la sagoma della nostra Sardegna. 


Ma il fatto di aver rappresentato la nostra piccola Dea Madre, 5000 anni prima di Cristo, come uno scarabeo, ha anche un fondamento astronomico, in quanto, guardacaso, uno scarabeo inciso nella roccia è stato trovato proprio a Nord della penisola del Sinis, che presenta l'asse longitudinale segnato come linea mediana nel suo corpo, perfettamente orientato all'alba e al tramonto negli equinozi, quindi su una linea "Est-Ovest".

E questo discorso degli equinozi, come abbiamo visto nei miei ultimi post, si aggancia perfettamente a quel discorso di Geometria Sacra, basata sul "6", che era prodotta dal sole equinoziale a Heliopolis, la città più importante del culto del Sole,( si dice egizia, ma si parla anche di uno stagno vicino, e che quindi potrebbe essere il Sinis, Cabras), con la sua ombra rapportata all'altezza, di 1:3, con un angolo di 60°, in riferimento sll'obelisco di Atum Re, il prototipo di tutti gli "obelischi-orologi-meridiane". 

Su questo angolo  a 60°, si è sviluppata poi anche la piramide di Cheope, per simulare, in scala più piccola, il sole all'equinozio. 

Angolo a 60°, come abbiamo visto, marchio nel mento dei nostri Architetti Divini, i Giganti di Mont'e Prama, che hanno il loro baricentro corporeo sulla loro cintura, ad indicare la cintura di Orione, baricentro del Sinis, su Oristano.

E se il baricentro, viene stabilito con il sole agli equinozi, come nella Tanit, ha senso parlare anche della Dea Madre, come Scarabeo che indica i punti equinoziali all'interno dei quali si sviluppa la massima manifestazione solare di un Divino che si esplica in forme di architettura perfetta e di Sacra Geometria, come già sviluppato approfonditamente nei miei precedenti post. 


D'altronde, anche il nome Cabras, corrisponde, almeno nella prima parte, al nome sardo dello scarabeo, "carrabusu". 

Cabras. 

Carrabosu. 

"Ca/Ka", che significa il corpo etereo, il doppio della persona, il gemello etereo, la placenta, che era rappresentata dalla lettera H, come Hermes/Mercurio, poiché traghettatrice di conoscenza, di Vita. 

"Ra" che indica la divinità solare. 

La "bs" finale della parola, rappresentava l'ideogramma del Dio Bes, protettore della gravidanza e della placenta, considerata nostro gemello sacro durante la nostra vita. 

Bes dalla grande testa, a forma di cuore, come sono state rappresentate alcune nostre Tanit, che in scrittura rappresentavano la lettera H. 


Quindi è chiaro che anche il nostro scarabeo Sardo, significa psicopompo per l'ascensione verso Orione, verso lo stargate divinizzante. 

Lo indica chiaramente la direzione indicata dallo scarabeo nella roccia nel Sinis, così come lo indicano le Tanit, con le braccine equinoziali, e il "Sole /testa", in perfetto equilibrio, sul triangolo ad angoli a 60°. 

E la nostra Dea Madre di Cabras, nella sua assoluta perfezione di Geometria sacra, come ho già spiegato, ha in sé, la forma divina, il quadrato divino dell'Ascensione, il "Sator/Sinis". 

Cabras come luogo di Ascensione divina. 

Stargate in terra, di ciò che come Stargate è già segnato nel cielo, lungo il braccio di Orione. 

Anche la maschera ghignante di San Sperate, abbiamo visto, con i suoi riferimenti decorativi che riguardano Aldebaran, è orientata su Orione, poiché si trova sulla stessa linea prolungata della cintura di Orione. 


La Dea Madre di Cabras è un chiaro riferimento a questa possibilità di Ascensione dopo la morte, in una zona, il Sinis, Cabras, designata come tempio divino che consente l'ascensione, riflesso dello stargate Stellari. 

Una dea madre scarabeo, che in quanto tale, indica sia la qualità di psicopompo, e quindi di Ascensione, anche una precisa connotazione astronomica. 

È uno scarabeo equinoziale, con l'asse orientato sugli equinozi quando il Sole, si può manifestare al meglio in tutta la sua potenza divina, quando gli opposti sono in equilibrio e consentono la sinergia creativa. 


Parliamo di una Statuina del 5000 a. C., se non prima, tre secoli e mezzo prima della comparsa degli scarabeo psicopompo in Egitto. 

4.500 anni prima di questo "ibrido", nemmeno troppo bello esteticamente, dello scarabeo egizio umanoide Khepri, che risale al 664-332 a.C.

Riconsiderare la derivazione della civiltà egizia da quella Sarda, non è affatto un' ipotesi azzardata. Sempre meno azzardata direi. 


E direi che la differenza estetica e simbolica, paragonata alla Raffinatezza della nostra Dea Madre di 18 cm, di una perfezione assoluta, è abissale. 


Tiziana Fenu 


©®Diritti intellettuali riservati 


Maldalchimia.blogspot.com


Lo scarabeo umanoide egizio Khepri e la Dea Madre Sarda, di Cabras, di 4.500 anni prima.

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/la-geometria-del-6-nel-mento-del.html

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/il-progenitore-del-quadrato-di-sator-il.html

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-dea-madre-di-cabras-mimosa-solare.html


Mi trovate anche su questo blog inglese : https://antichecuriosita.co.uk/blogs