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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

martedì, settembre 28, 2021

💛3/6/9

 "La natura usa tre codici per tessere i suoi fili magici"

3/6/9


*Lo schema dell'esagono( simbolo esagonale nel mento del Gigante di Mont'e Prama)


*Il fiore della vita a sei petali( lo si trova ovunque in Sardegna, simbolo della maschera dei Boes)


*La stella a sei punte( simbolo della Sartiglia di Oristano). 

Ingresso dei nuraghi e del pozzo Sacro di Santa Cristina, con angoli 72°/72°/36°/

Quindi un 9/9/9, che sommato, fa 27, che mi dà ancora un 9

Sacro Archetipo Ebraico Teth, il nono, il grembo, la creazione. 



Esagono come simbolo della struttura sociale più raffinata ed evoluta, la sinarchia, come quella delle Sacre Api, dove vige la meritocrazia e il riconoscimento dei propri talenti.

C'è molto da riflettere, a riguardo

Gli Antichi Sardi avevano capito "come si sta al mondo" nella piena manifestazione di Umani con l'imprinting divino.

Chi mi segue, sa quanto abbia scritto e approfondito a tal proposito, sulla Geometria Sacra in Sardegna e sinergia degli opposti, e altro c'è da indagare e da portare alla luce. 


(https://www.facebook.com/235043736681367/posts/1733727056813020/)

Il perché di tanta perfezione architettonica e di equilibrio di energie sta proprio nel fatto che avevano colto la proporzione divina e aurea, e in essa, con essa, e attraverso essa, espandendola in codici binari e sequenza di Fibonacci, e il codice triangolare creativo  "3/6/9", tanto caro a Nicola Tesla("con il codice 3/6/9, l'universo crea"), si creava una dimensione dove le forze contrapposte, elettrica e magnetica, agivano invece in sinergia.

La Sardegna è una centralina elettrica a cielo aperto, ovunque, in ogni manifestazione.

La potenza della sua energia non è una scoperta umana. È un qualcosa che nasce con essa, fin dalla sua origine come terra Sacra, Atlantidea.

I suoi figli, non hanno fatto altro che cercare di manifestarla, di liberarla, di metterla al servizio dell'umanità, chiedendo in cambio, soltanto che venga riconosciuta, e che riconosciamo questa sacralità anche in noi, come suoi Figli


Tiziana Fenu

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3/6/9

💛Sacchetta sciamanica

 Da un post in un gruppo(https://www.facebook.com/groups/2282617378676051/permalink/3021403154797466/) 

dove vi è la rappresentazione  di alcune pitture rupestri  risalenti al Paleolitico e al Neolitico, localizzate in Niger e in Russia. 

Rappresentano degli sciamani guaritori, probabilmente con il loro "sacchettino" di erbe medicinali legato al polso, per le guarigioni.

Lo ha anche il nostro bronzetto sardo, lo sciamano ritrovato a Vulci. La stessa dimensione e la stessa forma.

Ho già approfondito in un post, il significato di questo sciamano(https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/simbologia-delle-trecce-nel-bronzetto.html?m=1), e questo post mi da conferma.

Una caratteristica che accomuna il nostro Sciamano di Vulci, e altre rappresentazioni in altri bronzetti, come ho già approfondito, e queste paleolitiche rappresentazioni parietali, è il palmo della mano bene in vista. 

Un palmo radiante, un emettitore di energia pranica, terapeutica. 

Entrambe le braccia aperte, con i palmi delle mani bene in vista, indicano un'equilibrio energetico, tra le due polarità, maschile e femminile, raggiunto, in modo da poter essere in grado di praticare la guarigione. 

Le figure sono quasi sempre stilizzate,  e spesso geometrizzate, ridotte all'essenziale, perché così deve essere uno sciamano, uomo o donna che sia. 

Infatti nella seconda immagine in basso, a sinistra, la sciamana, come quasi fosse ai raggi X, così come spesso venivano rappresentati, denudati di tutto, e spesso in posizione itifallica da trance sciamanico come il nostro bronzetto, suonatore di Launeddas di Ittiri, presenta, nel ventre, due segni ad X, uno proprio ad X, e l'altro, con due triangoli che sono uniti per i vertici, simbolo delle due polarità maschile e femminile che si uniscono in sinergia nel ventre femminile, e poi, poco sopra, due triangoli con il vertice verso l'alto, simbolo del Mascolino ma anche della spinta animica verso il divino, verso le dimensioni spirituali, con le quale gli sciamani riuscivano ad entrare in contatto. 

Parlare di sciamanesimo è molto più di questo, e merita un approfondimento a parte. 

Mi premeva sottolineare, in questo contesto, la corrispondenza, pressoché identica tra la rappresentazione di quel segno circolare appeso al braccio, delle rappresentazioni rupestri, e il nostro "sacchetto/contenitore", sempre circolare, del nostro bronzetto di Vulci, una figura sciamanica sicuramente, che custodisce ancora tanti altri segreti.


PS. Mi è stato obiettato che nel bronzetto di Vulci e in altri due bronzetti, di cui attendo riscontro, il contenitore, a differenze dei disegni rupestri è posizionato al vertice del gomito

Il che, è facilmente giustificabile.


I Giganti sono sicuramente figure sciamaniche semidivine. Umani divinizzati. Sui bronzetti di Ozieri e Dorgali non so a quali ti riferisci nello specifico.

Nei disegni rupestri primitivi, il contenitore appare nel polso, perché, come ho spiegato, queste figure umanoidi erano spesso molto geometrizzate e rappresentavano figure sciamaniche importanti.

La piega e la posizione ad angolo del braccio, fungeva simbolicamente da catalizzatore energetico, da convogliatore di energia.

Quindi anche il contenuto del "contenitore", quali erbe ed unguenti, tipici dello sciamano, risultavano carichi energeticamente, come strumenti "magici" di guarigione 

"S'atza", come si dice qua  in Sardegna. In fisica quantistica la maggior carica di energia si concentra nei vertici.

Infatti anche il cappello dello sciamano di Vulci è a vertice. Era un modo iconografico primitivo ma molto efficace, per rappresentare la potenza energetica di questi sciamani.

Rappresentare lo stesso contenitore circolare nel polso, che non si può piegare a "vertice" quanto un gomito, non avrebbe reso simbolicamente lo stesso concetto di "potenza energetica" degli sciamani. Sui bronzetti è più facile posizionare il contenitore dove deve stare.


Per chi obietta che il bronzetto di Vulci sia un Pugilatore rispondo che  quando mai si è visto un Pugilatore con un cappello del genere stile "mago Merlino"? 

Il cappello a punta è rimasto nel corso del tempo a rappresentare una certa categoria di personaggi "magici, alchemici", sciamani, fatine, maghi, streghe, proprio per lo stesso motivo della rappresentazione del gomito ad "atza", a vertice. Il vertice è convogliatore di energia e consente il contatto con il soprannaturale. È un concetto rimasto fino ai giorni nostri, e che comunque ha una base scientifica 


Un'altra precisazione sullo "scudo" morbido e arrotolato dello Sciamano di Vulci

 È uno scudo inusuale, morbido, alto quasi quanto la figura dello sciamano. Dal mio punto di vista potrebbe anche essere un futon arrotolato, perché si deve arrotolare e non ripiegare, per una questione energetica, come quello che usano e si portano sempre appresso gli operatori olistici, come i maestri di Shiatsu o i maestri di campane tibetane o altro. Che usano il proprio personale futon perché lo energizzano e lo caricano con le proprie energie. Si spostano con il futon appresso generalmente. Potrebbe essere anche una pelle di animale ripiegata su sé stessa, o ancora più verosimilmente, di sughero, visto che la quercia da sughero, in particolare, di cui è ricca la Sardegna, era considerata, in svariate culture antiche, un albero sacro, che aveva funzioni cerimoniale ed oracolari, il cui sughero poteva essere prelevato solo dai sacerdoti, offerto dalla quercia, come un Dono Sacro, con funzione protettiva e isolante dalle energie negative. 

D'altronde anche il Gigante di Mont'e Prama lo tiene sulla testa, non in modo bellico in posizione di difesa o attacco. Una simbologia che tiene conto del modo in cui è tenuto lo scudo morbido, arrotolato in modo che formi un vertice verso l'alto, a dimostrazione che anche esso funge da convogliatore di energia divina. 

Tiziana Fenu

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Sacchetta sciamanica



💛Monolite di Mamoiada

 Da un post in una pagina(https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=361967281952531&id=100044177872325), per il quale l'autore della foto si chiede che significhino quei tre solchi, ecco una piccola Domus de Janas vicino a Mamoiada

A parte la definizione di "case spiritiche", che non si può sentire, le Domus de Janas  erano e sono luoghi Sacri di trasformazione alchemica, nascita, rinascita e guarigione

Quei tre segni, i tre solchi, indicano il potere di rinascita che questa piccola e deliziosa Domus de Janas offre.

Sono i tre simboli della triade "nascita/morte /rinascita", sempre presenti nelle Domus de Janas.

L'ingresso quasi perfettamente circolare indica la circolarità del grembo femminile che viene reso fertile dal potere del Sole fecondante.

Di solito gli ingressi nelle Domus de Janas sono quadrati, perché indicano l'elemento terra con i suoi 4 elementi e i suoi punti cardinali(https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/gli-ingressi-quadrati-delle-domus-de.html?m=1), ma è simbolico anche l'ingresso circolare.

L'altro ingresso laterale invece, mi sembra maggiormente squadrato.

Probabilmente è orientata verso nord est, l'asse della rinascita alchemica


Aggiungo delle interessantissime osservazioni nate da un confronto con il ricercatore ed esperto della Preistoria Siciliana ed Europea, Roberto Giacalone , che sottolineano come la forma della roccia abbia una forma di testa di serpente. Il serpente per antonomasia è l'animale monadico e androgino per eccellenza.

L'unico animale che striscia sulla terra, ma che ha gli occhi rivolti verso il cielo.

Cielo e  terra.

Mascolino e Femminino creativi. 

Si è presentato cosi ai primi umani sulla terra, ad Adamo ed Eva, come unità monadica e androgina, simbolo di Saggezza e Conoscenza primordiale.

Simbolo della ciclicità, dell'eterno divenire, rappresentato dall'Oroborus, del Femminino, della Kundalini, del cerchio del grembo, del potere creativo..

Sacro Archetipo Ebraico Teth, funzione ricevente. Riceve per rilasciare in conoscenza, il grembo, la fucina alchemica di ogni sapere.

La forma fallica è evidente anche nella parte superiore della Domus, di questo gioiellino, che termina con il vertice rivolto verso l'alto, simbolo del Mascolino.

Femminile e Mascolino insieme..

E non c'è mai fine alla meraviglia..


Tiziana Fenu

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Monolite di Mamoiada



mercoledì, settembre 22, 2021

💙22/0/2021 Equinozio

Oggi 22/09/2021, alle 21:20, ci sarà il passaggio dal solstizio estivo all'equinozio d'autunno. Un passaggio importante, dal punto di vista alchemico, poiché segnava il momento della discesa di Demetra nell'Ade, alla ricerca della figlia Persefone, rapita da Ade, per farne sua sposa, nel mondo sotterraneo degli Inferi, nel quale resterà, per un terzo dell'anno, e trascorrendo due terzi nel mondo dei vivi, con lei Persefone si presenta sotto due aspetti, di cui uno, è Kore, la fanciulla. 
In realtà, Persefone, la terra fertile durante la primavera, rappresenta solo un'altra forma della stessa Demetra, tanto da poter parlare di identità tra le due, ed essere chiamate entrambe "damatres" (madri), ed essere raffigurate in modo indistinguibile. 
Un equilibrio tra le due, come tra il giorno e la notte, il mondo degli inferi e il mondo della luce, tra luce e ombra, tra sole e luna, tra maschile e femminile. 
E questo bilanciamento energetico, equinoziale, è stato onorato in tutte le culture e civiltà, come portale di accesso a tutte le dimensioni, come momento di grande sacralità e di iniziazione, dove gli opposti si integrano in perfetto equilibrio. Questo equinozio è benedetto da questa sacralità di integrazione e bilanciamento, perché cade appena sotto una Luna Piena sotto il segno di Pesci, e abbiamo visto, dal mio precedente post, quanto sia importante dal punto di vista energetico. 
Questo perché l'energia dominante di questo Plenilunio è stata quella della corrispondenza, guidata dal Sacro Archetipo Ayin, il sedicesimo, che enfatizza la polarità di corresponsione, come un Tao, del glifo dei Pesci, immersi in un Femminino acquifero, uterino, di profonda trasformazione e purificazione. 
È un equilibrio, questo, che ha voluto manifestare l'Universo, perfettamente coordinato in ogni suo passaggio e ingranaggio. Infatti, se il Plenilunio, è capitato in un giorno archetipale Ayin di corrispondenza, l'equinozio autunnale segna ciò che fa la differenza qualitativamente, energeticamente. 
L'equinozio autunnale, il 22/09/2021(la cui somma totale, numero per numero, fa 18 ), ha l'energia del Sacro Archetipo Ebraico Tsade', con funzione "divisione", assimilabile alla Lettera "S" , simile al Serpente tentatore che divise Adamo ed Eva tra loro, ma soprattutto dalla loro corrispondenza d'Anima con Dio. 
Ma essendo un Archetipo, ha una funzione ben precisa che avvicina al Divino, e non il contrario. 
Assistiamo, in questi giorni, alla preparazione di un evento, di una manifestazione, di un'opera che "vorrebbe" enfatizzare proprio questo aspetto, di "divisione". La "porta infernale" del Rodin. 
 Molto scenografico. 
Molto illusionistico. 
 Molto mistificatore. Così come hanno mistificato, come già scrissi in un mio precedente post, un numero Sacro e portante come il diciannove, simbolo del Sole, della Luce, della Conoscenza e consapevolezza. 
Agire in un giorno di perfetto equilibrio energetico, come quello dell'equinozio di oggi, tentando di squilibrare verso l'oscurità infernale, veicolata da questa "porta infernale", significa non essere tanto abili come ci si crede di essere. 
Perché l'archetipo Tsade', che viene poco prima dell'archetipo diciannove Qoph, archetipo e numero divino per eccellenza con funzione "legante", in piena consapevolezza e liberazione delle proprie capacità, rappresentando il Sole, l'Oro, antagonista dell'ombra, rivelatore di verità, simbolo della vita stessa(è rappresentato geometricamente da un esagono/fiore della vita), è ciò che deve essere fermato nella sua funzione preparatoria di consapevolezza, poco prima della rivelazione solare. 
Squilibrare il naturale equilibrio dell'universo. Appesantire questo squilibrio con la "pesantezza energetica" di questa porta degli Inferi. Ma, come tutti i dilettanti, come tutti i portatori di "non verità", non possono cogliere ciò che non hanno in loro stessi. Non sono frattali divini. Sono aborti mal riusciti, delle caricature della vera consapevolezza, che si fermano alla superficie, che "costeggiano i bordi". Come il "lanciatore di coltelli, per fare scena". Uno spettacolo che non tiene conto, di ciò che è il vero significato dell'energia di questo Sacro Archetipo Tsade'. Divide, ma per creare la consapevolezza dell'appartenenza, del sentirsi un frattale, con una propria "omotetia" interiore, dove il piccolo, mantiene la stessa forma del grande. 
E questo vale molto più di mille porte e portali messi insieme, poiché veicola le memorie akashiche del grande, anche nel piccolo, consentendo l'accesso a più dimensioni. La coscienza è un frattale del Divino. Non può essere fermata dai limiti della tridimensionalità Terrena. È un portale multidimensionale. Un "18", che è un "9+9" Il 9 è l'Archetipo Teth, il Femminino, la "non Forma" cedente, accogliente, che accoglie il Divino nella materia, nella dualità del due. 
Un Femminino, Sirio, che il giorno del Plenilunio sembrava volesse esplodere da quanto brillava nella sua luce dorata. 
Alcuni astronomi, oggi, come i Sumeri, sostengono che il Sole ruoti intorno alla stella Sirio, il Sole nero degli Egizi, Iside. 
 Ma il "18" è anche un "6x3" Un sei ripetuto tre volte, uno stato di coscienza nel quale l'uomo non può stagnare, poiché deve acquisire consapevolezza e superare questa tappa, sublimando la sua Essenza. 
Un argento, che non è ancora diventato Oro. 
Ma i segni dell'Universo, e in cielo, sono stati inequivocabili, per questo passaggio verso la più totale completezza, nel giorno del Plenilunio. 
 Sotto il segno dei Pesci, e con un Femminile, Sirio, che brillava quanto un Sole Mascolino. Oro e Argento lunare nello stesso cielo. 
Un traguardo importantissimo, come quando si compiono i 18 anni, e ciò che abbiamo proiettato verso la Luna (Arcano maggiore XVIII) ci riporta alla nostra integrità, poiché è nella divisione, come in una "meiosi/mitosi" cellulare, che comprendiamo, che in questo vuoto, che si forma con la divisione, possiamo creare la nostra completezza, in un Femminile in piena accoglienza e creazione. 
In accoglienza del Sole, (l'archetipo del giorno 23 settembre), per essere fecondato in una continuità che mai si interrompe, proprio come la Runa che rappresenta questo archetipo Tsade', la Runa Algiz, rappresentata come una Y(ancora una Y, come Ayin e Tsade'), simile ad un fiore aperto pronto a ricevere il Sole, in perfetta connessione tra umano e divino. Come in un frattale, appunto, perché siamo già parte del Divino, come Forme Sacre, perfette, in protezione, in perfetto equilibrio e connessione con le energie dell'universo. Che nessun elemento esterno, né tantomeno una "porta infernale", né un percorso sull'inferno dantesco(chiaro monito per i "disallineati" alla non verità), può squilibrare. Questo, in termini pratici, significa avere piena padronanza del concetto stesso di creazione Posso creare, perché sono un frattale divino, e in me, ci sono già tutti i portali necessari, quelli veri, multidimensionali, che creano una continuità, e non una divisione. Una fluidità che è un includere. In piena consapevolezza. Non, un'escludere, che sembra l'imperativo di questo momento. 
 La realtà è il riflesso di ciò che abbiamo dentro. 
 Ma che è solo l'effetto della nostra creazione. 
Noi, in consapevolezza, siamo Matrice creativa. 
E certe porte, si possono chiudere anche di tacco, girati di spalle. Energeticamente. Perché non è un luogo dove non soggiorna la nostra Anima. Essa soggiorna in luoghi di Bellezza e Verità. 
Dove c'è Amore, Unità, Appartenenza, che creano increspature nelle linee temporali che invece, si ripetono sempre uguali a sé stesse. Per imparare sempre qualcosa di nuovo. Ma è giunto anche il tempo di insegnare, e fare la differenza, senza più vivere nella paura, nel ricatto. 
Nella suggestione di incantatori di serpenti. 
 Il Divino non ricatta. 
 Il Divino non crea paura. 
 Non crea pesantezza. 
 Non ha porte. 
 Nel Divino si fluisce. 
 Come in uno stato di grazia inattaccabile. 
 E ringraziamo chi ci offre, dalla sua ombra, la possibilità di vedere questa grande opportunità, in un giorno Sacro come questo dell'equinozio d'autunno, dove Demetra e Persefone, la luce e il buio, si fondono in un'unica Essenza. 
 Dove ciò che non ha più linfa, si sgretola sotto i piedi. Come foglie secche al nostro passaggio. 
È tempo di cogliere i frutti più dolci, i più colorati. Cachi, uva, fichi, melagrane. E di brindare, all'equilibrio e consapevolezza raggiunti. Bianco, color oro, rigorosamente freddo. 
E che equinozio di equilibrio e discernimento sia. (Aprite l'immagine per poter vedere i due Archetipi Ayin e Tsade')

 Tiziana Fenu 
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💚Atlanta minoica su altalena

 Riproduzione di una figura in terracotta di una ragazza su un'altalena

Periodo: tardo minoico 

Circa.  1600-1450 a.C.

 Origine: minoica

Gesso dipinto e spago

Totale: 6 5/16 pollici (16 cm)

 tramite > metmuseum.org

Straordinaria rappresentazione perfettamente armonica, anche se mancante della testa.

Le due colonne che reggono "l'altalena", presentano una decorazione in ocra rossa con 11 anelli concentrici, che richiama la stessa architettura geometrica della composizione.

Due "numeri uno" che reggono le due colonne.

In Numerologia il numero "11", è un Numero Maestro, un Numero Sacro.

È come un portale, uno stargate, che apre a nuove consapevolezze e conoscenze.

È il numero degli Iniziati, indivisibile, se non per sé stesso, o per 1, duale e palindromo.

Ridotto teosoficamente diventa "1+1", quindi un due, ma in un'Ottava superiore.

Energeticamente, presenta entrambe le polarità, maschile e femminile, e questa conformazione ricorda le divinità(come anche la Tanit, e la stessa Dea dei Serpenti minoica) di ogni antica civiltà, che venivano rappresentate in questa posizione, con le braccia aperte e in genere con due animali, uguali, in verticale, tenuti tra le mani, ad indicare l'equilibrio delle due polarità, maschile e femminile, simbolo della Kundalini, con le sue Nadi laterali, Ida e Pingala. 

È quindi anche il numero delle Fiamme Gemelle, considerate, ognuna delle due, una colonna portante, integra e completa di per sé.

Coloro che hanno raggiunto il massimo grado di consapevolezza, il settimo chakra, Sahasrara, la Corona della Realizzazione, lo stato più elevato di coscienza.

E forse una corona, è posta sulla sommità di queste due colonne, anche se non è molto chiaro

L'undici è un numero primo, e nei Sacri Archetipi Ebraici corrisponde alla lettera Kaf,  con funzione penetrante, e rappresenta la forza, la potenza, l'intelligenza che forgia la materia

L' Archetipo Kaf ha una funzione penetrante, perché ne simboleggia la forza e la volontà, ma è anche rappresentato con una mano a coppa, in apertura, pronta a ricevere, a prendere e a realizzare, con vigore, con potenza. 

Così come questa figura femminile, dai fianchi larghi, pronta a varcare la soglia, il portale "11" della consapevolezza, e a realizzare.

Lo può fare, perché ha in sé la forza delle due polarità, maschile e femminile.

Così è rappresentata nell'Arcano Maggiore XI, la forza della fanciulla che riesce ad aprire le fauci del Leone.

Lo può fare, perché ha in sé, già integrate, le due polarità, maschile e femminile.

Così dimostrano non solo le due colonne speculari, ma anche i motivi a Chevron, le due bande, sul suo "grambiule" ( decorazione e grembiule mi ricordano la Sardegna) 

Gli  Chevron hanno il vertice (maschile) verso la sua sinistra, che rappresenta il femminile, e la "concavita'"(femminile), verso il suo lato destro, che rappresenta il maschile.

Una perfetta e armonica complementarietà creativa, sottolineata anche dai tre moduli di bande parallele, ognuna in gruppo di tre, che accompagnano questi due Chevron decorativi.

Una statuina straordinaria altamente simbolica, forse con due serpenti(simbolo androgino), o due nastri, che le scendono  dal collo.

Apparentemente, la rappresentazione di un momento giocoso, ludico, ma di estremo e alto valore simbolico.

È l'oscillare della ciclicità della vita, tra gli opposti, tra vita e morte, tra Sole e luna, tra luce e ombra, come una falce di luna, e, al centro, il grembo della Creazione, frutto della sinergia degli Opposti. 

Nota aggiuntiva sul dubbio che queste due colonne possano rappresentare le colonne d'ercole. 

Mi sono informata prima, perché è venuto il dubbio anche a me. Si parla per la prima volta di Colonne di Ercole, in Grecia, da parte di Pindaro, nel 476 a. C, e all'epoca di Solone, sempre greco, assolutamente non esisteva la definizione di colonne di Ercole, e si parla del 600 a.C.circa.

E cmq vero che questa figura femminile sta su un'altalena, che pensandoci potrebbe essere l'anagramma di Atlalena, che somiglia molto ad Atlantide

E Altea era la regina di Calidone, sul golfo di Corinto, ma si parla sempre di quei secoli, 400/500 a.C.

Calidone era identificata per alcuni versi con Atlantide, e la velocità dell'altalena nell'oscillare era simbolo del cinghiale. 

Il cinghiale calidonio che  non è altro che la famosa guerra condotta dalla civiltà minoica contro gli invasori achei.

Atlante infine può essere riferita alla parte alta dell'isola di Creta, la parte orientale, dove sorgeva un tempio sacro, e questa era chiamata ATLUNUS, "alla luna", molto simile alla parola Atlante

Quindi probabile che la civiltà minoica si autodefinisse come la regione Atlantidea oltre le colonne simboliche del mondo umano, "normale".

Il riferimento al numero 11 è alle Fiamme, ed é perfettamente consono, perché Atlantide e Lemuria erano considerate il Sacro luogo delle Fiamme, considerate come esseri divinizzati, colonne della luce e della Sapienza ancestrale dell'umanità. 

Sottolineo come le due colonne, sono come i due numeri "1", della nostra strada principale, la 131, che è quasi una rappresentazione delle sue colonne d'Ercole, con al centro il serpente a tre anse( il numero tre), simbolo della tribù dei Dan. 

Energeticamente, la statale 131, è considerata, in ambito sciamanico, l'asse del mondo. Atlantide. 


Tiziana Fenu

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Atlanta minoica su altalena