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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

domenica, gennaio 02, 2022

💙Aveva sempre saputo..

 Aveva sempre saputo che il momento del suo "si" sarebbe arrivato. 

Lei. 

Ragazza ribelle dal "no" facile. 

Opporsi, dire un "no" le dava potere. A volte , nemmeno lei sapeva a cosa si stesse ribellando. 

Ma era un " no" viscerale. Un "no" che fungeva da aspiratore di tutto ciò che non le serviva, che non conosceva ancora, ma che sentiva come superfluo.

Se ne era accorta una mattina. Sistemandosi quella forcina a forma di stella tra i capelli vaporosi. Quelli che pensava fossero un'estensione della sua Anima, ribelle come lei. 

Quella notte fece un sogno. Mancavano pochi giorni a Natale e avrebbe dovuto preparare sia l'albero di Natale, sia il Presepe. Ma poteva contare solo su un alberello spoglio e una grotta in cartapesta senza personaggi. 

E soprattutto , entrambi senza stella cometa. 

Gli ordini, nel sogno, furono molto precisi. Avrebbe dovuto fare entrambi. 

Il che, al risveglio, la mise di malumore. Mai in vita sua aveva preparato il presepe o l'alberello. Perché era stata sottratta dalla gioia più grande. Quella di poter essere madre. 

La rabbia per quel destino forzato che non avrebbe voluto, distillava sangue ad ogni suo "no" che  aveva costellato la sua vita. 

Una proiezione che mitragliava sugli altri . Come fossero sagome di cartone in un centro di tiro a segno per cecchini

Aveva detto di no alla Vita, all'Amore, alla parola. Quei suoi "no" sterili, mai giustificati, invece di darle potere come aveva sempre pensato lei, l'avevano impoverita della cosa più preziosa che potesse avere: quel luogo sacro in ognuno di noi, dove lo spazio e il tempo umani diventano lo spazio e il tempo in cui noi ci manifestiamo al meglio di noi stessi. Uno spazio incontaminato da condizionamenti, da rancore, da rabbia. 

Dove il nostro Cuore puro accoglie, concepisce e genera la parola che può diventare realtà. 

L'Essenza di un concetto, ma anche la sua stessa Forma. 

Il figlio che le era stato negato, era lei stessa, che con i suoi ripetuti "no" successivi, negava alla vita. Perché non era capace di darle forma . 

Di essere lei stessa grembo della sua stessa parola. 

E artefice. 

Maschile e femminile insieme, capaci di generare una nuova vita. 

Aveva capito che doveva accettare dentro se quella sua stessa Ombra che l'aveva privata del dono della maternità terrena. 

Ma che le aveva fatto un dono infinitamente più grande. Essere lei stessa, maschile e femminile insieme, creatrice di questa Anima Pura , frutto di questa integrazione. 

Il calice, il Sacro Graal dove questo miracolo può avvenire. 

La Sapienza, la consapevolezza che possiamo essere un "si" di accoglienza e di amore, in qualsiasi momento della nostra vita. 

Perché è parte dell'aspetto femminile e maschile insieme, che collaborano in quello spazio puro e incontaminato del Cuore, dove tutto è possibile, se crediamo con fiducia, che ciò sia possibile. 

Se diciamo il nostro "si" a ciò che ha previsto l'Anima per noi. 

Se diciamo "si" a Dio e lasciamo che si disseti dalla Sacra Coppa che possiamo diventare per lui, e per noi stessi. 

In quel momento , capì perche aveva sempre amato, sin da piccola, portare quella piccola stella dorata tra i capelli, a domarle quei riccioli ribelli. 

Era la sua personale stella cometa. 

La via da seguire. 

L' Anima perfezionata con i suoi quattro elementi  terreni( acqua , terra, fuoco e aria) che si unisce a quello spirituale( l'etere), per fare in modo che quest'Anima potesse incarnarsi sulla Terra. 

Quella luce, quel pentacolo luminoso,  che brillava sopra la stalla stava ad indicare che ogni individuo che acquisisca consapevolezza , possiede dentro di sé il Cristo, il Bambino Gesù che deve venire al mondo. 

La Luce che rasserena, che nutre, che conforta , perdona, vivifica e guarisce

Quella notte, e fu proprio la notte di Natale, si rese conto di essere lei stessa il Presepe che si era rifiutata per anni di preparare. La sua Anima sapeva. 

Il Sacro Presepe è sempre stato dentro di Lei

Doveva solo tirarlo fuori. Come in ognuno di noi.

Fidarsi di ciò che sentiva, anche se non vedeva la sua Forma manifesta.

È lei stessa Forma Vivente.

Che si adatta ad ogni nuova Occasione.

Ad ogni nuova possibilità.

Perché lei, ora, consente che accada.

E quando "accadi", "accedi".

Accedi a te stessa, alle tue infinite possibilità.

"Accadendo", diventi "accademia".

La più alta forma di Sapere. 

E da allora, la notte di Natale, In cielo, si può ammirare questa  Madre Sacra meravigliosa e luminosa, con in braccio il suo Bambino. 

Le stelle si muovono intorno a loro, come girandole mosse dal vento

E la sua veste è come la coda di una stella cometa..lei è diventata la stella cometa, il Cristo vivente, che ora vive in lei, perche lo ha accolto e si è manifestato nel Sacro Bambino che ha preso vita nel suo grembo e che ora tiene amorevolmente in braccio. Ha accolto il suo Sacro Mascolino, il Divino Giuseppe,  nella grotta. Prima nel suo Cuore e poi nel suo utero. 

Nella grotta del Nuovo Presepe. 

Della Sacra Famiglia. 

La Sacra Madre è il Nuovo Presepe. Perché lei è un' iniziata. Ed è stata scelta. E ora la sua veste dorata indica la via dell'Integrazione , dove maschile e femminile si sono uniti nel suo grembo, e dove il Sacro Bambino D'Oro si è manifestato nel suo Cuore.

Dove la melodia che rappresenta la sua Essenza si manifesta come un canto d'Amore. 

E ora sono uniti in un abbraccio dove uno è la continuità dell' altro. Senza inizio e senza fine. Hanno sconfitto la dualità. 

In un attimo di Luce e di Amore infinito.

Oltre il visibile, l'ovvio, il consueto.

Il conosciuto.

Nel Sacro Mistero della Vita stessa. 


Tiziana Fenu

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Aveva sempre saputo..




💙19/12/2021 Luna Piena in Cancro

 Domenica 19/12/2021, Luna Piena di Dicembre.

Avevo scritto nel mio precedente post sulla Luna Nuova del 4 dicembre in Sagittario, che questa Luna Piena sarebbe stata a cavallo tra due segni, tra il Gemelli, e il Cancro, che subentra alle 10.42 del mattino.

Essendo, la luna piena, nel suo apogeo, alle 5.35, in Gemelli e subentrando il Cancro, cinque ore dopo, mi piace considerare una maggiore influenza del Cancro, per questa Luna Piena, la Luna Piena del Freddo, del fermo apparente, dell'introspezione, guidati da quello slancio positivo del Sagittario, che spinge verso l'esterno, verso le altezze che sa che possiamo raggiungere. Abbiamo avuto una Luna Nuova in Ofiuco, esattamente, dove il Femminino, ci ha guidato dolcemente ad integrare e gestire, con fermezza e dolcezza, il Guerriero arietino del portale del 12/12, che si è manifestato sotto il segno dell'Ariete, sotto un Archetipo Mascolino rappresentato dalla lettera Kaf, con funzione "penetrante".

La morbidezza serpentina e femminea  dell'Ofiuco, ha aperto una nuova Alleanza speculare, dove il 12/12, si specchia nel '21 e viceversa.

A questa energia, approda, questa nuova consapevolezza di integrazione.

È l'energia dei Gemelli, delle controparti energetiche, opposte e speculari, dei quali non avremo potuto percepire il bilanciamento, se prima non avessimo affrontato l'impeto creativo e propositivo della luna Nuova in Sagittario, e, successivamente, se non fossero entrate in campo, per il portale del 12/12, quelle due sinergie del Guerriero Marte, e della Sophia di Ofiuco, che avrebbero armonizzato le energie di questa Luna Piena, tra le due controparti dei Gemelli. 

Attraverso l'unica via possibile, quella che ci porta, questa integrazione: un contatto intimo con le nostre emozioni, con la nostra sfera emotiva, possibile con questa Luna Piena che inizia in apogeo in Gemelli, e che trova la sua massima manifestazione notturna, in Cancro.

Il segno dei Gemelli è maschile, e la sua caratteristica spirituale, è avere consapevolezza della dualità, e di riconoscersi in essa, integrandone entrambi gli aspetti, solare e lunare, divina e umana, pur restando in bilico tra le due, senza arrivare ad una sintesi che ne armonizzi la differenza

Questo concetto di dualità, si armonizza con l'energia dell'archetipo della data di oggi, il Sacro Archetipo Ebraico Tsade', con funzione "divisione", il cui glifo sembra una Y, che esemplifica bene questo concetto di divisione, ma solo per acquisire la consapevolezza che siamo solo "rami dello stesso tronco", dei frattali di un qualcosa di più grande.

È questa, la sfida dei Gemelli di questa Luna Piena di Dicembre, a cavallo tra due segni. Sfidare la dualità, tipica della sua percezione, e arrivare alla completezza del Cancro, che si sente goccia di uno stesso oceano, calandosi, immergendosi nelle proprie acque amniotiche e ristabilendo la propria connessione di pancia con la propria Madre, con le proprie radici, con il proprio sentire, con la propria memoria. 

Adesso che si è diventati forti, con il proprio Guerriero interiore, con la propria controparte animica gemellare, si ritorna all'Origine, nel proprio grembo, dove dimora la parte più vera di noi stessi, quella più vulnerabile, più vibrante, più cristallina. 

Limpida come le acque nelle quali questa Luna Piena cancerina, dalla serata in poi, ci consente di immergerci, per ritrovare noi stessi, nella nostra Sacra verità. 

Quella che ci rende meravigliosamente Umani. 

Quella per la quale possiamo lasciare fuori dal Tempio Sacro, per un po, i nostri ruoli, che esigono impegno, coerenza, a volte compromessi, per ritrovarci nella nostra Essenza più pura. 

Questa Luna fredda esige purezza, l'essere cristallini con noi stessi, per sentirci parte, come un frattale, come l'Archetipo Tsade' che governa le energie di questo giorno, di quel mare Cosmico Femmineo, amniotico, di cui siamo parte, e di cui custodiamo l'imprinting energetico della memoria.

"Io ricordo, perché sento". 

Il Cancro lunare attiva questo canale della percezione, e prepara a ciò che sarà il 21 dicembre, la purezza della nascita del Sole invictus, la nascillta del Sole Bambino, con il Solstizio d'inverno dello Yule. 

Anche il glifo dell'Archetipo Tsade', è rappresentato da una Y, la stessa della parola Yule. 

Questo, veicola un messaggio importante.

Per ritrovare noi stessi, dobbiamo ritrovare la connessione con il nostro Sole Bambino

Quel Bambino che è tutto Emozione, tutto sentire, che sente il legame con la Madre, che esprime liberamente i propri sentimenti. 

Un segno, quello del Cancro, governato dalla Luna, dalla Madre, pronta ad accogliere il Sole Bambino del 21 dicembre, la nostra unica Divinità Interiore, la nostra luce, la nostra eterna Epifania, ogni volta che manifestiamo la nostra verità, la nostra meravigliosa vulnerabilità e sensibilità, ogni volta che nasciamo, ri-nasciamo nel grembo di Madre Terra, come un Nuovo Sole e un nuovo futuro raccolto, perché abbiamo ristabilito l'Alleanza, la promessa. 

E non vi è mai stata separazione, ma solo un sacrificio di momentanea lontananza, necessario, per rendere sacro ogni nostro passo, nella consapevolezza, con un Femminile che ancora guida, in accoglienza, come la Stella Cometa che celebra questo passaggio energeticamente così importante, perfettamente in sincrono con il segno zodiacale, quello del Leone, che governa il Solstizio invernale del 21 dicembre, e dei due giorni successivi. 

Il segno di Fuoco, solare, per eccellenza, identificato con tutti i miti solari di ogni civiltà ed epoca. Un solstizio molto potente che attiva specialmente il chakra del plesso solare della manifestazione e il cuore, centralina pulsante della nostra spiritualità più pura e alta. 


Tiziana Fenu 

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19/12/2021 Luna Piena in Cancro



💙Ciò che dobbiamo far evolvere

 Ciò che dobbiamo fare evolvere in noi, è il nostro "demonio", la nostra forza vitale, il nostro Fuoco interiore.

Quello che, in forma latente, è chiamato un "Demo/demo-nio".

Un campione("demo" significa "campione") a tempo(il tempo terreno) determinato, un suo stesso promoter. 

Promoter

Prometeor.

Prometeo. 

È stato Prometeo, il semidio , a voler rubare il Fuoco Creativo agli Dei, e a volerlo dare agli Umani.

Il Dono dell'intelligenza e della coscienza dotò l’uomo di ragione e di mente. Questo fece degli umani degli dei latenti invece che degli animali. Gli dei erano avversi a che gli uomini diventassero come loro, in possesso della conoscenza del "bene e del male".

Quindi in ogni religione noi vediamo questi dei punire l’uomo per il suo desiderio di conoscere. Secondo la versione del Mito greco, per il furto del fuoco che egli portò agli uomini dal cielo, Prometeo fu incatenato per ordine di Zeus ad una roccia sulle Montagne del Caucaso.

Ma il Dono di Prometeo diventò una maledizione per gli Umani, che dovevano seguire i piani previsti da Kronos, il Dio del tempo(è Kronos a punire Prometeo e a consegnarlo a Zeus).

La prima legge del Tempo, dice che il processo di evoluzione debba andare per fasi, e che l'uomo non potesse diventare subito intellettualmente e spiritualmente, quel semidio che è sulla terra.

Prometeo, come dice lo stesso nome, "pro-meteo", a "favore del tempo", non doveva andare contro lo sviluppo naturale delle cose.

È stato un ribelle.

Ma mentre salvava gli uomini dall'oscurità mentale, dal letargo, dall'inattivita' del nostro Daimon, del nostro Fuoco interiore, inflisse loro(e a sé stesso, perché fu punito in un modo atroce, con un'aquila che gli divorava ogni giorno il fegato che si rinnovava continuamente)la tortura dell’autocoscienza e della responsabilità, e, connessa col possesso di questa, il risultato della libera volontà, della ribellione del Daimon, del promoter, del Prometeo. 

Il promoter a tempo indeterminato è il Daimon, ed è questo che dobbiamo sviluppare, con passione.

"Pass/i/one".

"To pass" in inglese significa "diventare"

"Pass/I/one", "io che divento uno", integro con me stesso, perfettamente sincronizzato alla mia Anima, al mio Sacro Fuoco interiore, al mio Daimon.

Dove si realizza la fusione tra il proprio tabernacolo, previsto per ognuno di noi, e la propria manifestazione terrena. 

E se pensiamo che il monogramma di Cristo è il Chi Rho (o CHRISMON), che è una combinazione di lettere dell'alfabeto greco, che formano una abbreviazione del nome di Cristo, che e' di natura solare(spesso inscritto in un cerchio con più raggi che ricorda la ruota cosmica derivante dagli antichi emblemi solari dell'Egitto, e questo lo accosta Horus " il Dio dell'Oro, del fallo, il fertilizzante, di colui che può nascere al "buio del ventre materno"), notiamo che la P del cristogramma, è la P che rappresenta anche il Fosforo in chimica.

Fosforo. 

La capocchia dei fiammiferi è stata composta per la maggior parte del tempo , da preparati a base di fosforo bianco prima, e poi rosso, poi modificati col tempo da altri preparati.

Fosforo che prende fuoco grazie all'attrito con la fibra di vetro.

E questo mi fa pensare al Cristo che si infiamma e prende fuoco come un cerino se fa attrito con il vetro, ma anche se vogliamo , con la forma più nobile del Carbonio( molecola base del nostro corpo), con il Diamante (Diamond/ Daimon), che è la forma più eccelsa e nobile del Carbonio messo " sotto stress" durante la sua formazione.

Quindi un "Cristo/fosforo" che si incendia e diventa Fiamma Divina al contatto(se pur ruvido, quindi doloroso) con la versione migliore di se stesso, la " striscia " del suo Diamond(diamante polverizzato)/ Daimon (quel Demon, lì, ma evoluto).

Così come è stato per Prometeo. Ciò che ci ha donato, è stato il suo Daimon, la sua parte Ri-belle, quella che è voluta ritornare al Bello originario, la sua parte migliore, il suo Daimon/Diamond micronizzato, predisposto all'accensione e all'ascensione.

Accensione/Ascensione.

Quanto sono simili queste parole.

Differiscono per quell'unica "S" che simboleggia la Sophia, la Conoscenza(la S e la C), che fanno la differenza nella nostra Coscienza.

Prometeo non  ha rubato nessun Fuoco Sacro agli Dei.

Ci ha indicato la via per appropriarci del nostro Fuoco interiore, quello che gli Dei, per gli Umani, vogliono dormiente, sopito, lento, per gradi, in linea con la naturale evoluzione crono-logica che gli Dei, in presunzione, hanno stabilito per noi.

Gli Dei, non Dio.

Il contatto, l'accensione della nostra Fiamma divina, può essere dolorosa quanto l'attrito del fiammifero sulla striscia abrasiva.

Ma è un contatto con il nostro Daimon/Diamond, diamante interiore, polverizzato.

Una polvere di stelle che ci è stata "sparsa" sul cuore, al momento della nostra incarnazione, per ricordarci la nostra provenienza astrale, Divina.

Ma il fosforo che si infiamma, che prende fuoco, come la capocchia di un fiammifero, è lo stesso fosforo che, come oligoelemento, custodisce la memoria.

Un fosforo che ha come simbolo la P del cristogramma, che rappresenta Cristo, la memoria vivente della nostra divinità interiore.

Risvegliare la nostra divinità cristica, solare, che affonda le radici nella notte dei tempi, significa prendere consapevolezza del nostro essere degli esseri solari, divinizzati, che possono creare Galassie intorno a sé, se sanno governare bene il proprio Daimon, il proprio Fuoco Sacro interiore, con ribellione, coraggio con libertà, seguendo i tempi della nostra divinità interiore, che è trasversale, circolare, è non lineare, cronologica, come vorrebbe il dio Cronos.

Gli stessi Dei hanno sempre invidiato la condizione degli Umani, tanto da volersi accoppiare con essi.

Perché l'Umano azzarda, non stagna nella sua divinità acquisita di diritto.

Non se ne bea, non ci si crogiola.

La sfida è conquistarla, ricordarla, manifestarla.

Mescolare lacrime e polvere di stelle.

Sviluppare il proprio demone interiore e ardere fino a farlo rilucere come un Diamante.

Imparare a gestire il Fuoco.

Perché è nel mettersi in gioco, che l'Umano si sente vivo, si sente ardere.

È nello sfidare gli Dei, che esso stesso si sente un Dio.

Ogni volta che attiviamo il nostro Fuoco Sacro, siamo come Prometeo, ma nel senso originario del termine, a favore, "pro", del nostro "meteo", tempo interiore.

Il tempo del nostro tempio, dove non si adora nessuna divinità, ma vi è solo il culto di noi stessi.


Tiziana Fenu

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💙Rispettare l'altro

 Rispettare l'altro, non significa soltanto non mancargli di rispetto.

Questo è solo la punta dell'iceberg, la naturale evoluzione di ciò che sta alla base di un rapporto, di una conoscenza, di una interelazione.

Bisogna avere accortezza degli spazi dell'altro, che non significano solo "confini", oltre i quali non possiamo avventurarci, se non dopo una tacita intesa, anche non ostentata.

Bisogna avere accortezza di ciò che l'altro ha edificato su questi confini.

La struttura della sua Anima, della sua sensibilità, dei suoi tempi, dei suoi parametri.

Di ciò che è un'emanazione della sua Essenza, in senso visibile, sotto molteplici forme.

Che sia estro artistico o culinario.

O silenzio, piuttosto che loquacita'.

Bisogna saper riconoscere la specificità di chi abbiamo difronte.

E questo significa avere accortezza, prestare attenzione.

Non sconfinare. Non imporre.

Non inglobare.

Non tessere.

Ma osservare e saper aspettare.

I rapporti viaggiano sulle stesse frequenze. Non si impongono. Non si forzano. Non si pensano.

Hanno autonomia propria. Se non vanno, non vanno, a prescindere da noi. Non possiamo essere come i ragni, che tessono tutto intorno a sé stessi, creando una ragnatela che diventa il loro spazio. Perché è uno spazio finalizzato alla cattura. Alla sopravvivenza.

Si deve entrare nell'ottica che l'altro sopravvive anche senza di noi. Che non abbiamo bisogno né di attirare, né di respingere.

Né di essere predatori. 

Che possiamo essere, per l'altro, quell'Itaca verso la quale ha desiderio di ritornare, anche senza telaio, anche senza la frenesia del tessere.

Penelope tesseva di giorno e disfava di notte, anche per questo, non solo per non addivenire a nuove nozze, ma anche, in senso più intimo e allegorico, perché sapeva di essere quella Itaca, quella casa, quel nucleo, verso il quale Ulisse sarebbe ritornato.

Penelope non necessitava di una trama e di un ordito per tenere in piedi la loro relazione, anche a distanza di vent'anni, tanti quanti aspettò.

E Ulisse, rientrando in qualsiasi momento, avrebbe potuto vedere, come nel frattempo, Penelope, non stava prospettando un legame, un'attesa, una costrizione, una relazione.

Non aveva nessuna prova dell'aspettarlo.

La prova è stata quella di lasciarlo libero di ritornare. Senza enfatizzare nessun "guarda, l'ho fatto per te, ti ho aspettato. Ho filato un legame che ci tenesse uniti, giorno e notte. Ho fatto anche per te".

L'unica cosa che possiamo fare, per l'altro e per noi stessi, è lasciare spazio. Non tessere niente.

Non essere convinti di cosa l'altro necessiti o non necessiti.

Lo spazio è l'unica dimensione nella quale si possa creare, insieme, se si è nella stessa Frequenza. Dove l'uno sente l'altro come la propria Itaca, che sia per amicizia o compagni di vita.

E se ci si sfrequenzia, non forzare.

Le Frequenze non sono come dei pezzi di puzzle "adattabili".

O ci si incastra bene da subito, o è meglio lasciar perdere. Ecco perché certe amicizie non si perdono mai.

Come anche certi Amori d'Anima. Ci si ritrova, di vita in vita, con la stessa Frequenza, con la stessa Emozione e rispetto.


Tiziana Fenu

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Rispettare l'altro

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💙Portale 12/12/2021

 Portale energetico del 12/12/2021

Un altro portale importante, dopo quello dell'11/11, avvenuto sotto il segno dell'Acquario (undicesimo segno) e governato dall'energia femminea dell'Archetipo 9, la Teth, il grembo, la Kundalini, la Sophia.

La combinazione 11/11, come ho già avuto modo di scrivere, è molto potente, poiché si tratta di un numero Maestro, l'11, ripetuto due volte.

Due polarità che si complementano a vicenda, come due colonne di luce che creano un Tempio Sacro qui sulla terra.

Questa giornata del 12/12,  invece, ha l'impronta energetica dell'Ariete, in Luna Crescente. Si va verso la Luna Piena del 19 Dicembre, in Cancro.

Abbiamo un 12/12/2021

Quindi un 3/3/5

Ancora un 11, come somma totale. 

Il numero undici, gran Maestro, corrisponde al Sacro Archetipo Ebraico Kaf, con funzione penetrante, rappresentato come una mano aperta,  in un gesto di assimilazione, di ricezione, poiché in questa ricezione feconda, ha in sinergia le due polarità, maschile e femminile, in apertura, come un fulmine capace di catalizzare energie superiori. 

L'Arcano Maggiore XI  che lo rappresenta, infatti, è la Forza, la fanciulla che, connessa al Divino(lo rivela quel simbolo dell'infinito sulla sua testa), è capace di dominare i forti istinti rappresentati dal leone, e trarne da essi, ulteriore forza, perché per dominarli, ha dato potere, in piena fiducia, al suo Marte, al suo Dio Solare, la sua controparte animica complementare. 

Questo 12/12  cade di  Domenica.

Un giorno che ha l'energia del Sole, e che è sotto il dominio energetico dell'Ariete, un segno maschile governato da Marte, un segno di fuoco, di potenza, di energia, di forza, che può essere anche distruttiva. 

Infatti, la Runa che rappresenta l'undicesimo Archetipo Kaf, è la Runa Tyr, il principio maschile che si manifesta attraverso il principio femminile, da potente guerriero. 

La luna nuova in Sagittario appena trascorsa, il 4 dicembre, ci ha donato quella spinta energetica propulsiva, per la manifestazione della nostra Essenza, amplificata dall'eclissi solare, che, in sinergia con quella lunare  dell'11/11, ha creato una piattaforma spazio-temporale energetica fortissima. 

Adesso, il pieno potere, viene fuori, in tutto il suo aspetto da guerriero. 

Infatti, ciò che si percepisce, sono queste forti e veloci energie dinamiche, che pare abbiano energizzato anche lo scorrere del tempo, che sembra velocizzato, i tempi di reazione, che sembrano accellerati.

Tutto arde in modo molto dinamico e veloce. 

Tutto è erotizzato in termini di vitalità, di forza, di Eros, inteso come forza vitale primigenia, anche sessuale, ma che può assumere anche connotati negativi. 

Eccessiva reattività, incapacità di restare concentrati sulla stessa cosa per molto tempo. Sensazione di essere come attraversati da corrente elettrica. Reazioni estreme, pianto, risata. Impulsi sessuali amplificati. 

Fame, fame da morire. 

È l'energia del Guerriero, che non ha mezze misure, che va a fondo nelle cose, per averle, per capirle, per integrarle, per sentire quella connessione intima con il divino, che passa per la dimensione carnale dell'umano. 

Farsi grembo, per lasciare che la divinità solare, la scintilla divina si manifesti in noi. 

E per fare questo, non basta soltanto "penetrare le cose', come fa l'archetipo Kaf, ma, una volta penetrate, possedute, bisogna anche saperle gestire, e qui entra in campo, quel principio Femminino, quella mano delicata ma decisa, che riesce con fermezza ad aprire le fauci del leone. 

Dove sta la nostra fermezza? 

Nella forza del polso, o nella forza del cuore? 

È nella forza del cuore, del nostro sentire, delle nostre emozioni ed intuizioni, nella nostra memoria ancestrale, e, la luna piena del 19 dicembre, in Cancro, segno femminile di acqua, con un Archetipo, il diciottesimo, Tsade', con funzione divisione, per darci l'opportunità di farci capire quanto siamo frattali divini, ci farà sentire questo senso di appartenenza alle acque amniotiche dell'Universo, alla Madre primordiale. 

E per fare questo, per immergerci nella nostra stessa memoria ancestrale, nel nostro personale Ade, si necessita di un guerriero, capace di risalire in superficie, con il suo personale Ramo d'oro, nella sua personale catabasi nel proprio Ade infernale. 

Ma stavolta, non sarà una discesa negli inferi. 

Abbiamo già pacificato quello step evolutivo, con la Luna Nuova in scorpione del 4 novembre. 

Ora siamo pronti, a deporre l'armatura, che non ci serve più, e ad immergerci nelle nostre stesse acque ancestrali, nel nostro Femminino, senza paura di apparire deboli, senza sentirci vulnerabili. 

Questo portale 12/12/2021, estremamente potente dal punto di vista energetico, ci offre la prospettiva di una nuova percezione di noi stessi. 

È come ergersi in piedi, dopo una caduta. 

Siamo entrati nella profondità delle cose, abbiamo imparato a riconoscerle, gestirle, dominarle, senza farci sopraffare da esse. 

Abbiamo riconosciuto e conquistato, anche nell'oscurità, il Ramo d'Oro, perché era già in noi. 

Si riconosce una cosa, una persona, come nostro simile, perché abbiamo la stessa Frequenza. 

Il riposo verrà, nel grembo della Madre, alla prossima Luna Piena, che cade in Cancro dalle 5:37 del mattino del 19, con il suo apogeo, a cavallo, energeticamente, tra Gemelli e Cancro, ma con una Luna totalmente piena, per essere esatti, la sera del 19, quando già è in Cancro. 

Ora è il momento di goderci questa potenza ritrovata. 

La freccia tesa dal Sagittario, nella luna Nuova del 4 dicembre, con un'eclissi solare, creata apposta per percepire il Sole, il nostro Sole interiore, a prescindere da chi lo oscura, è andata a segno. 

Ha colpito energeticamente il Guerriero. 

Ora deve imparare a gestire e a governare questo intenso bagaglio energetico solare, esuberante, impulsivo, ridondante, in modo da poter affrontare il prossimo step. 

La nudità emozionale. 

Per essere veri, 

Umanamente, meravigliosamente veri.

I cinque pianeti allineati proprio in questa giornata, Urano, Nettuno, Giove, Saturno, Venere, più due asteroidi, Cerere e Pallas, e la Luna, ci parlano di complementarietà tra maschile e femminile, tra le due forze energetiche, necessarie per la manifestazione del Divino.

In particolare, i due asteroidi, hanno una simbologia particolare.

Cerere rappresenta il potere fecondativo, e il forte legame con la prole e con il cibo.

Mentre invece Pallas, o Pallade, (in termini astronomici Pallas) rappresenta la natura mascolina insita nella donna e quella femminile insita nell' uomo, e queste due nature, molte volte vengono sopresse creando degli squilibri nella percezione della realtà la quale appare spesso parziale.

Un bel connubio sinergico.

Sembra quasi, questo allineamento, la trasposizione dei sette chakra

Urano, conoscenza spirituale, dimora del Fuoco Elettrico, il nostro Athanor, che parte dal secondo chakra sacrale, e poi verso l'alto si sublima in manifestazione creativa verbale

Nettuno, la rigenerazione. 

Venere, conoscenza intuitiva.

Saturno, conoscenza intellettiva.

Giove, fusione di mente e cuore.

Luna, le emozioni. 

Un portale energetico straordinario, ricco di potenzialità e di energia vivificante.


Tiziana Fenu

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Portale 12/12/2021