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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

domenica, gennaio 02, 2022

💛India/Tombe dei Giganti Scano Montiferro

 Sempre il sito archeologico indiano di 12.000 anni fa, nella prima immagine.

https://m.facebook.com/groups/264889801646746/permalink/475189967283394/

Nella seconda e nella terza, Tomba dei Giganti in Sardegna, a Scano Montiferro, chuamsta Pedras Doladas..

Abbiamo la stessa conformazione speculare dei due blocchi a.. "falce di luna"?

Indicano forse i due momenti tra la luna calante e la luna crescente? Il momento adatto per la ritualistica funebre, alchemica, di transizione tra le due dimensioni, con, al centro, la Luna piena? É un simbolo che si vede anche in altre culture. Evidentemente era considerato importante, a livello ritualistico.

O è una primordiale rappresentazione della divisione cellulare, come nel nostro sito archeologico di Goni(https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/goni-il-gone-della-vita.html)? 

Non so esattamente cosa rappresentino nel petroglifo.

Si va per ipotesi... 


Tiziana Fenu

©®Diritti intellettuali riservati

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India /Tombe dei Giganti Scano Montiferro





💙02/01/2022 Luna Nuova in Capricorno

 Oggi, 02/01/2022, abbiamo una Luna Nuova in Capricorno.

Dopo la Luna piena del 19 dicembre, tra Gemelli e Cancro, dopo aver sentito la connessione con la nostra intima controparte animica, la nostra energia speculare, e averla ritrovata nel dolce grembo delle nostre intime emozioni, della nostra primordiale memoria, che con l'Archetipo Tsade', che ci ha reso consapevoli di questa appartenenza, come frattali, ad un unica coscienza primordiale divina, ecco che oggi, siamo pronti, a scalare la vetta, la porta verso il Divino, con l'energia del Capricorno.

L'energia del Capricorno, ha una corrispondenza perfetta con l'energia dell'archetipo di oggi(ottenuto sommando, cifra ore cifra, i numeri della data), che è il nono Sacro Archetipo Ebraico Teth, con funzione "cedente", che corrisponde all'Arcano Maggiore dell'Eremita, e alla runa celtica Isa, la runa del ghiaccio.

Questa è una straordinaria corrispondenza, perfettamente in linea con il periodo festivo che stiamo attraversando.

Per qualcuno sarà stato piacevole, per altri un po meno. Ma resta pur sempre, la consapevolezza, finiti i bagordi, la condivisione, i momenti insieme, la spensieratezza, la situazione esterna pesante e opprimente, che il viaggio interiore, è sempre un viaggio in solitaria, guidati solo dalla propria luce interiore.

Che si sale sulla vetta, e si affrontano le difficoltà, con le proprie forze.

Che è una sfida con noi stessi, per quanto gli altri ci possano essere di supporto o di esempio.

Che siamo semi, soli, sotto la terra, sotto la coltre di ghiaccio, ma che, se non abbiamo in noi, l'anelito, quel fuoco interiore che ci spinge a Manifestarci, a rompere l'involucro che ci protegge, che, spesso, può essere doloroso, anche per via di nostri background emotivi che non riusciamo a smantellare, non potremo gioire della nostra personale fioritura, della nostra primavera.

Del Sole, dopo la coltre di ghiaccio, attraverso la quale, come una lastra di vetro, ci è sembrato che la vita andasse avanti anche senza di noi, e che il nostro germoglio non contribuisca a far primavera.

Ma si germoglia innanzitutto per sé stessi, per acquisire una dimensione spazio-temporale, nella quale portare alla luce ciò che siamo.

Senza fretta.

Questo, è un periodo intimista, di raccoglimento delle energie, di accuratezza nella loro gestione. 

Si gode, nella nostra consapevole solitudine, delle tappe della nostra salita.

Ci si sofferma a godere del panorama.

Si sente un'ebbrezza nuova.

Quella dell'ossigeno, dell'aria pura, non contaminata, delle altezze, delle vette che stiamo raggiungendo, dove si respira aria di integrità, di equilibrio, di coerenza con noi stessi, con i dettami della nostra Anima, con le nostre contraddizioni, e i nostri aspetti complementari.

Il Capricorno è un essere metà capra e metà pesce.

Il radicamento della terra, ma anche la fluidità dell'acqua, che reca in sé la memoria di ciò che nella quale si è fatta forma.

L'Archetipo Teth, ha una funzione "cedente", e simboleggia il ventre, la kundalini, la Sapienza, la Sophia, il Femminino.

Se stiamo in accoglienza, percepiamo, sentiamo, accogliamo, entriamo in gestazione e poi, elaborando, manifestiamo.

La Sophia, il senso intimo delle cose, si coglie in questo modo, in apertura, con le nostre due nadi energetiche della kundalini, Ida e Pingala, pronte a recepire, e ad elaborare in energia creativa.

Ed è ciò che fa anche il Capricorno, che domina la porta degli Dei.

Introietta in sé, il suo percorso esperienziale, ne fa tesoro, come un grembo, per il suo percorso evolutivo, perché ha una vetta da raggiungere.

Perché è anche l'Archetipo del Liberatore. 

L'apparente stasi del suo procedere è sinonimo di trasformazione, di percorso gestazionale nelle sue stesse acque amniotiche, perché il Capricorno è un segno femminile, e non può che essere "gestazione alchemica" di sé stesso.

Gestazione che implica raccoglimento, silenzio, concentrazione, ricettività.

Non si può percepire, nel frastuono del mondo, e il bisogno di isolarsi, di ritrovare quella dimensione intima e meditativa, dopo la frenesia di questa festività, è molto forte, in questi ultimi giorni.

Anche climaticamente, sembra tutto un po ovattato, nebbioso, uggioso. Niente vento, poco sole.

Nessun  elemento che indichi la via.

Ma la via, il sole è in noi.

L'Eremita lo sa, e non teme le altezze, o gli abissi marini, che ricerca il Capricorno.

Perché sa di essere Seme con il sole dentro, che resiste al freddo, al ghiaccio.

Vede oltre. Vede la prospettiva da un punto alto, vede e domina, tutto il panorama. É un Nove.

Un grande Alchimista che presiede la porta degli Dei. 

Un *tre per tre*, creazione tridimensionale.

E, dove gli altri vedono solo il Seme, lui vede l'intera pianta, perché ha in grembo, nelle sue stesse acque amniotiche, la memoria di tutte le piante e le primavere che è stato, e il percorso da fare, non lo spaventa.

Pazienza, perseveranza, accoglimento, accettazione, leggerezza e profondità insieme.

E che Buona Luna Nuova sia.


Tiziana Fenu ©®Diritti intellettuali riservati

Maldalchimia.blogspot.com

💙02/01/2022 Luna Nuova in Capricorno



💙Energie del 2022

 Che energie avremmo, tra oggi e domani, in questo passaggio di testimone tra un anno e l'altro?

L'anno 2021 è stato un anno con l'energia dell'archetipo cinque, il Sacro Archetipo Ebraico He', con funzione Vita, che porta in sé il concetto importante del proprio valore, dell'Unione con il Divino, rappresentato graficamente dal pentacolo.

Pentacolo che rappresenta il Femminino.

Quel Femminino che deve custodire la vita, proteggerla, che crea un'alleanza tra dimensioni, tra opposti, con il suo partnership(nelle rune questo tipo di Energia è rappresentato dalla runa Ehwaz, che significa cavallo, inteso come psicopompo tra due dimensioni, che enfatizza questo concetto di legame, di Fiducia, tra cavallo e cavaliere). 

La lettera He' rappresenta il soffio divino che si manifesta nella forma, li dove trova un canale aperto, una cassa di risonanza, una vibrazione, che lo possa esprimere, per dare origine al suono, alla materia, perché tutto è vibrazione. 

E la vibrazione crea la materia, la realtà. La nostra realtà. 

In questo anno che si conclude oggi, abbiamo avuto molte possibilità di esprimere le nostre vibrazioni, di creare, sia in positivo che in negativo. 

Siamo stati fucina alchemica, athanor, della nostra reattività e risposta a questa alleanza a cui siamo stati richiamati a rispondere, come Custodi di questo afflato alla vita che si esprime tramite l'energia di accoglienza, tipicamente femminile. 

Un'energia di pazienza, di gestazione, di oscurità perché celata, custodita nel grembo, ma proiettata verso la luce, la manifestazione. 

Ciò che non riesce a risalire verso l'alto, verso la gola, ciò che non viene espresso, come un canto che riveli la nostra Essenza, rimane verso il basso, a stagnare, a creare piombo. 

Quanto piombo abbiamo da smaltire, oggi, da lasciare a questo ultimo dell'anno, e quanto invece desideriamo alleggerire la nostra anima, e librarci in volo in un canto d'amore verso noi stessi, verso la vita che ci ha offerto la Possibilità, come una lente di ingrandimento, di capire dove stavamo mettendo la nostra energia, dove la stavamo disperdendo. 

Dove ci siamo chiusi, e abbiamo interrotto la nostra intima connessione con il Divino che è in noi, e ci siamo imbruttitti, risucchiati da un contesto che vibra basso, ma solo per darci la possibilità di sentire la differenza, e scegliere, scegliere di stare in un'altra energia, di Bellezza? 

Se la scelta è stata fatta, guidata anche da un Marte combattivo, che ha governato, attraverso il segno dell'Ariete, tutto il 2022, siamo pronti ad accogliere i frutti di questa scelta, perché il 2022 sarà l'anno dell'integrazione, della Completezza, della Bellezza. 

Dell'Amore. 

Sacro Archetipo Ebraico Vav, il sesto, con funzione "congiunzione", con un 'energia del Toro, che accompagnerà tutto il 2022.

Il Toro, legato al pianeta Venere, e che quindi, ha in sé, anche un'energia femminile. 

Un'energia taurina/uterina di creazione, di integrazione, di Completezza, rappresentata dall'Archetipo 6 degli Amanti. 

La lettera Vav, del Sesto Sacro Archetipo Ebraico, rappresenta questa fertilità di intenti, l'incontro armonico tra le due parti, tra maschile e femminile, tra interno ed esterno, tra sopra e sotto, tra umano e divino. 

È il "sentiero d'Oro", il pilastro centrale dell'Albero della Vita. 

Un Seme, quel Seme di vita, la He', custodito nel grembo, e che ora risale per manifestarsi, lungo la nostra colonna vertebrale, il nostro nerbo, il nostro potere, i nostri centri energetici dei chakra, la nostra resilienza, e, avendo la funzione di gancio, di congiunzione, crea legami, agganci. 

Questo è il momento di testare dove si aggancia la nostra energia. 

Con quale partnership, con quale amante, con quale dimensione spazio-temporale, con quali occasioni, e cosa crea con essa. 

Libertà, prigione, emancipazione, fertilità, possessivita'. 

O amore, bellezza, equilibrio? 

È tempo di gestire le energie della He', che abbiamo portato avanti nel 2021, di risolvere le contraddizioni, di armonizzare questa energia di vita, in un'unica energia, che contempli la complementarietà degli opposti, che sia un'unione feconda che ci consenta di salire di livello. 

Lo spartiacque energetico sarà proprio quel 666 del 6/6/2022, che come somma totale fa un diciotto, Sacro Archetipo Ebraico Tsade', con funzione "divisione", inteso però come concetto di frattale, due rami dello stesso albero, frattali del Divino. 

666 che indica l'uomo divinizzato, mai separato  dalla sua Matrice Divina, al quale però viene data la possibilità di nascere a sé stesso, di chiudere un ciclo(perché il sei, moltiplicato tre, fa 18, che, in riduzione teosofica, diventa un nove, Archetipo Teth, la kundalini, la Sapienza, la Sophia), con il nove, e iniziare un nuovo percorso, verso il sette, se consideriamo l'Archetipo sette, dopo il sei, Kaf, con funzione penetrante, dentro l'Essenza della materia, attraverso il sentire dei 7 chakra. 

O iniziare un nuovo percorso dopo il nove, con l'uno, la Yod, l'origine di tutto. 

Il 6 giugno, sarà lo spartiacque di questa nuova consapevolezza, di questa integrazione tra opposti che consente lo switch, il cambio vibrazionale. La presa di coscienza di ciò che abbiamo seminato e creato. 

Non mancheranno, ne sono certa, biechi tentativi, di ammantare, come già è stato, questi numeri sacri, di negatività, ma sapremmo riconoscere questi boicotaggi anche stavolta. 

Come sempre. 

Perché è un canto delle sirene che non fa presa su chi è Ulisse del proprio percorso, e ha Itaca, in sé stesso, nella propria controparte animica, nel cuore. 

Ulisse è integro, scaltro. 

Riconosce. Ricorda. 

Il sei, Penelope, è la sua prova iniziatica. 

Può affrontare il viaggio iniziatico perché è radicato nelle due energie, come un albero dal lungo tronco, come quello rappresentato dalla Runa Eihwaz, che rappresenta la forza, la scaltrezza, il radicamento, l'affidabilità. 

Un anno, il 2022, all'insegna di questa Integrazione, di questa Completezza, di questa Bellezza. 

Domani è 01/01/2022.

Totale otto. Unione tra cielo e terra, tra opposti, tra Maschile e Femminile.

Si parte alla grande.

E che Unione e Amore sia. 

Buon 2022 di cuore 💙💎


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

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💙Energie del 2022



💙Le Fiamme chiesero a Dio..

 Le Fiamme chiesero a Dio di diventare Fiamme, e ne portano il segno nel corpo. 

Riflettevo sulla storia di Israele.

Nella Bibbia i nomi sono sempre simbolici, e soprattutto quando un nome viene cambiato da un evento straordinario, indica un destino, una missione di vita.

La Genesi narra di una lotta notturna di Giacobbe( figlio di Abramo, uno dei patriarchi)con Dio, che gli cambia il nome in Israele. Giacobbe è in viaggio verso il fratello Esau', con appresso dei doni e per avere in dono da lui il perdono( per-dono). 

Gli estorse, anni prima, il privilegio e la benedizione della primogenitura( erano gemelli, ma Esau' nacque prima, e a differenza di Giacobbe era forte, lavoratore, rossiccio e villoso), in cambio di un piatto di lenticchie, che Giacobbe, essendo gracile, preparò per il fratello lavoratore e affamato che ne aveva bisogno, e che vendette per cosi poco la benedizione che gli sarebbe spettata dal padre Isacco in punto di morte. 

Ma Isacco era cieco, e quando convocò Esau' per passargli la benedizione e la primogenitura dinastica, gli disse di cacciare e cucinare per lui, ma lo precedette Giacobbe, in accordo con la madre Rebecca, e travestito di pelli di capretto, si spacciò per Esau' al cospetto del padre, e ottenne la benedizione, che voleva a tutti i costi, perché ci teneva, a differenza di Esau' che la cedette per poche lenticchie. Insomma, Esau' vuole vendetta e cerca di ammazzare Giacobbe, il quale si rifugia presso uno zio, e diventerà il capo del clan. Ma Giacobbe vuole fare pace col gemello, e prima dell'incontro e di intraprendere il viaggio gli invia dei doni. 

Durante il viaggio, durante la notte, forte anche di un sogno che fece, in cui Dio, con una scala simbolica che univa cielo e terra, gli disse che era fiero che la benedizione la custodisse lui), viene attaccato da un uomo forte di nome Jaaqov, sul guado del fiume Yabboq( nomi simili). 

Jaaqov è un Elohim, un angelo incarnato, l'esteriorizzazione di ciò che in Giacobbe c'è di impuro e di immorale( visto che ha estorto la benedizione al fratello, ma anche al padre morente e cieco, ingannandolo), è la personificazione di Dio, che Giacobbe dice di vedere con i propri occhi(Israel significa anche " l'uomo che vede Dio). 

La lotta è lunga, l'uomo è molto forte e Giacobbe viene ferito alla cavità dell'anca destra, e sofferente, chiede umilmente all'uomo di essere benedetto, il quale lo fa, ma gli cambia il nome in Israele, perché ha combattuto con Dio e con gli uomini, quindi è stato ferito e benedetto dalla stessa persona (P). 

L' esperienza ci benedice solo ferendoci.

La benedizione ci raggiunge quando siamo disposti alla ferita, e perdiamo la benedizione dell'altro perché abbiamo paura della sua ferita. I due gemelli, si andranno incontro, Giacobbe zoppicante( per tutta la vita) e piangeranno insieme per il dono del per-dono. 

La vera domanda è "perché Dio si è materializzato e intromesso tra i due gemelli, al punto da cambiare anche il nome a Giacobbe"? 

Perché una delle leggi più profonde dell'essere umano è che in un momento decisivo della sua vita, ad un certo punto chi ha ricevuto una vocazione( Giacobbe sentiva profondamente la vocazione di guida, anche se l'ha estorta con l'inganno al fratello, che di contro, non ne ha apprezzato il valore) e ha risposto, giunge al culmine morale della propria esistenza e arriva al guado , alla tappa del nome nuovo.

Cosi, subentra l'identificazione, il poeta ora è la sua poesia, il missionario, la propria missione, la Fiamma, il proprio Fuoco che arde. 

Quindi ci si ritrova a combattere con quella che è stata la prima missione, che abbiamo fortemente voluto( come lo ha voluto Giacobbe, a costo di ingannare il padre e il fratello, e in questo ci vedrei simbolicamente il "tradimento" che molte fiamme devono fare verso i loro familiari, o verso chi amano, in nome di un bene maggiore, comune, per tutti), per poterne ricevere, dopo la ferita della lotta, all'anca destra( diffusissimo tra le fiamme, questo disturbo, ha una percentuale altissima la displasia all'anca destra, o problemi, comunque alla gamba o piede destro), un'altra benedizione più alta e più vera, stavolta non più estorta , ma solo per lui, per Giacobbe/Israele, che segna un nuovo passo, una missione in cui crede, che si è meritato.

Si supera il guado, la divisione tra umano e divino. 

Il nemico ha aperto, con quella ferita all'anca, la parte più profonda e migliore di noi, che induce addirittura Giacobbe a chiedere umilmente perdono per il tradimento, e la nuova benedizione fa spiccare davvero il volo a Giacobbe verso una nuova consapevolezza, quella di essere lui stesso la Missione , fiaccata nella zona corporea della riproduzione, del movimento, ma proprio per questo, ancora più meritata e sofferta.

Giacobbe, non solo chiede perdono umilmente, lo riceve, il suo pentimento, ed è accolto e moltiplicato da Dio stesso, e chiede perdono anche al gemello, il quale accoglie e perdona a sua volta in un unico abbraccio di lacrime sentite e profonde, di unione vera. 

Le grandi ferite stanno nascoste dentro le ferite incise nelle carni delle nostre relazioni. Prima di allora, Giacobbe aveva usato l'astuzia e i sotterfugi per ottenere ciò che gli spettava di divino( la benedizione della primogenitura) lo sentiva come un istinto primordiale più forte dei legami e dell'onesta parentale. E questo lo sentiva anche la madre, Rebecca, quel femminino complementare e complice affinché il Sacro Disegno si compia, madre, amante, complice..tutto..la completezza di Giacobbe, e lo aiuta ad elevare l'anima a grandi responsabilità( la discendenza di Israele che combatte contro il paganesimo). 

Egli non è più Jaaqov, il suo stesso avversario, che inganna il padre e il fratello, ma Israel, il campione di Dio, il combattente umilmente vincitore che chiede perdono, consapevole del suo valore.

È la lotta della sua onestà, della sua coscienza contro il dubbio e il rimorso. E questo lo paga con la ferita all'anca.

Sono convintissima che le fiamme abbiano in sé, nel loro DNA cellulare. questa impronta genetica di Giacobbe.

È stato insieme a Rachele(l'altra sua moglie era Lia, che gli diede dei figli, la moglie terrena, della procreazione)una delle prime coppie di Fiamme incarnate. 

Abbiamo voluto fortemente essere Fiamme, lo sento, come Giacobbe voleva la sua missione di Patriarca.

Dobbiamo identificarci in essa, è questo che ci chiama a fare Dio. Se veniamo feriti, è perche Dio ci vuole coscienti e convinti di ciò che siamo, e la ferita all'anca, che sembra quasi un segno distintivo, è troppo diffusa tra  le fiamme per essere solo una coincidenza. 

Dio mette alla prova Giacobbe, lo sfida con un Elhoim potente, e nonostante Giacobbe lo batta, non se ne fa vanto, anzi  chiede umilmente perdono. 

Dio accettando l'azione non troppo limpida di Giacobbe, vuole dimostrare che il suo progetto di salvezza è affidato a chi lo apprezza e non su chi si basa sui propri diritti umani, e infatti Esau' non ne ha capito l'importanza, l'ha barattata per poco

Non barattiamo il nostro Dono di Fiamme. 

Sono sicura , che con la faccia di bronzo, il piglio, e la tempra che hanno le Fiamme, l'abbiamo chiesto noi, questo Dono. 

Dimostriamo di esserne all' altezza, come Giacobbe, anche se feriti e zoppicanti

Cambiamo i nostri nomi( molte Fiamme ricevono questo Dono, un nome spiritituale) in Amore, in Fiamma. 

Il 2022, che come somma fa 6, ha questo imprinting energetico degli Amanti Divini, degli Opposti complementari, della stella di David, delle Fiamme. 

Di quella struttura esagonale, di quel Fiore della Vita a sei vertici, che è la struttura stessa del DNA, e di ogni legame chimico, della stessa vita. 

Esagono come le cellette delle api, una struttura perfetta, che regge e ospita la nostra Essenza, il nostro miele. 

Riconoscere la propria Fiamma, è riconoscere il senso della propria Missione. 

E la Missione ha senso, se noi ci riconosciamo come Fiamme, e di riflesso, riconosciamo l'altro. 

Identificarsi nella Missione, in questo Bene Comune più alto, al servizio, e identificarsi con la propria Fiamma, significa non sentire più la separazione a cui questa dimensione ci ha costretti, per poter attuare il ri-conoscimento.

Il Ri-conoscersi ancora, per poter sentire l'appartenenza alla Fiamma Divina, che ci ha forgiato, e da cui non siamo mai stati separati. 

Per custodirla, e per portarla nel mondo, ad illuminare l'oscurità.


Ps.... E non state appresso alla Fiamma. State appresso alla vostra Vita, l'unica, primaria Fiamma, della quale potete ardere.

Chi vi vede o percepisce, ne seguirà il calore, la luce, l'emanazione, il Ritorno. 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

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Le Fiamme chiesero a Dio.



💙Non ho davvero mai festeggiato..

 Ripropongo.

Oggi, più di ieri..


Non ho mai davvero festeggiato il Natale, ma ogni mia rinascita.

Ho imparato a ringraziare tutti coloro, o le circostanze, che mi hanno tenuto bassa. 

Non riconoscendomi, non apprezzandomi. 

Scaraventandomi sotto terra.

Non potevano sapere che la terra, è la mia Prima  Sacra Madre. 

Quella che crudelmente mi ha insegnato a sopravvivere. 

Nel buio, nel freddo, senza vedere. Senza sentire il calore del sole e il profumo dei gelsomini in fiore.

Mi ha insegnato a non aver bisogno della vista, come le talpe.

A scavare gallerie con le unghie, per imparare a conoscere il terreno e sopravvivere all'esterno. 

Ad arrivare silenziosamente al di là dei perimetri, delle convenzioni. 

Dei confini. Degli argini. 

Mi ha insegnato ad essere pula che accompagna la trasformazione. 

Senza dolore. 

Portandomi a memoria il mio Essere acqua, e quindi nutrimento per me stessa. 

Li dove, in superficie, sentivo il dolore dello strappo, per ciò che non ho potuto evitare, 

mi ha concesso la morbidezza e la sacralità della svestizione. 

Di pelle trasparente come le preziose porcellane giapponesi, colmata di ciò che di più prezioso potevo offrire a me stessa: le lacrime della mia rinascita. 

Assaporate ogni giorno come in una sacra liturgia ritualistica.

Ho imparato la sacralità del Dolore. 

Ho imparato a stemperarlo con le lacrime. 

A tenerlo stretto tra le mani, come una tazza di caldo infuso, che scalda il cuore. 

Come un mala di preghiera da sgranare per ogni frammento nel quale mi è stato disintegrato il cuore. 

E ho imparato a ricompattarlo, facendomi frequenza vibrante che unisce. 

Come un diapason che armonizza le frequenze sconnesse. 

Di quella pelle vecchia, ne ho fatto ali trasparenti. 

Come quelle della lucciola, la cui luce interiore si vede al di là di esse. 

Ringrazio chi mi ha ferito. 

Mi ha permesso di vedere, pur se in modo doloroso, attraverso lo squarcio, 

i germogli che ho sempre avuto dentro. 

Ne ha solo accelerato la manifestazione. 

Ringrazio chi mi ha voluto tenere lo sguardo basso. 

Ma sono acqua, e nel mio riflesso si rispecchia tutto l'Universo. 

Sono Stella che brilla, anche in una pozzanghera. 

Io sono il mio Cielo, finché permetterò a me stessa di non avere confini. 

Ho imparato che nascere e morire, è un'esercizio costante per imparare a vivere. 

Che niente è per sempre.

Ma che ci sono dei "sempre", che ti fanno da stella Polare. 

Da Stella Cometa. 

È a questi "sempre" che ho donato la mia Devozione. 

A quel qualcosa di bello, che so che è stato. 

A come sono stata io, prima di essere qui. 

Alla  Memoria della mia Bellezza, prima della contaminazione in questa Dimensione. 

Alla mia Integrità e Innocenza, prima degli sfregi della vita. 

Al cerchio che si compiva, attraverso l'unione con altre due mani. 

E di come insieme, eravamo cerchi di Luna e Sole, e tra di noi le Galassie

che creavano i nostri Sacri Cuori in Unione. 

La fredda e buia Madre Terra, nel suo Grembo, mi ha insegnato tutto questo. 

A ricordarmi che sono un Sacro Seme. 

E che sono Acqua che nutre se stessa. 

Che non necessito di altro. 

Sono acqua e riflesso insieme.

Sopra e sotto.

Realtà e illusione.

Che non ho confini.

Quindi che posso sconfinare dove e quando voglio.

E non è importante dove mi scaraventano.

So essere anche vento che si libera dall'involucro inutile.

Come pula setacciata che si libra in volo.

E ciò che resta, è sempre la mia Essenza.

Il Seme di un Amore Divino sconfinato.

Che mi ha permesso di germogliare anche nel cemento.


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati

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Non ho davvero mai festeggiato..