Informazioni personali

La mia foto
Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

martedì, marzo 26, 2024

💙Crollo ponte Baltimora

 


Il ponte Francis Scott Key di Baltimora, nello Stato americano del Maryland, è crollato nella notte in seguito all'urto con una nave cargo battente bandiera di Singapore. In salvo due persone, una ventina i dispersi. L'urto è avvenuto intorno all'1:30 del mattino (le 6:30 in Italia). 

Martedì 26/3/2024> 19

Luna calante in Bilancia, a ridosso del potente plenilunio in Bilancia e relativa eclissi lunare, della quale ho già approfondito. 

Vediamo la corrispondenza numerica in Ghematria inglese. 

Baltimora 546> 15

Maryland 528> 15

Singapore 624> 12

Archetipo 15, la Samech, funzione pressione . Far emergere il Divino dall'umano, giorno creativo di sinergia, di fertilità, ma anche potenziale creazione rivolta al  Male (Arcano XV  del Diavolo)

Momento di creazione, ma in negativo, rivolto alla distruzione 

Archetipo 12. Lamed "misura", prova iniziatica. Arcano dell'Appeso.

Si è manifestato innumerevoli volte negli ultimi avvenimenti. 

Innumerevoli. 

È una costante, su cui giocano sempre. 21/21

Il 7 ripetuto tre volte, o da solo. 

Perché sono numeri particolari, molto sacri. 

Baltimora e Maryland

15+ 15= 30

30 è il valore ghematrico della Lamed

Oggi è un giorno 19, numero dedicato al Sole. Arcano Maggiore del Sole

Archetipo Qoph, funzione legame

A livello anatomico è un chakra localizzato nella nuca, legato ai sacrifici di sangue.

È l'Archetipo che precede la Resh, il ventesimo, la testa, quello dell'eclissi dell'8 aprile..

Riverbero di questo intenso plenilunio, con eclissi lunare, di cui ho già approfondito

(https://maldalchimia.blogspot.com/2024/03/2532024-plenilunio-in-bilancia-eclissi.html?m=0) 

Plenilunio detto del Verme

Guardacaso, proprio ieri appare in due  città, Milano, che in Ghematria inglese fa un 15( 384),  e Roma, che in Ghematria fa 12 (282), e Lamed, Appeso, sacrificio, ancora creazione, votata al Male, Diavolo, nelle stazioni, la scritta "siete insetti" 

Creano egregore. 

Sempre tutto perfetto, ad incastro. 

La Qoph è legata infatti alla luna per le antiche Memorie ancestrali. 

Da una parte, il legame con la luna, dall'altra il legame con il sole. 

Il simbolo antico della Qoph era infatti l'ascia bipenne. 

Luna Piena in Bilancia, fortemente sbilanciata, nella sua innata propulsione verso il portale dell'eclissi. 

Un altro sacrificio. 

Rivolto al Sole, in attesa dell' eclissi solare. 

Nome del ponte 

Francis Scott Key

In ghematria è, neanche a dirlo, 1128, quindi un 12.

Francis 420 > 6

Scott > 462  > 12

Key > 66

Quindi abbiamo tre numeri 6, un 666

e un 12, ancora 

Kate( perché è sempre tutto collegato, è simbolo di un Femminino che poteva diventare potente, quindi sovversivo, come Diana d' Inghilterra, il cui secondo nome è Frances, quasi uguale al Francis del nome del ponte, che ha gli stessi numeri di Kate) è un 666  tra nome e cognome, della cui simbologia, anche  come numero in sé, ho già parlato ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/03/kate-middlenton.html?m=0) 


TRE numeri  6, fanno 18, quindi un 9, stesso numero di Kate, oltre tutti gli altri 12

E un 666, che è sempre 18, sommato, un 9

9, numero della creazione. 

Archetipo Teth. 

Il Femminino Sacro, il Serpente la Sophia. 

Anche il nome Maryland, rimanda a Mary, il Sacro Femminino Maria, e Maria Maddalena. 

E Diana e Kate, sono due Femminini che potenzialmente potevano fare la differenza. 

E lo stesso simbolismo della chiave, "Key". 

Un Portale. 

Una connessione. 

Un ponte. 

Il Femminino ponte per il Divino. 

In qualsiasi civiltà e cultura, è sempre stata radicata questa dimensione, questo concetto. 

Che hanno sempre cercato di demolire. 

Siamo in un anno 8, anno del Femminino, come ho sempre ripetuto e approfondito, in particolare in questo scritto( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/01/biancaneve.html?m=0) 

Lo sanno benissimo. 

Bridge, ponte in inglese, è un 270, ancora un 9( 2+7)

C'è una precisissima Geometria numerica, dietro, è innegabile. 

Lo vedete, quando analizzo gli eventi.

L'Universo si muove attraverso la geometria e i numeri. 

I numeri sono Sacri. 

Se stanno andando per emulazione, per sacralizzare e votare al male, ciò che in origine è stato votato al Bene e alla Bellezza, ci sarà una falla, una caduta, da esseri imperfetti quali sono. 

Ogni volta resto esterreffata dalla precisione e dai rimandi. 

È tutto collegato, anche eventi apparentemente scollegati. 

Come il Croco e i narcisi ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/03/croco-e-narcisi-video-di-kate.html?m=0) 

Tutto ad incastro. 

Non posso fare a meno di condividere con voi, asterischi compresi, per la tracciabilita', che mi crea enormi problemi penalizzanti. 

Per chi mi segue, i post precedenti, ad approfondimento, in pagina o sul mio blog. 

Immagine libera, per non catalizzare attenzioni ulteriori .

Sull'eclissi dell'8 aprile(

https://maldalchimia.blogspot.com/2024/03/eclissi-842024-il-segno-di-giona.html?m=0 - https://maldalchimia.blogspot.com/2024/03/il-serpente-piumato-ed-eclissi-842024.html?m=0), ho scoperto altro, che sto approfondendo, ed è tutto, sempre, abbastanza incredibile. 

Con infinita gratitudine sempre, e fiducia nell'Universo. 

Osservare sempre, oltre ogni fascinazione. 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com 





lunedì, marzo 25, 2024

💛Dante e la Sardegna

Giornata dedicata a Dante. 

Dante e la Sardegna 

Oggi 25 marzo, di celebra l'inizio del viaggio di Dante,  nell'aldilà, nella Divina Commedia, nel 1300

È anche il giorno in cui si celebra l'Annunciazione del Signore o della Beata Vergine Maria, nella religione cristiana, cioè l'annuncio del concepimento virginale, di Gesù che viene fatto a sua madre Maria e a suo padre Giuseppe dall'arcangelo Gabriele. In alcuni contesti regionali è detta "Conceptio Domini" o "Conceptio Christie". 

Astronomicamente, invece, oggi si verifica un Plenilunio in Bilancia e un'eclissi lunare penombrale, già manifestata. 

In epoca romana  il 25 marzo, per volere di Giulio Cesare, si festeggiava l'Aequinoctium Vernum, nome latino dell'Equinozio, quando il Sole sorge e tramonta rispettivamente ad Est e ad Ovest, e passa per l'equatore celeste (punto d'Ariete), che sarebbe il punto d'intersezione tra l'eclittica e l'equatore celeste in cui il Sole passa dall'emisfero australe a quello boreale (cioé il Sole sorge  a nord, sopra l'equatore celeste). 

Veniva considerato un momento di creazione, di nascita e rinascita 


Un interessante viaggio alla scoperta di Dante, e il suo legame con la Sardegna, e con i Sardi, nominati più volte nella Divina Commedia. 


https://meandsardinia.it/dante-e-la-sardegna-verita-inesattezze-e-luoghi-comuni-sullisola-nellopera-dantesca/


E comunque, anche Dante conferma, che le  donne sarde andavano in giro con il seno scoperto, così come vengono rappresentate le donne minoiche, e così come è rimasto nella nostra tradizione, il corpetto che lascia scoperto il seno.

Come era tradizione minoica, ripresa da quella Sarda, senza ombra di dubbio ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/03/dea-dei-serpenti-minoica.html?m=0) 

Tuttavia, il poeta le colloca in Purgatorio, perché meno scostumate delle donne fiorentine: “ché la Barbagia di Sardigna assai ne le femmine sue più è pudica che la Barbagia dov’io la lasciai”(XXIII canto)

Nel Canto XXIII del Purgatorio versi 94-96 fa dire infatti a Forese Donati: "Chè la Barbagia di Sardigna assai nelle femmine sue è più pudica che la Barbagia dov’io la lasciai".

Secondo le chiose del secondogenito di Dante, Pietro Alighieri, le donne sarde andavano addirittura discinte e sovente addirittura nude. Per lo storico Alberto Boscolo “era vero che le donne di Barbagia andavano con il seno scoperto, perché due secoli dopo i vescovi le obbligavano a coprirselo con un largo fazzoletto”


Dante parla della Sardegna e dei Sardi nei canti XXII, XXVI, XXIX, XXXIII dell’Inferno e nel VII e XXII del Purgatorio. Fra le regioni storiche sarde vengono nominate la Barbagia, la Gallura e il Logudoro( https://www.google.it/amp/s/truncare.myblog.it/2021/01/04/dante-la-sardegna-e-la-lingua-sarda/amp/?espv=1)


Maldalchimia.blogspot.com

Abito tradizionale di Laconi

Dante e la Sardegna




💛Seu s'ou, seu sou approfondito

 "Seu sou. Seu s'ou"("sono solo"/"sono l'uovo") 

L' alchimia trasformatrice dell'Ostara Sarda. 


Riprendo un mio scritto di tre anni fa( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/seu-sou-seu-sousono-solosono-luovo-l.html?m=0) oggi che è plenilunio in Bilancia, ma anche eclissi lunare penombrale. 

Tra l'altro oggi è il giorno dell'Annunciazione, un giorno mistico di integrazione, di silenzio, di complementarietà tra il maschile e il femminile,  tra l'Umano e il Divino. 

Si parla di equilibrio, quindi, tra le due polarità. 

Quella dialettica sinergica che è la koine' concettuale e simbolica di tutta la nostra Antica Civiltà Sarda e le sue infinite manifestazioni, e la cui massima espressione è nel simbolismo taurino/uterino, esemplificato  ovunque, specialmente nelle nostre millenarie Domus de Janas e archittetonicamente, nelle nostre Tombe dei Giganti. 

Quel l'equilibrio che è stato appena contrassegnato dal passaggio dell'equinozio di Primavera, chiamato Ostara. 

Ostara, la Dea della primavera di origine germanica, chiamata anche Eostre, che poi verrà assimilata alla dea greca Estia, per la quale si celebravano riti di accensione di ceri e riti ierogamici

In inglese la Pasqua è Ester. 

Equinozio e plenilunio dopo l'equinozio, sono strettamente collegati, perché è il primo plenilunio dopo l'equinozio, a stabilire la data della celebrazione della Pasqua, in quanto la Pasqua, si celebra la prima domenica successiva dopo il plenilunio successivo all'Equinozio. 

Pasqua, il cui simbolo per eccellenza è l'uovo, insieme alla lepre (simbolo di fertilità, che per gli antichi Egizi simboleggiava l'est, da dove risorse Osiride). 

L'uovo è simbolo dell'embrione primordiale

È quell'uovo primordiale egizio, deposto dal Bennu, che molto probabilmente era un Fenicottero, piuttosto che un airone, come ho già spiegato, dal quale nasceva Ra, il Sole.

Consideriamo queste due parole. 

Ostara e uovo. 

Partiamo da Ostara.

Ostara è molto simile a "tostara", parola sarda che significa "tostata", "nel senso di "abbrustolita dal calore", quindi simbolicamente, dal fuoco solare della Primavera, anche se, in senso più largo, significa "dura di comprendonio, prepotente".


Ma, in senso ancora più specifico, "abbrustolito/tostato", in sardo, vengono espressi con la parola "arridau", che ha la stessa radice "arri-" del verbo "arrii" (ridere) e della parola "arrisu" (risata). 

Questo ci rimanda subito all'emblema della risata tipica per i sardi, la Maschera Ghignante di San Sperate, che, ribadisco ancora, non si tratta di una delle solite maschere puniche ghignanti che simboleggiano il ghigno, la smorfia di dolore, prima di morire.

La nostra maschera, come ho approfonditamente spiegato in un mio precedente post( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-maschera-dellaldebaran-solare-di-san.html?m=0), non è una "maschera di morte", ma è una maschera che celebra la vita, intimamente connessa con l'asse equinoziale che transita sulla vita Lattea, la "via spermatica della rinascita," e che costituisce, a partire dalla centrale cintura di Orione, la via di Ascensione attraverso il portale di Aldebaran, il terzo occhio che è al centro della fronte della maschera. 

L' occhio della costellazione del Toro. 

Al centro della fronte del Toro.

Dove si trova il sesto chakra Ajna, il chakra del terzo occhio, della connessione Interdimensionale, intuitiva, in cui gli Opposti, in sinergia, accedono a dimensioni superiori. 

Guardacaso, Ajna, se anagrammato, corrisponde alla parola Jana. 

Abbiamo, nella maschera Ghignante, una identificazione Venere /Toro,/numero cinque dei solchi, con centralità di  questo culto solare taurino/uterino, in cui Toro e Venere sono indissolubilmente legati. 

Questa maschera rappresenta dei precisi riferimenti astronomici. 

È la via di Ascensione, verso la via Lattea di cui la tappa finale, è rappresentata dalla costellazione del Toro, che rappresenta le due polarità riunite in sinergia per l'ascensione, e che comprende anche le Pleiadi. 

Le "gallinelle", o forse erano le pavoncelle, le nostre pavoncelle sarde, custodi dell'Albero della vita, rappresentate sempre in modo speculare. 

Nulla a che vedere, quindi, con le altre maschere puniche ritrovate nel bacino del mediterraneo in quel periodo. 


Quindi la nostra "Ostara/tostara/arridara", si snoda su quella simbologia del calore equinoziale che con il calore del sole, "tosta /abbrustolisce" le cose. 

Le cose diventano "arridarasa", abbrustolite, ma anche benedette dalla risata di quel dio Lugh/laugh solare (il verbo "laugh" in inglese vuol dire "ridere"), che era il re della tribù dei Dan, correlatissimo alla nostra Antica Civiltà Sarda 

 ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/07/lughnasadh-lammas-2023.html?m=0) e di cui la maschera ghignante è esemplificativa, "arriendi"(ridendo), di un preciso passaggio astronomico che è la via per la resurrezione, per essere "sa pasca de su pisci" (la Pasqua del pesce) : la via "Sirio/Orione/Aldebaran", la via "Iside/Osiride/Horus".

Si diceva che fosse da una risata, che nascessero e rinascessero gli Dei. 

La via verso il Toro, che rappresenta la sinergia delle due polarita, che consente l'ascensione, la rinascita, perché si attua, nel grembo del pesce, dell'Ossirinco che ingoia il fallo di Osiride.

Il pesce, che è l'unione dei due opposti, la Vesica Piscis, insieme, sia pesce, che mandorla mistica. 

Le due polarità maschile e femminile insieme. E questo è possibile soltanto con una energia equinoziale, di equibrio tra gli opposti.

Infatti la cintura di Orione, e il suo asse di Ascensione, di resurrezione, sta sulla linea dell'equatore celeste, sulla via lattea spermatica,  lungo l'equatore celeste, riportato poi in terra, cercando la perfezione architettonica attraverso le coordinate solari dell'equinozio di primavera. 


Ostara è simboleggiata anche dal trifoglio, che sulla terra, come il triskele, come gli elementi triadici sempre presenti nell'antica Civiltà Sarda, rappresentano i tre "Soli della resurrezione dell'anima", il movimento infinito della vita. 

I tre soli/stelle di Orione, i tre soli/stelle,  allineati sulla via Lattea, di cui ho approfondito tempo fa ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-maschera-dellaldebaran-solare-di-san.html?m=0) 


E poi abbiamo lui, l'uovo, elemento simbolo per eccellenza dell'equinozio di primavera, della rinascita, adottato poi come simbolo della Pasqua. 

Anche in questo caso la parola Uovo in sardo, cioè "Ou", indica moltissimo sulla genitorialita' di certi simboli che poi si ritrovano in altre civiltà. 

L'uovo è l'emblema per eccellenza, degli equilibri degli opposti, dell'equinozio di primavera.

Ha una perfezione estetica che lo vede  uovo cosmico come origine del mondo. 

Al suo interno abbiamo un albume madreperlato, lunare, chiamato "sa Jara" in sardo, e un centro, giallo, tondo, solare, chiamato in sardo, "Torulu", con un guscio conico/piramidale che li protegge. 

Uovo sorgente di energia vitale. 

L'albume, "sa Jara". 

Una parola simile a "Jana", ma anche simile a giara(come anche il nostro altopiano sardo), che indica un grande recipiente cilindrico e panciuto, per la conservazione di liquidi o granaglie, come un utero materno.

E "Torulu", 'tuorlo", somiglia molto a Toro, sembra un Toro piccolino. 

E ritorniamo ancora al Toro. 

E la parola "OU"(uovo in sardo) nel segno  grafico, sembra proprio un grembo, una barca solare (la U) che trasporta l' Horus, il figlio di Iside e Osiride, da est a ovest. 

L'uovo somiglia ad un sole. 

Il centro giallo, il tuorlo, "su Torulu", il toro solare,  il Mascolino, e l'albume, sa Jara, il Femminino che lo contiene. 

Anche qui, sinergia degli Opposti che si complementano. 

Ancora oggi, si indica una particolare cottura dell'uovo, detta "a occhio di bue". 

Ma precisamente è riferita, all'occhio rosso del Toro. 

La simbologia dell'uovo è profondamente legata al pozzo di Santa Cristina, di cui avevo già scritto, così come la simbologia della lepre, ma ripropongo gli scritti in settimana, per seguire il percorso verso la Pasqua. 


Questo Horus, questo Horus/T-aurus, legato quindi all'Oro alchemico dei due Opposti che si integrano, questa dimensione di Conoscenza acquisita, di Sophia a cui è stato permesso l'accesso, tramite il percorso iniziatico di Ascensione attraverso la Via Lattea, attraverso la sinergia degli Opposti rappresentata dal Toro alchemico, è rappresentato in un'immagine iconografica che nell’arte egizia (anche geroglifica) è chiamato il "signum arpocraticum", che indica l’età infantile di chi porta l’indice destro alla bocca. 

Così fa Arpocrate, figlio di Iside e Osiride. 

Plutarco ne rilegge il gesto, a comando del tacere, inaugurando un simbolismo che sarà universale. 

Nei templi antichi, per poter accedere ai Misteri Iniziatici e stare nei templi, bisognava osservare un anno di assoluto silenzio. 

Era il silenzio del segreto, dell'abbondanza , della conoscenza segreta. 

Arpocrate era spesso interscambiato con Horus, poiché rappresenta Horus bambino. 

Arpocrate fanciullo, quello che Iside tiene in braccio, Horo il fanciullo, che punto da uno scorpione guarì grazie alla magia della madre, Iside, che come Femminino, nelle sue Epifania, è rappresentata anche dallo Scorpione. 

I 7 Scorpioni a custodia di Iside. 

Per un''egittologa svizzera, Cathie Spieser,  lo scorpione d'acqua, la nepida, sarebbe simbolo del venire alla vita, sarebbe la nepida, ma su questo devo approfondire. 



Sulla rappresentazione di Horus che indica che ha avuto accesso ai Misteri Iniziatici, abbiamo una straordinaria rappresentazione, in  un nostro bronzetto sardo in particolare, quello di Santa Vittoria di Serri, dove vi è una figura femminile che ha il bambino in grembo, con la mano destra sollevata, in un gesto che sembra indicare il fare silenzio, perché sono evidenti ttre dita chiuse a pugno, con il pollice sopra, ma il quarto dito, l'indice, non è chiuso a pugno. 

Un bronzetto che risale al 1500 a.C, come minimo. 

Che anticipa l'Arpocrate /Horo egizio. 

La cosa strana è che anche Arpocrate, era rappresentato con il fiore di loto( come nella  maschera Ghignante sarda, del cui approfondimento, ho scritto nel link sopra) e il corno dell'abbondanza.

Quindi, viste le ierofanie di questo torello, all'interno dei nuraghi, o la Y rappresentata monca del lato sinistro, o più corto, pare allora che rappresentasse proprio questo figlio di Osiride e Iside, questo Arpocrate, grande iniziato ai Misteri, che incentiva al silenzio, alla meditazione, alla sacralità dell'essere soli con sé stessi in queste dimensioni sacre. 

Una sorta di silenzio riservato agli eletti. 

Il viaggio iniziatico per la resurrezione a se stessi, si fa da soli. 


E questo si adagia perfettamente alla simbologia dell'uovo. 

L'uovo, che in sardo di dice "S'ou"

Ma se lo leggiamo tutto attaccato, "s'ou" diventa "sou", che in sardo significa "solo", nel senso di solitario, di essere soli con sé stessi. 

Perché il processo iniziatico di rinascita, come nella via Lattea, fino al portale di Aldebaran, così in terra, come in cielo, passa attraverso "l'essere soli", perché già di per noi stessi, siamo, come l'uovo, perfettamente in equilibrio. 

Abbiamo l'albume, la parte lunare femminile, e abbiamo il tuorlo, la parte maschile solare. 

E la parte lunare, funge da "jara", da giara, da contenitore, da grembo per questa gestazione, per rinascere a noi stessi, per risorgere, come in una partenogenesi.

Perché solo quando le nostre polarità sono in equilibrio, la rinascita è possibile. 

E questo punto astrale era stato stato individuato in questa perfetta traiettoria con centro sulla cintura di Orione, che sta sull'equatore Celeste. 


L'espressione sarda "seu sou", "sono solo", vista nella doppia accezione di "seu s'ou", sono l'uovo, è di una potenza alchemica infinita. 

Questo fa capire come i nostri Antichi Sardi erano dei veri Iniziati a quelli che poi furono i Misteri Isiaci, Eleusini, dionisiaci, ecc., e prima ancora, delle grandi scuole d'Oriente, dei Cabiri. 

La discendenza è quella, la stirpe di Salomone, e della regina di Saba, dei Falasha, i due grandi Iniziati. 

Il simbolo della regina di Saba era il piede d'oca, come ho già approfondito in passato.

Una Y con una stanghetta al centro. 

Un elemento triadico anche qui, come i "tre soli" necessari alla resurrezione, alla Rinascita

Le due X sovrapposte alla croce. 

I tre Soli della via Lattea

Simbolo della Chiave di Salomone( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/simbologia-dei-conci-di-trachite-del.html?m=0) 

che ho  visto anche sulla moneta del Sardus Pater, sopra il Toro, e nei nei blocchi decorati, di trachite, ritrovati nel nuraghe Nurdole, a Orani, in provincia di Nuoro.

L'ho visto come struttura della Pintadera. 

E l'ho visto su un simbolo che è arrivato fino all'età cristiana, e rappresentarla arbitrariamente.

Perché ho visto la stessa X sul petto di Osiride, che fa asse alla X, con il suo stesso corpo, ed è lo stesso simbolo di Salomone, quello chiamato la Chiave di Salomone, considerato un potente simbolo magico esoterico ed evocati o, insieme alla piccola chiave di Salomone, a forma di stella a cinque punte. 

Simbolo che è stato chiamato, in epoca Cristiana, Chrismon, per indicare il Cristo, che hanno attribuito di derivazione greca, ma che invece risale proprio a questa particolare conformazione astrologica: quella di Orione, con la sua conformazione (considerando le diagonali centrali) ad "X", attraversato dall'asse che congiunge Aldebaran e Sirio, che sono considerati come Venere entrambi. 

Sirio, perché è considerata come la prima stella del mattino, come Venere, e Aldebaran, perché Venere è associata al Toro, e Aldebaran è la stella più luminosa del Toro".


Pensando ad Arpocrate, fratello/alter ego di Horus, Horus nella versione fanciullo, mi vengono in mente i Giganti di Mont'e Prama, senza bocca. 

In uno, è appena accennata. Non ha bocca nemmeno la Dea Madre di Cuccuru S'Arriu di Cabras. 

Le Madri Sarde sono legate agli Equinozi 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/le-tre-dee-madri-cosmiche-sarde-della.html?m=0) 

Arpocrate era rachitico negli arti inferiori. 

I Giganti hanno gli arti inferiori abbastanza corti, ma questo, secondo me, per rispettare una precisa Geometria Sacra con Orione sulla loro cintura, come ho già spiegato. Ma sembrano comunque rachitici, con gli arti inferiori corti. 

Arpocrate, poi, verrà assimilato a Mercurio, Hermes, l'Alchimista,  perché rappresenta il segreto della creazione. 

Quello che si tenta di raggiungere dopo la morte, osservando i possibili portali astrali. 

Una sapienza ancestrale conosciuta dagli antichi, e travestita da simboli e da miti, e da preservare attraverso il segreto delle conoscenze iniziatiche, e, contemporaneamente, cercare di praticare il silenzio, la meditazione, l'introspezione.

Il Dio del Silenzio era il simbolo dell'introduzione al Tempio del sapere iniziatico. 

Il silenzio è un luogo senza spazio né tempo. 

E sul Silenzio i nostri Antichi Sardi, hanno edificato meraviglie che lasciano senza parole. 

Si dice che i Sardi, siano silenziosi e solitari, di poche parole. 

Sono stati silenziosi anche nell'esplicare tutta la loro immensa Conoscenza Iniziatica, proprio per preservare i loro antichi Misteri, non accessibili a tutti. 

La cultura Sarda, non va raccontata. 

Va assimilata in silenzio. 

Con la stessa sacralità con la quale è venuta alla luce. 

Con il passo degli Dei. 


Tiziana Fenu

©®Diritti intellettuali riservati

Maldalchimia.blogspot.com


Mi potete trovare anche in questo blog inglese 

https://antichecuriosita.co.uk/blogs/

Seu s'ou, seu sou










domenica, marzo 24, 2024

💛Simbologia Domenica delle Palme

 Google translate on my blog

https://maldalchimia.blogspot.com/2023/04/simbologia-domenica-delle-palme.html?m=0

Simbologia della Domenica delle Palme. 


Grano, vite, ulivo, palme.

Celebrazione della Domenica delle Palme, una ricorrenza molto sentita anche in Sardegna, in quanto l'arte dell'intreccio, di palme e cestini, è una tradizione millenaria in Sardegna.

Nel 1570, il Messale romano fissa ufficialmente la concessione, per la Domenica delle Palme, di portare in processione e durante la celebrazione della messa, delle Palme intrecciate e dei rametti di ulivo


"Sa filadura de Prama" diventa parte della tradizione religiosa sarda, con tutta la simbologia complessa e articolata, ad esse connessa: il pesce, la croce, la pigna, la stella, l'anello, il cuore, il chiodo, il giglio, la scala, la spiga...

Tutti simboli antichissimi che ritroviamo in questi intrecci elaborati, eseguiti da mani sapienti, come potete vedere da un vecchio documentario girato ad Olzai, che testimonia questa antica maestris

( https://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=54).

Ma la palma e l'ulivo, simbolo dell’ingresso di Cristo a Gerusalemme è presente in tutti e quattro i Vangeli. 

L’episodio rimanda alla celebrazione della festività ebraica di Sukkot, la “festa delle Capanne”, in occasione della quale i fedeli arrivavano in massa in pellegrinaggio a Gerusalemme e salivano al tempio in processione. Ciascuno portava in mano e sventolava il lulav, un piccolo mazzetto composto dai rami di tre alberi, la palma, simbolo della fede, il mirto, simbolo della preghiera che s’innalza verso il cielo, e il salice, la cui forma delle foglie rimandava alla bocca chiusa dei fedeli, in silenzio di fronte a Dio, legati insieme con un filo d’erba (Lv. 23,40).

Mirto, palme e olivo sono sempre stati presenti in Sardegna.

L'olio,  è presente, non solo come prodotto purissimo dell'ulivo, ma anche con quella ancestrale connotazione sacrale e cerimoniale di amplificazione e magnificazione della ierofania che si riflette attraverso l'acqua ( pozzo o catino nelle Domus de Janas), che simboleggia la manifestazione del Divino, e che fa da antecedente primordiale alla nostra radicata usanza de "Sa mexina de s'ogu".

Se pensiamo alla palma, qui in Sardegna, pensiamo subito ad un luogo Sacro quale è Mont'e Prama, il tempio dei nostri Giganti di Mont'e Prama.

Ma come ho già avuto modo di scrivere, il concetto di Palma, di "Prama", va molto oltre la palma fisica di per sé.

Per gli Egizi la palma rappresentava la Bellezza, l'Armonia, la fecondità. 

Era rappresentata dalla Dea Hator, la grande Mucca celeste che creò il mondo e il Sole.

La Dea Hator è rappresentata come colei che versa l'Acqua di Vita al defunto, al di sopra di una palma. 

"Siedero' in un luogo puro tra le foglie della palma dei datteri della Dea Hator"( tratto dal Libro dei Morti egizio).

Hator

Sator /S'ator.. E tanto altro ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/il-menat-portale-alchemico-dei-pozzi.html?m=0) 

Palme che simboleggiano l'immortalità, che come un albero della vita, collegano cielo e terra. 

Ma la palma era anche l'immagine della Dea Tanit, rappresentata con una palma e due serpenti. 

E soprattutto la palma veniva usata, secondo le rappresentazioni egizie, dal Dio Anu*bis, Dio della morte, per  guidare le Anime nel Regno dei morti. 

Ma la parola "prama" è molto simile alla parola "prana", parola sanscrita che significa "respiro della vita, respiro immortale" , importantissimo per mantenere in equilibrio psiche e corpo, e nel gestire e dominare emozioni come rabbia, sofferenza, frustrazione. 

Pa'ura.

Paura come "sa sprama" appunto., in lingua sarda. 

Due parole così simili "prama/sprama", e opposte. 

Dei Giganti di pietra che si ergono maestosi al di sopra delle altezze delle palme che dominavano la zona, in segno fiero e superbo di dominanza di quell'emozione di paura ("sa sprama" ) che prende gli umani al momento del tr*apasso nell'altro mondo,( visto che Mont' e Prama)è una necropoli, quindi luogo di riti funebri.

Si ergono al di sopra delle stesse palme, simboli di immortalità, di collegamento tra cielo e terra, usate da Anubi per favorire il passaggio nel mondo dei morti. 

Si ergono talmente al di sopra da diventare essi stessi delle divinità, come la Dea Hator, la grande mucca celeste, creatrice del mondo e del Sole. Ma anche colei che è portatrice di latte, nutrimento, vita, di "spremitura/sprema/sperma". 

Per questo motivo, è anche per indicare la complementarietà con l'energia femminile, uno dei Giganti di Mont'e Prama, è rappresentato con il meato uretrale in vista, ricco di simbologia ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/01/la-regalita-dell-ur.html?m=0) 

Spermatozoo dal greco "sperma-atos" che significa "seme"

Dove quell'atos è troppo simile all'Hator della Dea del latte nutriente, e dove lo si ritrova, guardacaso , proprio uguale a quel Dio Atos, un gigante della mitologia greca, in continua lotta con Poseidone, tanto da esserne ucciso e seppellito da una montagna che prese il suo nome. 

Quindi Giganti a nutrimento stesso di quelle palme, con la loro "spremitura simbolica" di "sprema/sperma", come la Dea Hator che nutre le palme di acqua sacra, al di sopra di esse, per contrastare, attraverso i riti sacri e fun*ebri , "sa sprama", la paura della morte.


Antichi riti intrecciati alle foglie della palma, che simbolicamente indicano i raggi solari, il Dio Sole, di cui ancora si conserva la tradizione  nella confezione de "sa prama" sarda, l' intreccio delle foglie di palma che vengono benedetti la domenica delle palme. 

E i Giganti sapevano bene come connettersi con il Divino. 

Vincendo "sa sprama " ( la paura) con il prana. 

"Sprama/prama/prana". 

Sappiamo bene quanto la paura agisca per prima sulla respirazione.

Il respiro si fa breve e frequente, e se non entra in circolo sufficiente ossigeno, viene l'affanno. Paura di affrontare simbolicamente la morte, visto che era un sito funebre. 


E allora, i Giganti Dei, si ergono al di sopra delle palme, come Divinità, a fertilizzate le palme( prama) con il loro seme ( ben più potente dell'acqua pura della Dea Mucca Hator), come degli Atos/Giganti sardi padroneggianti e vincitori sul Monte Prama, e coloro che con il respiro Prana sono riusciti a dominare la paura ("sa sprama" ) della morte. 

Il respiro, è sede, simbolicamente, dell'afflato divino, quello che dona la vita. 

Il respiro, che ha sede nei polmoni, nella cassa toracica. 

Nella "carena," paola sarda  che significa proprio cassa toracica. 

Parola, che in italiano, significa fondo di una nave. 

Il fondo della nave, rappresentato ribaltato come soffitto nelle nostre Domus de Janas(  https://maldalchimia.blogspot.com/2023/01/le-domus-de-janas-non-sono-capanne.html?m=0). 

La nave che targhetta nella dimensione ultraterrena 

Sa nai

La nave in sardo

Sanai( guarire in sardo) 

Sanaj/Janas nella sua forma speculare. 

Perché sono le janas le Sacre Custodi di questi luoghi alchemici di trasmutazione ancestrali, rimasti poi come iconografia recente, nel Giano bifronte, signore del passato e del futuro, delle due dimensioni, dell'iconografia di Giona, tre giorni ( i nostri portali alchemici, nelle Domus de Janas hanno moduli a tre) trasmutatori nel ventre della balena. 

Guardacaso, il complesso archeologico, del Sinis fu frequentato fin dal periodo neolitico– come attesta l'importante sito archeologico di Cuccuru S'Arriu – noto per una necropoli del Neolitico medio, nelle tom*be della quale era di norma presente un idolo femminile in stile volumetrico. ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/05/auguri-sacra-madre-sarda.html?m=0) 


La Palma è anche l'immagine di Maria, l'ancestrale Dea  Tanit, molto celebrata in Sardegna ( rappresentata da una palma con due serpenti), con chiari riferimenti al culto della Dea Madre e Albero della vita

La nostra Dea Tanit, figura archetipale presentissima in Sardegna, anche nell'antica scrittura sarda ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/07/parlare-della-dea-tanit-in-sardegna-e.html?m=0) 

"Cuccuru s 'Arriu" significa "sommità,origine del fiume, sorgente", ma è anche molto simile come parola, anche ad "arrisu", che significa "risata". 

Come la risata di immortalità della nostra Maschera Ghigante sarda( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-maschera-dellaldebaran-solare-di-san.html?m=0) 

"Arriu/arrisu"..

Una necropoli di Giganti fieri e orgogliosi che vincono la paura della morte , celebrando l' immortalita', tramite la loro forza fertilizzante spermatica sulle palme, e del loro respiro panico, che vince la stessa paura della morte, nelle quali intrecciano memorie del loro passaggio, fino alla domenica delle palme, e che sorge affianco ad un'altra necropoli dedicata al Sacro Femminino della dea Tanit, simbolo della fertilità , rappresentata da una palma con due serpenti. 

Due serpenti Mercuriale, che indicano l'unione del maschile e del femminile. 

Lì alla sommità, all'origine del fiume, che è un inno alla vita, una risata di vita, e di sberleffo e vincita sulla morte, che nasce nell'Ut*ero di Madre Terra,  attraverso lo sguardo fiero di questi Giganti che osano dove non osano gli uomini. 

Osano a provare a vivere., oltre la morte

Dei della loro stessa esistenza. 


Mont'e Prama non è solo " il Monte delle Palme". No, troppo riduttivo.

Rappresenta la nostra stessa identità di semidei. Che affrontano e sfidano la morte con una risata, con un soffio di vita pranico, con la loro creatività spermatica. 

Al di sopra delle stesse palme. 

Padroni della loro stessa immortalità. 

Grandi Guide, in un momento come questo, in cui la paura attacca soprattutto il respiro, i polmoni.

Gli Dei insegnano che siamo Dei.

Se lo vogliamo


Ma "prama", in sardo, significa anche "palmo della mano". 

Tra l'altro, in sardo, il palmo della mano, traslittera in femminile, ma c'è un motivo. 

E per capirlo, bisogna andare indietro nel tempo, dove forse il Sardo era la lingua matrice, la lingua Madre, dalla quale si sono ramificate le altre, compreso il sanscrito, che offre una spiegazione logica a questa corrispondenza lessicale, grafica, e anche semantica, tra le due parole, "prama"( palmo della mano in sardo) e "prama" ( la palma, intesa come pianta, in sardo) 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/simbologia-del-palmo-della-mano-in.html?m=0) 

Secondo la tradizione, migliaia di anni fa, i Sapta Rishi (sette saggi indiani) , si dice che abbiano ricevuto il dono di canalizzare le conoscenze passate, presenti e future di migliaia di vite umane destinate a conoscerle.

Questi trattati, i Naadi Shastra, vennero trasmessi per via orale per oltre 4000 anni, prima di essere trascritti su foglie di palma in sanscrito.

Queste antiche predizioni vennero scritte tramite una specie di chiodo che incideva sulla foglia; esse poi venivano, e vengono tuttora, preservate e custodite spargendovi sopra un olio di pavone.

Le foglie del destino non riguardano un solo popolo o una nazione, ma l’intera umanità. Si dice che chiunque sia destinato a conoscere il proprio destino, si troverà in quel luogo, in un momento preciso della sua vita, per conoscere cosa il futuro gli riserva e dopo aver trovato la propria foglia ne farà una vera e propria guida per la conoscenza di sé.

Il dono della lettura non è affidato a dei veggenti, ma a dei semplici lettori che sanno codificare i codici delle foglie.

La lettura avviene previo appuntamento e parte con una cerimonia di apertura dell’archivio, poi ai partecipanti vengono prese le impronte digitali del pollice della mano destra per gli uomini e della sinistra per le donne. Queste sono catalogate in 108 categorie, quindi la prima scrematura avviene in quel momento. Una volta trovato il gruppo di appartenenza, si inizia a cercare per esclusione la foglia giusta. Il lettore Naadi comincia a fare domande al soggetto, con una cantilena quasi ipnotica

La particella prae– deriva dalla radice indoeuropea *PRA-, sanscrito pra, greco pro, tedesco for, usata sempre come prefisso: esprime appunto l’idea di “avanti”, e ad es. il termine “primo” deriva dal sanscrito prath-ama: primo, che precede ogni altro nell’ordine numerico. Secondo Franco Rendich il suono pra esprimerebbe l’idea di “raggiungere” [ra] la “purificazione” [p]: “stare innanzi”, “prima”. 

In questo modo ci si ricollega al prana(  altra parola con radice in Pra-, come sa Prama), o l’energia vitale è una bella parola in sanscrito. Viene dalla radice Prân che significa  respirare, vivere, soffiare.

É formata da AN, respirare, muovere, vivere; e dal prefisso PRA, ossia, fuori.

Il termine più vicino al significato sanscrito è “soffio vitale”, energia vitale. E A. Besant precisa : nell’ Induismo, Prana indica il Sé Supremo, l ‘alito che tutto sostiene. Per l’indù c’è un’ unica Vita e un’ unica Coscienza. 


Questa inaspettata lettura, mi ha incantata. 

Non solo "in sa prama de is manusu", nel palmo delle mani, si può leggere davvero il destino degli uomini, decodificandone le linee che le attraversano ( pratica che si chiama chiromanzia), ma questa pratica, è applicabile anche alla lettura de "sa folla de sa prama", la foglia della palma, con le sue ramificazioni proprio come il palmo della mano..

Come se fossero la stessa cosa.

Le depositarie del destino degli uomini

Ma è straordinario  che queste foglie,  venissero preservate e protette con olio di Pavone. 

Di Pavone. 

Ecco perché la presenza delle pavoncelle frontali, come difronte ad un albero della vita, sia nella tradizione indiana, che, in quella Sarda. 

Le Sacre Pavoncelle( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/09/mi-e-sempre-piaciuta-la-pavoncella_28.html?m=0) 

Le depositare di quel "pra", di quel "prana" ( notate la forte assonanza tra la parola "prama" e "prana". Hanno la stessa radice, e quasi la stessa desinenza, che in un qualche modo doveva differenziarsi da "prama") , di quel soffio divino che insufflano per preservare e custodire il destino degli uomini. 

Infatti  nei manufatti sardi, sono rappresentate con una sorta di ricciolo che esce dal loro beccuccio. 

Insufflano il prana, l'energia vitale sul destino degli uomini. 

Quel destino che è rappresentato, ramificato, sia sulla " prama de sa mau" ( sul palmo della mano), sia sulla " folla de sa prama"( la foglia della palma), quasi, una, l'impronta dell'altra, figlia e madri insieme( figlia/foglia), con lo stesso imprinting genetico, le stesse ramificazioni. 

Anche nei tronchi concentrici degli alberi, possiamo riscontrare le nostre impronte digitali, hanno la stessa struttura. 

E in tutto questo, ci sono le Sacre Pavoncelle, che sono come le due Nadi, Ida e Pingala, della nostra Kundalini, il nostro soffio vitale, divino, incarnato. L' energia femminile, e l' energia maschile. 

Tanto che spesso sono rappresentate anche davanti ad un albero della vita. 

E sono sicurissima, che gli Antichi Sardi, i nostri Antichi Sciamani, gli Antichi Cabiri, custodi dei Misteri Iniziatici, praticavano la chiromanzia, la lettura della mano, e che usufruissero anche delle foglie di palma, preservate con l'olio di Pavone. 

Come dei fogli sacri

D'altronde, anche "ollu" ( olio) e "follu" ( foglio) si somigliano foneticamente. 

Niente di strano, che fossero legate e usati insieme proprio come metodo di scrittura sacra, che magari in India è stato preservato meglio, ma che in compenso, reca ancora tracce in quelle pavoncelle molto, molto simboliche, che insufflano il prana, l'energia vitale dal beccuccio, come sono sempre rappresentate

Le pavoncelle sarde, insufflano.

E insufflano prana, energia vitale divina. 


Su Mont' e Prama era un luogo Sacro, e ci ha lasciato i Sacri Custodi del Destino degli uomini, i Giganti di Mont' e Prama, immortali, semidei, portatori di Prana, di energia vitale, custodi, come la dea Hator, delle Palme, per contrastare, attraverso quest'aurea di immortalità, con le loro proporzioni auree e i loro simbolismi, che rientrano nei parametri della Geometria Sacra, che ho già approfondito,  attraverso riti sacri e funebri che sicuramente venivano officiati a Mont'e Prama, "sa sprama" la "paura", lo "spavento", per la morte, che è solo un passaggio sacro verso l'altra dimensione. 

Uomini senza ombra, immortali, custodi del destino degli uomini. 

Ecco perché il saluto mostrando il palmo della mano, dei nostri Bronzetti sardi. 

Nel palmo della mano c'è la loro storia identiraria. 

Gli appartenenti alla tribù dei Dan, i dominatori drl Serpente, della Conoscenza, della Sophia( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/il-simbolo-della-tribu-di-dan.html?m=0) 

Sul palmo della mano ("in sa prama de Sa manu") c'è il destino dell'uomo. 

È un saluto sacro. E in questa sacralità del gesto, ci si riconosce come appartenenti a coloro che sapevano leggere e custodire il destino degli uomini, e poi affidarlo all'Essenza, all'olio, delle Sacre Pavoncelle. 

L'olio che, simbolicamente, rappresenta la manifestazione del Divino, largamente usato ancora oggi, nelle pratiche ritualistiche "de Sa mexina de s'ogu" 


Questi piccoli particolari, aprono sempre nuovi scenari, di grande portata

Come se la storia debba essere riscritta da capo

E stavolta, si parte dall'Origine, e non dalla punta dell' iceberg che si vede in superficie. 

La Sardegna è la.punta di un iceberg, che ancora non è stato portato alla luce. 

Ma c'è. Ed esistono tutti i dettagli per capire quanto ci sia al sotto del livello del mare

Bisogna essere accorti, e leggere tra le righe, decodificare. 

Gli Antichi Sardi erano Maestri in questo.. 

Erano alchimisti, Sciamani. Cabiri. Come le Janas

Poche parole. Lasciare intendere, senza rivelare. 

Iniziatici e iniziati ai Sacri Misteri. 

Questo è il Dono, l'enorme Dono che ci hanno lasciato. 

La possibilità di decodificare, ed esserne anche noi parte. 

Perché il Sacro, non si può spiegare. Si può solo sentire.



Una sola immagine, oggi, di una bellezza Folgorante, del Fotografo Gabriele Doppiu, che ha immortalato una delle 70 prioresse di Desulo che domani porteranno in processione le Palme magnificamente intrecciate dalle signore del paese. 

Il numero 70 è un numero sacro. Tra le tante valenze simboliche, una in particolare, la torre, che è collegata all'Arcano Maggiore XVI della Torre, ma che richiama i nostri nuraghi.

Il Sacro Archetipo Ebraico 16, Ayin, che in ghematria, ha valenza numerica di 70, ha funzione di "corrispondenza", tra umano e divino, tra "occhio destro e sinistro". 

E, se ci pensiamo, i nuraghi fungono proprio da ponte tra la dimensione divina e quella terrena. 

Il numero 70 è riferito anche all'autorità giudiziaria, ai membri del Sinedrio. 

Il palmo della mano in forma di saluto, dei nostri bronzetti, come ho già spiegato altre volte, con le quattro dita unite e il pollice separato, indicano le due lettere, Nun e Dalet, simbolo della tribù dei Dan, che insieme formano la Tau, la parola "giudice", come lo erano i nostri Giganti di Mont'e Prama. 

Sacri Giudici, che avevano corrispondenza con il Divino. 

Che avevano la percezione del terzo occhio, in quanto le doppie pupille indicano la doppia percezione, umana e divina., infatti il grafema originario della Ayin, era il cerchio. 

Doppio cerchio, doppio occhio. 

L'occhio interiore, sorgente di energia, che può essere anche negativa (il m*alocchio), sorgente della Sapienza, delle proprie origini. 

Ma Ayin non significa solo occhio, con funzione di corrispondenza. 

Significa anche "sorgente", intesa proprio come sorgente d'acqua, intesa come "mayin" ( parola che ha la stessa radice del dio Maimone sardo, il Dio delle acque) 

Ecco perché sono le donne, 70 donne, a portare in processione la palma benedetta.

Perche simboleggiano quella dimensione di "sorgente"( e qui ritorniamo a quel "Cuccuru S'arriu", il punto più alto, la sorgente, "su Cuccuru", delle Dee Madri di Cabras), di acqua pura incontaminata, di Sacro Femminino, che può essere custode di queste Palme sacre, custodi, simbolicamente, anche della discendenza collettiva ( 70, erano i discendenti di Giacobbe, di Noè, e molto altro, esotericamente legato al percorso terreno attraverso i 7 chakra, che si eleva in completezza (numero 10, attraverso la Yod, prima lettera del tetragramma divino YHWH, e decimo Archetipo) verso il Divino). . 

Attraverso queste 70 Prioresse, si celebra la connessione e benedizione della comunità, che si prepara al percorso purificativo della Settimana Santa, per poter rinascere a nuova vita. 

Quattordici tappe della Via Crucis. 

Quattordicesimo Sacro Archetipo Ebraico Nun, trasformazione. 

La stessa Nu, che, insieme alla Dalet, è presente nel simbolo della tribù dei Dan, e che insieme, formano la Tau, i Sacri Iniziati. Giudici Divini, come i Giganti di Mont'e Prama. 


La quindicesima tappa, il quindicesimo giorno del ciclo lunare/mestruale, il giorno più fertile, dell'ovulazione, in cui si può creare, concepire, è il giorno della nascita/resurrezione/rinascita. Quindicesimo Archetipo Ebraico Samech, con funzione "pressione", il Divino che si manifesta sotto la sua pressione, che è la finalità simbolica del percorso, fino alla rinascita/resurrezione. 

Quindi, come potete vedere, la simbologia, i numeri, non sono mai a caso, e la nostra Antica Civiltà Sarda, è custode di questa meravigliosa ancestrale tradizione, simbologia e Sapienza Misterica alla quale bisogna avvicinarsi con tanto rispetto e gratitudine.


Gabriele Doppiu Artist


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com

Domenica delle Palme







sabato, marzo 23, 2024

💙Croco e narcisi. Video di Kate

 La Kate Middlenton in  un campo di narcisi gialli alle spalle. 

Narciso.

Lasciamo perdere le interpretazioni psicologiche sul narcisismo. 

Narciso morì affogato nelle acque in seguito ad un rito iniziatico.

Acque come simbolo di morte e rinascita. 

Il narciso legato al mondo degli Inferi, ai campi Elisi in epoca romana. 

Narciso, dal greco Narké, torpore.

Morte iniziatica.

Trasformazione.

Kate  Middlenton, 147 in Ghematria semplice =12

Kate in Ghematria inglese = 222= 6

Middlenton  in  Ghematria inglese =660=66= 12


Narciso in inglese = Daffodil

Daffodil in ghematria inglese è 342= 9 

Il 9, come il nome di Kate che, completo, è un 6( 222)+ 66( 660)

Un 6 ripetuto tre volte

Quindi un 6x 3= 18, cioè un 9

Come ho già scritto, nel mio precedente post, come Diana.


Daffodil  in Ghematria semplice = 57=12

Yellow ( giallo) =552= 12. 

Ancora il 12.

Appeso, sacrificio. 

Nascita, rinascita, a testa in giù. 

Rito  iniziatico. 

Kate viene rappresentata dal narciso giallo, con tutta la simbologia che implica. 

Avevo già scritto a riguardo, nei due post precedenti, sulla sua simbologia numerica e connessioni varie. 

Un chiarissimo messaggio. 

Cancro Addome in inglese

Addome in inglese = abdomen

Abdomen in Ghematria inglese è 324= 9, il numero di Kate

Addome> plesso solare

Chakra Manipura

Colore giallo

Manipura in Ghematria inglese 558= 18= 9


Data di nascita 9/1/1982=  30, valore ghematrico dell'Archetipo Lamed, il dodicesimo, che è anche l'Appeso, il sacrificio. 

Maglia  simbolica più che mai 

Alta massoneria. 

Niente è stato per caso. 

Video costruito ad hoc, con specifici simbolismi, molto eloquenti. 

A pelle, già ieri sera stessa, quando ho pubblicato il mio scritto sul plenilunio, nel mio blog, ancor prima di pubblicare stamani in pagina, ho percepito qualcosa di estremamente manipolato. 


Orario del video, 18:00, somma di orario, un 9, che è il numero identificativo dei Femminini a cui ho fatto riferimento nei miei post a riguardo, compresa Kate.. 

C'è un bambino Arcobaleno ( è uno dei tre, già identificato) da proteggere o da sacrificare. 

Ieri era 22

Come somma 15, giorno perfetto per Creare, nella divisione ( Arcano Dicavolo Archetipo Samech), ribaltando a loro favore. 

Infatti hanno creato ciò che abbiamo visto di mattina, l'attentato, per dividere, per attivare ciò a cui aspirano.


Giusto per capirci

Mosca 306 = 9 

Crocus City Hall

Il croco e il narciso sono similissimi.

Crocus  City  Hall

In ghematria inglese è 1014= 6

Crocus è 474= 15= 6

City 342= 9 

Hall in Ghematria inglese 198=18= 9

Ghematria ebraica 33= 6

Stessi numeri di Kate 

6/6/9/9

12/18

12/9( 1+8)


Niente è per caso, è anche questi due eventi, non potevano che essere collegati 

Molto di ciò che abbiamo visto accadere, come ho sottolineato altre volte, è avvenuto sotto questo numero.

Per non parlare del 22

Stella di David, e ritorniamo alla maglia a strisce bianche e azzurre scure, ma ribaltando il tutto alla bieca massoneria a cui si sono dedicati

Niente è mai come sembra. 

Ma per chi vuole vedere oltre, si vede benissimo. 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com

Croco e narcisi. Video di Kate