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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

lunedì, aprile 21, 2025

💙Morte Bergoglio

 No, non ritualizzano...fanno peggio.

Reiterano. 

Sempre tutto collegato.


Notizia della "morte" del Papa

21/4/2025= 16

Sacro Archetipo Ayin, funzione corrispondenza,  Arcano Maggiore XVI della Torre.

La Torre è crollata. 


21 /4/ 753 =  oggi ricorre il Natale romano/fondazione Roma, del quale ho postato proprio stamane

22 Archetipo Tau

Vi avevo detto di attenzionare questo Archetipo 

Orario morte 7:35=  gli stessi numeri della data dell'anno della fondazione di Roma = somma 15

Archetipo Samech, il quindicesimo, lo stesso che era ieri, del quale ho già approfondito 

La Samech manifesta il Divino attraverso la pressione 

Correlato all'Arcano Maggiore XVI del Diavolo 

21/04/2025 morte Papa= 16

88 anni= 16

Archetipo Ayin, la sorgente, l'occhio divino, correspinsione tra sopra e sotto. 

Arcano Maggiore XVI della Torre 


17/12/1936 data nascita Bergoglio

Somma 30

Valore ghematrico della Lamed, dodicesimo archetipo, con funzione "misura". La prova, il rito iniziatico.

Arcano Maggiore XII dell'Appeso

Prova/Sacrificio


Durata  pontificato Bergoglio

12 anni, ancora Lamed, di cui il valore ghematrico è il 30

Iniziato il 19/3/2013= 19

Archetipo Qoph, funzione legame/Arcano Maggiore XIX del Sole.

Si ritualizza in onore al Sole


464585 giorni, che separano la data di oggi dalla fondazione /capodanno rimano= tot=32= 5 Archetipo He' funzione vita/Arcano V del Papa 

Pentacolo/pentacolo rovesciato 


Dal 753 aC al 2025 sono 2778 anni= 24=6

Archetipo Vav, gancio, kundalini/ Arcano Maggiore VI degli Amanti

Stella di David

Simbolo, attuale, mistificato, del sioni*smo elitario


Analisi ghematrica nome ( ebraica/inglese/semplice) 

Jorge Mario Bergoglio

1142=8

1206=9🟢

201=3


Jorge 

742=13

330=6🟣

55=10


Mario

170=8

336=66🟣

56=11


Bergoglio 

230=5

540=9🟢

90=9🟢


Nei due nomi di battesimo abbiamo un 6*6*6= 18=9

E nel nome per intero e nel cognome abbiamo un 9*9*9= 27= 9


9+9=18...ancora un 9

Deve essere quest'anno.

Si "deve" rispettare la reiterazione, la ciclicità temporale, per amplificarne in modo esponenziale, la potenza energetica.

Siamo anche Anima, e questo, farà SEMPRE la differenza 


Sempre assurde coincidenze

Tutto estremamente simbolico.

Un switch tra potere temporale e spirituale, per il quale avevano già preparato il terreno, con una spoliazione sempre più radicale... 

Offuscare anche un giorno sacro come questo.

L'incontro con il Femminino.

L'ultimo colpo di frusta, l'ennesimo sfregio. 


Tiziana Fenu

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Morte Bergoglio





domenica, aprile 20, 2025

💚La ferita del Cristo

 


Da una pagina, Jenny Mendes Ceramics

( https://www.facebook.com/share/p/1BhAaik7Z2/) 

"Miniatura della ferita laterale di Cristo e degli strumenti della passione, folio 331r, nel Libro di preghiera di Bonne di Lussemburgo, prima del 1349 d.C., ora parte della Collezione Chiosters di New York" 


~~~~~~~~~~~~~~~~~


La ferita del Cristo rappresentata come una Vesica Piscis, come un'apertura vaginale, dalla quale, metaforicamente, nasce la vita. 

Un sacrificio necessario. 

Ne parlai a proposito di una figura emblematica e ricca di fascino, del  nostro Carnevale Sardo, Su Battileddu, che rappresenta questa iconografia millenaria del sacrificio funzionale alla rinascita, a cui rimando la lettura nel mio scritto ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/02/su-battileddu-di-lula.html?m=0) 

Mi soffermo su un passo in particolare. 

"Il significato macrocosmico del rito è di rinnovamento del cosmo, della sua manifestazione: il sangue che sgorga dalla ferita dell’animale è la linfa che fa rinascere la vita:  passaggio necessario per una trasformazione alchemica verso l'oro.

È la divinizzazione di Mitra stesso. 

Mitra, l'eroe nato nella roccia (Πετρογενης), annunciava il ritorno del Sole in primavera, come Prometeo, incatenato nella sua caverna, annunciava la continuazione dell'inverno. [...] 

"Mitra non è solo luce, ma intelligenza; quel luminare che, sebbene nato nell'oscurità, non solo dissiperà le tenebre ma vincerà la morte...( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/12/mitra-e-il-solstizio.html?m=0) 

Ma tutto questo,  ricorda, il sacrificio del Cristo, nato in una grotta come Mitra, il cui sangue che fuoriesce dal costato destro, sul lato del Mascolino, quindi, attraverso una ferita ogivale che sembra riprodurre la vulva femminile, dalla quale, escono "acqua e sangue". 

Quindi in questa simbologia, la ferita come una vulva, che mestrua, sul lato Mascolino, vi è complementarietà sinergica. 

La perdita del sangue. 

Un'offerta necessaria, funzionale alla vita stessa. 

Si deve fertilizzare la terra, come simbolo di sacrificio necessario per la rinascita dell'umanità. 

L'acqua è un elemento femminile, e il sangue versato sulla terra dalla ferita del Cristo, rimanda al sangue mestruale, segno della morte dell'ovulo non fecondato. 

Un sacrificio che si rende necessario, per garantire fertilità potenziale. 

La morte del Cristo che avviene di Venerdi, giorno dedicato al Femminino, a Venere, alla nona ora di agonia. 

Il 9, è il Sacro Archetipo Teth, legato al Femminino, alla gestazione,  alla Sophia. 

All'intelletto supremo, manifestazione dell'intelletto Divino. 

Cristo, come energia androgina, rappresenta entrambi gli aspetti, Mascolino e Femminino, e la simbologia della sua morte, e poi rinascita dopo tre giorni, è esemplificativa di capacità lunare, femminea, di autorinnovarsi, di generare vita, nonostante la morte, proprio grazie alla morte, al sangue di quell'ovulo non fecondato. 

Al suo "Sacri-ficio", immolato per poter essere anche garante di vita. 

Come vedete, sono ritualistiche ancestrali, che sicuramente affondano le radici nelle prime società gilaniche, matriarcali, e di cui, il Dionisio, ne è solo uno dei tanti rappresentanti". 


La ferita qui è rappresentata come una Vesica Piscis. 

Astrologicamente l'era dei Pesci inizia con la nascita del Cristo. 

Il Cristo veniva chiamato  Ichthys, che significa "pesce", una creatura appartenente alla dimensione acqua, la stessa del Cancro, segno d'acqua, che rappresenta la porta solstiziale degli Umani, contrapposta alla Porta solstiziale degli Dei, il Capricorno, segno di terra. 

Acqua e terra, le due dimensioni del Femminino, che è custode delle porte solstiziali, come le Janas

 Anche le nostre Domus de Janas, Pozzi sacri, nuraghi e Tombe dei Giganti, hanno orientamento solstiziale, perché in questo orientamento è intrinseco il concetto di trasmutazione e di rinascita. 

Perché, alchemicamente, Cristo, ha varcato la soglia degli Umani. 

La trasmutazione si è potuta compiere, perché le due polarità, maschile e femminile, umano e divino, erano in equilibrio. 

Perché ha stabilito una connessione mercuriale, fluida, prolifica, tra esse, come le due polarità della Vesica Piscis, di cui il "pesce/mandorla" mistica centrale, è il nucleo energetico pulsante. Il nostro imprinting vibrazionale. 

Quello che ci consente di superare le prove. 

Tutte le divinità di un tempo, maschili e femminili, a partire da quelle femminili, come Inanna, sono state rappresentate in equilibrio con le braccia aperte e due animali tenuti per mano, come la conformazione della H. 

Pesce (come il Cristo, i Nommo, Mosè, Budda, e tutti gli avatar che lo rappresentano) ha portato la Sapienza sulla Terra, la conoscenza, il Sapere misterico. 

La dodicesima costellazione è proprio quella dei Pesci, l'ultima dello zodiaco. 

Il Pesce Nommo, o Gesù, o altri avatar che hanno portato risveglio e abbondanza e hanno tirato fuori, hanno portato alla luce, il meglio dell'umanità . 

Sono considerati civilizzatori dell'umanità. 

Sacerdoti-pescatori, che portano abbondanza attraverso l'iconografia del pesce, rimasta poi fino all'epoca cristiana con un Cristo, che, da buon "Pesce/ichthys" civilizzatore/risvegliatore di coscienze, opera la moltiplicazione dei pani e dei pesci. 

Vi sono anche rappresentazioni della divinità sumera Enki, che per civilizzare le città, "tira fuori" letteralmente, come una "bogadora"( in sardo, è colei che "toglie fuori, colei che fa nascere i bambini) dei pesci dai pozzi, come se simbolicamente, il pozzo, come i nostri tanti pozzi sacri, fossero il ventre dal quale nasce la consapevolezza, la sapienza, la conoscenza di una nuova civiltà, rappresentata dai pesci che guizzano fuori. 

Ne ho parlato in un mio post( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/11/protonuraghe-fronte-mola.html?m=0) perché qui in Sardegna abbiamo un protonuraghe in cui è rappresentata la testa di un pesce, che sembrerebbe essere proprio"sa boga"

"Poi, subito dopo, realizziamo che il dentice, in sardo, si dice "sa boga".

La boga o boba è un pesce d'acqua salata appartenente alla famiglia delle Sparidae, come i saraghi e il dentice.

Il suo nome etimologicamente significa "occhio di bue", dato il suo occhio molto grande rispetto al muso, ed il termine scientifico usato per indicarla è boops boops.

Sa boga è una specie ermafrodita proterogina: tutti gli esemplari nascono femmine e invecchiando si trasformano in maschi. "

Quindi abbiamo un pesce ermafrodita.. Maschile e femminile" . 

Come la simbologia alchemica della Vesica Piscis. 

" Boga"

Dal verbo sardo "bogare", "togliere/togliere fuori". 

Da cui "Bogadora", (la levatrice, colei che dava la vita, colei che "boga", tira fuori i bambini dal ventre materno, contrapposta ad "accabbadora", colei che pone fine alla vita dei sofferenti).

Quindi una sorta di "divinità primigenia", Monade, ermafrodita, che ha in sé, due principi, maschile e femminile, e che richiama anche il Toro, simbolo per eccellenza dell'Antica Civiltà Sarda. 

[...] Se notate, sul pozzo, in cui Enki tira fuori i pesci, vi è la rappresentazione di svariati "trapezi", che sembrerebbero tronchi di cono, come i nostri nuraghi. 

Cristo può farlo, come Enki, come gli altri avatar, perche è un ermafrodita, una creatura che ha in sé le due polarità, maschile e femminile"

Parlo, nello specifico, del cilindro di Enki, in questo scritto  ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/01/cilindro-accadico-isimud-giano.html?m=0) 

"Osserviamo il Dio Isimud, un dio minore della mitologia mesopotamica, che fungeva da sukkal (o visir) e messaggero del dio  Enki. 

Il suo corrispondente, secoli dopo, sarà il Giano  bifronte romano.

Fermo restando, che, come ho scritto in un mio recente post, già secoli prima di tutti questi "avatar" del Giano bifronte, Custode del passato e del futuro, e delle porte solstiziali, invernali ed estive, una prima matrice del Giano/ Jano/Jana, si trova nella nostra Sardegna(https://maldalchimia.blogspot.com/2022/01/3112-2021-solstizio-dinverno-toro.html) 

"Qui in Sardegna, la figura ancestrale che rappresenta i due momenti solstiziali, è rappresentato simbolicamente dalla Jana, il cui nome deriva da Janna, "porta", in sardo. 

Una porta alchemica, rappresentata nelle Domus de Janas come passaggio nell'altra dimensione. 

Pare che le Domus de Janas meridionali, che stanno al Sud della Sardegna, siano orientate per lo più verso il Solstizio invernale, mentre quelle settentrionali, sono per lo più orientate verso il Solstizio estivo". 

Giano, Isimud, Jana, il Dio Apis, con il suo complementare Osiride, sono simboli di quella Iniziazione cosmogonica, monadica, dalla quale ha inizio la civiltà".  


E d'altronde, sono convinta che la dimensione cosmogonica di" iniziatrice " della civiltà, sia stata di competenza femminile. 

Il Pesce, archetipalmente,  come la Vesica Piscis, sono le due polarità che generano il Fiore della vita. 

Un simbolo che crea, che genera, come la vagina. 

L'ancestrale dea Ninursagh ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/08/il-sacro-femmininooannesapkallu.html?m=0), molto probabilmente è la figura Archetipale, monadica, di quelli che poi saranno gli Oannes, rappresentati dal Nommo, gli "uomini pesce" che venivano dal mare, per civilizzare gli umani. 

Ma già nella  radice del nome, Nin-, possiamo vedere quella Nun, quattordicesimo Sacro Archetipo Ebraico, che indica trasmutazione, nel grembo delle Sacre Acque della Mem, le acque cosmiche ancestrali, in correlazione all'Arcano Maggiore XIV della Temperanza, che implica equilibrio per il travaso da una brocca all'altra. 

Un'iconografia mercuriale, tutta al femminile. 

Le prime dee ancestrali, venivano dal mare ( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/03/le-dee-che-venivano-dal-mare.html?m=0) correlate alla simbologia della Vesica Piscis, in quanto simbolo cosmogonico di creazione, di dimensione vaginale, e correlate alla simbologia della sinergia delle due polarità, rappresentate proprio dalla Vesica Piscis, di cui il Femminino è custode 

La ferita del Cristo, un misto di sangue e acqua, è l'emblema simbolico di questa sinergia. 

La vagina che è custode dell'acqua di vita, del liquido amniotico, e nel contempo, custode della morte, la morte dell'ovulo, non fecondato che si manifesta con la perdita del sangue. 

In questa sinergia di vita e di morte, attraverso la ferita del Cristo, offerta in sacrificio a Madre Terra, si compie l'alchimia trasmutatrice, la rinascita. 

Una simbologia archetipale, che, trasversalmente, con svariati avatar, ha attraversato svariate civiltà, e che racchiude in sé, il mistero stesso della vita. 


Tiziana Fenu 

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La ferita del Cristo













💛Pavoncella pasquale

 Il concetto di rinascita, è presente ovunque nella nostra Antica Civiltà Sarda, dalle ierofanie, al culto dell'acqua, ai capovolti, per passare attraverso le tre cornici, i tre portali dei tre Soli, per arrivare, fino ai giorni nostri, alla simbologia della pavoncella sarda. 

È la Forma del Femminino, dell'energia divina che si manifesta attraverso la classica iconografia della colomba, la Shekinah, che nella nostra Antica tradizione sarda, è la pavoncella. 

Una pavoncella dalla forma  di falce lunare, che esprime abbondanza e fertilità, con i riccioli a spirale che sono simboli di emanazione energetica dinamica, creatrice, come le spirali sempre presenti nella nostra tradizione ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/06/simbologia-delle-spirali.html?m=0) 

Da un mio scritto( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/02/la-dea-bianca-robert-graves.html?m=0) 

"La pavoncella è un'icona antichissima della nostra tradizione sarda, presente ovunque, e spessissimo rappresentata in forma speculare difronte all'Albero della Vita( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/09/mi-e-sempre-piaciuta-la-pavoncella_28.html?m=0) 

Nel testo di Graves viene definita la "depositaria dei segreti del re Salomone", lo sposo della Regina di Saba, cognome diffusissimo in Sardegna, perché la discendenza regale è quella, la stirpe degli Iniziati, dei Falasha ( https://maldalchimia.blogspot.com/2025/01/la-regina-di-saba-y.html?m=0) 

[...] La pavoncella vi è menzionata come un volatile impuro, ossia soggetto a tabu, insieme con uccelli illustri quali l’aquila, il grifone, l’ibis, il cuculo, il cigno, il nibbio, la cornacchia, il gufo e la civetta, la bernacla o oca colombaccio, la cicogna, l’airone e il pio pellicano. L’origine non semitica di questi tabu è provata dalla loro distribuzione geografica: molti di questi uccelli non appartengono alla fascia calda abitata dai Semiti e ognuno di essi era sacro a una divinità importante in Italia, in Grecia o in entrambi i luoghi. 

Gli esegeti biblici si meravigliano dell’«impurità» della pavoncella (e mettono anzi in dubbio che si tratti di una pavoncella, avanzando la candidatura dell’upupa o addirittura del porcospino), ma ogni qualvolta l’impurità significa santità la soluzione del problema va ricercata nella storia naturale. 

I Greci chiamavano la pavoncella polyplagktos, «che molto seduce con l’inganno», e con l’espressione proverbiale «più supplichevole di una pavoncella» designavano i mendicanti scaltri. 

Da ragazzo in Galles imparai a rispettare la pavoncella per la sua meravigliosa abilità nel mimetizzare le uova in uno spazio aperto. 

All’inizio mi lasciavo ingannare dal suo angosciato richiamo che giungeva dalla direzione opposta a quella in cui si trovavano le uova; a volte addirittura, quando si rendeva conto che ero un predatore di nidi, essa arrivava a svolazzare raso terra fingendo di avere un’ala rotta e invitandomi a catturarla. Ma non appena scoprivo un nido,

riuscivo a trovarne subito dopo molti altri. 

Il significato poetico della pavoncella è: «Camuffa il segreto» ed è la sua straordinaria discrezione che fa di lei un uccello sacro. 

Secondo il Corano, essa era la depositaria dei segreti di re Salomone e il più intelligente dello stormo di uccelli profetici che l’accompagnavano". 

Pavoncella, depositaria degli antichi segreti della nostra Antica Civiltà Sarda 

Con questa immagine, vi auguro una serena e gioiosa Pasqua di rinascita 💛


Tiziana Fenu 

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Pavoncella pasquale




sabato, aprile 19, 2025

💙Pasqua 2025

 Siamo ancora sotto il riverbero energetico del plenilunio in Bilancia, di domenica 13 aprile, sotto l'Archetipo Phe di espansione e sotto l'energia dell'Arcano Maggiore XVII  della Stella, per questa Settimana Santa

Per il Giovedì Santo, il 17, abbiamo avuto un Sacro Archetipo 21, la Shin, il Fuoco Sacro, con Arcano XXI del Mondo.
Questa Luna Piena in Bilancia, ha richiesto il  nostro equilibrio, come ho già approfondito.
Un equilibrio che si può trovare solo all'interno del nostro Sacro Sepolcro.
Perché è necessario morire a se stessi, per rinascere, per incarnarsi a nuova vita, a nuova energia, e nel nostro intimo Sepolcro, a cui si può accedere, dopo un percorso di "passione" e di crocifissione simbolica.
Tutta la passione di Cristo, è collegata a questo equilibrio e complementarietà di sinergie opposte, che devono essere integrate, interiorizzate.
Implementate.
Già nelle antichissime civiltà, conoscevano questo potere immenso.
Tutte le figure di potere, dalle grandi Dee, alle rappresentazioni maschili più tardive, sono state sempre rappresentate con le due polarità ( spesso rappresentate da animali ricchi di simbolismo) in equilibrio a braccia tese, come una Stella a cinque punte, che indica connessione, equilibrio tra le polarità, ma anche con il Divino.
Ma indica anche il pianeta Venere, e il suo percorso pentacolare nel cielo, per compere l'Intero tragitto nell'arco di 8 anni.
Nel giorno di Venere, il  Venerdì Santo, si compie il mistero della Crocifissione, alla terza ora, che esotericamente è legata al mistero del risveglio della kundalini.
Ieri, venerdì, eravamo sotto il Sacro Archetipo Tau, il ventiduesimo, che rappresenta proprio la Croce, il Sigillo dei Sacri Iniziati.
È il mistero della croce, della sinergia di Fuoco delle due polarità che si implementano a vicenda, per rinascere, per la resurrezione a nuova vita.
Per avere consapevolezza, che, nonostante l'apparente divisione, la frattura, la morte momentanea, siamo frattali della    stessa Matrice Divina.
Solo nella dimensione Sacra e solitaria del nostro intimo Sepolcro, dove elaboriamo lutti, perdite, morti, fratture, possiamo emergere.
Smarriti dalla frattura, ma intimamente consapevoli, nonostante tutto, di questo universale amore Divino, che ci guida, per far emergere la migliore versione di noi stessi.
L'avanzare per sottrazione, può creare dolore, perché le identificazioni che spesso proiettiamo all'esterno, non ci rappresentano, non ci corrispondono.
Ma la verità è che sono estremamente limitanti, rispetto alle nostre potenzialità.
Si può creare solo nell'assenza, nel vuoto, nello spazio, nel grembo che accoglie e porta a maturazione.
Questo Sabato Santo, rappresenta l'Archetipo He', il quinto Archetipo, con funzione "vita".
È il preludio alla rinascita, dall'aver ritrovato il proprio Sole interiore.
La connessione con il Divino, la nostra parte spirituale, rappresentata anche dall'Arcano Maggiore V del Papa.
Il 5, il pentacolo, la connessione con il Divino.
Si crea nuovamente un legame, stavolta, di intima compenetrazione tra le due polarità, e tra l'umano e il divino.
Quell'energia Cristica solare, che è già dentro di noi, che dobbiamo riconoscere e onorare, perché è tutta nostra, e aspetta solo di essere manifestata, se pur attraverso percorsi che possono sembrarci ingiusti, penalizzanti, sofferenti.
Di privazione, spesso.
È un percorso, questo di questa Settimana Santa, così particolare è intensa, dal punto di vista energetico, che ci accompagna attraverso l'energia stabilizzante di questa che è stata la Luna Piena in Bilancia, che richiede equilibrio, corresponsione, condivisione.
La Settimana Santa, si apre infatti con il Giovedì Santo, quando si celebra quel rito carico di condivisione e di umiltà, quale è la "lavanda dei piedi".
Ed è un gesto di pace estrema sinergia, il Fuoco della Shin e l'Acqua della lavanda dei piedi, guidato da Giove, il solare re dell'Olimpo.
Un gesto di estremo equilibrio, che annulla la gerarchia, di scambio reciproco, in uguaglianza.
Perché solo dove c'è scambio reciproco, corrispondenza, ci può essere crescita, espansione.
Si parte dai piedi, da una dimensione di umiltà, di "servizio" e corresponsione, e si arriva alla testa, di Domenica, il giorno della rinascita.
Della nostra intima resurrezione.
Domenica, il giorno di Pasqua, infatti, giorno dedicato al Sole, siamo sotto l'energia dell'Archetipo Samech, il quindicesimo, con funzione "pressione".
È un Archetipo che fa pressione affinché la nostra parte divina si manifesti, nonostante l'apparente divisione, la tentazione della divisione, rappresentata dall'Arcano Maggiore XV del Diavolo.
È la sublimazione della Materia, il discernimento, la trasformazione
La consapevolizzazione del nostro potenziale.
L'Archetipo Samech di domani, giorno di resurrezione e rinascita, essendo anche il quindicesimo archetipo, manifesta anche la dimensione della fertilità.
Il  quindicesimo giorno centrale del ciclo lunare e femminile, quello più fecondo.
Si rinasce a sé stessi, perché  ci si è lasciati fecondare dall'energia Divina.
La nostra stessa energia Divina, latente, già integrata, come frattali.
La dinamica energetica di questi quattro giorni sacri, dal Giovedì Santo sino alla Domenica di Pasqua, parte da un Archetipo Shin, che brucia di energia cristica.
INRI
"Igne natura renovatur integra", cioè la natura si rinnova interamente nel fuoco, là dove l'Iniziato spera di ottenere infine la Pietra Filosofale: lo Spirito corporificato.
Si arriva alla croce, Venerdì Santo, la Tau, che quest'anno si incastona con una correlazione perfetta, e in questo passaggio di morte, si ritrova il senso della vita, il nostro Archetipo He' di oggi.
Per arrivare a domani, al giorno della manifestazione di ciò che l'energia divina, in pressione, manifesta attraverso le nostre piccole vite.
L'Archetipo Samech, il quindicesimo, lo conosciamo. È quasi sempre presente durante i passaggi particolari, perché è un Archetipo con l'energia della creazione.
Il glifo della Samech è come un oroborus, un serpente che si morde la coda.
È un'energia dinamica, circolare, rotante.
È come una forza che emerge dall'oscurità, che si svincola dall'apparente prigionia del Diavolo.
È come un Assoluto Solare che emerge dalle tenebre.
La  Shin, il Fuoco Sacro, che ha governato il Giovedì Santo, è l'altro elemento solare, che porta luce sulle tenebre.
Eppure, si necessità proprio dell'aspetto delle tenebre, per creare la luce.
Lucifero, è quell'elemento che in chimica, chiamiamo fosforo, che deriva dal greco "phos", luce, correlato a "phainein" , mostrare, portare alla luce.
È ciò che proprio l'archetipo Samech, fa.
Fa emergere la luce, il nostro aspetto divino, dalle tenebre
Fosforo : portatore di luce
Lucifero è un portatore di luce.
Trasporta energia, forza solare.
È un'energia.
Ma deve trasmutare la sua energia, in energia positiva, e diventare un Cristoforo, che era un Titano, un portatore di Cristo.
È ovunque, come fosforo, nel nostro corpo, soprattutto nella sfera sessuale, che è quella della creazione, creazione legata al nostro Archetipo Samech.
Mi viene in mente il simbolo di Shiva esposto al Cern, di cui ho parlato in un mio scritto( https://maldalchimia.blogspot.com/2024/04/shivanarajaeclissi.html?m=0)
Shiva al centro di un cerchio.
Shiva danzante dentro il cerchio della Samech, energia creatrice.
Shiva che domina il Fuoco.
Il Fuoco solare.
Il Fuoco della kundalini.
Il Fuoco che Prometeo rubo' agli Dei, per darlo agli uomini.
Perché senza Fuoco, gli stessi Dei, non possono essere Dei.
Cristoforo, il portatore del Cristo, aiutava le persone a passare da una sponda all'altra del fiume.
Si fa portatore del Cristo.
Si fa portatore della luce solare
Ha la stessa valenza del Lucifero, del portatore di Luce.
Per questo, la Samech, che fa emergere il Divino, ha Lucifero come veicolo.
È nella Samech il segreto della trasmutazione.
L'antico simbolo della Samech, una linea retta, verticale, con tre orizzontali a decrescere, ricorda sia la Menorah ebraica, il candelabro delle 7 luci, metafora dei 7 chakra risvegliati, sia il Sistro, magico strumento di risveglio della Dea Hator, di cui ho avuto modo di approfondire un un mio scritto( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/04/esiste-un-giochino-sardo-chiamato.html?m=0)
Perché è il Femminino che ha il potere del risveglio.
La luce, come la gravidanza, ha la gestazione nell'oscurità.
La Samech è come un serpente che si morde la coda.
Il Serpente è il Femminino.
La ciclicità è Saturno, il Sole Nero, ancora, Femminino
La Samech, circolare, somiglia molto alla Mem, tredicesimo Archetipo, la Sacra Madre Cosmica delle acque, e siamo sempre nell'ambito del Femminino.
Un Femminino legato alla vita, ma anche alla morte (Arcano XIII).
È la vita che si celebra oggi, Sabato Santo, con il quinta Archetipo He', funzione "vita", che rappresenta proprio un Femminino.
Il pentacolo astrale di Venere, nel suo percorso.
La conformazione della Tanit.
Il Sacro Femminino
Maria.
La Maddalena.
Coloro che restarono fedeli al loro Cristo, al loro Fuoco.
E domani si celebra la sinergia creatrice di queste due polarità, attraverso l'Archetipo Samech.
La sinergia maschile/Femminile.
La sinergia umano/divino.
La sinergia vita/morte.
Tra l'altro, nell'antica rappresentazione della Samech, con 7 bracci, è già evidente la dimensione equinoziale necessaria per questa rinascita. È durante l'equinozio, quando le sinergie lunari e solari, luce ed ombra, sono in equilibrio, che i 7 pianeti si allineano, in correlazione alchemica con i 7 chakra allineati per la rinascita.
La Pasqua viene celebrata esclusivamente durante l'equinozio.
A coronamento di questo intenso percorso di Passione, ritroviamo la nostra condizione intima primordiale, primigenia, Monadica.
Una condizione che ci consente e ci spinge a migliorarci sempre, a ricominciare, sapendo che niente è cristallizzato, e che è ancora tutto in un meraviglioso potenziale.
È la pace del cuore.
Il Caos che acquisisce la consapevolezza della sua infinita potenzialità e creatività.
Che interiorizza il valore della sua Sacra Corona. Della sua regalità.
L'intelligenza che si è lasciata fecondare da un'energia superiore, per essere Intelletto capace di discernere la verità.
Si è accolta la risonanza divina.
Si è stati nella dimensione della fiducia. L'equilibrio e la riunione degli Opposti ha ritrovato ricompantezza, coesione.
Passione
Pass-I-One, in inglese
Tradotto, "consentire che io diventi Uno".
Permettere di ritornare a quell'integrita, che, nonostante le spaccature del cuore e dell'Anima, preesistono a noi stessi come nostra intima Radice Monadica.
Come nostro intimo Sacro Sepolcro, dove avvengono le nostre trasmutazioni e rinascite, che danno vita a quel Bambino alchemico, capace di rinnovarsi a nuova vita, attraverso la sua innocenza e integrità,  dove gli Opposti sono in equilibrio, non ancora sbilanciati dalle speculazioni mentali o dalle esuberanze del cuore.
È una forma che si sta perfezionando in forma cristica, cristallina.
Rilucente come un cristallo.
E, come un cristallo, si deve avere consapevolezza che si brilla anche sotto terra.
Si è cristalli, anche se nessuno ci vede.
La luce solare non può far altro che enfatizzare la nostra luce interiore, che è frutto del nostro intenso lavoro, del nostro esserci strutturati come cristalli di valore, non come semplici schegge di vetro.
Dove non esiste più contrapposizione tra carnefice e agnello sacrificale, per usare una metafora cristiana.
Dalla sesta ora del Venerdì Santo, alla nona ora, si dice che calarono le tenebre sulla terra. Sono le ore di agonia e di morte del Cristo sulla croce.
Ma è una profonda simbologia alchemica.
Il Venerdì è legato a Venere, dea dell'amore.
La Croce indica unione degli Opposti.
La sesta e nona ora.
Il sei, è esotericamente, unione degli Opposti, il nove è creazione, kundalini, gestazione, grembo.
6 + 9, mi da un 15.
L'Archetipo Samech di domani.
Pontenzialita' creatrice, fecondità, ma che può portare anche  ad una frattura, una divisione (Arcano Maggiore XV del Diavolo) o ad una ulteriore complementarietà tra opposti ( 15 > 1+5 = 6), perché le due polarità, i due Amanti, al cospetto del Diavolo, non sono imprigionati.
Le catene non li stringono. Si possono liberare con facilità.
Sta a noi, scegliere se essere agnello sacrificale che subisce da vittima, o se considerarci onorati e pieni di Gratitudine per questa opportunità di essere Agnelli sacrificati, nel senso, però, di essere resi sacri.
Agnello come fattore equilibrante.
Come Fuoco Primo, fisico, che nella tradizione iniziatica segna l'inizio reale dell'anno, primo dei dodici segni zodiacali, inteso come il Sacro Ariete Celeste( e la Luna Nuova in Ariete, del 29 marzo, probabilmente ci stava preparando a questo intenso passaggio, in una corrispondenza energetica, sempre straordinaria).
È questo il senso profondo.
Come sempre, sono occasioni, circostanze, di crescita.
È la nostra risposta, come sempre, a creare, e a fare la differenza.
Fare l'agnello.
O essere Agnello.
Con infinita gratitudine sempre
Vi auguro una buona Rinascita di Cuore.

Tiziana Fenu
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Pasqua 2025



mercoledì, aprile 16, 2025

💛Dea Neith/Tanit

 Da un post di Leonardo Andreoni

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"Lapide fenicia con influenze egiziane, databile al IX-VII secolo a.C.; 

presso il Museo Archeologico di Cagliari." ( prima immagine) 

Questa è un'iconografia tipicamente sarda, specie nel  Sulci.

Rappresenta una figura femminile con un disco sul petto, come se fosse una sacerdotessa con il suo tamburo ritualistico, ma potrebbe essere anche il disco solare, presente anche sul suo capo, anche se distanziato, elemento tipico della Tanit

In Sardegna, specie nel Sulci, era diffuso il sincretismo tra la dea Neith e la Tanit, ampiamente diffusa in Sardegna, della quale ho parlato più volte ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-tanit-di-tresnuraghes-la-nostra.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2020/07/parlare-della-dea-tanit-in-sardegna-e.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2022/12/tanit-capovolta-monte-sirai.html?m=0) 

Era diffusa anche la rappresentazione nella versione maschile, rappresentata come un personaggio di potere con la stola, e l'Ankh/segno di Tanit. 

Una particolarità di queste edicole, è che  solo in Sardegna, si trovano con la stele centinata, come le Tombe dei Giganti. 

Vanno a scomparire dal IV sec aC. 

Approfondimenti 

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/neith-di-sais-illuminata-dallaccademia.html?m=0

Tiziana Fenu 

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Dea Neith