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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

martedì, settembre 28, 2021

💛Fiore della vita Chiesa Sorgono

 Da un mio caro contatto, Michela Loi, che ringrazio di cuore per la presenza e interesse per le mie pubblicazioni, vi mostro le immagini dall'album personale della sign. Bettina Pinna, che documentano la presenza di bellissime decorazioni nella Chiesa di San Mauro, a Sorgono,  vicino alla zona di Biru e Concas, menhir.

Come potete vedere è rappresentato un Fiore della vita a sei petali/punte,, in entrambi i casi, circoscritto da un esagono, e, in entrambi i casi, con un ulteriore fiore della vita a sei punte, nella parte centrale.

Questo a conferma, che oltre l'importante valenza simbolica dell'esagono come parametro architettonico di una Geometria Sacra e Aurea, simbolo degli Architetti Divini, con precise proporzioni degli opposti e valenze simboliche, come ho approfonditamente scandagliato(https://maldalchimia.blogspot.com/2021/08/il-cubito-reale-sardo-simbolo-dei.html) 

vi era una particolare attenzione al numero 12(un doppio fiore della vita, come in questo caso, ha 12 petali/punte), "su Santu Doxi", importantissimo parametro dell'antica Civiltà Sarda, tanto da essere protagonista di una sacra ierofania che si manifesta nel nostro pozzo Sacro di Santa Cristina a Paulilatino, come verificato e scoperto dal ricercatore Sandro Angei, quando il 21 di aprile, ( e anche il 21 di agosto) dopo svariate osservazioni, ha rilevato che nel pozzo, avviene il cosidetto "miracolo della resurrezione," quando i raggi solari si allineano in asse con la scalinata, e battendo sul primo bordo Inferiore , proiettano un'immagine luminosa nel  dodicesimo anello, a salire, della tholos, sul cerchio "anomalo", quello più grosso(https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/osservavo-la-piantina-del-pozzo-di.html) 

Manifestazione luminosa amplificata  e magnificata da un' accorgimento tecnico dovuto alla presenza dell' olio, che avrebbe reso calmo lo specchio circolare della "funtana" unta, rendendo ancora più magnificente  il riflesso dorato sul dodicesimo anello

In questo lasso di tempo, che durerebbe una mezz' ora circa, si osserva la "divinità solare" che si manifesta e benedice simbolicamente il raccolto del grano

È simbolico come la precisione  dell'inclinazione del riflesso porti alla manifestazione proprio sul dodicesimo anello. 

Su questo "12", e sull' importanza che avesse per i Sardi nuragici e prenuragica, si sono soffermati anche alcuni studiosi, (come il prof. Gigi Sanna) in particolare su questa formula santificante del nome di Dio, "Santu Doxi", " Santo Dodici"

 Il che è perfettamente consono, dal mio punto di vista, visto che la numerazione nuragica era sessagesimale, cioè in base 12, al considerare il 12 e i suoi multipli ( come i gradini del Pozzo, 24 e 12) come simboli portatori di sacralità. 

Dodici che è un perfetto equilibrio di riduzione teosofica(1 + 3) e di materia (4) che si unisce al divino (3)

Perché proprio Il dodicesimo anello?

Il 12 è un numero molto importante  È un numero sacro. 

Sul 12 si è scandita tutta la misurazione del tempo, degli eventi. 

12 ore, 12 meridiani, 12 mesi. 

E poi ancora a livello sacro, le 12 porte della Gerusalemme Celeste, i 12 apostoli, le 12 tribù di Israele, i 12 cavalieri della tavola rotonda, e via dicendo. 

Nei Sacri Archetipi ebraici, il 12 corrisponde alla lettera Lamed, con funzione "misura". Quindi rappresenta il calcolo, la misura.

Come se il momento esatto di quella ierofania dorata sul dodicesimo cerchio, indicasse proprio un parametro, sia per il raccolto, ma anche per un qualcosa di molto più elevato. 

La Lamed, nella sua forma, ricorda molto l'ureo egizio, che ornava la fronte dei Faraoni, e indicava il potere amplificato verso poteri divini, l'apertura del terzo occhio, l'estensione intorno e verso l' alto, pur mantenendo la stessa forma. 

Iside, l'ureo, era rappresentata come la signora Cob-ra ( Ra significa Dio del Sole). 

 La più alta forma di energia del serpente è la "saggezza".  Il Cobra rappresenta il Basso Egitto e la mente subconscia, l'espansione della psiche e una coscienza elevata.  Ulteriore iniziazione del Cobra - inizia all' 'energia del Serpente con due teste - l'altra è quella di Nepthys.

 Il Serpente Ureo  quindi era il simbolo della Divinità. 


La Lamed  è rappresentata  dal dodecaedro, la forma che fa parte solidi platonici della geometria sacra, e rappresenta l'universo, il punto terminale delle geometrie. 

La Lamed, il 12, è limite, la misura dell'universo. Subito dopo c'è la sfera delle stelle fisse, del Divino. 

Il dodecaedro stellato, in particolare, rappresenta la  merkaba, quella dimensione di coscienza che consente di viaggiare ad un'altra dimensione, un veicolo in grado di elevarsi in dimensioni ad un ottava Superiore, un portale per l'ascensione dell'essere. 

Ho scritto nel mio precedente post, come i 24 gradini che portano al bacile della Tholos, rappresentino l'ascesa, prima in verticale come gerarchizzazione egoica, poi la discesa dell'uomo all'interno di se stesso,, in umiltà e accoglienza. 

24 gradini per scendere nel grembo di se stessi. 

E 12  gradini per risalirne trasformati. 

Infatti il 12 è composto da "1 + 2", e rappresenta il ternario divino, nella sua riduzione teosofica. 

A 12 anni si facevano anche tutti i riti iniziatici nelle culture antiche di passaggio verso un età adulta, che si lasciava le spalle la fanciullezza". 


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Capite, quindi, quanto sia importante il simbolismo del doppio rosone "a sei", del doppio fiore della vita, all'interno di questi esagoni decorativi, già simbolici di per sé stessi.

Un simbolismo dentro un simbolismo, come una matrioska, tipico  dell'antica Civiltà Sarda, sempre estremamente polisemantica in ogni sfumatura.


Dalla foto di un'altra pagina, invece(https://www.facebook.com/146865778708328/posts/4584457251615803/?app=fbl), ecco, come in tanti altri paesi, tra cui spicca Abbasanta, per uno spettacolare fiore della vita con dei particolari bassorilievi a forma di tetraedro all'interno dell'esagono, come abbiamo visto nel mio precedente post(https://maldalchimia.blogspot.com/search?q=Abbasanta), ecco che spicca l'architrave di una abitazione, dove sono incisi 5 fiori della vita, ognuno dentro un esagono, e sotto quello centrale vi è una configurazione a triangolo con il vertice verso l'alto, con una decorazione a spiga, un po particolare.

Perché sembrerebbe sul lato sinistro suo, delineata con 5 solchi, e sul suo lato destro, con 6 solchi.

Il che, se fosse vero(impossibile stabilirlo da una foto), farebbe pensare al 5, nella parte sinistra come il Femminino (il 5 è il.pentacolo che segna Venere nel cielo nel suo percorso in 8 anni), e 6 nel suo lato Maschile, come unione degli opposti e forza creativa. 

Insieme, "5+6", fa "11", come le due colonne che reggono l'architrave, simbolo di Atlantide. (sulla simbologia del numero undici, rimando a questo post su Atlanta Micenea sull'altalena, dell'altra mia pagina-https://www.facebook.com/104545201465861/posts/335640958356283/?app=fbl).

Nel contempo, un Femminino "5", con i suoi 5 fiori della vita all'insegna di Venere, e quindi dell'Amore, protegge e custodisce la casa, come Femmineo, e come sinergia dell'Unione degli Opposti.


Riguardo il rosone della chiesa a Sorgono, è formato da 14 petali.

Il numero 14 è legato al Sacro Archetipo Nun, trasformazione, che è simboleggiato dal pesce/Mandorla Mistica che compone la figura base del fiore della vita, quando le due circonferenze, le due polarità opposte si intersecano. È la figura base, la Vesica Piscis, del Fiore della Vita, che nella sua versione completa di 19 circonferenze, rivela al suo interno, due perfetti esagoni e due perfetti fiori della vita.

Il rosone indica, nel suo significato numerologico, che è necessaria la sinergia degli opposti, ben è semplificata dal fiore /stella a sei punte, emblema anche della nostra Sartiglia, affinché avvenga la trasmutazione


Il fiore della vita era molto diffuso in Sardegna, e rappresenta l'essenza stessa dei Sardi, che ancora oggi lo portano inciso nella maschera dei Boes. (https://maldalchimia.blogspot.com/search?q=Boes)


Tiziana Fenu

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Fiore della vita Chiesa Sorgono

💛Pugnaletto svastica solare

 #piccoliappunti


Da un post in una pagina(https://www.facebook.com/1978572555803256/posts/3006550033005498/) 

"Monumento megalitico Tomba dei giganti Iloi di Sedilo

" Si presenta con un corridoio di circa 9 metri, realizzata con grandi conci di basalto. Tra gli oltre 1200 reperti rinvenuti nella tomba, nell’esedra e attorno (ceramiche, bronzi, oggetti in pietra, betili e mini-betili) ne spicca a uno anche per la particolare collocazione: si tratta di un pugnaletto in bronzo trovato nel 1990 in una fossa scavata nella parte est dell’esedra".

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Conformazione chiaramente "taurina/uterina", dove l'una è l'anagramma dell'altra, dove l'una si sovrappone all'altra, come ho sempre scritto, poiché la sinergia "maschile/femminile" è il canovaccio simbolico ed ermeneutico di tutta l'Antica Civiltà Sarda. 

Ma anche rivelatore e simbolico, il fatto che il Pugnaletto, immagino ad elsa gammata, sia stato ritrovato in una zona est della struttura, e non mi stupisce affatto, poiché non si tratta, anche qui, come ho sempre scritto, di un'elsa gammata, che con la lettera gamma greca non ha nulla a che fare, ma è la riproduzione di una svastica solare, da "figli del Sole/Toro), con i suoi rebbi.

L'averlo ritrovato sulla parte est, è rivelatore, poiché è il punto cardinale nel quale il Sole sorge, e non solo. 

Il lato est corrispondente al lato destro, il Mascolino, un chiaro riferimento a questa energia solare Mascolina, che viene esplicata attraverso la simbologia solare e lunare insieme, già insita nel Pugnaletto. 

"Non solo una Tomba dei Giganti, ma un vero e proprio rito da "figli del Sole", con "s'arrasoja" sul petto. 

Ar/Ra.

(ancora gioco degli specchi, in questa parola, dello speculare, del capovolto, del gemellare, tanto sentito nella nostra Antica Civiltà, del quale ho già parlato - https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/il-concetto-di-gemellare.html?m=1) 

Ra significa Sole. 

Tendenti al divino, con il simbolo atlantideo, solare, sul petto, s'arrasoja, che con il suo movimento di apertura, emula il movimento del sole, con i suoi raggi, e i suoi rebbi, come gli antichi Pugnaletti. 

Svastica solare che rappresenta anche Orione, fuoco solare dinamico che consente l'ascensione(ricordiamo che anche gli inumati di Mont'e Prama sono rivolti ad Orione, ma di questo avevo già parlato (https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-y-taurina-di-ascensione-lungo-la-via.html) 

Origine della cultura di tutta l'umanità: osservazione dell'astronomia, della geologia e di tutti gli esseri viventi.

Il punto di partenza è l'astronomia.

Lo stesso vale per la cultura di origine cinese, con le sue caratteristiche e i suoi sviluppi:

leggi del cielo (Yang) da sinistra a destra,

leggi della terra (Yin) da destra a sinistra.

Questi due movimenti opposti creano un'energia a spirale

La svastica, rappresenta anche il moto perpetuo di rotazione notturno della costellazione del Carro (Orsa Maggiore) attorno ad un punto fisso che è la Stella Polare. La Stella Polare, vista dalla Terra, appare nel cielo come l'unica stella che non si muove, a simboleggiare l'eternità. 

Eroi, uomini solari e lunari, stellari, androgini, completi, divinizzati, come è sempre nella spiritualità della nostra Antica Civiltà, che tende sempre al divino, rappresentato come il Sole e la sua Ombra, il lunare, il buio, il suo doppio, il suo riflesso, il suo capovolto, in perfetta sinergia e manifestazione 


Tiziana Fenu

©®Diritti intellettuali riservati 

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Pugnaletto svastica solare







💛Ombra capovolta Santa Cristina

 L'ombra capovolta del pozzo di Santa Cristina alle h 12:00 dell'equinozio di oggi. 


Anche quest'anno, alle 12:00, nel giorno dell'equinozio autunnale, come succede per l'equinozio primaverile, ma alle 11:00, del 21 marzo, nel pozzo di Santa Cristina  a Paulilatino,, i ventiquattro gradini che portano verso il fondo del pozzo saranno completamente illuminati dalla luce del sole, e questo consentirà di vedere la propria ombra proiettata sulla parete di fronte capovolta.

Un'immagine altamente simbolica, perché il doppio, il gemellare, il capovolto, consente simbolicamente la rinascita, l'ascensione alchemica.

È un doppio, uno speculare che rimanda fedelmente a quel concetto di equilibrio di cui è portatore l'equinozio.


Scrivevo, nel recente post riguardo il concetto di gemellare

(https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/il-concetto-di-gemellare.html?m=0) 

"Io credo proprio che i nuraghi, in numero così alto, indichino la divinità demiurgica solare primigenia, quella collina androgina che significa fuoco, inteso come fuoco solare, luce, come il Benben, come la radice di piramide(il pyr greco), come la radice di Nuraghe, Nur.

E questa concezione cosmogonica del "doppio", delle coppie primordiali Gemelle cosmogoniche che creano la prima civiltà, ha un'enorme importanza, perché astrologicamente, quella che venne definita l"eta' dell'Oro, si trovava, come cloruro equinoziale, quando il sole sorge, all'equinozio di primavera, sotto la costellazione dei Gemelli.

Si narra che il primo fuoco degli umani, venne acceso nell'età aurea dei Gemelli, forse un milione e mezzo di anni fa, quando si scoprì che con due bastoncini "gemelli", per confricazione, cioè per notevole sfregamento, si poteva creare la scintilla di vita, di sopravvivenza, del fuoco.

Questo concetto del "gemellare", dal quale scaturisce il fuoco vitale, poi è rimasto nel corso dei secoli, fino ad arrivare anche al periodo che riguarda le concezioni cosmogoniche in Egitto, quindi sino al 6000/4000 a.C.circa, periodo dell'era dei Gemelli, appunto.

Ecco perché le divinità creatrici sono come gemellari in una stessa entità, androgine.

Ed è per questo motivo che crearono coppie(maschio e femmina) in numero uguale, per creare i primi nuclei di Umani.

Ed ecco perché questo è stato riflesso anche sul piano terreno

Abbiamo un nuraghe che è contemporaneamente fuoco(nur) e acqua(Nun), e questo equilibrio lo si è cercato in tutte le manifestazioni architettoniche.

Il nuraghe è fallico, maschile, ma nel contempo, cavo come un utero.

Unisce cielo(maschile) e terra( femminile)

Ha il pieno(maschile) e il vuoto(femminile)

Ha la luce(maschile) e anche l'ombra( femminile)"


Ed è proprio sulla tholos del pozzo di Santa Cristina, la parte che più somiglia al nuraghe, che viene impressa questa immagine capovolta. 

Immagine capovolta che è veicolo della divinizzazione, che ha in sé gli elementi maschili e femminili che gli vengono "rilasciati" dalla stessa pietra su cui si manifesta, come fosse una parete all'interno di un nuraghe androgino, divinizzato. 

Il pozzo di Santa Cristina, ha un suo gemello nel pozzo di Sant'Anastasia. 

I due gemelli, speculari, custodiscono gli opposti, custodiscono il Divino e ne sono sua manifestazione

L'ombra proiettata, capovolta, custodisce il divino, e permette la divinizzazione dello stesso umano, che, solo illuminato dal Sole, si rivela nella sua parte divinizzata. 

L'ombra è la prova speculare che l'Umano è stato divinizzato dal Sacro potere del Sole, e nella sua forma capovolta sta rinascendo.


Cosi come sono capovolti e speculari, i 12 gradini che sono al di sopra dei 24  gradini di discesa che portano verso la cisterna del pozzo. 

Dodici come il dodicesimo anello della tholos del pozzo, sul quale, il 21 aprile di ogni anno si verifica una ierofania, con un preciso significato simbolico

Scrivevo in un post a riguardo

"(https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/osservavo-la-piantina-del-pozzo-di.html?m=0) 

" Abbiamo un elemento maschile di luce del sole, che penetra nell'umido ambiente ipogeico della Madre Terra e crea simbolicamente, ma anche realmente, una ierofania di luce dorata e vibrante sul dodicesimo anello il più spesso rispetto agli altri 23

Perché proprio Il dodicesimo anello?

Il 12 è un numero molto importante  È un numero sacro

Sul 12 si è scandita tutta la misurazione del tempo, degli eventi

12 ore, 12 meridiani, 12 mesi

E poi ancora a livello sacro, le 12 porte della Gerusalemme Celeste, i 12 apostoli, le 12 tribù di Israele, i 12 cavalieri della tavola rotonda, e via dicendo

Nei Sacri Archetipi ebraici, il 12 corrisponde alla lettera Lamed, con funzione "misura". Quindi rappresenta il calcolo, la misura.

Come se il momento esatto di quella ierofania dorata sul dodicesimo cerchio, indicasse proprio un parametro, sia per il raccolto, ma anche per un qualcosa di molto più elevato

La Lamed, nella sua forma, ricorda molto l' ureo egizio, che ornava la fronte dei Faraoni, e indicava il potere amplificato verso poteri divini, l'apertura del terzo occhio, l'estensione intorno e verso l' alto, pur mantenendo la stessa forma

Iside  era rappresentata come la signora Cob-ra ( Ra significa Dio del Sole)

 La più alta forma di energia del serpente è la "saggezza".  Il Cobra rappresenta il Basso Egitto e la mente subconscia, l'espansione della psiche e una coscienza elevata.  Ulteriore iniziazione del Cobra - inizia all' 'energia del Serpente con due teste - l'altra è quella di Nepthys.

 Il Serpente Ureo  quindi era il simbolo della Divinità. 

La Lamed  è rappresentata  dal dodecaedro, la forma che fa parte solidi platonici della geometria sacra, e rappresenta l'universo, il punto terminale delle geometrie

La Lamed, il 12, è limite, la misura dell'universo. Subito dopo c'è la sfera

Il dodecaedro stellato, in particolare, rappresenta merkaba, quella dimensione di coscienza che consente di viaggiare ad un'altra dimensione, un veicolo in grado di elevarsi in dimensioni ad un ottava Superiore, un portale per l'ascensione dell'essere. 

Ho scritto nel mio precedente post, come i 24 gradini che portano al bacile della Tholos, rappresentino l'ascesa, prima in verticale come gerarchizzazione egoica, poi la discesa dell'uomo all'interno di se stesso,, in umiltà e accoglienza

24 gradini per scendere nel grembo di se stessi. 

E 12  gradini per risalirne trasformati

Infatti il 12 è composto da 1 + 2 e rappresenta il ternario divino, nella sua riduzione teosofica. 

A 12 anni si facevano anche tutti i riti iniziatici nelle culture antiche di passaggio verso un età adulta, che si lasciava le spalle la fanciullezza

Il 12 si ottiene anche moltiplicando il 3 per il 4

Il divino che entra e si manifesta nella materia

Abbiamo un 3 e un 4, anche nella data del 21 aprile

21 aprile

21 e 4

3 e 4.. Divino e materia

12 come i gradini virtuali superiori di risalita. Si risale divinizzati.

E la ierofania  solare proprio sul dodicesimo anello lo dimostra

Sì scende percorrendo 24 gradini

24 come somma fa 6. Il "6" è l'unione degli opposti. Il Maschile e il Femminile. La Co-creazione. "Gli Amanti" degli Arcani Maggiori

Su questo "12", e sull' importanza che avesse per i Sardi nuragici e prenuragica, si sono soffermati anche alcuni studiosi, (come il prof. Gigi Sanna) in particolare su questa formula santificante del nome di Dio, "Santu Doxi", " Santo Dodici"

 Il che è perfettamente consono, dal mio punto di vista, visto che la numerazione nuragica era sessagesimale, cioè in base 12, al considerare il 12 e i suoi multipli ( come i gradini del Pozzo, 24 e 12) come simboli portatori di sacralità

Dodici che è un perfetto equilibrio di riduzione teosofica(1 + 3) e di materia (4) che si unisce al divino (3)

È tutto un richiamo finissimo ed estremamente equilibrato, alla complementarietà degli opposti

Alla sinergia creatrice energeticamente, verso la quale gli antichi erano estremamente attenti e devoti

Nei  I Ching, l'elemento acqua è simbolo di trasformazione ed è la Suprema legge del cosmo perché è fluido. È diverso dalla stabilità della terra, dal concetto tutto occidentale di stabilità

Il Tao stesso rappresenta questo principio acquatico di incontro fluido senza mai fusione

L'acqua è pura, semplice, veritiera

Ha una simbologia iniziatica esplicata anche attraverso il battesimo

Acqua e Pozzo intimamente connessi) 

[...] Acqua e Pozzo dove si scende per incontrare se stessi e la propria ombra, per risalire poi verso la conoscenza, verso l'alto

24 gradini per scendere e 12 gradini per risalire , e acquisire, dopo la trasformazione, la vera conoscenza, la consapevolezza divina dei 12 gradini divini ( 1 +2= 3, il Divino)

Dentro il vaso, l'anfora, la tholos, il grembo , l'acqua uterina, dentro la Vita stessa.

Dove si sottolinea il potere trasformatore dell'energia femminile, fucina alchemica, che trasforma generando la vita

L'uscita dal "pozzo /utero" è possibile solo se  ci si eleva spiritualmente verso il divino

È un passaggio di stato, è un parametro (ricordo che  l' Archetipo Lamed, quello che simboleggia il 12, significa misura, parametro)

È il "dunque", è mettere a prova la propria forza. La misura del nostro essere umani di ascendere verso il divino

Una prova iniziatica per passare dal piano ordinario a quello sacro

A 12 anni si facevano anche tutti i riti iniziatici nelle culture antiche di passaggio verso un età adulta che si lasciava le spalle la fanciullezza

La perfezione in terra è rappresentata dal sole al suo Zenit, a mezzogiorno, alle 12. 00

Lo sapevano bene anche i costruttori delle Tombe dei Giganti, con la precisa architettura dell' Esedra con la Stele centrale che catalizzava il calore del Sole alle 12:00

Momento mistico che enfatizza l'incontro di due elementi"


E consideriamo, che oggi, 22/09/2021, equinozio di autunno, come somma di data, numero per numero, manifesta un Sacro  Archetipo EbraicoTsade', il diciottesimo, con funzione "divisione", nella quale vi è la consapevolezza di essere frattali di un divino molto più ampio. 

Il diciotto è legato proprio al pozzo di Santa Cristina, oltre che all'altare di Oschiri,

(https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/la-tredicesima-luna.html?m=0) 

"Cioè, praticamente, sia le tredici coppelle dell'altare di Santo Stefano a Oschiri, considerando quella doppia, sulla prima della serie, intorno a quella più grande centrale, che  la disposizione del pozzo di Santa Cristina, da osservatorio lunare, rilevano lo stesso periodo di tempo, il periodo della tredicesima Luna. 

Uno, inciso sulla pietra, nell'altare di Oschiri. 

Uno, "inciso" nell'acqua, nel pozzo di Santa Cristina. 

Infatti ogni 18 anni e 6 mesi, quando la luna raggiunge la sua altezza massima, la sua luce attraversa l’apertura sulla sommità del pozzo, riflettendosi sull'acqua.

[...] La Tredicesima luna è collegata al mondo degli spiriti, ai reami dell'oltretomba, agli antenati. 

È una luna oscura, che porta in sé estrema energia alchemica, trasformativa.

Vengono richiamate, in queste lune, gli spiriti delle Antiche Madri, come le banshees, in alcune culture, quelle che sono in contatto con il mondo dei morti, e la pietra più usata in genere, è l'ossidiana.

Mi viene in mente il rito dello specchio di ossidiana presso la cultura tolteca. 

Il rito di iniziazione, di divinazione per le curandere, alle quali viene fatto il Dono di vedere attraverso lo specchio di Ossidiana, attraverso l'oscurità della sua pietra, e di poter fare delle divinazioni, o riuscire vedere il passato attraverso esso."


Il riflesso, su uno specchio di ossidiana, risulta nero, come un'ombra. 

Come l'ombra capovolta che verrà riflessa oggi, sulla tholos del pozzo Sacro. 

Un'ombra divina. 

Perché solo l'ombra può rivelare la presenza della Luce, del Divino nello stesso umano. 

A mezzogiorno non si crea nessuna ombra di riflesso, poiché i raggi del sole cadono perpendicolari e la stessa ombra(il divino), è implementato nell'umano.. 

E allora, diventa veicolo di Manifestazione l'acqua, il Femminile alchemico, che purifica e proietta un'immagine capovolta, divinizzata. 

L'acqua, speculare e gemella della sua controparte solare, il Fuoco. 

Il matrimonio alchemico tra le due energie, maschile e femminile, che consentono l'alchimia, il salto di Ottava, l'Unione Mistica. 

Acqua e Fuoco che agiscono insieme, in sinergia, in contemporanea, per divinizzare l'Umano in un abilissimo e sofisticato gioco di riflessi, con un alto valore simbolico e alchemico. 

Solo qui in Sardegna, sempre attentissimi all'equilibrio degli opposti, potevano creare una tale perfezione.

Una rifrazione che rappresenta la stessa rifrazione dell'occhio umano.

Sulla retina le immagini si imprimono al contrario. È il cervello, ad elaborare nel verso giusto.

Stupefacente.. 

Il capovolto, qui da noi, è Vita!! 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

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Ombra capovolta S. CRISTINA

💛22/09/2021 equinozio autunno

 Domani 22/09/2021, alle 21:20,ci sarà il passaggio dal solstizio estivo all'equinozio d'autunno.


Abbiamo qui in Sardegna, uno straordinario marcatore di questo passaggio: uno scarabeo inciso nella roccia è stato trovato proprio a Nord della penisola del Sinis, che presenta l'asse longitudinale segnato come linea mediana nel suo corpo, perfettamente orientato all'alba e al tramonto negli equinozi, quindi su una linea "Est-Ovest".

Ne avevo parlato in un mio post (https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/lo-scarabeo-umanoide-egizio-khepri-e-la.html) 

"E questo discorso degli equinozi, come abbiamo visto nei miei ultimi post, si aggancia perfettamente a quel discorso di Geometria Sacra, basata sul "6", che era prodotta dal sole equinoziale a Heliopolis, la città più importante del culto del Sole,( si dice egizia, ma si parla anche di uno stagno vicino, e che quindi potrebbe essere il Sinis, Cabras), con la sua ombra rapportata all'altezza, di 1:3, con un angolo di 60°, in riferimento sll'obelisco di Atum Re, il prototipo di tutti gli "obelischi-orologi-meridiane. 

Su questo angolo  a 60°, si è sviluppata poi anche la piramide di Cheope, per simulare, in scala più piccola, il sole all'equinozio. 

Angolo a 60°, come abbiamo visto, marchio nel mento dei nostri Architetti Divini, i Giganti di Mont'e Prama, che hanno il loro baricentro corporeo sulla loro cintura, ad indicare la cintura di Orione, baricentro del Sinis, su Oristano.

E se il baricentro, viene stabilito con il sole agli equinozi, come nella Tanit, ha senso parlare anche della Dea Madre, come Scarabeo che indica i punti equinoziali all'interno dei quali si sviluppa la massima manifestazione solare di un Divino che si esplica in forme di architettura perfetta e di Sacra Geometria, come già sviluppato approfonditamente nei miei precedenti post

[...]lo scarabeo, durante il tragitto dal luogo di raccolta fino al nascondiglio, segue l'orientamento della Via Lattea, seguendo appunto uno schema simmetrico di Luce polarizzata, che noi umani non possiamo vedere, ma gli insetti si, grazie a speciali fotorecettori di cui sono dotati i loro occhi.

E questo è straordinario, se pensiamo che la via Lattea, la nostra galassia di appartenenza, come sistema solare, è attraversata proprio dal braccio di Orione(il più importante, oltre quello di Perseo, e del Sagittario). 

Orione che ricalca esattamente la sagoma della nostra Sardegna. "


" Stiamo parlando di una Dea Madre di Cabras, che sarà l'archetipo dello psicopompo scarabeo egiziano, 3000/3500 anni dopo. Una perfezione di forme e di equilibri sacri, assoluta, che come portatrice della simbologia della Mimosa, è essa stessa Mim- osa, creazione della perfezione divina.

[...] Dea Madre, mim-osa, "sa sposa" del Dio Min Creatore di tutti gli Dei, preistorico dio della fecondità. 

Dea Madre Mim e Mem( acqua) 

Sole( i fiori della Mimosa sembrano dei piccoli Soli) e Acqua, per portare a battesimo il Tempio divino, qui sulla Terra. Il Sinis. "


Dea Madre equinoziale, in perfetto equilibrio nelle due energie, maschile e femminile(https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/la-dea-madre-di-cabras-mimosa-solare.html), che  si è rivelata  proprio ieri, nel Plenilunio, come un capolino dorato, sferico, come quello di una mimosa.

Il Sacro Femminino isiaco, con Sirio, che accompagnava l'argentea luna piena, che sembrava volesse esplodere in cielo, tanto era vibrante e pulsante. 


Dea Madre di Cabras, che ha in sé anche la perfezione aurea, non solo degli equinozi terrestri, ma anche di quelli astrali, come un frattale, come il Sacro archetipo ebraico Tsade', il diciottesimo (come i 18 menhir orientati verso la direttrice equinoziale di Goni)che governa energeticamente la giornata di domani, giorno dell'equinozio(la cui somma della data, 22/09/2021, è proprio un diciotto) che rappresenta il frattale terreno che riproduce il divino, l'universo.

Il microcosmo che riproduce il macrocosmo

Perché la nostra Dea Madre, le nostre Dee Madri Sarde, riproducono anche, la precessione degli equinozi.


"E le Madri, le Sacre Madri, cosa portano in grembo?

(https://maldalchimia.blogspot.com/2021/03/le-tre-dee-madri-cosmiche-sarde-della.html) 

Portano in grembo un messaggio più raffinato.

Il messaggio del Codice della Vita, quello che si può ottenere solo con la sinergia degli opposti, come il 6 dell'angolo a 60°, della loro controparte maschile, ma in un modo più raffinato, da Madri Cosmiche.

Infatti ho scoperto che le loro figure, sono perfettamente inscrivibili in parametri sacri, in proporzioni auree ben definite. 

Tutta l'umanità ha ricercato sempre queste proporzioni auree, che si trovano in modo naturale, nella geometria della Natura. 

E questo rapporto aureo si trova nel pentagono(e nei solidi ad esso legati), dove il rapporto tra diagonale e lato, è pari al rapporto aureo.

Pentagono/Pentacolo che corrisponde alla costellazione del Toro, che astrologicamente è legato al Pianeta Venere. 

Pentagono, che  suo interno, ha gli angoli interni, che passano per le basi e il vertice opposto, a 72°. 

E le Dee Madri sono caratterizzate, nelle loro proporzioni, da questi angoli a 72°

Avevo già visto questo "72°".

Ricorre spesso nella Geometria architettonica sarda.

Ed è presente anche nelle nostre tre Dee Madri, oltre che essere, il pentacolo/pentagono stesso, sovrapponibile con la Tanit e l'Ankh egizio, simboli come abbiamo visto dell' equilibrio equinoziale.

Il numero 72, il numero più importante inserito nelle mitologie di tutto il mondo, e anche nelle religioni, corrisponde agli anni necessari per lo spostamento di un grado precessionale durante la precessione degli equinozi, che è quel movimento della terra che fa cambiare in modo lento ma continuo, l'orientamento del suo asse di rotazione, rispetto alla sfera ideale delle stelle fisse. 

Il sole equinoziale impiega 72 anni per spostarsi di un grado, e ogni costellazione occupa 30° dell'orizzonte celeste, su un totale di 360°

Quindi per percorrere tutte le dodici costellazioni e i 360° dell'orizzonte celeste, il Sole equinoziale  impiega 2160 anni, solo per attraversare una costellazione (26.000 per attraversarle tutte, e completare il ciclo di precessione)."


Anche a Goni, a Pranu Mutteddu, vi è una fila di 18 menhir allineati  a nord della tomba del Capo, sulla direttrice equinoziale est-ovest.(video sui 18 menhir https://youtu.be/kPnsY5NpVkM)

Goni che io avevo considerato come il Gone della vita(https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/goni-il-gone-della-vita.html)

"... una struttura, una "tomba" a forma di cellula pronta alla separazione, proprio in un paese, Goni, il cui nome sembra la forma sincopata della parola Gonadi

Gonadi deriva dal greco "gone", che significa "seme" 

Goni, nel quale si rappresenta un seme riproduttivo pronto alla separazione, nel triplice recinto in pietra della creazione

Non può essere un caso"


L'equinozio, come anche il solstizio, qui in Sardegna, aveva dei marcatori di eccezione.

Le Dee Madri, con i loro angoli a 60° e a 72°, con le loro proporzioni perfettamente auree, nella loro conformazione scultorea, sono testimoni e protagoniste del loro essere manifestazione della Perfezione archittetonica(come lo sono i Giganti di Mont'e Prama, con il simbolo esagonale nel mento  https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/la-geometria-del-6-nel-mento-del.html) degli equinozi terrestri e della precessione degli equinozi astrale. 

E ancora prima dello scarabeo, vi era la dea Madre di Cabras, perfetta sintesi dell'equilibrio equinoziale delle energie, perché come lo scarabeo, segue la linea della via Lattea, la via della nascita e rinascita, perché essa stessa è veicolo di trasformazione alchemica, possibile solo nel pieno equilibrio delle due energie.


Il passaggio equinoziale autunnale è chiamato anche Mabon, la controparte maschile, fertilizzante, di Persefone, e qui in Sardegna, abbiamo un tipo di melone molto equinoziale, poiché non solo si chiamava "brutto bello", in quanto è brutto esternamente, tutto striato e spaccato, ma tanto è brutto, quanto è buono, e il periodo in cui raggiunge la maturazione ottimale, è proprio adesso a settembre, e si conserva bene per molte settimane durante l'inverno. I miei genitori li appendevano con le cordicelle in cantina, e per Natale potevamo ancora gioire della loro bontà.

Naturalmente, ma che ve lo dico a fare, il nome sardo di melone, è "maboi", molto simile a Mabon.. 


Tiziana Fenu

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22/09/2021 equinozio autunno

💛Nemetona (Roberto Giacalone)

 Molto interessante questo post.. 

Ne avevo già sentito parlare, ma non ho mai approfondito. Sapevo che questa Dea era anche la custode delle sorgenti Sacre (questo collegato a

ciò che è scritto nel post, che il Lago di Nemi è in onore di questa Dea), e il culto delle acque, è molto diffuso qui in Sardegna

In Britannia e in Germania, Nemetona era associata a Marte, come nell’iscrizione di Bath, in cui viene indicata come sua consorte, probabilmente perché era una Dèa della guerra, forse identica all’irlandese Nemon.

Probabilmente era associata al pianeta Marte perché è simboleggiato dal Fuoco, e non poteva che essere una sua controparte femminile, associata all'acqua, per equilibrare la coppia di divinità 

In Irlanda, le Dèe guerriere erano più importanti degli dèi guerrieri e di solito formavano una triade: Morrigan, Neman e Macha. Apparivano in forma di corvo. Talvolta Neman era consorte di Net, uno dei Tuatha De Danann, forse equivalente di Neton, che in una iscrizione spagnola è identificato con Marte. Forse Neman può essere identificata con Nemetona.

I Tuatha de Danaan sono considerati gli Antichi Shardana irlandesi...sicuramente ne abbiamo tracce anche qui in Sardegna..


https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2952179185110248&id=100009545872101


Riporto il testo di Roberto Giacalone 

“CERAMI “  E LA GRANDE DEA DEI BOSCHI NEMETONA.


Il territorio ed il popolo degli Umbri, di gruppo linguistico indoeuropeo, faceva parte delle prime ondate dei Siculi, che giunsero nella nostra penisola dall'Europa Centro-Orientale intorno alla metà del II millennio a.C. 


Questi popoli, probabilmente dalle influenze celtiche, adoravano la Dea dei boschi, dei labirinti o dei cerchi, Nemetona. 


Con il loro giungere i sacerdoti e/o sciamani, attribuivano alle aree sacre dei boschi il nome di Nemeto/Nemus, che significa luogo sacro, area sacra o recinto sacro, dalla Dea dei boschi “Nemetona”, dove la stessa trovava la sua dimora.


All’interno del recinto, spesso, la Dea veniva raffigurata da un grande albero quale poteva essere una quercia secolare. Il termine Nemeton indicava l’insieme di più aree sacre.


Il Culto di Nemetona era molto diffuso. Si estendeva dalla penisola Iberica (dove esisteva una tribù gallo/iberica chiamata "la tribù dei Nemetati"), in Gallia, Anatolia, Scozia e in altre aree di confine. Nel recinto sacro, le genti praticavano delle libagioni, offrendo principalmente della selvaggina in sacrificio.


Il culto della Dea Nemetona, era anche conosciuto dalle tribù Romaniche dell’area Celtica, con il nome di Arnemethia.   

Molti luoghi ancora oggi sono attribuiti al nome di Nemetona, come il lago di Nemi ed il suo nemus dedicato alla Dea Diana, Dea dei boschi, poco lontano da Roma.


Dalla mia interpretazione, nel sito archeologico di Cerami, noto una perfetta simmetria con il culto della Dea Nemetona.


Per tale motivo e per ragioni storico culturale, ritengo che bisognerebbe indicare il recinto sacro di Cerami EN, composto da Betili e non da Menhir, attribuendo loro il termine più consono, perché i Menhir, seppur affini, nello scenario culturale rappresentano tutt’altra cosa.


Allego un link dove si parla di Nemetona, con alcune foto di un ambiente rimodellato. 

di Pierluigi Bonifazi 


https://www.facebook.com/groups/339600200958725/permalink/369980864587325/


Nemetona(Roberto Giacalone