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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

mercoledì, settembre 20, 2023

💛Sequenza 3/6/9 civiltà sarda

 "La natura usa tre codici per tessere i suoi fili magici"

3/6/9


È la sequenza creativa della perfezione. 


*Lo schema dell'esagono(simbolo esagonale nel mento del Gigante di Mont'e Prama)


*Il fiore della vita a sei petali(lo si trova ovunque in Sardegna, simbolo della maschera dei Boes)


*La stella a sei punte(simbolo della Sartiglia di Oristano)


*I perfetti nuraghi trilobati, come il nuraghe Losa e il Santu Antine, di cui ho già approfondito, perfette "porzioni" dell'esagono. 


*Il trilobato portato di generazione in generazione dal Noè/Ziusuddu, come simbolo di perenne rinascita e ricostruzione. 


*Tutta la Geometria Sacra esplicata attraverso strutture, simboli, proporzioni, nella nostra Antica Civiltà. 


Esagono come simbolo della struttura sociale più raffinata ed evoluta, la sinarchia, come quella delle Sacre Api, dove vige la meritocrazia e il riconoscimento dei propri talenti.


Ape come simbolo di regalità, fin da tempi antichissimi, presente nella simbologia regale e nelle sepolture, trasversalmente, in ogni epoca. 


C'è molto da riflettere, a riguardo

Gli Antichi Sardi avevano capito "come si sta al mondo" nella piena manifestazione di Umani con l'imprinting divino.

Chi mi segue, sa quanto abbia scritto e approfondito a tal proposito, sulla Geometria Sacra in Sardegna e sinergia degli opposti, e sull'esagono, e altro c'è da indagare e da portare alla luce. 


(https://www.facebook.com/235043736681367/posts/1733727056813020/)

Il perché di tanta perfezione architettonica e di equilibrio di energie sta proprio nel fatto che avevano colto la proporzione divina e aurea, e in essa, con essa, e attraverso essa, espandendola in codici binari e sequenza di Fibonacci, e il codice triangolare creativo  "3/6/9", tanto caro a Nicola Tesla("con il codice 3/6/9, l'universo crea"), si creava una dimensione dove le forze contrapposte, elettrica e magnetica, agivano invece in sinergia.

L'esagono, in tale contesto, rappresenta una manifestazione dell'armonia divina insita nella Natura, perché questa forma geometrica incorpora i due triangoli equilateri, uno retto ed uno inverso, che rappresentano la dualità e l'unione maschile-femminile. 

Api e cellette esagonali, che, nella loro perfezione e nella loro altissima valenza alchemica trasmutatrice, hanno sempre fatto riferimento alla linea di discendenza divina, altissimi operatori alchemici della materia grezza, rappresentata dal polline, in materia  polline dei fiori (materia grezza) in pura materia d'oro, il miele, dalle infinite proprietà. 


La Sardegna è una centralina elettrica a cielo aperto, ovunque, in ogni manifestazione.

La potenza della sua energia non è una scoperta umana. È un qualcosa che nasce con essa, fin dalla sua origine come terra Sacra, Atlantidea.

I suoi figli, non hanno fatto altro che cercare di manifestarla, di liberarla, di metterla al servizio dell'umanità, chiedendo in cambio, soltanto che venga riconosciuta, e che riconosciamo questa sacralità anche in noi, come suoi Figli. 


Tiziana Fenu

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Sequenza 3/6/9 civiltà sarda



sabato, settembre 16, 2023

💛Orientamento solstizio invernale pozzo Is Piriois /nuraghe Sisini

 Da un post della Pagina "I custodi della memoria (https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=783701113761097&id=100063636455600) 

" IMPRESSIONANTI SIMILITUDINI DI FORME

Davvero impressionanti le similitudini tra questi due monumenti. A sinistra, il Pozzo di Is Pirois di Villaputzu, a destra il nuraghe a tancato ( nonostante tanti dubbi) Sisini, nella frazione di Senorbì" 


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Mi permetto di manifestare le mie considerazioni, a riguardo.

A prima vista, il pozzo di Is Piriois e il nuraghe Sisini, potrebbero sembrare avere la stessa conformazione, ma differiscono sostanzialmente, in modo quasi opposto, direi, dall'angolatura della conformazione muraria che accompagna l'ingresso, come vedete dalla seconda immagine.

L'angolatura di ingresso, sembrerebbe proprio ad angolo a 24°, che è riferito all'angolatura dei raggi solari al solstizio invernale, nella loro declinazione minima. 

Le due morfologie, sono speculari. 

Il Pozzo di Is Piriois, ha l'ingresso orientato a nord-ovest, verso il tramonto del solstizio estivo. 

Il nord ovest, esotericamente, è legato all'elemento acqua ( il nord) e all'elemento terra( l'ovest) 


Mentre il nuraghe Sisini, ha l'ingresso orientato verso sud est, all'alba del solstizio invernale. 

Esotericamente, il sud est  è legato all'elemento fuoco( sud) e, anch'esso, all'elemento aria (est) 


Una straordinaria simbologia e corrispondenza,  tra il pozzo e il nuraghe, in cui avviene la fecondazione metaforica, simbolica, tra l'elemento acqua del pozzo e l'elemento fuoco del nuraghe, che coinvolge anche gli altri due elementi. 

La terra, in cui avviene la fecondazione, e l'elemento Aria, in cui questa fecondazione, assume anche una valenza spirituale, elevandosi oltre la dimensione terrena. 

Come ho sempre detto, questa sinergia tra Opposti, tra maschile e femminile, è profondamente presente nella nostra Antica Civiltà Sarda, anche in strutture, come questa, apparentemente simili, ma assolutamente complementari, sia per struttura, che per simbologia. 

Due strutture che distano tra loro una sessantina di km( anche il numero 6, ci parla di unione degli opposti) distanti, ma estremamente vicine per simbologia. 

Se consideriamo, come ho scritto altre volte,  che anche le Domus de Janas sono orientate ai solstizi, capiamo bene, quale sia il significato intrinseco, simbolico, di questo orientamento, che parla di creazione, di rinascita, di fecondazione, come tutta la koine' concettuale e simbolica della nostra Antica Civiltà. 

Anche il pozzo di Santa Cristina, di cui ho approfondito tante volte, è orientato, nel suo ingresso, verso sud-est, come il nuraghe Sisini, all'alba del solstizio invernale, in cui domina, in questo orientamento, sud-est, l'elemento maschile, fuoco e aria, che va a fecondare, simbolicamente, l'elemento terra e acqua, Femminino, della struttura. 

La nostra Antica Civiltà, non smette mai di sorprenderci. 

È un'antica e intima dialettica, sempre presente, che rivela meraviglie, e un linguaggio intessuto di antichi codici, di antiche promesse e profonde conoscenze. 


Tiziana Fenu 

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Orientamento is Piriois /Sisini











venerdì, settembre 15, 2023

💛Pubusattile /"tre falli" tempio di Malta

 Prima immagine 

Interno della Domu de Jana di Pubusattile in provincia di Sassari ( dal catalogo Generale dei Beni Culturali) 

Particolare di una parete, nella cella maggiore. 

Datazione, circa 5000 aC, se non oltre. 

Seconda immagine:

i tre falli presenti nel tempio di Tarxien, a Malta, molto vicina alla Sardegna, per il suo megalitismo e per l'ipogeismo, che riprende la conformazione della Dea Madre, e per altri aspetti decorativi e stilistici che approfondiro' in un altro momento. 

I templi di Tarxien, fanno parte di un antico sito archeologico, risalente al 3600 aC circa. 

A Taxien furono costruiti quattro templi, nel 2000 aC circa, nei quali sono presenti molti bassorilievi specialmente sui muri e sugli altari.

Della straordinaria importanza di questa Domu de Jana, chiamata della Scacchiera, ho già approfondito più volte a riguardo.

(https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/la-scacchiera-de-sa-pala-larga-bonorva.html?m=0) anche con riferimento all'antica dottrina delle vibrazioni( -https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/il-kamasutra-e-la-scacchiera-di.html?m=0) 

Mi ha colpito moltissimo la similitudine tra i tre elementi verticali, dipinti nella nostra Domu de Jana di Pubusattile a Villanova Monteleone, circoscritti da una sorta di riparo, come se fossero dentro un tempio, sormontati da quelle doppie "corna estese", che ne fanno una sorta di altare, e la rappresentazione nel tempio maltese, con altrettanti tre elementi. 

Un altare sacro, come quelli dei templi maltesi. 

Come ho già sottolineato, le corna estese, rimandano alla simbologia Sacra dei Torii ( strano che abbiano lo stesso nome dei nostri "tori" alchemici, presenti ovunque, nella nostra Civiltà) giapponesi, che delimitano, metaforicamente, uno spazio sacro, un portale che custodisce l'accesso ad una dimensione Sacra.

Ne parlai in un mio post:

"Nelle Domus de Janas sono spesso rappresentate quelle che sembrerebbero rappresentare corna taurine allungate, ma che invece  rappresentano una conformazione a trespolo molto simile ai Torii giapponesi,  che rappresentano proprio un portare di accesso, una porta che porta ad una Jinja, cioè ad un santuario, o molto più semplicemente ad un'area sacra. 

Praticamente sono dei Sacri Portali che sono semplicemente delle porte  che sono simbolicamente dei passaggi dal mondo terreno verso il mondo ultraterreno. 

L'etimologia  della parola "Torii", pare che derivi dalla parola "Torana", che letteralmente significa "palo per gli uccelli", ed era utilizzata per identificare le strutture ornamentali di ingresso ai templi nella religione buddista, induista e giainista. 

Quindi che anche in Sardegna , nelle Domus de janas abbiamo esattamente le stesse porte, con la stessa forma, chiamate "false porte', che erano dei portali di purificazione, quindi un punto di passaggio tra puro e impuro, tra mondo dei vivi e mondo dei morti. 

E la presenza di questi Torii anche nella religione giainista mi rimanda anche ad un altro concetto. 

Giano era  la Divinita' romana degli inizi materiali e immateriali, raffigurato con due volti, e che quindi  può guardare sia il futuro che il passato, quindi un ponte tra futuro e passato, esattamente come le "jannas/ janas", le  Sacre porte sarde, e non solo, astronomicamente, alle porte solstiziali a cui sono orientate le Domus de Janas

E allora non sarà che forse i torii( le cui protomi taurine si trovano nelle Domus del Janas) oltre che rappresentare l'elemento fertilizzante che si legava a Madre Terra, forse erano  proprio una rappresentazione di una Divinità femminile con le ali ?

D'altronde anche il nome "babbaiola"  e' inteso come "b-abba"/acqua che vola". 

L'elemento femminile che può passare  da una dimensione all'altra. 

O anche la parola barbagianni. 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/09/simbologia-gonna-plissettata-sarda.html?m=0) 

"Barbagianni, e non civetta, come genericamente si attribuisce, alla simbologia del femminino "Dea Uccello", in Sardegna. Innanzitutto, basta esaminare il nome, che già parla da solo, come ho scritto tante volte. 

Barbagianni > b-abba(acqua) > jani/o/a ( con riferimento alla jana/ jano/ Giano bifronte, capace di vedere passato e futuro). 

Quindi "Jana" ( janna, come porta multidimensionale, anche per l' aldilà, colei che vede passato e futuro. Psicopompo anche nell'aldilà, come lo è simbolicamente, per eccellenza il barbagianni, con il suo manto candido, puro, che può accompagnare le anime nell'aldilà) 

Una "B-Abba-Jana" tutta Sarda, simbolo della prima rappresentazione delle divinità femminili legate all' acqua, insieme alla Dea Serpente. Icone archetipali, che sono rimaste nella tradizione, fino ai giorni nostri. 

Una traghettatrice tra le due dimensioni, la cui rappresentazione è proprio  in quel Torii o "porte finte" che si trovano in ogni Domus de Janas, che non sono semicircolari come le protomi taurine,  ma sono stilizzate esattamente le Torii giapponesi.

Il Barbagianni in sardo si dice "stria". 

[...] Da considerare anche, come ho scritto altre volte, come individuato dalla studiosa Maria Grazia Lopardi, che il nucleo consonantico "STR" è una costante dell' elemento femminino, riscontrabile in molte divinità femminili, come Ishtar, Astarte e altre. 

"STR", che ritroviamo anche in "Stria", e in Tirso, anche se lei non li nomina, poiché nello specifico non si è occupata di cultura sarda". 

Tirso, che, tra parentesi, non solo è il nostro fiume più importante, ma è anche il nome del bastone del potere papale con sopra una pigna, che metaforicamente, rappresenta la ghiandola pineale.. 

Il tirso come metafora della kundalini, con le sue nadi energetiche, che attivano la pineale. La Kundalini, che ha un'energia femminile, capace di contenere e custodire entrambe le energie degli Opposti, Acqua e Fuoco, ma che sostanzialmente ha un'energia femminile, perché è Shekinah, energia elettrica mascolina che prende Forma nel Femminino. 

E non sarà forse, che il bastone nodoso del capo tribù di Uta indichi un primordiale tirso, un bastone di potere, con 20 "nodi"?

Guardacaso, il numero 20, in Ghematria, è legato all'Archetipo Kaf, con funzione di "coronamento". Indica un alto valore spirituale, un Sacro guerriero spirituale, proprio come potrebbe essere il nostro capotribu' di Uta, la cui simbologia del bastone di potere, rimanda al Femminino 

(https://maldalchimia.blogspot.com/2023/11/bronzetto-uta.html?m=0) 



La similitudine tra i tre falli presenti nel tempio maltese di Tarxien, e questa rappresentazione, estremamente simile, di questi tre elementi verticali, nella nostra Domu de Jana, in uno spazio delimitato come un tempio, come un quadrato, che simbolicamente rimanda alla simbologia di Madre Terra, sovrastato da due corna taurine, barche solari, due torii, non si saprebbe davvero come definirli esattamente, rimandano comunque ad un unico concetto. 

Quello di fecondazione. 

Di fertilità. 

Di ingravidamento di Madre Terra, del Femminino. 

Del concetto di "nascita/morte /rinascita", proprio in virtù di questa forte componente fecondante. 

Sinergia fecondante, complementare, necessaria alla rinascita dopo la morte, espressa in modo eccelso e inequivocabile dalla stessa struttura a scacchiera, altamente simbolica, per la cui interpretazione, vi ho lasciato i due link a riguardo. 

Le "doppie corna", le abbiamo già trovate. 

A Ossi, nella Domu, che ho chiamato della "natività"( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/09/domu-di-ossi.html?m=0), dove sono presenti, sia le "corna /barche solari", sovrapposte, sia l'ingresso quadrato, sormontato da un bassorilievo come le nostre centrali stele centinate delle Tombe dei Giganti, in cui la sovrapposizione simbolica "taurina /uterina", è macroscopica, con le tre coppelle di fecondazione, sulla sommita'. 

Le abbiamo anche a Montessu, dove sono presenti due di queste "corna", sovrapposte tra loro. 

( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/07/imbarcazioni-egizie-montessu.html?m=0) 

Mi rimandano al concetto della Barca Solare egizia, e quindi, ancora al concetto di Femminino. 

Perché è il Femminino, che, come un grembo, come un'imbarcazione, porta il sole durante il suo percorso diurno. 

"Sa nai", la nave, in sardo. 

L'imbarcazione. 

Sanai. 

Leggetelo al contrario. 

Ianas

Janas. 

Come le Domus de Janas, al cui interno, spesso è riprodotta la carena di una imbarcazione, come nella Domu de Jana S'Incantu ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/01/le-domus-de-janas-non-sono-capanne.html?m=0) 

"Sa carena", che è anche "sterno" in sardo, che custodisce i polmoni, il respiro

"Tutte le Domus, tutte, sono orientate ai solstizi.

Nelle Domus de Janas, c'è la dimensione de su "sanaj" (del guarire"), che è una parola speculare a "Janas", visto che nelle lingue antiche si scriveva da destra a sinistra, e la dimensione de "Sa nai"( la nave, in sardo), come simbologia alchemica del grembo che traghetta nell'altra dimensione.

Ma anche per quella koine' concettuale e simbolica del gemellare e speculare, di cui ho già approfondito nei miei precedenti post, di cui è pregna la spiritualità della nostra Antica Civiltà Sarda. 

Ma vi è anche la simbologia del potere terapeutico del suono.

De "su nai", del "dire".

Il potere terapeutico della frequenza, del suono, che si crea proprio nella cassa toracica, quella che in sardo chiamiamo "Sa carena", lo scheletro per esteso, ma riferito in particolare alla cassa toracica.

E la carena, è proprio il fondo della barca.

Quindi, nessuna capanna.

Rappresenta lo sterno, il fondo della barca rovesciata.

Lo sterno dove, come Giona nel ventre della balena, può manifestarsi nella sua trasmutazione alchemica, dopo tre giorni( e il numero 3 è sempre presente nelle Domus) e andare incontro alla sua missione.

Lo sterno, che accoglie i polmoni, sede dell'afflato divino che dona la vita.

Lo sterno che accoglie il cuore.

Lo sterno, cassa toracica che espande il suono, la frequenza terapeutica, che può guarire". 

Afflato divino, che, ancora una volta, è custodito dal Femminino, che da' forma all'energia mascolina, come le pavoncelle sarde, rappresentate, speculari, nei nostri manufatti, difronte ad un Albero della Vita, dal cui beccuccio escono dei riccioli. 

Sono la rappresentazione metaforica delle due Nadi della Kundalini. 


La rappresentazione di questi tre elementi verticali, nella nostra Domus, rimanda inequivocabilmente, alla più tardiva, almeno di 3000 anni, rappresentazione dei tre fall*i nel tempio maltese di Tarxien. 

È la stessa simbologia di sinergia creativa, e al contempo, come è sempre presente, nella nostra Antica Civiltà Sarda, rimandano al concetto di "nascita/morte /rinascita". 

Un concetto che esprime immortalità. 

Un ciclo continuo che si ripete. 

Trovare elementi così archetipali, nelle nostre Domus de Janas, è un patrimonio inestimabile, abbandonato a sé stesso.

Troviamo simboli che fanno capo a questi antichissimi Archetipi, in ogni parte del mondo, e da noi, si parla di date davvero remote nel tempo, di cui abbiamo già Matrice semantica, concettuale, simbolica, che poi si esplica nelle altre civiltà. 

Da noi, troviamo la Matrice archetipale, asciutta, concettuale, a cui bastano pochi tratti esplicativi, che celano una storia, una narrazione, tutta una letteratura fatta di simbologie importantissime, che rivelano il senso stesso della spiritualità dell'umanità, a qualsiasi livello, in qualsiasi periodo storico. 

È un linguaggio al di là delle linee spazio-temporali, che ingloba in sé, il senso di ogni civiltà. 

Civiltà matriarcale, certo, ma sempre in sinergia con il Sacro Mascolino. 

È la caratteristica principale della nostra Civiltà, manifestata in ogni dove, in ogni minimo aspetto. 

Anche, e soprattutto in questa rappresentazione nella Domus di Pubusattile, con i tre elementi verticali, fall*ici, all'interno del quadrato. 

Maschile e Femminile che si uniscono, e creano un tempio, una dimensione Sacra, esattamente come si manifesta nell'altra rappresentazione della "scacchiera", sempre nella stessa Domus, come ho approfondito nei link sopracitati, dove in un quadrato "8 x 8" quadratini, se ne alternano 64. 

32 bianchi, Mascolini, e 32 rossi, Femminini.

Sarà la Matrice, millenni dopo, delle 64 arti dell'Amore, delle 64 posizioni, dei 64 Siddhi/talenti( ma quanti Siddi abbiamo in Sardegna? Tantissimi) del Kamasutra, la dottrina delle vibrazioni, esattamente come è esemplificato in quelle rappresentazioni  energetiche, ondulate, in un modulo di sei( numero 6, unione degli Opposti) al lato della Scacchiera. 

Abbiamo avuto sempre tutto sotto gli occhi. 

L'Origine, è sempre stata qui. 


Tiziana Fenu 

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Pubusattile/"tre falli" tempio di Malta






mercoledì, settembre 13, 2023

💙15/9/2023 Novilunio in Vergine

 Venerdì 15 /9/2023, abbiamo una Luna Nuova in Vergine, dopo la Superluna Blu in Pesci del 31 agosto, che si è manifestata con Archetipo Qoph, il diciannovesimo, con funzione "legante", e Arcano Maggiore XIX del Sole. 

Siamo in un Venerdì, dedicato a Venere, sotto un segno zodiacale, sia lunare che solare, dedicato anch'esso ad un Sacro Femminino, la Vergine.

Siamo guidati, per questa Luna Nuova, ancora una volta, come è successo spesso, ultimamente, dal Sacro Archetipo Ebraico Tau, il ventiduesimo, con Arcano Maggiore del Folle., che abbiamo avuto anche per scorsa Luna Nuova in Leone di mercoledì 16 agosto. 

È un periodo estremamente intenso, direi, quasi preparatorio al periodo tra le due eclissi, che si manifesteranno ad ottobre, una, anulare, di Sole, il 14 ottobre, e una, parziale, di Luna, il 28 ottobre.

Abbiamo avuto un altro "corridoio" di eclissi, se vi ricordate, il 20 aprile, eclissi solare ibrida, e il 5 maggio, eclissi lunare.

Osserviamo un attimo, gli Archetipi di questi eventi, di cui avevo già approfondito

Giovedì 20 aprile, luna Nuova in Ariete, eclissi di sole ibrida( cioè, è, sia eclissi totale,  in cui il sole viene completamente oscurato dalla luna, che anulare, in cui si forma un anello di fuoco intorno al sole),con Archetipo Mem, il tredicesimo, e Arcano Maggiore della Morte 

Venerdì 5 maggio, luna Piena in Scorpione, eclissi lunare, Archetipo Phe, con funzione espansione e Arcano Maggiore XVII della Stella. Una data particolare, nella quale c'è stata anche la celebrazione del Wesak

Sabato 14 ottobre, avremmo l'Eclissi anulare di Sole con Luna Nuova in Bilancia, con Archetipo Mem, il tredicesimo, e Arcano Maggiore XIII della Morte, esattamente come L'Eclissi anulare della Luna Nuova in Ariete del 20 aprile. 

Invece, Sabato 28 ottobre, Eclissi parziale di Luna, con Luna Piena in Toro, con Archetipo Tsade', il diciottesimo, con funzione "divisione", e Arcano Maggiore XVIII della Luna. 

Come notate, le eclissi, si manifestano in concomitanza della Luna Nuova e della Luna Piena, quindi sono dei passaggi estremamente importanti. 

E notare come, le due eclissi  di sole, anulari, entrambe, dei due noviluni( 20 aprile, in Ariete, e 14 ottobre in Bilancia) siano guidate dallo stesso Archetipo Mem, l'Archetipo ancestrale dell'Acqua Madre, amniotica, mnemonica, il tredicesimo, e Arcano Maggiore della Morte. 

Perché si tratta di una nuova rinascita, che presuppone la controparte della Morte, in seno a questi due wormhole energetici delle eclissi. 

È davvero particolare, ritrovare la stessa energia, che, a distanza di 6 mesi, "battezza", consacra questo passaggio

Prima di questi passaggi molto intensi, di ottobre, abbiamo, per settembre, questa Luna Nuova in Vergine, Venerdì 15, e la Luna Piena di venerdì 29 settembre, in Ariete. 

Siamo ancora reduci, energeticamente, dalla Superluna Blu in Pesci, del 31 agosto. 

Un agosto, traguardato da molti passaggi importanti, compreso il portale dell'8/8, che ha visto, coinvolti, in questi passaggi, tutti e quattro gli elementi, come abbiamo visto dai miei precedenti scritti. 

Con la Superluna Blu in Pesci, siamo scesi veramente in profondità. 

Nella nostra Essenza Monadica. 

Nella nostra intima verità e integrità 

La trasmutazione energetica dei quattro elementi, serviva proprio a questo, alla scarnificaxione estrema. 

Ad una estrema lucidità di pensiero, di energia, di intenti. 

In questo settembre, anche per la Luna Piena in Toro, di venerdì 29, siamo, come per luna Nuova, nello stesso giorno, venerdì, dedicato a Venere, con la Luna in due segni di terra, Vergine e Toro, e sotto due segni di terra e di Aria, Vergine e Bilancia, per quanto riguarda il passaggio solare. 

Questo significa, che ciò che energeticamente abbiamo attraversato, durante il mese di agosto, che è stato estremamente trasmutante, si radicalizza, nella concretezza dell'elemento Terra, in questo settembre. 

Un passaggio necessario, per elaborare, in maniera pulita, senza speculazioni mentali ed emotive, quali sono le nostre frequenze, i nostri intenti, le nostre corrispondenze. 

Il nostro punto di equilibrio, datoci dall'elemento Bilancia, che subentra per la Luna Piena in Toro del 29 settembre, e presente per tutto ottobre, amplificato, il 14 ottobre, per l'Eclissi anulare di Sole con Luna Nuova proprio in Bilancia. 

La Bilancia è un segno d'aria, richiede maestria nel restare nella dimensione della capacità di discernimento, di quell'equilibrio necessario, a cui si deve approdare al termine del canale energetico di ottobre, tra le due eclissi. 

Questa Luna Nuova in Vergine, è il banco di prova, prima dell'ingresso in Bilancia. 

E il radicamento, metaforicamente, attraverso la Verginità di energia, prima della manifestazione del Toro, per la Luna Piena in Toro, del 29 settembre. 

La Luna Piena del 29, sarà sotto il Sacro Archetipo 9, Teth, con funzione "cedente", e Arcano Maggiore IX dell'Eremita. 

L'Archetipo Teth, è il grembo, la gestazione, è la Forma che prende vita dall'inseminazione. 

E questo percorso, è in solitaria, come per l'Eremita.

Siamo scesi nelle profondità di noi stessi, con la Superluna in Pesci, alla riscoperta del nostro Tao, delle nostre intime corrispondenze vibratorie, attraverso l'Archetipo Qoph, legante, e abbiamo portato alla luce dell'Arcano del Sole, ciò che veramente unisce. 

La nostra Intima Verità, 

La intima Identità. 

La completezza si stava già manifestando, sotto forma di anelito, di desiderio, di magnetismo. 

Qualsiasi verità fosse stata. 

Sotto qualsiasi Forma. 

Niente, e null'altro che la verità. 

E, in questa integrità, ritrovare la nostra interezza, la nostra complementarietà di risonanza. 

La nostra Tau. 

Il nostro Sigillo.

Il nostro specifico imprinting di riconoscimento, in cui ritroviamo noi stessi. 

Attraverso quel lavoro tra gli opposti, tra gli estremi, necessario per trovare il nostro specifico punto di equilibrio, che è in risonanza solo con la nostra vibrazione. 

Il nostro Tau. 

La nostra sinergia tra opposti. 

Quella che spesso, ci fa sembrare, ed effettivamente, così dovrebbe essere, oltre le righe, oltre i perimetri. 

Come il Folle, che segue solo sé stesso. 

Stavolta, filtrato dalle Ottave alte, della Vergine. 

Che, sappiamo essere un segno di terra. 

Ma che simboleggia la produttività. 

La Spica. 

La Spiga. 

Capace di creare anche nella sua struttura frammentata. 

Perché ha un'integrita di fondo che le consente un'identità, un legame, anche tra le sue parti apparentemente frammentate, che nel complesso, hanno un disegno divino straordinario. 

Come le 19( e la Qoph, è l'Archetipo 19, a cui fa capo il Sole) circonferenze che formano il Fiore della Vita completo. 

Ogni parte è fondamentale, necessaria, e complementata alle altre, per creare questo disegno di interezza, di integrità, che il segno della Vergine, che traguarda questo novilunio, sia dal punto di vista lunare che solare, rappresenta molto bene. 

La Vergine è Madre Terra. 

Testa, in questo passaggio, la nostra integrità di Seme. 

Solo un Seme integro, può riuscire a germogliare. 

Solo un Seme, che è riuscito a custodirsi, a preservarsi, a capire i tempi giusti per il sonno e per il risveglio. 

Per il silenzio, e la parola. 

Parola, che non sarà rumore indistinto tra altri. 

Ma sarà verbo. 

La nostra particolare frequenza. 

Quella incorruttibile. 

Pura. 

Veritiera. 

Quella nella quale troviamo la nostra Identità. 

Il nostro senso dell'Essere. 

Presenza a noi stessi 

In questo percorso, sempre impegnativo, ma estremamente rivelatore, strutturante, identificante. 

E che Novilunio d'Incanto sia. 


Tiziana Fenu 

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15/09/2023 Novilunio in Vergine



martedì, settembre 12, 2023

💛Bronzetto Ofiotauro con pettorale venduto all'asta

 C'è un'immagine che gira da un po' di giorni, sul social, un bronzetto sardo in vendita all'asta Sotheby's Art, londinese. 

Un bronzetto particolare, su cui c'è molto da dire, che riprende il nostro Gigante arciere di Mont'e Prama, quello stesso, che ha le trecce, altamente simboliche, il pettolare, e l'arco, oltre che avere i dieci solchi sulla protezione dell'avambraccio, altamente simbolici. 


Partiamo dai punti in comune. 

Il pettorale quadrato. 

Ne parlai a gennaio( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/01/lefod-sacerdotale-dei-giganti-di-monte.html?m=0) riprendendo e approfondendo un post di un anno prima ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/il-progenitore-del-quadrato-di-sator-il.html?m=0). 

Scrivevo:

"Non si tratta di un semplice pettorale Ephod, dei nostri Sacri Giudici ( visto che le due lettere ebraiche, sul simbolo della tribù dei Dan, la Nun e la Dalet, significano, insieme, "Giudice", quindi "Emissario divino"),  Archetipi, fondatori di quelli che poi saranno anche i  Giudicati Sardi, ma, in quanto Architetti Divini, anche della simbologia, dello scudo per eccellenza, di quello che sarà il quadrato magico del Sator.

I quattro Giudicati di Calaris, Arborea, Torres e Gallura divennero veri e propri Stati medievali ( nati circa nel IX secolo) costituiti da quattro fondamentali elementi: nazione, territorio, vincolo  giuridico, sovranità.

Quattro, come il quarto Archetipo Dalet presente nel simbolo della tribù dei Dan, la Dalet, con funzione "riparo". 

Infatti questi Giudicati erano al riparo da ingerenze esterne. 

Quattro, come gli elementi di Madre Terra, come i quattro punti cardinali. 

Un Archetipo Femminino, e infatti furono Giudicati in cui vigeva proprio una Costituzione, "La Carta de Logu" promulgata da un altissimo rappresentante del Sacro Femminino, Eleonora d'Arborea (https://maldalchimia.blogspot.com/2020/05/oggi-voglio-parlarvi-di-una-donna-sarda.html?m=0). Uno Statuto, durato ben 5 secoli, che ha avuto come epicentro, proprio un luogo, Arborea, che sta a mezz'ora da Cabras, la Cabras dei nostri Giganti di Mont'e Prama. 

I nostri Giudici, rappresentanti del Divino. 

I nostri portatori e custodi della Sacra Geometria. 

I nostri Architetti Divini. 

Ho già sottolineato più volte, come, le proporzioni dei nostri Giganti, siano tali da far coincidere la cintura con il centro della Vesica Piscis, in cui sono perfettamente inscrivibili, e non dimentichiamo che gli inumati di Mont'e Prama erano rivolti ad Orione. 

La cintura di Orione, come ho scritto altre volte,, se sovrapponiamo la costellazione di Orione alla piantina della Sardegna, cade proprio su Cabras Oristano, con rimandi verificati anche per le Iadi /Asinara( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/05/le-iadi-e-santa-cristina.html?m=0), e con il braccio teso di Orione, che passa proprio per Benetutti, dove è custodito il Labirinto di Benettutti, la vera Matrice a 7 percorsi, la via della rinascita, durante l'equinozio di Primavera, quando i 7 pianeti sono allineati. 

Quindi, abbiamo detto, il nostro bronzetto, ha in comune, con il nostro Gigante di Mont'e Prama, un pettorale, riconducibile, secondo molti, al pettorale indossato da Aronne, fratello di Mosè, che diede vita al sacerdozio di Aronne e dei Leviti, una stirpe dinastica di sommi Iniziati. 

Dio concesse il potere di interpretare i significati esoterici della Legge Divina solo a Mosè, e suo fratello Aronne, che lui potrà trasmettere solo verbalmente poiché solo la sua parte essoterica, "la parola" è stata scritta sulla pietra.

Il pettorale che Aronne portava sul petto, si chiamava "hoshen", o Ephod, con 12 pietre preziose, indicative della trasmutazione, rappresentative, ognuna, della tribù di Israele, chiamata "tavoletta dei Destini". 

Anche prof. Dedola la descrive come un oggetto di potere, oracolare, rappresentativo del Re, e della figura sacerdotale insieme. 

D'altronde, sappiamo bene come gli antichi Shardana  siano geneticamente intrecciati agli antichi Ebrei, ne ho parlato riguardo la simbologia del Sigillo della Tribù dei Dan, che presenta, comunque, come sfondo, l'arcobaleno, a 7 colori, simbolo della Sacra Alleanza, e della possibilita' di rinascita, come attraverso il Labirinto, la cui metafora riporta ancora ad Arianna/Aronne. 

Arianna

Ar-ianna

Ar/Ra( Sole) 

Ar- janna

La Porta del Sole. 

Arianna come una Jana, che può consentire la rinascita e la trasmutazione, attraverso un percorso inverso di rinascita nel metaforico labirinto u*erino, del Minotauro, e portarlo a compimento della sua trasmutazione e divinizzazione. 

Da Mino-tauro, a Tauro

T-Aurus 

Arrivare alla trasmutazione in oro. 

Anche questo bronzetto, porta il segno inconfondibile, come i nostri Giganti di Mont'e, dell'arcata sopraciliare e del setto nasale a T, come il ventiduesimo Sacro Archetipo Ebraico, la Tau, che indica un Sacro Sigillo ricevuto. 

È il Sigillo degli Iniziati, quello che viene donato ai Sacri Giudici, a chi è arrivato ad un tale livello di evoluzione, da essere che è stato divinizzato, da poter assolvere il compito di Giudice Divino in terra. 

La lettera Tau, voglio ricordare, è formata dalla lettera Nun ( la quattordicesima, con funzione "trasformazione" ), affiancata dalla Dalet la quarta lettera ( con funzione "riparo") 

Ma le conosciamo molto bene. 

Le abbiamo viste insieme, nell'antico simbolo della tribù dei Dan, i ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/il-simbolo-della-tribu-di-dan.html?m=0). 

Giudici, sciamani, trasmutatori, guaritori. 

Perché, di trasmutazione, parla, tutta la nostra Antica Civiltà Sarda. 

Trasmutazione attraverso l'acqua, attraverso le ierofanie, attraverso lo speculare, il capovolto, attraverso il corpo di luce. 

È sempre la stessa sinergia degli Opposti che creano. 

Guardandolo, così d'istinto, il pettorale quadrato, come avevo già scritto, mi riporta in modo prepotente ad un'altro quadrato molto importante, del quale questo, potrebbe essere il primo prototipo (altro che Aronne), della tribù dei Levi, gli antichi iniziati (mentre scrivo, noto che Aron-ne, é Nora al contrario..), il quadrato di Sator. 

Questo accostamento deriva dal fatto che il luogo di ritrovamento di questo quadrato, è su un Gigante semidivino, in un luogo che parla di Sacralità: il Sinis.

SINIS. 

Una parola particolare, palindroma, esattamente come la  "TENET" centrale del quadrato di Sator.

Il quadrato di Sator era un parametro della Geometria Sacra. Venne usato, non solo per protezione dei luoghi, ma ha costituito la base prospettica di tutte le Geometrie Archittetoniche ( a riguardo, cercate materiale sulla ricercatrice Maria Grazia Lopardi) 

E anche in questa parola, SiNis, come nella Tenet, abbiamo una "N" centrale.

Due parole, con lo stesso numero di lettere, cinque, palindrome, e che hanno entrambe una "N" centrale.

Sulla centralità della "N", nella civiltà Sarda, in un ipotetico confronto con un quadrato di Sator tutto locale, e non collegabile all'epoca romana, data della sua presunta nascita, ma in un'epoca di molto antecedente, contestualizzabile proprio in Sardegna, avevo già scritto, nel post riguardo la "scacchiera" di Pubusattile, ed è stranissimo, ritrovare anche in questa parola Sinis, palindroma, la N centrale. 

"N", che è importantissima, nell'antica Civiltà Sarda. 

Leggiamo insieme, cosa avevo già scritto a proposito della centralità della "N" nel mio  post.  

"Il quadrato( mi riferivo alla "scacchiera" di Pubusattile - https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/il-simbolo-della-tribu-di-dan.html?m=0) 

) come un recinto sacro, la base del tempio, fondamento della congiunzione dei quattro elementi dei punti cardinali. 

In epoca molto più tarda, il quadrato perfetto per eccellenza fu rappresentato dal quadrato di Sator, un' iscrizione Latina databile attorno al  185 d. C.

Cinque parole con 5 lettere ciascuna, un testo palindromo dove le 5 parole si ripetono se lette da destra a sinistra e viceversa o dal basso verso l' alto e viceversa, con al centro la parola TENET che forma una croce palindromica ( somiglia anche alla parola Tanit). 

"Sator /arepo /tenet/ opera/ rotas" . 

Dove è possibile all'interno del quadrato, leggere e scrivere la stessa parola in quattro direzioni diverse. 

E questo è possibile perché esiste una simmetria centrale rispetto alla lettera N, lettera che rappresenta il Nous( l'intelletto divino) e il  Numen ( la volontà divina). 

Ma anche in termini cosmogonici, corrisponde al  primordiale significato di "pesce", simbolo della Grande Madre( come il Nun e il Nunet, la prima coppia androgina semidivina, creatori delle Acque Primordiali e  del Caos). 

Nu-

Radice di Nuraghe

Nun - acque trasformatrici

Nur- fuoco alchemico. 

Acqua e Fuoco, sinergia degli Opposti, srmpre presente nella nostra Antica Civiltà Sarda. 

"Sator" significa Seminatore, creatore, o come Saturno, il Dio delle messi, il Dio del Tempo, della ciclicità continua, e quindi, dell'eternità, dell'immortalita. 

Come, immortali, sono anche i portatori di questo pettorale, che sia un archetipale quadrato di "Sator/Sinis", o un Ephod, non ne modifica la simbologia. 

È riservato agli Eletti, alle figure sacerdotali divinizzate. 

A chi detiene, simbolicamente, l'Arco dell'Alleanza, simbolo dell'Antica Promessa tra l'umano e il Divino. 

Il Gigante arciere, ne porta i segni nella protezione nell'avambraccio, sembre sul braccio sinistro, dove tiene l'arco.

Anche io nostro bronzetto tiene l'Arco con la mano sinistra. 

Perché il lato sinistro, è quello quello Femminino. 

È il lato che riceve energia, mentre il lato destro, emana energia. 

Sul lato sinistro, il nostro Gigante, ha ricevuto, e ne porta i segni, l'iniziazione divina, da custodire, solo come un Femminino sa fare. 

Sulla protezione nell'avambraccio, dieci solchi, come ho approfondito in un mio scritto( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/04/costume-ittiri-e-gigante.html?m=1) 

"Stessa decorazione con 10 scanalature, nel costume di Ittiri, impreziosite da dieci elementi decorativi, i 10 doppi bottoni sardi, con chiaro riferimento beneaugurante alla fertilità e riproduttivita'. 

Un chiaro simbolo, veicolo di un messaggio più importante, che contraddistingue una Stirpe, un'appartenenza regale. 

Il 10 delle 10 scanalature, rappresentano  il Decimo Archetipo Ebraico Iod. 

Quella Y che abbiamo visto più e più volte, come simbolo Regale di Divinità Solare, e di "impianto triadico" a tre punti triangolari, che rappresenta la Sacra Creazione.

Come i nuraghi trilobati più importanti, il Santu Antine, e il Nuraghe Losa, dei Nuraghi Sacri, dei luoghi di Culto, a pianta triangolare. 

Lo Iod è il perno sul quale si snoda la creazione, perché è sinergia di maschile e femminile insieme.

Il 10. 

Il bastone e il cerchio, maschile e femminile che si uniscono per creare.

Perché lo Iod è il Principio Creativo Primo. 

È la prima lettera del tetragramma divino

YHWH, l'essere assoluto.

Quello stesso YHW, come divinità creatrice della nostra Antica Civiltà Sarda, di cui si trovano tracce in reperti e nei Giganti di Mont'e Prama. 

[...] Perché proprio Ittiri, e non un altro costume, di un'altro paese? 

Perché Ittiri, ha la stessa radice "itti-", di "ittico" che riguarda i pesci. 

Quell' ikhthys del pesce mistico che si forma nella Vesica Piscis, e che viene chiamato anche Mandorla Mistica, e che rappresenta l'unione del Maschile e del Femminile, lo stesso numero 10.

E quando il maschile e il femminile di incontrano, creano". 

Dieci, come i "dieci comandamenti". 

Le tavole della legge, che Dio lasciò che custodisce un essere divinizzato, un'alta figura sacerdotale come Mosè. 


E di alta figura sacerdotale, parla il nostro bronzetto. 

Osservate la mano destra del bronzetto. 

È un cenno di "saluto", come abitualmente si sarebbe portati a dire. 

E invece, lo abbiamo visto altre volte, è un gesto estremamente potente di irradiazione terapeutica di energia, sciamanico, che è rimasto nel corso dei secoli e dei millenni, nella nostra tradizione, come l'abituale gesto di salutare, proprio con il palmo della mano esposto, in verticale, dicendo "saludi", "salute", perché si irradia guarigione, salute. 

Le quattro dita unite, e il pollice separato

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14, Archetipo Nun, con funzione "trasformazione". 

La  centralità del segno della Nun , la troviamo nella scrittura nuragica, già le periodo del sec. XVI a. C., secondo il prof. Sanna, ed è un'acrofonia di " Nahas"( serpente), che troviamo  nella scrittura nuragica documentata con oltre 300 documenti. 

E che, affiancata alla  lettera resh (la R in latino) diventerebbe Nur e significherebbe "luce" . 

Il Serpente di bronzo era il simbolo presente, sia nel simbolo della Tribù dei Dan, quello stesso serpente che guarì gli Israeliti nel deserto, o forse, è meglio dire, la tribù dei Dan che accompagno Mosè attraverso il deserto, il quale quale, dietro prescrizione divina, innalza su un’antenna un serpente, simbolo di guarigione, di trasmutazione e salvezza. 

Ed è straordinario pensare che proprio questa lettera presentata da un simbolo grafico serpentiforme, che poi diventerà la N in epoca Latina, la  N centrale del quadrato perfetto  di Sator, sia stata in epoca nuragica o probabilmente prenuragica, il primo segno  di scrittura e alfabeto  che poi rimasto sino all'epoca Latina. 

Per chi dice che sardi  non usassero la scrittura  e non avessero un alfabeto, io credo invece che molto ci sia da  rivalutare". 


La stessa Nun che abbiamo trovato nel simbolo della tribù di Dan, affiancata dalla Dalet. 

La Dalet significava porta, ingresso, portale, e la Nun, quattordicesimo archetipo ebraico, un portale ancora più forte energeticamente, poiché indica trasformazione, simbolo che risale al geroglifico semitico che indicava il serpente, e poi successivamente il "pesce" mistico, inteso come fucina alchemica creatrice creata dall' intersezione delle due circolarità nella Vesica Piscis. Il Sacro Rombo. 

È chiaro che il nuraghe di per sé rappresenta quella divinità originaria e androgina che contiene in sé sia l'elemento fuoco che l'elemento acqua. 

Ma la cosa straordinaria è che "Nun", rappresentava anche  il  salutare primordiale, chiamato " NYNY", il cui segno era un uomo che trasmette energia, come un fulmine a zig zag, come  il saluto dei nostri Bronzetti sardi, che hanno quasi tutto il palmo della mano rivolto in avanti(  https://maldalchimia.blogspot.com/2020/11/simbologia-del-palmo-della-mano-in.html) 

Il  potere di  trasmettere energia, che si trasmette come un fulmine a zig zag. "

La "Nun"  del simbolo della tribù di Dan, rappresenta la forza solare, maschile, insieme all' energia della  vulva femminile, quella che si forma nella Vescica Piscis, dall'incontro delle due polarità opposte maschile e femminile. 

Esattamente come la stella con i suoi due triangoli intersecati, che rappresenta insieme sia la forza lunare che solare. 

La fonte di ogni cosa. 

[...] Il pesce, il nucleo unitario, precostituito, preesistente, alla separazione degli opposti. 

Tutto rimanda ad una divinità ed energia originaria, di cui gli antichi sardi erano custodi e depositari

Con il palmo della mano in vista, si indica questo legame il loro destino di "Dei tra gli uomini", che emergono dal caos delle acque della creazione, in uno spazio energetico, privo di polarità contrapposte, di cui essi sono testimoni e artefici, in quanto uomini di potere, sciamani, pranoterapeuti, chiropratici, che trasmettono energia attraverso il palmo delle mani. 

[...] L' acqua il femminile accoglie il maschile, il pesce divino, e insieme sono il punto di partenza da cui ha origine il tutto, che permette, consente, la vita stessa. 

Infatti la "Nun" è lo spazio sacro di ognuno, dove la  divinità e l'umano si incontrano("nun", significa anche suora in inglese,un essere sacralizzato, e "balena" in inglese, il ventre Alchemico di trasformazione, dove si muore e si rinasce a se stessi.


E questa tavoletta quadrata misteriosa,  addosso ad un Leviatano come uno dei nostri Giganti, non è una semplice tavoletta, ma un veicolo di un messaggio in codice non ostentato, che non può essere pronunciato, visto che alcuni Giganti, quelli che hanno la testa, sono senza bocca, e chi ce l' ha, è rappresentata come una piccola croce. 

Leviatano, si, come avevo già scritto perché i Giganti, non sono semplici guerrieri, ma sono uomini divinizzati, che, abbiamo visto, indossano una maschera. Una maschera divinizzante, della quale ho già parlato. 

Leviatano. 

"Un Levi-Tannyn. Un sacerdote, come lo fu Mosè, Aronne, Noè, Osiride, Cristo, Budda, e altri. Uomini che hanno trasformato la loro dimensione "umana/animale", e l'hanno divinizzata, nel "ventre simbolico della Balena" di Giona, che ne rinasce come un uomo nuovo, purificato".

Così scrivevo nel post sulla Sacerdotessa di Esterzili ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/02/simbologia-della-corona-nella.html?m=0) 

Adesso, mentre scrivo, mi viene in mente, che Sinai, come il monte Sinai dove la parola di Dio si espresse in parola scritta sulla roccia a Mosè, ce l' abbiamo anche noi, in provincia di Cagliari, ed un attimo, far traslitterare "Sinai", in "Si-Nai", e di conseguenza in "Su Nai", "il Dire", in sardo. 

E quel "Nai", quel "dire", inizia proprio con la "N", quella sacra lettera N, la quattordicesima, che non si può  pronunciare, occultata, perché è il sacro Verbo, Logos divino. 

"Sinai", che, guardacaso, somiglia tanto a "Sinis", entrambe con la N centrale, entrambe di 5 lettere ed entrambe che iniziano pe S. 

La S, che è la S della Sophia, della conoscenza, rappresentata da quel Nepesh o Nehustan, che è il serpente della conoscenza, rappresentato graficamente, negli antichi alfabeti, compreso il nostro, dalla "N", centralissima, in questo quadrato di Sator/ Sinis. 

Ecco perché uno dei Giganti, almeno su quello visibile, c'è una crocetta al posto della bocca. 

Perché indica, non un simbolo cristiano, ma un simbolo primordiale di unione degli opposti per arrivare alla rinascita, alla conoscenza completa, al Verbo, al Logos che si esplica nella materia. 

Perché loro sono la tredicesima tribù di Israele, quella ribelle, i dominatori della conoscenza, del serpente del Nepesh o Nachas.

È il serpente stesso della Kundalini, e sappiamo benissimo quanto gli antichi Sardi sapessero gestire bene queste due forze, queste due due energie, maschile e femminile, sole e luna, fuoco e acqua. 

Questa sinergia perfettamente equilibrata la si ritrova in ogni loro rappresentazione, Archittetonica e artistica. 

Luogo della resurrezione e rinascita anche quello, come lo è il Sinis. 

Io sono convintissima che nel pettorale quadrato vi fosse l'enigma e la chiave di apertura ai Misteri Iniziatici, come il quadrato di Sator, e che la parola Sinis, abbia preceduto di secoli, di almeno tre, quattro millenni, la parola Sator. 

Sinis, la cui prima parte, "sin", è assimilabile al ventunesimo archetipo ebraico "Shin", che ha una funzione traslante, trasformativa, alchemica, poiché simboleggia il fuoco, il fuoco della trasformazione, la metamorforlsi, la ricomposizione dopo lo smembramento della divinità, fino alla sua ricostruzione nell'integrita'. 

La simbologia della Shin è assimilabile al mito della Fenice, uccello d'acqua, trampoliere come il fenicottero, l'uccello di fuoco, per via del suo piumaggio bianco e rosso. 

Uccello che muore e rinasce attraverso il fuoco e l'acqua. 

Attraverso il Nur e la Nun. 

Attraverso la N del suo Nepesh, del suo serpente interiore, della sua Kundalini, formata dal Nur/Nepesh del fuoco e dal Nun Nepesh dell'acqua. 

Poiché è una creatura che rinasce da sé stessa, nelle sue stesse acque amniotiche, in una rigenerazione partenogenica. 

Perché la morte non esiste, quando un essere non è più duale, ed è integrato con sé stesso.

Ecco cosa indica quella N centrale, del nostro sardo quadrato di Sator.

Parola che, anagrammata, diventa Sarto, troppo simile a Sardo. 

Il fuoco purificatore è al centro del cerchio, dove convogliano le quattro forze della natura. 

È il focus, il doppio occhio dei Giganti. 


Anche questo bronzetto presenta degli occhi tondi, anche se è difficile capire se siano a doppia pupilla. 


Ma c'è anche la particolarità della bocca. 

Avere notato come sia formata da 6 granulati e uno centrale? 

È proprio un raggruppamento alla base del naso, dove dovrebbe esserci la bocca. 

Se non dovesse essere casuale, ma ne dubito fortemente, perché tutta la nostra civiltà trasuda simbolismo, si tratta della conformazione dell'esagono( quello presente anche nel mento di uno dei Giganti, come abbiamo già visto) e della simbologia del fiore della vita. 

Ancora, unione degli opposti, sinergia creatrice, Geometria Sacra. 

Si, perché, a 60° era la declinazione  dei raggi del sole che nell'equinozio primaverile, in perfetto equilibrio tra energie opposte lunari e solari, quando di creava il portale dei 7 pianeti, battevano sull'obelisco di Atum Re, dove sulla Sommità vi era il Benben, la prima goccia fertile della divinità, quella che poi crea sua figlia Bennu/Benu, nata per partenogenesi, perché è la stessa Fenice, l'uccello di fuoco, prodotta dalla eiaculazione della divinità. 


Ma guardate la conformazione della testa di questo bronzetto. 

Sembra un doppio triangolo, un rombo, e il rombo, è il simbolo della Vesica Piscis, la base del Fiore della vita, della Geometria Sacra, della stessa conformazione vul*are, simbolo della creazione. 

La sommità a punta, come un Benben della creazione. 

Non solo. 

Abbiamo già visto questa conformazione. 

La testa romboidale, altamente simbolica. 

Ne ho parlato a riguardo della comparazione tra il nostro bronzetto Barbetta, e una rappresentazione di un faraone predinastico(  pare che il primo faraone, della prima dinastia del 2995 aC, , Den, fosse sardo), un cui sottolineavo la forma romboidale della testa, del faraone, e la conformazione a punta, del mento, del nostro Barbetta ( https://maldalchimia.blogspot.com/2022/09/approfondimento-faraonebarbetts.html?m=0) 

I faraoni erano considerati esseri divinizzati, proprio come il nostro bronzetto. 


Per quanto riguarda la placca, incisa, intorno alla testa, non saprei dire. Potrebbe trattarsi di un nimbo solare protostorico. 

Mi ricorda il disco solare, inciso, del Sommo Sacerdote, di cui ho già approfondito ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/07/sommo-sacerdote-approfondimenti.html?m=0), anch'esso un rappresentate del Divino. Un Giudice. 

Solo che nel suo caso, era sopra la testa, invece questo, che sembrerebbe anche molto più antico, è posizionato sulla fronte, sul terzo occhio, come l'ureo egizio. 

Il che, sarebbe ancora più simbolico, perché l'ureo egizio, rappresenta il Femminino che custodisce il Mascolino, a protezione, e il terzo occhio, è posizionato sul sesto chakra Anja, il chakra della sinergia e dell'armonizzazione degli Opposti, che equilibra le due polarità e consente l'accesso a dimensioni superiori. 

E questo, mi sembra estremamente pertinente e consono con questa importante figura sacerdotale, divinizzata, estremamente simbolica. 

Un capolavoro della nostra infinita produzione artistica e simbolo di tutta la nostra profonda spiritualità e simbologia.

Un'altro bronzetto sardo con la simbologia, riconoscibilissima, dell'Ofiotauro divinizzante

La stirpe del Serpente, il simbolo della tribù dei Dan. Altri approfondimenti sulla simbologia dell'Ofiotauro ( il copricapo a testa di serpente) in questi link

https://maldalchimia.blogspot.com/2023/04/bronzetto-di-nule-ofiotauro.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2024/07/ofiotauro-e-sirio.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2023/10/ofiotauro-simbolo-del-toro-e-del.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/06/bronzetto-ofiotauro.html?m=0

https://maldalchimia.blogspot.com/2025/07/palo-asherahofiotauro-vacca-rossa.html?m=0

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Bronzetto con pettorale