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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

mercoledì, settembre 22, 2021

💚Conchiglie isole Salomone

Da un post di un mio contatto,

Jacquelin Engel(https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2029713400538411&id=100004993125345) 

"L'arte di lavorare la conchiglia gigante

 raggiunse il suo apogeo nelle Isole Salomone.

 Gli oggetti di conchiglia più complessi erano i barava, placche ornate traforate create nelle Isole Salomone occidentali.  I disegni su alcuni barava sono geometrici, ma molti includono figure umane stilizzate intervallate da forme che ricordano volti, mostrati con occhi a spirale e bocche sorridenti piene di denti minuti.

 Sembra che Barava sia stato associato a luoghi di sepoltura e sarebbe stato usato per adornare strutture che ospitavano i teschi di uomini importanti o nemici uccisi o posti su tombe.

 In passato, alcuni barava facevano parte dei vovoso, potenti amuleti trasportati nelle canoe da guerra durante le spedizioni di caccia alle teste per proteggere l'equipaggio e garantire il successo.  Alcuni sono stati realizzati come porte per le case-teschio di importanti antenati e in generale sono stati tenuti come simboli della rivendicazione di un clan sulla sua terra."


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*Le conchiglie sono sempre state considerate preziosi amuleti, contro l'infertilita'(ricordiamo che Venere nasce sul guscio di una conchiglia, dalla spuma di mare ingravidata dal seme di Urano), anche per la loro forma che spesso ricorda una vagina.

Ma vennero usate anche nei riti funebri, posate sopra gli occhi dei morti, affinché non dimenticassero il loro legame con i vivi e ne custodissero la memoria. Poiché l'acqua è memoria e le conchiglie sono custodi di un'immensa memoria universale custodita negli oceani.

Sono stupendi questi gusci lavorati in questo modo, poiché oltre la bellezza estetica celano un forte simbolismo.

La prima placca in particolare, presenta una figura centrale su un anello che può essere interpretato come una doppia circonferenza, del Sole e della Luna, del Maschile e Femminile, sovrapposti.

Energie speculari e complementari che sono enfatizzate dalla presenza delle due figure laterali a quella centrale, che le tiene in mano, a rappresentare, come tipico in moltissime figure in ogni civilta e periodo, quel doppio speculare e gemellare che rappresenta la forza energetica della Kundalini, con le sue nadi laterali, Ida e Pingala, il femminile e il maschile.

Equilibrio necessario, tra le due energie, per raggiungere la sinergia creativa di "nascita/morte/rinascita", come esemplificano le tre circonferenze centrali.

Elemento del doppio, presente anche al di sopra  dei tre cerchietti, con i due elementi speculari uniti dall'elemento femminile del cerchio, simbolo del grembo, della circolarità del ciclo di vita.

Il doppio, simbolo della creazione, è presente anche nel terzo manufatto, dove si vede chiaramente che l'elemento doppio è speculare ma differenziato in maschio (elemento a sinistra, che ha una sommità "penetrante"), e femmina(l'elemento a destra(circolare e accogliente come un grembo)

Nel secondo manufatto, invece spicca, sull'elemento androgino dell'anello con doppia circonferenza, una serie di  sei elementi quasi ad incastro tra loro, nella parte superiore e in basso, quasi fossero dei tasselli di un puzzle che combaciano, come il maschile e il femminile 

Il sei, nelle antiche civiltà rappresentava il sole, la forza creatrice monadica che poi si svilupperà in unione di opposti con la stella di Davide a sei punte, simbolo del re Salomone, unione del maschile e del femminile. Il sole e la luna, infatti, avevano energie sia maschili che femminili, erano interscambiabili.

Dei manufatti straordinari, di grandissima eleganza e abilità artigianale


*mia personale interpretazione 

Tiziana Fenu

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Conchiglie isole Salomone

💚Anello egiziano serpente

 Oggi l'energia del Serpente è veramente molto forte. Si sta manifestando in Bellezza e meraviglia. Oggi che è un 17 Venerdì.

Sacro Archetipo Ebraico 17, Phe, funzione espansione.

Espansione in Venere, in Bellezza, sotto la custodia di Eros, di Amore, che guida e armonizza le due polarità, Maschile e Femminile.

Giorno 17, e somma totale della data di oggi, un 22, archetipo Tau, la completezza, ma anche 22 simbolo della Stella di David, complementarietà del Maschile e del Femminile 

Anche questo anello serpentino, si è manifestato subito, in linea con le energie di questa giornata, dove già ho parlato di serpente in ambito archeologico e simbolico, con il monolite alchemico di stamane.

E di armonizzazione di polarità parla questo meraviglioso anello.

La didascalia dice esattamente cosi

"Anello serpente egiziano in oro e granato, periodo romano, 30 a.C. - 323 d.C."

Evidentemente era in voga per tutto quel lasso di tempo. Una tradizione che è rimasta fino ai giorni nostri.

Anche io, ho ricevuto per il battesimo, una "serpentina" in oro e con un granato, per indicare l'occhio.

Il granato che è una pietra che richiama il potere fecondo del femminile, ma anche del maschile. Una sinergia creativa.

E proprio di polarità in sinergia, parla questo anello.

Notate come, le due estremità si differenzino.

Quella superiore, con una prominenza che richiama il fallo maschile, è rivolta verso l'esterno, in modalità espansiva, penetrante.

Mentre la parte di sotto, ha un'ansa ripiegata su sé stessa, quasi a formare un grembo, in modalità raccolta e accogliente, nella sua circolarità. 

I tre granati e le tre fasce centrali che accolgono il granato centrale, sottolineano la simbologia alchemica della triade creativa dalla "nascita /morte /rinascita" in un ciclo continuo che si ripete all'infinito, di alti e bassi, di contrazione ed espansione, come le anse formate dal corpo di questo gioiello-serpente androgino e monadico, in quanto rappresenta le due polarità in modalità attiva, triadica. 

Un gioiello stupendo, finemente lavorato e decorato, altamente simbolico.


Tiziana Fenu

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Anello egiziano serpente

💚Statuina Beozia campaniforme

 Statuina femminile campaniforme in terracotta, utilizzata come oggetto votivo funerario, proveniente dalla Beozia(Grecia), e risalente al 700 a.C.

L'altezza è di circa 33 cm, ed è esposta al Museo Louvre di Parigi.

Questa splendida statuina mi colpisce in particolar modo per alcune ragioni.

Perché innanzitutto, con queste figure modulari che si ripetono, molto geometrizzate, come due triangoli opposti, uniti per il vertice, mi ricorda le figure de "su ballu tundu"(del ballo tondo), sardo, perché vi è la stessa simbologia e struttura geometrica delle due polarità, maschile e femminile, che si dinamizzano con il ritmo della musica.

La presenza di una figura grande, sembrerebbe femminile, che sovrasta e guida le altre, sembrerebbe una figura Madre di riferimento, forse riferito alla Grande Dea Madre Cosmica originaria.

Le braccia della composizione, sembrano formare un motivo a zig zag, che simboleggia l'elemento acqua, e quindi il Femminino.

L'altro elemento che mi colpisce, e che mi rimanda, come l'altro, ad una simbologia iconografica prettamente Sarda, è la presenza, sul petto, tra i due seni, di una decorazione a doppio arco, che mi ricorda la stele centinata, quella centrale, dell'esedra delle nostre Tombe dei Giganti, quella preposta a convogliare l'energia fertilizzante del Sole, necessaria per la rinascita

Ma anche la stele, con la sua forma arcuata, proprio come questa, che nei geroglifico egizi, indicava il numero dieci, quindi la completezza, la perfezione tra le due polarità in equilibrio.

Questa rappresentazione a doppio arco, che potrebbe anche simboleggiare il doppio percorso "sole/luna" lungo l'orizzonte terrestre, è suddivisa, al suo interno, in otto sezioni, quasi contenesse una stella a otto punte, simbolo del Femminino, di Venere, visto che il pianeta Venere, come ho scritto tante volte, impiega 8 anni per compiere tutta la sua traiettoria astrale, prima di ritornare al suo punto di partenza, tracciando nel cielo, una traiettoria a pentacolo.

L' otto è anche il numero dell'infinito, ciò che unisce Cielo e terra.

Trattandosi di statuine funebri, adempievano anche al ruolo di psicopompo, di accompagnatrici nella dimensione dei morti. 

Questa decorazione a doppio arco, "poggia" su una decorazione a tre moduli lineari e paralleli, che indicano la triade della "nascita /morte /rinascita", che conosciamo benissimo anche nell'antica civiltà Sarda poiché, come abbiamo sempre visto, è molto diffusa.

Al di sopra di essa, si snoda una decorazione a zig zag, che indica l'acqua, il Femminino.

Sopra, ancora un modulo lineare triadico, come nel bordo del corpo campaniforme, e sopra ancora, dominano tre svastiche solari con i rebbi con moto  sinistroso,  che puntano verso sinistra, e che si riferiscono al moto involutivo, alla morte, alla distruzione necessaria per la rinascita( i rebbi verso destra, invece, sono in riferimento all'evoluzione dell'universo, alla vita, al benessere), anche se pur sempre di Sole si tratta, quindi di energia fertile, che ha concluso il suo ciclo terreno e si appresta  ad un altro ciclo di rinascita dopo la morte, nell'altra dimensione spirituale.

Le svastiche solari sono tre, sempre simbolo della triade creativa "nascita /morte /rinascita".

Accompagnano questa statuina bellissima, la decorazioni dei capelli, a zig zag come l'elemento acqua, e le mani e le braccia sul petto, sul chakra de cuore, molto forte energeticamente, ad a indicare amore e protezione per chi compie il viaggio nell'altra dimensione, guidati dalle energie del Femminino e del Mascolino, come dimostra anche la decorazione ad intreccio dei calzari, con delle linee, di verso opposto che si intersecano a creare una trama e un ordito che è sinergia delle due polarità.


Tiziana Fenu

©®Diritti intellettuali riservati

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Statuina Beozia campaniforme

💚Maschera Baule

 Maschera femminile della popolazione Baule


Il Baule o Baoulé è la zona Akanvolk a partire dalla Costa d'Avorio. Con circa un milione di persone, è una delle più grandi popolazioni che vivono in Costa d'Avorio. 

La storia dei Baule inizia con la regina Abla Pokou (1730-1750 circa). Sotto la guida di questa regina, i Baule hanno abbandonato l'attuale Ghana, e migrato verso ovest. 

La regina Abla Pokou era la nipote del re Ashanti Osei Kofi Tutu I (c. 1660-1717), uno dei fondatori del potente impero Ashanti.

L'Impero Ashanti era una federazione e spesso impegnata in lotte tra fazioni.

Dopo la morte del re, seguì una lotta di potere tra due nipoti: Opoku Ware e Dakon, il fratello di Abla Pokou.

Dakon fu sconfitto e Abla Pokou condusse il suo popolo lontano dalla guerra verso l'attuale Costa d'Avorio. Hanno dovuto attraversare il fiume Komoe

I veggenti della regina le dissero di sacrificare la cosa più preziosa che aveva, e così sacrifico'il figlio appena nato nel fiume, gridando  con grande dolore "Ba ouli", "Il bambino è morto".

Il nome Baule deriva da questo accorato grido. Dopo il sacrificio, diversi ippopotami emersero dal fiume per formare un ponte sul quale il Baule poteva attraversare in sicurezza. In un'altra versione, si narra di un grande albero piegato sul fiume, sul quale il Baule poteva attraversare. Quando gli Ashanti, che inseguivano arrivarono, l'albero si piegò all'indietro. La storia dell'esodo dei Baule è senza dubbio leggendaria, in misura maggiore o minore un mito.

De Baule crede in un mondo parallelo, chiamato  Blolo  I fantasmi delle persone decedute, ma anche i fantasmi delle persone che devono ancora nascere, risiedono a Blolo. Blolo  e il mondo dei vivi sono indissolubilmente legati nella fede di de Baule.

De Baule crede che ogni persona abbia un partner in Blolo. Viene chiamata una moglie spirituale, Blolo bla, e un marito spirituale Blolo blan. Quando qualcosa non va nella vita personale di un Baule, questo verrà corretto da un "profeta", spesso attribuito a questo partner spirituale

Le maschere rappresentano la parte spirituale, indissolubilmente legate all'Umano.

(tratto da https://italiawiki.com/pages/persone-in-costa-d-avorio/baule-persone-storia-struttura-sociale-mito-della-creazione.html)


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La maschera, molto bella, rappresenta il Femminile, depositario, nella Forma, della sinergia creativa.

Ci sono degli elementi triadici decorativi, come l'acconciatura finemente decorata, i tre elementi verticali al centro della fronte, in prossimità del terzo occhio, e ai lati della bocca.

È la triade creativa della rinascita e della rappresentazione simbolica lunare, con le sue fasi di nascita, morte, rinascita.

Le decorazioni ad archi concentrici, richiamano  l'elemento femmineo lunare "acqua", e la traiettoria della luna nella volta celeste, con le sue fasi lunari.

L'acconciatura, nella sua parte centrale, enfatizza la massima manifestazione dell"elemento femmineo, lunare, al culmine della sua manifestazione, in luna piena, come una Mandorla Mistica vulvare  nella sua massima espressione simbolica. 

La decorazione ai lati del volto è formata da 19 triangoli.

Il 19 è un "1+9", quindi un "10", che è completezza.

Ma il 19 si riferisce anche al fatto che ogni 19 anni si verifica il fenomeno della tredicesima luna, per 7 volte.

La Tredicesima luna è collegata al mondo degli spiriti, ai reami dell'oltretomba, agli antenati. 

È una luna oscura, che porta in sé estrema energia alchemica, trasformativa., come ho già avuto modo di spiegare riguardo questa ritualistica in Sardegna, nei miei precedenti post, riguardo il pozzo Sacro di Santa Cristina a Paulilatino, o le tredici coppelle dell'altare di Oschiri.

Le maschere Balue rappresentano la parte spirituale degli umani, quella che si amplifica, in connessione proprio durante quel periodo magico, ogni 19 anni, proprio come indicano i decori  che accompagnano il viso di questa maschera


Tiziana Fenu

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Maschera Baule

💚Maschera Kwele Antilope

 Maschera che rappresenta un'antilope Ekuk, appartenente al popolo Kwele, Repubblica del Congo e repubblica del Gabon, e rappresenta lo spirito della foresta.

L'antilope è considerata un grande animale di potere, poiché conosce i cicli della vita e della morte, e tutti i misteri ad essi connessi.

La forza dell'Antilope è ricercata soprattutto dagli uomini Medicina, gli Sciamani, e le Sciamane.

Questa maschera in particolare, mette l'accento, con la sua conformazione particolare, sulla capacità riproduttiva riguardo questi due cicli "amore/morte", che sono due facce della stessa medaglia, così come il Mascolino e il Femminino.

La forma ogivale della maschera, nella parte centrale, indica proprio questa sinergia delle due polarità, come il centro della Vesica Piscis.

Polarità che poi crea i due "gemelli", come due rami dello stesso tronco.

È la capacità di riproduzione.

Dell'unità monadica energetica che crea, in espansione. 

È quella "M" dell'Archetipo "acqua", il Femminino, che si sovrappone alla "W" dell'Archetipo Shin, il Mascolino, il fuoco, e insieme diventano forza creativa.

L'antilope come Madre delle Madri.

Come Madre Cosmica originaria.

Colei che governa i cicli della vita, quindi anche il sole.

Infatti anche presso la civiltà egizia, il Sole Nero, l'Iside velata, il Sacro Femminino, è la Madre delle Madri.

Una bellissima maschera, che rappresenta L'antilope come principio creatore primordiale.

La stessa radice "an-" significa "donna/Femminino".


Tiziana Fenu

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Maschera Kwele Antilope