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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

venerdì, febbraio 13, 2026

💙 San Valentino

 

Nel Giorno della Fiamma Duale, non è festa di cuori di cartone, né di zuccheri vani.
È il giorno in cui si celebra il Verbo fatto carne, il respiro che muove i mondi. Chiamano Amore ciò che è solo un riflesso, ma noi ne evochiamo la sua Fonte.
C'è una parola segreta nel corpo, un messaggero invisibile.
L'ormone.
Dissero gli antichi che fosse "Hormo".
Dal greco sacro, il "mettersi in moto", l'impulso primo dell'Essere.
È la scintilla che l'Universo accende nelle ghiandole sacre dell'uomo, perché quando l'Anima riconosce la sua meta, il corpo ringiovanisce, le cellule danzano.
L'Amato diviene un Sole, e l'amante pianeta.
Dall'attrito estatico delle loro orbite, gemono nuove dimensioni.
In lui, l'uragano.
In lei, il nido sacro.
In lui, la lotta.
In lei, la tenerezza che placa. Solo quando queste due forze si uniscono, il Sole può entrare nella dimora di carne e renderla Tempio.
Si narra di un continente perduto, Mu, la culla dei sogni.
Lì, i veggenti Lemuriani, guidati dai purissimi Kumara, conoscevano il rito.
Non accoppiamento, ma sacramento.
La donna e l'uomo entravano nei templi dopo lunghi viaggi, sincronizzati con le fasi della Luna. Da questa memoria sacra, ancor oggi chiamiamo "luna di miele" i primi giorni dell'incanto.
Il dio Xochipilli, Signore del Canto e dei Fiori, insegnava ai popoli di Anauach l'arte di conservare quel nettare. Perdonare.
Accogliere.
Comprendere.
Perché i Lemuriani, sublimando la libido, non disperdevano il sacro seme. Trattenevano il Fuoco, e quel Fuoco, non espulso, diveniva Etere vitale. Rivitalizzava le ossa, schiudeva la vista interiore, e per dieci o quindici secoli, essi camminavano sulla Terra vedendola per ciò che è, una scala di multidimensionali cieli. Vedevano la terra come una gemma dalle mille sfaccettature.
Ma venne il giorno della ribellione.
Uscirono dai templi. Profanarono il rito.
I Kumara si ritirarono, e l'uomo fu gettato nel mondo del dolore. Il parto divenne pianto, la vita fatica, la visione si spense. I Maya, i Toltechi, la stessa Bibbia, sussurrano di questa Caduta, di questa "devoluzione".
Eppure, un Segreto è custodito nei secoli. Lo sussurrò Freud, lo cantarono gli Gnostici.
Se dall'uso profano del sesso fummo cacciati dall'Eden, è attraverso il sesso redento che vi faremo ritorno.
La chiave?
La sublimazione. Trasformare l'energia grezza in Luce.
E qui appare Lui, il Maestro dell'Anima.
Valentinus, l'Illuminato d'Egitto.
Non il cupido paffuto, ma un iniziato ai misteri di Alessandria.
Fondò la scuola dei Valentiniani, dove si studiava il cristianesimo esoterico, il Fuoco segreto dei Logoi. Egli insegnava che Sophia, la Saggezza, impregnata di Desiderio, generò il mondo, ma che ritornerà al Pleroma, al Divino, solo quando si ricomporrà nella "sigizia". Parola antica che significa "uniti sotto lo stesso giogo", come la Luna in congiunzione col Sole.
Nozze Alchemiche.
L'unione dell'Eone perfetto, Gesù, con la sua sposa celeste.
Per insegnare che la croce non è morte, ma simbolo di un Amore che trascende la materia.
Xochipilli torna a danzare in questo mistero, per conservare le delizie della luna di miele.
Perdonare.
Accogliere.
Comprendere.
Ancora e ancora.
Ed ecco allora che risuona il Cantico, il canto dei canti:
"Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l'Amore."
Il Sigillo.
Segno indelebile.
Marchio di autenticità.
Sul Cuore, perché il battito mi riconosca.
Sul Braccio, perché la forza mi sostenga anche quando, preda del mio istinto selvaggio, tenti di fuggire.
Sì, allora l'Amore è più forte della morte.
Perché la morte spoglia, separa, illude.
L'Amore restituisce tutto, riconsegnandoci a noi stessi attraverso lo specchio dell'Altro.
Come cantò il poeta Dylan Thomas
"Benché gli amanti si perdano, l’amore sarà salvo; e la morte non avrà più dominio".
Per questo San Valentino, il velo è sottile.
Siamo nell'energia di Phe, l'espansione.
La Stella splende sull'Arcano. È tempo di Fuoco.
Non più giochi, non più mezze misure, non energie tiepide che la bocca del Mondo vomita.
Le anime tiepide annoiano. Non creano circolo.
Sono foglie secche. Se il Fuoco le tocca, per un istante ardono, ma non si fanno Fiamma. Si consumano e basta.
Per ardere insieme, bisogna essere entrambi Fuoco.
Due fiamme che si cercano e si fondono in un'unica, sacra incendio. L'energia allora circola, divampa, crea. Richiede Presenza. Esclusività. Il coraggio di entrare davvero nella dimensione energetica dell'Altro.
E se oggi il corpo è solo, l'Anima no.
Non si cerca l'altro per colmare un vuoto. Sarebbe solo ombra che incontra ombra.
No.
Si cerca l'altro per esprimere una Pienezza. Per compiere, insieme, il salto quantico, il ripristino della Monade. L'alchimia non nasce dalla mancanza, ma dall'eccedenza d'Anima.
Allora fare l'amore diventa Essere Amore.
Si trascende la forma.
La lontananza, il silenzio, l'assenza non hanno potere, perché "si è Amore". Sempre. Si benedice anche l'assenza, perché la controparte animica è lì, tessera di un mosaico perfetto, memoria di un'esperienza talmente vivida che ancora se ne vive di rendita.
Si riconosce subito la controparte animica.
È quella per la quale, e con la quale, si può vivere anche senza.
Paradosso sacro.
Sono anime segnate da un velo di malinconia, occhi che ricordano una Completezza perduta, una Galassia con due Soli.
Ora sono fiamme solitarie, ma non si sono mai sentite sole.
Percepiscono l'energia dell'Altro. Il loro dolore stilla nella loro stessa lacrima.
Il loro Amore vibra sulla loro stessa frequenza.
"Cadere nell'Amore", dicono gli inglesi. "To fall in love".
Se cadi nell'Amore, ne sei impregnato. Diventi Amore.
Anche senza un Valentino accanto, l'Amore ti riconoscerà. Prima o poi, ti restituirà ciò che ti è stato sottratto, per manifestarsi in Pienezza.
Perché non due vuoti che sbadigliano insieme, ma due Pienezze che, incontrandosi, generano un nuovo Universo.
Che questo sia, per te, un San Valentino di Pienezza.

Tiziana Fenu
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San Valentino



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