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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

martedì, ottobre 10, 2023

💙Ciò che accade esternamente

 Ciò che accade esternamente è sempre motivo di riflessione.

Io le considero occasioni esperienziali, che ci portano a riflettere su due fattori complementari che sono alla base di questa dimensione terrena: azione e reazione.

È fisica quantistica, chimica.

Leggi fisiche a cui non possiamo sottrarci.

Ma è la modalità di reazione, a fare la differenza. 

A creare quel microcosmo in cui si incastona la nostra Coscienza, e che ci rende differenti dal resto della creazione.

Mi sono chiesta spesso quale alto grado di consapevolezza debba avere una farfalla, per manifestarsi in tutta la sua Bellezza e perfezione.

O un cavolo romano, assolutamente armonico, bilanciato, perfetto, nella sua disposizione come una sezione Aurea.

Disdegno tutti i discorsi e classificazioni sulle dimensioni, quarta, quinta dimensione ecc.

Sono classificazioni umane. Dei traguardi creati dall'umano che non hanno niente di concreto.

Lo dimostra il cavolo romano, e l'assoluta perfezione con cui lo dimostra la Natura.

Le vibrazioni, le alte frequenze alle quali si anela, immaginando una quinta, e oltre, dimensione, sono già in noi, implementate nel momento stesso della Creazione, sotto forma di energia, di spin creativo, che nasce dagli opposti, dal maschile e dal femminile, dalla luce ed Ombra, dal bene e dal male.

Esiste un'Energia dell'Universo, che è perfetta di per sé, che regge i sistemi solari, che dispone i semi del girasole in un certo modo, che spinge le api a creare la perfezione nei loro fuchi.

Che funziona in base alla legge fisica dell'azione e della reazione, senza consapevolezza, senza coscienza.

Non ne hanno bisogno.

È stata offerta a noi umani, la mela della consapevolezza.

Che è una scelta, una disobbedienza latente. 

La possibilità di scelta.

Che come tutte le scelte, implica anche potenzialmente, una caduta.

Per mostrarci anche una prospettiva dal basso.

Impossibile da vedere, se si sta in alto.

Ma è già tutto in noi, a livello di coscienza.

Se è stato creato perfetto un cavolo romano, perché non dovrebbe essere perfetto un umano, creato ad immagine e somiglianza di Dio?

È la consapevolezza, a fare la differenza.

A farci prendere coscienza del fatto che non esistono suddivisioni tra dimensioni.

Che la stessa Energia, la stessa Frequenza che fa assemblare il cavolo romano in un certo modo, in una perfezione assoluta, è la stessa che scorre in noi, nelle nostre cellule.

E che possiamo scegliere, con questo grande Dono che ci è stato fatto, attraverso il libero arbitrio, in quale frequenza stare.

Quale dimensione abitare dentro noi, non esternamente.

Esternamente non c'è niente.

Ci sono solo specchietti per le allodole che ci allontanano da noi stessi.

Anche il "come gli altri ci trattano", è una cosa che riguarda loro, non noi. 

Il "ti tratto come ti meriti", per una buona percentuale, è il riflesso dei loro paradigmi, delle loro strutture. 

In generale, delle loro reazioni. 

E le reazioni, di sa, non creano mai relazioni, ma abissi, squarci, sghembi, sui quali non vi è margine di dialettica, di scambio, di crescita. 

Creare, abitare una dimensione interna, in frequenza con le energie dell'universo, significa seguire la nostra naturale inclinazione.

La stessa energia potente, che impedisce ai pianeti di collassare, o ai fulmini di squarciare il cielo e la materia, è la stessa nostra.

La nostra anima è plasma.

Lo stesso nome ha il plasma che compone per la maggior parte il sangue.

Il sistema circolatorio umano ha le stesse diramazioni di un fulmine che si schiatta nel cielo.

O di un neurone. 

La dimensione terrena è già perfezione. 

Guardate la perfezione dei cristalli.

Eppure non hanno coscienza, non hanno consapevolezza. 

Non ne hanno bisogno. 

A noi è stata data per avere il libero arbitrio di scegliere, se stare nella nostra naturale frequenza di perfezione, come succede in Natura, o se discostarcene, e arrivarci tramite il fattore esperienziale. 

Sappiamo bene, in coscienza, che certe "occasioni", certi stati d'animo, potremo anche evitarceli, invece di stagnare in essi, e farne crogiolo di basse energie. 

Stare in connessione con queste energie pure, primordiali, cristalline, non contaminate, significa dare una possibilità di Manifestazione anche alle nostre, alle nostre dimensioni interiori, e fluire insieme ad esse, e accordarci alle frequenze dell'Universo. 

La dimensione terrena, è già perfetta di per sé.

Perché l'Universo, la materia, hanno già una Coscienza divina, universale, implementata in sé.

Non hanno bisogno di una Coscienza individuale. Quella è stata offerta a noi Umani come un Dono da sfruttare al meglio, per manifestarci al meglio. 

Di cosa stiamo parlando? Cosa cerchiamo al di fuori di noi? 

Tutto in Natura e nell'Universo è perfezione. 

Lo sghembio, l'imperfezione, la nota stonata, il libero arbitrio, creano solo l'occasione per acquisirne consapevolezza. 

In ogni momento. 

Siamo sempre stati in quinta, sesta, settima, e via dicendo, dimensioni. 

Ma stiamo ancora alla finestra a guardare fuori, ad anelare ad un qualcosa che è sempre stato dentro noi, e di cui forse, ora più che mai, dovremo acquisire consapevolezza, per manifestare una Coscienza, non solo individuale, ma anche collettiva, potente, deflagrante, che ripristini la Vera Sovranità del nostro essere Umani, a immagine del Divino. 

Ne avevano consapevolezza gli antichi, quando già nel 10.000 a.C., rappresentavano se stessi con le mani sul plesso solare o in equilibrio tra due  animali o elementi speculari, a braccia tese, e noi, che ci guardiamo i piedi a testa bassa. 

Guardiamo il nostro sputo di territorio.

Limitante, egoico, castrante.

Perché non ha corresponsione con il cielo, sotto il quale, stiamo tutti. 

Siamo creatori, Co-creatori dell'Universo, in ogni istante, di frequenze di Bellezza, di Armonia, di Amore, di ribellione a ciò che non ci consente la manifestazione 

Potenti e ribelli.

Perché è già tutto in noi. 


Tiziana Fenu 

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Ciò che accade esternamente



💙Mastro del cuore 10/10/2023

 Oggi siamo in un portale 10/10, che si può definire anche come un portale 1/1

Il numero 11 è il primo numero Maestro.

E il mese di ottobre, nella antica medicina cinese, è governato energeticamente  proprio dal Maestro, dal Mastro del Cuore.

È definito in questo modo, il protettore del cuore, il pericardio, la sacca che protegge il muscolo cardiaco, il cuore, chiamato anche l'Imperatore.

Il Mastro del cuore ha un compito importantissimo. Funge da equilibratore osmotico.

Protegge dalla troppa emotività, equilibra le emozioni, positive o negative che siano.

Ha il compito di stemperare, pur mantenendo al caldo il cuore.

Infatti, appartenendo all'elemento Fuoco, questo importante meridiano, è in stretto contatto con la respirazione, che è quella che fornisce ventilazione all'elemento Fuoco.

Ma non è un fuoco qualsiasi.

È un Fuoco Imperiale, nobile, che energeticamente ha la sua massima manifestazione nelle ore serali.

Oggi, a ridosso della Luna calante tra Leone e Vergine, sotto il segno solare della Bilancia, abbiamo una triade di elementi, aria, Fuoco, terra, alimentati dal Sacro Fuoco del Mastro del Cuore. 

Siamo anche in un martedì governato da Marte, elemento Fuoco. 

Quindi abbiamo tutti e 4 gli elementi, in sinergia, per creare un equilibrio, proprio in seno al Mastro del Cuore, che in questi giorni è alimentato come non mai, in questi giorni di estrema tensione, sociale, politica, mondiale, che riguarda, di riflesso, ognuno di noi. 

Perché si dovrebbe andare oltre le divisioni, oltre gli interessi, oltre la supremazia, e trovare equilibrio nel senso del Giusto, dell'Armonia, dell'Amore, della Bellezza. 

Oggi siamo governati dal Sacro Archetipo Ebraico Teth, il nono, con funzione "cedente". 

È l'Archetipo Femminile della Creazione, della Sophia, della gestazione, di nuova vita,, di chiusura di un ciclo. 

Lo rappresenta, tarologicamente, l'Arcano Maggiore IX dell'Eremita, che si coordina perfettamente, energeticamente, proprio alla simbologia del Mastro del Cuore, perché simboleggia il cercare di gestire al meglio, con Maestria, appunto, l'enorme potenza del Fuoco, che può portare luce, scaldare, ma anche distruggere, o bruciare in modo definitivo, ciò che non serve.

Vedete, come è tutto meravigliosamente orchestrato.

La Perfezione dell'Universo, che incasella sempre tutto al giusto posto, perché tende naturalmente all'equilibrio, alla Bellezza, all'Armonia.

Alla piena manifestazione di sé, del proprio Cuore Pulsante.

Come ci viene chiesto in questo portale, 10/10, o 1/1, come meglio amo definirlo, il numero delle Fiamme Gemelle, si richiede un bilanciamento  della nostra Fiamma interiore, che sposa la parte lunare e la parte solare.

Si richiede la  Maestria nel realizzare pienamente, in noi stessi, in ogni nostra  manifestazione, con alchimia, discernimento, saggezza, il nostro Fuoco Interiore. 

Con Cuore e Giustizia.

Con Amore.

Con Saggezza.

Con Discernimento. 

La stessa funzione, guardacaso, che ha il Mastro del Cuore, che è come il Sacro Guardiano, il protettore, del nostro Sacro Cuore.

È un portale che si attraversa dopo una gestazione, e che ci favorisce l'accesso a quella dimensione misterica, lunare, che va oltre la ragione umana. 

Che ci prepara, soprattutto, all'impegnativo passaggio tra le due eclissi, che, come ho anticipato, saranno a breve, traguardate dal novilunio e dal plenilunio, di cui approfondiro' a breve. 

Che ci consente di rinascere a noi stessi, Maestri del nostro Cuore, del nostro sentire, a cui nessuna speculazione mentale può dare un senso. 

Perché il Cuore, il Fuoco del Cuore, è sempre molto oltre. 

E mai, come in questo momento storico, si necessita una ricalibratura del nostro Mastro del Cuore. 

Che si possa creare, in sinergia, con intento puro del nostro Cuore, una rete energetica che eviti di cadere nell'irreparabile. 

Insieme, in un'unica Frequenza del Cuore, saggio, più di miliardi di menti insieme. 


Tiziana Fenu 

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Mastro del cuore 10/10/2023



lunedì, ottobre 09, 2023

💛Impari

 "impari"

Il Sardo è una lingua omeostatica.

Tende a cercare l'equilibrio tra le parti, come lo cerca sempre tra maschile e femminile, tra Sole e Luna, tra pieno e vuoto, tra luce ed ombra. 

"Impari" in italiano, vuol dire differente, diverso

"Impari", in lingua Sarda, vuol dire insieme, sullo stesso piano. 

Dove la reciprocità si accosta anche a quel concetto dell'imparare che presuppone reciprocità tra ricevente e donatore, scalzando quel vecchio e gerarchico concetto "dell'insegnante". 

"Innoi, seusu tottusu imparausu"

"Qui siamo tutti imparati". 

Qui il "sapere" circola, attraverso le mani, i gesti, i silenzi, il fare.

Tutti allo stesso livello.

Tutti nello stesso fluire di silenzio e di conoscenze e arti antichissime, in totale e armonioso fluire con i ritmi dell'Universo, della Natura. 

Tutti sanno, e nessuno lo dice. 

Tutti sanno e nessuno insegna.

Non si necessita di ergersi a docenti, a maestri.

Nessuno resta un passo indietro.

C'è Armonia, c'è complementarietà.

C'è sinergia tra Opposti e complementari, che creano.

Si impara, "impari". 

Si impara, insieme

E insieme, i Sardi, hanno creato quelle meraviglie uniche e numerose che tutto il mondo ci invidia. 

Civiltà matriarcale, perché alchemicamente è custode di questa sinergia, ma soprattutto Civiltà sinergica, collettiva.


Tiziana Fenu

©®Diritti intellettuali riservati

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Impari




martedì, ottobre 03, 2023

💙San Francesco 2023

 Domani si celebra San Francesco d'Assisi ( Giovanni di Pietro di Bernardone - Assisi, 1181/1182 – Assisi, 3 ottobre 1226). 

Mi piace molto questo dipinto di Fuente de Cantos, "San Francesco in meditazione", 1660 circa, che ritrae San Francesco d'Assisi in preghiera. 

È un' immagine abbastanza particolare, che lo vede concentrato in una dimensione spirituale molto elevata, trascendentale, a livello del terzo occhio, del sesto Chakra Anja.

San Francesco non era un santo qualsiasi. Prima di diventare santo, ha fatto un percorso da grande alchimista quale era.

Si è spogliato di tutto il superfluo, tenendo con sé ciò che lo connetteva alla dimensione divina.

Si firmava, nei suoi scritti, con il simbolo della Tau, che originariamente, corrispondeva al grafema della "X".

Solitamente, firmano con la X, gli analfabeti.

Come se il nome e il cognome non fossero importanti.

Lo sono, ma solo in questa dimensione.

È una connotazione umana, un segno identificativo, anagrafico, che comunque rivela una certa vibrazione e frequenza, nell'incarnazione.

La X come unione degli Opposti, come croce sulla quale si inerpicano e interagiscono in sinergia, le due polarità della Kundalini, la Ida e la Pingala, risalendo, come un serpente di bronzo mercuriale, il midollo spinale.

Risalendo dalle acque, dal Caos, e sublimandosi in aria, in vapore, più puro dell'acqua.

Domani siamo in Luna Calante in Gemelli, e di riflesso, sentiamo ancora la potenza energetica della Luna Piena in Ariete, di Venerdì 29 settembre, traguardata dall'Archetipo Thet, come abbiamo visto, e dall'Arcano Maggiore IX dell'Eremita. 

Tutto ciò è preparatorio  all'importante wormhole energetico delle due eclissi, che si inaugura con L'Eclissi solare di sabato 14, con la Luna Nuova in Bilancia. 

L'Archetipo dei Gemelli, rimanda al nostro Gemello interiore, la nostra Fiamma, a cui San Francesco aderi, in totale verità, trasparenza e umiltà, nel corso della sua missione terrena. 

Fiamma Gemella, identificata anche con il suo corrispettivo Femminino terreno, la sua amata Chiara. 

San Francesco, che si firmava con la Tau, con il sigillo Divino, compendio di tutti gli Archetipi, tappa finale del percorso iniziatico terreno. 

Quel 22, che è il doppio di 11, il numero delle Fiamme. 

È anche correlato alla Stella di David, che è il simbolo geometrico della complementarietà degli Opposti. 

Domani saremmo sotto l'energia di un Mercurio che veicola questa dialettica di integrazione. 

Integrazione, che è l'ossimoro a cui San Francesco ha aderito con tutto il suo essere. 

Integrato nelle energie dell'Universo, ma non integrato nei confini imposti dalla società. 

Un ribelle Integro. 

Questo ha dato la misura della sua statura, del suo spessore, del suo messaggio energetico, sdoganato da qualsiasi fattore vettoriale decodificato dal sistema. 

E infatti, l'Archetipo di domani, è proprio il dodicesimo Archetipo Ebraico Lamed, con funzione "misura". 

Un parametro, che rivela la nostra tempra, la nostra energia, la nostra traccia nel mondo, che, eppure, ha delle coordinate spazio-temporali in questa dimensione. 

Il corrispettivo, negli Arcani Maggiori, è nella figura, altamente alchemica, dell'Appeso, colui che si distacca da tutti i beni materiali, proprio come San Francesco. 

Che ribalta la sua prospettiva 

Che deve percorrere la strada inversa a quella terrena. 

Che si deve sacrificare

Sacri-ficato, reso sacro, per un bene superiore, il suo. 

Esotericamente, l'Appeso è proprio legato al mercoledì, a Mercurio, ha l'energia del sacrificio, e cabalisticamente ed esotericamente, l'Archetipo Ebraico Lamed,  parla proprio di autotrascendenza, perché è una lettera che graficamente, tende verso l'alto. 

Se notate, la posizione dell'Appeso, sembra ricalcare il simbolo dello zolfo (un triangolo sormontato da una croce), ma capovolto. 

Un capovolto che sta tra due grossi rami, come tra le due colonne del Tempio di Salomone, "saggezza  e forza", Jakim( la Yod, il principio attivo maschile solare, lo zolfo) e Boas( la Beth, il principio passivo femminile lunare, il Mercurio), come tra le due nadi, Ida e Pingala, della kundalini, nella sinergia delle quali, avviene la trasmutazione. 

Solo a testa in giù, può essere come la rugiada, l'acqua più pura del mattino, che, adagiata sulla terra, sulla pietra, non può che evaporare, sotto l'azione del Fuoco. 

Metaforicamente, siamo sempre a contatto con il fuoco, con cose o persone che tendono a farci evaporare, con occasioni "zolfo". 

Ma il segreto, è ribaltarle, come fa l'Appeso, e padroneggiarle. 

Perché la pietra d'angolo, la Lamed, la misura, il parametro, ha con sé le due polarità in equilibrio.

Ha i due vettori in equilibrio. 

Come nel Pietro cristiano, che diventano fondamenta su cui costruire la nuova Chiesa.

Ho usato questa metafora, per indicare come, le fondamenta di noi stessi, di cui siamo cattedrali viventi, devono essere solide, e poggiare sulle due colonne portanti, le nostre due polarità gemellari e complementari, in equilibrio. 

In questo, la Luna calante in Gemelli, e il mercoledì mercuriale, convogliano verso questa sinergia, ripulita, scarnificata fino all'osso, come ci indica la dimensione della "povertà /umiltà" del nostro San Francesco. 

L'Appeso che  le due chiavi incrociate della coagulazione e della soluzione. 

È domanda e risposta, e il tutto e il nulla. Si autorigenera. 

Autotrascende anche se stesso e i suoi limiti, i suoi attaccamenti. 

Rinasce da quello stesso fuoco che lo ha portato ad ebollizione, e ora rinasce come una Fenice, dal nulla delle sue stesse ceneri. 

È diventato il suo punto di Origine, il suo punto zero. 

Niente ha, e Tutto é. 

Non necessita di altro. 

Non aspetta la pioggia. 

Si fa rugiada dalla stessa terra dove lo hanno sacrificato. 

È stato talmente alchimista da ribaltare la situazione a suo favore. Da imparare a vedere e agire, in una prospettiva diversa. 

Questa Luna calante in Gemelli, è straordinariamente potente e vivificante, se riusciamo ad essere flessibili come l'Appeso, se tendiamo alla Vita, se sappiamo attraversare e gestire il Fuoco a nostro favore. 

Se abbiamo adattabilità, umiltà, se diventiamo occasione noi stessi, tanto da capovolgerci, da essere "sacrificati" al contrario, a testa in giù, perdendo dalle tasche, tutto ciò che non ci serve. 

Perché abbiamo già in noi, tutto il necessario. Siamo Mercurio vivente, con le polarità della kundalini attive, pronte ad esperire, a ricevere, e donare. 

Inizio e fine. Per riscrivere ogni volta una nuova versione di noi stessi. 

Con una Luna calante che fa defluire. 

Che scarnifica, piano piano, fino alla luna Nera, alla Lilith della nostra intima Essenza e Verità. 

Questo, significa essere Maestri.

Lasciare che il Divino agisca proprio partendo dai nostri strati inferiori, dalle nostre debolezze, dal nostro vacillare, senza ripudiare questa nostra vulnerabile dimensione umana.

San Francesco era meravigliosamente umano e vulnerabile.

Si è fatto strumento. Si è lasciato "accordare" dal tocco divino, come un guerriero spirituale in perfetta padronanza del proprio Regno, interiore, soprattutto.

Quando le nostre corde interiori, le nostre contraddizioni, le nostre polarità, si accordano e si muovono sulle note di uno spartito comune, si può sentire tutta la melodia che esprimono, che si dilata verso l'esterno.

Armonia, sono gli opposti che si complementano, e che integrano e che bypassano ogni dualità. 

Allora si, che ci si sente fluire, come pioggia sul cuore, dove anche le lacrime, si amalgamano alla pioggia e diventano ristoro per una terra, per un cuore riarso, ma ancora fertile e produttivo.

Ti senti frattale di un disegno più grande.

Lascia che sia.

Lascia che Tu sia, in tutta la tua Pienezza e Verità.

Non necessiti di spiegazioni.

Sei già domanda e risposta insieme.

Semplicemente, " tu sei".

Il resto, verrà da sé.


Tiziana Fenu

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San Francesco 2023




💚Simbologia Torre di Bolligen, Jung

 


Questa rappresentazione che è presente nella "torre di Bolligen", è stata riprodotta  in una particolare struttura che Carl Jung, intellettuale di spicco nell'ambito della filosofia, psicoanalisi e psicologia, fece costruire in un terreno, nel 1923, nell'omonima cittadina svizzera dopo la morte della madre, seguita dalla morte della moglie. 

Una struttura particolare che trasuda molta simbologia archetipale, nella quale Jung trascorse molto tempo, in totale isolamento e disconnessione dal mondo, senza acqua corrente ed elettricità, creando le sue opere più famose, proprio in questo "grembo alchemico". 

Avevo un vecchio mio scritto a riguardo, che non ho mai pubblicato perché, alla luce di una nuova interpretazione, riesco, oggi, a cogliere particolari che oggi hanno acquisito nuova luce e rivelazione. 

Evidentemente dovevo attendere questo momento, pur traguardato da un diniego e non riconoscimento, su cui non mi soffermo, ma la cui funzione è stata proprio quella di manifestare, di  portare alla luce. 

Inanzittutto, osservo che, sovrapponendo l'immagine ad una Vesica Piscis, ha gli stessi suoi parametri della Geometria Sacra, perfettamente coincidenti. 

Presenta anche, per ognuna delle quattro sezioni più quella centrale, gli Elementi alchemici più forti per la trasmutazione. 

Cinque sezioni. 

Un numero che rimanda al Femminino, al pentacolo, al tragitto pentacolare di Venere, nel cielo, nel corso di 8 anni. 

Il pentacolo. 

La Tanit. 

La chiave della vita, il Sacro Ankh. 

Il Femminino che fa da connessione tra cielo e terra. 

Quindi, già questo, il quadrato e la stella a cinque punte, rimandano al Femminino. 

In senso orario, sono rappresentati dei simboli, in ognuna delle quattro sezioni. 

Saturno( alchimia della materia-piombo) in alto, contrapposto a Marte(ferro). 

Giove-Sole(stagno e oro), contrapposto a Luna-Venere( Rame-Mercurio)

Sono i simboli della trasmutazione alchemica, con al centro, il Bambino che si trasmuta, con il simbolo del Mercurio nel plesso solare, il centro alchemico del Fuoco della trasmutazione.

Anch'esso, come gli Apkalli mesopotamici, di cui ho parlato molte altre volte( cito solo uno dei miei post a riguardo https://maldalchimia.blogspot.com/2021/11/banduddu-sacred-symbologies.html?m=0), ha un banduddu/secchiello nella mano sinistra, il lato del Femminino, il cui simbolo è proprio l'acqua. 

L'acqua che trasforma, che benedice, che purifica, che porta una nuova rinascita.

BaNDuddu

BND

Stesse consonanti del BeNeDire

Avviene nel grembo del Femminino.

Il Mercurio infatti è legato al Femminino.

La trasmutazione avviene nel suo stesso grembo, in quel plesso solare dove può ritrovare l'originaria dimensione incorrotta dell'Oro, dell'Innocenza. 

Un bambino che ritrova la sua dimensione divina, all'interno di un'architettura Sacra, che non è limite, ma espansione, e che lo fa accedere alla divinità ritrovata, o mai persa, al suo Fuoco alchemico primordiale, in cui lui stesso è divinità in terra, capace di benedire e trasmutare a sua volta..

Veicola un messaggio molto alchemico, un percorso iniziatico..

Un bambino che viene definito telesforo, quindi portatore di Luce.

Ma quale è il portatore di Luce per eccellenza, se non il Femminino? Santa Lucia ne è un esempio.

Il Femminino cattolico della Venere portatrice di luce, all'alba e al tramonto, simbolo di tutti i Sacri Femminini, che via via nel corso dei millenni, sono stati rappresentati nelle varie icone rappresentative. 

Un portatore di luce, dal latino "lucifer", parola composta da "lux" e "ferre", il "portare luce", che in greco abbiamo come "phosphoros", che rimanda al fosforo alchemico( in chimica organica, il fosforo è rappresentato da una P, la stessa del crittogramma di Cristo, energia androgina, infiammabile che è puro Fuoco Sacro). 

"Fosforo/Phōsphóros", "portatore di luce" o Eosforo (in greco, Eōsphóros, "portatore dell'alba"), dio greco, e personificazione della luce del mattino, che in origine rappresentava la "stella del mattino", ben distinta rispetto a Espero, la "stella della sera", ma è in seguito alla scoperta, che le due stelle, che sono entrambe manifestazioni del pianeta Venere, che le due figure vennero assimilate in una. 

"Luc*ifero", quindi, che, indica sia Sirio che Venere, che traguarda l'alba durante il Solstizio estivo, e il tramonto durante il Solstizio invernale. 

Il Femminino, infatti è custode dei Solstizi, come ho già avuto modo di approfondire proprio in questa mia pagina ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/06/dea-ecate-solstiziale.html?m=0). 

Una Venere, quindi che "porta la luce" prima dello stesso sole e delle tenebre della notte, nota, in Egitto, come Tioumoutiri, Inanna per i Sumeri, Ishtar per i Babilonesi, Inanna, fino ad arrivare, attraverso altre figure alchemiche , Dee della Creazione, alla più recente Venere/Afrodite.

Un Sacro Femminino che "Porta alla Luce", che rende manifesto, attraverso il suo doppio e speculare( le Dee che portano luce, hanno spesso lo specchio in mano, e anche questa rappresentazione simbolica, è a specchio), perché è proprio lo speculare e il gemellare, il riflesso (palese specialmente nelle sacre ierofanie), a rivelare il divino( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/il-concetto-di-gemellare.html?m=0) 

Ed è il gemellare, a dare origine, per confricazione, proprio per accensione del Fosforo, del Fuoco alchemico, come la capocchia di due fiammiferi, alla stessa umanità, nel periodo dell'Oro. 

Il Femminino e il suo speculare. 

La Forza generatrice del Sacro Fuoco, che manifestano, fanno emergere la Luce dal buio, come una Merkaba che interseca le due polarità opposte e manifesta il Corpo di Luce. 

L'Eremita, Arcano Maggiore IX, è un portatore di Luce, perché ha un proprio Fuoco interiore che arde. 

Ma a cosa è intimamente collegata la simbologia dell'Eremita, se non al nono Sacro Archetipo Ebraico Thet, che rappresenta proprio il grembo, la gestazione, il Femminino che accoglie e che porta a compimento?

Anche le figure sacerdotali importanti, il Femminino Sacro, degli Antichi Misteri Iniziatici, siedono su un cubo. 

Cubo sul quale, in questo contesto, è incisa questa rappresentazione a mandala, che riproduce lo schema di una Vesica Piscis.

Come l'Iside velata.

Perché il cubo è l'espansione tridimensionale del quadrato, che indica la Madre Terra, con i suoi 4 Elementi e punti cardinali, i 2 equinozi, i 2 solstizi..

È un Femminino che accoglie in sé la Sacralità del Tutto.

Il Tutto in potenza, che può diventare azione.

La Vesica Piscis, al centro del quale vi è questa figura alchemica, portatore di Acqua e di Luce, quindi di Acqua e Fuoco, è proprio il simbolo della trasmutazione che si attua attraverso la sinergia della polarità degli Opposti.

Rimanda, alchemicamente, nella dimensione archetipale che Jung tanto amava, al quattordicesimo Sacro Archetipo Ebraico Nun, con funzione trasformazione.

Il pesce alchemico, l'androgino per eccellenza, come lo è la figura del telosforo. Il Cristo dei nostri tempi. 

La Nun, che in inglese significa "suora", rimanda ad un essere divinizzato, che porta sia l'acqua e il fuoco per purificare e trasmutare.

Il velo/cappuccio che porta sul capo, non è altro che un retaggio archetipale, iconografico, che risale alle prime rappresentazioni di coloro che furono identificati come i civilizzatori dell'epoca, i risvegliatori della coscienza, gli Oannes, metà uomini e metà pesce, con il viso che compare proprio dalla bocca del pesce, come un successivo velo, a traguardare questo passaggio metaforico, a ricordarne l'origine.

Ne parlai riguardo una statuina accadica, risalente probabilmente alla III dinastia di Ur( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/11/statuina-oannes-neo-sumera.html?m=0).

Un'iconografia, quella del pesce alchemico, rimasta fino ai giorni nostri, arrivata a noi sia attraverso luoghi di culto sacri, traguardati proprio da queste rocce spaccate al centro, come se fossero la bocca di un pesce ( il pesce/balena-il cui nome, in arabo, è ancora Nun-alchemico, del Giona biblico, che passò tre giorni trasmutativi nel suo ventre, prima di acquisire la consapevolezza della sua missione. Sempre nel grembo alchemico Femminino, perché la Nun è il Femminino che alchemizza le due polarità), e rappresentata anche, in tempi, ancora attuali, dalla mitra vescovile e papale, di cui ho già approfondito( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/08/le-sacre-rocce-mitra.html?m=0).

Questa rappresentazione è estremamente simbolica, e sicuramente, veicola molto altro di ciò che manifesta chiaramente.

Come è nello stile di uno speleologo della mente e dell'Anima, come Jung.

Codici criptati da rivelare.

Io ci ho provato, secondo il mio sentire.. 

Come sempre. 

Libera interpretazione e libero pensiero. 


Tiziana Fenu 

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