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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

martedì, novembre 14, 2023

💛Bronzetto Sciamano Vulci

 Ho visto più volte, in questi giorni, girare, su profili anche non italiani, le immagini del nostro bronzetto sardo di Vulci, che si continua a definire come "pugilatore".

Ho dato la mia personale interpretazione tempo fa, a cui vi rimando, per la lettura, sul mio blog( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/simbologia-delle-trecce-nel-bronzetto.html?m=0), tenendo conto di tutta la simbologia di cui il bronzetto il portatore, nei particolari che manifesta in modo evidente.

Uno sciamano, un'alta figura sacerdotale, che ha caratteristiche comuni con i nostri Giganti di Mont'e e veicola una simbologia da demiurgo creatore, Monadico, quindi portatore di un'energia androgina.

Porta anche la sacchetta sciamanica, di cui ho approfondito in quest'altro scritto

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/sacchetta-sciamanica.html?m=0


Tiziana Fenu

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Bronzetto Vulci



domenica, novembre 12, 2023

13/11/2023 Novilunio Scorpione /Diwali 2023

 Domani 13/11/2023, siamo in Luna Nuova in Scorpione

Saremmo guidati dall'energia del tredicesimo Sacro Archetipo Ebraico Mem, le  acque della Sacra Madre Primordiale. 

Le acque amniotiche della Memoria, e dall'Arcano Maggiore XIII della Morte. 

Siamo anche in un giorno 13, e questo è speculare all'intensa giornata di ieri, che faceva 11 come somma, ma anche come giorno e mese 11.

Domani saremmo di Lunedì, in un segno d'acqua, lo Scorpione, sotto una Luna in Scorpione e sotto un Archetipo Mem

Una giornata, energeticamente profondamente consacrata al Sacro Femminino, e alla capacità di partenogenesi del Femminino, che nasce e muore a sé stesso, continuamente, sia per essere fecondato, ma anche per mantenere attiva la sua fertilità, che non è subordinata alla fecondazione. 

Perché se si ha l'energia per vivere, si ha anche per morire, condizione necessaria, sacrificio necessario per sacralizzare la venuta alla luce. 

Il Seme è Energia potenziale, a prescindere dal germoglio, ed è Monade integra fino a quando si Sacri-fica , muore a sé stesso, si squarcia, per trasformarsi in altro, in germoglio. 

Per emergere, per venire alla luce. 

Ma la potenza è tutta nel seme, non nel terreno.

Ci sono piante meravigliose che germogliando tra le spaccature del cemento, nel deserto. 

Nella stessa aridità della vita. 

E anche se non germogliassero, sono dei meravigliosi Semi, pieni di potenzialità. 

Ad un occhio attento li riconosco. 

Emettono energia e luce anche attraverso la dura scorza. 

Questo si lega perfettamente alla straordinaria combinazione di questi tre giorni, sabato domenica e lunedì, con un portale, con una festa della Luce, il Diwali, che si festeggia oggi, e con una Luna Nuova in Scorpione, domani. 

E ancora, sabato( Saturno), domenica( Sole), lunedì ( Luna). 

Le Fiamme, il Maschile e il Femminile, che risuonano in corresponsione sulla ruota del tempo di Saturno, che, anch'esso, come la Mem, di domani, come lo Scorpione, è legato al Femminino. 

Al Femminino Monadico, il grande Grembo, che spesso non riconosciamo, perché porta in sé anche quell'ombra che preferiamo tacitare o ignorare, ma che inevitabilmente, ci scaraventa nel nostro stesso grembo, con fermezza e dolcezza. 

Per farci vedere. 

Per riconoscerci dove non immaginiamo. 

Ci viene chiesto di scendere in profondità, nel limbo della nostra stessa decomposizione, come le foglie autunnali che marciscono dopo la loro caduta. 

In un'acqua che, in un segno d'acqua come lo Scorpione, non è limpida, ma torbida, poiché implica una trasformazione profonda, paludosa, invisibile in superficie, dove tutto si compie al buio, soli con noi stessi. 

La divinità rappresentata dallo scorpione, presso gli Antichi Egizi, era Selkhet, divinità funeraria, Custode della vita e della morte, come ho già scritto in uno dei miei ultimi scritti. 

E gli Scorpioni, 7 Scorpioni, erano i custodi di Iside, il Sole Nero, il Sole dietro il Sole, Saturno, proprio perché era presiosa. 

L'Iside Velata, quella che si rivela attraverso il percorso iniziatico dell'apertura dei 7 chakra, che possono essere abissi e vette, lo sappiamo bene. 

A favorire questa discesa nel nostro personale Ade di trasformazione,  è l'energia della data di ieri, come abbiamo visto, l'undicesimo  Sacro Archetipo Ebraico Kaf, con funzione "pen*etrante", che indica un momento di transizione molto intenso, in apertura, estremamente potente, perché il numero 11, ha la forza equilibrata del maschile e del femminile, il primo Numero Maestro, il più importante, catalizzatore di potenti energie, che possono portare sulle vette, o scaraventarci negli Abissi, proprio come è nelle stesse caratteristiche dello Scorpione. 

E ieri, Archetipo e segno zodiacale  si sono  armonizzati alla perfezione. 

In un momento storico, sociale e individuale, dove è un attimo non riuscire a veicolare positivamente la forza contenuta  in questo Archetipo Kaf, che va all'Essenza delle cose, dove è presente l'energia monadica degli opposti. 

E il potere dell'alchimista è quello di gestire al meglio le proprie energie. 

Questo significa metterle a disposizione di una creazione costruttiva, che funga da agente di coesione anche con gli altri che vibrano della stessa frequenza. 

In quest'ultimo periodo abbiamo visto tanti elementi di coesione, come in una catena magnetica. 

Mani nelle mani. 

La forza del silenzio.

La Presenza. 

L'eloquenza elettrica, pulita, fluida, immediata. 

Cerchi umani di connessione. 

Per smuovere i fili dei burattinai. 

Che, abbiamo visto, a pari intensità, risponde con un'azione uguale e contraria. 

Eccessiva per molti, per chi non sa gestire le Energie Divine, ed è abituato a lavorare con quelle basse, terrene, molto meno potenti, perché spinte dall'immediato, dalle circostanze, dalla necessità, non dalla nostra Intima Essenza. 

Ma io osservo e vedo quanta intensità in questa Luce astrale, in questa chiave, mossa da un solo uomo, che ha fatto tremare la terra sotto i piedi. 

Questo, significa Kaf. 

Convogliare e pen*etrare. 

Perché è manifestazione di Energia Divina. 

Lo Scorpione aiuta a scendere in profondità, nell'Abisso. 

A smuovere le acque paludose, poiché conosce il segreto per conquistare la vetta. 

La Kaf insegna a gestire in profondità queste grandi energie divine, che incarnate negli Umani, diventano Emozioni, Sentimenti. 

Quanto siamo capaci di far aprire le fauci al temerario leone, come fa la fragile e delicata fanciulla dell'Arcano XI dei Tarocchi, "la Forza"? 

Quando sei arrabbiato, la tua rabbia è la tua consapevolezza, il tuo sensore, la prova che sei ancora vivo, consapevole, pulsante, ricettivo. 

È tempo di trasformare questa energia, di scendere nel proprio Mistero, accessibile solo a noi stessi. Di essere omeopatici verso noi stessi, cura e veleno, portatori di veleno nel pungiglione dello scorpione, e contemporaneamente, la nostra stessa cura.

Quella cura, quella guarigione che può avvenire solo nel nostro stesso grembo, bevendo le nostre stesse acque, come Giona nel ventre della balena, senza fare della nostra ribellione, della nostra rabbia, la nostra palude.

Emergendo, diventando Maghi di noi stessi.

Camminando sopra le nostre stesse acque. 

Toccando quelle alte vette di Misticismo e profondità che solo uno scorpione può. 

Dobbiamo saper cogliere il nostro Mistero, la nostra formula magica, per poter imparare ad agire nel mondo e bypassare gli incantesimi a cui ci sottopone la realtà in cui viviamo.

Che è solo un contesto, un'occasione, una coordinata terrena. 

Niente di più. 

Come Anime ne abbiamo vissuto centinaia, vita dopo vita.

L'energia dell'Archetipo Kaf,  ci ha aiutato in questa discesa alchemica, per sviscerare la nostra stessa Essenza e portarla alla luce, come in una Coppa votiva, alla quale rinnoviamo la promessa di Fedeltà a noi stessi, alla nostra Essenza.

Al nostro sentire.

Al nostro intuito.

Ai nostri sentimenti.

Alle nostre emozioni.

Dove impariamo, prima a fidarci di noi stessi, e poi degli altri.

Dove impariamo a gestire, a governare, da Imperatori quali siamo, le nostre energie, senza disperdere dove non serve.

Dove impariamo a rilasciare, a lasciare andare, ciò che ci tiene bassi, di qualsiasi natura sia.

Dove impariamo a non aver paura.

Perché tutto è stato già vissuto e affrontato.

Dobbiamo solo ricordare il coraggio che ci ha contraddistinto nella tormenta, e l'odore dei nostri stessi demoni, diventati profumo di casa.

Perché sono ciò che ci ha consentito di oltrepassare la Soglia, di fare il salto di Ottava.

Di riconoscerne il Drago, di attraversare le sue lingue di fuoco purificatrici e scarnificanti, e arrivare al tesoro dell'Essenza.

Saper affrontare il nostro stesso Ade, scendere nel nostro Abisso, significa imparare a come poterne risalire.

Nessuno ce lo può insegnare.

Ogni Ade fa esperienza a se.

Al di sotto di esso, c'è il nostro Bambino interiore, la nostra Purezza, la nostra Origine, la nostra Integrità, la nostra Verità, la nostra Innocenza primordiale, che nessuno può inficiare.

La nostra Luce, che si si manifesta, celebrata proprio oggi, attraverso il Diwali, con un Archetipo 12, la Lamed, con funzione "misura", e l'Arcano Maggiore XII Dell'Appeso, con Luna calante in Bilancia. 

Oggi testiamo la nostra misura, la nostra potenzialità come Seme, la nostra Luce, la nostra Frequenza. 

Siamo in equilibrio anche a testa in giù. 

Anche fisicamente, si sente lo sbandamento del cambio di energia, di prospettiva, pronti per un nuovo slancio. 

Con una rinnovata energia 

Senza più disperdere. 

Senza più donare a vuoto. 

Il Seme può germogliare ovunque, proprio perché preserva le sue energie, non le disperde, e quindi si può permettere di germogliare ovunque. 

Dovremmo arrabbiarci quando veniamo meno a noi stessi, perché gli altri, le situazioni, adempiono semplicemente al loro ruolo: farci vacillare, decentrarci dal nostro baricentro.

Ed è giusto che sia così.

Perché solo oscillando si trova l'equilibrio.

E quando si trova l'equilibrio, si trova anche il proprio ritmo, come un metronomo, che può coordinarsi a ritmi simili ai nostri, fino a creare una sinfonia perfettamente accordata, dove si ha lo stesso ritmo, lo stesso linguaggio, la stessa frequenza.

Non affanniamoci a cercare frequenze simili alle nostre.

Verrà da sé.

E quel che a noi, sembrava attrito da poter limare, era semplicemente una banda di frequenza diversa, che non può realmente recepire, poiché è impostata su frequenze diverse dalla nostra, e che nessun intervento può sanare.

È come la creazione di una Galassia, i cui pianeti si reggono energeticamente a vicenda, in uno scambio, perché hanno la stessa energia.

Soffermiamoci in quegli occhi che sono, per noi, galassia.

Questo deve essere il nostro unico imperativo. 

Insieme a quello di armonizzare le nostre due polarità, perché solo la potenza femminile, dà potere al suo Dio maschile. 

Attingere energia dai nostri istinti più animali, più istintivi, più viscerali, rappresentati dal leone, significa non distruggerli, ma trasformarli ed incanalare in modo costruttivo, nobilitandoli in Oro. 

Questo significa saper usare l'Alchimia. 

Si conciliano le divergenze in nome di un interesse comune. 

Nell'integrazione. 

Ci stanno insegnando la disgregazione. 

La sopraffazione. 

La gente assorbe. 

Prevarica. 

Emula. Si sente autorizzata alla prevaricazione e sopraffazione, allo sminuire l'altro.

Con arroganza, con strafottenza.

È il potere illusorio dei "piccoli". 

Guardatevi intorno. Si agisce sempre di più in questo modo. 

Nel piccolo, come nel grande. 

Ma i Guerrieri Spirituali non vogliono il potere esterno, ma la capacità di saper governare le proprie energie interiori. 

E per poterle governare, bisogna conoscere e riconoscere i propri Demoni interiori. Interiorizzarli, appunto, e farne linfa vitale dalla loro forza propulsiva, che è potentissima, senza arrivare al punto di farli implodere e creare delle voragini che ci inghiottirebbero. 

Il tempo è arrivato. 

Coloro che resteranno in piedi saranno proprio i Guerrieri Spirituali. 

Coloro che non hanno bisogno di sgomitare, di sminuire. 

Di sopraffare, anche solo verbalmente. 

Fanno un passo indietro e osservano. 

La loro Presenza, la loro Sacra Energia, fa tremare la terra anche senza muovere un passo. 

Si chiama Presenza. 

A se stessi, innanzitutto. 

I palcoscenici, alle primedonne. 

 Per i Guerrieri, c'è la Regia. 

Mi dici poco.. 

I festeggiamenti di oggi, il Diwali indiano, onorano il Sacro Femminino. Le strade si riempiono di luci e colori, e il cielo è inondato di fuochi d’artificio. Si onora il Divino nella forma della Madre Divina Lakshmi, consorte di Vishnu, ed espressione della luce, della generosità e della prosperità.

Si onora la loro Luce sinergica che porta Amore nelle tenebre. 

Quale migliore sincronicita' energetica, per festeggiare la festa delle luci, delle nostre luci interiori, delle Fiamme Gemelle(il cui numero è 11, come l'Archetipo di ieri, frutto della ierogamia delle nostre due polarità, con noi stessi e con l'altro, quando riusciamo ad emergere, a trasmutare la nostra palude scorpioncina e raggiungere le vette? 

Buona Luna Nuova di trasmutazione, per onorare la nostra Vera Essenza, in Verità, senza maschere. 


Tiziana Fenu 

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13/11/2023 Novilunio Scorpione/Diwali 2023



giovedì, novembre 09, 2023

💛💚Anello Museo Sant'Antioco

 Stavo visionando questo video, 

https://fb.watch/ocvxWn1HJR/ in cui si illustra un bellissimo anello esposto al

 Museo Archeologico Ferruccio Barreca (MAB) rinvenuto in una necropoli "Punica" vicino a Sant'Antioco. 


Poi mi spiegano come fanno a definire punico questo reperto ( immortalato nel fermo immagine del video), quando sono presenti elementi decorativi esplicitamente sardi come simbologia e come struttura.

Il fiore centrale ha 8 petali.

Ho sottolineato e approfondito più volte( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/la-simbologia-della-stella-otto-punte.html?m=0) come la simbologia della stella a 8 punte, che rappresenta il Sacro Femminino( basta pensare alla stella di Ishtar in ambito Mesopotamico) fin dai tempi antichissimi, sia estremamente presente anche nella nostra Civiltà, tanto da arrivare fino ai giorni nostri, presente negli antichi rosari di eccellente manifattura. 

Intorno alla stella a 8 punte, cinque cordonature.

Il cinque è ancora numero, del Femminino, Archetipo He,  con funzione "vita", la H del tetragramma divino YHW, presentissima in Sardegna. Lettera rappresentata da una Tanit, perché la conformazione ad H simboleggia il Sacro Femminino in equilibrio con le due polarità delle due energie, come sempre è stato rappresentato.

Ishtar, Inanna, la dea dei Serpenti minoica, e molte altre Dee, che rappresentano in questo equilibrio mercuriale, di scambio equo tra le due energie, le due nadi della kundalini, Ida e Pingala, il Femminile e il maschile, la possibilità di accesso alla dimensione divina, che era prerogativa della dimensione Femminina, prima che, con il subentrare del Patriarcato, diventasse di esclusivo dominio del Mascolino.

A ridosso delle 5 cordonature, c'è una decorazione formata da 34 elementi decorativi in "vetro", bianchi e blu, così li hanno definiti, ma potrebbero essere cristalli più preziosi.

Ma comunque sia, sono il simbolo dell'integrazione delle due polarità, 17 "femminili" e 17 maschili. 

Il 17, sommato, è un "1+ 7", che mi dà un 8, e ritorniamo alla rosetta con 8 petali, simbolo del Femminino. 

Una corrispondenza, quella del 17, che ritroviamo anche in un altro anello, con rubini, tipicamente sardo, chiamato "Sa mura sarda" ( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/sa-mura-sarda-anello.html?m=0), in cui abbiamo 17 rubini. 

"L' Arcano Maggiore 17, nei Tarocchi è simboleggiato da una stella.

"Nascere sotto una buona stella" è altamente beneaugurante

Ma il 17, nella sua riduzione teosofica, diventa un' otto (1+7),che indica l'infinito, ciclicità che si ripete, unione di cielo e terra, unione continua e dinamica tra gli opposti, tra maschile e femminile. È il simbolo stesso della creazione dinamica, del divenire"

Ma se vogliamo, il 34, è un 3+4, la dimensione spirituale( 3) che dimora nella dimensione materica (4), che sommati tra loro, mi danno un 7, numero Femminino per eccellenza. 

Un ciclo lunare di 7 giorni. 

I 7 chakra della kundalini, che è l'energia Femminile, la Shekinah, che contiene, come una coppa, le due polarità. 

Intorno a questa decorazione di 34 elementi, un'altra "crodonatura", la sesta, tecnica tipica delle nostre lavorazioni, sia orafe, che nei cestini, chiamati, appunto, "is crobeddasa". 

Ma l'elemento forse tipicamente più sardo, sono le doppie spirali, presentissime nella nostra Antica Civiltà Sarda. 

Ho già approfondito sulla simbologia delle spirali, anche nel mio recente post sul bassorilievo presente nella Domu de Jana di Bonorva( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/10/domus-de-janas-bonorva-sa-pala-larga.html?m=0) 

Ma una doppia spirale, speculare, è una simbogia antichissima nella nostra Civiltà Sarda, che troviamo addirittura in una Domu de Jana, a Oredda,  in un bassorilievo  Oredda in una colonna all'interno della Domus

I nostri Antichi Padri e Madri, amavano moltissimo  la simbologia della spirale 

Come nel petroglifo della  Domus de Janas Corongiu , nella necropoli di S'Acqua Salida, a Pimentel (Ca)., di cui ho già approfondito la simbologia ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/07/gli-dei-delle-spirali.html?m=0) 

"Sembra un racconto. una storia con ideogrammi. 

Simbologia che ritroviamo anche nella sua versione singola, non speculare, come nel 

bassorilievo nella nostra Domu de Jana  dell'Ariete, a Perfugas(Ss), in Sardegna, metà IV millennio aC. (https://maldalchimia.blogspot.com/2020/09/petroglifo-sardo-e-siciliano-confronto.html?m=0), per il quale è stata evidenziata la similitudine con  il bassorilievo  proveniente dalla Necropoli di Castelluccio, in Sicilia, in provincia di Siracusa, ed esposto al museo Paolo Orsi di Siracusa, fine III millennio a. C.

Una simbologia presente, in modo evidente, anche in questo anello, molto più recente( si parla della metà del secondo millennio aC), ma che siruramente è un elemento simbolico identificativo della nostra civiltà, come unione di sinergie terrene e cosmiche, contrapposte e complementari, finalizzate alla creazione, che fanno da cornice ad una "crodonatura" a sei circonferenze. 

Il numero 6 è la perfezione dell'Unione degli Opposti, riconducibile anche alla simbologia dell'esagono, di cui ho approfondito più volte e legato all'Archetipo Vav, la W del trigramma /tetragramma YHW /YHWH, di cui, come vedete, abbiamo già due Archetipi presenti, La He, e la Vav/Waw

Perché è un anello che simboleggia un'unione Sacra, che parla di fertilità, di grembo Femminino che accoglie e porta il fiore di questa fe*condazione. 

Il particolare motivo a "crodonatura", è assemblato a moduli di due, in modo che formi la disposizione della spiga del grano, simbolo di fertilità ed elemento contraddistintivo strutturale e architettonico dei nostri nuraghi, simbolo di fertilità, di incontro, tra cielo e terra ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/05/lavorazione-spiga.html?m=0) 

Anello "punico", dicono. 

Ma anche no. 

Anello tipicamente sardo. 


Tiziana Fenu 

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Anello museo Sant'Antioco








mercoledì, novembre 08, 2023

💙Portale 11/11/2023

 Sabato 11/11/2023, abbiamo una giornata energeticamente molto particolare.

Siamo in un portale 11/11/7, le cui cifre, sommate tra loro, mi danno ancora un 11.

Un Portale energetico, quindi, molto intenso, sotto l'energia di Saturno, come è stato per le due eclissi solare e lunare, di novilunio in Bilancia, sabato 14 ottobre,  di plenilunio in Toro, sempre di Sabato, il 28  ottobre, con Archetipi e Arcani Maggiori, rispettivamente, in Mem( acque primordiali) e Arcano Morte, e Archetipo Tsade (divisione apparente) e Arcano Luna.

Stavolta siamo in Luna calante in Bilancia, a cui subentra lo Scorpione, il segno sotto il quale ci troviamo, dal pomeriggio in poi.

Saremmo sotto l'intensa energia dell'undicesimo Archetipo Kaf, con funzione "penetrazione", e sotto l'energia dell'Arcano Maggiore XI della Forza

Il portale 11/11, ci parla di corrispondenza. 

Ho sempre sostenuto che i portali, in quanto tali "non esistono". Si tratta di particolari combinazioni planetarie, numeriche, energetiche, che dinamizzano, in risonanza, le nostre frequenze.

Fungono da "trigger". Non dobbiamo mai aspettarci che "accada chissà cosa", perché effettivamente, la maggior parte delle volte, non accade proprio niente.

Eppure, in modulazione, e affinità, alle nostre personali frequenze, ne sentiamo i passaggi, il riverbero, sentendoci comunque in corresponsione con delle dinamiche più ampie, universali, cosmiche, che viaggiano sempre su frequenze nobili, pulite, alte. Questo, è un importante Dono, per noi umani, che beneficiamo, a seconda della nostra ricettività, di queste energie.

Le energie di questo importante portale "11/11", sono abbastanza forti, anche perché si manifestano dopo un plenilunio in Toro e di un'eclissi lunare molto forti, energeticamente, come ho scritto nei miei ultimi post e in prossimità della Luna Nuova proprio in Scorpione, di Lunedì 13, ancora sotto un Archetipo Mem, sia come giorno 13, che come somma totale della data.

Archetipo Mem, e Arcano Maggiore della Morte, come è stato per il novilunio in Bilancia, con eclissi solare, del 14 Ottobre, sempre di Sabato. 

Come vedete, abbiamo anche qui, una sorta di reiterazione energetica

Abbiamo fatto il punto su molte cose, inabissandoci e risalendo a riva.

Abbiamo ripulito e lavato tutto ciò che di eccessivo ci ha allontanato dal nostro baricentro.

Ma l'oscillazione era necessaria

Per ricominciare, per stare in equilibrio.

Come i funamboli, che trovano un equilibrio, il modo di sorvolare al di sopra delle cose, solo oscillando sulla corda.

Mai troppo tesa.

Mai troppo morbida.

Tesa, quel tanto che basta, per consentire il margine, la nostra Sacra zona di creazione. Nel movimento, nella dinamicità, pur non perdendo di vista, il nostro baricentro.

L'inabissamento nelle acque dello Scorpione si è fatto sentire in modo molto intenso, e questo portale, con la Luna tra Bilancia e Scorpione, ci spinge ancora più a fondo, lì dove c'è la spinta propulsiva per risalire a galla. 

È nel fondo, nel buio, la nostra Maestria, il nostro Sacro Maestro 11, la nostra Corona, perché l'Archetipo Kaf indica la Corona, la K ribaltata di 90°, la nostra Forza, come l'Arcano Maggiore XI.

Conosci te stesso.

Conosci il tuo nemico.

Penetra l'Essenza delle cose.

11/22/33

I tre numeri maestri.

11/11

22

Numero delle Fiamme Gemelle

L'unità Monadica. 

Stella a 6 punte.

Stella di David, i 6 vertici di un esagono

E uno dei fenomeni più affascinanti e studiati del Sistema solare è il vortice a forma esagonale che si trova al polo Nord di Saturno

Che corrispondenza sorprendente

L'11 è l'Ottava alta del numero 2.

La dualità che si sublima in una dimensione superiore.

Nella sua totale regalità e Maestria.

Che prende consapevolezza della sua Corona.

È la Corona legata alla prima e più alta delle Sephiroth dell'Albero della Vita, ed è caratterizzata da due aspetti.

Uno interiore, l'Atik Yomin, celato e unito intimamente alla Luce infinita.

L'altro aspetto è esteriore, l'Arich Anpin, è è l'aspetto dell'espressione della volontà divina. È la forma, la Corona, aperta sul capo, come una K,  che contiene l'emanazione divina della Sephiroth Keter.

Un'emanazione che è al di là della comprensione umana, ma che attinge luce dalla stessa Sorgente, riversandola nelle nostre vite umane nella forma di attitudine, di desiderio, di afflato nel manifestare questa stessa luce divina, infinita.

Rivela l'Essenza delle cose, che per natura, sono ancestralmente legate alla dimensione più pura, monadica, senza separazione. 

Questo Sacro Archetipo attiva questa memoria regale, di stirpe, nonostante sia impiantato nella realtà, in un Albero della Vita che è emanazione divina, ma che affonda le radici nella Malkut, nella dimensione terrena. 

Porta luce, maestria, trascendenza.

Sono le radici di un albero capovolto, che nasce realmente, in una dimensione divina, in cui non vi è dimensione spazio temporale, ma solo Verità, che non ha parametri.

Che non è quindi sondabile, che non esiste in rapporto alla nostra Coscienza, che sappiamo dipendere da variabili terrene..

Una dimensione senza fine e senza inizio, in cui fine e inizio si fondono in un unico punto zero che tutto contiene

È un abisso occulto, da cui tutto è sorto, molto in linea con il segno dello Scorpione che stiamo attraversando, e con la Luna calante in Scorpione, proprio per questo portale 11

E questo si ricollega alla ciclicità di Saturno .

L'abisso da cui tutto è iniziato, e in cui tutto ritornerà

Kether viene chiamata "Intelligenza occulta", poiché esprime la più alta forma di esistenza, anche se umanamente abbiamo dei limiti che non riescono a comprenderla e decifrarla, sebbene sia il prototipo, una Monade attiva, elettrificata, di ogni realtà, che emana incessantemente energia, proprio come un Punto di Emanazione

Il grande Demiurgo.

Il Grande Maestro.

Si bypassa la dualità. 

La risposta che è domanda, e viceversa. 

E che insieme, sono Verità. 

La Kaf, fa emergere la Verità. 

Non quella umana, intrisa di separazione. 

Ma quella monadica, ancestrale, in cui conosco, perche ti-conosco. 

Come la fanciulla che governa il leone. 

La Vulnerabilità e la Forza che si riconoscono per appartenenza, in un unico piano energetico, e che quindi possono riconoscere ognuno la verità dell'altro, nonostante le apparenze separatorie. 

Stiamo assistendo a tante mistificazioni, a cui, assistiamo con disincanto, proprio perché non hanno più il potere di incantare. 

Stiamo trovando delle nostre coordinate interiori, che, paradossalmente, esulano da coordinate spazio temporali, e ci danno l'esatta dimensione di ciò che è, e di ciò che non è. 

Gli eventi esterni, circolano su una ruota del tempo che perde potere nel tangibile, perché fa parte di quella reiterazione che nella dimensione della Kaf, serve solo ad attivare la stessa, in una percezione monadica che non ha più separazione, né inizio né fine. 

Di cui già si conosce la risposta. 

Perché è domanda e risposta insieme. 

La dimensione saturnina deve fare ciò che deve. 

Reitera per esperire.

Per conoscere e RI-conoscere. 

E quando riconosci, sei già oltre. 

Sei al centro del Cubo, il simbolo di Saturno.

Il cubo nero, sovrastato dall'Iside velata, perché è il centro, il settimo punto, che va svelato. 

Il Sole Nero. 

Il Sole dietro il Sole. 

Il Sacro Femminino. 

Ciò che Tutto contiene. 

Un Femminino che non necessita di sovrastare il Cubo. 

È serpente. 

Senza inizio né fine. 

Non lo domini. 

Non lo governi. 

Sei il Cubo stesso.

Sei inizio e fine. 

Alfa e Omega. 

Hai già visto. 

Riconosci perché conosci.

Niente ti è nuovo. 

Puoi solo aprire le mani a coppa, e ricevere ciò che ti viene consentito di ricevere. 

La tua Corona, è altrove. 

Inespugnabile. 

Incorruttibile. 

È stirpe. 

È appartenenza.

È Regalità. 

È Regno. 

Io sono il mio Portale. 

Io sono il mio Branco. 


Tiziana Fenu 

©®Diritti intellettuali riservati 

Maldalchimia.blogspot.com 

Nell'immagine, in sovrapposizione, "La Forza"  Matteo Arfanotti Artist

Portale 11/11/2023



venerdì, novembre 03, 2023

💙Stella di David 3/11/2023

 Oggi 3/11/2023, abbiamo una conformazione planetaria un po' particolare. Non scenderò nel dettaglio, perché non è di mia competenza, ma oggi ci sono delle risonanze energetiche abbastanza particolari. 

Partiamo dall'immagine, che come vedete, sembra che tracci una stella di D*avid. 

Abbiamo sei vertici e sei pianeti diversi

Plutone

Marte

Venere

Luna

Urano

Nettuno

I vertici si trovano in segni di acqua e di terra, dimensioni legate al Sacro Femminino. 

Capricorno

Scorpione

Vergine

Cancro

Toro 

Pesci

Una stella di D*avid, che manca, da un lato, della congiunzione tra il vertice tra Urano e Giove, e l'altro pianeta in alto, Plutone.

Infatti, oggi, abbiamo Giove in opposizione.

E, a fare da contraltare a questa opposizione, guardacaso, proprio oggi,  abbiamo che abbiamo invece una congiunzione Luna-Polluce.

Questo è veramente interessante, perché Castore e Polluce, erano proprio i figli di Zeus, di Giove, la cui madre, Leda, era mortale. 

Zeus, con le sembianze di cigno, per sfuggire alla tremenda gelosia della moglie Era,  ma avevo già approfondito anche questo aspetto, in un mio scritto, che potete cercare nel mio blog, altrimenti mi limitano ancora senza ragione, seduce Leda, e nascono, così, da un uovo, i gemelli Castore e Polluce, uno mortale, Castore, l'altro immortale, Polluce. 

Da sempre, i Dioscuri gemelli, sono simbolo della dualità, presenti, a livello mitologico,, in ogni cosmogonia, l'origine del tutto, della stessa umanità. 

Ora, è veramente interessante, che nella disposizione di oggi, ci sia una congiunzione Luna-Polluce, ossia il Femminino, che per antonomasia è legato alla Forma, alla materia, con la dimensione immortale, rappresentata da Polluce, e che, nella conformazione, che dovrebbe unire il vertice Plutone e Urano, ci sia proprio Giove, che pare che impedisca il completamento della configurazione della stella a sei punte, che, nella sua simbologia esoterica, indica proprio un'energia Gemellare, come quella di Castore e Polluce. 

L'aspetto interessante, è che, facendo riferimento al numero 6, che rappresenta la stella a sei punte, lo ritroviamo anche nella sua accezione più negativa, nel sesto girone infernale  Dantesco, in cui dimorano i disgregatori, chiusi, imprigionati nei loro sepolcri, pieni di odio e limitazioni, gli eretici e gli epicurei. 

Tutto l'opposto del Giove solare e in espansione. 

In pratica, qui dimorano, in questa dimora di Plutone, a cui Giove si affianca proprio oggi, tutti i gerarchi che hanno abusato del loro potere. 

E non solo, il discorso sconfina nella parte emozionale, in coloro che, in questa "regione infradimensionale" sommersa, si fanno portavoce di un qualcosa che ostenta Generosità, ma che nella sua Essenza, è profondamente egoico. 

Giove, che, nella sua Essenza monadica di Padre di tutti gli Dei, è l'androgino creatore, il Signore Solare. 

Ma prima di "salire", bisogna scendere. 

Perché ogni "esaltazione" è sempre preceduta da una profonda e terribile umiliazione 

Il toro, visto che Giove, proprio oggi si trova sotto il segno del Toro, a "disturbare", la congiunzione tra il vertice "Plutone-Urano", e impedire che si conformi la stella a sei punte per intero, è l'animale in cui Zeus si trasformò per rapire Europa, la figlia del re fenicio Agenore. 

Sotto forma di toro bianco, la portò a Creta, dove si consumarono le nozze. Da queste furono generati Minosse e Radamanto. 

Minosse divenne, come sappiamo, re di Creta, e chiese aiuto a Nettuno, re del mare, quel Nettuno, che, insieme ad Urano, sulla sinistra in basso, del grafico, formano due dei sei vertici della stella a sei punte, e, che ospitano tra loro, proprio Giove che oggi si trova in opposizione. 

Chiese aiuto per governare Creta, spinto appunto da quel Giove, in caduta, con sete di potere, dei gerarchi che hanno abusato del loro potere, con avidità. 

E, con la stessa avidità e cupidigia, Minosse, si tiene per sé, il toro bianco bellissimo, che Nettuno fece emergere dalle acque, destinato al sacrificio. 

Sacrificio che non avvenne, perché Minosse si tenne, per cupidigia, il toro bianco bellissimo per sé, e ne sacrifico' uno meno bello. 

Allora, Nettuno, irato, fece nascere, dall'unione di Pasifae, moglie di Minosse, con il toro bianco, una creatura mostruosa, il Minotauro, rinchiuso in un labirinto fatto costruire, per volontà di Minosse, da Dedalo, e poi, neutralizzato da Teseo, coadiuvato dalla guida di Arianna, sorella di Minosse. 

Tutto ciò è molto simbolico, se incasellato nell'energia di oggi. 

Oggi che siamo in un giorno di Venerdì, dedicato a Venere, al Sacro Femminino che è in congiunzione, come Luna, con la parte immortale del Gemellare, rappresentata da Polluce. 

Un Femminino labirintico, uter*ino, che è veicolo di riscatto del Minotauro. 


La congiunzione tra i vertici Urano e Nettuno, subisce l'influenza in opposizione, di Giove, che si trova tra i due,  nonostante ci sia anche Nettuno, che offre,  proprio sotto il segno dei Pesci, un'opportunità legata al gemellare, a far emergere il proprio Toro bianco e a riconoscere la sua sacralità, rispetto al Toro nero, oscuro, di cui Giove, in questo caso, per impellenze egoiche, irriflessive, istintuali, limitanti, non solo è Portavoce, ma genera un'opposizione, e soprattutto crea energia negativa per la congiunzione dei vertici Plutone( che è l'Archetipo del distruttore, signore degli Inferi, ma anche delle immense ricchezze sotterranee)- Urano( signore del cielo, dell'elemento Aria, della libertà e intuizione), e impedire che si conformi la stella di D*avid nella sua interezza. 

La Luna, il Femminino, non solo si trova in congiunzione con il suo speculare e complementare immortale Polluce, ma i suoi vertici, sono congiunti, nel formare uno dei due triangoli equilateri della stella a sei punte, a Venere, simbolo del Femminino, e a Nettuno, legato all'elemento acqua, quindi, ancora Sacro Femminino, amplificato, nel suo potere, dalla sua risonanza energetica con il Gemello Immortale Polluce. 

Quindi, il triangolo con il vertice verso il basso, che rappresenta, nella stella a sei punte, il Femminino, è nel pieno del suo potere e potenzialità, manifestandosi anche in giorno dedicato a Venere, e sotto una Luna Calante in Pesci, ancora segno d'acqua. 

È defilata, è silenziosa. 

Conosce il suo potere, anzi, forse, maggiormente amplificato dal Mascolino che non ri-conosce la sacralità del Dono, e che si oppone, non per una congiunzione, ma per governare, per tenere tutto sotto controllo, per restare intrappolato nel suo stesso girone sesto dantesco di chi non sa governare, se non per i propri interessi. 

Si, perché l'amore, la completezza, l'integrazione, non fa mai solamente i propri interessi egoici, mentali, ma anche quello dell'altro, degli altri, della comunità, in scala più grande. 

Ed è proprio in questo contesto, che si vede, che emerge il valore della propria misura.

Oggi, infatti, siamo sotto l'energia dell'Archetipo 12, il Sacro Archetipo Ebraico Lamed, con valore "misura". 

Un Archetipo legato all'Arcano Maggiore XII dell'Appeso, che nella sua fissita', perde tutto. 

Deve perdere tutto, altrimenti non impara. 

È la Grande Opera Alchemica che ripulisce, smantella, scova, disgrega, per dare nuova opportunità di crescita e di affermare e riconoscere il proprio valore e anche quello dell'altro. 

La Stella a 6 punte, la frazione monadica del 12, che ridotto, è 3, la completezza creatrice. 

Il segno sotto il quale il Sole soggiorna, lo Scorpione, ancora segno d'acqua, aiuta a inabissarsi nel proprio labirinto, nel proprio Ade, in quelle acque uterine che ci hanno dato vita, a cui però, rinneghiamo la stessa vita, ponendo dei limiti, non per superarli, ma per restare dei piccoli Minotauri, senza possibilità di emergere come T-Aurus, come portatori Iniziatici dell'Oro, del nostro personale Oro, tesoro e talenti. 

Le energie di oggi, sono davvero molto intense. 

C'è tempesta, fuori e dentro, per portare poi chiarezza, perché, affinché ci sia integrazione, prima si manifesti disgregazione, nella completezza, di Geometria aurea che ci è connaturata. 

L'Appeso non è un eretico, solo perché sta a testa in giù, rispetto agli altri, in una prospettiva diversa, opposta. 

È immobile. 

Per essere trasformazione dinamica, una Nun, quattordicesimo archetipo, simbolo della Vesica Piscis, della completezza, dell'integrazione ( Temperanza, Arcano XIV) , deve morire a sé Stesso , attraverso le proprie Acque Mem, attraverso la Morte (Arcano XIII) e attraverso la Memoria /Mem-oria di sé. 

Di quando era integro, completo. 

Domanda e Risposta al contempo. 

Di quando aveva superato il limite. 

Limite che era esso stesso, in eterna contrazione e quindi, in eterna, irrisolvibile contraddizione. 

Passaggio estremamente interessante. 

Come sempre. 

Con infinita gratitudine. 


Tiziana Fenu 

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Stella David 3/11/2023