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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

venerdì, novembre 24, 2023

💙27/11/2023 Plenilunio in Gemelli

 Lunedì 27 novembre, abbiamo una Luna Piena in Gemelli.

Abbiamo una giornata energeticamente molto interessante.

Inanzittitto, siamo di lunedì, un giorno dedicato alla Luna, che si combina perfettamente con l'Arcano XVIII della Luna.

Siamo guidati dall'energia del diciottesimo Sacro Archetipo Ebraico Tsade', con funzione "divisione".

Una divisione apparente, come ho già detto a riguardo di questo archetipo, che si è manifestato spesso, ultimamente, perché riflette quella dimensione di frattali, che ci lega comunque, nel nostro microcosmo, ad una Coscienza Universale, di cui siamo, appunto, frattali, e quindi, veicolo di quella unita' monadica primigenia.

È interessante notare come, siamo appena entrati sotto il segno del Sagittario, e che il segno dei Gemelli è l'antipide e complementare del Sagittario.

La stessa natura del Sagittario, del centauro, manifesta questa natura gemellare, dell'uomo e della bestia, in sinergia, per potenziarsi vicendevolmente.

Ma siamo nella dimensione del Gemellare, visto che siamo ancora in riverbero della splendida energia del portale 11 /11, emblema  proprio di questa dimensione monadica e gemellare, anche, e sopratutto, direi, in quello che non viene considerato accademicamente un segno zodiacale vero e proprio, ma di cui viene considerata solo la costellazione.

Sto parlando dell'Ofiuco, che mi riguarda da vicino, come segno zodiacale reale di appartenenza, il cui periodo astrale, va dal 30 novembre al 17 dicembre.

Questa Luna piena, prende a battesimo, e anticipa, introduce, proprio il segno dell'Ofiuco, energeticamente estremamente potente, che oltre per appartenenza zodiacale, mi sta particolarmente a cuore, poiché è la costellazione che maggiormente rappresenta la nostra Antica Civiltà Sarda, insieme a quella del Toro.

Il Toro e il Serpente, immortalati in un nostro famoso bronzetto sardo, chiamato il bronzetto di Nule, ma che rappresenta un Ofiotauro( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/10/ofiotauro-simbolo-del-toro-e-del.html?m=0).

Questa costellazione dell'Ofiuco, è sempre esistita, e veniva considerata  con grande rispetto dagli astrologi babilonesi in particolare, grandi osservatori del cielo, e la si trova nelle incisioni lapidee dei Kudurru mesopotamici del XVI sec, le pietre di confine, che ho proposto più volte, nell'altra mia pagina Sacred Symbologies, che presentano molte costellazioni, tra le quali, il Serpentario, rappresentato tra Sagittario e Scorpione.

Il Serpentario, che successivamente, in una visione più antropocentrica, verrà definito come "l'Ofiuco, colui che domina il serpente", viene rappresentato con due teste, perché rappresenta le due polarità del maschile e del femminile, anche se poi, nel corso dei secoli, è stato rappresentato con una sola testa e una sola coda.

Perché è stato ritenuto scomodo?

Perché come tutto l'impianto ideologico religioso, si deve demonizzare tutto ciò che è equilibrio e autoguarigione. 

Si deve stare nel peccato, nella colpa, trasferire all'esterno di noi stessi, la dimensione divina. 

La si deve sradicare e possibilmente demonizzare, per creare idoli e religioni ai quali essere revenzialmente devoti, senza consapevolezza, invece, delle nostre potenzialità.

Gli Antichi babilonesi, non contemplavano, nello zodiaco, né Bilancia, né Scorpione, ma, al loro posto, Aquila e Ofiuco, ritenuti potentissimi, due Archetipi di espansione della coscienza.

Aria, per aquila, acqua per Ofiuco, perché l'Ofiuco è l'Archetipo del Sacro Femminino, della Kundalini, della Lilith che destreggia abilmente le due energie, le due nadi, la Ida e la Pingala, della Kundalini.

Proprio come le due parti gemellari di una stessa unità monadica. 

Pensiamo all'immagine iconografica del Sacro Femminino, nel corso dei millenni. 

Da un Femminino potente, perfettamente in grado di gestire le sue due polarità, e quindi di accedere, attraverso questa sinergia, alla dimensione divina, rappresentato da Femminini potenti, come Astarte, Inanna, la dea dei Serpenti minoica, Ecate, e molte altre rappresentanti, divine e semidivine, siamo passati, ad un Femminino sradicato dalla sua natura, depotenziato, perché poi, naturalmente, questo dominio è diventato di competenza solo mascolino. 

Pensiamo alla Vergine Maria, un Femminino, spesso rappresentato con un piede, il destro, solitamente, che rappresenta quel Mascolino castrante e dominante, che tiene, a piede nudo, un serpente, sotto il suo piede, bloccandolo. 

Per quanto la trasmigazione simbolica, attuata dalla Chiesa, vuole il serpente come simbolo malefico, quindi di peccato e di punizione ( impianto su cui si basa tutta l'ideologia cattolica), rimane fortissima questa energia di complementarietà tra il Serpente e il Sacro Femminino. 

Di identificazione.

L'Archetipo 9, la somma dell'Archetipo 18, Tsade', del plenilunio di lunedì, parla di un salto di Ottava, dall'apparente divisione, alla consapevolezza di essere frattali di una dimensione divina che trascende quella umana. 

L'Archetipo 9, la Teth, è rappresentata proprio come un serpente, come un Orobourus. 

È la Sophia, la kundalini, la dimensione esperienziale, in sinergia gemellare con le nostre polarità. 

La Vergine Maria è a piedi nudi. 

Ha il tallone facilmente vulnerabile al morso del serpente. 

Proprio il tallone, che veniva considerato un portale energetico tra le due dimensioni, quella umana e quella divina 

L'eredità energetica e simbolica, è forte, 

Non si possono cancellare millenni di storia. 

Da custode delle polarità energetiche complementari, da Signora dei due estremi, delle "belve", non poteva improvvisamente diventare, colei che uccide la sua stessa natura. 

Ed ecco, che lo manifestano, tramite un simbolismo, un Mascolino ( il piede destro) dominante, invertendo quella clessidra gerarchica in cui la Donna, il Femminino primigenio, è portatrice e custode di tutta la Sapienza ancestrale. 

Ed ecco che, da dominatrice, da colei che "ammazza il serpente", il ma*le, diventa, per chi ha una visione di insieme più ampia, da frattali, e quindi, elabora con parametri che esulano dalle piccolezze umane, colei che invece, protegge e custodisce il serpente, con la sua zona più vulnerabile, il tallone scoperto. 

L'esporre e veicolarne il predominio maschile, e maschilista, anche in questo campo, a poco serve, se si bypassa la mistificazione, la manipolazione. 

La distorsione. 

Sono allineamenti energetici, questi del plenilunio di lunedì, che, traslati dal macrocosmo al microcosmo, riflettono una nostra particolare attenzione al nostro Ofiuco interiore, alla nostra Kundalini, all'allineamento dei nostri chakra, per offrire il meglio di noi, per essere magia, magia creativa, come dei Maghi che fanno sparire per un attimo il sole o la luna, o enfatizzando un plenilunio, sovvertendo l'ordine naturale delle cose.

Questo, ci offre la possibilità di un'enorme potenza, che le energie di questo Ofiuco alle porte, preannunciato proprio da un Sole in Sagittario e da una Luna Piena in Gemelli, ci consentono di sviluppare, creando le coordinate per una dimensione nostra, dove il "nostro mondo", può essere anche il contrario di ciò che gravita intorno.

Gemelli, Aria, come l'aquila. 

Ofiuco, acqua,. 

Sagittario, fuoco. 

Abbiamo già una triade alchemica molto potente 

Archetipo 18

La somma fa 9, il grembo, il Femminino, Madre Terra. Archetipo Teth. 

Un'alchimia che si deve compiere nella materia. 

Perché noi, come frattali, siamo manifestazione nella materia, e la nostra maestria, la nostra capacità alchemica, non può che manifestarsi nella dimensione terrena. 

Il Sagittario, da eccellente arciere che prende la mira e punta in alto, ci aiuta a concentrarci, a  non disperdere energie. 

Dopo i passaggi abissali, con il novilunio in Scorpione, del 13, sotto il segno dello Scorpione, e Archetipo Mem, le Acque primordiali, e Arcano Maggiore XIII della Morte,  siamo pronti alla rinascita, in profonda corrispondenza con la nostra controparte gemellare, come ci ha indicato anche il portale 11 /11, il cui Archetipo Kaf, riflette una compenetrazione reciproca tra le parti, ben rappresentata dall'Arcano Maggiore XI della Forza. 

Stavolta, la corresponsione è più profonda, più interiore, più intimista. 

Riguarda la nostra Sacra Essenza, le due polarità della nostra energia 

Quali accogliamo? Quali rifiutiamo? 

È tempo di integrazione. 

Il Serpentario ci fa da guida. 

È un'energia molto potente, che si deve sondare, attraversare, integrare in ogni suo aspetto, perché è ciò che chiede questo Plenilunio in Gemelli. 

È antipode e complementare al Sagittario, perché solo integrando le due polarità, esattamente come il centauro, integra la sua parte animale, in quella umana, si può focalizzare bene, si può puntare in alto. 

Si può prendere la mira, senza disperdere inutilmente le energie, e puntare alla Luna, all'Arcano Maggiore di Lunedì. 

Siamo in un giorno consacrato alla Luna, che, per quanto sia un satellite, è imprescindibile dalla terra. 

Due Femminini, non a caso. 

Perché è l'energia femminile, che integra, che accoglie, che fa spazio, che consente la gestazione, la creazione. 

L'espansione, rappresentata dal moto dinamico della freccia schioccata dal Sagittario, dall'Ofiuco, veicolo di Sophia, e di dimensioni che si rivelano solo con l'integrazione. 

In una dimensione che non accoglie, che disgrega, che non cerca il dialogo, che ignora, cancella, che crea barriere, che distrugge, il migliore regalo che possiamo fare a noi stessi, è proprio questa integrazione e completezza, per sentirci frattali del Divino, in qualsiasi contesto. 

Un plenilunio, questo di novembre, chiamato del Castoro, del gelo, del lutto, che predispone ad un nuovo slancio, ad una nuova spinta energetica. 

La somma complessiva della data del plenilunio, sarà un 9, quindi riguarda anche la chiusura di un ciclo personale, o più cicli karmici. 

Questi numeri, e questa simbologia del Castoro, ci parlano chiaramente anche attraverso questo importante animale Totem. 

Il Castoro, di per sé, è un grande lavoratore, il costruttore per eccellenza. 

Costruisce ininterrottamente 

Dalla sua energia, come Animale Totem impariamo ad entrare in connessione con le nostre esigenze più profonde, a plasmare i nostri desideri, pezzetto dopo pezzetto, "incidendo  la dura materia con gli incisivi, con i denti davanti, proprio come fa il Castoro.  

Non è più tempo di" masticare", usando tutti i denti, nella masticazione. 

È dispendio di energie. 

È il tempo del ghiaccio, del congelare le situazioni che devono congelate, e convogliare le energie solo su noi stessi, su quegli incisivi che incidono e plasmano la materia. 

La volontà unita al desiderio( il Sagittario, con le sue polarità gemellari, in sinergia, che punta la mira, con volontà, attraverso il desiderio, rappresentato dalla luna, e da tutta quella parte emotiva ed emozionale, misterica, che è il fulcro energetico e dinamico di ogni intento), creano le sinergie giuste per creare le nostre personali dighe, i nostri ponti, i nostri nuovi templi. 

Grembo di noi stessi, come il 9, Sacro Archetipo Teth, che è anche conoscenza, serpente, Kundalini, come ho scritto. 

Accoglienza di quella connessione profonda che consente la gestazione e rinascita. 

Infatti, nella disciplina della Dentosofia, la parte superiore della dentatura indica l'energia Maschile del Cielo, e nella fattispecie, i due incisivi centrali indicano, il sinistro, lo Yang di Yin, quindi il Maschile del femminile, quindi il creatore, l'aspirazione del desiderio, mentre l'incisivo destro, indica lo Yang di Yang, il Maschile del Maschile, il desiderio di realizzazione nel concreto . 

Anche qui, sinergia gemellare, non a caso. 

Una Luna Piena stupenda, che ci spinge a concentrare concretamente le nostre energie, nella realizzazione di sé stessi, lasciando perdere le situazioni che ci coinvolgono energeticamente in "masticazioni e digestioni energetiche" più impegnative e dispersive, non adatte per questo momento di "luna di ghiaccio", di tutela e protezione, di cristallizzazione delle nostre energie.

Preservare, senza più dispersione. 

Maestri eccelsi. 

Di noi stessi. 

Con infinita gratitudine, sempre. 


Tiziana Fenu 

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27/11/2023 Plenilunio Gemelli




martedì, novembre 21, 2023

💙19/11/2023 Giornata internazionale dell'Uomo

 Domani 19/11/2023 è la giornata internazionale dell'Uomo, allo stesso modo in cui si celebra la giornata internazionale delle donne, l'8 marzo. 

Ho ripreso uno scritto dell'anno scorso, perché anche domani, come per il portale11/11, e per il novilunio del 13, la somma della data, corrisponde al giorno del mese, in questo caso, il 19. 

Siamo di domenica, con Luna Crescente in Acquario, sotto un segno d'Aria, quindi, e in piena energia del Sacro Archetipo Qoph, con funzione "legante". 

Siamo anche governati dall'energia dell'Arcano Maggiore XIX del Sole, che si combina perfettamente a questa domenica, alchemicamente legata al Sole. 

Quindi, abbiamo una prevalenza dell'energia Mascolina, anche se il numero 19 è una straordinaria combinazione del numero uno, e del numero nove. 

Un maschile, Aleph, e un femminile, la Teth. 

Il 19 dell'Arcano Maggiore del Sole, è un numero che è sempre stato considerato Sacro in ogni cultura e civiltà, poiché rappresentava la massima manifestazione della divinità solare

Nell'antichità questa funzione "legante" veniva rappresentata da un filo che tiene unite due cose, che crea una connessione, e in greco questa parola si traduceva in "legame d'amore". 

Un legame sottile, sensoriale. 

Un legame d'Anima. 

L'anticamera della completezza, della perfezione, rappresentata anche da quell'uno più nove, da quel "dieci" che rappresenta il totale allineamento. 

La circolarità divina. 

Particolarità di questo numero, è che 

Il Sole, la Luna e la Terra si allineano nella stessa posizione una volta ogni 19 anni.

Il 19 è anche la perfezione del Fiore della Vita completo, formato da 19 circonferenze. 

Fiore della vita formato dalla polarità maschile e dalla polarità femminile che si intersecano. 

Si, perché non si può avere una visione unitaria delle cose, non si può creare niente, se non attraverso la corrispondenza dei due occhi, di due fonti di energia. 

Tutto acquisisce un senso, se collegato ad un qualcosa. 

Gli stessi Archetipi funzionano così. 

Si relazionano tra loro, enfatizzando la loro funzionalità. 

L'Archetipo Qoph rappresenta proprio questo, il legame, la corrispondenza tra le cose, nonostante tempo, distanza e diversità. 

Come tra Amore e Psiche. 

Qualcosa di indistruttibile li unisce, nonostante la diversità agli antipodi. 

È il filo conduttore che riporta all'Origine, al Punto Zero. 

Dove si possono vedere le cose non solo nella Forma, ma anche nell'Idea.

Nella Forma - Pensiero. 

In quella Quarta Dimensione che appartiene alla sfera emozionale, quella che fa, farà da Matrice al corpo fisico in Quinta Dimensione, come dimostrano gli studi sulla ricettività emozionale dell'acqua. 

Quel sesto senso che è rimasto atrofizzato nella terza dimensione, e ha sede nell'admigala. 

La porta, la mandorla che permette di accedere nella dimensione superiore, e trova la sua corrispondenza alfabetica nella Mandorla Mistica, nel Pesce Mistico, della Vesica Piscis. 

E cosa rappresentano, la Mandorla Mistica, nella sua forma come una v*ulva, se non il Femminile?

Il Femminile che ha la forma perfetta di un cristallo d'acqua, a forma di Fiore della vita a sei petali. 

L'acqua, il Femminile, è Memoria. 

Memoria ancestrale, amniotica.

Memoria di quella forma Monadica, che lo collegava al suo complementare, al suo Sole. 

È il Femminile a guidare il Maschile, ad iniziarlo nell'Intuitivita'. 

Intuitivita', che solo attraverso il Maschile, può diventare azione, e bypassare la passività magnetica del Femminile. 

È la via ionica. 

Ionica, da Y*oni. 

Ma anche ionica, da ioni, che sono quelli che si agganciano chimicamente, che creano corrispondenze. 

La via che porta alla consapevolezza del nostro essere completi, integrati, androgini, monadici. 

La sua corrispondenza geometrica, simboleggiata dalla stella di David a sei punte. 

Il 6, che rappresenta un tre più tre, due completezze, maschile e femminile, che si integrano, che si corrispondono, perché sono parte integrante della stessa Essenza, e uno, magnifica ed enfatizza l'altro. 

Parlare della giornata mondiale dell'Uomo, significa riconoscergli questo potere d'azione aggregante di continuità, di corresponsione. 

Forgiato dalla dura via della Materia, del denso, della Mente, della Logica, disconosciuto, in questa dimensione, dal suo stesso Padre, arriva ad un punto dove deve andare oltre, e spaziare, attraverso il suo corrispondente femminile, in quella Dimensione che gli è connaturata da sempre. 

Che gli è innata, poiché complementare. 

Perché è la dimensione monadica dell'Origine, con il suo Sacro Femminino. 

Attraverso la prima via, quella della mente, molti uomini sono stati come mutilati della loro dimensione più potente, quella delle Emozioni, quella che davvero crea oltre la Forma-pensiero. 

Nella dimensione dell'Origine, invece, l'Uomo, tramite il Femminile, crea nella Forma-Emozione, che dà accesso a livelli superiori di consapevolezza. 

Il Femminino è la forza propulsiva a questa Dimensione. 

Perché lei è Grembo, è Mandorla Mistica e Ichthys insieme. 

È Fiamma Cristica, ha già in sé, come Grembo Madre, il Maschile e il Femminile.

Conosce la via del Ritorno a Casa. 

Verso l'Uni-Verso. 

Riconoscere questa Sacralità di corrispondenza, nell' Uomo, spetta alla Donna. 

L'Uomo non è capace di vederlo, di avere uno sguardo di insieme, se non ha l'altro occhio corrispondente, per vedere il tutto. 

E questo significa, da parte della Donna, avere una sensibilità tale, da avere davvero tutti i sensi attivati, oltre i cinque terreni, e cogliere, con il suo sesto, la corrispondenza di cui è portatore l'Uomo, e renderla manifesta, in sinergia, insieme. 

Vedo molta sedimentazione, sotto questo aspetto, molto giudizio, molta superficialità e pregiudizio, nel capire quanto può essere stata dura, per l'Uomo, la via della Mente, dell'azione, del fare, penalizzando la via del Creare. 

Perché si può creare solo in due, quando si ha la giusta corrispondenza emotiva. 

Perché l'emozione crea. 

È la via più Pura e semplice del Creare. 

La più potente.. 

Il filo conduttore che va oltre questa dimensione, dove invece si realizza senza emozione.

La Natura si crea e ri-crea continuamente, in forme perfette ed equilibrate. 

Ma senza Emozione. 

Ci deve essere corrispondenza tra i piani Spirituali e quelli Terreni. 

L'Emozione è l'accesso per il Divino. 

Il Regno è qui. 

E ci sono già dei Regnanti che aspettano la loro Regina, degna della Corona. 

Del Settimo Chakra, quelli che unisce con il Divino. 

E le Regine, aspettano il Re Nudo, colui che regna anche senza un Regno. 

Perché è lui stesso, il suo stesso Regno, di cui la Regina ne e' combinazione giusta, per quella chiave  che solo il suo Re possiede. 

Sta alla Donna, riconoscere la regalità dell'Uomo, perché è lei, a vedere oltre. 

Quell'oltre di cui l'Uomo detiene la corrispondenza, la Chiave, il Legame, il collante. 

Non è questione di cuore. Di romanticismo.

Si tratta di campi toroidali potenti, che partono dal chakra del cuore, il nostro chakra più potente

La nostra centralina elettrica. 

Quella del futuro, della Nuova Umanità.

Come quella dell'Acquario, il segno che governa la Luna di domani . 

Scrivendo, sento lo strappo, la lacerazione di questa funzione legante, archetipale, che governa la giornata di domani. 

Giornata che dovrebbe celebrare celebrare l'Uomo, nella sua capacità di espandersi anche attraverso la donna. 

Un altro uomo che non ce l'ha fatta. 

Un altro uomo mutilato. 

Anestetizzato e coercizzato. 

Rimasto incastrato nel suo esoscheletro sociale, culturale, patriarcale. 

Un Sole senza i suoi pianeti 

Un Sistema Solare mancato. 

Disallineato. 

Improduttivo. 

Fuori orbita. 

Fuori frequenza. 

Una Luna fatta scivolare dalla magia dei sogni, dei desideri. 

Un sogno spezzato, che stavolta, ha avuto gli occhi di Giulia. 

In quel limbo dove il Mascolino non può più recuperare Memoria di Sé, ma può solo constatare quanto ha perso, di quella dimensione. 

È un'occasione che non ritorna. 

Un riscatto impraticabile. 

Una caduta che segrega negli abissi dell'oblio, in cui non si potrà più avere memoria di sé. 

Come una Madre, che non riconosce più il proprio figlio. 

Perche ciò che continuerà a vivere è la Memoria di quel sorriso, che nemmeno la morte può spegnere. 

Un pensiero, domani, a tutti quegli Uomini orfani, di madri, compagne di vita e figlie, di donne che hanno continuato a brillare, pur sganciandosi dalle orbite di questi Soli mancati, creando sistemi solari e costellazioni che illuminavano anche i cieli oscuri di questi uomini orfani di sé stessi. 

L'Universo celebra i legami, non le distruzioni.

Celebra la creazione, la vita, gli elettroni magnetici. 

La memoria ancestrale di sé, in quell'afflato naturale, divino, che ci porta all'espansione attraverso l'altro, per creare la stessa trama dell'Universo. 

La stessa storia dell'Umanità. 

E la condanna alla damnatio memoriae, è ciò che si paga. 

Nella densità di un grembo di Madre, che diventa pesante, come un macigno, con il quale affondare la memoria di quel figlio, Uomo mancato, nella profondità degli abissi. 

È una sconfitta, uno strappo, una lacerazione per tutti. 

Individuale, della famiglia, della società. 

Ma soprattutto dell'Individuo. 

Benchè se ne dica. 

Un passo indietro, prima dell'irreparabile. 

Abbassare lo sguardo per umiltà, per riconoscimento dell'altro, nella sua Bellezza. 

E, se deve essere per vergogna o pentimento, auguriamoci di non incrociare mai questi sguardi. 

Sapremmo vedere oltre.

Anche in quell'oltre dove il loro sguardo non ha più nessun orizzonte. 


Tiziana Fenu

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Giornata Internazionale dell'uomo



venerdì, novembre 17, 2023

💚Tomba Etrusca degli Àuguri

 Prendo spunto dal post ( https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10227722811007485&id=1584316231) di un mio contatto, il ricercatore Luca Zampi, nel quale vi è rappresentato un particolare della Tomba degli Àuguri di Tarquinia, una tomba a camera, etrusca, dipinta, situata nella necropoli dei Monterozzi, che risale alla fine del VI secolo a.C. e scoperta nel 1878.

Nel post viene proposto il particolare della Falsa Porta, che segnava il limite tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti, a cui gli Etruschi davano molta importanza attraverso il culto dei morti, e delle due  figure benedicenti di Àuguri (coloro che interpretavano il volere degli dèi attraverso il volo degli uccelli, di cui si vede anche una rappresentazione in questa stessa tomba ) ai lati della porta, che sembrano accommiatarsi dal defunto.

Come Luca ha notato, trasversalmente in altre culture e civiltà, i due Àuguri, presentano due mani ognuno, ma entrambi  solo la destra e solo la sinistra. 

Ho offerto la mia interpretazione personale, sul simbolismo presente in questa scena in particolare. 

La porta ha la valenza iniziatica e simbolica della T, l'ultimo dei Sacri Archetipi, la fine di un percorso iniziatico, la completezza, la Tau, il ventiduesimo Sacro Archetipo Ebraico, il Sacro Sigillo degli Iniziati. 

Questa forma è ricorrente, nelle iconografie di ogni civiltà. 

Ne abbiamo un esempio anche nei pilastri a T dell'antichissimo sito archeologico di Gobleki Tepe. 

Ma lo vediamo anche nelle iconografie, trasversalmente, in ogni civiltà, delle rappresentazioni di personaggi semidivini, o con alte cariche sacerdotali, attraverso la conformazione a T del setto nasale e dell'arcata sopraciliare. 

Lo vediamo anche nei nostri sardi Giganti di Mont'e Prama, o nelle nostre Dee Madri di Cuccuru S'arriu( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/03/sephiroth-sarda-e-la-tau.html?m=0). 

Indica il Sacro Sigillo degli Iniziati, delle figure semidivine, che hanno raggiunto l'accesso alla dimensione divina, grazie all'equilibrio delle due polarità opposte, maschile e femminile, sole e luna, luce ed ombra, destra e sinistra, come in questo caso, rappresentato dalla simbologia della stessa mano doppia per ognuno dei due Àuguri. 

È Un'iconografia da sempre rappresentata, in ogni civiltà, di dominio, inizialmente, solo del Sacro Femminino, custode, come Athanor alchemico, delle due polarità della Kundalini, la polarità maschile, Pingala, e quella femminile, Ida, che riconosciamo in Dee antichissime come Ishtar, Inanna, la dea dei Serpenti minoica, giusto per citarne qualcuna, e molte altre Dee rappresentate in una posizione di potere, in genere con serpenti o leoni speculari al loro fianco o tenuti in mano, con le braccia tese, argomento che ho trattato più volte. 

La falsa porta è il passaggio nell'altra dimensione.

Per questo passaggio, si necessita della sinergia delle due polarità, maschile e femminile, come se fosse una seconda rinascita, ben rappresentate dalle figure ai lati, che sono come due Demiurghi, creatori di questa nuova vita oltre la morte. 

Anche l'iconografia della Scacchiera, che decora spesso il soffitto delle Tombe etrusche, rappresenta questa sinergia tra le due polarità.

Ma sappiamo bene, come per tante altre cose, anche nella stessa struttura del soffitto (https://maldalchimia.blogspot.com/2022/12/corrispondenze-etruschi-sardi.html?m=0), che è un concetto e un simbolismo, ripreso ed ereditato dal nostro, ben più antico, presente nelle nostre Domus de Janas, in particolare nella nostra Domus de Janas di Pubusattile, a Villanova Monteleone,  ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/il-kamasutra-e-la-scacchiera-di.html?m=0). 

La figura a destra, in questo affresco, rappresenta la polarità maschile, e infatti con le due mani, entrambe destre, entra in connessione con il suo chakra della Corona, che lo connette alla dimensione divina, e alla sua polarità complementare, rappresentata dall'altra figura, alla sinistra, che rappresenta la polarità femminile.

Infatti ha due mani sinistre, che, come l'altra figura speculare e complementare, sono in connessione con il chakra della Corona e con il suo complementare, all'altezza del cuore, con il braccio teso. Sicuramente una punta di maschilismo patriarcale, emerge

Le questioni "alte, sacerdotale", erano competenza degli uomini, e rappresentare le due polarità sinergiche, necessarie alla rinascita dopo la morte, anche attraverso una figura femminile, non rientrava nella loro ritualistica.

Anche nelle decorazioni circolari della falsa porta, ci sono elementi numerici interessanti e simbolici

Tre passanti orizzontali, con 12 elementi circolari ciascuno

12 x 3= 36

3+ 6= 9

Sulla barra centrale verticale, 9 elementi decorativi

9+9= 18, quindi un "1+8"=9

Ancora un 9

Oppure potremmo anche sommare i 36 elementi decorativi circolari orizzontali, ai 9 verticali

36+9= 45

45, è ancora, un 4+5, = 9

Ancora un 9

Qualsiasi somma si faccia, mi da sempre un 9, perché il 9 è il Sacro Archetipo Ebraico Teth del grembo, della gestazione, del Femminino che accoglie. 

Una forte simbologia numerica che parla di nascita anche dopo la morte.


Tiziana Fenu 

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Tomba etrusca degli Àuguri




mercoledì, novembre 15, 2023

💛Ierofania Domus Puttu Codinu /Ecate

 Grazie ad un mio commentatore, il signor Pietro Correddu, che ringrazio, intervenuto su un mio scritto, ripubblicato oggi, nell'altra mia pagina Sacred Symbologies, sono venuta a conoscenza di una ierofania, che si verifica proprio domani 16 novembre, giorno in cui veniva celebrata la Dea Ecate, la dea delle dimensioni, dei solstizi, durante il periodo romano. 

Il signor Correddu mi ha segnalato la pagina Pottu Codini-Domus de Janas Villanova Monteleone, di cui lascio il link del post, anche se è datato, uno al 16 novembre del 2014, l'altro, al 15 novembre del 2015( https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3203883963208009&substory_index=3203883963208009&id=389488107781569), in cui si manifesta comunque lo stesso fenomeno, la stessa ierofania, nella Domus VIII, datata al V millennio aC. 

"È il fenomeno della luce all'alba di metà novembre, quando il sole illumina perfettamente la falsa finestra scolpita nella parete e sormontata da doppia protome taurina ( O doppia luna O doppia nave?? )"

Questo è perfettamente sincrono con la data dei festeggiamenti di Ecate, in epoca romana, proprio tra il 15 e il 16 novembre.

Sulla Dea Ecate ho approfondito nella mio scritto, nella mia pagina Sacred Simbologies, il 18 giugno, in occasione del solstizio estivo ( https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02LPTp13K7zqhKHBwE2J9XVca2qcUiACbJRPtGw537m8wGravY9hmdauWCaS9KNrHvl&id=100041945383639), che trovate anche nel mio blog( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/06/dea-ecate-solstiziale.html?m=0), che ho voluto riproporre oggi, in occasione di questa ricorrenza pagana, la notte di Ecate, celebrata proprio a cavallo della notte tra il 15 e il 16.

Una notte in cui si entra in contatto con la dimensione dell'oltretomba, di cui Ecate è sovrana e signora.

Signora delle due dimensioni, dei due solstizi, delle due polarità dell'ombra e della luce, della notte e del giorno.

Concetto perfettamente in linea con la dimensione femminea, amniotica e gestazionale, delle Domus de Janas, allineate ai solstizi.

Questa Domu de Jana ha un allineamento

sud est, cioè verso l'alba del solstizio d'inverno.. 

Quindi ritorna con il discorso del Sacro Femminino/Ecate/Domus, collegate ai solstizi.

Come ho scritto altre volte, la civiltà romana, ha ripreso molte cose dalla nostra, ma in particolare, le ierofanie, come ho approfondito in alcuni miei scritti( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/03/pozzo-s-cristina-pantheon.html?m=0

-https://maldalchimia.blogspot.com/2023/05/21-aprile-natale-romano.html?m=0

-https://maldalchimia.blogspot.com/2022/06/solstiziopales.html?m=0

A Villanova Monteleone,  nelle Domus, abbiamo delle rappresentazioni particolari 

Abbiamo la Domus IV, con i tre fa*lli ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/09/pubusattile-tre-falli-tempio-di-malta.html?m=0)

Abbiamo la Domu de Jana della Scacchiera di cui ho approfondito tante volte.

Questa ierofania, che si manifesta in un giorno 15, a celebrazione di un Sacro Femminino, rappresenta l'energia benedicente su una falsa porta, quadrata, simbolo del Femminino, come tutti gli ingressi delle Domus de Janas, dell'energia fertilizzante del sole, del Mascolino.

Una sinergia necessaria per la nuova vita nella dimensione ultraterrena.

La falsa porta quadrata, sulla quale si manifesta la ierofania, è sovrastata da una doppia protome taurina, la cui simbologia si lega proprio a questa sinergia tra le due polarità, tra maschile e femminile, così nen rappresentata anche nell'altra Domus, sempre a Villanova Monteleone, della Scacchiera, splendido esempio estetico e simbolico di come questo concetto, simbolico, misterico, sia il filo conduttore di tutta la nostra Antica Civiltà Sarda.

Anche la dea Ecate, signora dei Solstizi, come tutti i Sacri Femminini della storia dell'umanità, regine della Luce e dell'Ombra, ha la falce di luna, taurina/ute*rina, sul capo. 

La ierofania che si manifesta nella Domus Puttu Codinu, che significa "pozzo di pietra", quindi, simbolicamente legato all'elemento acqua, quindi al Femminino, si manifesta in una Domus, che è orientata verso sud est, alba del solstizio invernale, come il pozzo di Santa Cristina e anche il nuraghe Sisini, speculare al pozzo Is Piriois ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/09/orientamento-solstizio-invernale-pozzo.html?m=0), accomunati dalla stessa conformazione, come ho già approfondito 

Ma in questa Domus, come in altre, per esempio, come quella de S'Incantu, in cui è presente il soffitto, lavorato come se fosse la carena di un' imbarcazione. 

"Sa carena", come ho scritto nel mio articolo ( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/01/le-domus-de-janas-non-sono-capanne.html?m=0), lo sterno. 

Sterno che rappresenta "su nai", la sede in cui si genera la risonanza della voce, il "dire", sede dell'afflatto divino della creazione, e "sa nai", l'imbarcazione che traghetta da una dimensione all'altra. 

Sanai, guarire

Sa nai, la nave

Sanaj

Janas al contrario, nella sua forma speculare e gemellare, concetto portante di tutta la nostra simbologia della civiltà sarda. 

Sanai

Guarire.

Domus de Janas alchemiche. 

Dimensione alchemica di trapasso in un' altra dimensione, di guarigione, ma anche di fecondità. 

La ierofania che si manifesta il 15/16 novembre, la cui data, 15, è legata al concetto di fe*rtilità, come giorno centrale di un ciclo lunare e mestr*uale. 

Il 16, come sopra, così sotto. 

Manifestazione divina, ierofanica, benedetta da Padre e Madre Cosmici, rappresentati da quelle doppie protomi taurine che sovrastano la falsa porta della manifestazione ierofanica. 

Come due imbarcazioni che custodiscono l'anima, che si manifesta tangibilmente, come corpo di luce, come in un primordiale  tabernacolo, in cui assiste alla meraviglia e all'incanto, ancora dopo millenni. 


Tiziana Fenu 

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Ierofania Domus /Ecate








martedì, novembre 14, 2023

💛Bronzetto Sciamano Vulci

 Ho visto più volte, in questi giorni, girare, su profili anche non italiani, le immagini del nostro bronzetto sardo di Vulci, che si continua a definire come "pugilatore".

Ho dato la mia personale interpretazione tempo fa, a cui vi rimando, per la lettura, sul mio blog( https://maldalchimia.blogspot.com/2021/04/simbologia-delle-trecce-nel-bronzetto.html?m=0), tenendo conto di tutta la simbologia di cui il bronzetto il portatore, nei particolari che manifesta in modo evidente.

Uno sciamano, un'alta figura sacerdotale, che ha caratteristiche comuni con i nostri Giganti di Mont'e e veicola una simbologia da demiurgo creatore, Monadico, quindi portatore di un'energia androgina.

Porta anche la sacchetta sciamanica, di cui ho approfondito in quest'altro scritto

https://maldalchimia.blogspot.com/2021/09/sacchetta-sciamanica.html?m=0


Tiziana Fenu

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Bronzetto Vulci