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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

venerdì, novembre 17, 2023

💚Tomba Etrusca degli Àuguri

 Prendo spunto dal post ( https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10227722811007485&id=1584316231) di un mio contatto, il ricercatore Luca Zampi, nel quale vi è rappresentato un particolare della Tomba degli Àuguri di Tarquinia, una tomba a camera, etrusca, dipinta, situata nella necropoli dei Monterozzi, che risale alla fine del VI secolo a.C. e scoperta nel 1878.

Nel post viene proposto il particolare della Falsa Porta, che segnava il limite tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti, a cui gli Etruschi davano molta importanza attraverso il culto dei morti, e delle due  figure benedicenti di Àuguri (coloro che interpretavano il volere degli dèi attraverso il volo degli uccelli, di cui si vede anche una rappresentazione in questa stessa tomba ) ai lati della porta, che sembrano accommiatarsi dal defunto.

Come Luca ha notato, trasversalmente in altre culture e civiltà, i due Àuguri, presentano due mani ognuno, ma entrambi  solo la destra e solo la sinistra. 

Ho offerto la mia interpretazione personale, sul simbolismo presente in questa scena in particolare. 

La porta ha la valenza iniziatica e simbolica della T, l'ultimo dei Sacri Archetipi, la fine di un percorso iniziatico, la completezza, la Tau, il ventiduesimo Sacro Archetipo Ebraico, il Sacro Sigillo degli Iniziati. 

Questa forma è ricorrente, nelle iconografie di ogni civiltà. 

Ne abbiamo un esempio anche nei pilastri a T dell'antichissimo sito archeologico di Gobleki Tepe. 

Ma lo vediamo anche nelle iconografie, trasversalmente, in ogni civiltà, delle rappresentazioni di personaggi semidivini, o con alte cariche sacerdotali, attraverso la conformazione a T del setto nasale e dell'arcata sopraciliare. 

Lo vediamo anche nei nostri sardi Giganti di Mont'e Prama, o nelle nostre Dee Madri di Cuccuru S'arriu( https://maldalchimia.blogspot.com/2023/03/sephiroth-sarda-e-la-tau.html?m=0). 

Indica il Sacro Sigillo degli Iniziati, delle figure semidivine, che hanno raggiunto l'accesso alla dimensione divina, grazie all'equilibrio delle due polarità opposte, maschile e femminile, sole e luna, luce ed ombra, destra e sinistra, come in questo caso, rappresentato dalla simbologia della stessa mano doppia per ognuno dei due Àuguri. 

È Un'iconografia da sempre rappresentata, in ogni civiltà, di dominio, inizialmente, solo del Sacro Femminino, custode, come Athanor alchemico, delle due polarità della Kundalini, la polarità maschile, Pingala, e quella femminile, Ida, che riconosciamo in Dee antichissime come Ishtar, Inanna, la dea dei Serpenti minoica, giusto per citarne qualcuna, e molte altre Dee rappresentate in una posizione di potere, in genere con serpenti o leoni speculari al loro fianco o tenuti in mano, con le braccia tese, argomento che ho trattato più volte. 

La falsa porta è il passaggio nell'altra dimensione.

Per questo passaggio, si necessita della sinergia delle due polarità, maschile e femminile, come se fosse una seconda rinascita, ben rappresentate dalle figure ai lati, che sono come due Demiurghi, creatori di questa nuova vita oltre la morte. 

Anche l'iconografia della Scacchiera, che decora spesso il soffitto delle Tombe etrusche, rappresenta questa sinergia tra le due polarità.

Ma sappiamo bene, come per tante altre cose, anche nella stessa struttura del soffitto (https://maldalchimia.blogspot.com/2022/12/corrispondenze-etruschi-sardi.html?m=0), che è un concetto e un simbolismo, ripreso ed ereditato dal nostro, ben più antico, presente nelle nostre Domus de Janas, in particolare nella nostra Domus de Janas di Pubusattile, a Villanova Monteleone,  ( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/12/il-kamasutra-e-la-scacchiera-di.html?m=0). 

La figura a destra, in questo affresco, rappresenta la polarità maschile, e infatti con le due mani, entrambe destre, entra in connessione con il suo chakra della Corona, che lo connette alla dimensione divina, e alla sua polarità complementare, rappresentata dall'altra figura, alla sinistra, che rappresenta la polarità femminile.

Infatti ha due mani sinistre, che, come l'altra figura speculare e complementare, sono in connessione con il chakra della Corona e con il suo complementare, all'altezza del cuore, con il braccio teso. Sicuramente una punta di maschilismo patriarcale, emerge

Le questioni "alte, sacerdotale", erano competenza degli uomini, e rappresentare le due polarità sinergiche, necessarie alla rinascita dopo la morte, anche attraverso una figura femminile, non rientrava nella loro ritualistica.

Anche nelle decorazioni circolari della falsa porta, ci sono elementi numerici interessanti e simbolici

Tre passanti orizzontali, con 12 elementi circolari ciascuno

12 x 3= 36

3+ 6= 9

Sulla barra centrale verticale, 9 elementi decorativi

9+9= 18, quindi un "1+8"=9

Ancora un 9

Oppure potremmo anche sommare i 36 elementi decorativi circolari orizzontali, ai 9 verticali

36+9= 45

45, è ancora, un 4+5, = 9

Ancora un 9

Qualsiasi somma si faccia, mi da sempre un 9, perché il 9 è il Sacro Archetipo Ebraico Teth del grembo, della gestazione, del Femminino che accoglie. 

Una forte simbologia numerica che parla di nascita anche dopo la morte.


Tiziana Fenu 

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Tomba etrusca degli Àuguri




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