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Questo sito nasce ispirato dalla Sacra Divinità dell'Ape, che mi ha amorevolmente guidata alla scoperta di ciò che è la mia Essenza, manifestazione in E come un'ape, prendo il nettare da fiori diversi tra loro, producendo del "miele-Essenza" diversificato. Ma con un filo d'Oro conduttore l'Alchimia nel creare, nell'Athanor della ricerca intima, multidimensionale, animica. E in questa Alchimia, amare le parole nella loro intima Essenza. Soprattutto quella celata. Le parole creano. Sono vibrazioni. Creano dimensioni spaziotemporali proprietà, trasversali. Che uniscono dimensioni apparentemente distanti. Azzardate. Inusuali. Sempre dinamiche Sempre. operose. Come le api. A cui devo ogni mio battito d'Ali. COPYRIGHT ©®I contenuti presenti sul blog Maldalchimia.blogspot.com, quelli scritti ed elaborati dall'autrice, Tiziana Fenu, proprietaria del blog, non possono essere copiati, riprodotti, pubblicati o redistribuiti, in qualsiasi forma, se non, riportando nome, ©®Diritti intellettuali riservati e nome del blog,

venerdì, gennaio 01, 2021

💛Viaggio nella Civiltà Sarda con JanaSophia

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Viaggio nella Civiltà Sarda con JanaSophia


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💙"Hineni". Il mio "Eccomi" per il 2021

 Navigando nella dimensione dei miei amati Sacri Archetipi 

Ebraici, insostituibili Chiavi di lettura su ogni fronte, mi sono 

imbattuta in una antica parola ebraica"Hineni" 

Che tradotta significa :
"Eccomi, ci sono" 
Un richiamo a cui i patriarchi Ebraici risposero a Dio. 
Abramo, Mosè, Giacobbe, e altri
Trovo questa parola di una potenza straordinaria, 
e voglio che sia la mia parola d' Oro del 2021
Ok. Ci sto
Eccomi
Sto in Presenza
Mi fido dell' Universo
Ma non è un fidarsi passivo. È un fidarsi attivo, che ci pone 
sullo stesso piano energetico delle cose e persone  
che l'Universo smuove intorno a noi
L' Universo sente la nostra Energia, la nostra Emozione
Corrisponde di conseguenza
Di per sé, ha frequenze alte, altissime
Altrimenti non potrebbe manifestare tanta Bellezza, 
tanta Perfezione
Sta a noi, vibrare insieme ad esso.
Stare a passo
Stare nell' Incanto
Accogliere
Essere Athanor di creazione della mano Divina
In presenza emozionale, mentale
L' Anima sa. Ha già esperito nelle vite passate
È l'opporre resistenza, che crea attrito, dolore, 
sfrequenziamento.
Dislivello tra dare e ricevere
Rispondere ad una chiamata con un "Eccomi", 
significa diventare Presenza, diventare chiamata 
in ogni circostanza, ed essere capace di cavalcarla. 
Come un cavaliere con il suo cavallo.
Una chiamata, di qualsiasi tipo sia, fosse anche per lavare 
i piatti, esige velocità, compartecipazione
Nelle "cose più grandi", "l'Eccomi", "l'Hineni", è la nostra risposta 
di fiducia al nostro stesso Creatore, 
che ci ha creato in Perfezione
E qualsiasi cosa crei per noi, in quel preciso momento, 
è perfetta così
Rapportarsi ad essa, come acqua che si lascia dolcemente 
modellare dal contenitore che la 
contiene, dalle circostanze che attraversa, senza perdere 
la sua identità, le sue caratteristiche di acqua
Acqua, che se pur inquinata, può essere sempre distillata, purificata
Amare il proprio stesso Destino. 
La propria Essenza, fruito delle coordinate decise per noi in 
questa Dimensione
Eccomi
Sono pronta
Io sono il mio Destino
Non lo subisco, ma lo vivo, perché sono capace di captarne 
le Frequenze  e di sintonizzarmi ad esse
Ed essere capaci di padroneggiare queste energie, 
significa cogliere ciò che non vedo, ma ciò che sento
E ciò che sento, vibrazionalmente, è esattamente ciò 
che l'Universo ha creato per me, in questa vita, 
in questa Dimensione
Sacro.
Come lo sono io

Tiziana Fenu

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mercoledì, dicembre 30, 2020

💛 "Su Candelarzu", il pane Sardo dell' ultimo giorno dell'anno

 "Su Candelarzu", il pane Sardo dell' ultimo giorno dell'anno, a forma di disco solare inciso a croce


Era antica usanza, e si conserva tutt'oggi, in qualche paese del nuorese, che per l'ultimo giorno dell'anno, si preparasse un pane tipico, chiamato "Candelarzu"

Si tratta si una sorta di focaccia tonda, schiacciata, che viene distribuita ai ragazzi lungo le case del paese

Si andava "a candelare", richiedendo questo pane, suddiviso in quattro quarti, e un misto di dolci e frutta

Questo pane è molto particolare, perché deve essere di 35 cm di diametro, e deve essere sezionato con una croce al centro, e 4 croci in ogni sezione

Ognuna di queste porzioni è chiamata Su cocone


Ci sono delle apposite filastrocche da recitare durante la questua, e se per caso veniva negata l'offerta, i bambini rispondevano con una sorta di "frastimu", un malaugurio

Questo è sintomatico di come il rito fosse molto sentito, tanto che i bambini portavano in dono, a chi offrisse loro la candelaria, un rametto di ulivo, considerato da sempre, e in ogni cultura, un albero sacro e portatore di pace

Molto simbolico specialmente per le ragazze, che davano un nome, il loro nome, e quello del loro moroso, a queste due foglie attaccate ad Y, e le mettevano tra le braci del caminetto, nella cenere bollente

Se le due foglie si intrecciavano tra di loro, era di buon auspicio

La Sacralità della pianta di ulivo deriva anche dai racconti mitologici, nei quali si narra che Ulisse intaglio' il talamo nuziale, per lui e per la sua Amata, Penelope, proprio in un grosso albero di ulivo, ritenuto Sacro, simbolo delle Sacre Unioni Ierogamiche d'Anima.


Su cocone è particolare, perché ricorda, nella sua suddivisione a croce, e nella disposizione delle 4 croci, la bandiera Sarda dei quattro mori

Attualmente Sa Candelaria, si pratica solo ad Orgosolo e Benetutti, dove viene chiamata "su candelarzu"


Il pane viene chiamato anche" sa tundina ", e viene lavorato con pazienza, impastando con calma, semola di grano duro, lievito e strutto

Questa  antica tradizione affonda le radici in Oriente, a Bisanzio, dove il primo gennaio di celebrava la feste delle candele con una grande mascherata

E la festa, non è soltanto la questua dei bambini, la mattina del 31 dicembre, ma anche degli adulti, che di sera festeggiano su Cocone, passando nelle case di novelli sposi, e autoinvitandosi per un brindisi, festeggiando sino alle prime luci dell'alba e cantando una filastrocca beneaugurante


Questo pane bianco, dai bordi frastagliati come un sole, è buonissino

È molto interessante questa suddivisione a croce, in un pane circolare che sembra un sole

Questo cerchio della vita che viene chiamato Pasha

Rappresenta la PASHA, il nodo fatto con la corda che Shiva tiene nella sua mano destra inferiore.

Assomiglia all'Ank egizio e sta a simboleggiare il lingham e lo yoni.

Quando Shiva è Mahayoghi, il pasha perde il suo significato fallico per assumere quello di "porta stretta" che conduce al Regno dei Cieli. Allora esso è la Croce nel Cerchio, equivalente alla Croce Ansata egizia, quella sulla quale debbono essere crocifisse le passioni umane se si vuole attraversare la porta stretta, il cerchio ristretto che si dilata all'infinito, non appena l'uomo interno ne ha superato la soglia.


I quattro punti della croce rappresentano la successione, la nascita, la morte e l'immortalità

Era la croce, come ho già spiegato, nel mio precedente post su degli Iniziati, quella sulla quale si adagiavano in un sonno profondo, nel sonno di Siloam, per tre giorni e tre notti, prima di essere esposti al sole purificatore e rinnovatore di vita, come dei risorti

Si risvegliava il "Sole/Spirito interiore", che illuminava l'uomo appena nato

Questa connessione con il Sole, fin dall'antichità, fin da quando veniva indicato con una svastica uncinata e quattro punti nelle sue quattro sezioni, risale fin dai tempi antichissimi, e secondo me, l'evoluzione naturale è stata la bandiera dei quattro morì, con quattro sezioni


Forse i 4 mori erano gli antichi Falasha, gli Ebrei neri, gli Iniziati, i discendenti di Menalik, figlio del re Salomone e della regina di Saba ( la Sapa/saba, è una brelibatezza tutta Sarda), gli stessi della tribù di Dan, gli antenati degli Shardana, come ho scritto ieri

Potrebbe essere un'ipotesi. Leonardo Melis ne ha seguito le tracce


Io, dal mio punto di vista continuo a seguire l'evoluzione

Sole/croce/tau/taurino/uterina

Che mi porta sempre li

La Y della Stirpe Regale degli iniziati del Sole

E nei nuraghi è frequente questa conformazione, a croce, interna

Anche il segno della croce, non è di provenienza cattolica e cristiana

Era di tipo esoterico/cabalistico

Rappresentava l'opposizione e l'equilibrio quaternario degli elementi

Il Padre Nostro, era in origine in due modi

Uno riservato ai sacerdoti e gli iniziati, e l'altro per i neofiti e i profani

L 'iniziato, portando la mano alla fronte, diceva

"A te(mano sulla fronte) 

appartengono 

il regno(mano sul petto) 

la giustizia(spalla sinistra) 

e la Misericordia" (spalla destra) 

Quindi, si congiungevano le mani e si diceva "per il cicli generatori" 

Quindi,, con un alto valore simbolico

La Chiesa si è semplicemente impossessata di questo bellissimo e simbolico simbolo gnostico che non le apparteneva, distorcendolo nel significato primario


E sono felice di vedere questo antico simbolo, ancora commemorare nrl pane del 31 dicembre, nel "Candelarzu" della rinascita, a cui farà eco, tra un mese la festa de Sa Candelora, della luce della rinascita dopo il buio dell' inverno

Un pane che ci ricorda che il sole c'è sempre, è dentro noi

Un'ostia primordiale, un pane da offertorio. 

E rinnegarlo, negarlo attraverso la mancata offerta ai bambini che chiedono le offerte di casa in casa, merita un "frastimo", una maledizione

"che non possa arrivare a vedere l'alba del giorno dopo" 

Chi non si risveglia, merita questo

Di vivere come uno zombie

Concetto quanto mai attuale


Gli Antichi Sardi conoscevano bene l'importanza del risveglio interiore, dell'uomo solare divinizzato

Stavano sulla Tau

Sul Taurino/Uterino, che li iniziava ai grandi Misteri

Poiché solo l'Energia Maschile e Femminile insieme consentono l'accesso ai Misteri degli Antichi Iniziati 

Il culto di Shiva e della sua "Shivedda", come scrissi in uno dei miei primi post, intendendo "Scivedda", come luogo uterino, grembo, dove lievita l'impasto e la vita, con i suoi Lingam e Yoni, è filosoficamente troppo elevato, nonostante le due degenerazioni moderne, per poterlo considerare solo un simbolo fallico. 

Ma questo, gli antichi Sardi, lo sapevano benissimo


Tiziana Fenu


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"Su Candelarzu", il pane Sardo dell' ultimo giorno dell'anno











L' offerente di Matzani (Vallermosa, Cagliari) 










martedì, dicembre 29, 2020

💛29/12/2020. Luna Piena della Quercia Y

 La Luna Piena, di oggi 29/12/2020, la Cold Moon, la luna fredda, è chiamata anche , in celtico, Oak Moon, é sorta  oggi, alle 16:11.


Questa Luna Piena mi è particolarmente cara, poiché rappresenta quel giorno in più dell'anno successivo al Solstizio d'inverno, che è rappresentato dal vischio e dalla lettera doppia Y/J, secondo l'alfabeto Ogham, l'alfabeto delle antiche lingue celtiche

Alfabeto Ogham che si sarebbe particolarizzato  in Sardegna, come primo alfabeto  su pietra, secondo gli studi di prof. Garuti

Mai avrei creduto che anche questa luna Piena, sarebbe stata consona al mio principale interesse di questi ultimi tempi, la Y della Antica Civiltà Sarda


La parola celtica per Oak, è "Duir", la quale, combinata con la parola "wyd"(che significa conoscere) dà origine alla parola druidi

I druidi erano i sacerdoti degli antichi popoli celtici

Venivano ritualizzati nei sacri boschi di querce, poiché la quercia simboleggia il principio maschile

Questa Luna di Quercia, nell'emisfero Nord è legato al solstizio d'inverno, ed è legata a Giano, il Dio bifronte, che può vedere sia il passato che il futuro

Infatti il Re Quercia, nella sua infinita saggezza, guarda in entrambe le direzioni dell'anno

Nell'emisfero nord, questa luna piena della Quercia o della forza, è celebrata nel solstizio d'estate


La parola quercia significa porta, ed riconosciuta come il cardine dell'anno

Così come anche Giano, il Custode delle dimensioni, dei portali

Così come la Jana 

Giano /Giana/Jana/Janna

Janna in sardo significa porta

Una porta che è aperta sulle due polarità opposte

Sul maschile e sul femminile

Sul Sole e sulla Luna


La quercia, diffusissima anche in Sardegna, è considerata un albero Sacro, poiché rappresenta la forza primordiale, poiché ha in sé, nella sua chioma, sia i fiori femminili, che quelli maschili

Ha in sé, quindi, il seme maschile(il padre) e anche il seme femminile (la madre) 

E possiede il dono di procreare il terzo figlio, che è la stessa quercia

Infatti è rappresentata esotericamente dal numero 3

Infatti il simbolo dei Druidi era il Triskell, che rappresenta il movimento del Sole, la ruota solare della continuità, il Sacro numero tre

I tre elementi aria, terra, acqua, che muovendosi generano il Fuoco Sacro


Una pianta sacra, di cui la Sardegna vanta gli esemplari più vecchi al mondo, che rappresenta la dimora degli Dei, e proprio per questo, scudi, navi e porte di casa, dovevano essere fatti con il legno della quercia

E quante volte ci si è chiesti come mai non si trovano scudi degli Antichi Sardi. 

Si è ipotizzato infatti che potessero essere di legno

Legno di quercia, sicuramente

La quercia come Albero della vita

La quercia come il Sole

Precedente agli stessi uomini, agli stessi Dei, alle stesse api, che simboleggiano la sua  anima immortale

Veniva chiamata il Grembo della Madre, dove i figli di Zeus, i Dioscuri. ellenici, si rifugiarono per sfuggire i nemici

I figli di Zeus, nati da Zeus trasformato in cigno, per sedurre la bellissima Leda


I figli del Cigno, i gemelli Castore e Polluce, naviganti come gli Shardana, protettori dei naviganti, come ho scritto nel mio post "l'ingresso triangolare nei Nuraghi"

I figli del Cigno/cygnus/cono/cunnus/cunno/cuneo

Il "signum del Cygnus"

Si nascosero nel grembo della madre

Nell'Athanor alchemico

Nel fuoco del grembo

Poiché è rimasta tradizione che la vigilia di Natale si faccia ardere un ciocco di quercia sul fuoco, poiché è simbolo di rinascita

La casa come il proprio tempio. 

Sacra, poiché radicata verso il cielo e nella Madre Terra

La dimora del Dio del Fulmine, della creazione

Il fulmine è il Sacro Vajra, unione dinamica del Maschile e del Femminile

Quel Vajra rappresentato stilizzato come i due triangoli che si toccano per il vertice.

"la clessidra", come viene chiamata nella rappresentazione dei manufatti sardi


Quercia sarda

Ciurexiu, orticu, suaru, suberiu, suergiu

Il nostro millenario albero della vita

Querce anche da sughero, le nostre

E sughero si dice bungiu, mesura ,ottigu

Giones de 'ortiju bugno, cioè recipiente di sughero

"giones", simile a Giano

"No esser de' ortiju" 

Non essere di sughero, insensibili

Il Dio della Quercia Teute, o Teutates, il dio della fertilità

E Teuta, in celtico significa "tribù e terra"

Molto simile ai Tuatha de Danann, i nostri cugini celtici di sangue

Gli stessi Shardana


Ancora una volta, a conferma, e in perfetto sincrono con l'universo, ritorniamo alla Y, al fiore della vita, al trilobato, celebrato anche in questa notte di Luna Piena

La Luna di Quercia, di Giano, di Jana, della conoscenza, della Y uterina/taurina, dove il femminile e il maschile sono entrambi presenti in sinergia creativa

L' universo sta guidando il sapere, la conoscenza di questi ultimi giorni, sulla Y 

A conferma che si è sulla strada giusta

È una luna piena introspettiva in Cancro, che fa emergere intuizioni, emozioni, sentori

L'ultima luna piena dell'anno


29/12/2020

18 come somma totale, che é l'arcano Maggiore della Luna

La Madre Cosmica che in questa notte ci invita a rinascere dall'abisso delle nostre stesse radici

Diciottesimo Archetipo ebraico Tsade', che sembra una Y, con funzione divisione

Divisione che è inizio della vita stessa, come nella mitosi nelle cellule

Come un ramo che cresce diverso., eppure appartenente allo stesso albero

Diciottesimo archetipo rappresentato anche dalla Runa Algiz

Un'altra Y, ma tridentata, la Runa che congiunge le energie individuali a quelle universali

Runa che significa Sacro, protezione


Y, il simbolo degli iniziati

Era il simbolo anche della regina di Saba

Ne ho parlato nel mio post sui motivi a pibiones nella cultura sarda

I discendenti di Menalik, figlio di re Salomone e della regina di Saba, erano i Falasha, gli Ebrei neri, che sono gli stessi della tribù di Dan, gli antenati degli Shardana, dei Sardi, che avrebbero quindi anche sangue ebreo, come ha rilevato lo studioso e autore Leonardo Melis

Ma c'è altro 

Il simbolo della regina di Saba era proprio un Y tridentata

Come la Runa Algiz

Viene rappresentata sempre con un piede di oca

La Y con una terza asta nel mezzo e simbolizza la superiorità dello spirito sulla materia.

Questa Y era nell’alfabeto nordico la runa della vita e la rappresentazione schematica dell’arbor vitae, l’Yggdrasil,albero cosmico che univa il cielo con la terra. Ed ecco che tale simbolo appare spesso sulla via delle stelle, 

Il simbolo della conoscenza, del sentiero iniziatico

Tutte le tappe del percorso del cammino di Santiago hanno un nome che si riferisce all'oca

La Regina di Saba era nera

Aveva "su pei e'cocca" 

Il piede come un'oca

La Sacra Madre Cosmica

Cocca/coccu

Il più potente amuleto sardo

Nero

Ossidiana 

Polvere nera 

La pietra filosofale

La Y

Il segno distintivo degli iniziati


Simbolo che verrà ereditato come segno distintivo anche da una stirpe molto particolare, emarginati e misteriosi chiamati, nel 1300, i tagliatori di pietra pirenaici, i Cagoti. Dei Templari particolari, di cui farò solo cenno

Abilissimi maestri costruttori

Sono loro ad aver costruito gli edifici sacri situati lungo la rotta che portava a Santiago de Compostela, in periodo precristiano

Un viaggio iniziatico, fortemente legato alla tradizione pagana

"I tagliatori di pietra" 

Questa Y degli iniziati segna un canovaccio comune, in cui il fattore "regalità" è il filo rosso che unisce questi figli della divinità solare taurina /uterina sardi

Degli Iniziati anche loro

I figli della Quercia, rappresentata da una Y

Chissà quanti riti e balli, tra le querce sarde

E questa notte la luna Piena di Oak, in Cancro, ci riporta alla Memoria, ciò che eravamo e che siamo


Tiziana Fenu 


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29/12/2020. Luna Piena della Quercia Y















domenica, dicembre 27, 2020

💛Il kamasutra e la scacchiera di Pubusattile

 Un po di mesi fa, scrivevo della "scacchiera" della Domus de Janas di Pubusattile, a Villanova Monteleone, in provincia di Sassari, qui in Sardegna( https://maldalchimia.blogspot.com/2020/06/la-scacchiera-de-sa-pala-larga-bonorva.html?m=0) 

Scrivevo, tra le altre cose, di cui ho riportato uno stralcio e il link

"vibrazionalmente molto dinamica, scandita dalla  legge dell'ottava,

E ancora..

"... sono un rapporto perfettamente armonico di Madre e Padre creatori della legge dell'Ottava, in un perfetto ed equilibrato rapporto aureo 

Creazione che si ottiene duplicando e moltiplicando"

Oggi leggo del kamasutra, in un bellissimo testo del maestro yoga Paolo Proietti "La Danza degli Dei. Il Kamasutra e la dottrina delle vibrazioni" 


" Il vero Kāmasūtra è un libro sacro redatto, probabilmente, nel III secolo dell’epoca cristiana da un monaco errante chiamato Vātsyāyana. Dico probabilmente perché la data di stesura dell’opera è incerta: si parla di un periodo compreso tra il I e il V secolo, ma potrebbe anche trattarsi della copia di un testo molto più antico, facente parte del corpus dei 1.000 libri del Kāmaśāstra, la bibbia del tantrismo risalente almeno al 1.500 a.C. Secondo la leggenda il Kāmasūtra sarebbe stato rivelato a Vātsyāyana dalla Dea Kāmākhyā (più o meno “colei che dichiara l’Amore”) che gli sarebbe apparsa mentre era in meditazione in una grotta sulle alture di Garo nel Nord Est dell’India. Cerchiamo di immaginarci la scena: un asceta prende rifugio in una grotta, medita, digiuna e invoca la Dea. Finalmente, dopo mesi o addirittura anni di fervente preghiera, questa appare e gli detta un manuale di tecniche sessuali…[...] 


.Gli insegnamenti di Kāmākhyā riguardano la Dottrina delle Vibrazioni, e, a dire il vero, non sarebbero poi troppo difficili da cogliere. Il problema è che noi occidentali siamo più interessati alla copula che alla filosofia realizzativa e quando ci troviamo in mano una edizione del Kāmasūtra, saltiamo senza indugio le descrizioni di vita quotidiana e le parti discorsive, per fiondarci sui capitoli che contengono le pratiche sessuali e le immancabili miniature sconce.[...] 


Sono solo loro, le 64 posizioni, l’unica cosa che ci interessa per davvero. Quelle posizioni di cui tutti noi, almeno una volta, abbiamo letto, parlato, o sperimentato le possibilità, con imbarazzo, invidia, eccitazione, divertimento o semplice curiosità. Alcuni, me compreso, si saranno anche chiesti perché diavolo gli indiani si siano inventati maniere tanto stravaganti e talvolta pericolose per le articolazioni, per fare la cosa più naturale del mondo: o il Kāmasūtra, mi dicevo un tempo, è frutto di un'abile strategia di marketing ideata da una lobby di fisioterapisti o il fine delle descrizioni e delle miniature erotiche è diverso da quello che immaginiamo. Nel Kāmasūtra si parla di otto posizioni fondamentali e di otto varianti per ogni posizione per un totale di 64 posture. 64 come le caselle della scacchiera, 64 come i quadrati in cui è diviso il “Maṇḍala della Rana” uno dei diagrammi sui quali si fonda l’Architettura sacra indiana.


Alle 64 posizioni sono legate 64 Arti dell’Amore, o Kāmakalā. 64 discipline che “ogni donna di buona famiglia dovrebbe conoscere”.

Nel testo di Vātsyāyana, le Kāmakalā sono elencate e descritte una per una, e ovviamente la maggior parte dei lettori non presta loro la benché minima attenzione. È un peccato perché, forse, potrebbero darci delle indicazioni assai interessanti sul valore e sul significato autentici del Kāmasūtra.

Vediamone alcune:

 - Arte della Danza.

 - Arte del Canto.

 - Arte della Recitazione.

 - Arte della Musica.

- Arte della Spada.

 - Arte del Bastone Lungo.

- Arte del Bastone Corto.

- Tiro con l'Arco.

- Stregoneria.

 - Arte di Cambiare l'Immagine delle Persone.

 - Carpenteria e Progettazione di Edifici.

- Arte di Insegnare a Parlare ai Pappagalli.

- Arte di Suonare Bicchieri l'Acqua dentro.

- Arte di Conoscere il Sanscrito e Tutti i Dialetti.

 - Arte di Improvvisare Versi in Rima…


Le abilità sono chiamate siddhi, che il praticante acquisisce durante il percorso realizzativo. Le siddhi, letteralmente “perfezioni”, sono i poteri paranormali, collegati alle varie forme della Dea Madre"


Questo è ciò che scrive il maestro Proietti

Ma quanti Siddi/Sedda/Soddu, abbiamo in Sardegna? È pieno, e molte di queste "perfezioni" le ritroviamo anche nelle abilità dei Sardi, delle donne sarde


*Questo è ciò che ho trovato..

Troppe coincidenze a distanza di almeno due millenni, se non oltre l' una dall'altra

64 i quadretti della scacchiera della Domus de Janas, e 64 le posizioni del kamasutra

Come avevo ben intuito, si tratta di una composizione altamente vibrazionale per entrambe, poiché si parla di unione energetica tra il maschile e femminile

Nel libro di Proietti, la principale posizione, su cui si fonda tutta l'architettura Sacra Indiana, e la base del Tantrismo, è la posizione della Rana

S' arrana, in sardo

Shardana.. Che somiglianza

Si, perché una scacchiera del genere, unisce insieme la M della Mem, l'archetipo Sacro ebraico dell'acqua, il tredicesimo, con la W della Shin, l' archetipo del Fuoco, il ventunesimo, e insieme formano l' alchimia della creazione


Scrivevo, nel post sulla scacchiera di Pubusattile :

"[...] Ma  ne ho indagato  il significato simbolico riguardo la scacchiera della Domus de Janas di Pubusattile, a Villanova Monteleone, nella tomba IV

Al fianco della scacchiera ci sono 6 motivi ondulati serpentiformi, e nel lato maggiore della camera funebre ci sono protomi taurine scolpite, e il soffitto è reso come se fosse composto da assi di legno dipinte di blu e di bianco

Un dromos scavato nella roccia che conduce ad una tomba abbastanza grande, con tre celle laterali e risalente al neolitico del 3800 a. C. - 2.900 a. C. e riferibile alla cultura di San Michele di Ozieri (considerata la prima grande cultura Sarda, caratterizzata da un notevole progresso sociale e culturale) 

Le Domus de Janas sono luoghi idonei alla vita dopo la morte quindi estremamente sacrali


Vorrei soffermarmi sul significato dalla parola sigizia, in quanto verrà applicato alla simbologia  della scacchiera

Ho scritto che sigizia in campo astronomico indica un allineamento di 3 o più pianeti sulla stessa ipotetica linea retta, ma in campo Alchemico  e gnostico, indica anche la ricomposizione dei contrari, il matrimonio sacro ierogamico della coppia

Indica la coppia di eoni( le Monadi, gli esseri intermediari tra Dio e il mondo) complementari, secondo il modello "maschio e femmina" , in una ricomposizione  "Sole e Luna" "e di opposti in generale, che riconduce all' originario androgino

Questo aspetto della sigizia lo ritengo basilare per l'interpretazione, per  il mio personale sentire, riguardo la" scacchiera" di Pubusattile 

Poiché, come ho sempre scritto nei miei precedenti post, è straordinaria l' attenzione  che gli antichi sardi hanno sempre dedicato in ogni loro manifestazione artistica e architettonica, all'equilibrio  energetico degli opposti, del maschile e del femminile, da straordinari alchimisti quali erano


La Scacchiera, indica nel suo insieme, la sacra unione tra la Dea Madre  e il Dio Toro 

Insieme, sono gli artefici della creazione sulla terra

Otto quadratini, distribuiti  su 8 righe verticali e orizzontali. Per un totale di 64 quadratini, di cui 32 Bianchi e 32 Rossi alternati  

Una perfetta sintesi armoniosa conseguente all'equilibrio degli opposti

Perché ripetere i quadratini 8 volte per riga orizzontale e verticale? 

Perché l'otto è un numero dell'Infinito, di congiunzione tra cielo e terra


Perché 8 furono, secondo la cosmogonia mitologica,  i primi umani semidivini sulla terra, quattro coppie di ermafroditi di cui Nun  (.. se vi ricordate l'ho scritto nei miei precedenti post, semidio con la testa di rana) e Nunet, la sua compagna ( la semidea con la testa di serpente) rappresentano i creatori delle prime Acque Primordiali (la Sardegna è tutta incentrata sul culto delle acque) e del caos creatore

Otto sono i componenti delle 4 coppie di sostanza Divina, dello spirito e della materia, del maschile e del femminile, del divino che scende nella materia


Otto sono i quadratini uniti a due a due, come una coppia( rosso/ bianco) e formano la sigizia di base dalla scacchiera

Il moto divino eterno che scende nella materia, nella vita, nell ' elemento femminile come un grembo aureo che accoglie e che è esemplificato anche dalle 7 spirali rosse di 70 cm di diametro, come quelle della Domus  de Jana a Bonorva, a Sant' Andrea Priu,  risalente al neolitico(3.800/2.900 a. C.) dove sul soffitto, c'è un motivo a scacchiera in bianco e nero) e pare che 70 cm sia l'altezza della Domus internamente

Il 7 è un numero importante, perché composto dal 3 che rappresenta la divinità, l'aspetto spirituale , più il numero 4, che rappresenta la materia, il piano fisico

I sardi sapevano bene che si consegue un equilibrio con la congiunzione degli opposti

È ciò che mantiene la salute , è l' equilibrio umido/ secco, freddo/caldo, ecc.

Il predominio di una di esse  genera la  malattia.


Un microcosmo riprodotto nella parete, con una  Valenza energetica potentissima

Un " otto moltiplicato otto", che segue la scansione  della "legge dell'ottava" era che è la  scansione energetica della Creazione in natura, secondo la quale  tutto in natura risponde a precise leggi fisiche vibrazionali e armoniche, dal momento che tutto l'universo è fatto di energia, compresi  noi, e quindi anche la nostra esistenza vibra all'interno di ottave di frequenza

La legge dell'ottava è la seconda delle tre leggi cosmiche fondamentali perché genera,  regola e interconnette il posto di tutti i processi in qualsiasi  Scala


E io trovo assolutamente straordinario, ai limiti dell'incredibile, e mi inchino davanti a tanta consapevolezza, che 5000 anni fa, un essere umano, uomo o donna che fosse, abitante della Sardegna, che abbia potuto creare, attraverso la "scacchiera" e le spirali, una composizione molto armoniosa, e vibrazionalmente molto dinamica, scandita dalla  legge dell'ottava, rappresentata dalla scacchiera e dall' importanza del 7, rappresentato dalle 7  spirali rosse, con lunghezza  di 70 cm. 

Come se avessero creato una dimensione virtuale, una rappresentazione grafica energetica, una nuova dimora  dell'anima, dopo la morte, che attraverso la moltiplicazione della sigizia( la coppia rosso/ bianco dei 2 quadratini), per 4 volte, quindi per i quattro elementi della terra in senso verticale e orizzontale, ritorna alla dimensione dell' Uno, del perfetto equilibrio ( e infatti, anche moltiplicando 8 x 8, abbiamo un 64, che ancora sommato diventa, 10, e quindi Uno) 

Il quadrato è il "4" , la radice ideale di tutti i numeri e di tutte le cose sul piano fisico, generato dalla Madre Sacra di tutte le figure, la Vesica Piscis

Il rettangolo , formato dal quadratino rosso più quello bianco, invece è la perfetta Unione e l'armonia sul piano spirituale, e per Genesi  successiva, si ottengono altre coppie ( sigizie) di quadrati 

Infatti, accostando due quadrati, si  ottiene un rettangolo, i cui lati sono di "1 : 2", cioè sono  in un  rapporto, di Ottava, rappresentato musicalmente dalla nota musicale Do, quindi sono un rapporto perfettamente armonico di Madre e Padre creatori della legge dell'Ottava, in un perfetto ed equilibrato rapporto aureo 

Creazione che si ottiene duplicando e moltiplicando

Quindi la scacchiera( motivo decorativo presente in molte epoche e culture, che poi si è concretizzato in un passatempo ludico rappresentativo del microcosmo regale del Re e della Regina) rappresenta un microcosmo  virtuale di espansione creativa verso l'infinito rappresentato da quella ripetizione per 8 volte ( 4, se consideriamo la sigizia) che rappresenta l'infinito

Le spirali rosse decorative indicano questo passaggio avvenuto, di congiunzione tra materiale e spirituale, impostate sul numero del 7 che indica magnificenza dell'Unità  tra Cielo e terra


Al fianco alla scacchiera ci sono 6 motivi  ondulati serpentiformi

Il numero 6 indica Unione del maschile e del femminile, è il numero della Creazione come Unione degli Opposti,  e rappresentato in questo modo, con i motivi ondulati, è dinamico, in movimento

In  espansione attraverso quell' Universo virtuale della scacchiera, dilatato verso l'infinito e verso il ritorno all'unità primordiale dell' Uno

La stessa scacchiera ha 60 cm di lato Quindi un "6"  che ritorna anche nelle dimensioni. 


Il colore rosso e bianco dei quadratini della scacchiera, richiamano le due polarità femminile e maschile

Il rosso dell' ematite ferrosa, molto usata in epoca preistorica, è il colore della Dea, richiama il sangue, la nascita, la morte, il mestruo, la ciclicità, le fasi lunari associate al ciclo mestruale e al ciclo delle messi

Il rosso è onnipresente nell'ipogeismo sardo ed europeo di quell'epoca e anche le spirali sono il simbolo comunque della dea

Il bianco rappresenta il dio Toro. Anche il sacro Toro Api egiziano, aveva delle macchie ben precise sul corpo  e un triangolo bianco sulla fronte


Anche il Tao è improntato con i colori del bianco e del nero ( il nero è un'evoluzione del Rosso primitivo) l'uno che contiene l'altro, lo Yin e Lo Yang. 

Questa  sigizia primordiale dell'  "1 + 1" della scacchiera, si ripete quindi  fino a formare  un " Uno" completo ( 8 x 8 > 64 > 6 + 4 >10 >>Uno) che rappresenta l'Uno primordiale, il dio supremo, la Monade che secondo Pitagora era il punto invisibile, quello che giaceva nel più assoluto silenzio

E pensando a come fosse sacro l'ambiente delle Domus de Jana, accompagnava verso una nuova dimora dopo la morte, immagino la sacralità del silenzio che  doveva esserci

Un silenzio pregno di significati e simbologia, come un portale dimensionale, dove la forza della sacralità è la dolcezza nel contempo, erano amplificate da questi simboli sulle pareti, che agivano da traghettatore e trasmutatori simbolici

Questo nuovo tempio virtuale( non mi piace tanto, la parola scacchiera, non la trovo consona all' autentica simbologia, preferisco " tempio", questo nuovo tempio dell' Anima), questa nuova dimora, dopo la morte rappresentato da un quadrato di 60 cm di lato ( tra l'altro 60 x 60, fa 360, e il 3 + 6 fa 9. Il 9 simboleggia la chiusura di un ciclo, un ciclo terreno. È l'inizio di un altro ciclo ultraterreno, nel quale  l'anima si espande verso l'infinito attraverso quelle 6 onde laterali 

Il numero  6, il sole e la luna, il maschile e il  femminile  finalmente Uniti"


Troppe analogie, per poterle ignorare

Quando dico che la culla della civiltà può essere stata proprio la Sardegna, la Sardegna atlantidea, ho i miei buoni motivi

Poiché, su qualsiasi cosa indaghi, ultimamente, mi riporta sempre allo stesso punto, ad un'origine in Sardegna, che si è sviluppata, secoli, se non, millenni prima.

La "scacchiera", ma odio chiamarla così, per me è un tempio, una Sacra Sigizia, è come un Kamasutra vibrante. L'arte della creazione della vita

Non mi stancherò mai di dire, come ho sempre affermato, che le due energie, "taurina/uterina", in Sardegna, sono in simbiosi. Vanno sempre insieme

Sono sinergiche

E su questa sinergia, gli Antichi Sardi, grandissimi catalizzatori di energia, hanno fatto, della Sardegna una terra, che è come una centralina elettrica

Ricchissima di energia dinamica, feconda, vitale

Pure il Kamasutra era già, vibrazionalmente nelle nostre frequenze

Il Dio Toro, solare, fallico, e la sua Dea, la sua controparte uterina, lunare e femminile

L' Acqua ardente

S'abba ardenti

Su fil'e ferru

Solo qui, poteva nascere. 


Tiziana Fenu


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Il kamasutra e la scacchiera di Pubusattile